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Siccità, Lollobrigida “Programmare interventi strategici”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 2022 è stato uno degli anni più caldi e siccitoso dal 1800. La mancanza dell’acqua è un problema che investe tutta la popolazione, avvertito soprattutto dalle aziende agricole, con evidenti perdite di prodotto e rischi per la sicurezza alimentare”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo al questione time alla Camera. “Occorre adottare soluzioni strategiche e definitive, pianificare in modo adeguato. Il governo ha convocato oggi la prima riunione della cabina di regia sulla crisi idrica, coinvolgendo diversi ministeri- La questione è emergenziale, ma anche strutturale negli ultimi 20 anni. E’ urgente procedere alla razionalizzazione delle governance: oggi abbiamo un mare di enti che devono affrontare questo problema”, ha aggiunto.
Il ministro ha poi ricordato che “non è possibile affrontare il tema della siccità senza programmare una serie di interventi strategici di breve, medio, lungo periodo. Si devono recuperare le criticità ancora in piedi per mancanza di azione nel passato. La percentuale di perdita delle reti è enorme, arriviamo al 40% di media nazionale”. Lollobrigida ha promesso “un coinvolgimento delle Regioni a partire dalla cabina di regia sull’emergenza idrica”.
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Urso “Su auto green il nostro no ha svegliato l’Europa”

ROMA (ITALPRESS) – “Con il nostro no abbiamo svegliato l’Europa. Speriamo che altri comprendano che è l’ora della ragione non certo della rassegnazione. Su tutti i dossier saremo in campo sino alla clausola di revisione del 2026. Cambiare si può”.
Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine di un’iniziativa di Enel, in merito alla posizione dell’Italia sullo stop ai motori endotermici al 2035.
“Noi in Europa chiediamo ragionevolezza, mi auguro che si suoni finalmente l’inno di Beethoven e non quello della Repubblica Popolare Cinese. Sulle auto green per il 2035 – ha aggiunto – ci spaventano i tempi di riconversione e le modalità. Mi spiego: se con gli stessi obiettivi si può utilizzare ancora il motore termico a bio diesel, bio metano perchè non farlo? Essere costretti a utilizzare soltanto le batterie elettriche, che peraltro per essere realizzate bisogna avere i giacimenti e le materie prime necessarie che l’Europa non ha e che sono oggi monopolio di una parte della Cina, che senso ha? L’elettricità non è una religione, è una tecnologia come le altre. Saremo soli? Noi vogliamo in Europa una politica industriale simile a quella che è stata fatta negli Stati Uniti in pochi mesi”, ha concluso Urso.
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A febbraio fabbisogno statale a quota 14,7 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Il ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che la stima del fabbisogno del settore statale di febbraio 2023 è pari a 14,7 miliardi. Nel confronto con il corrispondente mese del 2022, che si era chiuso con un fabbisogno di circa 4,3 miliardi, il saldo risente del calo degli incassi dovuto quasi esclusivamente a quelli fiscali introitati tramite F24, a causa sia delle maggiori compensazioni per agevolazioni, sia della flessione dei versamenti per le imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze e sul valore attivo dei fondi pensione. Il versamento dei premi all’Iinail, che ha scadenza a febbraio, è in linea con quello dello scorso anno.
Dal lato dei pagamenti si registra un aumento dovuto, principalmente, all’erogazione dell’assegno unico e alla rivalutazione delle pensioni, e ai maggiori esborsi delle Amministrazioni centrali, cui contribuisce il trasferimento alla Csea per il contenimento dei prezzi nel settore elettrico e del gas previsto dall’ultima legge di bilancio e il trasferimento a Invitalia per l’erogazione del prestito ponte alle Acciaierie Italia (ex Ilva). L’aumento è stato parzialmente compensato dai minori versamenti al bilancio comunitario poichè il versamento della rata mensile è slittato ai primi di marzo.
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Leucemie, Toro (AIL) “In Italia ematologia e ricerca all’avanguardia”

PALERMO (ITALPRESS) – “L’ematologia italiana è tra le migliori al mondo e la ricerca fa passi da gigante. Se è vero che le industrie hanno prodotto negli ultimi anni presidi fondamentali, è anche vero che i ricercatori italiani sono all’avanguardia e hanno dato un contributo importantissimo nella terapia e nei protocolli. Oggi in Italia il 70% delle patologie leucemiche vengono guarite, c’è ancora tanto da fare perchè il 30% non è poco”. Così Pino Toro, presidente nazionale dell’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma, nel corso di un’intervista a Italpress, a un anno dall’inizio del suo mandato alla guida dell’AIL. “Il bilancio è estremamente positivo, frutto della collaborazione delle 83 sezioni – ha affermato Toro -. Siamo presenti in tutto il territorio nazionale e siamo in grado di essere vicini ai malati che hanno problematiche legate ai tumori del sangue”.
L’AIL ha un rapporto di scambio continuo anche con tutte le divisioni di ematologia che “ricevono un sostegno da parte nostra in vari modi con ricerca, finanziando medici, infermieri, data manager o acquistando apparecchiature – ha spiegato Toro -. Sono tutte cose che i volontari fanno con grande generosità, con dei programmi evoluti che studiano assieme ai medici. Il tutto con una caratteristica: le raccolte che vengono fatte, per lo più, rimangono nel territorio dove sono state realizzate. Questo dà molta fiducia ai benefattori e ai nostri sostenitori, perchè vedono realizzate nel loro territorio delle opere importanti”. Un’assistenza a 360 gradi al paziente, quella offerta dall’associazione che fornisce ogni servizio possibile: “Riteniamo di avere la rete alberghiera più importante del volontariato con oltre 70 case AIL dove ospitiamo i malati e le loro famiglie durante i lunghi periodi di cura a cui obbliga la leucemia, che non è un tumore qualsiasi – sottolinea il presidente AIL -. Dall’esordio alla fine del percorso possono passare anche anni. E’ semplice capire di quante cose può aver di bisogno un malato se non ha dei sostegni economici importanti”.
“L’altra grande idea vincente in questi anni – ha sottolineato Toro – è stata l’assistenza domiciliare, seguiamo i malati a casa con la stessa equipe che li ha curati in ospedale, garantendo una qualità di vita migliore al paziente, lo mette al riparo da infezioni o altro e aiuta l’ospedale a decongestionare, ove possibile, e quindi avere la possibilità di ricoverare le persone che hanno realmente bisogno”.
La ricerca negli ultimi anni è progredita molto, consentendo a tanti malati di allungare la loro vita: “Spesso le patologie leucemiche non guariscono ma si curano, noi abbiamo un numero di cronici che accedono ai reparti continuamente ma che vivono una vita normale con un’aspettativa di vita quasi normale – ha proseguito Toro -. Continua ad essere crescente il numero delle persone che accedono ai nostri ambulatori, perchè sono sempre di più le persone che restano in vita”.
Infine, Toro ha anche parlato della “scuola” che in due anni ha formato 600 volontari: “Quella dei volontari è una specificità della nostra associazione, ne abbiamo oltre 15 mila che gestiscono le 83 sezioni. Offrono un servizio giornaliero ai malati: dal desk al day hospital, fino ad arrivare alle case AIL e persino al servizio navetta. Tutto questo è fatto in regime di volontariato. Abbiamo però anche pensato che questi volontari che stanno accanto a malati così delicati avessero bisogno di una formazione e per questo abbiamo creato la scuola. Il volontario deve essere formato perchè spesso è mosso dalla generosità e dall’entusiasmo, però per un malato serio come quello leucemico, che gioca ogni giorno tra la vita e la morte, è necessario avere delle conoscenze mediche e psicologiche che sono fondamentali per stargli vicino ed essergli veramente utile”, ha concluso.

– foto Italpress –
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Lavoro, nasce il Comitato Innovazione e Trasformazione

ROMA (ITALPRESS) – Un gruppo di studio per analizzare i cambiamenti repentini nel mondo del lavoro, come la sperimentazione della settimana lavorativa corta, il tema delle grandi dimissioni post pandemia, l’impatto dell’intelligenza artificiale per lavoratori aziende e la conciliazione dei tempi vita-lavoro: nasce oggi il Comitato Innovazione e Trasformazione del lavoro, fondato da MeglioQuesto in collaborazione con l’Associazione Lavoro&Welfare e con la partecipazione del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto. “Questo comitato ha l’obiettivo di ricercare, di studiare e fare nuove proposte che consentano al mondo del lavoro di evolversi. E’ in atto un cambiamento importante nel mondo del lavoro, c’è la necessità di ricercare e di farsi venire nuove idee. Per questo, vogliamo dare il nostro contributo, costituendo un comitato ad hoc”, ha spiegato Felice Saladini, Ceo e founder di MeglioQuesto Spa.
Il Comitato – che riunisce esperti del mondo accademico, giuridico e politico, con l’obiettivo di interpretare e anticipare il mutamento sociale – nel suo giorno di insediamento ha definito un piano di attività su alcuni temi, come il lavoro agile e l’impatto sulla modalità organizzativa e lavorativa, l’organizzazione produttiva nell’epoca della transizione digitale ed ecologica, i tempi di vita e del lavoro (dal fenomeno delle “grandi dimissioni” post pandemia alla ricerca della qualità del lavoro, fino alla settimana di quattro giornate).
“Già negli ultimi trent’anni, il mercato del lavoro era cambiato molto”, ma “la pandemia è stato un drammatico acceleratore”, ha spiegato Rizzetto. “Il mercato cambierà ancora di più nel prossimi mesi e nei prossimi anni, in modo rapido: andremo a lavorare per obiettivi e forse meno per orari”. Spazio anche alla flessibilità”, di cui “sono un profondo sostenitore”, ma “non esiste flessibilità senza adeguata formazione”. Su alcuni temi come lo smart working “va migliorata l’azione politica, perchè non siamo arrivati ancora a svilupparlo: siamo ancora al telelavoro”.
Stesso discorso per l’impiego “dei lavoratori fragili rispetto al mercato del lavoro”, spiega Rizzetto. Proprio il lavoro agile “è un esperimento spinto in avanti prepotentemente dalla pandemia, che si intreccia con la transizione digitale e tecnologica”, aggiunge Cesare Damiano, presidente di Lavoro&Welfare. Tra i temi ci sarà anche la settimana corta, la possibilità di “lavorare 4 giorni a parità di salario, o lavorare di più, detassando quella giornata lavorativa e quindi aumentando il guadagno”, spiega poi Enzo De Fusco, fondatore della “De Fusco Labour & Legal”. “Da diverso tempo è in corso un dibattito sul futuro del lavoro e dei nuovi modelli di flessibilità contrattuale e organizzativa”: bisogna “pensare al futuro delle tecniche di regolazione di questi modelli”, ha concluso Maria Giovannone, professore aggregato in Diritto del Mercato del Lavoro dell’Università Roma Tre. Oltre ai membri del comitato, questi temi coinvolgeranno anche i protagonisti delle imprese e del giuslavorismo e avranno il supporto di una ricerca quali-quantitativa che analizzerà la trasformazione del mondo del lavoro indagato, sia dalla parte dei manager, sia dei lavoratori.

– foto xi2/Italpress –

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Immigrazione, Schlein “Da Piantedosi parole indegne, si dimetta”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono rimasta molto colpita dalle sue parole. Credo che le sue dichiarazioni dopo la strage di Crotone siano suonate a tutta Italia indegne di un ministro, disumane e totalmente inaccettabili e non adeguate al ruolo. Le persone che partono fuggono da qualcosa, da situazioni che lei dall’alto dei suoi privilegi probailmente non ha mai visuto neanche da lontano
Queste dichiarazioni hanno trasformato le vittime in colpevoli.
Quindi voglio chiederle chi è lei per stabilire che cosa giustifichi o meno la disperazone se la scelta è molto spesso tra il richio di morte per tortura o il rischio in mare. Perchè non si è fatto l’altra domanda, quella giusta, cioè quale alternativa hanno e cosa le istituzioni itaiane ed eurpeee possono fare per coswtuire un’alernativa per chi fugge in cerca di protezione internazonale e ne ha diritto”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein durante l’audizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in commissione Affari costituzionali della Camera.
“Noi vogliamo che si chiariscano dinamiche e responsabilità di quello che è accaduto. Il comandante della Capitaneria di porto di Crotone ha detto che quelle persone si potevano salvare. Perchè non c’è stato l’intervento dela Guardia Costiera che forse avrebe potuto evitare questa strage? C’erano molte persone e si avevano gli strumenti per capire che quelle persone erano a rischio. Noi attendiamo fiduciosi le risultanze delle indagini, ma dal punto di vista delle responsabilità politiche, anche solo le dichiarazioni suggeriscono le sue dimissioni e per Meloni una riflessione molto profonda”, ha aggiunto.
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Finlandia, via libera dal Parlamento all’ingresso nella Nato

HELSINKI (FINLANDIA) (ITALPRESS) – Via libera dal Parlamento finlandese all’ingresso del Paese nella Nato. I voti favorevoli sono stati 184, quelli contrari 7. Per la promulgazione manca ora solo la firma del presidente della Repubblica Sauli Niinisto.
Per l’ingresso ufficiale nella Nato serve la ratifica anche dell’adesione da parte di Turchia e Ungheria, gli unici fra i 30 paesi membri dell’Alleanza Atlantica a non aver ancora votato sul tema.
La Finlandia, insieme con la Svezia, ha avviato la procedura per l’adesione alla Nato dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. “Una guerra genocida”, come ha ribadito oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

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Tragedia Crotone, Piantedosi “Frontex non aveva segnalato pericolo”

ROMA (ITALPRESS) – “L’assetto aereo Frontex, che per primo ha individuato l’imbarcazione dopo le ore 22 del 25 febbraio a 40 miglia nautiche dall’Italia, non aveva segnalato una situazione di pericolo, evidenziando la presenza di una persona sopra coperta e di altre sotto coperta e una buona galleggiabilità dell’imbarcazione. Un altro elemento caratterizzante la dinamica dei fatti sono state le condizioni meteo che in quel quadrante sono divenute, con il trascorrere delle ore, particolarmente avverse”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, parlando del naufragio di Crotone.
“Le attività da parte degli apparati dello Stato che conseguono a eventi di questo genere – ha aggiunto – devono tenere conto di determinati presupposti e conformarsi alle regole tecniche previste in materia, tra le quali rientra anche quello di salvaguardia degli equipaggi a bordo dei propri assetti”.
“Gli ultimi aggiornamenti che giungono dalla prefettura di Crotone – ha ricordato – portano il numero delle vittime a 67, di cui 15 sicuramente minori mentre i superstiti restano 80”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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