MONZA (ITALPRESS) – Finisce 2-2 il match tra Monza e Inter, col pareggio dei brianzoli arrivato in pieno recupero. Petagna e compagni hanno rimontato due volte i nerazzurri, ai gol di Darmian e Lautaro hanno risposto Ciurria e Caldirola (con deviazione di Dumfries): un punto a testa, coi padroni di casa a far festa e la squadra di Simone Inzaghi a masticare amaro. Per i nerazzurri nel prossimo turno ci sarà la sfida col Verona mentre il Monza sfiderà la Cremonese. Quella dell’U-Power Stadium è stata una gara dai due volti, in cui gli errori hanno fatto la differenza. Come in occasione della prima rete: Carlos Augusto ha sbagliato una chiusura su Darmian, l’esterno nerazzurro arrivato coi tempi giusto sul cross di Bastoni ha superato Di Gregorio da distanza ravvicinata. Il vantaggio dell’Inter è durato un minuto, Ciurria ha sfruttato un varco e l’imbucata di Matteo Pessina: imparabile il mancino di precisione sfoderato dal laterale dei brianzoli. La rete ha svegliato Lautaro e compagni, al 22′ il neo campione del mondo è tornato al gol scippando un pallone a Pablo Marì, disattento in fase di palleggio. I nerazzurri hanno avuto l’unico demerito di lasciare aperta la gara non segnando la terza rete: nella ripresa il Monza ha provato ad impensierire la squadra di Inzaghi, Onana ha salvato tutto sul colpo di testa di Pablo Marì. L’Inter invece si è vista annullare il 3-1 di Acerbi per un fallo in attacco, poi Lautaro Martinez ha sfiorato la doppietta colpendo il palo esterno dopo un’ottima azione personale. E la rete del 2-2 è arrivata in pieno recupero, col colpo di testa di Caldirola: decisiva la deviazione da parte di Dumfries con la testa.
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Inter beffata nel recupero, col Monza finisce 2-2
Covid, Vaia “L’Oms mandi un pool di scienziati a Pechino”
ROMA (ITALPRESS) – “La situazione Covid in Cina? La mia proposta ufficiale è quella di creare un pool di scienziati che vada lì per capire cosa sta realmente accadendo. Arrivano notizie e immagini raccapriccianti. La Cina, come è già successo tre anni fa a inizio pandemia, non sta brillando certo in trasparenza, ma bisogna capire quale sia la verità. E se non acconsentirà a questo scambio scientifico, allora bisognerà pensare a delle misure. Perchè il nostro Paese non si può permettere di tornare indietro”. Così in un’intervista al Corriere della Sera, Francesco Vaia, direttore generale dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dopo che sulle festività natalizie è aleggiata l’ombra del nuovo incubo cinese. “Il terrore è un atto istintuale – spiega -. Alcuni poi hanno contribuito a diffondere questa preoccupazione, che però si è dimostrata fallace. Ma adesso da noi, in Italia, la situazione è sotto controllo. Gli indici sono tutti in remissione. L’occupazione dei reparti e delle terapie intensive è sotto soglia. Il tasso dei vaccinati è molto elevato”.
“Lo Spallanzani ha caldeggiato per primo la protezione degli aeroporti, esattamente come accadde un anno fa con i voli dal Bangladesh – sottolinea -. E questo ci ha permesso di sequenziare subito il genoma dei positivi e scoprire che siamo di fronte a tutte varianti di Omicron. Ma questo non può bastare. L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità, ndr) deve essere più incisiva e permettere che si vada in Cina, così come i cinesi vennero da noi a inizio pandemia, dopo che curammo i turisti di Wuhan. Nel rispetto, in un’ottica di reciprocità e senza arroganza. Per uno scambio di opinioni e di esperienze. Perchè nessuno si salva da solo”.
“In questi ultimi giorni – prosegue – c’è stata una ripresa delle richieste di immunizzarsi”. “Lo diciamo da tempo, da quando è comparsa e abbiamo parlato con i colleghi sudafricani, che Omicron è più contagiosa ma meno patogena – dichiara Francesco Vaia -. Tanti si allarmano quando escono fuori nuove varianti, ma quando il virus muta molto velocemente, come è nell’evoluzione naturale di tutte le pandemie, non vuol dire che diventi più ‘cattivò. Solo che è nuovo”. “Lo chiamerei Covid-23, perchè oggi siamo in un periodo e in una situazione totalmente diversi da quelli del 2019. Non è un virus sottovalutabile, ma oggi è controllabile”, aggiunge direttore generale dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, sottolineando: “Se il Covid incontra persone molto anziane, con patologie o soggetti non vaccinati, è molto pericoloso e può essere letale. Ora, oltre alla risposta individuale di chi si è immunizzato, ne occorre una di sistema per difendere proprio queste fasce più deboli nella loro socialità. Sono tre anni che ripeto che è necessario attuare un piano Marshall per scuole, trasporti, Rsa (Residenze sanitarie assistenziali, ndr) e altri settori; ma finora poco si è fatto. Spero che il nuovo governo, che molto tiene alla centralità del Paese, stavolta ascolti e investa per tutelare la terza e la quarta età”.
In merito ai vaccini che adesso stentano a decollare, commenta: “L’errore è stato a monte. C’è stata una cattiva comunicazione sullo strumento vaccino, che era ed è tuttora uno strumento assolutamente valido, che protegge dalla malattia, dalle forme gravi e dalla morte, ma non dal contagio. Come per altro accade anche per altre malattie o per l’influenza stagionale. Questo andava detto, e andava detto subito. Un’eccessiva valorizzazione del vaccinismo è stata dannosa. Comunque, in questi ultimi giorni c’è stato un rialzo delle richieste. E torno a ripetere che un richiamo annuale potrebbe essere la soluzione ottimale”.
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Mancini su Vialli “Speravo nel miracolo, perdo un fratello”
ROMA (ITALPRESS) – “Non sto benissimo perchè è una grande perdita, per me, per la sua famiglia prima di tutto e per tutto il calcio italiano. E’ un momento abbastanza difficile, però bisogna andare avanti. Speravo in un miracolo, ci siamo visti, abbiamo parlato, scherzato, era sempre di buon umore come al solito e mi ha fatto piacere vederlo di buon umore in quel momento”. Lo ha detto il ct azzurro Roberto Mancini in una intervista realizzata e diffusa dalla Figc dopo la scomparsa di Gianluca Vialli. “Noi abbiamo vissuto quasi tutta la nostra vita assieme, è stato un legame stretto, un legame che possono avere due fratelli, due persone che ad un certo punto della vita si sono separate calcisticamente. Però, quando si è amici, lo si è per sempre. Luca per me era questo, il nostro rapporto è sempre stato di grande rispetto, affetto, amore, amicizia”, ha detto il tecnico azzurro. Vialli, capodelegazione dell’Italia, trasmetteva in Nazionale l’identità della maglia azzurra e la responsabilità che ognuno deve sentire nell’indossarla. “Noi dobbiamo proseguire su questo, Luca in questo è stato molto bravo, ha fatto capire soprattutto ai ragazzi più giovani il valore della maglia della Nazionale, quello che si poteva fare, dove si poteva arrivare. E’ stata una persona di grande valore per noi soprattutto quando parlava ai ragazzi, gli piaceva, e ai ragazzi piaceva ascoltarlo. Erano momenti molto belli e sono stati molto importanti”, ha detto il ct azzurro. “Luca era un ragazzo gioioso, sempre allegro. Pochissime volte l’ho visto arrabbiato, quindi credo che vada ricordato così per quello che era realmente, molto vivo in tutti i sensi e a lui farebbe piacere che fosse ricordato come era, oltre al fatto di essere stato un grande calciatore, un professionista, con un carisma straordinario per tutti noi. Era Un ragazzo allegro, giovane a cui piaceva la vita”. Raidue proporrà il documentario “La bella stagione”, con Gianluca Vialli, Roberto Mancini e i giocatori della Sampdoria 1990-1992, quelli che vinsero lo scudetto. “E’ un film che riguarda l’anno dello scudetto, ci sono cose calcistiche ma è stato fatto per far vedere quanto è importante l’amicizia tra le persone che lavorano nello stesso gruppo e dove si può arrivare quando c’è questa coesione. Ci sarà da piangere, lo abbiamo già fatto. Il film è molto bello, con dei ricordi molto belli”, ha concluso Mancini.
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La Fiorentina torna alla vittoria, 2-1 al sassuolo
FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina torna alla vittoria nell’anticipo della 17esima giornata grazie alle reti di Saponara e Gonzalez su rigore: in gol Berardi per il Sassuolo sempre dagli undici metri per il momentaneo 1-1. Il vero protagonista, però, della partita è il Var decisivo nell’assegnazione di entrambi i rigori. Pomeriggio carico di emozione al Franchi sia per il minuto di silenzio in ricordo di Vialli sia per i cori in memoria di Astori al 13′ (oggi l’ex capitano viola avrebbe compiuto 36 anni). Le novità di formazione della Fiorentina sono Kouame e Bonaventura, mentre Dionisi concede una chance a Obiang al posto di Henrique. Il primo tempo è equilibrato con entrambe le squadre che giocano a viso aperto come da filosofia dei propri allenatori. La squadra di Italiano fatica nell’ultimo passaggio, a differenza del Sassuolo che produce le occasioni da gol migliori. Terracciano deve prima intervenire al 18′ distendendosi sul violento destro di Frattesi e poi al 28′ deviare col piede il tentativo di Pinamonti dopo una splendida imbucata di Berardi. All’intervallo Italiano sostituisce Bianco e Cabral con Saponara e Castrovilli per aumentare la qualità in zona offensiva. Proprio dopo tre minuti della ripresa, Saponara realizza in controbalzo la rete del vantaggio sfruttando l’errore di Ferrari che nel tentativo di rinvio serve involontariamente il numero 8 viola.
La gioia della Fiorentina dura, però, solo una decina di minuti scarsi: Dodo mette ingenuamente il braccio sulla conclusione di Pinamonti e Manganiello con l’ausilio del Var concede il rigore. Dal dischetto Berardi non perdona e rimette la partita in parità. Nel quarto d’ora finale è la Fiorentina ad avvicinarsi maggiormente alla vittoria e l’episodio che cambia il match arriva al 90′ quando Manganiello, richiamato ancora dal Var, concede il penalty alla Fiorentina per tocco di mano di Ruan. Gonzalez al rientro dall’infortunio è glaciale e spiazza il pararigori Consigli regalando una vittoria fondamentale ai suoi compagni. Continua, invece, la crisi di risultati dei neroverdi che non vincono addirittura dal match del 27 ottobre contro il Verona.
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Pioli “Roma forte e completa, corsa solo su noi stessi”
MILANO (ITALPRESS) – Vincere con la Roma domani sera e provare ad accorciare ulteriormente il distacco dalla capolista Napoli, questo l’obiettivo del Milan e del suo tecnico Stefano Pioli. L’allenatore rossonero, intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida contro i giallorossi di Mourinho, si è però prima soffermato su Gianluca Vialli, scomparso nella giornata di ieri: “Con Gianluca ho giocato nell’Under 21 e l’ho marcato spesso da avversario. Il 2023 non è cominciato bene perchè perdiamo un campione di sport e della vita, per tutti i valori che ha sempre trasmesso in termine di correttezza e tenacia. Facciamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia. E’ stato tanta roba”. Poi subito il pensiero alla partita, che per il Milan può rappresentare un importante viatico: “Loro sono una squadra forte e completa. Abbina qualità a organizzazione di gioco. E’ una squadra che ha battuto l’Inter e perso solo nel finale col Napoli. Torniamo a giocare in casa dopo 50 giorni e grazie ai nostri tifosi lo faremo con entusiasmo ed energia”. Contro la Salernitana una vittoria di misura per 2-1, che però, non rispecchia a pieno la prestazione offerta dai rossoneri, che avrebbero potuto vincere con un maggiore scarto: “Domani convocherò gli stessi 23 di Salerno, spero di recuperare qualcuno nei prossimo giorni. De Ketelaere lo vedo bene dal punto di vista fisico e psicologico. E’ uno su cui faccio affidamento”. Su Giroud: “Sta molto bene, nell’immediato non vedo difficoltà. Le prossime settimane saranno impegnative e ci sarà bisogno di tutti, vogliamo essere competitivi in tutte le competizioni. Vedo atteggiamenti positivi da parte dei miei giocatori. Ma siamo concentrati sulla gara di domani”. Il Milan, campione in carica, farà di tutto per difendere il titolo, anche se non è dato tra le avversarie più temibili per il Napoli: “Dobbiamo fare la nostra corsa a prescindere dal Napoli. Per vincere lo scudetto dobbiamo fare tanti punti e vincere tante partite. Inter e Juve vere avversarie degli azzurri? Ognuno è libero di avere le proprie opinioni, noi ci sentiamo pronti per vincere domani”. I rossoneri dovranno ancora fare a meno di Maignan, ma dalle prossime settimane potranno fare affidamento anche su Vasquez: “Per Mike non abbiamo tempistiche, andiamo con le valutazioni dello staff. Oggi non so dire se rientrerà tra 2-3-4 settimane. Ancora il muscolo non risponde come dovrebbe. Con Devis ho parlato stamattina: bella presenza, bella personalità. Oggi ha fatto una parte di allenamento, poi vedremo nelle prossime partite quali saranno le scelte”. Ancora sugli infortunati: “Mi auguro di recuperare qualche giocatore per il Torino. Si stanno tutti allenando a parte ora, ma sono più vicini al rientro rispetto ad una settimana fa. Ibrahimovic tornerà a lavorare settimana prossima come era previsto, poi da lì si vedrà”. Infine, Pioli ha commentato le dichiarazioni di Mourinho, che l’anno scorso disse che era stato un piacere tremendo dire no al Milan: “Ognuno può esprimere le sue opinioni. Ripeto, il Milan per me è stato una grande occasione e me la giocherò al massimo”.
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Grenier vince il gigante a Kranjska, Bassino 2^ e Brignone 4^
KRANJSKA GORA (SLOVENIA) (ITALPRESS) – Valerie Grenier si è imposta nel primo gigante di Kranjska Gora, valido per la Coppa del Mondo di sci alpino femminile. La canadese, in testa dopo la prima manche, si è imposta con il tempo di 1’55″01, precedendo l’azzurra Marta Bassino. La piemontese, che aveva chiuso quarta, recupera due posizioni tagliando il traguardo in 1’55″38. Terza la slovacca Petra Vlhova (1’55″41) e quarta l’altra azzurra Federica Brignone che ha chiuso in 1’55″54. Solo quinta la svizzera Lara Gut-Behrami, che era dietro la Grenier al termine della prima parte di gara. Le altre italiane: 23esima Elisa Platino (1’58″13) che conquista i primi punti in Coppa del mondo, 28esima Asja Zenere (1’59″05).
Con questo secondo posto, Marta Bassino tocca quota 26 podi complessivi in Coppa del mondo scalzando in top ten nella classifica all time, Max Blardone. La graduatoria è guidata da Alberto Tomba con 88, seguito da Gustavo Thoeni con 69 e Isolde Kostner con 51.
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Spalletti ricorda Vialli e carica il Napoli “Ripartiamo”
NAPOLI (ITALPRESS) – Prima di cominciare la conferenza stampa alla vigilia del match di domani in casa della Sampdoria, Luciano Spalletti ha chiesto di ricordare con un minuto di silenzio sia Gianluca Vialli che Sinisa Mihajlovic. Il tecnico del Napoli ha voluto ricordare l’ex attaccante con un episodio vissuto tanti anni fa. “Nella stagione 85-86 la Samp di Vialli, di Mancini e di Francis, venne a giocare in amichevole con l’Entella, ricordo che su una palla lunga mi ritrovai a correre con lui, naturalmente nel confronto fisico caddi a terra, l’arbitro fischiò punizione, lui che era 20 metri avanti tornò indietro per tirami su, già si vedeva molto bene, nonostante fosse molto giovane, la sua capacità di essere un leader e un fuoriclasse senza farlo pesare. Era un uomo di grande carisma, un precursore di grandi idee e visioni in campo e fuori – spiega Spalletti -. Me lo ricordo nella Juventus, è stato uno dei primi attaccanti a fare pressing sui difensori, è stato anche uno dei primi italiani a farsi valere in Premier, ha fatto grandi cose da calciatore, poi si è fatto apprezzare da allenatore, poi da opinionista, aveva competenza e rispetto per tutto e tutti”. “Era un uomo – conclude – che dava disponibilità totale in campo e nella vita. Ha speso tutto se stesso per noi, lo abbiamo visto anche nell’ultimo Europeo lì a dare consigli a tutti nonostante la sua condizione. Ha dato tutto per darci degli insegnamenti e noi abbiamo imparato tanto da lui. Grazie Gianluca”.
Dopo il sentito omaggio a Vialli, spazio all’attualità e al suo Napoli, reduce dalla sconfitta di San Siro contro l’Inter. “Potevamo avere ancora 8 punti di vantaggio, invece ne abbiamo solamente 5. E’ giusto quello che dicono tutti, ovvero che una sconfitta ci può stare in un campionato molto positivo, abbiamo fatto molto bene fino a questo momento, ma la verità è che ci girano le scatole ed è giusto che sia così, perchè non abbiamo fatto quello che avremmo dovuto fare. Noi non vogliamo accontentarci di quella che è la classifica e del margine che c’è tra noi e le inseguitrici, vogliamo giocare le partite, anche quelle difficili contro squadre costruite per vincere lo scudetto, con la stessa voglia e lo stesso gioco di tutte le altre gare, con la stessa determinazione per fare risultato pieno che abbiamo sempre avuto, ma che non abbiamo avuto con l’Inter”, ha spiegato l’allenatore azzurro che poi ha annunciato campi nella formazione anti-Samp. “Le scelte non vengono fatte in base all’ultima prestazione, erano un pò previste già prima della partita di Milano, si fanno delle valutazioni e ci saranno 3-4 cambiamenti in squadra come è giusto che sia. Domani sarà una partita complicata, ma dobbiamo giocarla come abbiamo sempre fatto”, ha aggiunto l’allenatore della capolista che vuole una squadra dove i giocatori si sentano “tutti leader. Non vogliamo accontentarci della classifica attuale, domani è importante la reazione. In allenamento ho visto la serietà e la professionalità giusta per dar seguito al nostro lavoro”, spiega Spalletti che poi prende le difese di Khvicha Kvaratskhelia, un pò in ombra a San Siro. “Ora divento il suo primo difensore, è un calciatore di grande qualità e a Milano non ha fatto male, è stato uno di quelli che è entrato dentro l’area, che ha cercato di ritagliarsi uno spazio per attaccare, ha calciato un paio di volte prendendosi le responsabilità, bisogna solo aspettare che ritrovi la totalità della confidenza con la partita, anche perchè in allenamento fa le cose che siamo ormai abituati a vedere”.
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Mattarella “Il Tricolore è simbolo di unità e indivisibilità del Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Si celebra oggi il 226^ anniversario della ‘Giornata Nazionale della Bandierà, simbolo della nostra Patria”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando: “Era il 7 gennaio 1797 quando i rappresentanti di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, proclamando la Costituzione della Repubblica Cispadana, innalzarono il primo Tricolore rosso bianco e verde a bande orizzontali, bandiera della loro unità. Sotto questi colori, con questi sentimenti, i nostri avi, nei decenni successivi, si batterono per realizzare l’unità d’Italia. Sotto questa bandiera si compirono le gesta del Risorgimento. Il Tricolore accompagnò la Guerra di Liberazione e, scelto dai Costituenti come vessillo della Repubblica, costituisce il simbolo della unità e indivisibilità del Paese e di quel patrimonio di valori e principi comuni solennemente sanciti dalla nostra Carta costituzionale. Valori che rappresentano la risorsa ideale e morale a cui attingere per affrontare le difficoltà che ogni nazione si trova ad attraversare. Espressione della passione civile del popolo italiano, il Tricolore esprime la volontà di uno Stato democratico, aperto alla collaborazione internazionale e vicino ai cittadini, che persegue, in primo luogo a favore dei giovani, le migliori condizioni per la costruzione del futuro, in un clima di pace, giustizia, coesione sociale. Viva il Tricolore, viva la Repubblica”.
foto ufficio stampa Quirinale
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