Test sierologici, in Toscana si parte. “Ma calma e gesso”, invoca il presidente della Regione, Enrico Rossi. Sono 240 mila i nuovi kit che Estar, l’ente che per la Regione si occupa degli acquisti in sanità, ha ordinato. Si sommano a 140 mila destinati ad operatori sanitari, volontariato, forze dell’ordine ed ospiti delle Rsa. “E entro domani mattina – tranquillizza il presidente – i 240 mila nuovi kit saranno consegnati a tutti e quaranta i laboratori che effettueranno gli esami alle categorie individuate dall’ordinanza che ho firmato ieri”.
Sono kit sufficienti per almeno venti giorni, se non di più, in base al numero di esami che ogni laboratorio potrà organizzare in una giornata. La campagna sarà dunque distribuita nell’arco di almeno tre settimane. Se poi di kit ne servissero di più, fanno sapere da Estar, ne saranno acquistati altri, magari allargando ulteriormente la platea.
La scelta di sottoporsi all’esame è volontaria e sono stati stabiliti con l’ordinanza di ieri un perimetro e priorità precise, individuando una lista di lavoratori più esposti al contatto con altre persone. Il costo del test sarà a carico del servizio sanitario regionale.
I contratti con i quaranta laboratori individuati e distribuiti in tutta la regione (l’elenco nell’ordinanza) saranno formalizzati a partire da oggi. “Estar ha comunque già comunicato alle strutture – precisa Rossi – che, pur in assenza della formalizzazione, potranno fin da oggi raccogliere le prenotazioni e da domani iniziare ad erogare i servizi”.
“I lavoratori (o le aziende, qualora se ne vorranno fare carico) possono contattare la struttura più vicina al loro luogo di lavoro o residenza per prenotare il test. In caso di esito positivo o dubbio, sarà obbligatorio a quel punto sottoporsi a tampone: nell’attesa a quel punto ognuno dovrà adottare adeguate misure di cautela e isolamento a tutela della salute propria e della collettività, informando anche il proprio medico”, spiegano dalla Regione.
I primi 140 mila test erano stati riservati dalla Regione a tutti gli operatori sanitari – pubblici privati e servizi in appalto – ospiti delle Rsa e residenze per disabili, personale del volontariato impegnato nell’emergenza sanitaria e di protezione sociale, lavoratori delle farmacie, personale degli istituti penitenziari, forze dell’ordine, vigili del fuoco e chiunque fosse impegnato nell’assistenza alla popolazione anziana e fragile.
L’elenco è stato ampliato con l’ordinanza numero 30 di ieri. Una platea potenziale di 240 mila lavoratori. Si sono aggiunti gli agenti della Polizia municipale e della Polizia provinciale, chi lavora negli esercizi commerciali e grandi strutture di vendita alimentare e chi è addetto al trasporto delle merci, i lavoratori di aziende pubbliche o private di smaltimento e raccolta dei rifiuti la cui attività implica il contatto con rifiuti potenzialmente infetti e tutta una serie di altri lavoratori che hanno contatti con il pubblico: dipendenti pubblici, dipendenti degli uffici postali, dipendenti dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, lavoratori dei servizi a domicilio, lavoratori della editoria e della emittenza radiotelevisiva, edicolanti e librai, operatori del trasporto pubblico locale, tassisti, operatori della logistica, personale dei porti e degli aeroporti.
“Sono compresi anche gli operatori delle imprese o delle agenzie di onoranze funebri, il personale dei porti e degli aeroporti e i lavoratori, infine, del distretto cartario, che potrà essere un caso pilota di valutazione per i successivi distretti industriali toscani”, concludono dalla Regione.
(ITALPRESS).
Toscana, Rossi “Kit per test sierologici in tutti i laboratori”
Coronavirus, negozi chiusi a Pasqua e Pasquetta in tutta la Toscana
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi ha appena firnato un’ordinanza che dispone per la domenica di Pasqua e per il lunedì dell’Angelo, la chiusura, su tutto il territorio regionale, di tutti gli esercizi commerciali della piccola media e grande distribuzione, ad eccezione delle rivendite di giornali, delle farmacie e delle parafarmacie.
Nell’ordinanza si precisa che è fatta salva, nel rispetto della vigente legislazione emergenziale, la sola consegna a domicilio, esclusivamente mediante la prenotazione on-line o telefonica e non presso l’esercizio commerciale, dei generi alimentari e dei beni di prima necessità.
A carico dei trasgressori esercenti l’attività commerciale non consentita, l’Autorità amministrativa potrà applicare la sanzione amministrativa della sospensione dell’attività da 3 a 15 giorni consecutivi, secondo i criteri di proporzionalità cui all’art.11 della Legge n. 689/81.
Le Polizie municipali, tutte le altre Forze di polizia, gli agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria, sono incaricati dell’osservanza e del rispetto dell’ordinanza.
(ITALPRESS).
Rossi “Mascherine obbligatorie in Toscana, le daremo gratis”
“Abbiamo deciso di distribuire tramite i comuni 10 milioni di mascherine gratuitamente ai cittadini della Toscana. Si tratta quasi di tre mascherine a testa. Abbiamo ordinato altre dieci milioni di mascherine. Vogliamo dare continuità a questa iniziativa di prevenzione primaria, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Lo ha scritto, su Facebook, il presidente della Regione, Enrico Rossi.
“Le mascherine verrano date ai Comuni della Toscana e chiederemo loro che siano consegnate quanto più possibile casa per casa, anche avvalendosi dei volontari che sono straordinari, sempre e in questo periodo ancora di più. Ho letto molti commenti al mio post precedente in cui si apprezzava l’iniziativa ma mi si chiedeva con forza che facessi anche l’ordinanza per rendere obbligatorio l’uso della mascherina”, ha aggiunto Rossi.
“Leggo sui giornali che sono ripresi troppi comportamenti sbagliati da parte dei cittadini e che ci sono troppi assembramenti. Per questo oggi stesso voglio fare un’ordinanza che rende obbligatorio l’uso della mascherina all’esterno delle abitazioni. La mia intenzione è che l’ordinanza diventi esecutiva comune per comune a partire dalla data nella quale il comune stesso ci comunicherà di avere effettuato la consegna a domicilio”, ha scritto ancora il presidente della Regione Toscana.
“Questa iniziativa vuole anche colpire l’odiosa speculazione che in certi casi sulle mascherine si è registrata anche in Toscana”, ha concluso Rossi.
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Toscana, 4 milioni per garantire il servizio in aree con pochi utenti
Assegnati quasi 4 milioni di euro per garantire il trasporto pubblico locale nelle aree a domanda debole. A stanziare i finanziamenti, che garantiranno il servizio anche per l’anno 2020, è stata la Giunta regionale toscana con una delibera proposta dall’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli. “Con 3.978.466 euro – spiega Ceccarelli – finanziamo i servizi di trasporto pubblico in quelle aree poco abitate, che sono rimaste escluse dalla rete dei servizi messa a gara nel lotto unico regionale. In queste zone il trasporto pubblico è organizzato e gestito da Province, Città metropolitana e Comuni, ma economicamente sostenuto dalla Regione. Con questo stanziamento copriremo il conguaglio per l’annualità 2019, per un valore di 485.369 euro, e tutta l’annualità 2020, per 3.493.096 euro”.
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Coronavirus, 3 milioni da Banca d’Italia per Carrara e Massa
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha ringraziato la Banca d’Italia per la concessione di un contributo speciale di 3 milioni di euro che sarà destinato alla realizzazione di 51 posti letto di terapia intensiva atti a fronteggiare l’emergenza covid-19 nelle strutture di Carrara e Massa, ambedue nel territorio dell’AUSL Nord Ovest.
“Ho appena appreso di questa decisione di Banca d’Italia che con questa scelta contrasta fattivamente l’espansione del Coronavirus nella nostra regione”, ha detto Rossi, commentando la notizia.
“Vorrei pertanto ringraziare personalmente l’Istituto per la sua generosità a nome di tutti i toscani colpiti da questa emergenza. Si tratta di una preziosa collaborazione, di un importante contributo che si inserisce in quel mosaico di interventi del mondo produttivo che è in atto in tutta la regione e che mi fa ben sperare per un’uscita più rapida possibile da questa emergenza”, ha aggiunto il presidente della Regione Toscana.
Lo stock di 51 nuovi posti letto sostenuto da Banca d’Italia fa parte del piano regionale che prevede la realizzazione nell’immediato di 280 nuove postazioni di terapia intensiva su tutto il territorio regionale.
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La Toscana attiva gli alberghi sanitari
Prima in Italia a partire, la Regione Toscana ha iniziato a stipulare convenzioni per l’istituzione di “alberghi sanitari”, distribuiti su tutto il territorio, nei quali sarà garantita idonea sorveglianza infermieristica e medica per i pazienti COVID – 19. Per ora sono già 14 le convenzioni stipulate per un totale di circa 300 posti letto.
Come previsto dall’ordinanza firmata dal presidente Rossi, (n. 15 del 18 marzo scorso) in raccordo con le Prefetture e tutti i Comuni, ogni Azienda USL sta predisponendo le convenzioni con alberghi e hotel.
“Chi non dispone di condizioni di sicurezza a casa propria, come promesso, potrà già essere accolto in uno dei 14 alberghi sanitari diffusi in tutto il territorio della Toscana – ha detto il presidente Enrico Rossi – Gli alberghi sanitari sono soluzioni molto importanti per garantire l’isolamento e evitare il contagio intrafamiliare, oltre che per alleggerire il carico degli ospedali e garantire un livello di cura intermedia per i malati di Coronavirus in sicurezza e in isolamento”.
Sono 6 le convenzioni firmate con altrettante strutture nell’Asl centro, ovvero a Firenze, Prato, Pistoia per un totale di circa100 posti letto. Sono in ogni caso oltre 40 le strutture recettive sui territori dell’Asl centro che hanno già offerto la disponibilità a diventare albergo sanitario, un numero che porterebbe i posti letto a oltre 2000.
Anche nell’Asl Sud Est sono 6 le convenzioni sottoscritte o in corso di sottoscrizione , due strutture a Grosseto, due a Siena e due a Arezzo, per un totale di circa 100 posti.
Sono 4 le convenzioni sottoscritte o in corso di sottoscrizione nell’Asl Nord Ovest, a Pisa, Livorno, Lucca e Massa per un totale di 75 posti letto.
L’acquisto della totalità delle camere è a carico dell’azienda sanitaria,con una tariffa unica secondo criteri stabiliti – circa 30,90 euro per ciascuna stanza -, che dovrà inoltre provvedere alla fornitura dei pasti e dei servizi di assistenza di base, come il cambio di biancheria e lenzuola.
Al termine dell’attività l’Asl provvederà direttamente alla completa sanificazione della struttura.
Gli alberghi sanitari”, sono destinati a:
– pazienti COVID positivi, che vengono indirizzati all’albergo in fase di dimissione protetta dall’ospedale, in quanto clinicamente guariti, ma verosimilmente infettanti;
– pazienti COVID positivi che, all’insorgenza dell’infezione, risultano paucisintomatici e quindi non ricoverati in ambiente ospedaliero, ma infettanti e che necessitano di idonea sorveglianza infermieristica e medica;
– poi ci sono gli “alberghi sanitari” eventualmente utilizzabili anche per la gestione dei contatti stretti, di pazienti COVID positivi, qualora ritenuto opportuno dai servizi competenti nel caso in cui non sia possibile garantire l’isolamento adeguato presso il domicilio.
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Coronavirus, Rossi “Garantire a Sanità mascherine e forniture”
“Ieri, come nei giorni addietro, io e il mio staff siamo stati impegnati al massimo a cercare mascherine, camici e prodotti medicali. La nostra autonoma produzione di mascherine con tessuto non tessuto sta aumentando, e anche le forniture dalla Protezione civile di Roma sono diventate significative. Oggi e domani la distribuzione in Toscana comincerà a essere più consistente”. Lo ha scritto su facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.
“Ma solo con gli inizi della prossima settimana pensiamo di poter arrivare a soddisfare le esigenze che crescono in continuazione. Abbiamo cercato anche gli occhiali e ordinato di costruire migliaia di visiere. Abbiamo ordinato anche duemila dispositivi per l’alimentazione dell’ossigeno a domicilio. Ma devono arrivare dagli Stati Uniti. Vedremo. La buona notizia è che la Cina, essendo entrata in overproduzione di mascherine, perché è uscita dall’emergenza, è pronta ad esportare in tutto il mondo. Ma il rischio è che, se la pandemia si aggrava in altri paesi e continenti, essa venderà e esporterà dove più gli conviene”, ha aggiunto Rossi.
“Voglio assicurare i lavoratori della sanità che il nostro impegno per dotarli di adeguate protezioni è totale e non esclude nessuna possibilità e nessuna via per raggiungere l’obiettivo. Sono consapevole che non si può chiedere ad un esercito di combattere se non è fornito degli strumenti per farlo e delle più elementari protezioni. Certo, una considerazione deve essere fatta: gli Stati dell’Europa che litigano per le mascherine, che non hanno un piano per forniture sanitarie in caso d’emergenza sono il segno drammatico di come sia stupido affidare tutto al mercato globale e alle sue regole del profitto che con la salute spesso non si conciliano”, ha scritto ancora il Governatore.
I” lavoratori dei comparti produttivi, degli alimentari e di altri settori sono giustamente preoccupati per la loro salute. Si sentono ‘carne da macello’. Nessuno ha pensato ad emanare direttive chiare per tutelare la salute di chi lavora. Finora si è evitato di rispondere alle domande legittime che pongono tanti lavoratori, come se non esistessero e come se da loro non dipendesse la ricchezza del Paese”, ha puntualizzato Rossi. “Solo alcune aziende in Toscana mi hanno segnalato di avere adottato iniziative per tutelare i loro dipendenti. Io ho posto il tema a livello nazionale. Oggi incontrerò i sindacati regionali dei lavoratori. Insieme, discuteremo del problema e cercheremo di individuare soluzioni e proposte. Nelle carceri sovraffollate i detenuti si rivoltano impauriti per il diffondersi dell’infezione. Ci vorrebbe un provvedimento che mettesse a domicilio e alle pene alternative tutti coloro la cui pericolosità sociale non è alta e facesse restare in carceri i mafiosi, gli assassini, i corrotti e tutti coloro che si sono macchiati di pene gravi”, ha spiegato il presidente della Regione.
“Ma il ministro grillino Bonafede è un giustizialista e assieme a Salvini ha cancellato la giusta riforma di Orlando. Figuriamoci se pensa di adottare un provvedimento razionale e umano. In assenza di giusti provvedimenti nazionali, anche qui la sanità toscana cercherà di fare tutto il possibile per alleviare sofferenze e tutelare la salute”, ha detto ancora Rossi. “Christine Lagarde ha fatto un disastro con le sue dichiarazioni facendo crollare le borse e aumentare lo spread di mezza Europa. Tutti hanno notato la differenza tra lei che dice che far calare lo spread non è il suo lavoro e Draghi che diceva che avrebbe usato tutto ciò che era necessario per raggiungere l’obiettivo. Non promette affatto bene la nuova guida ‘politica’ della BCE. Mattarella ha fatto bene a rispondere e a chiedere che l’Italia sia aiutata e non ostacolata”, ha concluso il presidente della Regione Toscana.
(ITALPRESS).
Toscana, cala spesa farmaceutica ospedaliera
Tra il 2015 e il 2016 la Toscana aveva avuto un importante incremento, classificandosi tra le Regioni con la spesa farmaceutica ospedaliera più alta. Poi il calo. Dai dati pubblicati da Aifa (Agenzia italiana del farmaco), sui monitoraggi della spesa farmaceutica, emerge che la Toscana è passata da una spesa complessiva in farmaci di 1.364.068.534 nel 2016 a 1.230.535.387 del 2018. Una riduzione di -133.533.147, in controtendenza con l’andamento della spesa farmaceutica pubblica in Italia negli ultimi anni.
Anche nell’ultimo monitoraggio Aifa, pubblicato a fine gennaio, sui primi nove mesi del 2019 (dati preliminari non consolidati) la Toscana è in linea con l’andamento della spesa del 2018. E nel confronto con le altre Regioni, si trova nella parte bassa della classifica, dove ci sono le Regioni con le migliori performance: da gennaio a settembre 2019 la spesa farmaceutica è stata il 16,35% del Fondo sanitario regionale (la media italiana è del 16,66%).
Questo risultato è stato ottenuto grazie all’impegno di tutti i professionisti coinvolti nei percorsi terapeutici, sull’uso dei farmaci a brevetto scaduto negli ospedali toscani. L’utilizzo dei farmaci biosimilari, molecole con identica efficacia e sicurezza dei farmaci cosiddetti “griffati”, ha permesso alla Toscana un recupero di circa 46 milioni di euro nel 2019, risorse che sono state reinvestite in terapie con maggior carattere di innovazione.
(ITALPRESS).


















