ROMA (ITALPRESS) – “La distanza che abbiamo con Schlein è siderale nel merito. Sul salario minimo non ho visto una proposta della Schlein”. Lo dice il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite di “Start” su SkyTg24. La nuova segretaria del Partito democratico, secondo Calenda, “sta portando il suo partito in una posizione estrema a sinistra. Meloni è rimasta in una posizione estrema a destra. C’è un’area centrale di elettori a cui bisogna parlare, ed è un lavoro molto lungo”, conclude.
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Calenda “Con Schlein distanza siderale”
Salvini “Il Ponte sullo Stretto si farà, non capisco l’ottusità dei no”
FIRENZE (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto “si farà. Non capisco il no di qualcuno a un’opera che farà sì che l’Italia sarà la prima al mondo. Siamo in una terra, l’Italia, piena di storia e bellezza, e se abbiamo la possibilità grazie a ingegneri italiani ed aziende italiane straordinarie di fare il ponte a campata unica più lungo, più moderno, più sicuro, più green, più sostenibile al mondo, non capisco l’ottusità dei no. Si farà e da tutto il mondo verranno ad ammirare quello che è un diritto di siciliani e calabresi che da 60 anni sono presi in giro, ma sarà anche uno sviluppo per l’Italia dal punto di vista delle infrastrutture, ingegneristico, economico e turistico unico al mondo”. Lo ha detto il vicepremier e ministro per le Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine del sopralluogo dei cantieri per la terza corsia autostradale fra Firenze sud e Incisa.
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Da Siemens una piattaforma per accelerare la digitalizzazione delle Pmi
ROMA (ITALPRESS) – “Il contesto delle aziende italiane vede oltre l’86% con difficoltà a passare ai sistemi digitali, mentre più della metà trova difficoltà nell’implementazione di questi sistemi, e buona parte di loro non trova un partner per aiutarle in queste trasformazioni. E’ per questo che occorre accelerare in modo notevole. L’intelligenza artificiale è uno degli ambiti in cui Siemens, assieme al gemello digitale, ha investito da diversi anni. Siemens è tra le prime dieci aziende al mondo per sviluppo di software, tra questi c’è l’intelligenza artificiale, che ci permette di andare ad aiutare l’evoluzione di macchine e sistemi per l’industria per far sì che queste siano machine learning”. In un’intervista all’Italpress, Floriano Masoero, presidente e CEO di Siemens Italia, ha fatto il punto della situazione sulle ultime iniziative sul fronte dell’innovazione da parte dell’azienda tedesca che nel Bel Paese vanta circa 2.800 collaboratori e che ha chiuso l’anno fiscale 2022 con oltre 2 miliardi di euro di fatturato.
“La piattaforma XCelerator nasce nel contesto con il Covid e le tensioni internazionali, l’esplosione del prezzo gas e l’inflazione, oltre a una forte competizione – ha aggiunto Masoero parlando di XCelerator, la piattaforma pensata per le imprese che vogliono accelerare la trasformazione digitale – Vediamo che le aziende italiane sono in un contesto esplosivo e dinamico, noi pensiamo che le aziende del sistema Italia debbano accelerare il più possibile, andando a mettere assieme mondo reale e mondo digitale – ha spiegato – Pensiamo che la transizione gemella, quindi transizione energetica e digitale, debba essere congiunta, non si può accelerare in un senso e non nell’altro”.
E per quanto riguarda il metaverso e l’applicazione all’interno delle realtà aziendali: “Il metaverso industriale è l’evoluzione del digital twin. Siemens è stata leader nel digital twin, ora portiamo il metaverso industriale a livelli mai visti prima e grazie a una partnership con Nvidia consentiamo di avere fabbriche con un digital twin realistico in tempo reale che consente, per esempio, a più entità diverse di una stessa società di connettersi nel metaverso, attuare sperimentazioni, valutare come la fabbrica sta operando”.
Tutti pensano che il metaverso industriale sia solo per le grandi aziende – ha precisato il numero uno di Siemens in Italia – In realtà queste tecnologie sono già disponibili per aziende medie e piccole. E Siemens è lì per supportarle”.
Non mancano, infine, i progetti di Siemens in partnership con le Università italiane: “Noi abbiamo molti progetti di formazione in Italia, abbiamo lanciato Siemens digital academy, lavoriamo per formare i giovani all’uscita dall’Università alle nuove tecnologie: formiamo società, studenti e competenze, siamo sostenitori forti dell’ITS e della branca di sviluppo di queste nuove competenze – ha concluso – La transizione digitale non può prescindere dall’evoluzione e dalle nuove skill”.
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Sudan, evacuati tutti gli italiani
ROMA (ITALPRESS) – Tutti gli italiani che hanno chiesto di partire dal Sudan sono stati evacuati. Lo ha annunciato il premier Giorgia Meloni, nella tarda serata di domenica.
“Dopo una giornata di trepidante attesa, tutti i nostri connazionali in Sudan che hanno chiesto di partire sono stati evacuati. Con loro ci sono anche cittadini stranieri. L’Italia non lascia nessuno indietro – ha affermato il presidente del Consiglio -. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questa operazione così difficile, in piena zona di combattimento, il mio plauso va al ministro degli Esteri Antonio Tajani e all’Unità di crisi della Farnesina, al ministro della Difesa Guido Crosetto, al Sottosegretario Alfredo Mantovano, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, al comandante del Covi, il generale Francesco Paolo Figliuolo, al nostro ambasciatore in Sudan, Michele Tommasi, ai Servizi di Sicurezza. Voglio rinnovare anche in questa occasione il mio appello alla fine della guerra, all’apertura di un negoziato che conduca a un governo a trazione civile, il Sudan ha bisogno di pace”.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ringraziato “lo sforzo e la professionalità delle nostre Forze Armate”. I primi 107 italiani a bordo di uno dei nostri C130 sono atterrati a Gibuti alle 22 ora italiana, 7 sono già arrivati poche ore prima e altri 40 sono rientrati su un velivolo in collaborazione con le forze armate spagnole. “Tutti i civili italiani sono stati evacuati a Gibuti dove è stata allestita un area ristoro in attesa del successivo rientro in Italia”, ha spiegato Crosetto.
Lunedì un C130 riporterà a Gibuti l’ambasciatore italiano in Sudan e il comandante dell’Extraction Force che ha attuato l’operazione.
“Grazie all’impegno della nostra aeronautica militare e delle nostre forze speciali dell’esercito, della marina e dei carabinieri – ha ribadito il ministro -. Le operazioni continuano fino alla completa messa in sicurezza di tutti gli italiani. Tutto avviene nella più stretta cooperazione con i nostri partner europei. Al Comando Operativo di Vertice Interforze ed ai militari che stanno svolgendo questa delicata e rischiosa missione voglio esprimere la riconoscenza del governo e di tutta la Nazione”.
– foto ufficio stampa Ministero della Difesa –
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Lavoro, G7 “Puntare su investimenti in competenze e cooperazione”
ROMA (ITALPRESS) – Il G7 dei Ministri del Lavoro di Kurashiki (Giappone) si chiude con la firma di un piano d’azione che impegna Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti a investire sulle competenze delle persone e la loro inclusione nel mercato del lavoro per lo sviluppo delle carriere e una maggiore resilienza di fronte ai cambiamenti strutturali a cui assistiamo.
Ampio il confronto nel corso degli incontri del 22 e 23 aprile, durante i quali si è guardato alle politiche necessarie per far fronte alle nuove articolazioni e richieste del mercato del lavoro, e quindi della società, alla luce dei cambiamenti demografici, della trasformazione digitale e della transizione verso la cosiddetta “green economy”. Sugli strumenti utili a intervenire a ridurre cause ed effetti della mancanza di manodopera, del mismatch tra competenze richieste e offerte, della bassa inclusione di donne, giovani, disabili si è concentrata la Dichiarazione finale della riunione del G7 con cui si sottolinea l’importanza di un impegno congiunto a promuovere il lavoro dignitoso.
«Abbiamo condiviso – ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone – la necessità di sostenere lavoratori e imprese nel percorso di adattamento ai cambiamenti, anche rispetto alle innovazioni richieste dai mutati contesti produttivi e relazionali a cui facciamo riferimento, assicurando che le transizioni avvengano in modo equo e sostenibile a ogni livello».
L’impegno – spiega il ministero del Lavoro – è a non lasciare indietro nessuno, contribuendo attraverso la cooperazione di tutti gli stakeholder del mondo del lavoro a creare un circolo virtuoso tra il benessere dei lavoratori e la vitalità dell’economia affinchè una crescita in linea con la produttività sia in grado di generare ulteriori investimenti sul capitale umano. Resilienza, inclusione, formazione continua, salute e sicurezza sul lavoro alcune delle parole chiave del G7 di Kurashiki per la progettazione degli interventi nel mondo del lavoro nel post-pandemia, richiamati anche dal ministro Calderone durante i suoi interventi, insieme alla necessità di promuovere l’equità di genere e la partecipazione attiva dei giovani.
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Ue, Tajani “Di Maio scelto da Borrell, non ci riguarda”
LUSSEMBURGO (ITALPRESS) – “E’ una libera scelta dell’Alto rappresentante, una candidatura presentata da Di Maio stesso quando era ministro degli Esteri. Non è il candidato del Governo, è una candidatura individuale”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo, risponde alle domande dei giornalisti in merito alla nomina di Luigi Di Maio come inviato dell’Unione Europea per il Golfo Persico.
“E’ una scelta legittima di Borrell, non del Governo italiano, non è una indicazione dell’esecutivo attuale e non ha nulla a che vedere con noi, si tratta di scelte che non ci riguardano”, ha sottolineato Tajani.
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Pacifici “Arbitri parleranno di più, ma non nel post gara”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un lungo percorso, cominciato da adolescente quando ho iniziato ad arbitrare, che poi mi ha portato a ricoprire diversi ruoli all’interno dell’associazione, fino all’inaspettato ruolo di presidente, non me lo sarei mai immaginato. E’ un ruolo di grande orgoglio, responsabilità e attenzione, perchè la nostra associazione vanta ben 32 mila associati”. A parlare è Carlo Pacifici, neo presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’, su Rai Radio 1. I punti principali del suo programma sono tanti e tutti importanti: “Quello primario, che mi sta a più cuore, è legato alla violenza: abbiamo ancora troppi ragazzi che ne sono oggetto – sottolinea Pacifici – Su questo dobbiamo lavorare, la federazione ci è stata vicina dandoci la possibilità di essere tutelati attraverso l’inasprimento delle sanzioni, però è un percorso su cui dobbiamo fare molta attenzione”. Dopo la ‘grazià a Lukaku, secondo Pacifici, non c’è il rischio che la classe arbitrale valuti ora in maniera diversa questo tipo di gesti o esultanze in risposta a insulti razzisti: “Assolutamente no, la decisione sul campo è stata presa. Poi la grazia è prerogativa del presidente federale, l’ha messa in atto perchè probabilmente ha verificato tutte le condizioni. Da parte nostra non cambia nulla, continueremo a prendere le decisioni secondo quelle che sono le regole in atto. Chi andrà a zittire il pubblico dopo essere stato insultato sarà ammonito, lo prevede il regolamento”. Per ciò che concerne l’uso della tecnologia, “certamente ha rivoluzionato il calcio, non lo possiamo sottovalutare. Il calcio giocato nei campi di provincia non ha la tecnologia a supporto e quindi le logiche sono sicuramente diverse. Dobbiamo cercare di trovare un’uniformità per evitare di avere due canali diversi”. In merito alla possibilità che gli arbitri comunichino di più, Pacifici assicura che “parleranno di più, anche se sulle interviste post gara non sono molto d’accordo. A fine gara ci sono troppe situazioni, c’è troppa adrenalina che potrebbe alterare l’aspetto comunicativo del direttore di gara, ma sono pienamente convinto che noi arbitri dovremo spiegare attraverso canali diretti quelle che sono le regole del gioco e gli episodi avvenuti sul terreno di gioco”. L’unificazione tra Can A e B rimarrà invariata: “Sono d’accordo sull’unificazione delle due commissioni per un lavoro di prospettiva. Dobbiamo valorizzare i giovani così come sta facendo ottimamente Gianluca Rocchi, perchè rappresentano il nostro futuro. C’è un ricambio generazionale importante in atto e noi dobbiamo tutelare il calcio attraverso la formazione di arbitri giovani”. Capitolo Var: “E’ uno strumento importante per noi, ci dà la possibilità di sanare eventuali errori. E’ logico che deve esserci un equilibrio tra intervento autonomo dell’arbitro e Var. Il protocollo è stato aggiornato, i risultati sono positivi, ma ci sono margini per fare meglio. Il Var a chiamata? Sono aperto a qualsiasi soluzione che possa andare incontro alle esigenze del calcio, da parte mia nessuna preclusione”. Infine, sul tempo effettivo: “Quando l’Ifab opterà per questa soluzione, la metteremo in atto come abbiamo sempre”, chiosa Pacifici.
– Foto Ufficio Stampa Aia –
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A Napoli esplode la festa, in migliaia per gli azzurri
NAPOLI (ITALPRESS) – Cori, striscioni, fuochi d’artificio e, naturalmente, un tripudio di bandiere azzurre: a Napoli esplode la gioia dopo il successo della banda di Spalletti sulla Juventus. Un gol nel recupero di Giacomo Raspadori ha deciso il match dell’Allianz Stadium portando i partenopei a un passo dallo scudetto e l’entusiasmo in città non è più contenibile. Sono migliaia i tifosi che immediatamente dopo il triplice fischio della sfida di Torino si sono riversati in strada in direzione Capodichino per accogliere la squadra all’arrivo all’aeroporto. Il Napoli è atterrato pochi minuti dopo le 2 e ha impiegato quasi mezz’ora per completare le operazioni di sbarco e per prendere posto all’interno del pullman che avrebbe dovuto riportare gli azzurri al centro tecnico di Castel Volturno. Intorno alle 2,40 il mezzo ha varcato la soglia dell’uscita laterale dell’aeroporto su viale Comandante Umberto Maddalena, ma ha trovato la strada interamente occupata dal fiume dei tifosi. “La capolista se ne va” e “vinceremo il tricolor” i cori più gettonati dalla folla che ha saputo trascinare nella festa anche i calciatori. Dal tetto del bus si è aperta una finestra e il primo a mettere la testa fuori è stato Victor Osimhen mentre i compagni, divertiti ma ancora timidi, si limitavano a riprendere con gli smartphone le scene di giubilo. Questioni di secondi però perchè Kvicha Kvaratskhelia, acclamato dalla gente, ha raggiunto rapidamente l’attaccante nigeriano rompendo definitivamente gli indugi. Nel giro di pochi minuti altre finestre si sono aperte sulla parte superiore del pullman ed ecco presentarsi tutti quanti: da Elmas a Lozano, da Kim ad Anguissa e via gli altri. Quasi 50 minuti ci sono voluti per percorrere i circa 500 metri che separavano l’uscita dell’aeroporto dall’ingresso della tangenziale dove intorno alle 3,30 il bus con la squadra è entrato, sempre scortato da gruppi di tifosi che a bordo degli scooter hanno fatto compagnia agli azzurri anche sulla strada del ritorno a casa. Curiosità da segnalare: le scene della scorsa serata sono per larghi tratti molto simili a quelle vissute esattamente 5 anni (e un giorno) fa. Nella notte tra il 22 e il 23 aprile 2018 i tifosi del Napoli si presentarono all’aeroporto per ricevere la squadra all’epoca allenata da Maurizio Sarri che aveva battuto proprio la Juventus all’Allianz Stadium. Così come ieri, anche quella partita fu segnata da un gol negli ultimi minuti dei partenopei: colpo di testa di Kalidou Koulibaly per uno 0-1 con cui gli azzurri si portarono a -1 in classifica dalla Vecchia Signora, capolista a quattro giornate dal termine del campionato. Tra i sostenitori del Napoli c’era la convinzione che quel successo potesse rivelarsi decisivo in chiave scudetto, ma alla fine a spuntarla furono comunque i bianconeri che terminarono a +4 (95 punti contro 91) su capitan Hamsik e compagni. Questa volta però, il discorso è diverso e già domenica prossima gli azzurri potrebbero laurearsi campioni con 6 turni di anticipo in caso di vittoria nel derby con la Salernitana e pareggio o sconfitta della Lazio a Milano con l’Inter. Napoli è pronta a vivere emozioni attese da 33 anni, la festa di questa notte a Capodichino potrebbe essere stata solo un antipasto.
– Foto xc9/Italpress –
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