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La Samp inizia il 2023 con una vittoria, 2-1 al Sassuolo

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Venti minuti a rincorrere Berardi e Laurientè poi la Sampdoria prende le redini del match, rifila due ceffoni in pieno volto al Sassuolo e, grazie ad un super Audero, gestisce la partita al meglio, resistendo all’imperioso ritorno dei neroverdi e conquistando la seconda vittoria del suo campionato.
La prima chance, per i doriani, al 20′ quando Gabbiadini scambia con Vieira, poi conclude in maniera imprecisa. Cinque minuti e i blucerchiati sbloccano il risultato. Verre calcia da corner, torre di Amione e rovesciata di Gabbiadini: 0-1. Il gol ha un effetto deflagrante per il Sassuolo. Thorstvedt perde palla, Augello tira immediatamente, Consigli è battuto: raddoppio doriano. I neroverdi non riescono ad uscire dall’impasse, Gabbiadini (32′) esalta ancora Consigli. Gli ospiti non mollano la presa. Augello scappa a sinistra, cross per Gabbiadini che arriva con un secondo di ritardo sulla sfera. Il Sassuolo si sveglia al 40′. Tiro di Frattesi, Audero respinge, palla a Berardi, tiro a due passi dal palo.
Nella ripresa Toljan (5′) si fa 50 metri palla al piede, serve Berardi schermato da Bereszynski. Audero ferma uno scatenato Traorè quindi proteste dei neroverdi per un gomito di Amione su un tiro di Berardi (9′). La partita si incendia. Frattesi per Pinamonti, Nuytinck lo atterra, il check indica che il fallo è in area. Rigore che Berardi trasforma. Sassuolo all’assalto, Audero ferma Laurientè (24′), Consigli blocca un tiro di Verre. Finale in apnea per la Samp. Ancora Audero diventa protagonista assoluto andando a deviare un tiro di Laurientè destinato all’angolino (90′). Nei cinque minuti di recupero il leit motiv è lo stesso. Sassuolo avanti e Samp a difendersi con le unghie e con i denti. Soffrono i blucerchiati ma, alla fine, conquistano i tre punti.
– foto LivePhotoSport –
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Papa Francesco “Benedetto XVI un grande maestro di catechesi”

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Vorrei che ci unissimo a quanti, qui accanto, stanno rendendo omaggio a Benedetto XVI e rivolgere il mio pensiero a lui, che è stato un grande maestro di catechesi”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale.
“Il suo pensiero acuto e garbato non è stato autoreferenziale, ma ecclesiale, perchè sempre ha voluto accompagnarci all’incontro con Gesù – ha aggiunto il Pontefice -. Gesù, il Crocifisso risorto, il Vivente e il Signore, è stata la meta a cui Papa Benedetto ci ha condotto, prendendoci per mano. Ci aiuti a riscoprire in Cristo la gioia di credere e la speranza di vivere”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici per i funerali del Papa emerito

ROMA (ITALPRESS) – “In occasione delle esequie solenni del Papa emerito Benedetto XVI, la Presidenza del Consiglio ha disposto per il 5 gennaio 2023 l’imbandieramento a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell’intero territorio nazionale”. Lo rende noto Palazzo Chigi.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Il mercato unico europeo compie 30 anni

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Quest’anno l’Unione Europea festeggia il 30º anniversario del mercato unico: uno dei maggiori risultati dell’integrazione europea, e uno dei suoi principali motori. Istituito il 1º gennaio 1993, il mercato unico europeo consente la libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali nell’UE, semplificando la vita dei cittadini e offrendo nuove opportunità alle imprese.
“Nell’arco di 30 anni – spiega la Commissione Europea in una nota – il mercato unico ha portato a un’integrazione senza precedenti tra le economie degli Stati membri, fungendo da motore per la crescita e la competitività e sostenendo il potere economico e politico dell’Europa a livello mondiale. Ha inoltre svolto un ruolo chiave nell’accelerazione dello sviluppo economico dei nuovi Stati membri che hanno aderito all’UE, eliminando le barriere all’ingresso e stimolando la crescita. In tempi più recenti il mercato unico è stato essenziale per aiutare l’Europa ad affrontare la pandemia di COVID-19 e la crisi energetica derivante dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Preservare e rafforzare l’integrità del mercato unico resterà essenziale per consentire all’Europa di rispondere alle nuove sfide in modo coordinato e continuare a sostenere la competitività delle economie europee”.
Il Green Deal europeo è la strategia di crescita dell’UE. Sulla base delle proposte “Pronti per il 55%” e “decennio digitale”, l’UE sta predisponendo un quadro normativo per sostenere le transizioni verde e digitale dell’Europa. La strategia industriale accompagna l’industria dell’Unione in queste transizioni. Il mercato unico contribuisce inoltre a garantire la continua disponibilità di fattori di produzione essenziali per le imprese, tra cui le materie prime critiche e le tecnologie avanzate come i semiconduttori.
Il mercato unico garantisce inoltre norme di sicurezza elevate e standard tecnologici di punta a livello mondiale. “Grazie alla legislazione dell’UE i consumatori possono confidare nel fatto che tutti i prodotti sul mercato unico sono sicuri e basati su standard elevati di protezione dell’ambiente, dei lavoratori, dei dati personali e dei diritti umani. Queste norme e questi standard sono spesso adottati in tutto il mondo, e ciò conferisce alle imprese europee un vantaggio competitivo e rafforza la posizione dell’Europa a livello mondiale, incoraggiando nel contempo una corsa al rialzo in termini di standard – spiega la Commissione -. Oggi l’UE è un punto di riferimento a livello mondiale nella definizione degli standard rispondendo alle crisi recenti con una rapidità e una determinazione senza precedenti”.
Durante la pandemia di COVID-19, mantenere aperte le frontiere interne e garantire il regolare funzionamento del mercato unico hanno consentito ai vaccini, alle attrezzature mediche e agli altri materiali critici di raggiungere coloro che ne avevano bisogno. Oggi la risposta dell’Europa alla crisi energetica si basa sul piano REPowerEU, che si avvale del potere del mercato unico per consentire all’UE di acquistare congiuntamente fonti energetiche più diversificate e accelerare notevolmente lo sviluppo e l’impiego di energia pulita e rinnovabile. In questo modo la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi è già diminuita.
Il mercato unico è stato istituito il 1º gennaio 1993, in seguito alla firma del trattato di Maastricht il 7 febbraio 1992. Inizialmente era composto da 12 paesi dell’UE: Belgio, Danimarca, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito. Oggi comprende i 27 Stati membri, oltre a Islanda, Liechtenstein e Norvegia, e la Svizzera vi ha parzialmente accesso.

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Crosetto “Da cambio politica Bce rischio effetti negativi per l’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Il giudizio degli economisti è lo stesso da anni perchè l’Italia ha un debito pubblico altissimo, solo che questo fattore non ha pesato negli ultimi anni perchè c’è stato il whatever it takes di Draghi. Le condizioni ‘esternè – tassi, inflazione, allentamento dei parametri – sono state fantastiche, con la Bce che ha costruito un grandissimo ombrello sulle emissioni dei titoli. Ora il cambio repentino di politiche della Banca centrale rischia di avere un effetto particolarmente negativo su di noi”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in una intervista a “La Repubblica” sull’allarme lanciato dal Financial Times che ha definito l’Italia “l’anello debole” dell’eurozona perchè è il Paese più esposto a una nuova crisi del debito alla luce della politica restrittiva della Bce. Sui rischi che corre il nostro Paese, Crosetto risponde: “Basta guardare alla legge di bilancio: oltre venti miliardi in più, rispetto allo scorso anno, per pagare gli interessi sul debito pubblico. Senza inflazione e tassi si sarebbero fatti maggiori investimenti nell’economia e si sarebbe scongiurato l’aumento delle accise sulla benzina o il taglio della rivalutazione di alcune pensioni”.
“Non sta a me giudicare ma non serve un premio Nobel, basta il buon senso di una massaia per capire che alcune decisioni provocano effetti negativi perchè amplificano la crisi. Quando Draghi lanciò il whatever it takes, la situazione economica e sociale era enormemente migliore di quella a cui stiamo andando incontro. A maggior ragione oggi non c’era alcuna ragione per una stretta” afferma il ministro. “Il rialzo dei tassi può essere anche una scelta comprensibile, ma non intervenire più come prima sulle emissioni di debito pubblico è una cosa più difficile da comprendere e giustificare”. “Il governo ha fatto una manovra con un messaggio chiaro per i mercati e per l’Europa: serietà, nessuna demagogia. Prenderemo atto di quello che accadrà nella consapevolezza che non abbiamo la stessa possibilità di indebitamento che hanno avuto Draghi o Conte, nè i tassi bassi che ha avuto Renzi. Dobbiamo ricostruire il Paese, intervenendo anche sulle situazioni di debolezza e di povertà eccessive per non farle tradurre in drammi familiari”. Sul taglio del Reddito di cittadinanza, aggiunge: “Ben venga il Reddito quando aiuta a contrastare la povertà: che si chiami Reddito di cittadinanza, Rei o aiuto economico va benissimo, nessuno lo tocca. Quello che prendono i mafiosi e chi lavora in nero non va bene, basta farsi prendere ancora in giro”. Infine sull’azzeraramento dello sconto sui carburanti, dice: “E stata una necessità. Il governo non avrebbe voluto certamente aumentare il costo della benzina, ma le risorse a disposizione sono poche”.

foto: agenziafotogramma.it

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Calderoli “Una bicamerale sulle riforme solo se è d’accordo anche il Pd”

MILANO (ITALPRESS) – “Nessuno può azzardarsi di accusarmi di tradire la Costituzione sulla quale ho giurato, spaccare il Paese lo sarebbe. E allora o qualcuno mi trova un articolo, un comma, una riga nel mio testo di riforma dove emerge che il Sud viene danneggiato, o deve tacere. Le dico di più. Tradendo le mie origini bergamasche e lombarde, dopo aver sentito i presidenti Zaia e Fontana, mi sono messo a ragionare con la testa dall’altra parte. Del Sud. Perchè sono convinto di una cosa: l’Italia è un treno dove ogni vagone deve trasportare con la stessa capacità i passeggeri, e se alcuni vagoni diventano un peso, deraglia. Se si rafforza solo il Nord e non si aiuta il Sud a crescere, è finita. Ed è giusto che nel momento in cui abbiamo deciso di garantire i diritti civili e sociali a tutto il territorio sia il Nord il primo a metterci la faccia. Il mio spirito è questo”. Lo afferma in una intervista al “Corriere della Sera” Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, rispondendo alle accuse di voler “spaccare l’Italia” con la sua riforma per l’autonomia regionale. Nord contro Sud.
Quindi sulle proteste che arrivano dal Partito Democratico, Calderoli dice: “Sul Pd aspettiamo che facciano il loro congresso, adesso vedo troppa propaganda. Bonaccini contesta che anche istruzione e sanità possano essere materie oggetto del passaggio di competenze tra Stato e Regioni quando, nel 2018, le chiedeva per la sua Emilia-Romagna. Sul confronto, io ho avuto una interlocuzione continua e diretta con ogni governatore, ho partecipato a due conferenze, ho atteso il loro decalogo, ne ho tenuto conto. Ora ho trasmesso un testo al Cdm per l’approvazione preliminare, poi dovrà essere varato. Non è un decreto, ci vorrà almeno un anno prima di definire i Lep, poi ci saranno le leggi attuative. Prima del 2024 almeno non cambierà il mondo”. Infine sulla possibilità di una bicamerale, risponde: “Io non credo molto nello strumento, perchè finora non ha funzionato, e se interpreto bene le parole del capo dello Stato mi pare che anche per lui la procedura del 138 sia più aderente alla Costituzione. Comunque se si pensa ad una Bicamerale con poteri speciali prima verificherei bene le intenzioni dell’opposizione, almeno del Pd visto che su M5S e Sinistra non conto molto. Altrimenti meglio la procedura con l’articolo 138”.

foto: agenziafotogramma.it

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Energia, Pichetto “Al lavoro per stoccaggi prossimo inverno”

ROMA (ITALPRESS) – “Lavoriamo per un anno speriamo di messa in sicurezza del sistema. La preoccupazione che ho è creare stoccaggi sufficienti a garantire il prossimo inverno”.
Lo ha detto il ministro per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ai microfoni di Zapping su Radio1 Rai.
“Credo che con l’accordo sul price cap si siano create condizioni per evitare esplosione dei prezzi – ha aggiunto – Abbiamo avuto un inverno particolarmente mite e abbiamo consumato circa 5 miliardi di metri cubi di gas in meno”. Il ministro ha poi spiegato che “un elemento che ci porta a vedere il prossimo anno con qualche speranza in più è che si sono differenziate le fonti di approvvigionamento: Algeria, il Tap dall’Azerbajan che ci porta oltre 10 miliardi di metri cubi di gas. Sui quantitativi in qualche modo dovremmo farcela”. Secondo Pichetto “nel breve periodo stiamo diventando centrali rispetto all’Europa: avendo collegamenti con Azerbajan, Libia e Algeria ci troviamo nella condizione di essere i soggetti che ricevono il gas e lo distribuiscono sull’Europa”.
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-foto agenziafotogramma.it-

L’Al Nassr accoglie Ronaldo “Il mio lavoro in Europa è finito”

RIYAD (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – Oltre le critiche, moderno pioniere in una terra ricca, ricchissima, che grazie a lui aspira a sedersi al tavolo del calcio che conta. Completo grigio, cravatta celeste, Cristiano Ronaldo sembra immune alle malelingue che hanno visto nella sua scelta di giocare nell’Al Nassr, in Arabia Saudita, il triste epilogo di una grande carriera. Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid, Juventus e ancora United prima della clamorosa rottura a ridosso dei Mondiali in Qatar, ora CR7 porta il suo talento, seppur invecchiato, alla corte di Riyad. “Mi sento veramente bene, sono felice di aver preso questa decisione – le sue prime parole durante l’attesa conferenza stampa di presentazione – In Europa il mio lavoro è finito, ho vinto tutto, ho giocato per i migliori club del mondo. Adesso per me c’è una nuova sfida in Asia e sono grato all’Al Nassr per questa opportunità, sono veramente felice e orgoglioso”. Alla soglia dei 38 anni, con alle spalle un palmares come pochi, Ronaldo non vuole passare per un campione sul viale del tramonto: non è stato l’Al Nassr a scegliere lui ma semmai il contrario, perchè di offerte, a dispetto dei rumours, ne ha ricevute. “Per me questa è una grande opportunità, non solo calcistica, ma anche per cambiare la mentalità delle nuove generazioni – sottolinea – Mi hanno cercato molti club in Europa, in Brasile, in Australia, negli Usa, in Portogallo, ma avevo già dato la mia parola all’Al Nassr. E’ una nuova sfida, so cosa voglio e cosa non voglio. C’è la possibilità di aiutare questo Paese a svilupparsi sotto tanti aspetti, di migliorare questo movimento e ne sono felice. E’ anche un campionato competitivo e non vedo l’ora di iniziare a giocare: ho battuto i record in tutti i campionati, adesso voglio farlo qui”. Uno sfoggio d’ambizione che quasi vuole oscurare le indiscrezioni sul suo maxi-ingaggio, un contratto di due anni e mezzo – fino al 2025 – a 200 milioni di euro a stagione, per un esilio alla periferia dell’Impero. Ma è proprio questa la sfida che Ronaldo sbatte in faccia ai detrattori, portare quella periferia sotto la luce dei riflettori. “Non mi preoccupa quello che dice la gente, il calcio si è evoluto, non è la fine della mia carriera. Molta gente parla ma non sa niente di calcio: sono qui per vincere, voglio trasmettere una visione diversa di questo Paese e del suo calcio e per questo ho accettato questa sfida”. Fra i più felici del suo arrivo non può che esserci Rudi Garcia, ex tecnico della Roma e oggi al timone del club saudita: “E’ uno dei migliori giocatori al mondo, una leggenda, e siamo felici di averlo in squadra. Il suo arrivo è importante per tutta l’Arabia Saudita. Non ho mai allenato un giocatore come lui, è un esempio, il mio obiettivo è renderlo felice e spero che si possa godere ogni momento qui”. A seguire il bagno di folla: l’Al Nassr ha fatto le cose in grande, accogliendo CR7 allo stadio Mrsool Park di Riyad davanti a oltre 30 mila spettatori.
– foto agenziafotogramma.it –
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