Home Top News

Il Papa ha una bronchite su base infettiva, migliorano le sue condizioni

ROMA (ITALPRESS) – “Nell’ambito di controlli clinici programmati al Santo Padre è stata riscontrata una bronchite su base infettiva che ha richiesto la somministrazione di una terapia antibiotica su base infusionale che ha prodotto gli effetti attesi con un netto miglioramento dello stato di salute. Sulla base del prevedibile decorso il Santo Padre potrebbe essere dimesso nei prossimi giorni”: queste le informazioni dello staff medico che segue Papa Francesco al Gemelli.
Il Pontefice “ha trascorso il pomeriggio al Gemelli dedicandosi al riposo, alla preghiera e ad alcune incombenze di lavoro”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Terzo polo, Renzi “Nessun disimpegno, il 10 giugno parleremo di tutto”

ROMA (ITALPRESS) – “Molti mi scrivono preoccupati: ma è vero che ti stai disimpegnando? Risposta: sono e soprattutto sarò più impegnato di prima per una battaglia culturale, educativa e politica. Domanda: e allora come facciamo a rendere più forte il progetto Terzo Polo? Risposta: intanto iscrivetevi a Italia Viva. Il 10 giugno in Assemblea Nazionale discuteremo di tutto”. Lo afferma Matteo Renzi nella sua enews.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

Ucraina, V.der Leyen “Inaccettabile piano pace che consolidi annessioni”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’Ucraina definirà i termini di una pace giusta, che richiede il ritiro delle truppe d’invasione. Qualsiasi piano di pace che in effetti consoliderebbe le annessioni russe non è semplicemente un piano fattibile. Dobbiamo essere franchi su questo punto”. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sulle relazioni Ue-Cina al Mercator Institute for China Studies and the European Policy Centre, a Bruxelles.
“Il modo in cui la Cina continua a interagire con la guerra di Putin sarà un fattore determinante per il futuro delle relazioni UE-Cina”, ha sottolineato Von der Leyen.
“Anche la Cina stessa ha assunto una posizione più assertiva nei confronti del proprio vicinato – ha proseguito -. L’esibizione della forza militare nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale, e al confine con l’India, colpisce direttamente i nostri partner ei loro legittimi interessi. Sottolineiamo inoltre l’importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan. Qualsiasi indebolimento della stabilità regionale in Asia, la regione in più rapida crescita al mondo, incide sulla sicurezza globale, sul libero flusso degli scambi e sui nostri interessi nella regione”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Scende il prezzo dell’elettricità, -55,3% nel secondo trimestre 2023

MILANO (ITALPRESS) – Con il forte calo delle quotazioni all’ingrosso dei prodotti energetici, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per la famiglia tipo (con consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW) in tutela nel II trimestre del 2023 si riduce del 55,3%.
Attuando quanto previsto dal Governo nel decreto approvato lo scorso 28 marzo, l’ARERA è intervenuta sugli oneri generali di sistema azzerandoli anche per il prossimo trimestre per la generalità dei clienti gas e confermando il potenziamento dei bonus sociali elettricità e gas per le famiglie con livello Isee fino a 15.000 euro (con il livello Isee per le famiglie numerose, con almeno 4 figli a carico, che sale a 30.000 euro). Gli oneri generali di sistema vengono invece riattivati per tutti i clienti elettrici, comprese le utenze domestiche.
Interventi che si affiancano alla conferma della riduzione Iva sulla gestione calore, sul teleriscaldamento e sul gas al 5%.
Sempre per il gas viene gradualmente ridimensionata e poi azzerata nel corso del II trimestre 2023 la componente tariffaria negativa UG2, introdotta da aprile dello scorso anno da ARERA e applicata ai consumi fino a 5.000 smc/anno. Una misura speciale che ha permesso di contrastare per famiglie e piccoli utenti il picco dei prezzi gas.
“L’andamento dei mercati energetici – spiega l’Arera in una nota – ha visto quotazioni all’ingrosso del gas in deciso calo nel trimestre in corso, influenzate da diversi fattori: una domanda europea in riduzione (-13% nel 2022 rispetto al 2021), una ripresa contenuta della domanda asiatica di GNL, la ripresa operatività o nuovi terminali di liquefazione negli Stati Uniti e di rigassificazione in Europa. Le temperature miti dell’inverno 2022-2023 hanno favorito un limitato utilizzo degli stoccaggi europei (a metà marzo ancora pieni al 57% circa della loro capacità) e i prezzi a termine indicano condizioni meno tese per l’equilibrio di domanda e offerta del gas nel secondo trimestre del 2023”.
In questo quadro anche le quotazioni a termine dell’energia elettrica si sono mosse verso il ribasso, dopo i forti cali già registrati. Già nel primo trimestre 2023, in base ai dati di preconsuntivo, il prezzo unico nazionale dell’elettricità (PUN) infatti è risultato in calo del 36% circa rispetto al quarto trimestre 2022.
“Siamo in un passaggio nuovo e per un verso ancora delicato di questa lunghissima crisi – afferma il presidente di ARERA, Stefano Besseghini -. I prezzi all’ingrosso del gas evidenziano un mercato che ha preso sul serio lo sforzo europeo di diversificazione e di consolidamento delle infrastrutture. I segnali li vediamo velocemente trasferiti anche ai consumatori finali, anche grazie ad un impianto regolatorio che funziona. Non dobbiamo però perdere la focalizzazione sugli impegni presi e sull’implementazione delle scelte fatte”.
In base al metodo di calcolo introdotto lo scorso luglio dall’ARERA (delibera 374/2022/R/gas) il prezzo del gas per i clienti ancora in tutela, per il gas consumato nel mese di marzo, verrà pubblicato il prossimo 4 aprile 2023 (secondo giorno lavorativo, dopo la fine del mese di riferimento).
La crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo anno e il loro mantenersi comunque su livelli elevati (pur se in riduzione) si riflette ancora sulla spesa complessiva per la bolletta elettrica. In termini di effetti finali la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole 2 (compreso tra il 1° luglio 2022 e il 30 giugno 2023) sarà di circa 1.267 euro, +33,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° luglio 2021- 30 giugno 2022).
“Rimane quindi ancora rilevante il supporto fornito dai bonus sociali energia a sostegno delle famiglie – sottolinea l’ARERA -.
Questi vengono erogati direttamente in bolletta a tutte le famiglie aventi diritto, a condizione che abbiano un ISEE valido nel corso del 2023 ed entro la soglia di 15.000 euro (30.000 euro per le famiglie numerose)”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Appalti, Durigon “Era necessario snellire il Codice”

ROMA (ITALPRESS) – Codice degli appalti, Pnrr, fisco, lavoro e Ponte sullo Stretto. Sono alcuni dei temi toccati dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. Uno snellimento del codice degli appalti, fresco di via libera dal Consiglio dei ministri, per il sottosegretario era necessario, “se vogliamo rimanere al passo con quelli che sono anche i tempi europei, il codice europeo è ancora più snello di questo, c’è la necessità di dare un’istruttoria più facile e fluida a quello che era l’intervento da fare per aprire i vari cantieri. Siamo in ritardo sul Pnrr perchè non eravamo pronti a gestire una mole così importante di risorse che devono essere messe a terra. Dove si è sempre resa più complicata una gara d’appalto, ha sempre vinto la criminalità organizzata, è oggettivo che snellire questa fase è importante. Ribadisco che ci sono tutti i controlli in essere che si devono fare per trovare queste persone che provano a derubare. L’unica cosa certa che abbiamo – prosegue – è che il potere della procedura della gara d’appalto diventa eseguibile e si andrà a trovare chi fa cose sbagliate, chi ruberà. Ma non ci deve essere una applicazione che blocchi la gara d’appalto, finalmente non lo è. Oggi l’Ue ha gare più semplici e noi abbiamo fatto un grande primo passo verso questa posizione, quanti soldi non sono stati spesi in Italia? Quanti appalti sono ancora bloccati? Se il codice degli appalti serve a bloccare la spesa questo è un problema”.
Poi la questione del Pnrr. L’Italia, che attende di ricevere la terza tranche dall’Europa, ha accumulato ritardi sul Piano ma secondo Durigon “c’erano anche prima, non si può dire che i cinque mesi nostri li hanno causati. Oggi il costo di quei progetti e piani è lievitato rispetto a prima, la rivisitazione dei piani era molto importante e credo che Fitto stia facendo molto bene nel dialogo con l’Europa per far capire cosa serve per spendere bene queste risorse. Credo che Draghi abbia fatto un grande lavoro, ma oggi il vero punto di partenza per portare a casa questi soldi è snellire alcune procedure, c’è un ritardo e dobbiamo capire come poterlo gestire insieme. Non c’è bisogno di alzare degli scudi, dobbiamo gestire questa fase e poi le colpe le vedremo, ma mi interessano poco”, aggiunge. Il sottosegretario parla poi del Ponte sullo Stretto di Messina. “Matteo Salvini che sta facendo un lavoro enorme, sta cercando di far ricadere gli investimenti fermi da tantissimo tempo, quando vedo invece gli attacchi sul Ponte capisco che ci rimangono male quando vedono Salvini che arriva dal Nord a Sud e crea un Ponte, non ci sono infrastrutture in Sicilia? ma le infrastrutture sono annesse e connesse al Ponte. Noi dobbiamo far sì che il Sud acceleri la sua crescita – prosegue – e non si può pensare che lo si faccia senza infrastrutture, il Pnrr già svolge una buona progettualità su quelle ferroviarie, oggi questa grande sfida che parte anche dal ponte e farà sì che in Italia ci sia una visione più europeista. Ogni infrastruttura che va portata a termine è un vantaggio per il Paese, questa è grandissima opera e bisogna pensare a quanti lavoratori ci saranno, quante aziende locali potranno interagire. Io credo che la politica del ‘nò abbia avuto una sua stagione che è terminata”.
Per quanto riguarda la riforma del fisco Durigon spiega la necessità di far sì che “le aziende rimangano in Italia, ma è necessario anche dare forza al salario dei lavoratori. Sento tante sciocchezze quando si parla di salario minimo ma credo che oggi serva un abbattimento del cuneo fiscale sia per le aziende che per il lavoratore. Siamo già intervenuti in finanziaria dando delle risposte, sicuramente non esaustive dato il livello d’inflazione, ma è un indirizzo di governo e credo che giocheremo questa partita sul taglio del cuneo”, osserva. Infine l’Europa: “Sono molto onesto, credo che non ci possiamo permettere di non essere in Europa e gestire questa fase economica con l’Europa, ma nello stesso tempo non ci possiamo permettere di non discutere con l’Ue o sarebbe un rapporto non equo, credo sia giusto portare avanti le nostre idee altrimenti diventa difficile. Vediamo che altri paesi hanno un’influenza maggiore rispetto a noi”, conclude Durigon.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

Pensioni, Barbagallo “Tavolo scomparso dai radar”

ROMA (ITALPRESS) – “Il tavolo delle pensioni è scomparso dai radar, ultimamente il governo ci convoca ma non ci sente”. Lo ha detto Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil Pensionati, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo piano” dell’agenzia Italpress. “Per superare la legge Fornero bisogna prendere un pò di soldi. Senza risorse non si supera nessuna legge passata e non si fa nessuna riforma”, spiega. “Quando è arrivato Monti con la Fornero, ci dissero che il Paese era sull’orlo del baratro e che bisognava fare un passo avanti. Lo abbiamo fatto e siamo finiti nel baratro, perchè non abbiamo risolto il problema. Lì si è trattato di fare cassa per 80 miliardi. L’ho sempre detto anche a Salvini che se c’erano 80 miliardi da spendere, potevamo superare la Fornero”, sottolinea.
“Non ci hanno chiesto niente e hanno fatto i tagli: sono gli stessi che hanno detto che sarebbero diminuite le tasse e che avrebbero aumentato le pensioni per tutti. Separare l’assistenza dalla previdenza significa poter dire all’Europa che il nostro sistema è ancora compatibile, ma se non ci sediamo attorno a un tavolo per rendere i pensionati attivi, in grado di dare un contributo al Paese e all’economia, non faremo passi avanti”, spiega Barbagallo. Sull’adeguamento delle pensioni, chiarisce, “non è un aumento delle pensioni, ma un adeguamento parziale all’inflazione dell’anno precedente”. I pensionati, sottolinea, “sono l’ammortizzatore sociale del Paese: ogni due famiglie, almeno in una hanno sopperito con la presenza per il lavoro di cura per bambini e anziani, oppure economicamente laddove c’era un disoccupato, un cassintegrato o un precario”. In questo contesto, bisogna pensare anche ai giovani. “Aver dato ai giovani lavori socialmente utili – in attesa di una stabilizzazione che non verrà – ha creato le condizioni per cui una buona fetta di giovani rischia di arrivare alla pensione senza aver mai lavorato”, continua Barbagallo.
Inoltre “faremo sempre meno figli, cambieranno anche i consumi delle famiglie: il 75% delle nostre imprese lavorano per il mercato interno, se non c’è il potere d’acquisto delle pensioni e dei salari, non c’è possibilità di acquistare i beni che produciamo per noi stessi”. Il problema è che “non abbiamo i salari adeguati e non abbiamo le pensioni adeguate”. C’è bisogno di un “discorso complessivo” con “una grande riforma del fisco nel nostro Paese per rendere costituzionale il fisco stesso, che è troppo evaso – così come sono evase le tasse – basterebbe dimezzare questo tipo di impostazione per avere le risorse” per finanziare il welfare. Poi “bisognerebbe tenere in vita la tassa sugli extraprofitti per tutte le aziende che hanno guadagnato, mentre i lavoratori e i pensionati ci hanno rimesso”.
“Se non ci dicono cosa vogliono fare, la riforma del fisco è un salto nel buio”, a partire dalla “flat tax che è incostituzionale perchè tutti dobbiamo pagare in relazione al reddito che abbiamo, non tutti uguale”, continua. Se non si riforma la fiscalità generale “pagheranno sempre gli stessi. Siamo contrari a una patrimoniale, perchè anche se interessa quelli che hanno più soldi, sono quelli che pagano perchè sono conosciuti al fisco. Quelli che non pagano, continueranno a non pagare”. Barbagallo si dice contrario anche all’autonomia differenziata che amplifica il divario tra nord e sud. “Continuerà ad allargarsi la forbice tra le varie regioni. Non mi pare che sia un grande esempio di coesione nazionale e di capacità di dare risposte alle problematiche che abbiamo di fronte”.
-foto Italpress –
(ITALPRESS).

Bloccata la registrazione del marchio Alpina Parmesano Snack in Colombia

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Grazie all’opposizione formale del Consorzio Parmigiano Reggiano, incaricato della tutela della Dop in tutto il mondo, è stato fermato il sesto tentativo del gruppo Alpina di registrare il marchio “Parmesano” in Colombia.
La Sovrintendenza all’Industria e al Commercio ha emesso un importante provvedimento per la tutela delle Indicazioni Geografiche nel paese latino-americano, negando la registrazione del marchio misto “Alpina Parmesano Snack” sulla base della Dop. La Sovrintendenza, confermando così la decisione emessa in prima istanza, ha ritenuto che la protezione delle denominazioni d’origine sia sufficientemente ampia da far sì che l’impedimento alla registrazione non si limiti alla semplice riproduzione letterale del loro nome, ma anche a qualsiasi tipo di imitazione, anche solo evocativa. Pertanto, ha stabilito che il marchio richiesto, rivendicato per latte, prodotti lattiero caseari e specialmente snack a base di formaggio, includendo la parola “Parmesano”, fosse evocativo della Dop Parmigiano Reggiano e quindi non registrabile. In risposta alle argomentazioni di Alpina, la Sovrintendenza ha sottolineato che il termine “Parmesano” non può essere considerato di uso comune nel commercio per identificare qualsiasi tipo di formaggio, poichè l’articolo 220 della Decisione Andina 486 del 2000, ovvero la normativa applicabile in Colombia e nella Comunità Andina in materia di proprietà intellettuale, stabilisce che le denominazioni d’origine non sono considerate comuni o generiche finchè la loro protezione sussiste nel Paese d’origine. Inoltre, la Sovrintendenza ha ritenuto che il marchio richiesto fosse potenzialmente ingannevole poichè, a causa del prestigio e della fama del Parmigiano Reggiano nel mercato alimentare, l’inserimento della parola “Parmesano” potrebbe indurre in errore i consumatori sull’origine e sulle caratteristiche del prodotto di Alpina. “Dopo la vittoria ottenuta a marzo 2022 in Ecuador, prosegue la lotta globale del Consorzio contro l’uso illegittimo del termine Parmesan”, ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “La nostra è un’azione portata avanti non solo nell’interesse di tutta la filiera del Parmigiano Reggiano, ma anche dei consumatori colombiani, che non correranno più il rischio di essere ingannati al momento dell’acquisto. La decisione della Sovrintendenza all’Industria e al Commercio rappresenta una vittoria importante per il sistema delle Indicazioni Geografiche nel continente americano, poichè viene ribadita l’importanza fondamentale del legame tra prodotto, territorio e Denominazione di Origine. Questa decisione – ha concluso – è un’ulteriore pietra miliare su cui costruire una strategia più ampia a livello globale, che andrà a beneficio non solo della Dop Parmigiano Reggiano, ma di tutte le Indicazioni Geografiche”.

– foto ufficio stampa Consorzio Parmigiano Reggiano –

(ITALPRESS).

Berlusconi dimesso dall’ospedale San Raffaele

MILANO ( ITALPRESS) – Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverato da lunedì per effettuare visite di controllo.(ITALPRESS)
-foto agenziafotogramma.it-

Top News su Facebook

Top News su Twitter