PALERMO (ITALPRESS) – Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è arrivato al carcere Ucciardone di Palermo per una nuova udienza sul caso Open Arms. L’allora ministro dell’Interno è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso della nave dell’Ong spagnola che nell’agosto 2019, dopo aver salvato 147 migranti, rimase in mare per 19 giorni a causa di un divieto di sbarco al porto di Lampedusa. Salvini, attuale Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è accompagnato dalla sua legale, l’avvocato Giulia Bongiorno. xd6/vbo/gtr
Salvini “Il caso Apostolico motivo di imbarazzo per le istituzioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Preoccupa e sconcerta quanto sta emergendo. Il giudice che ha liberato più clandestini e contesta le norme del governo sull’immigrazione in passato ha condiviso insulti contro di me e ha partecipato – col compagno – a manifestazioni di estrema sinistra a favore degli immigrati durante le quali si insultavano le forze dell’ordine al grido di assassini e animali: è motivo di profondo imbarazzo per tutte le istituzioni”. Lo dice sui social il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in merito al caso della giudice di Catania Iolanda Apostolico.
sat/gsl (Fonte video: Profilo X Matteo Salvini)
Tenta di far esplodere un bancomat con un petardo nel Catanese
CATANIA (ITALPRESS) – I carabinieri di Paternò hanno denunciato un 40enne del luogo per il reato di “danneggiamento” di un ATM. L’uomo, intorno alla mezzanotte, si era recato presso un bancomat di un istituto di credito situato nel centro cittadino, e, dopo essersi sincerato che non ci fosse nessuno nelle vicinanze, ha tirato fuori un petardo dalla tasca dei jeans e, simulando di effettuare un’operazione allo sportello automatico, l’ha inserito all’interno della feritoia di fuoriuscita delle banconote, innescando la combustione della miccia e dandosi poi alla fuga.
col3/gtr
Sequestrati beni per 98 milioni a imprenditori vicini a clan catanese
CATANIA (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Catania sta eseguendo un sequestro di 98 milioni di euro nei confronti di due imprenditori ritenuti contigui al clan Scalisi di Adrano, articolazione locale della famiglia “Laudani”. Sono impegnati nell’operazione oltre 50 uomini del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania che stanno eseguendo il provvedimento di sequestro patrimoniale in materia antimafia – emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia in diverse province della Sicilia, in Lazio, Lombardia e Veneto, con il supporto dei finanzieri del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata (SCICO) e la collaborazione dei Comandi Provinciali di Mantova, Milano, Monza, Roma e Verona.
col3/gtr
Clan Santapaola lucrava sui finanziamenti Covid, 10 misure cautelari
CATANIA (ITALPRESS) – Il clan Santapaola lucrava sui finanziamenti Covid. E’ quanto hanno accertato gli agenti della Polizia di Stato di Catania che hanno eseguito dieci misure cautelari. Cinque persone sono finite in carcere ed altre cinque sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e all’obbligo di dimora nel Comune in cui abitano. I provvedimenti, disposti dal gip del Tribunale etneo, sono stati eseguiti su delega della Procura Distrettuale – Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alle truffe aggravate ai danni dello Stato, all’indebita percezione di erogazione in danno dello Stato ed ai delitti di falso in scrittura privata, falso ideologico in atti pubblici nonché altri delitti contro la fede pubblica, con l’aggravante, per solo quattro di loro di avere agito anche al fine di agevolare l’associazione mafiosa Santapaola-Ercolano. Agli indagati vengono contestati numerosi delitti di falso e di indebita percezione di contributi pubblici consistenti in finanziamenti di vario genere erogati da istituti bancari e garantiti dallo Stato, in particolare il cosiddetto decreto liquidità emanato per fronteggiare l’emergenza economica conseguita alla pandemia da Covid-19. Tali finanziamenti garantiti dallo Stato, secondo quanto emerso dalle indagini, venivano erogati sulla base di documentazione falsa e presentata da soggetti che non avevano i presupposti di legge. Sempre secondo l’impostazione accusatoria accolta dal gip, al vertice dell’associazione criminale, composta, tra gli altri, da vari professionisti del settore, sarebbero stati un funzionario di un noto istituto di credito catanese ed il Direttore generale di un Consorzio Fidi. Tra gli indagati anche un Brigadiere capo dell’Arma dei Carabinieri in servizio a Catania. Al militare viene contestato anche il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico protetto, avendo più volte consultato le banche dati di polizia per finalità diverse da quelle connesse al servizio. Gli indagati, sfruttando anche la semplificazione procedurale sancita dalla legislazione d’urgenza del Decreto Liquidità, avrebbero assicurato a beneficiari compiacenti l’accesso fraudolento ai finanziamenti, istruendone la relativa pratica sin dalla predisposizione della falsa documentazione reddituale ai fini dell’indebita erogazione del contributo. Gli investigatori hanno rilevato numerose difformità con riguardo alla documentazione inerente almeno 13 istanze di contributi garantiti, così determinando l’indebita erogazione di finanziamenti garantiti per la somma complessiva di circa 380.100 euro. Pertanto, nei confronti dei 10 destinatari della misura restrittiva, nonché di ulteriori 15 indagati, beneficiari compiacenti degli indebiti finanziamenti, per la maggior parte titolari di esercizi commerciali, il gip ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, della complessiva somma di 380.100 euro costituente il profitto dell’illecita attività posta in essere. vbo
Truffa a Ue nel settore agricolo nel messinese, denunce e sequestri
MESSINA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno sottoposto a indagine un’azienda agricola operante nel territorio di Tortorici, risultata beneficiaria, senza legittimo titolo, di cospicui finanziamenti comunitari, ammontanti ad oltre 160 mila euro. Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Messina e coordinate dalla Procura Europea (European Public Prosecutor’s Office) di Palermo, hanno consentito di smascherare una truffa posta in essere dai responsabili di una società semplice ai danni del FEAGA – Fondo Europeo Agricolo di Garanzia, per le campagne dal 2018 al 2020. Così, sono stati denunciati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, oltre ai due legali rappresentanti della società agricola tortoriciana, anche altri 4 indagati, legati a due Centri di Assistenza Agricola che risultavano avere curato la predisposizione delle Domande Uniche di Pagamento. Al termine delle indagini economico-finanziarie, svolte dalle Fiamme Gialle messinesi, è emerso come fossero stati utilizzati fittizi contratti di affitto di terreni, ovvero attestato il possesso di particelle catastali in realtà di proprietà di terze persone, completamente all’oscuro del sistema di frode. Sentiti i reali proprietari dei fondi, è emerso come il gruppo investigato fosse giunto persino a dichiarare la disponibilità di terreni di proprietà dell’ISMEA, l’ente pubblico nazionale, con sede a Roma, incaricato peraltro della formazione e del ricambio generazionale in agricoltura. Da qui il provvedimento di sequestro preventivo ai fini della confisca, per l’ammontare della truffa segnalata, risultata pari ad oltre 160 mila euro, richiesto dai Procuratori Europei delegati per la Sicilia e Calabria e disposto dal competente gip del Tribunale di Messina. vbo/gtr
Torna la Festa dell’Amicizia della Democrazia Cristiana
PALERMO (ITALPRESS) – La giornalista e attivista Suha Taweel e Zahwa Arafat, rispettivamente moglie e figlia di Yasser Arafat, saranno presenti alla Festa dell’Amicizia che si terrà dal 5 al 7 ottobre a Ribera, in provincia di Agrigento. Ad annunciarlo, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento, a Palermo, il segretario nazionale della DC Totò Cuffaro. “La Festa dell’Amicizia rappresenta un momento per parlare anche di pace che, per noi, vuol dire libertà e crediamo fermamente che sia un valore assoluto al quale non vogliamo rinunciare. La presenza di Suha e della figlia Zahwa è l’ennesima testimonianza di come il nostro partito sia aperto al dialogo e al confronto. Nella tre giorni affronteremo diverse tematiche nazionali cruciali, in particolare quelle relative alla sanità, all’agricoltura, ai giovani e ai diritti civili e ci confronteremo nell’interesse della Sicilia e del paese nel suo complesso”, dichiara il segretario nazionale della DC, Totò Cuffaro. xd8/vbo/gtr
Cuffaro “Rimpasto al comune di Palermo? Credo Lagalla ci convocherà”
PALERMO (ITALPRESS) – “Con il sindaco Roberto Lagalla ci incontriamo tante volte, ma ancora non ci siamo visti ufficialmente per parlare della giunta di Palermo: credo ci convocherà la prossima settimana. Intanto lo accogliamo alla Festa dell’amicizia, dove sarà presente alla giornata inaugurale”. Lo sottolinea il segretario nazionale della Nuova Dc Totò Cuffaro, a margine della presentazione, a Palermo, della Festa dell’amicizia che si terrà a Ribera dal 5 al 7 ottobre. xd8/vbo/gtr





