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Spalletti “Vittoria con Rangers sarebbe fondamentale”

NAPOLI (ITALPRESS) – “In tutte le gare bisogna mettere il massimo
che si ha a disposizione. Le difficoltà sono di ripetersi ogni
volta, di mettere sempre dentro tutte le qualità che ci vogliono
per andare forte. Vincere domani potrebbe rivelarsi fondamentale
perchè ci permetterebbe di arrivare a giocare la gara con il
Liverpool con 15 punti e ci consentirebbe di utilizzare la
differenza reti a nostro favore”. Così il tecnico del Napoli Luciano Spalletti ha presentato la sfida di Champions contro i Rangers di Glasgow. “Turnover? Io scelgo sempre la formazione per
vincere, non per il turnover. Poi sulla possibilità di avere dei
giocatori forti anche fuori, mi dà l’alternativa per poter far
giocare anche altri. Anche oggi chi ha giocato ha fatto seduta diversificata, ancora devono recuperare e quindi avendo una rosa di livello abbiamo possibilità di cambiare qualcosa e lo faremo. Faremo 3-4 cambi” ha annunciato Spalletti, che sulla crescita della sua squadra ha aggiunto: “Siamo ad un buon livello, non c’è mai stato il dosatore, ma abbiamo sempre usato le qualità che abbiamo, non siamo mai stati messi in difficoltà seria dagli
avversari, ma non ci dobbiamo soffermare su quanto fatto”.
“Vogliamo fare più punti possibili, è importante confermare gara dopo gara quello che stiamo facendo. Dobbiamo continuare così, per me ovviamente è importante giocare ma soprattutto essere pronto, ho l’esperienza per farmi trovare pronto e fare il massimo” ha dichiarato l’attaccante argentino Giovanni Simeone. “Tutta la squadra sta facendo bene, io mi preparo sempre con grande forza e concentrazione, ho un mio piccolo libretto dove scrivo, mi preparo così alle gare. Quando non gioco godo di questa squadra, l’importante è farsi trovare pronti, da titolare o giocando 5-10 minuti”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Collare d’oro Coni a Domenicali, stella d’oro all’Italpress

ROMA (ITALPRESS) – Collare d’oro del Coni per Stefano Domenicali, Luciano Rossi, Ugo Claudio Matteoli, Antonio Urso e Fabio Pigozzi tra i dirigenti; Ginnastica Pro Patria Bustese, Cremonese Calcio, Automobil Club Milano, Canottieri Padova e Assi Giglio Rosso Firenze tra le società. Stella d’oro al merito sportivo per l’agenzia di stampa Italpress, fondata e diretta da Gaspare Borsellino. Sono queste le onorificenze assegnate dal Coni per l’anno 2022, che saranno consegnate il 14 novembre a Roma, con diretta su Rai 2 a partire dalle ore 11, presso la Sala Monumentale del Foro Italico. Sono stati invitati sia il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia il ministro dello sport, Andrea Abodi. Nell’occasione verranno premiati anche diversi campioni dello sport italiano. “Mai avute tante persone nella storia, in un anno non olimpico, alle quali daremo il Collare d’Oro” il commento del presidente del Coni, Giovanni Malagò al termine della Giunta.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).

“Il mondo post globale” in uno studio Centro Einaudi-Intesa Sanpaolo

MILANO (ITALPRESS) – La sorprendente, contemporanea comparsa di svariate crisi globali, diversissime tra loro, ha reso cruciali i tempi che stiamo vivendo. Quella più immediatamente percepita dai normali cittadini è certamente la pandemia da COVID-19, che ha fatto molto di più che provocare milioni di morti: si è anche rivelata, purtroppo, un efficacissimo catalizzatore dell’inceppamento di un’economia globale già insicura, ulteriore elemento di divario tra (pochi) ricchi e un numero di poveri o quasi poveri in forte aumento, tra giovani senza lavoro a tempo indeterminato e privi di un «piano di vita» e anziani con pensioni basse anche se relativamente sicure. E’ quanto emerge da “Il Mondo Post Globale”, una ricerca a cura di Mario Deaglio con i contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Angela De Martiis, Giuseppina De Santis, Gabriele Guggiola, Paolo
Migliavacca, Giuseppe Russo, Giorgio Vernoni. Un lavoro frutto della collaborazione fra il Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi” e Intesa Sanpaolo.
La pandemia è comparsa all’improvviso; da tempo, però, siamo alle prese con una crisi ambientale di ben più lunga durata, nell’ultimo anno acuita da una estrema siccità e che ha a che fare, tra l’altro, con l’uso delle risorse energetiche. Basti considerare che, se il «sistema Internet» fosse una nazione, sarebbe all’incirca al quarto posto nel mondo per consumo di elettricità (dopo Cina, Stati Uniti, India e prima del Giappone) – anche grazie alla comparsa delle criptomonete – con il 7 per cento del consumo mondiale di energia elettrica secondo le ricerche di Greenpeace: il data mining, ovvero l’«estrazione» di risultati da enormi banche dati, si avvia a consumare, entro pochi anni, tanta energia quanta l’estrazione di minerali e metalli.
Come se queste due profonde trasformazioni non bastassero, di altre due dobbiamo assolutamente tener conto.
Crisi pandemica e crisi energetica hanno accelerato la terza trasformazione di cui si tratta in questo studio – rapida con gli occhi della storia, ma sufficientemente lenta se considerata con quelli della politica – che riguarda il modo di lavorare. La pandemia ha accelerato la tendenza, già in atto, al lavoro «da remoto», provocando, tra l’altro, la caduta della domanda di superfici per uffici e l’aumento della domanda di abitazioni più vaste, in grado, appunto, di includere spazi per il lavoro a distanza. Ma anche la riduzione della distinzione tra lavoro e tempo «libero», tra lavoro e «vacanza». Congiunto al mutamento economico-sociale, sta delineandosi un cambiamento finanziario di vastissima portata: si modificano i modi di raccogliere il risparmio e le risorse finanziarie in genere, gli obiettivi di risparmiatori sempre più anziani e anche, sotto la spinta di Internet, le modalità delle transazioni.
La quarta trasformazione riguarda l’ordine geopolitico del pianeta, alla luce della guerra d’Ucraina, ma non solo. Questa guerra, infatti, non rappresenta altro che l’aspetto più drammatico e più acuto del venir meno delle basi dell’ordine mondiale emerso con la fine della Seconda Guerra Mondiale e con la Grande Recessione del 2008-2009. Più tensioni e conflitti quindi, e meno commerci, quasi certamente minore sviluppo, con le relazioni economiche che da globali paiono restringersi in ambiti più angusti, regionali nei migliori dei casi e con crescenti tentazioni autarchiche. Sarà davvero così? Un fattore decisivo è legato al rapporto sino-russo.
Nel 1990, alla fine della Guerra Fredda, Mosca e Pechino generavano rispettivamente il 3,4 e il 2 per cento del PIL mondiale; nel 2021 la loro quota sfiorava il 20 per cento, di cui il 18 per cento cinese. Se, per scelta ragionata o per costrizione prodotta dalle sanzioni politico-economiche occidentali, la Russia approfondisse il «partenariato strategico» con la Cina, finirebbe per diventare il «socio di minoranza» dell’alleanza. Ma il blocco dei Paesi occidentali rischierebbe per contro di scendere sotto il 50 per cento del PIL mondiale.
Tutte e quattro le crisi influenzano un’economia mondiale che sta perdendo rapidamente i suoi caratteri di globalità e riducendo altrettanto rapidamente le proprie capacità di crescita, tanto da indurci a intitolare questa ricerca Il mondo postglobale.
Le criticità politiche ed economico-industriali che stanno emergendo dal conflitto ucraino, accanto alla ricomparsa di dinamiche inflattive, che le economie mature non sperimentavano da decenni, non possono non influire – tra l’altro – sugli obiettivi fissati dalla Recovery and Resilience Facility delineata dalla Commissione europea e di cui l’Italia è la principale beneficiaria.
Anche perchè la nuova inflazione – un mix di problemi tecnici legati al sempre peggiore funzionamento di molte catene globali del valore, da quelle alimentari fino ai microchip – è profondamente diversa dai fenomeni inflazionistici del secolo scorso. Contro di essa le “cure tradizionali”, di carattere fiscale e monetario, si sono rivelate poco efficaci.
L’Unione Europa, con la BCE, sta promuovendo contro la spinta inflattiva risposte di tipo nuovo, piuttosto diverse rispetto a quelle della Fed americana. I “meccanismi” economici di Bruxelles sono considerati normalmente lenti e complicati, tuttavia da un punto di vista storico l’Europa mostra una crescita istituzionale assai rapida se paragonata a quella degli Stati Uniti. Lo conferma il caso della BCE, la Banca Centrale Europea istituita nel 1998, cioè quarant’anni dopo l’entrata in vigore del Trattato di Roma: la Fed, sua equivalente, vide la luce a Washington alla fine del 1913, ossia ben 137 anni dopo la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 e senza contare che, nel caso europeo, non c’è stata alcuna guerra civile di mezzo.
Gli avvenimenti recenti, però, hanno purtroppo messo a nudo la vulnerabilità energetica del Vecchio Continente e, di concerto, la difficoltà a realizzare gli «obiettivi verdi», pur culturalmente molto appetibili. E poichè il mondo non aspetta, l’Europa dovrà in tempi brevi occuparsi a fianco di queste tematiche anche di coordinamento sanitario, di supporto alla disoccupazione e ai giovani, di forze armate. E della revisione dei Trattati.
In tale quadro si inserisce un’analisi dettagliata dell’Italia; una economia che esprime ambiti d’eccellenza ma resta gravata – ad esempio – dalla presenza di troppe micro-imprese, perchè i meccanismi regolatori le hanno incentivate a rimanere piccole: il 92 per cento dei dipendenti privati è occupato in aziende con meno di 50 milioni di fatturato. E si avanzano diverse proposte: una riforma fiscale che renda conveniente lavorare e investire, una revisione della disciplina fiscale sulle fusioni che incoraggi le piccole imprese a crescere, l’introduzione del quoziente famigliare nella tassazione diretta e l’introduzione sperimentale della settimana lavorativa di quattro giorni, integrata da attività di formazione a distanza. L’export resta, per l’Italia, un driver essenziale, ma il triangolo industriale ha incominciato a segnare il passo. Se la dinamica delle esportazioni del Nord-Ovest industriale fosse stata la stessa della media di Nord-Est e Italia centrale, l’impulso al PIL italiano sarebbe stato di 6 punti aggiuntivi per ogni decennio; per conseguenza, la distanza media fra la dinamica del PIL europeo e quella del PIL italiano sarebbe stata pari a meno della metà di quella che si è avuta nei fatti.
Per l’Italia e per il resto del mondo, è legittimo domandarsi se ci troviamo di fronte a un cambiamento senza precedenti oppure se qualcosa del genere possa essere già successo nella storia. E per sbirciare il futuro studiando il passato, occorrono pensieri nuovi, nuove analisi e sguardo lungo.

– foto Intesa Sanpaolo –

(ITALPRESS).

Governo, Conte “Faremo un’opposizione solida e intransigente”

ROMA (ITALPRESS) – “Annuncio il voto contrario del Movimento 5 Stelle alla fiducia al Governo”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenendo in Aula alla Camera nel corso delle dichiarazioni di voto per la fiducia.
“La nostra sarà opposizione solida e puntuale, ma implacabile e intransigente”, ha sottolineato. “Siamo pronti a denunciare le vostre incongruenze e inadeguatezze: la nostra opposizione non raggiungerà mai i livelli di compostezza raggiunti da lei durante la pandemia, quando disseminava scogli per farci cadere in fallo”, ha ricordato rivolgendosi alla presidente del Consiglio.
“Questa legge elettorale vi ha consegnato la guida delle istituzioni e del governo del Paese, ma l’intera coalizione è stata votata da un elettore su 4 degli aventi diritto: non avete la maggioranza dei cittadini”, ha detto. “Le consiglierei prudenza perchè la maggior parte dei cittadini non vi ha dato il mandato di promuovere un ambizioso piano di restaurazione della nostra società”, ha chiosato.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Airbnb, le zone turistiche rurali crescono 8 volte più delle città

MILANO (ITALPRESS) – In Italia le città dove si prenota maggiormente “in valore assoluto sono quelle grosse: Roma, Milano e Firenze sono tornate al vertice della classifica dopo la pandemia. La cosa interessante, però, è che le città che crescono di più rispetto al periodo pre-pandemico sono Palermo, Pisa e Como. Ancora più interessante è confrontare la crescita delle zone rurali, non cittadine, che è otto volte superiore a quella delle città. Questo fenomeno di dispersione del turismo iniziato con la pandemia sta proseguendo nel periodo post-pandemico probabilmente perchè le persone amano trovarsi in zone meno trafficate”. Lo ha detto Giacomo Trovato, amministratore delegato di Airbnb, in un’intervista all’Italpress.
Si registra anche un cambiamento sul tipo di servizi richiesti. “Nel periodo pandemico andavano fortissimo le piscine e il wi-fi. Nel periodo post-pandemico, dove lo smart working cresce di popolarità, oltre alla presenza del wi-fi – ha spiegato – c’è anche la presenza di spazi di lavoro dedicati, oltre alle case che accettano gli animali domestici. Questo è un altro filtro tra i più richiesti in assoluto”.
Per Trovato, “le ricerche di case che accolgono animali sono aumentate del 65% rispetto al periodo pre-pandemico e l’Italia è il paese che ha la maggiore concentrazione di case che accettano animali, un terzo circa del totale, 130 mila”.
Inoltre, secondo l’ad di Airbnb, in Italia per “la grande maggioranza” si affittano “case intere”. “Le stanze – ha spiegato – sono state particolarmente impattate in periodo pandemico perchè si preferiva non portare persone in casa. Adesso, però, stiamo assistendo a una crescita delle stanze ed è un tema importante perchè può essere spesso il fattore abilitante di una vacanza per la popolazione più giovane”.
Per quanto riguarda il fisco “non c’è stato un cambiamento di regole”. “Il quadro – ha continuato – è abbastanza chiaro. Quello che per noi è importante, per promuovere una totale legalità del settore, è fare in modo che l’Italia implementi la legge che istituisce un codice unico nazionale. Dovremmo essere in dirittura d’arrivo. Con questa legge le autorità fiscali saranno in grado di ricevere da noi i dati su chi ha una casa e l’affitta e valutare se è in regola con tutti gli adempimenti”, ha evidenziato.
Per quanto riguarda gli affitti, talvolta in città si fatica a trovare immobili per periodi lunghi. “In questo momento è vero che i costi stanno un pò aumentando. La crisi energetica incide molto – ha sottolineato – e incide anche il fatto che è aumentata la domanda di alloggi brevi. Su un sito che ha più di 400mila annunci come Airbnb – ha proseguito – c’è una tale scelta che c’è una soluzione per ogni tasca. Stiamo vedendo che le famiglie affittano case più grandi perchè possono anche prenotare per più persone in modo tale che il costo pro capite possa essere addirittura in diminuzione”.
Con il caro bollette, bisogna trovare l’accordo tra affittuari e inquilini. “Posto che il prezzo è deciso dai proprietari di casa – ha spiegato Trovato -, noi favoriamo un prezzo onnicomprensivo così chi cerca un alloggio sa che paga quella cifra e non c’è nessun extra. E’ chiaro che i proprietari si trovano a dover fronteggiare l’aumento del costo delle bollette e si pongono qualche problema su come inserirlo nel prezzo giornaliero”.
In campo ci sono anche progetti per il futuro. “Un’iniziativa di cui siamo molto felici – ha affermato – è cavalcare il trend del lavoro in remoto. L’Italia storicamente mancava di un visto per i nomadi digitali provenienti da paesi extra Ue e si è dotata di questo visto. Mancano i decreti attuativi ma speriamo di arrivarci presto. Noi stiamo collaborando con tante regioni italiane – ha continuato – per creare centri di attrazione dei nomadi digitali. Noi facciamo in modo che i prezzi siano adeguati a soggiorni più lunghi però anche le regioni, come il Friuli Venezia Giulia, stanno lavorando per rendersi più attraenti, per esempio creando una comunità di nomadi digitali, esperienze dedicate e spazi di coworking, oltre che carte per visitare gratuitamente le attrazioni della regione”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Inzaghi “Dopo il sorteggio nessuno credeva nell’Inter”

APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – “Noi allenatori siamo sempre giudicati in base ai risultati, ma io penso solo alla gara di domani, a centrare il primo obiettivo stagionale che nel giorno del sorteggio era molto lontano nella testa di tutti”. Simone Inzaghi si è messo alle spalle le critiche di qualche settimana fa, ha ripreso a viaggiare forte con la sua Inter e domani può staccare il pass per gli ottavi di Champions in un girone sicuramente di ferro, con Bayern Monaco e Barcellona che alla partenza erano le grandi favorite. “Dobbiamo vincere domani e regalare questa grande soddisfazione alla società, ai tifosi e a noi stessi, sappiamo quanto abbiamo lavorato in queste prime quattro partite di Champions, ora da squadra forte dobbiamo fare l’ultimo passo”, ha aggiunto Inzaghi in conferenza stampa alla vigilia del match casalingo con il Viktoria Plzen. “Abbiamo fatto quattro partite nel migliore dei modi, ma quella di domani è una finalissima, abbiamo la possibilità di centrare il primo obiettivo stagionale con una giornata d’anticipo, andare a giocarci la qualificazione nell’ultima in casa del Bayern significherebbe dovere affrontare una partita molto complicata”, avvisa Inzaghi, convinto che la sua squadra debba ancora crescere. “Nella fase difensiva dobbiamo migliorare, lo dicono i numeri, ma non è un problema che riguarda i difensori, vale per gli attaccanti e i centrocampisti, è un discorso di squadra”. Domani potrebbero tornare tra i convocati Lukaku e Gagliardini. “Se l’allenamento di oggi andrà bene come quello di ieri saranno con noi – spiega Inzaghi -. Romelu è stato fuori a lungo, è stata una grave perdita non averlo per due mesi, ma gli attaccanti si sono comportati bene”. Per Brozovic, invece, ci sarà bisogno “ancora di qualche giorno”, quel che conta, però, adesso è battere il Viktoria Plzen: “Una squadra che sta dominando il proprio campionato e che cercherà di renderci la vita difficile”.
– foto LivePhotoSport –
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Gran Bretagna, al via il mandato da premier per Rishi Sunak

LONDRA (ITALPRESS) – Re Carlo III ha ricevuto a Buckingham Palace in veste di capo dello Stato il nuovo primo ministro britannico Rishi Sunak, 42 anni, designato con la nomina a leader del Partito Conservatore di maggioranza al posto di Liz Truss. “Voglio fin da subito porre rimedio agli errori commessi”, ha detto il neo premier britannico Rishi Sunak nel suo discorso di insediamento a Downing Street.
-foto agenziafotogramma.it-
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Fulmine Group, Gaspare Cracolici è il nuovo direttore operativo

ROMA (ITALPRESS) – Fulmine Group, primo operatore postale privato in Italia, annuncia l’ingresso in azienda di Gaspare Cracolici nel ruolo di Direttore Operativo. Una figura strategica per il Gruppo, che oggi si posiziona sul territorio nazionale con oltre 400 filiali dirette e indirette, 12 Hub di smistamento e 2.500 postini/driver 4.0, specializzati nella consegna multi-prodotto.
L’inserimento del nuovo profilo di alta professionalità è finalizzato al processo di crescita di Fulmine Group, per raggiungere entro il 2024 gli obiettivi definiti nel Piano di Sviluppo dell’azienda e resi noti nel 2021. Gaspare Cracolici, che in passato ha ricoperto incarichi significativi in importanti società multinazionali, guiderà la Direzione Operativa, con l’obiettivo di rafforzare, coordinare e implementare la produttività di qualità della capillare rete del Network Fulmine Group, puntando all’incremento dell’efficienza e alla semplificazione e automazione delle procedure.
Nello specifico alla Direzione guidata da Gaspare Cracolici vanno ricondotte tutte le attività operative della corrispondenza, degli atti giudiziari (notifiche a mezzo posta e a mezzo messo), del parcel (Slim ed Economy) e del delivery cittadino (FG day e time). “Sono felice – ha affermato Cracolici – di far parte di questo Gruppo, il primo operatore postale privato in Italia, con cui sin da subito ho condiviso il progetto di sviluppo e crescita delineato nel Piano di Sviluppo. L’impegno dunque è quello di continuare, in sinergia con l’intero Network, a perseguire gli obiettivi di qualità, incrementando i progetti innovativi in grado di fare realmente la differenza in questo tipo di mercato, proponendo prodotti a valore aggiunto e su misura per i nostri clienti”.
Tra i cambiamenti più significativi che verranno attuati dal nuovo Direttore Operativo c’è la maggiore considerazione verso il dato, secondo un’impostazione aziendale orientata alla misurazione della qualità e all’analisi delle attività, con l’elaborazione di analitici report per la clientela. “Un passo decisivo che doveva essere fatto e verso cui l’azienda era ormai naturalmente indirizzata – ha precisato -. Mettere in primo piano il valore del dato consentirà in maniera più strategica la stesura di report analitici, attraverso i quali non solo è possibile semplificare e automatizzare i processi, ma anche attuare misure studiate di miglioramento della qualità. Tutto in un’ottica di programmazione, pianificazione e verifica dell’operatività all’interno dell’azienda. Sono entusiasta – ha concluso Cracolici – di aver trovato in Fulmine Group un team di giovani professionisti motivati e con grande passione e visione verso il futuro”.

– foto ufficio stampa Fulmine Group –

(ITALPRESS).

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