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FS, Ferraris “Siamo a un punto di svolta per la mobilità e per il Paese”

ROMA (ITALPRESS) – The Game changer, siamo a un punto di svolta, per la mobilità e per il Paese. Nonostante le tensioni internazionali e le instabilità geopolitiche è contrassegnato da ottimismo l’editoriale che l’Ad del Gruppo FS Luigi Ferraris ha firmato sull’ultimo numero di Longitude, il primo magazine italiano sui temi dell’economia e della politica internazionale in lingua inglese, distribuito in tutto il mondo.
Il bivio davanti al quale ci troviamo – secondo Ferraris – è tra l’assistere da spettatori alle trasformazioni globali in atto o diventare “significant player”, assumere cioè un ruolo attivo e guidare queste trasformazioni. La guerra in Ucraina e la pandemia, scrive Ferraris, hanno profondamente modificato il nostro modo di vivere, lavorare e viaggiare ma tutto ciò ha anche spinto l’Europa ad attivare “politiche di maggiore solidarietà finanziaria e di maggiore impulso agli investimenti pubblici. Così il Recovery Fund e EU Repower stanno spingendo l’Europa – e anche l’Italia – a investire fortemente in infrastrutture e transizione energetica. Due ambiti nei quali il Gruppo FS intende svolgere un ruolo di primo piano, anche all’interno di un rinnovato scenario nazionale”.
Il cambiamento di scenario offre importanti opportunità, secondo Ferraris: “Il sentimento generale nei confronti della realizzazione di nuove infrastrutture, al di là dei residui fenomeni nimby, è positivamente mutato. Il governo è impegnato a far sì che le risorse finanziarie stanziate vengano spese, generando occupazione concreta e realizzando i lavori pubblici nei tempi previsti […] Migliorare le nostre infrastrutture è fondamentale, soprattutto quelle dedicate alla mobilità, comprese le ferrovie, che hanno un’età media di oltre 60 anni”.
Guarda avanti l’Ad di FS Italiane, senza dimenticare però le radici del Gruppo perchè “cruciale è stato il ruolo svolto da FS nella sua ultracentenaria storia, nella crescita economica e nell’ammodernamento tecnologico del Paese”. Un ruolo che FS può e vuole continuare a rivestire: “Il nostro gruppo intende guidare la ripresa italiana generando valore e contribuendo allo sviluppo di una mobilità multimodale di persone e merci”.
Tutto questo non soltanto in Italia ma anche in Europa dove “il sistema italiano delle reti alta velocità, con il suo know how tecnologico, le sue infrastrutture digitali e resilienti e il design di qualità” rappresentano ormai un modello all’avanguardia, come dimostra il successo del Frecciarossa in Francia e in Spagna, dove FS ha attivato il suo servizio commerciale il novembre scorso.
L’editoriale di Ferraris si sofferma poi sul Piano Industriale del Gruppo FS, con gli oltre 190 miliardi di investimenti in 10 anni e i suoi obiettivi prioritari. Come quello di “realizzare un sistema infrastrutturale integrato per ferrovie, strade, stazioni, porti, aeroporti e terminali merci. Una rete attrattiva, comoda, conveniente e sostenibile per l’ambiente che consenta di completare un viaggio passando da un treno a un bus o a un altro mezzo privato o condiviso, il tutto con un unico biglietto e con l’ausilio di piattaforme digitali dedicate. E altrettanto per le merci, affidando alla ferrovia il trasporto sulle lunghe distanze terrestri, e agli altri mezzi il primo e ultimo miglio. Nei prossimi dieci anni la capacità della nostra rete ferroviaria crescerà del 20%, i passeggeri su mezzi di trasporto collettivi del 30% e raddoppierà l’attuale quota dell’11% di merci in treno, oggi lontana dalla media europea”.
E poi due temi centrali nel Piano industriale di FS: l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e la digitalizzazione, che si accompagna alla connettività. Sul fronte dell’energia l’obiettivo è coprire “almeno il 40% del nostro fabbisogno entro il 2027, raggiungendo una potenza di oltre 300 megawatt già entro il 2024”.
Un cenno poi al progetto “Gigabit Rail and Road”, che ha già trovato un finanziamento di 2 miliardi di euro nell’ultimo Contratto di Programma con lo Stato e consentirà di portare la connessione wi-fi lungo gli oltre 17mila km di linee ferroviarie di FS e in oltre 220 stazioni, raggiungendo territori rurali oggi con scarsa connessione.
Se sono tanti e sfidanti gli obiettivi da raggiungere, giusto guardare anche ai risultati già conseguiti, frutto di un lavoro di squadra. Chiudendo il suo editoriale Ferraris, infatti, ne elenca alcuni. “Per quanto riguarda le infrastrutture, lo scorso anno il nostro Polo Infrastrutture, con RFI, ha bandito nel 2022 gare per 21 miliardi di euro, di cui circa la metà per lavori da PNRR, e ha aggiudicato lavori per 10 miliardi di euro. Altri 9 miliardi di euro l’ANAS, tra altri bandi indetti e aggiudicati, per un piano di investimenti complessivo, in un solo anno, di 33,5 miliardi di euro. Nel Polo passeggeri, Trenitalia ha arricchito la propria flotta con 128 nuovi treni regionali, e altri 112 arriveranno entro la fine dell’anno. Busitalia ha siglato un accordo con Iveco per l’acquisto di 150 autobus urbani elettrici. Con il Polo Logistica abbiamo avviato un piano da 2,5 miliardi di euro per rinnovare la nostra flotta di locomotive e carri di nuova generazione e firmato accordi con grandi operatori come Hupac e MSC per promuovere l’intermodalità e la logistica integrata. Con il nostro Polo Urbano abbiamo incrementato il numero di parcheggi di stazione in località importanti come Roma Termini, Milano Centrale e Napoli Centrale. Di recente abbiamo costituito una nuova società, FS Security, per garantire maggiori livelli di sicurezza a bordo e nelle stazioni. In questa nuova società assumeremo un migliaio di persone nei prossimi tre anni, e più di 40.000 in tutto il Gruppo nel corso dell’esecuzione del Piano. L’obiettivo – conclude Ferraris – è crescere e superare le sfide future. Insieme”.

– foto agenziafotogramma.it –
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Cure veterinarie, AniCura inaugura una nuova sede a Bergamo

BERGAMO (ITALPRESS) – C’è un nuovo punto di riferimento per le cure veterinarie degli animali da compagnia, in Lombardia. Inaugurata a Bergamo la nuova sede della Clinica Veterinaria Orobica, parte del network di 37 cliniche AniCura. Con 13 ambulatori, 3 sale operatorie, un TC scan, 2 sale radiografiche ed ecografiche, disposti su 4 piani, la Clinica Veterinaria Orobica offre un ventaglio di cure specialistiche avanzate e di attrezzature d’avanguardia non solo ai proprietari di animali domestici ma anche ad altri veterinari sul territorio che necessitano di consulenze: dalla medicina interna all’oncologia, dalla cardiologia all’ortopedia, dalla diagnostica per immagini alla dermatologia. “Per me è un sogno che si avvera – ha detto durante l’inaugurazione Paolo Ferrari, direttore sanitario della struttura, senza nascondere l’emozione -. Avere a disposizione una struttura così all’avanguardia non potrà che riflettersi sul benessere del mondo animale. La clinica punta ad essere anche un polo attrattivo per nuovi giovani veterinari. Questa nuova struttura è come una palestra, serve a poter crescere anche grazie al lavoro di squadra e a uno staff qualificato”.
L’AniCura Clinica Veterinaria Orobica è aperta H24, 365 giorni l’anno e funziona anche da pronto soccorso. La nuova sede si estende su 1.100 mq: “Nella precedente sede, nel 2022, abbiamo offerto 40mila prestazioni a 10mila animali. Abbiamo grandi aspettative per la nuova clinica. Qui possiamo ricoverare fino a 40 animali, con uno staff che conta 20 medici veterinari e altre 10 persone, fra tecnici e personale d’accoglienza”, ha detto Gino Pinotti, Practice manager della Clinica Veterinaria Orobica. “Quando si pensa agli animali domestici solitamente si pensa a cani e gatti ma sempre di più le famiglie accolgono animali esotici come iguane, serpenti, roditori. Il cuore di un serpente è completamente diverso da quello di un mammifero. E’ fondamentale che i veterinari siano specializzati per tutte le specie di animali d’affezione. E’ proprio quello che offriamo alla Clinica Orobica”, ha specificato ancora Paolo Ferrari.
La clinica fa parte del network AniCura, gruppo leader in Europa per la fornitura di cure di alta qualità per gli animali da compagnia, azienda nata nei Paesi Scandinavi e presente in Italia dal 2018: “E’ un grande orgoglio essere arrivati fino a qui – ha detto Stefano Caporali, ad di AniCura Italia. Dopo soli 4 anni possiamo dire che siamo la realtà di riferimento della veterinaria italiana. Dal 2018 sono stati investiti 7 milioni di euro per l’acquisto di moderne attrezzature cliniche e circa 4 milioni per l’ammodernamento delle strutture entrate nel gruppo in Italia. Nel 2023 sono stati stanziati altri 7 milioni di euro”. In Europa AniCura è presente in 14 Paesi e cura, ogni anno, milioni di animali da compagnia.
In occasione dell’inaugurazione bergamasca, Michela Brambilla, presidente e fondatrice della LEIDAA (Lega italiana difesa animali e ambiente) si è collegata da Roma per salutare la nuova apertura, annunciando che si sta lavorando per abbassare l’aliquota IVA (oggi al 22%) sulle prestazioni veterinarie: “Durante questa legislatura – ha detto – vorrei portare a casa la rimodulazione dell’aliquota. L’aliquota va abbassata perchè la salute è un diritto e bisogna garantire l’accesso alle cure anche agli animali domestici delle famiglie con un reddito minore”.

– foto ufficio stampa AniCura –
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La Bce alza tassi di interesse di 50 punti base

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di innalzare di 50 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 3,50%, al 3,75% e al 3,00%, con effetto dal 22 marzo. “L’elevato livello di incertezza accresce l’importanza di un approccio fondato sui dati per le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di riferimento, che saranno determinate dalle sue valutazioni sulle prospettive di inflazione alla luce dei nuovi dati economici e finanziari, dalla dinamica dell’inflazione di fondo e dall’intensità di trasmissione della politica monetaria”, spiega in una nota la Bce. “Il Consiglio direttivo segue con attenzione le tensioni in atto sui mercati ed è pronto a intervenire ove necessario per preservare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell’area dell’euro”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Fisco, Foti “Con la riforma cooperazione e non persecuzione”

ROMA (ITALPRESS) – La riforma del fisco che si appresta ad approdare in Consiglio dei ministri “ha un grandissimo pregio: quello di cercare di ristabilire un rapporto tra cittadino e fisco che non sia un rapporto antagonista e di contrapposizione, ma di cooperazione. Spesso e volentieri, il fisco si è comportato più da patrigno che da padre” e il cittadino è stato “vessato”, anche con “la produzione di una documentazione farraginosa, illeggibile e spesso confusa”. Bisogna “ristabilire un rapporto sereno” e “togliere questo senso di persecuzione”. Lo ha detto Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. Altro tema caldo è il Superbonus, “un’intuizione giusta” perchè “bisognava intervenire sugli edifici, perchè alcuni effettivamente sotto il profilo energetico erano in una situazione fortemente deficitaria”, ma “l’errore è stato dare il 110%: nel momento in cui nessuno controlla e tutti spendono, si realizza una situazione disastrosa per il bilancio dello Stato”. E’ vero che “il Superbonus ha mosso il Pil, ma ha accresciuto di due punti e mezzo il deficit e questo nessuno lo dice”.
Per quanto riguarda la rinegoziazione del Pnrr, poi, “Meloni lo aveva detto dal momento in cui è approdato in Parlamento: vi è stata una mitizzazione del fatto che ci fossero 220 miliardi di euro a disposizione, si è poco valutato che questi miliardi saranno a debito e che quelli che saranno a fondo perduto hanno bisogno di avere un collaudo delle opere entro il 2026. Nel frattempo, rispetto alle iniziali progettazioni, i costi delle materie prime sono andati alle stelle e registriamo anche una difficoltà nel rispettare i tempi. In più vi sono alcuni canali dove effettivamente la domanda, rispetto alle risorse disponibili, è molto inferiore: quando si parla di riprogrammazione del Pnrr, si dice ‘allochiamo le risorse dove servono effettivamente, non andiamo a creare le condizioni per indebitarci ulteriormentè, perchè se poi queste opere non saranno collaudate entro il 2026, l’Europa ci chiederà di restituire” le risorse.
Spazio anche al tema dell’immigrazione. “Si doveva intervenire: quello che è accaduto a Cutro ha dimostrato la spietatezza degli scafisti. C’è un’organizzazione criminale che la politica non può non vedere e non reprimere”. Per questo, quando il governo ha approvato il decreto “si è pensato a fare un ragionamento serio rispetto a quella che deve essere una immigrazione regolare, da contrapporre a un immigrazione regolare”. Oggi “c’è una situazione diversa dal passato, anche perchè fino a qualche mese fa vi erano delle vicende geopolitiche che erano diverse. E’ vero che dalla Libia sono sempre partiti immigrati”, ma oggi si aggiunge anche il fronte tunisino, “con una situazione interna che è andata degenerando, quindi c’è una minore attenzione rispetto alle partenze”, così come dalla Turchia dove, “dopo il terremoto, gli interessi si sono spostati verso altri fronti”, ricorda Foti.

– foto Italpress –

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Bayer e Fispes insieme per Scuola Itinerante e tappa di Para Atletica

MILANO (ITALPRESS) – FISPES, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, avvia una collaborazione con BAYER, che prevede la partecipazione del Gruppo in veste di official sponsor della Scuola Itinerante Federale e main sponsor della tappa italiana del Gran Prix di Para Atletica 2023 a Jesolo.
La Scuola Itinerante della Fispes è un progetto in sei tappe indirizzato ad atleti ed atlete con disabilità (dai 5 ai 16 anni). Questa iniziativa consente loro di conoscere e mettere a frutto le proprie abilità attraverso l’attività ludico motoria del gioco, intesa come percorso propedeutico per la scelta di una disciplina sportiva consona alle proprie passioni aspirazioni e condizioni psico-fisiche.
L’Italia Open 2023 è una tappa inserita nel circuito del World Para Athletics Grand Prix, un evento internazionale di para atletica alla quale parteciperanno atleti ed atlete provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza di 20 nazioni.
La volontà di BAYER è quella di sostenere come official sponsor la Federazione nell’organizzazione della Scuola Itinerante nel corso dell’annualità sportiva, organizzando sul territorio nazionale sei raduni nelle seguenti regioni: Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana ed Abruzzo.
Bayer ricoprirà anche il ruolo di main sponsor dell’evento internazionale Italia Open 2023 di para atletica, che si terrà a Jesolo dal 12 al 14 maggio, dove sono attesi più di 400 atleti/atlete e 300 componenti di staff, 200 volontari/volontarie, 100 giudici di gara oltre a più di 50 componenti del Comitato Organizzatore.
L’inizio della collaborazione sarà sancito dalla prima tappa della Scuola Itinerante FISPES che avrà luogo a Formigine in provincia di Modena nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 marzo 2023, presso l’impianto sportivo di Corlo.
Durante i raduni i ragazzi e le ragazze della Scuola Itinerante svolgeranno delle attività ludico motorie pianificate ad hoc dallo staff federale e avranno l’opportunità di conoscere e allenarsi con atleti paralimpici di primissimo livello nazionale ed internazionale, che saranno coinvolti come testimonial del progetto.
Per FISPES si tratta di una partnership di grande rilievo, perchè affiancarsi a un compagno di viaggio così attento alle tematiche di inclusione permetterà al movimento Federale di crescere, partendo dai suoi atleti più piccoli.
Il Presidente FISPES Sandrino Porru commenta così l’accordo con BAYER: “E’ una grande soddisfazione incontrare nel nostro percorso culturale e sportivo un eccellente compagno di viaggio come Bayer. Sono sicuro e che dalle reciproche esperienze che si incrociano nasceranno importanti opportunità progettuali capaci di sostenere in modo importante il processo di capillarizzazione della proposta sportiva destinata a tante persone con disabilità che attendono un’occasione per uscir fuori da quell’isolamento creato da una cultura retrograda impregnata di tabù e pregiudizi. Un grazie, dal profondo del cuore, a Bayer per aver accolto la sfida, ormai comune, di educare ed educarci reciprocamente a non perdere mai di vista il valore della persona, concentrandosi sui suoi talenti ed abilità, esaltandone l’unicità, a sostegno della costruzione del bene comune. Con questi valori non potremmo certo fallire sul supportare la crescita umana di uomini e donne, elemento essenziale per costruire Atleti e Atlete di altissimo valore, sportivo ma soprattutto umano”.
Fabio Minoli, Direttore della comunicazione, dei rapporti istituzionali e della sostenibilità di BAYER Italia, commenta “Bayer Italia ha accolto con entusiasmo di supportare i progetti della Federazione i cui valori si sposano perfettamente con quelli del Gruppo. Lo sport è un formidabile strumento di inclusione e integrazione sociale, come azienda riserviamo da sempre molta attenzione verso le iniziative sportive. Con questa collaborazione rinnoviamo il nostro interesse al territorio tramite il linguaggio universale dello sport”.
-foto ufficio stampa Bayer-
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45 anni fa il rapimento di Aldo Moro e la strage di via Fani

ROMA (ITALPRESS) – Sono passati 45 anni dal rapimento di Aldo Moro e dalla strage di via Fani, a Roma. Il 16 marzo del 1978 le Brigate Rosse uccisero tre agenti di polizia e due carabinieri che componevano la scorta del presidente della Democrazia Cristiana. A perdere la vita furono il vicebrigadiere di pubblica sicurezza Francesco Zizzi, le guardie di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, il maresciallo maggiore dei carabinieri Oreste Leonardi e l’appuntato Domenico Ricci.
Fu il primo atto del rapimento di Moro, che si concluse dopo 55 giorni con il ritrovamento del suo cadavere nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Caetani.
“Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino sacrificarono la propria vita per proteggere lo statista democristiano, poi barbaramente ucciso il 9 maggio di quello stesso anno – ricorda il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -. Una pagina drammatica della storia repubblicana che ebbe un impatto profondo sulla politica italiana e ancor oggi rappresenta uno fra i momenti più dolorosi della storia del nostro Paese. E’ nostro dovere oggi ricordare e onorare il sacrificio di chi pagò il prezzo più alto per difendere eroicamente la Democrazia e le Istituzioni che la rappresentano. La memoria di quegli eventi e degli Uomini che, in anni bui, hanno combattuto per custodire la nostra Repubblica contro ogni tentativo di destabilizzazione, rimane un riferimento forte per tutti coloro che, ogni giorno, operano per riaffermare i valori di libertà e giustizia. Con profonda e immutata commozione rivolgo il mio memore pensiero alle vittime e la vicinanza, mia personale e del Ministero dell’interno tutto, ai loro familiari”.
“45 anni fa in via Fani le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro e uccisero barbaramente gli agenti della sua scorta Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. Roma non dimentica il loro sacrificio e questa ferita profonda alla nostra democrazia”, scrive su Facebook il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

– foto Agenziafotogramma.it –

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McDonald’s, ogni anno 370 mln di investimenti nelle filiere italiane

MILANO (ITALPRESS) – McDonald’s presenta I’m lovin’ it Italy, la nuova piattaforma di comunicazione che celebra 37 anni di impegno e investimenti in Italia. Un percorso di valorizzazione del Made in Italy che parte da lontano e si concretizza grazie a investimenti crescenti e un consolidato legame con il comparto agroalimentare italiano.
Oggi l’azienda, i cui fornitori sono per l’85% aziende italiane, acquista ogni anno 140 mila tonnellate di prodotti provenienti da tutta la penisola, per un investimento pari a oltre 370 milioni di euro. Tra questi ci sono anche 18 ingredienti DOP e IGP, entrati in assortimento per la prima volta nel 2008 e di cui in 15 anni sono state acquistate 4.600 tonnellate.
La stretta relazione con il Paese è dimostrata anche dal percorso di sostenibilità che McDonald’s ha intrapreso ormai da anni all’interno del proprio sistema, coinvolgendo quindi la propria rete di ristoranti e i propri fornitori, un esempio ne è la totale eliminazione della plastica monouso dal packaging – ogni anno il risparmio è di 1.000 tonnellate – in favore di materiali più sostenibili, come la carta. Le analisi condotte da Comieco hanno dimostrato la piena riciclabilità dei rifiuti di McDonald’s in carta: circa il 90% del packaging realizzato in carta è 100% certificata e riciclabile.
“Il nostro è un percorso che viene da lontano, iniziato 37 anni fa quando McDonald’s ha fatto il suo ingresso nel mercato italiano, e che ci vede sempre più impegnati e protagonisti nella valorizzazione della filiera agroalimentare e nello sviluppo del sistema-Paese, grazie ai nostri partner, alla nostra rete sul territorio, al milione e 200mila clienti che ci scelgono ogni giorno. Crediamo e vogliamo che il nostro impatto positivo sia sempre più rilevante. Ecco perchè confermiamo il nostro impegno nell’investire sull’agroalimentare Made in Italy, certi che qualità e italianità siano da un lato la chiave giusta per rispondere alle richieste dei nostri clienti, e dall’altro una via solida attraverso cui contribuire alla crescita del Paese”, ha commentato Dario Baroni, Amministratore Delegato McDonald’s Italia.
La piattaforma I’m lovin’ it Italy è stata annunciata in occasione dell’evento “Dare valore all’Italia: i protagonisti del Made in Italy a confronto sul valore delle filiere e dei territori” – in collaborazione con Qualivita e Origin Italia – che si è tenuto ieri a Roma, presso l’Ara Pacis.
Dopo un saluto del Senatore Luca De Carlo, Presidente Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, a dare un contributo sui temi della filiera agroalimentare sono intervenuti, insieme a Dario Baroni, Amministratore Delegato McDonald’s Italia: Marialuisa Pezzali, Giornalista Radio24; Vincenzo Cremonini, Amministratore Delegato Gruppo Cremonini; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti e Luigi Scordamaglia, Consigliere Delegato di Filiera Italia.
Hanno discusso del valore culturale del cibo: Massimo Bray, Direttore Generale Treccani; Joe Bastianich, da anni accanto a McDonald’s nella selezione degli hamburger premium My Selection; Mauro Rosati, Direttore di Fondazione Qualivita; Lino Stoppani, Presidente FIPE-Confcommercio e Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia.
Infine, si sono confrontati sulle vie della sostenibilità ambientale: Carlo Alberto Pratesi, Professore di Marketing Innovazione e Sostenibilità Università Roma Tre e Presidente EIIS – European Institute of Innovation for Sustainability; Silvia Fregolent, Senatrice Commissione Ambiente, Transizione ecologica, Energia, Lavori pubblici, Comunicazioni, Innovazione tecnologica del Senato; Giulio Lo Iacono, Segretario Generale ASviS; Alberto Pirrone, Direttore Generale Altroconsumo e Antonio D’Amato, Amministratore Delegato di SEDA International Packaging Group e Presidente di EPPA European Paper Packaging Alliance.
McDonald’s ha inoltre raccolto l’invito a coinvolgere il Consorzio del Pomodoro di Pachino IGP e a inserirlo nei propri menu, come annunciato da Giovanni Luca Cannata, Vicepresidente Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera, che ha sottolineato l’importanza di un interlocutore capace di rispondere tempestivamente alle esigenze dei territori.
Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha chiuso l’incontro con un suo intervento, sottolineando che “l’attenzione del Governo per il cibo, il nostro cibo, non è una mera battaglia ideologica. Proprio in questo senso, la Sovranità alimentare passa anche dall’impegno a introdurre prodotti DOP e IGP, come il pomodoro pachino, nei menù di grandi catene commerciali. E’ un risultato molto positivo. Investire sulla produzione nazionale e valorizzare le filiere più deboli è fondamentale. Oggi il valore aggiunto è dato dalla qualità”.
“La collaborazione con McDonald’s rappresenta una grande opportunità per valorizzare le eccellenze agroalimentari nazionali garantendo ai consumatori l’italianità delle produzioni e dando un giusto reddito economico al lavoro dei nostri imprenditori agricoli”, ha sottolineato Ettore Prandini, Presidente Coldiretti.
“La collaborazione tra McDonald’s e la filiera agroalimentare italiana ha rappresentato, anche attraverso l’adesione a Filiera Italia, un modello unico e lungimirante. Di chi, come azienda leader nella ristorazione a livello globale, comprende come oggi la vera forza sia consolidare le proprie filiere agricole e produttive, investire insieme per renderle sempre più distintive e competitive. Di come il ruolo di chi unisce migliaia di agricoltori e fornitori a milioni di consumatori sia un ruolo di responsabilità di chi contrasta l’omologazione lavorando, da un lato, per una equa ripartizione del valore aggiunto generato a tutta la filiera e, dall’altro, per rendere accessibile a tutti i consumatori la qualità, sicurezza e distintività dei nostri prodotti e la nostra cultura distintiva”, ha commentato Luigi Scordamaglia, Consigliere Delegato di Filiera Italia.
“In questi anni il “Sistema Italia” ha dato vita ad uno dei più importanti processi di patrimonializzazione del cibo attraverso il lavoro svolto dai Consorzi di Tutela; con il loro impegno, infatti, sono stati salvaguardati oltre 800 cibi e vini italiani tipici per mezzo dei riconoscimenti europei DOP IGP, andando a valorizzare nel contempo paesaggi, tecniche di conservazione e trasformazione, varietà animali e vegetali, beni territoriali. Grazie al lavoro di McDonald’s, con la collaborazione di Fondazione Qualivita e Origin Italia, una parte di questo valore è stata fatta conoscere ad un ampio pubblico”, ha aggiunto Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita.

– foto ufficio stampa McDonald’s Italia –

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Messina Denaro, arrestata coppia di favoreggiatori del boss

TRAPANI (ITALPRESS) – Nuovi arresti per i favoreggiatori del boss Matteo Messina Denaro. Il Ros e i carabinieri di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Palermo, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, a carico di una coppia accusata di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena. L’operazione costituisce la prosecuzione dell’indagine che lo scorso 16 gennaio ha consentito al Ros di catturare a Palermo il latitante Matteo Messina Denaro e arrestare il suo accompagnatore Giovanni Salvatore Luppino per procurata inosservanza di pena e favoreggiamento aggravati dalle modalità mafiose. Sono attualmente in corso varie perquisizioni nella provincia di trapani.

– foto: da video Carabinieri

(ITALPRESS).

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