Cronaca

Tg News – 13/11/2023

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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Il garante a Cgil e Uil: mancano requisiti per sciopero generale
– Hamas esclude scambi parziali di prigionieri
– Morta Indi, il papà: “Siamo affranti e pieni di vergogna”
– Eredità Lollobrigida: per Piazzolla condanna a 3 anni
– Confindustria critica la manovra del governo
– Legnano: spara a compagna e poi si suicida
– Open Fiber, a Cervinia banda ultralarga per la Coppa del Mondo di sci
– Previsioni 3B Meteo 14 Novembre
gsl

Anas al lavoro per riaprire le strade toscane interrotte per maltempo

FIRENZE (ITALPRESS) – Tecnici e squadre Anas sono al lavoro ininterrottamente da giorni per riaprire al traffico nel più breve tempo possibile i tratti stradali colpiti dal maltempo. Per ripristinare la circolazione in sicurezza sono necessari interventi di consolidamento dei versanti interessati da frane e smottamenti, attualmente in corso di esecuzione, per i quali sono state incaricate imprese specializzate con procedura di somma urgenza.

tvi/gtr

Lucca, indebite compensazioni con soldi Pnrr per 81 mila euro

LUCCA (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Lucca ha dato corso a un piano di interventi nei confronti di varie imprese operanti nel territorio della provincia, volti a verificare la correttezza dei crediti d’imposta finanziati anche dal PNRR e indicati nelle prescritte dichiarazioni dei redditi per abbattere il proprio debito fiscale. Tali attività hanno consentito di riscontrare indebite compensazioni di crediti d’imposta per circa 81 mila euro, in quanto risultati non spettanti in base ai presupposti soggettivi e oggettivi o procedurali previsti dalla normativa che ne disciplina il riconoscimento e sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero del quantum sottratto a tassazione. In particolare, gli specialisti del Nucleo Pef di Lucca hanno focalizzato l’attenzione sui crediti d’imposta derivanti dagli investimenti in beni strumentali nuovi, rilevando tre diversi casi di irregolarità in mediavalle. Ad esempio, l’inserimento da parte di una società operante nel settore delle lavanderie industriali, nel conteggio ai fini della maturazione dei relativi benefici fiscali, di beni acquistati e messi in uso nel 2019, ossia anteriormente alla decorrenza della misura premiale prevista dal 2020; con ciò, determinando il disconoscimento del credito (pari ad euro 34.000) erroneamente riportato in dichiarazione e indebitamente utilizzato per pagare le imposte. Il Gruppo Viareggio, invece, ha individuato, sulla scorta di precisi indici di potenziale “pericolosità fiscale”, due attività commerciali, entrambe operanti nel settore edile e con sedi nei Comuni di Forte dei Marmi e Pietrasanta, che hanno utilizzato crediti d’imposta che erano stati “dichiarati” per l‘acquisto di macchinari che, nella realtà, non era mai avvenuto. I contribuenti interessati dalle attività ispettive si sono però subito ravveduti, procedendo a restituire l’indebito guadagno attraverso l’apposito istituto del “ravvedimento operoso”.
Le successive attività di approfondimento hanno permesso poi di accertare come le predette imprese si avvalessero della consulenza fiscale di una medesima società, con sede in Seravezza. Per tale ragione, gli accertamenti sono stati estesi anche a carico della citata società e hanno consentito di constatare come la stessa, a sua volta, avesse indebitamente usufruito di vari crediti d’imposta previsti dalla normativa fiscale. Nello specifico, i finanzieri hanno accertato come la predetta impresa di consulenza avesse utilizzato, in compensazione dei debiti tributari per gli anni d’imposta 2020 e 2021, una serie di crediti d’imposta, come, ad esempio, quelli normativamente previsti per le società che investono per l’acquisto di immobili a uso non abitativo, di beni strumentali etc., per un totale di circa 20.000 euro, in assenza dei requisiti prescritti dalla legge. A conclusione della medesima ispezione, sono state altresì contestate alla società altre irregolarità, legate nello specifico ad imposte dei redditi e I.V.A. non versate per circa 10.000 euro complessivi, oltre a componenti positivi della produzione ai fini Irap non dichiarati per un totale di 158.000 euro. Complessivamente, ad oggi, è di circa 7 milioni di euro l’ammontare dei crediti d’imposta della specie oggetto di approfondimento da parte dei reparti del Corpo nella provincia di Lucca. vbo/gtr

Sorpreso a trasportare 600 mila euro, denunciato a Messina

MESSINA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Messina ha sorpreso un cittadino di origini calabresi intento a trasportare ingenti quantità di denaro contante di illecita provenienza. I militari hanno fermato agli imbarcaderi privati un automezzo, proveniente da Palermo e diretto a Villa San Giovanni. Insospettiti dall’atteggiamento insolitamente agitato del conducente, le Fiamme Gialle hanno deciso di approfondire il controllo con l’ausilio di un’unità cinofila. E così hanno scoperto un ingente quantitativo di denaro contante, occultato all’interno di un borsone riposto nel vano bagagli dell’auto. Le numerose mazzette di denaro contante, in tagli da 200, 100, 50, 20, 10 e persino 5 euro, erano state avvolte con pellicola trasparente e nastro adesivo da imballaggio, per un totale di circa 600 mila euro. In base ai primi accertamenti, il conducente è risultato il componente di un nucleo familiare beneficiario del Reddito di Cittadinanza, inoccupato e privo di qualsiasi fonte di sostentamento. Quindi, non avendo giustificato in modo esaustivo il possesso di una somma di denaro così ingente, le banconote sono state sequestrate e l’uomo denunciato per riciclaggio e ricettazione. vbo/gtr

Importa 1 chilo di hashish dalla Spagna, arrestato nel Milanese

VARESE (ITALPRESS) – Un cittadino italiano, nell’ambito di un’operazione antidroga condotta dalla Guardia di Finanza di Varese, è stato arrestato per avere importato un chilo di hashish. La spedizione, arrivata alla Cargo City dell’aeroporto di Malpensa proveniente dalla Spagna, è stata intercettata dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Malpensa. Con l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria di Busto Arsizio, i Finanzieri hanno dato esecuzione alle “operazioni speciali” finalizzate di acquisire ulteriori prove ed elementi di fatto utili a individuare i responsabili del traffico di droga, individuando il reale destinatario della spedizione. L’intervento in flagranza di reato, avvenuto a Sesto San Giovanni (MI), ha consentito alla polizia economico-finanziaria di sequestrare la spedizione contenente più di un chilo di hashish suddiviso in panetti e di arrestarne l’importatore. Durante l’operazione, i Finanzieri hanno perquisito l’abitazione dell’arrestato ed hanno rinvenuto altra droga per un totale di due chili di hashish, materiale per il confezionamento (una sigillatrice sottovuoto, sacchetti per il confezionamento sottovuoto, sacchi e confezioni in cartone relativi a spedizioni tramite corriere), un bilancino di precisione, quattro telefoni cellulari attivi e 12.000 euro in contanti. Dai primi accertamenti è emerso che la grossa disponibilità economica, incompatibile con la condizione di disoccupato per aver rifiutato un’opportunità di lavoro lecito che gli era stata offerta, ma meno remunerativa e più faticosa del traffico dallo stesso gestito, sarebbe derivata da un’attività di spaccio abituale e connotata da aspetti di professionalità avuto riguardo al quantitativo, al confezionamento, al luogo ed alle circostanze della detenzione.
Pertanto, l’indagato è stato portato in carcere. L’arrestato, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbe abitualmente acquistato la sostanza stupefacente dall’estero prevalentemente da Paesi della penisola Iberica per poi riconfezionarla minuziosamente e spedirla ai suoi “clienti” con veri e propri servizi di “Home Delivery”. Il consumatore gli ordinava le dosi attraverso sul suo account attivato dall’indagato in una nota piattaforma social network, le pagava e forniva il proprio indirizzo di ricezione dello stupefacente e in cambio l’arrestato curava tutti i dettagli della consegna affinché il recapito andasse a buon fine, ricevendo anche le “recensioni” per qualità della merce e del servizio (fra le tante, “fratello sto hash veramente top, sapore pulito e dolce e high consistente”). Da quanto emerso dai primi accertamenti, inoltre, l’indagato si serviva di almeno quattro identità differenti per potere svolgere in incognito la sua attività illecita ed usava anche un cellulare abbinato al nominativo della propria madre. Le Fiamme gialle hanno così impedito la distribuzione di circa due chili di droga, dalla quale si sarebbero potute ricavare almeno 5.000 dosi, per un profitto illecito stimato di almeno 50 mila euro.

Traffico di droga nell’Imperiese all’ombra ‘Ndrangheta, 26 arresti

IMPERIA (ITALPRESS) – Militari del comando provinciale di Imperia, del Gico di Genova e dello Scico della Guardia di finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 26 persone, tra cui uno di nazionalità cubana, due di nazionalità ecuadoriana, quattro di nazionalità albanese, accusate di traffico di droga e associazione a delinquere di stampo mafioso. Ventitre indagati sono finiti in carcere e gli altri tre agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale di Genova, su richiesta della locale Procura – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo. Diciassette degli indagati arrestati sono accusati di essere componenti di un’associazione a delinquere diretta da esponenti della famiglia De Marte – Gioffrè, originaria di Seminara e collegata ad articolazioni di ‘Ndrangheta residenti in Calabria, ma da anni radicatasi nella zona di Diano Marina, operativa nella provincia di Imperia sin dal 2020 e finalizzata all’acquisto, coltivazione, trasporto, rivendita e cessioni di cocaina, hashish e marijuana.
L’organizzazione avrebbe agito con modalità ritenute riconducibili alle organizzazioni mafiose, attraverso le quali avrebbe affermato il proprio controllo sui traffici di droga nell’area di Diano Marina e dei comuni limitrofi, imponendo il proprio monopolio nel traffico di sostanze stupefacenti attraverso violenze e minacce, talvolta anche a mano armata. Vengono contestati agli indagati 56 episodi di acquisto, cessione, trasporto di quantitativi di cocaina e marijuana, nonché di coltivazione di marijuana. Ma anche reati (consumati ai danni di alcuni acquirenti di sostanze stupefacenti per costringerli a ripianare i debiti accumulati con gli acquisti effettuati) di lesioni, furti di mezzi di trasporto, estorsione (nella forma tentata e consumata), minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso; detenzione di una pistola. Il centro operativo e decisionale dell’associazione era collocato presso la residenza della famiglia De Marte a Diano Castello, dove, grazie all’utilizzo di telecamere e microspie, è stato possibile individuare i componenti dell’associazione, i diversi ruoli dagli stessi ricoperti, nonché ricostruire le varie fasi dei traffici di stupefacenti. Nei confronti di 18 indagati è stato disposto anche un sequestro preventivo per equivalente per l’importo complessivo di 866.400 euro, provento dell’attività illecita posta in essere dall’associazione criminale, riguardante 128 rapporti bancari, 18 autoveicoli e 12 motocicli, 6 immobili e 39 terreni siti a Diano Marina (IM), San Bartolomeo al Mare (IM), Cassano delle Murge (BA), Trapani, Marsala (TP) e Misiliscemi (TP). Contestualmente alla misura cautelare della custodia cautelare personale e reale, eseguita anche con l’ausilio dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Varese, Reggio Emilia, Bari, Trapani e del Gruppo di Gioia Tauro, la Guardia di Finanza sta procedendo a perquisizioni delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova a Imperia, Diano Castello (IM), Diano Marina (IM), Diano Arentino (IM), Santo Stefano al Mare (IM), San Bartolomeo al Mare (IM), Sanremo (IM), Taggia (IM), Riva Ligure (IM), Castelvecchio (IM), Chiusavecchia (IM), Cislago (VA), Montecchio Emilia (RE) e in provincia di Reggio Calabria. vbo/gtr

Tg News – 10/11/2023

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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Combattimenti intorno all’ospedale di Gaza
– Tar annulla decreto carburanti su obbligo esporre prezzi
– Biella, uccise la fidanzata, va ai domiciliari perché obeso
– Devono rifare esame di maturità dopo ricorso di un’alunna
– Francia, fermato l’autore delle stelle di David a Parigi
– Bce: pronti a rivisitare i tassi in caso di shock monetario
– Meloni: “Combattiamo l’evasione vera, non quella presunta”
– Previsioni 3B Meteo 11 Novembre
gsl

Reggio Calabria, sequestro di salumi e carne per due tonnellate

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I carabinieri del Nas di Reggio Calabria, nell’ambito di mirati servizi per il contrasto alla diffusione della peste suina, hanno sequestrato 2 tonnellate di salumi e 400 kg di carne. I militari, con l’ausilio del personale del Servizio Veterinario dell’ASP di Reggio Calabria, nel corso di un’ispezione dello stabilimento di salumificio di un’azienda specializzata nella lavorazione e commercializzazione di carne, hanno rinvenuto nelle celle di stagionatura oltre 2.000 kg di salumi (salame, capocollo, pancetta), di cui era mancante qualsiasi documento attestante la provenienza della carne di suino, mettendo in potenziale pericolo la salute dei consumatori in quanto non erano conosciuti né l’allevamento e neanche il luogo in cui gli animali erano stati macellati, dati fondamentali per il contrasto alla diffusione della peste suina. Presso una macelleria i carabinieri hanno rinvenuto ulteriori 150 kg di carne suina e di vitello, anche in questo caso privi di informazioni riguardanti la tracciabilità. I salumi e la carne, del valore di circa 100.000 euro, destinati alla commercializzazione per le festività natalizie, sono stati immediatamente distrutti da una ditta specializzata. Ai titolari delle aziende sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 7.000 euro.
pc/gsl (Fonte video: Ufficio stampa Arma dei Carabinieri)