TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Sarà la prova di fioretto maschile a squadre a chiudere domani il programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020. L’ultima giornata di gare della kermesse a Cinque Cerchi, sulle pedane della venue “Makuhari Messe Hall B”, vedrà l’Italia del ct Andrea Cipressa schierare in pedana il quartetto composto dall’argento individuale Daniele Garozzo, Andrea Cassarà, Alessio Foconi e Giorgio Avola. Per i fiorettisti azzurri l’appuntamento è alle 10.45 ora giapponese (le 3.45 italiane) per il match dei quarti di finale contro il Giappone. Il vincitore di questa sfida se la vedrà contro chi la spunterà fra Egitto e Francia. Dall’altra parte del tabellone, la nazionale degli Usa, testa di serie numero 1 della gara, affronterà una tra Canada e Germania, chiuderà il quadro dei quarti di finale Hong Kong-Russia.
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A Tokyo tocca alla nazionale di fioretto maschile
Tokyo2020, gli spadisti azzurri si fermano ai quarti
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – La settima giornata del programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020 è stata dedicata alla spada maschile a squadre ma non ha regalato medaglie all’Italia. Il cammino del team azzurro, composto da Andrea Santarelli, Enrico Garozzo, Marco Fichera e Gabriele Cimini, si ferma ai quarti di finale contro la Russia, che vince con il punteggio di 45-34 un match teso e con diverse decisioni arbitrali contestate. L’Italia, dopo una prima metà di assalto sul filo dell’equilibrio, subisce l’allungo dei russi senza riuscire più a riprenderli. Il ko dirotta gli azzurri al tabellone per i piazzamenti: dopo la sconfitta per 45-39 contro l’Ucraina, il successo sulla Svizzera con il punteggio di 36-34 vale il settimo posto finale. Insieme in “zona mista” dopo la sconfitta con la Russia, gli spadisti azzurri hanno raccontato così la loro delusione per voce di Marco Fichera: “Fino a metà del quarto di finale stavamo disputando un buon match, anche se con degli errori individuali che possono starci. Non abbiamo saputo ben gestire il nervosismo generato da alcune decisioni arbitrali discutibili. Qualcosa evidentemente non ha funzionato e ci lecchiamo le ferite per un risultato che non ci soddisfa. Quello che ci teniamo a sottolineare è che abbiamo dato tutto in cinque anni di attività, lavorando duramente e stando attenti ai minimi dettagli. Ci abbiamo messo il cuore, ma purtroppo non è andata come volevamo”. Su alcune contestate decisioni arbitrali, in particolare, il capitano della squadra azzurra degli spadisti, Enrico Garozzo, ha poi aggiunto: “Faremo tutti un’attenta analisi, ma resta il rammarico per quel che sarebbe potuto essere e non è stato. Arrivavamo qui da numero 2 al mondo non per caso. Nei momenti delicati dell’assalto con la Russia l’arbitraggio ha influito tantissimo: tre se non addirittura quattro stoccate mi sono state tolte nel match contro Bida. Non è ammissibile. Mi sono visto togliere una stoccata anche se la mia spada che non aveva la punta… Non vuole essere un alibi, non abbiamo perso solo per questo motivo. Ma credo sia giusto che lo si tenga in considerazione”.
Medaglia d’oro al Giappone che ha superato in finale la Russia, bronzo per la Corea, ai piedi del podio la Cina.
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Italsciabola donne subito nei quarti contro Cina
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Sarà dedicata alla sciabola femminile a squadre l’ottava giornata del programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020. Domani (sabato 31 luglio) per l’Italia saliranno in pedana Irene Vecchi, Rossella Gregorio, Martina Criscio e Michela Battiston. Il cammino delle azzurre del ct Giovanni Sirovich comincerà contro la Cina alle ore 11.25 giapponesi (le 4.25 italiane) nei quarti di finale. La vincente se la vedrà con una tra Francia e Usa. Nella parte alta del tabellone, invece, la Russia, testa di serie numero 1, attende la vincente di Tunisia-Giappone, mentre nell’ultimo quarto si affronteranno Ungheria e Corea.
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Fiorettiste di bronzo, è la quinta medaglia della scherma azzurra
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – La sesta giornata dell’Olimpiade di Tokyo 2020 regala all’Italia della scherma la quinta medaglia: è il bronzo del fioretto femminile a squadre. La vittoria contro gli Usa per 45-23 è valsa il terzo gradino del podio per il team azzurro, che schierava in pedana Arianna Errigo, Alice Volpi, Martina Batini ed Erica Cipressa. Una prova di forza e orgoglio, contro le statunitensi, per riscattare la sconfitta patita, con il punteggio di 45-43, per mano della Francia in semifinale.
L’inizio dell’assalto per la medaglia di bronzo è stato sul filo dell’equilibrio, poi dalla quarta frazione in avanti prima Martina Batini, poi Arianna Errigo e quindi Alice Volpi hanno allungato il passo volando a +10. E’ entrata anche Erica Cipressa, aumentando ancor di più il vantaggio. Così l’Italia è andata spedita verso la vittoria, sancita dalla stoccata del 45-23.
Le azzurre erano state dirottate al match per il terzo posto a causa della sconfitta per 45-43 con la Francia in semifinale. La sfida contro le transalpine è stata rocambolesca: l’Italia è partita benissimo, allungando fino a +11, la Francia però non ha mollato e pian piano si è rimessa in corsa, arrivando al 31-31. Dopo un nuovo vantaggio azzurro, il sorpasso francese è arrivato nell’ultima frazione, proprio al momento decisivo.
Al debutto per l’Italia era stato netto il successo nei quarti di finale contro l’Ungheria, sconfitta per 45-32 in un match a senso unico, mentre la Francia aveva battuto il Canada.
Nella parte alta del tabellone, invece, la Russia aveva superato l’Egitto, e gli Usa avevano sconfitto il Giappone. Poi in semifinale il successo delle russe contro le statunitensi, battute infine dall’Italia nel match per la medaglia di bronzo.
Oro alla Russia, che ha sconfitto in finale la Francia.
Così, a fine gara, Alice Volpi analizza il ko in semifinale: “Ci siamo fatti rosicchiare tante stoccate poco alla volta dalla Francia che è una squadra forte. Qualcosa ha girato storto. Provo dispiacere sì, ma rimpianto no perchè abbiamo lottato fino alla fine e non ce l’abbiamo fatta. Per questo motivo la medaglia vale tanto”.
Nell’assalto per il terzo posto l’Italia se l’è dovuta vedere con gli Stati Uniti della campionessa olimpica Lee Kiefer. “La squadra è sempre stata unita, abbiamo pensato subito all’assalto successivo – racconta Arianna Errigo -. Siamo felicissime, abbiamo sofferto tanto perchè è stata dura. Potevamo vincere l’oro e quindi il dispiacere rimarrà, ma potevamo anche tornare a casa senza nulla. Sono contenta della fiducia che abbiamo avuto tra di noi, è grazie a questo che abbiamo vinto il bronzo. Mi sono messa in discussione, ma le mie compagne mi hanno sempre supportata”.
Una medaglia che le ragazze del CT Andrea Cipressa adesso vogliono godersi. “Siamo abituate ad ascoltare che spesso un nostro bronzo non è conquistato, ma è un oro perso – racconta Martina Batini -. Noi cerchiamo di non pensare di dovere dimostrare qualcosa a qualcuno, siamo delle ragazze e il nostro valore non cambia in base al colore della medaglia”.
In finale, nella settima frazione, è salita in pedana anche la riserva azzurra Erica Cipressa che non si è lasciata prendere dall’emozione e ha condotto un ottimo assalto concluso con un parziale di 5-1. “Entrare a freddo non è stato facile – ammette Erica Cipressa -. Ho mantenuto la concentrazione e le mie compagne mi hanno aiutata perchè sono entrata quando già avevamo un ampio vantaggio. Ero pronta a dare tutto e sono contenta di esserci riuscita”. E poi, a proposito del papà CT, ha aggiunto: “Papà a fine gara mi ha abbracciata e mi ha detto che sono stata brava. Il rapporto padre-figlio non è facile, ci sono spesso preconcetti e io volevo dimostrare al commissario tecnico e non solo a mio padre che merito di stare in questa squadra. Ai Giochi di Los Angeles 1984 lui ha vinto l’oro a squadre, io sono figlia d’arte e questo clima olimpico l’ho sempre percepito, ma arrivare qui da atleta è un sogno”.
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Gli azzurri della Spada maschile a squadra in pedana a Tokyo
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – La settima giornata del programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020 (venerdì 30 luglio), vedrà protagonista la spada maschile a squadre. L’Italia schiererà in pedana tre/quarti della formazione che a Rio 2016 vinse la medaglia d’argento: come cinque anni fa, ci saranno Andrea Santarelli, reduce da un beffardo quarto posto nella prova individuale, Enrico Garozzo e Marco Fichera, con loro Gabriele Cimini, al debutto olimpico. Il cammino degli azzurri del ct Sandro Cuomo comincerà contro la Russia alle ore 11.25 giapponesi (le 4.25 italiane) nei quarti di finale. La vincente se la vedrà con una tra Ucraina e Cina. Nella parte alta del tabellone, invece, la Francia, testa di serie numero 1, attende la vincente di Usa-Giappone, mentre nell’ultimo quarto si affronteranno Corea e Svizzera.
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Azzurri della sciabola conquistano argento olimpico
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – La sciabola maschile a squadre regala all’Italia della scherma la quarta medaglia all’Olimpiade di Tokyo 2020: un argento prezioso, al termine di una grande cavalcata che si è interrotta solo contro la Corea, oro grazie al successo per 45-26 in finale. Resta una grande impresa, proprio nel giorno in cui, con il quinto podio raggiunto al tramonto della sua quinta Olimpiade, Aldo Montano conclude la sua strepitosa carriera in azzurro. Enrico Berrè, Luca Curatoli, l’argento individuale Luigi Samele e il capitano Aldo Montano raggiungono il podio nel modo più spettacolare ed emozionante possibile. Sotto i colpi degli azzurri prima finisce ko l’Iran dopo un match batticuore, chiuso all’ultima stoccata per 45-44, poi in semifinale una meravigliosa prestazione di squadra vale il successo sull’Ungheria per 45-43. Il ct Giovanni Sirovich, contro i magiari, ha inserito Montano al posto dell’infortunato Samele (per lui sospetta lesione del muscolo medio gluteo sinistro), e il capitano di mille battaglie, giunto alla quinta Olimpiade, ha fatto alla grande la sua parte, avviando la rimonta, proseguita da un eccellente Berrè e finalizzata nell’ultima frazione da Curatoli che ha messo il punto esclamativo su un match di cui resterà memoria. Altra musica, invece, contro la Corea, in finale dove gli azzurri sono sempre stati sotto nel punteggio cedendo 45-26. Un passivo pesante, che non offusca però un’eccellente gara e uno strepitoso argento. Il bronzo va all’Ungheria, quarto posto per la Germania. Una medaglia voluta e combattuta fino alla fine. Il percorso degli azzurri oggi è stato tutt’altro che semplice, fin dal primo match di giornata che li ha visti sfidare l’Iran. In vantaggio 40-33, nell’ultima frazione Luca Curatoli ha dovuto però resistere all’avanzata avversaria, fino al 45-44 finale che ha fatto tremare il quartetto italiano, ma gli ha permesso di andare in semifinale. “E’ stato difficile purtroppo, non mi aspettavo quella rimonta da parte dell’Iran, forse sono stato un pò superficiale e pensavo sarebbe stato più semplice – racconta Curatoli – Li ho sottovalutati, anche se loro stanno dimostrando di essere un’ottima squadra. Il mio ruolo è quello di chiudere gli assalti, oggi per due volte su tre mi è andata bene e quindi il bilancio è positivo”. In semifinale, contro l’Ungheria del campione olimpico Aron Szilagyi, l’Italia ha dovuto anche cambiare in corsa la sua formazione a causa dell’infortunio di Gigi Samele, fresco argento individuale in questa edizione di Tokyo 2020. “Mi è mancato scendere in pedana – ha detto Samele – quando sei lì vorresti fare di tutto per combattere fino all’ultima stoccata, ma non ero in grado. Ho cercato di supportare dalla panchina i miei compagni quando le acque si agitavano e tutto questo alla fine ha portato a una bellissima medaglia d’argento. Siamo felici e soddisfatti”. A prendere il suo posto è stato il capitano Aldo Montano che, alla sua quinta partecipazione olimpica, ha dato un contributo fondamentale per raggiungere l’ambito traguardo della finale a cinque cerchi. “Questi Giochi li ho aspettati un anno in più di quanto avevo preventivato – ha ammesso Montano – e ho sofferto perchè ho tanti problemi fisici. E’ stato un anno complicato, ma è una gioia essere arrivato qua competitivo per la gara a squadre e avere dato il mio contributo nel portare a casa questa medaglia. Il mio ruolo era quello di partire dalle retrovie in supporto di una squadra già molto competitiva, poi con il problema fisico di Gigi sono salito in pedana e avere aiutato i miei compagni a raggiungere questo risultato è stato meraviglioso”. Una carriera leggendaria quella di Montano che ha conquistato la sua quinta medaglia olimpica: l’argento di oggi si aggiunge all’oro individuale e all’argento a squadre di Atene 2004 e poi ai due bronzi di Pechino 2008 e di Londra 2012. “La mia è stata una carriera e una vita meravigliosa – ha aggiunto lo sciabolatore livornese – fatta di tanti sacrifici, di sudore, di fatica, ma anche molto divertente e condivisa con tante persone. L’unico rimpianto è che è stata veloce, 17 anni volano in un soffio. Mi manca solo l’oro olimpico a squadre, ma oggi non era fattibile. Ci abbiamo creduto, ma non è bastato”. A chiudere il quartetto Enrico Berrè, autore di una grande prova in tutti gli assalti, il più costante e incisivo per i parziali messi a segno. “Siamo una squadra vera – ha detto – che non è solo la somma di quattro eccellenti individualità, ma anche l’unione di quattro persone che sanno sentirsi una cosa soltanto. Siamo orgogliosi di questa medaglia e ce la godiamo tutta, nonostante una finale non andata come volevamo”.
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Dream Team femminile a caccia del podio olimpico
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Sarà il fioretto femminile a squadre l’arma protagonista domani (giovedì 29 luglio) della sesta giornata del programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020. L’Italia, che vinse con il Dream Team l’ultimo titolo olimpico della specialità assegnato a Londra 2012, schiererà in pedana una reduce di quel successo, Arianna Errigo, poi Alice Volpi, che ha sfiorato la medaglia nella prova individuale chiudendo al quarto posto, Martina Batini ed Erica Cipressa. Il cammino delle azzurre comincerà contro l’Ungheria alle ore 10.50 giapponesi (le 3.50 italiane) nei quarti di finale. La vincente se la vedrà con una tra Francia e Canada. Nella parte alta del tabellone, invece, Russia-Egitto e Giappone-Usa.
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Spadiste azzurre conquistano il bronzo olimpico
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Il sorriso di bronzo delle spadiste azzurre. Calato il sipario sulle prove individuali, da oggi il programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020 è dedicato alle gare a squadre: a fare il suo esordio è stata la spada femminile con l’Italia che ha chiuso con uno splendido terzo posto. Rossella Fiamingo, Federica Isola, Mara Navarria e Alberta Santuccio compongono il quartetto del ct Sandro Cuomo che ha sconfitto per 23-21 la Cina, conquistando il podio. Un risultato importante e meritato, a coronamento di una gara di altissimo livello tecnico. Grande prova dell’Italia nei quarti contro la Russia che schierava Alzanat Murtazaeva, Yulia Lichagina, Violetta Kolobova e Violetta Khrapina. Sempre in vantaggio, bravissime nella gestione dell’assalto, Navarria, Isola e Fiamingo hanno portato a casa un successo meritato e prezioso per 33-31. Altra musica, invece, in semifinale dove le azzurre sono state sconfitte dall’Estonia per 42-34. Julia Beljajeva, Erika Kirpu e Katrina Lehis hanno condotto il match fin dall’inizio, allungando sino al +9 e non è bastato un ottimo parziale di Federica Isola nella penultima frazione per ribaltare l’assalto. Nell’altra semifinale la Cina, testa di serie numero 1 della gara, ha perso con la Corea e ha sfidato proprio il quartetto azzurro per il bronzo. L’assalto contro Sheng Lin, Yiwen Sun e Mingye Zhu è iniziato in parità fino al quarto parziale, quando Rossella Fiamingo ha allungato con un 4-0, seguita da Mara Navarria che con il suo 5-1 ha permesso all’Italia di guadagnare un vantaggio di 7 stoccate sulle avversarie. C’è stato spazio anche per l’inserimento in squadra della riserva Alberta Santuccio, che ha dato il suo contributo alle compagne. In chiusura il CT Sandro Cuomo ha schierato Federica Isola, che ha saputo reggere la tensione e resistere all’attacco della Cina, chiudendo sul 23-21 per l’Italia e portando le azzurre sul podio olimpico 25 anni dopo l’argento dei Giochi di Atlanta 1996 conquistato da Elisa Uga, Margherita Zalaffi e Laura Chiesa. La medaglia d’oro è andata all’Estonia che ha battuto in finale la Corea 36-32. “Volevamo questa medaglia più d’ogni altra cosa, l’abbiamo inseguita e vinta da squadra vera. Siamo state brave a reagire alla brutta sconfitta in semifinale contro l’Estonia e nelle due ore che ci separavano dalla finale per il bronzo ci siamo ritrovate, e si è visto in pedana”, ha detto Rossella Fiamingo, catanese dei Carabinieri. Le ha fatto eco Alberta Santuccio, siciliana come lei, in forza alle Fiamme Oro: “Sono entrata al penultimo match della finale per il terzo posto, contro la Cina, ovviamente era un momento delicato ma le mie compagne mi hanno dato grande forza. Siamo un gruppo forte, unito, e insieme abbiamo raggiunto questo storico traguardo”. Festeggia “mamma” Mara Navarria, friulana dell’Esercito: “Desideravo tantissimo questa medaglia, arrivata dopo tanti sacrifici. Mio figlio Samuele ora è al centro estivo con i suoi amici, io sono a Tokyo. Può essere un messaggio anche a tutte le donne che vogliono diventare madre: se ci si organizza al meglio, si può fare tutto”. Onore e onere di disputare l’ultimo assalto per il bronzo olimpico alla più giovane tra i 24 azzurri della scherma in questa Olimpiade, Federica Isola, vercellese dell’Aeronautica Militare: “Ho avvertito la responsabilità di dover chiudere il match, ma non mi sono sentita sola grazie a loro tre. Questa è la medaglia della squadra, che condividiamo con tutti i nostri maestri, l’intera Nazionale e tutti gli italiani che ci hanno visto”.
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