GIOIA TAURO (ITALPRESS) – Due discariche abusive in aree comunali sono state sequestrate dai carabinieri di Gioia Tauro, coadiuvati da personale del Nucleo Forestale Carabinieri di Cittanova, hanno sequestrato due aree. Nello specifico, si legge in una nota dell’Arma, “i militari hanno posto sotto sequestro l’area insistente in una intersezione nei pressi di via Ciambra del Comune di Gioia Tauro, da tempo oggetto di deposito di materiale di scarto e una seconda area in zona Guardiola. Nel primo luogo, sottostante al Ponte Petrace, e nei pressi di quel fiume, a poca distanza dalla sua foce, è stata realizzata una discarica non autorizzata e contenente rifiuti pericolosi, tutti completamente sparsi su un’area pubblica. Tra gli altri, erano presenti rifiuti miscelati su un’area di quasi 300 metriquadrati: sul terreno nudo erano presenti anche lastre di amianto, scarti di meccanica e autocarrozzeria rimossi da veicoli, rifiuti della lavorazione del legno, pneumatici di varia misura e grandezza. Nella seconda area, la discarica, estesa per circa 150 mq, è stata riscontrata la presenza di rifiuti di varia natura tra cui pericolose lastre danneggiate di amianto o materiale di risulta proveniente da attività di demolizione edilizia”.
col3/gtr
Sequestrate a Goia Tauro 2 aree comunali adibite a discariche abusive
Pesaro, “Operazione Spettro”. Fatture false nella onlus, 5 arresti
PESARO (ITALPRESS) – I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Urbino hanno concluso una complessa e articolata attività di indagine denominata “Spettro”, in relazione a numerosi illeciti rilevati in materia di reati tributari, fallimentari, bancari e di riciclaggio posti in essere da vari soggetti, tutti appartenenti ad un medesimo gruppo familiare, ricoprenti, a vario titolo, degli incarichi all’interno di una società cooperativa sociale Onlus operante nel settore socio-assistenziale ed una società di servizi, entrambe aventi medesima sede. Nello specifico le indagini hanno riguardato le “prestazioni a largo spettro” fatturate dalla società di servizi, inadempiente a livello civilistico e fiscale, alla ONLUS in due annualità per quasi 700.000 euro e rivelatisi gonfiate ad hoc al fine di generare crediti fiscali inesistenti nonché per eludere la normativa che limitava la distribuzione degli utili ai soci. Nello specifico sono state svolte articolate e complesse indagini consistite, tra l’altro, nell’esecuzione di attività investigative di tipo tecnico quali intercettazioni telefoniche, estrazione ed analisi del contenuto di computer, smartphone e server aziendali sottoposti a sequestro nell’ambito di perquisizioni personali e locali eseguite nei confronti degli indagati. Gli investigatori al fine di fornire un adeguato quadro probatorio si sono avvalsi anche di consulenze informatiche. Le attività di indagine hanno riguardato, tra le altre cose, anche una richiesta di decreto ingiuntivo (per oltre 400 mila euro), formulata al Tribunale di Urbino sulla base di documentazione rivelatasi poi falsa, nonché un accordo di ristrutturazione del debito richiesto anch’esso al Tribunale di Urbino mediante allegazioni documentali risultate non veritiere ovvero artefatte da alcuni professionisti. All’esito di tali attività, sono stati segnalati all’A.G i componenti delle compagini sociali delle due società coinvolte, l’amministratore di fatto e di diritto delle predette e due commercialisti che, a vario titolo, sono risultati coinvolti in relazione alle ipotesi di reato di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, nonché di omessa dichiarazione, di autoriciclaggio, di falso indotto in atto pubblico, di falso nelle attestazioni e relazioni del professionista, di mendacio bancario e di false comunicazioni sociali. In relazione ai fatti segnalati, per i quali è stato anche emesso l’avviso di Conclusione delle indagini preliminari da parte del Pubblico Ministero titolare delle indagini, è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Urbino su richiesta della Procura di Urbino per quasi un milione di euro con il sequestro, anche mediante l’espletamento di un’attività di perquisizione effettuata con l’ausilio di un’unità cinofila “cash dog”, di liquidità finanziarie, beni preziosi, quote societarie, tre autovetture, immobili e terreni nella disponibilità delle persone indagate. Nell’ambito di tali attività è stato anche rilevato come il villino adibito a residenza di uno degli indagati risulti essere in realtà censito, a livello urbanistico e catastale, come un “capanno agricolo” (per tali fatti il soggetto è stato deferito all’Autorità Giudiziaria). A livello tributario, sono state eseguite e concluse specifiche attività di verifica fiscale finalizzate alla riqualificazione dell’attività aziendale svolta dalla Onlus in quella svolta da una società a scopo di lucro, disconoscendo oltre che i costi per fatture per prestazioni inesistenti, anche ogni tipo di agevolazione fiscale adottata dalla società in virtù del suo status giuridico, quantificando per oltre un milione e mezzo le imposte dovute dalla società.(ITALPRESS).
gtr/trl
Chieti, si appropria del denaro di disabile. Denunciato amministratore
CHIETI (ITALPRESS) – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Chieti ha eseguito il sequestro di beni per oltre 27 mila euro nei confronti di un amministratore di sostegno. In particolare, i Finanzieri della Compagnia di Lanciano, al termine di indagini svolte su delega della locale Procura della Repubblica, hanno accertato che l’incaricato della gestione delle risorse economiche di una donna orfana, affetta dalla Sindrome di Down, con invalidità permanente al 100%, ha reiteratamente distratto somme di denaro di pertinenza di quest’ultima. Gli accertamenti eseguiti sui conti correnti della diversamente abile, sui quali confluivano, oltre ai lasciti dei defunti genitori, anche la pensione di invalidità, l’indennità di accompagnamento e la pensione di reversibilità del padre, hanno consentito di rilevare spese, poste in essere a mezzo bonifici, assegni bancari e utilizzo di carte bancomat, per finalità non autorizzate dal Giudice Tutelare e comunque estranee agli interessi dell’amministrato per l’importo complessivo di euro 27.575,00. Tali evidenze sono state, altresì, corroborate dalle dichiarazioni rese in atti dai titolari degli esercizi commerciali ove le spese risultavano sostenute, i quali hanno confermato come il percettore dei beni/servizi ceduti fosse l’amministratore di sostegno ed in taluni casi anche i figli di quest’ultimo. Determinato l’illecito profitto, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Lanciano, ha emesso apposito sequestro preventivo di tutte le disponibilità finanziarie fino alla concorrenza di euro 27.575,00 (beni mobili ed immobili, titoli di credito, giacenze di conto corrente) facenti capo all’indagato.(ITALPRESS).
trl/gtr
Oristano, Operazione “Immobil Crack”. Arrestati imprenditori
ORISTANO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Oristano ha tratto in arresto e condotto in carcere due imprenditori(rispettivamente di anni 73 e di anni 61) e un loro presunto prestanome (di anni 56). Un altro dei presunti prestanome, anch’esso destinatario della misura detentiva, è recentemente deceduto. L’attività scaturisce da una verifica fiscale condotta nell’anno 2018 dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Oristano nei confronti di una società esercente l’attività di gestione di alberghi e ristoranti con sede legale in Villasimius (CA) e sede amministrativa a Sassari, facente capo ai predetti imprenditori, la cui posizione era emersa nel corso di altre attività investigative. Dagli esiti della verifica fiscale sono emersi indizi di un sistematico omesso versamento delle imposte dovute all’Erario per un totale complessivo di oltre 3 milioni di euro e il presunto mancato ripianamento di mutui bancari per circa 2,8 milioni di euro (oltre ad ipotesi di debiti non onorati nei confronti di altri soggetti); inoltre, tale modus operandi sarebbe proseguito, con operatività in tutta l’Isola, almeno dall’anno 2008 mediante una galassia di società (complessivamente, circa trenta) che sarebbero riconducibili sempre agli stessi soggetti ovvero a loro prestanome e sarebbero state di volta in volta costituite, “svuotate” e destinate al fallimento. Il ruolo dei presunti “prestanome” sarebbe emerso anche in virtù di alcune scritture private rinvenute all’atto delle perquisizioni, nell’ambito delle quali gli interessati attestavano che le quote in loro possesso erano, effettivamente, di proprietà esclusiva dei suddetti imprenditori ai quali avrebbero dovuto essere intestate “a loro semplice richiesta, senza che nulla mi sia dovuto”. In qualche caso, il prestanome avrebbe avuto un ruolo esclusivamente “cartolare”. Tra i prestanome figurerebbero anche i due figli di uno degli imprenditori, anch’essi deferiti all’A.G. Al termine delle indagini, sono stati contestati agli interessati, in concorso tra loro, i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, la bancarotta semplice, il falso in bilancio con mancato pagamento delle imposte e la turbata libertà degli incanti, posto che avrebbero interferito, in varie occasioni, con il regolare svolgimento delle aste giudiziarie alle quali avrebbero indebitamente partecipato allo scopo di riacquisire beni in precedenza escussi nei loro confronti. Proprio in quest’ultimo contesto rientrerebbe la vicenda del “Teatro De Candia” di Ozieri, acquistato nell’anno 2001 mediante la stipula di un mutuo regionale di oltre mezzo milione di Euro successivamente non onorato, con conseguente procedura esecutiva e vendita all’asta del bene di cui, tuttavia, è risultato aggiudicatario sempre uno degli stessi imprenditori. Operazione, quest’ultima, che secondo gli accertamenti sarebbe risultata prodromica al tentativo di reimpiegare l’immobile in altre operazioni illecite. Tra le numerose operazioni finite sotto la lente d’ingrandimento, peraltro riguardanti una molteplicità di settori commerciali, ma che evidenziano costantemente il medesimo modus operandi, rientrano la costituzione di una società di assicurazioni che, pur riscuotendo i premi dai clienti avrebbe sistematicamente omesso di versarli alla Compagnia Assicurativa, per un importo complessivo che supera il milione di Euro. Più di recente, nell’anno 2022, la stipula di un contratto di locazione di significativo importo con un importante player europeo nel settore turistico (comunque estraneo ai fatti) per la gestione di un villaggio vacanze e di un hotel in provincia di Cagliari attraverso una società appositamente costituita. Questa avrebbe, a sua volta, “ereditato” il bene per un importo irrisorio da altra azienda sempre agli stessi soggetti riconducibile, qualche giorno prima del fallimento di quest’ultima. L’evasione fiscale perpetrata negli anni ammonterebbe a diversi milioni di euro. Stesso dicasi per le somme che sarebbero state sottratte agli assetti societari di cui gli interessati si sarebbero indebitamente impossessati. In relazione al protrarsi dell’attività criminosa, ravvisando il pericolo di reiterazione del reato, specie con riferimento a coloro che risulterebbero essere i dominus di tutte le società indicate e delle operazioni nel tempo poste in essere, il GIP ha emesso le misure cautelari personali. È stato, altresì, disposto il sequestro preventivo di una serie di immobili tra i quali, il “Teatro De Candia” di Ozieri; alcuni appartamenti ubicati a Cagliari e Villasimius; terreni e casolari ubicati a Pattada (SS), Elmas, Settimo San Pietro e Serdiana in provincia di Cagliari.(ITALPRESS).
trl/gtr
Forlì, sequestrati centinaia di articoli contraffatti. Una denuncia
FORLÌ (ITALPRESS) – Nel corso di un’operazione condotta a Savignano sul Rubicone (FC), le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 700 articoli e capi di notissime marche, tutte abilmente contraffatte, stoccati presso l’abitazione di un uomo del posto, che ora è stato denunciato per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione. Si tratta, in particolare, di un 48 enne incensurato, finito nel mirino del Finanzieri della Tenenza di Cesenatico, che ne seguivano da tempo i movimenti e la rete di relazioni. Così, nel corso di una perquisizione disposta dalla Procura della Repubblica di Forlì, alla quale nei giorni scorsi i militari avevano inoltrato un dettagliato rapporto, le Fiamme Gialle si sono trovate di fronte a un vero e proprio emporio del tarocco; sistemati con cura ed esposti in ogni angolo della casa, vi erano, infatti, numerosissimi profumi, cosmetici, borse, capi d’abbigliamento, scarpe ed altri articoli, tutti recanti i segni distintivi di note griffe della moda e di prodotti di bellezza abilmente contraffatti. Si stima che il giro d’affari illecito possa superare i 40 mila euro. Sono, pertanto, in corso ulteriori indagini per risalire ai canali di approvvigionamento e disarticolare la catena logistica, organizzativa a strutturale della filiera illecita.(ITALPRESS).
trl/gtr
Pagavano 2 euro l’ora, interdetti gestori comunità anziani a Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura interdittiva emessa dal gip del Tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 2 gestori di una comunità alloggio per anziani, destinatari del divieto di esercitare attività d’impresa e di rivestire uffici direttivi delle persone giuridiche. Le indagini, condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo (Gruppo Tutela Mercato Capitali), avviate sulla base della segnalazione di un parente di un’ospite, hanno consentito di ipotizzare condotte di “sfruttamento” dei lavoratori, che sarebbero state perpetrate dai titolari della citata struttura residenziale, nonché condizioni di abbandono degli anziani.
col3/gtr
Scoperta ai Castelli Romani frode fiscale di 42 milioni, 3 arresti
ROMA (ITALPRESS) – Una maxi-frode fiscale, realizzata grazie al supporto di sette consulenti operanti ai “Castelli Romani” è stata scoperta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno arrestato tre persone ed eseguito il sequestro preventivo di oltre 30 milioni di euro nei confronti di 26 persone fisiche e 18 persone giuridiche, su disposizione del G.I.P. presso il Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura della Repubblica a quella sede. Il provvedimento scaturisce dalle indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Colleferro, scattate dopo una verifica fiscale a una panetteria di Artena, che avevano consentito di individuare un sodalizio costituito da consulenti fiscali con studio a Frascati e a Roma, specializzato nell’“azzerare” i debiti tributari, creando artificiosamente, dietro corresponsione di una percentuale variabile tra il 25% e il 35% delle imposte non versate, crediti d’imposta falsi in capo alle imprese interessate. Dagli accertamenti è emerso che 549 clienti, tra persone fisiche e giuridiche operanti in diverse aree del territorio nazionale, avevano beneficiato dei servigi dell’organizzazione, con un volume di compensazioni d’imposta quantificate in oltre 42 milioni di euro, attraverso la presentazione di 11.911 modelli F24 recanti codici relativi ai crediti d’imposta fasulli. Complessivamente, a vario titolo, 26 persone fisiche, tra titolari di imprese individuali e rappresentanti legali di società, sono indagati per l’ipotesi di reato di indebita compensazione di debiti tributari con crediti d’imposta inesistenti, con l’aggravante specifica per i professionisti prevista dalla normativa penale-tributaria, tre dei quali
sottoposti alla misura degli arresti domiciliari quali ideatori e promotori della frode.(ITALPRESS).
trl/gtr
Agevolava scambio di informazioni tra clan, arrestata nel Palermitano
CEFALÙ (ITALPRESS) – I carabinieri della compagnia di Cefalù hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palermo – Sezione per il riesame su richiesta della competente Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di una donna residente a Campofelice di Roccella per i reati di associazione mafiosa ed estorsione. Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa condotta nel biennio 2020-2022, che ha interessato i mandamenti mafiosi di Caccamo/Trabia (con particolare riferimento alle famiglie di Cerda e Termini Imerese) e quello di San Mauro Castelverde (con riguardo alle famiglie di Campofelice di Roccella e Collesano). L’odierno provvedimento, si legge di una nota dell’Arma, interessa “la famiglia mafiosa di Campofelice di Roccella e costituisce l’ultimo capitolo degli arresti eseguiti nel febbraio di quest’anno”. Le investigazioni, svolte dai militari della Compagnia di Cefalù, hanno consentito di “raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagata, accolti nel provvedimento cautelare valutato finanche in sede di Suprema Corte di Cassazione. La donna, secondo quanto sarebbe emerso, avrebbe coadiuvato ed agevolato lo scambio di informazioni tra i vertici del mandamento mafioso, rendendosi inoltre responsabile, in concorso, di estorsione aggravata del metodo mafioso ai danni di un imprenditore attivo nel settore delle onoranze funebri”.
col3/gtr





