ROMA (ITALPRESS) – La commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Fabio Refrigeri, ha dato parere favorevole a maggioranza a tre proposte di legge. La prima, della quale sono state esaminate le norme finanziarie, riguarda gli interventi per lo sviluppo della blue economy. E’ stata prevista l’istituzione di due fondi appositi dai quali attingere i fondi necessari alle attività contenute nella proposta. La proposta, prima di arrivare in Aula, dovrà adesso avere il parere finale della commissione Lavoro.
Le altre due, illustrate dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, riguardano il Bilancio. In particolare il rendiconto generale della Regione Lazio per il 2020 e una serie di norme approvate dalla Giunta per rispondere a una parte dei rilievi mossi dalla sezione regionale della Corte dei Conti: in sintesi, sono stati adeguati una serie di fondi di garanzia, che i magistrati contabili avevano giudicato troppo esigui.
Il consigliere Giancarlo Righini (FdI), nel suo intervento, ha fatto presente come gli stessi rilievi fossero già stati sollevati dall’opposizione nel corso della discussione del Bilancio. Massimiliano Maselli (FdI) ha evidenziato che con queste norme di adeguamento “la Regione non avrà l’autonomia di disporre del proprio personale, per questo non possiamo condividere questa norma, che penalizzerà la Regione tutta. Dobbiamo cambiare la legge nazionale, su questo presenteremo una mozione in Consiglio regionale”. Una posizione condivisa anche da Orlando Tripodi (Lega): “E’ opportuno che tutte le forze politiche si facciano carico di questo tema”.
Su una seconda parte dei rilievi, che riguardano in particolare l’utilizzo dell’extra gettito sanitario – come spiegato da Leodori – la Giunta ha proposto ricorso di fronte alle sezioni riunite della Corte dei Conti.
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Bilancio, ok a rendiconto 2020 e promozione della blue economy
Piano di soccorso per rischio sismico, audizione in Commissione
ROMA (ITALPRESS) – Audizione in commissione dodicesima del Consiglio regionale, presieduta da Enrico Cavallari, in merito al Piano regionale di soccorso per il rischio sismico della regione Lazio. Il piano, di cui allo schema di deliberazione della Giunta regionale, decisione n. 52 del 12 ottobre 2021, è stato illustrato dal direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, Carmelo Tulumello, che poi è anche intervenuto a relazionare a proposito della situazione di Itri, dove un violento nubifragio accaduto nei giorni scorsi ha causato danni ingenti e al momento vi sono ancora famiglie sfollate.
Il direttore Tulumello ha detto che il piano di cui si tratta oggi è probabilmente una delle cose più importanti con cui ha a che fare l’Agenzia; con questo piano si vuole mettere a sistema la capacità di coordinamento degli enti che devono intervenire in caso di evento sismico da parte dell’Agenzia.
Nei casi più recenti, ha detto ancora Tulumello, si è potuta constatare la capacità di risposta dell’Agenzia, ma questo piano era necessario in caso di non auspicabili eventi futuri analoghi. Questo piano, ha aggiunto Antonio Colombi, uno dei suoi estensori, ha le sue origini nel 2014, quando venne deciso dalla presidenza del Consiglio dei ministri che ogni regione doveva avere un piano per eventi sismici. Si è partiti quindi da allora e, dopo lo stop obbligato a causa dell’emergenza del 2016, lo si è ripreso un anno fa ed ora può dirsi concluso. Si tratta, ha voluto precisare Colombi a beneficio di chi dovrà esaminarlo, di un piano di soccorso, e come tale va valutato.
Tra i consiglieri, di un piano “che tiene conto dell’esperienza di campo” ha parlato Sergio Pirozzi nel suo intervento; con esso, a suo avviso, la regione Lazio si porrà all’avanguardia sul tema, in quanto il piano, nato appunto da esperienze concrete, potrà tenere conto di ogni aspetto della questione.
Giuseppe Simeone di Forza Italia ha espresso le sue congratulazioni per l’elaborazione del piano; ha aggiunto poi un accenno alla grave situazione che si è verificata ad Itri nei giorni scorsi in conseguenza di un nubifragio che ha causato gravi danni alla cittadina della provincia di Latina. Ha chiesto quindi al presidente se potesse far intervenire un rappresentante della municipalità di Itri per evidenziare la situazione che si è creata. Anche il consigliere Salvatore Lapenna del Pd ha sottoscritto quanto detto da Simeone, sia a proposito di Itri che con riferimento ai complimenti per il piano che è stato presentato oggi.
Tra le associazioni, intervenuti Alessandro Sacripanti dell’Associazione Operatori protezione civile e ambientali e Giovan Battista Cicchetti per il ROE Protezione Civile. A tutti il presidente Enrico Cavallari ha chiesto di far pervenire le proprie osservazioni alla commissione, nel termine di una decina di giorni circa.
Quanto alla situazione di Itri, il presidente ha dato poi la parola al consigliere Andrea Di Biase, che ha riepilogato i termini della situazione e ha detto che gli interventi di soccorso sono stati immediati, ma decine di famiglie restano evacuate dalle proprie abitazioni nel timore del ripetersi di nuove precipitazioni di entità simile a quella dei giorni scorsi. L’emergenza resta comunque, al presente, e richiede il riconoscimento della calamità naturale in riferimento alla situazione.
Su Itri, Tulumello ha confermato quanto detto sull’immediatezza dell’approntamento dei soccorsi; 170 sarebbero, a suo dire, le persone interessate dalla situazione di evacuazione delle proprie abitazioni di residenza. Sono state coinvolte la Direzione difesa del suolo e anche il Genio civile di Cassino, che sta compiendo le proprie rilevazioni, ed oggi è in programma un incontro in prefettura, ha aggiunto Tulumello, che ha concluso dicendo che l’Agenzia resta vigile sulla situazione, date le previsioni meteorologiche ancora negative per le prossime ore.
Al di là degli interventi emergenziali, ha dichiarato in proposito Pirozzi, occorre però una manutenzione ordinaria del territorio che prevenga eventi di questo tipo, che sicuramente hanno origine oltre che dagli eventi naturali anche da situazioni di mancata tutela del territorio.
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Europa, ok in commissione al bando per le iniziative nelle scuole
ROMA (ITALPRESS) – Ok all’unanimità in commissione seconda del Consiglio regionale, presieduta da Alessandro Capriccioli, all’atto di indirizzo concernente: “Indirizzi per la concessione di contributi alle amministrazioni pubbliche per le finalità di cui all’articolo 15, comma 2, della legge regionale n. 1 del 2015 (Disposizioni sulla partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea e sulle attività di rilievo internazionale della Regione Lazio) e successive modifiche”. Il presidente ha preso atto del fatto che non erano pervenute osservazioni al testo, come presentato ai consiglieri una settimana fa, e ha messo ai voti lo stesso. Questo non prima di aver ricordato quanto già illustrato nella precedente seduta, cioè che l’atto votato prevede un bando destinato alle scuole per la realizzazione di progetti aventi ad oggetto la sensibilizzazione dei più giovani alle tematiche inerenti l’Europa, la sua storia, le sue istituzioni e la partecipazione dell’Italia ad esse.
A margine del voto, Capriccioli ha anche espresso l’auspicio che, a differenza dello scorso anno, quando la situazione della pandemia non lo aveva permesso (nonostante alcune iniziative siano state ugualmente organizzate, nelle modalità consentite), quest’anno sia possibile anche attuare iniziative in presenza e ospitare in sala Mechelli gli studenti che vi parteciperanno.
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Agricoltura e ambiente, il Lazio punta sulla sostenibilità
ROMA (ITALPRESS) – Intorno al tema della sostenibilità si gioca una sfida fondamentale su tanti fronti, in vista anche degli obiettivi europei dell’Agenda 2030, che prevede diciassette obiettivi legati all’ecosostenibilità, alla stabilità politica regionale e mondiale e al piano di investimenti per il Green deal europeo 2050, il piano di transizione ecologica per raggiungere le emissioni zero entro il 2050. C’è la possibilità di migliorare le condizioni di vita dei cittadini e di realizzare un modello virtuoso per la cura e per la valorizzazione del territorio e dell’ambiente, intervenendo anche sull’agricoltura. C’è la possibilità e la necessità di garantire la sicurezza dei prodotti agroalimentari, di intervenire sulla qualità urbana delle città e sull’inquinamento, di valorizzare il patrimonio paesaggistico e di promuovere il turismo e di produrre sviluppo e innovazione in vari campi strategici come le energie rinnovabili e l’economia green. Il tema della sostenibilità è trasversale ed è uno dei motori di sviluppo del Lazio che la Regione sta realizzando con progetti, investimenti e atti legislativi.
Il presidente VIII Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio, Valerio Novelli, ha parlato con Italpress dei piani e degli interventi che la Commissione sta portando avanti su questi temi. ‘Il Piano di sviluppo rurale del nuovo settennato l’assessorato di riferimento, ossia quello dell’agricoltura, insieme alla direzione, lo stanno ancora pianificando e progettando. Sicuramente, anche se non ho ancora un riscontro certo, le misure saranno per esempio sul biologico, sui giovani, sul passaggio da un’agricoltura tradizionale a una biologica – ha spiegato Novelli – Questo anche per venire incontro al discorso della transizione ecologica che stiamo portando avanti con il nuovo assessorato di Roberta Lombardi. I due assessorati, cioè agricoltura e transizione ecologica, stanno lavorando in sinergia proprio perché siamo convinti che sia l’agricoltura che anche il nuovo modo di ripensare l’impresa rispetto alla transizione ecologica devono andare di pari passo”.
A unire il connubio tra ambiente e agricoltura e l’incentivazione del settore biologico è la legge sui biodistretti, che permette alle aziende agricole di unirsi ed essere maggiormente competitive sui mercati nazionali e internazionali: ‘E’ stata un’ottima legge – afferma il presidente – perché va incontro proprio all’indirizzo politico che questa legislatura ha voluto mettere in campo già da subito, ovvero quella di fare rete fra imprese e aziende agricole. Diventa fondamentale per essere più competitivi soprattutto a livello internazionale. Vogliamo far cadere lo stereotipo de ‘l’ettaro è mio e lo gestisco io’ e la legge sui biodistretti va proprio verso questo senso: mette in rete aziende agricole di trasformazione di turismo rurale, le fa convivere e le fa partecipare insieme”. Poi Novelli ha proseguito spiegando che “subito dopo l’uscita di questa legge abbiamo riscontrato un grandissimo interesse verso questi biodistretti e ne incentiva la nascita. Proprio la settimana scorsa sono stato all’inaugurazione della nascita del biodistretto etrusco-romano, abbiamo ricevuto la volontà dei sindaci dei Castelli di far nascere il biodistretto di Marino e i comuni limitrofi, ne sta nascendo un altro nella Tuscia nord.
E ha annunciato: “La prossima settimana porterò in commissione da me i due piani triennali che hanno presentato i biodistretti di via Amerina, il più antico che abbiamo qui nel Lazio e quello Etrusco Romano proprio per dare un segnale che la politica c’è, che è accanto a queste iniziative, pronta per incentivarli. La legge, oltre a definire che cos’è un biodistretto e a definire gli organi amministrativi dello stesso, ha una parte di finanziamenti sulla promozione e sulla diffusione dell’enogastronomia al loro interno e proprio un mese fa è uscito il primo bando da 400mila euro proprio a supporto dei biodistretti. Quindi non solo la legge funziona, ma è anche finanziata e ha anche una sua attuazione in quanto in commissione è passato da poco tempo il regolamento attuativo. Su questo la Regione ha puntato tanto”.
Per quanto riguarda la semplificazione amministrativa in agricoltura “abbiamo già fatto un grandissimo passo avanti”, ha detto il presidente”. Nell’ultimo collegato di bilancio è stato istituito l’ufficio unico per le autorizzazioni in agricoltura. In sostanza si tratta di un ufficio centrale regionale che raccoglie le richieste di permesso delle aziende agricole, sia per quanto concerne le aperture che eventuali modifiche all’attività. Prima, infatti, l’imprenditore agricolo doveva “vagare” tra gli uffici pubblici per ottenere permessi, ora invece è la Regione Lazio che, attraverso una conferenza dei servizi, convoca tutti i soggetti che sono interessati alla richiesta dell’imprenditore agricolo. In quella sede viene concesso o negato il permesso relativo alla richiesta specifica. Si tratta di una riforma nell’ottica della semplificazione.
“Mi piace fare questo esempio – ha proseguito – quando si parla di attività produttiva, un imprenditore che vuole aprire una sua attività in città può alzare tranquillamente la serranda del suo negozio e lì ci sono la luce, l’acqua, le fogne e una serie di servizi già pronti, noi invece dobbiamo capire che siamo in campagna quindi le nostre aziende agricole devono portare acqua, luce e adempiere a dei procedimenti che sono molto lunghi e che naturalmente coinvolgono più enti’.
“Quindi – ha sottolineato Novelli – il nostro imprenditore agricolo per aprire un pozzo, per esempio, doveva intraprendere un giro nella burocrazia come se fosse un pellegrino errante. Oggi, invece, in Regione Lazio abbiamo aperto un ufficio che si chiama proprio ‘per la semplificazione in agricoltura’, dove l’agricoltore, dopo che ha fatto la fase istruttoria, porta tutto allo sportello unico che lo gira in direzione, la direzione esamina il fascicolo, chiama tutti gli enti in una conferenza di servizi e quel giorno a quell’ora viene dato il permesso all’agricoltore per fare ciò che aveva chiesto di fare. Naturalmente l’ente che non viene si dichiara come silenzio assenso. Questa è un po’ una rivoluzione del mondo agricolo. Più che la distribuzione dei fondi, l’agricoltore aveva necessità di una semplificazione nelle procedura e utilizzando proprio la conferenza dei servizi in questo senso abbiamo dato una risposta forte a questa esigenza”.
Il presidente Novelli ha poi fatto un focus sulla redditività dell’azienda e dell’imprenditore agricolo: ‘Abbiamo fatto un’ulteriore rivoluzione in Regione trasformando la vecchia legge sugli agriturismi nella cosiddetta ‘diversificazione agricola’. Oggi l’imprenditore agricolo in regime di multifunzionalità, ossia da solo, oppure di multimprenditorialità, ossia insieme a un altro, possono all’interno della propria attività agricola inserire delle attività connesse all’agricoltura stessa dando quindi nuova linfa e reddito all’azienda. Questa diversificazione naturalmente deve partire dal fatto che l’azienda agricola ha sempre la sua preminenza. Infatti, le attività connesse possono essere effettuate all’interno dell’azienda agricola utilizzando solamente il 10% dell’estensione al massimo fino a un ettaro. Questo ha aperto naturalmente tantissimi scenari: gli agricoltori oggi possono all’interno della loro azienda agricola ospitare un maneggio, un orto sociale, un ristorante a servizio dell’agriturismo e questo dà una forte redditività nuova rispetto al solo seminare. Abbinato alla semplificazione ecco che oggi io dico sempre che se questa legislatura sarà ricordata lo sarà per ciò che abbiamo fatto per il comparto agricolo e per i piani di assetto dei parchi”.
Infatti, durante questa legislatura Novelli ha lavorato molto per quanto concerne l’approvazione dei Piani d’Assetto dei Parchi laziali. In questi 3 anni e mezzo di legislatura sono stati approvati in via definitiva sette Piani d’Assetto: Parco dell’Appia Antica, Riserva Naturale dell’Insugherata, Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, Riserva Naturale di Decima Malafede, Riserva Naturale di Acquafredda, Parco della Marcigliana e Riserva Naturale Montagne della Duchessa. ‘Un piano d’assetto è uno strumento urbanistico e di pianificazione e di sviluppo economico che regola tutta la vita del parco stesso – ha spiegato – I nostri parchi erano completamente ingessati rispetto uno sviluppo perché erano soggetti alle norme di salvaguardia che sono molto stringenti, il piano di assetto invece dà una prospettiva di sviluppo ecosostenibile del territorio. Dal 1997, con l’entrata in vigore della legge regionale 29 che legifera sui parchi, era stato fatto un solo piano d’assetto su quasi circa 20 parchi. Noi siamo la Regione che ha più aree protette in italia e questo grande ritardo ha messo in difficoltà non solo la tutela stessa del territorio, ma anche le attività produttive, soprattutto agricole, che si trovano all’interno del parco’.
“Negli anni ‘80-’90 – ha detto ancora Novelli – iniziano a formarsi queste aree naturali protette per mettere uno stop alla grandissima speculazione edilizia che in quegli anni imperversava sul territorio di Roma e gli agricoltori erano avvantaggiati a fare agricoltura nel parco, ma con le norme l’assioma si è completamente rivoltato. Oggi invece solamente con questa legislatura ne abbiamo portati a compimento 7, tra cui alcuni che sono fondamentali come il parco dell’Appia Antica uno dei più belli che tutto il mondo ci invidia, anche perché ha un aspetto archeologico al suo interno, oppure il parco di decima malafede e della Marcigliana, che per estensione sono i parchi più grandi che si trovano all’interno dei confini di Roma Capitale. Il lavoro è stato molto difficile perché arrivandoci un piano d’assetto che fondamentalmente era vecchio di 35 anni, anche il territorio era morfologicamente cambiato, quindi con grande passione e responsabilità la commissione e tutti i commissari con cui lavoro ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto un lavoro non soltanto di approvazione, ma soprattutto di aggiornamento del parco stesso partendo dall’ascolto dei territori, che è diventato a quel punto assolutamente fondamentale proprio per capire come era oggi la fotografia del parco”.
Sul bisogno di investire e di adottare politiche comuni sull’ambiente si parla da tempo e trova quasi tutti d’accordo. I fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati all’ambiente saranno circa 70 miliardi, di cui una parte sono quelli provenienti dal Recovery Fund cui si aggiungono un miliardo e 300 milioni di React Eu e 9,32 miliardi del fondo complementare governativo che affiancherà i fondi europei. ‘I tavoli stanno lavorando in questo periodo alacremente – ha affermato il presidente – Naturalmente i progetti sono tantissimi ma partono da alcuni presupposti fondamentali che sono prima di tutto quello della decarbonizzazione della Regione Lazio. Noi oggi quei soldi che arriveranno li dobbiamo destinare a togliere completamente e azzerare le centrali a carbone che si trovano sul territorio laziale, primo tra tutti il polo industriale di Civitavecchia, uno tra i più inquinanti che si trovano nella Regione. La prima cosa che dobbiamo fare è eliminare il carbone per produrre energia, quindi ci dobbiamo rivolgere alle nuove tecnologie e quindi alle nuove forme di energia sostenibile, ovvero il fotovoltaico, l’eolico. Sicuramente parte di quei soldi dovranno andare a rivedere tutto quanto il sistema di produzione energetica della Regione Lazio. Poi naturalmente i temi sono tantissimi, ma già riuscire a spostare la produzione di energia con energia sostenibile e darci dei tempi per arrivare finalmente ad avere una produzione di energia che arrivi a tutti e che sia energia pulita è già un grandissimo risultato. Su questo l’assessorato alla transizione ecologica sta facendo un grandissimo lavoro”.
Serve però un equilibrio tra il consumo di risorse e la loro rigenerazione, così come tra produzioni inquinanti e la loro naturale eliminazione. “Il ciclo dei rifiuti è l’altro filone per investimenti del Pnrr – ha aggiunto – Noi come Lazio siamo una regione un po’ anomala perché solo noi ospitiamo una megalopoli come è Roma. Capiamo quanto è difficile riuscire a chiudere il ciclo dei rifiuti in maniera virtuosa. Sicuramente oggi la tecnologia ce lo permette. Assieme all’assessore Lombardi siamo stati da ‘Ecomondo’ a Rimini, dove abbiamo visto tante aziende sul settore rifiuti che stanno affinando e migliorando le tecniche per riciclare, riusare e trasformare il rifiuto organico per esempio in compost. Quindi le tecniche per chiudere il ciclo virtuoso dei rifiuti sicuramente ci sono, bisogna avere la volontà, i fondi e i finanziamenti e io credo che sicuramente con il Pnrr ci sarà una spinta incredibile verso questo’.
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Bonifica, ok a delibera per costituzione consorzio Lazio Sud-Ovest
ROMA (ITALPRESS) – La commissione Ambiente e la commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, presiedute da Valerio Novelli e Fabio Refrigeri, riunite in seduta congiunta, hanno dato parere favorevole a maggioranza alla fusione di due consorzi di bonifica, Agro pontino e Sud pontino: il nuovo ente si chiamerà Lazio sud-ovest. “Con questa delibera – ha spiegato il vicepresidente della Regione, Daniele Leodori – completiamo l’iter della fusione dei consorzi. Sarà uno dei più importanti a livello nazionale”.
“Oltre alle dimensioni, bisogna considerare anche che tutte le opere gestite dal consorzio una funzione fondamentale, viste le caratteristiche del nostro territorio. La fusione è un progetto ambizioso, va perfezionata l’annessione di una parte del sud pontino a questo consorzio”, ha dichiarato Gaia Pernarella (M5s). Secondo Orlando Tripodi (Lega) si tratta di “un’azione importante, anche se si tratta di due enti con caratteristiche differenti, alcune situazioni devono rimanere distinte e separate”.
Dopo la definitiva approvazione da parte della Giunta regionale, il commissario straordinario avrà 90 giorni di tempo per indire le elezioni degli organi del nuovo consorzio.
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Via libera alla legge sulla valorizzazione dell’invecchiamento attivo
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha approvato all’unanimità una legge denominata “Disposizioni a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, dove per invecchiamento attivo si intende il processo volto a ottimizzare e garantire le opportunità concernenti la salute, la sicurezza e la partecipazione alle attività sociali, sportive, culturali e formative allo scopo di migliorare la qualità della vita.
“Una legge importante per valorizzare il ruolo degli anziani nella nostra società – afferma Vincenzi -. La professionalità e le competenze della popolazione anziana rappresentano un valore fondamentale per le giovani generazioni. Una disposizione che guarda sempre di più a un’ottica intergenerazionale. Grazie alle consigliere e ai consiglieri di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto”.
La Regione Lazio valorizza il ruolo della persona anziana nelle comunità e ne promuove, al fine di contrastare i fenomeni di esclusione e discriminazione, la partecipazione alla vita sociale, civile, economica culturale e ricreativa. Tra le finalità della legge c’è quella di programmare interventi coordinati e integrati a favore degli anziani, anche con disabilità. Nel dettaglio, la Regione, attraverso processi educativi e consultivi, rende gli ultrasessantenni protagonisti del proprio futuro, incentivando la mutua formazione inter e intra generazionale, sostenendo le attività delle università della Terza età, valorizzando le esperienze e le abilità professionali acquisite e proponendosi di consentire a tutti il pieno accesso al mondo digitale.
In aggiunta, la Regione, al fine di eliminare le barriere architettoniche e contrastare il fenomeno della solitudine, sostiene le politiche dell’abitare, ricorrendo a forme di cohousing, case protette e convivenze sociali. Importante anche la diffusione sul territorio di centri sociali, spazi e luoghi di incontro, socializzazione e partecipazione, nonché il sostegno agli enti del Terzo settore, in quanto soggetti in grado di intervenire con proprie iniziative per il contrasto della solitudine.
Per promuovere l’invecchiamento attivo un tassello importante è costituito dalla partecipazione degli anziani ad attività socialmente utili, che possano concretizzarsi in progetti sociali a favore della comunità. Alcuni esempi: l’accompagnamento con mezzi di trasporto pubblici per l’accesso a prestazioni socio-assistenziali e socio-sanitarie; la promozione di incontri e conferenze con i giovani al fine di tramandare tradizioni ed esperienze; vigilanza presso scuole e mense.
Inoltre, i comuni potranno affidare a persone anziane, singole o associate, la gestione gratuita di terreni comunali nei quali svolgere attività di giardinaggio, orticultura e in generale per curare l’ambiente naturale. È istituita infine la giornata dell’invecchiamento attivo, da celebrarsi ogni 22 aprile, giorno della nascita del Premio Nobel Rita Levi Montalcini.
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Farmacovigilanza, come funziona il sistema nel Lazio
Una rete che parte da farmacie, medici di base, ma anche dalle segnalazioni dei singoli cittadini, per arrivare a livello europeo. Così funziona il sistema di controllo degli effetti di farmaci e vaccini, la cosiddetta farmacovigilanza. A illustrare la situazione di fronte alla commissione speciale Covid 19 e alla commissione Sanità del Consiglio regionale, è stata Lorella Lombardozzi, dirigente dell’area Farmaci e Dispositivi della direzione regionale Salute.
“Tutte le segnalazioni raccolte – ha spiegato Lombardozzi – vengono girate all’Agenza italiana per il farmaco, a sua volta inserita nella rete europea. Vengono raccolte in un rapporto che viene pubblicato ogni 15 giorni. Va poi valutata la correlazione fra reazione e somministrazione, in maniera da prendere eventuali provvedimenti
Il consigliere Davide Barillari (gruppo misto) ha parlato di dati “molto sottostimati, rispetto ad altri paesi come Usa e Israele. C’è un problema di mancate segnalazioni? Manca una struttura che dia un supporto ai cittadini”. Lombardozzi ha replicato che alla Regione “non risulta nessuna sottovalutazione. Nel modulo del consenso informato ci sono tutte le informazioni necessarie. Ovviamente ci atteniamo alle regole dettate dall’Aifa. In generale possiamo dire che le reazioni avverse dopo le secondo dosi sono state molto minori rispetto alla prima”. Concludendo l’audizione, il presidente della commissione Sanità, Rodolfo Lena, ha voluto ribadire che “nel Lazio si sta lavorando per combattere la pandemia con la massima trasparenza”.
Tumore al seno, Battisti “Consiglio regionale colorato di viola”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Consiglio regionale del Lazio si è illuminato di viola, ieri, per la “Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico”. Solo nel Lazio nel 2019 sono morte 1.100 donne. La prevenzione è la nostra più grande arma contro questa patologia”.
Così sulla sua pagina Facebook la Presidente della commissione regionale Affari Istituzionali, Sara Battisti.
“Per questo – spiega – è importante continuare a sensibilizzare le donne e gli uomini (circa 500 i casi di uomini colpiti ogni anno) a sottoporsi a controlli periodici e all’autopalpazione. Per concretizzare l’impegno della Regione Lazio, ho depositato ieri una proposta di legge per istituire anche la “Giornata regionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico”, un testo frutto del lavoro coordinato con le associazioni, in particolare con ‘Noi ci siamò, della Presidente Marina La Norcia, fondata dalla giornalista Mimma Panaccione. Ringrazio i tantissimi colleghi che stanno sottoscrivendo la proposta di legge. Un grazie – conclude – particolare per la sensibilità dimostrata al Presidente del Consiglio regionale, Marco Vincenzi, che ha prontamente accolto il mio invito ad illuminare di viola il Consiglio”.
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