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Salvini “Torneremo a far rispettare i confini”

ROMA (ITALPRESS) – “Ministero delle Infrastrutture significa occuparsi di mare e di terra, nel primo Consiglio dei Ministri ho scambiato qualche parola con i ministri Piantedosi e Tajani, il ragionamento è salvare vite prima di tutto ma non è possibile che le navi di tutto il mondo arrivino unicamente in Italia, torneremo ad essere un paese che fa rispettare i suoi confini”. Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture e Mobilità Sostenibili e vicepremier, Matteo Salvini, nel corso della registrazione di “Porta a Porta”. “Torneremo a ragionare di ricollocamenti, l’Italia farà il suo” ha aggiunto.

Foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

A Pesaro un murales antismog contro intolleranze e discriminazioni

PESARO (ITALPRESS) – Tante mani diverse che si stringono tra loro, simbolo di unità e coesione contro ogni genere di intolleranza e discriminazione: è questo il messaggio alla base de Il Filo d’Arianna, il murales promosso da JTI Italia e Save the Planet Onlus, realizzato in collaborazione con Arcigay e inaugurato oggi in via Vincenzo Rossi a Pesaro.
L’opera – realizzata dallo street artist Mirko Cavallotto, in arte Loste – e coordinata da ARTLANE – collettivo della società di progettazione Lombardini22 che usa l’arte per comunicare – utilizza una finitura fotocatalitica antimicrobica, FOTOSAN, in grado di disgregare molecolarmente le sostanze inquinanti chimiche e biologiche in sostanze innocue tramite la luce e grazie a un QR code è anche in grado di “raccontarsi” e di mettere in contatto con lo sportello di aiuto legale e psicologico gestito da Arcigay Agorà di Pesaro Urbino, diffondendo non solo aria pulita ma anche e soprattutto un messaggio di accoglienza e inclusione.
Presenti al taglio del nastro, Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, Camilla Murgia, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Pesaro, Massimiliano Santini, coordinatore Eventi per il Comune di Pesaro, Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs & Communications Director di JTI Italia, Elena Stoppioni, presidente di Save The Planet Onlus, Mirko Cavallotto, autore dell’opera e Arcigay Agorà Pesaro-Urbino.
“Pesaro vuole essere avanguardia dei diritti civili. E’ una città che include e non esclude, che si batte fermamente per la libertà e le uguaglianze, contro ogni tipo di discriminazione e pregiudizio – ha detto il sindaco Matteo Ricci, presente all’inaugurazione insieme all’assessore alle Pari Opportunità Camilla Murgia -. Dopo il murale dedicato a Liliana Segre, icona simbolo della battaglia contro odio e razzismo, oggi Pesaro si arricchisce di un’altra opera di street art urbana dal forte valore sociale. Un bellissimo progetto che riqualifica una delle zone più frequentate della città, vicino alla stazione e all’ingresso al centro storico. In linea con il lavoro che l’Amministrazione sta portando avanti da qualche anno, grazie a ‘Sotto…passaggi d’arte urbanà, il progetto ideato dal coordinatore degli eventi del Comune di Pesaro Massimiliano Santini che ha lo scopo di dare colore agli spazi grigi della città per promuovere un intervento di miglioramento estetico dei sottopassi cittadini, tramite la realizzazione di murales”.
Tema del murales, che si estende per un totale di 350 metri di superficie internamente ed esternamente al sottopassaggio di via Rossi, l’inclusività e la ferma condanna a qualsiasi genere di intolleranza e discriminazione. “Oltre che estetica e decorazione, l’arte ha sempre avuto un valore morale e comunicativo – ha infatti spiegato l’autore dell’opera, Mirko Loste -. Nella storia è sempre stato un modo immediato per parlare o mettere in discussione il periodo che si viveva. La Street Art amplifica enormemente questo concetto vista la sua ‘prepotenzà: L’arte di strada, a differenza da quella della galleria, è alla mercè di tutti, sotto gli occhi di migliaia di persone che ogni giorno vivono il quartiere o semplicemente passano davanti il muro in cui viene collocata l’opera. Per questo motivo ho sempre trattato il mio lavoro come missione; un modo diretto per lanciare messaggi tali da poter far riflettere”. “Quindi – ha aggiunto – è doveroso per me utilizzare tematiche di integrazione soprattutto in un periodo come questo dove spesso la mala comunicazione o finta propaganda rischiano di travisare la verità e allontanare invece di avvicinare. Di avvicinarci come società. La diversità, anche di opinioni, deve essere un valore aggiunto perchè dalla diversità si può solo apprendere e migliorare. Per questo motivo quando mi è stato proposto di rappresentare un’opera che parlasse di integrazione ho immediatamente accettato con entusiasmo. Ho avuto la possibilità di dire la mia e, nei giorni di lavorazione, mi sono accorto che in fondo, se ci teniamo per mano, il mio punto di vista non è poi diverso da quello di chi mi osservava dipingere: ma te ne accorgi solo tenendosi per mano”.
L’iniziativa, promossa da JTI Italia e Save the Planet Onlus, si colloca all’interno di Sustainable Cities, campagna nata dalla collaborazione tra le due realtà per monitorare la sostenibilità ambientale e sociale delle città italiane e di conseguenza promuovere interventi concreti di concerto con le amministrazioni locali.
Oltra a Pesaro, infatti, l’impegno di JTI Italia ha già toccato altre città italiane, come Genova, dove è stata finanziata la realizzazione di una nuova “zona verde” in Piazza Piccapietra, oppure Bergamo, dove è stato realizzato un murales contro la violenza sulle donne ad opera dell’artista Elisa Veronelli.
“E’ per noi un onore essere protagonisti della realizzazione di quest’opera – ha commentato Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs & Communications Directors di JTI Italia – Il messaggio di inclusione di cui questo murales si fa portavoce mostra come insieme, mano nella mano, è davvero possibile vincere ogni genere di intolleranza e discriminazione, creando un ponte di colore, una ‘catenà di mani capace di unire persone e vite diverse, così come un sottopassaggio unisce quartieri diversi all’interno della stessa città. Per noi di JTI, infatti, sostenibilità non è solo una parola, ma un impegno concreto che decliniamo a 360 gradi in modo integrato: attenzione all’ambiente, ma anche e soprattutto alle persone e alla realtà in cui operiamo. Un impegno che emerge chiaramente in quest’opera, in cui sostenibilità ambientale e sociale si fondono in modo armonico, grazie alla vernice capace di purificare l’aria e al messaggio di inclusione e accoglienza di cui il murales si fa portavoce. Questo genere di progetti, che senza la grande e proficua collaborazione di Save the Planet e delle amministrazioni locali non vedrebbero mai la luce, sono l’esatta espressione di ciò che noi intendiamo per sostenibilità: un approccio globale che sposi tanto l’attenzione all’ambiente quanto quella verso il sociale”.
“Il tema dell’emergenza climatica tocca anche quello delle ingiustizie sociali ed è per questo che, come Save the Planet, siamo davvero contenti di aver portato avanti questa iniziativa di sensibilizzazione contro ogni forma di discriminazione. E’ anche da questi segnali che parte un cambio di mentalità per valutare il livello di emergenza legato al cambiamento climatico. Inoltre questa attività dimostra l’ottimo lavoro di squadra e la sinergia che si può creare tra terzo settore, politica ed impresa. Unendo le forze si possono raggiungere risultati davvero entusiasmanti”, ha invece commentato Elena Stoppioni, Presidente di Save the Planet Onlus.
Altra novità della campagna di quest’anno, il coinvolgimento di Lombardini22, Gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria, che aggiungerà competenze sul tema della creazione di comunità e città sostenibili. Lombardini22, infatti, contribuisce a rendere i centri urbani un propulsore efficace in grado di trainare la transizione ecologica ed energetica.
“Lombardini22 da sempre mette al centro dei suoi progetti la creazione di comunità inclusive e sostenibili, a partire dalla nostra (siamo un gruppo di 400 professionisti provenienti da 26 nazionalità diverse, con un’età media di 35 anni) fino ai piccoli e grandi interventi di rigenerazione urbana. Si fa promotore attivo di azioni efficaci sul territorio che raccordano progettazione e sostenibilità integrando profit e no profit, pubblico e privato, arte, cultura e sensibilizzazione – dichiara Franco Guidi, AD di Lombardini22 – consapevoli che l’azione sulla città è cardine nelle sfide che dobbiamo intraprendere insieme per generare un impatto sociale e ambientale positivo”.

– foto ufficio stampa Spencer & Lewis –
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Milan a Zagabria, Pioli “Ambiente caldo sarà stimolante”

ZAGABRIA (CROAZIA) (ITALPRESS) – “Credo che giocare in ambienti caldi sia più motivante e stimolante che in altre situazioni. Sicuramente l’ambiente darà carica ai nostri avversari ma ci saranno anche i nostri tifosi e per superare certe sfide devi avere quel carattere, quella mentalità di rimanere concentrato sul tuo gioco. Dobbiamo giocare bene, che è quello che sappiamo fare, e cercare di farlo al meglio”. Stefano Pioli non teme la bolgia di Zagabria dove domani, contro la Dinamo, il Milan si gioca una fetta del suo futuro in Champions. “Loro sono una squadra che difende bene e riparte bene – è l’analisi del tecnico rossonero a Milan Tv – Hanno un giocatore bravo a venire incontro come Petkovic che fa salire la squadra e uno velocissimo come Orsic. Sono situazioni importanti per affrontare le quali bisogna avere molta compattezza, essere lucidi e bravi nelle transizioni positive e negative”. Per quanto riguarda i suoi, “stiamo bene, abbiamo qualche acciaccato ma stiamo bene mentalmente e fisicamente. Sappiamo l’importanza della partita e l’abbiamo preparata con l’idea di poter fare il meglio”.
“La Dinamo è un grande avversario, lo ha dimostrato nelle altre partite, ma li abbiamo analizzati bene e conosciamo i loro punti deboli – dice dal canto suo Ante Rebic – Speriamo di prenderci i tre punti e avvicinarci al nostro obiettivo”. La vittoria spalancherebbe le porte degli ottavi di Champions al Milan. “Sarebbe importante per il lavoro che stiamo facendo negli ultimi tre anni – dice a Milan Tv – Lo scorso anno abbiamo raggiunto la fase a gironi, ora vogliamo fare un altro passo avanti. La Champions è una competizione con squadre che giocano un calcio diverso, con una qualità sempre alta, sarà dura domani ma speriamo di fare bene”. E sulla bolgia del Maksimir commenta: “Non è così caldo come a Spalato ma sarà bello tornare in Croazia. Mi aspetto un campo perfetto, lo stadio lo sarà un pò meno ma andiamo lì per fare del nostro meglio”.
– foto LivePhotoSport –
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La formazione continua contribuisce all’innovazione delle aziende

ROMA (ITALPRESS) – La formazione continua contribuisce all’innovazione delle aziende del Paese. E’ quanto emerge dal Rapporto di Monitoraggio Valutativo realizzato da Fondimpresa (Fondo Interprofessionale costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) in collaborazione con INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche). ROLA (Rilevazione delle Opinioni dei Lavoratori e delle Aziende) e Storie di Formazione aziendale per le buone prassi formative ovvero le due rilevazioni condotte durante la crisi pandemica del 2020 hanno coinvolto rispettivamente 11.929 dipendenti tramite questionari online e 105 aziende su tutto il territorio nazionale tramite interviste in profondità. Dal Rapporto, presentato a Roma, emerge infatti che i lavoratori che hanno partecipato a corsi formativi che riguardavano le tematiche delle tecnologie abilitanti in chiave 4.0 percepiscono una maggiore efficacia della formazione rispetto a chi ha seguito corsi su materie più tradizionali. Entrando nello specifico le tecnologie indagate sono state: Internet of Things, Cloud Manufacturing, Robotica Collaborativa, Manifattura Additiva, Industrial Analytics, Interfaccia Uomo-Macchina (HMI).
I corsi formativi più efficaci, in cui si è quindi riscontrata una maggiore differenza pre e post corso, risultano essere Industrial Analytics (+1,77), Cloud Manufacturing (+1,76) e Internet of Things (+1,70) seguiti poi dalla formazione su Interfaccia Uomo-Macchina (+1,53), Robotica Collaborativa (+1,30), Manifattura Additiva (+1,16).
La maggior conoscenza e competenza delle prime tre tecnologie risulta essere maggiormente trasversale e più facilmente legata alla probabilità di riscontrare cambiamenti in azienda e nel proprio percorso professionale.
Ciò che è inoltre emerso è di particolare interesse: l’accrescimento delle conoscenze nella tecnologia abilitante Internet of Things fa riscontrare ai lavoratori il 6% di probabilità in più di cambiamenti in azienda e il 3,3% di probabilità in più di cambiamenti nelle mansioni.
Il maggior livello di conoscenza nella tecnologia di Cloud Manufacturing si collega a maggiori cambiamenti nelle attività lavorative (1,9% di probabilità in più) e cambiamenti aziendali (3,5% di probabilità in più). Infine la tecnologia di Industrial Analytics (Big Data) fa segnare l’1,8% in più di probabilità di verificare cambiamenti nelle attività lavorative e il 3.0% di probabilità in più di osservare cambiamenti in azienda. In sostanza, ciò che si intende indagare è la corrispondenza tra un aumento del livello medio di conoscenza in determinate tecnologie a seguito della formazione e la presenza di almeno un effetto tangibile. I cambiamenti osservati in azienda dai lavoratori dopo aver realizzato la formazione si traducono principalmente nella riduzione del tempo e degli errori nello svolgimento delle attività ma anche nel miglioramento della qualità di prodotti e servizi. Quanto emerso dall’indagine ROLA è approfondito attraverso gli studi realizzati tramite la rilevazione delle Storie di Formazione da cui emergono le buone prassi formative, che consentono di osservare i processi formativi da una pluralità di punti di vista.
Da tali esperienze emerge che la formazione che riguarda le innovazioni tecnologiche non si basa soltanto su contenuti tecnici, ma deve essere in grado di ampliare le competenze dei lavori anche rispetto alla necessità di riorganizzazione dei processi che di solito accompagna l’investimento nella digitalizzazione. Nel corso dell’evento a tale proposito sono raccontate le esperienze dell’azienda Abazia SpA di Felizzano (Alessandria), con la presenza di Attilio Bottazzi, e della Carlo Pellegrino & C. di Marsala (Trapani) tramite la testimonianza di Paola Alagna. La formazione continua finanziata da Fondimpresa risulta quindi determinante per supportare a 360° gradi gli investimenti in innovazione delle aziende e quindi incrementare la competitività delle stesse e accrescere la professionalità dei lavori.
Di tutto questo si è discusso nel corso dell’evento organizzato a Roma da Fondimpresa e INAPP, presso la sala Pininfarina dell’Auditorium della Tecnica di Confindustria, con Maurizio Bernava, Direttore Area Attività Supporto e Servizi agli Aderenti e Controlli di Fondimpresa, Nausica Iencenelli, Ufficio Monitoraggi e Valutazioni di Fondimpresa, Valentina Ferri, ricercatrice di INAPP, Chiara Ferrari, IPSOS, Gianni Bocchieri, Coordinatore nucleo PNRR Stato-Regioni, Paolo Mora, DG Formazione Regione Lombardia, Annamaria Trovò, vicepresidente di Fondimpresa, Elvio Mauri, direttore generale di Fondimpresa. L’evento è stato condotto dal giornalista de “Il Messaggero” Luca Cifoni.

– foto ufficio stampa Fondimpresa –
(ITALPRESS).

Covid, In Italia 11.606 nuovi positivi e 39 vittime

MILANO (ITALPRESS) – Sono 11.606 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, a fronte di 80.319 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano report diffuso dal Ministero della Salute sull’emergenza pandemica. Sono 39 i morti, che portano il totale dei decessi per Covid da inizio pandemia a quota 178.633. A livello di ospedalizzazioni, sono 7.124 i ricoverati con sintomi (107 in più di ieri), dei quali 226 in terapia intensiva, tre in meno rispetto a 24 ore fa. (ITALPRESS).

Photo Credits: www.agenziafotogramma.it

Gran Bretagna, Rishi Sunak sarà il nuovo primo ministro

ROMA (ITALPRESS) – Rishi Sunak è stato eletto nuovo leader del partito Conservatore. Di conseguenza sarà il nuovo primo ministro britannico. Era stato sconfitto alle primarie di agosto dal’uscente Liz Truss, ma ora ha ottenuto il sostegno dei parlamentari Tory, anche perchè la sua era l’unica candidatura dopo che Penny Mordaunt si è ritirata all’ultimo momento. Sunak sarà il più giovane primo ministro britannico nella storia politica moderna con i suoi 42 anni, un anno in meno dell’attuale detentore del record David Cameron, che aveva 43 anni quando è diventato premier nel 2010. Inoltre sarà il primo primo ministro non bianco del Regno Unito in assoluto. Sarà anche il quarto primo ministro consecutivo – dopo Theresa May, Johnson e Truss – a prendere il potere senza elezioni generali. Sono infatti passati 12 anni dall’ultima elezione che ha portato direttamente a un cambio della guardia, nel 2010, quando Cameron è entrato in carica a capo di una coalizione conservatore-liberaldemocratica, in sostituzione del governo laburista di Gordon Brown.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Ventiseimila posti a rischio nella filiera della componentistica auto

TORINO (ITALPRESS) – L’obiettivo dell’Unione europea di fermare la produzione di motori a combustione interna nel 2035, mette a rischio i 26 mila addetti del settore automotive in Italia che lavorano esclusivamente per realizzare motori a diesel e benzina. Per loro, soprattutto, bisogna ricostruire il futuro all’interno di una filiera in sofferenza globale: nel mondo quest’anno si dovrebbe ro vendere 80 milioni di di veicoli, erano 98 milioni nel 2017. Sono questi alcuni dei numeri che emergono dall’edizione 2022 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana della Camera di commercio di Torino e dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). Nel 2021 le 2.202 imprese che compongono l’universo della componentistica automotive italiana hanno impiegato nel settore oltre 168.000 addetti e generato nello stesso anno un fatturato stimato pari a 54,3 miliardi di euro.
Rispetto al 2020, che si era chiuso con un significativo calo del fatturato e una riduzione più modesta in termini occupazionali sull’anno precedente, il 2021 mostra una ripresa, con una variazione del +16,7% del volume d’affari e una sostanziale stabilità del numero di addetti (+0,6%). Le variazioni positive del fatturato automotive hanno interessato trasversalmente tutti i segmenti della filiera, seppure con intensità differenti: i risultati migliori sono attribuibili ai subfornitori (+25,6%), in particolare a quelli delle lavorazioni (+30%) e agli specialisti dell’aftermarket (+19%). Il Piemonte mantiene il primato nazionale per numero di imprese (il 33,3%), immediatamente seguito da Lombardia (il 27%), Emilia-Romagna (il 10,4%) e Veneto (il 8,8%). In Piemonte il fatturato generato dalla componentistica nel 2021 è stato pari a 17,6 miliardi di euro (il 32,5% del totale nazionale), con oltre 58.600 addetti (il 34,9%). Rispetto all’anno precedente, il fatturato ha dato segni di recupero (+16,8%), mentre gli addetti sono risultati tendenzialmente stabili.
Anche per il Piemonte la crescita è stata trasversale a tutti i segmenti della filiera. Le variazioni di maggior crescita sono state registrate dalla subfornitura, che nel 2020 aveva sofferto con particolare enfasi la crisi del mercato, e dalle imprese di E&D. All’edizione del 2022 dell’Osservatorio hanno partecipato 454 imprese, con un tasso di restituzione del 20,9% e un totale di rispondenti al secondo anno di partecipazione pari al 60,3%, a riprova dell’interesse che questa attività di ricerca riveste fra gli operatori del settore. Per Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica): “Nel 2022, gli effetti di instabilità legati al conflitto in Ucraina potrebbero portare ad una frenata. Per traguardare le sfide della transizione energetica, le nostre imprese, da quest’anno, possono contare anche sulle misure del fondo automotive, in particolare gli interventi di politica industriale come i contratti di sviluppo e gli accordi di innovazione, che agevolano i programmi di investimento delle imprese”.
Il Presidente della Camera di commercio di Torino, Dario Gallina, aggiunge che “le nostre imprese cercano soluzioni, vendendo di più all’estero, investendo in innovazioni di prodotto e cercando sul mercato del lavoro nuove competenze, spesso difficili da trovare: cautela e prudenza caratterizzano in ogni caso le prospettive per l’anno in corso”.

foto: xb4

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“Postmodernità e pandemia”, in un saggio origini e sviluppi del Covid

ROMA (ITALPRESS) – “Il mondo, come lo si conosceva prima della pandemia del 2020, non esiste più. Messo a nudo di fronte alla Storia, l’uomo postmoderno pare assurgere a fragile espressione di società strutturalmente precarie, rimodellate dal tramonto delle grandi narrazioni di stampo ideologico, dal progressivo indebolimento dei corpi intermedi e dai processi di ri-spazializzazione figli della rivoluzione digitale. Società pervase dal dominio dell’eterno presente, in cui la memoria, svuotata dalle funzioni educative, diventa pallido ricordo e il futuro, da terra di opportunità, assume inquietanti contorni distopici. Società edonistiche, nelle quali la spasmodica ricerca di consenso individuale prevale sull’analisi della complessità e sulla costruzione di verità condivise mediate dalla ragione. Società contraddittorie, dove la corsa alla modernizzazione partorisce asincronie madri di nuove sacche di marginalità: linee di frattura che, sovente, violano le un tempo impenetrabili mura domestiche. Il brusco risveglio imposto dal Covid-19 sarà sufficiente a determinare un cambio di rotta sul piano delle politiche pubbliche non meno che su quello dell’approccio soggettivo alle sfide del Terzo millennio?”. E’ con queste parole che il giornalista triestino Demetrio Filippo Damiani sceglie di presentare il proprio saggio “Postmodernità e pandemia. L’uomo marginale ai tempi del Covid-19”. Edito da Affinità Elettive, il lavoro trae spunto dall’esperienza maturata dall’autore alla direzione dell’agenzia di stampa di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: un mandato che gli ha consentito di osservare da una posizione privilegiata il delicato intreccio relazionale venutosi a determinare tra cittadini, decisori politici, organi di informazione e mezzi di comunicazione di massa.
“Una pubblicazione – precisa tuttavia Damiani – il cui obiettivo non è formulare giudizi o proporre analisi didascaliche, bensì mettere in fila alcuni specifici obiettivi di indagine al fine di agevolare la lettura di una realtà complessa, di cui il Covid stesso non è che semplice epifenomeno”.

– foto fornita dall’autore del libro –
(ITALPRESS).

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