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I rigori puniscono l’Ascoli, Sampdoria avanti in Coppa

GENOVA (ITALPRESS) – La Sampdoria elimina l’Ascoli ai rigori in un match valido per i sedicesimi di Coppa Italia e raggiunge la Fiorentina agli ottavi di finale. Al Ferraris si chiude sul 2-2 dopo 120′: Donati apre nei supplementari, Caputo risponde a tre dalla fine. Ma dagli undici metri è Contini l’eroe della serata con la parata al collega Guarna dopo una serie lunghissima. Un sospiro di sollievo per Stankovic che conferma solo due elementi dell’undici sceso in campo contro la Roma. Tra questi c’è anche Rincon, ma è una scelta legata al forfait nel riscaldamento di Vieira. Un problema in più per i blucerchiati in una serata che dopo 10′ sembra partire nel modo giusto. Sabiri lavora un pallone sulla trequarti e apre un’autostrada per Verre che col sinistro in corsa trova il diagonale vincente. L’Ascoli resta in partita e al 33′ colpisce con Collocolo. Gran parte del merito del gol dell’1-1 però è di Botteghin che dalla difesa sfrutta una prateria in zona centrale e premia l’inserimento in area del 22enne che a tu per tu con Contini non sbaglia.
Nella ripresa Stankovic corre ai ripari con un triplo cambio: dentro Caputo, Djuricic e Villar; fuori Quagliarella, Pussetto e Rincon. Al 48′ Sabiri tenta il secondo assist della serata: scarico centrale per Verre che col destro non inquadra la porta. Al 65′ Stankovic richiama il marocchino e si gioca la carta Gabbiadini, che ci prova subito con un tiro potente ma centrale. Nel finale è il neo entrato Gondo ad affacciarsi pericolosamente in area blucerchiata: prima con un colpo di testa sull’esterno della rete, poi con un’iniziativa individuale fermata dall’uscita di Contini. Si va ai supplementari e al 103′ Bidaoui ha la palla gol da 4 metri ma Ferrari salva col ginocchio sul tiro a botta sicura. Ma il gol dell’Ascoli è rinviato al 110′: Gondo fa a sportellate in area e offre un rigore in movimento a Donati che non sbaglia. Ma al 118′, su cross di Augello, c’è il 2-2 di testa di Caputo che trascina la contesa ai rigori. Per la Samp sbagliano Villar e Caputo. Per l’Ascoli Falasco, Caligara e il portiere Guarna dopo una serie infinita. Stankovic, seppur ai rigori, conquista la prima vittoria sulla panchina blucerchiata.
– foto LivePhotoSport –
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Letta “Se il Governo non sarà europeista non durerà”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi spingiamo perchè ci siano scelte nazionali anche per il tetto al prezzo del gas, stanno crescendo le diseguaglianze, il nostro paese ha bisogno di risposte efficaci su questo terreno”. Lo ha detto il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Noi saremo convintamente opposizione in Parlamento, un’opposizione rigorosa e ferma – ha aggiunto -, a partire dalle tre questioni principali: lavoro, diritto e ambiente. Su questi punti saremo vigili, non accetteremo arretramenti e ambiguità”.
“Su giustizia, sanità e le altre questioni non vogliamo sentire ambiguità, in questo momento si deve essere chiari sul fatto che il nostro Paese deve avere un governo in continuità con l’alleanza europea e atlantica – ha poi sottolineato Letta -. Il governo che sta per nascere deve stare senza ambiguità sulla condanna ferma alla Russia, e sul sostegno al popolo ucraino – ha aggiunto -, esprimo grande preoccupazione per quanto successo in questi giorni, si è resa più marcata la divisione interna alla maggioranza, è emerso come ci siano strade diverse, amicizie diverse”.
“Le parole del presidente Fontana e di Berlusconi fanno suonare un campanello d’allarme sulla posizione dell’Italia”, ha detto ancora Letta, che ha ribadito: “In questa legislatura abbiamo intenzione di difendere la Costituzione e i principi fondamentali, saremo contrari a stravolgimenti dell’impianto della nostra Costituzione”.
“Il governo che nascerà o sarà europeista e atlantista o sarà un governo non in grado di durare, l’Italia deve essere un Paese affidabile, quindi non deve cambiare campo”, ha proseguito l’ex premier.
“Le parole del presidente Berlusconi sono gravissime e rappresentano un vulnus per l’affidabilità del paese – ha aggiunto – e sono un vulnus gravissimo anche gli applausi di sottofondo. Quella non può essere la linea di politica estera del nostro Paese, sarebbe una linea politica pericolosa”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Conte “No a passi indietro sulle conquiste civili”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci aspettiamo un esecutivo a forte vocazione europeista, è necessaria è indiscutibile, un esecutivo che abbia chiara la collocazione euro-atlantica, pronto per affrontare la crisi economica e sociale”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, al termine delle consultazioni al Quirinale.
“Abbiamo rappresentato la nostra forte perplessità che la Farnesina, così centrale, possa essere affidata a un esponente di Forza Italia dopo che è emerso il ragionamento del suo leader sull’Ucraina”, ha spiegato Conte.
“Noi distinguiamo una politica conservatrice da una reazionaria – ha detto ancora l’ex premier -. Queste sono forze di centrodestra distanti dalle nostre sensibilità politiche, però c’è un discrimine, una cosa sono politiche conservatrici e altra cosa sono quelle reazionarie. Se si vogliono rimettere indietro le lancette delle nostre conquiste civili troveranno un muro, le contrasteremo con forza”.
“Contrasteremo con forza anche se vorranno smantellare i presidi di tutela sociale”, ha proseguito. E sulla guerra in Ucraina ha ribadito: “Ci ritroveremo il 5 novembre per una grande manifestazione nazionale, ci saremo senza bandiere. Per noi la svolta verso un negoziato di pace è prioritaria e riteniamo che non ci sia più bisogno di invio di armi”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Gas, Draghi “Stati dell’Unione devono salvaguardare il mercato interno”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il rischio è quello di una frammentazione del mercato che può avere riflessi negativi sull’unità europea se i Paesi che hanno maggior spazio fiscale operano in autonomia. Oltre alle ricadute sui prezzi, il premier ha ricordato la fase di recessione che l’Europa sta per attraversare”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi, nel corso del suo intervento nella sessione iniziale del Consiglio Europeo su “Energia e Economia”, sottolineando l’urgenza di adottare misure che incidano sulla dinamica dei prezzi, quali l’introduzione di un “price cap” e una Riforma del Mercato elettrico. Per Draghi “gli Stati Membri devono avere una capacità di spesa comune per difendere level playing field. Non è una questione di solidarietà ma di salvaguardia del mercato interno”, ha sottolineato il premier durante la discussione. Draghi ha anche insistito sull’urgenza di un fondo comune considerevole utilizzabile non solo per investimenti, ma anche per mitigare i prezzi.

Foto: agenziafotogramma.it

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Il welfare aziendale una risposta al crollo demografico in Italia

MILANO (ITALPRESS) – Un’emergenza tra le più drammatiche e cogenti, eppure tra le meno raccontate e affrontate, anche dalla politica. Il crollo demografico che sta colpendo l’Italia, però, non è certo un fenomeno che può sorprendere, non è infatti una novità semmai una tendenza e per questo non deve cogliere impreparati. Se si parte dal presupposto che ogni componente della società, dagli individui alla collettività organizzata, giochi un ruolo decisivo nella partita della natalità, allora diventa subito chiaro che attraverso il welfare aziendale questo problema può trovare risposta. Per fortuna, le imprese si stanno dimostrando sempre più consapevoli. Riflessioni che sono state affrontate durante l’evento “La trappola della natalità. Il welfare aziendale per uscirne”, ospitato da Intesa Sanpaolo nella sede di via Monte di Pietà a Milano. L’appuntamento prende il titolo dal quasi omonimo libro dei giornalisti Luca Cifoni e Diodato Pirone (“La trappola delle culle. Perchè non fare figli per l’Italia è un problema e come uscirne”, Rubbettino, 2022): a discutere con loro sono intervenuti Luciano Malfer, direttore dell’Agenzia per la Coesione Sociale della Provincia autonoma di Trento, Patrizia Ordasso, responsabile degli Affari sindacali di Intesa Sanpaolo, Agnese Vitali, professore associato di demografia all’università di Trento, Maurizio Zordan, Ceo dell’azienda vicentina Zordan di Valdagno.
In Italia, spiega Pirone, “siamo passati da 60.5 milioni di abitanti di 7-8 anni fa ai meno di 59 milioni attuali, arriveremo a circa 55 milioni entro la fine del decennio e siamo destinati a ridurci, alla fine di questo secolo, a 37-38 milioni. Stando come stanno le cose non abbiamo le capacità di recuperare. E’ un’ottima notizia che il nostro paese sia uno dei più longevi nel mondo occidentale però questo effetto, accompagnato dall’effetto sfavorevole lato nascite, crea uno squilibrio”.
Uno squilibrio sicuramente amplificato dal Covid nel 2020, fatto sta che nel 2021 in Italia sono nati 399.000 bambini contro i 740.000 nati in Francia. Gli italiani fanno meno figli, ma soprattutto – a causa del crollo delle nascite nei decenni scorsi – sono pochi i genitori potenziali. Ecco quindi come siamo finiti nella ‘trappola demograficà, avvisano gli autori: una spirale distruttiva che porta con sè un’economia più debole, imprese poco innovative, pensioni insostenibili, scuole chiuse e territori desertificati. In una parola, il declino. Il libro prova a spiegare cosa è successo e propone nove azioni per stimolare persone, politica, amministrazioni e aziende a recuperare la necessaria “connessione emotiva con la società” e, per questa via, a investire sulla natalità.
“Il welfare aziendale è fondamentale per affrontare tutte le esigenze delle persone che lavorano nel Gruppo – racconta Patrizia Ordasso, responsabile degli Affari sindacali di Intesa Sanpaolo a Italpress – noi abbiamo un sistema di welfare integrato che quindi analizza i vari bisogni e cerca di andarvi incontro. Sul tema della genitorialità, negli anni abbiamo fatto iniziative innanzitutto per favorire la fruizione dei permessi da parte dei padri perchè è un modo anche per agevolare il lavoro femminile e permettere ai padri di aiutare nella cura dei figli. Perciò – prosegue – abbiamo esteso i permessi di legge nel caso di nascita di un figlio, abbiamo maggiorato la retribuzione per i congedi parentali per i padri prevista dalla legge e poi abbiamo creato dei pacchetti aggiuntivi nel caso di nascita di figli: per i giovani che entrano nel gruppo Intesa Sanpaolo, entro i primi dieci anni dall’assunzione c’è un bonus figli, un bonus casa e abbiamo deciso da quest’anno, assieme ai sindacati, di versare tutti gli anni un bonus in previdenza perchè bisogna pensare anche al futuro dei figli sin da quando nasconò.
Poi, aggiunge, “abbiamo una serie di iniziative fatte non direttamente da Intesa Sanpaolo ma dal fondo sanitario che agisce in funzione di prestazioni sanitarie, dal circolo ricreativo che organizza attività e supporto ai genitori del gruppo sin da quando i bambini sono piccoli, quindi anche la possibilità di recuperare babysitter, abbiamo asili aziendali e convenzioni con asili per supportare i genitori, inoltre cerchiamo di analizzare con i sindacati le situazioni emergenti”.
Sono misure che i dipendenti dimostrano di apprezzare: “Sì, è un’esigenza che i colleghi colgono e sfruttano. Solo a maggio, ad esempio, abbiamo esteso i congedi per i padri anche ai figli dei coniugi, inclusi quelli delle unioni civili, perchè le nostre famiglie sono in movimento. Solo ieri abbiamo firmato degli accordi per estendere permessi e agevolazioni economiche per figli anche agli affidi temporanei. Erano già ricompresi gli affidi preadottivi, ieri abbiamo esteso anche ai temporaneì. Quanto allo smart working, ‘noi lo facciamo dal 2015 ormai in modo diffuso. Siamo in trattativa con i sindacati per una revisione degli strumenti di lavoro flessibile e la possibilità di articolare l’orario in modalità che vadano incontro alle necessità delle famigliè.
‘E’ difficile uscirne senza pianificare – evidenzia Cifoni parlando con Italpress – il concetto è che serve agire prima di tutto sul fronte culturale, prendere atto che c’è questa emergenza. Questa è la prima azione da fare. E poi occorre mettere insieme gli strumenti coi vari attori. Lo stato deve fare la sua parte col sostegno economico che è importante ma da solo non basta. La società deve fare la sua parte e le imprese hanno un ruolo decisivo. Ci sono – prosegue – anche alcuni fattori culturali come il ritardo che abbiamo nel nostro paese sulla divisione dei ruoli tra uomo e donna all’interno della famiglia, un fatto che la letteratura scientifica dimostra che scoraggia la natalità perchè questa viene caricata spesso sulla parte femminile. Poi ovviamente c’è un tema di immigrazione, che è delicato ma va affrontatò.
Non meno “c’è un tema di lavoro femminile perchè laddove ce n’è un più alto tasso anche la natalità è migliore” e uno che riguarda “le nuove famiglie: le famiglie tradizionali sono una minoranza in questo paese perchè recentemente le unità familiari formate da una sola persona hanno superato la tipologia coppie con figli, quindi dobbiamo prendere atto di questa situazione e affrontarla nel mondo realè.
Il mondo reale, ragiona ancora Cifoni, è quello che interpella e dovrebbe dunque nutrire l’agenda politica: ‘Anche nella recente campagna elettorale c’è stata una certa attenzionè al tema della natalità. Dopodichè, però, “la politica spesso ha un orizzonte ristretto che va ai prossimi sei mesi, al prossimo anno, quando va bene alla legislatura, mentre la demografia di per sè ha un orizzonte decennale o anche di più. Serve quindi riuscire a capire che alcuni problemi vanno affrontati in maniera strutturale e non improvvisato, con tempi che purtroppo a volte non coincidono con quelli della politica. Ogni interesse, tuttavia, vista la situazione in cui versiamo, è positivò. “L’aiuto dello Stato è strategico ma non è sufficiente”, rimarca Pirone, secondo il quale è essenziale il contributo di “ogni molecola della società, i sindaci con la costruzione di più case popolari, le famiglie con il ritorno a una cultura della protezione dei bambini, le imprese che devono aiutare i dipendenti che desiderano procrearè.
E quindi il monito: “Ogni settore della società si deve sentire mobilitato. Dobbiamo capire che, se continuiamo a diminuire come popolazione, i danni saranno rilevanti e riguarderanno tutti”.
“I segni c’erano – interviene a rinforzo la demografa di Trento Agnese Vitali – e la situazione si poteva prevedere, ora finalmente se ne inizia a parlare”. Vitali illustra la “previsione inquietante” proposta da Istat un mese fa sul futuro della popolazione, con più anziani e famiglie più piccole, ma nota poi che “c’è margine per le politiche pubbliche per intervenire”. E cita il caso virtuoso delle province autonome di Trento e Bolzano, “uniche due a fecondità non bassa”, dove addirittura la media di figli nati per donna ha superato il dato di Svezia e Danimarca. Com’è stato possibile? I motivi sono molteplici, Vitali ne menziona tre: l’occupazione femminile più alta, la copertura di servizi per la prima infanzia estesa più che altrove, un mix di politiche pubbliche che funziona, dall’assegno unico universale che “esiste da molto tempo” ai congedi facoltativi per padri. Malfer, esperto di politiche famigliari tra i più accreditati in Europa, conosce bene la realtà trentina e sintetizza: “Oggi in Trentino il 40% della popolazione dipendente lavora in aziende che hanno adottato piani per la conciliazione del tempo vita-lavoro. I benefici si vedono dentro l’azienda” ma non solo perchè se “aumenta occupazione femminile, aumenta la natalità”, il che si traduce anche in un “fattore di competitività” per le imprese. Concorda Zordan, che rilancia: “Le aziende devono entrare in migliore connessione con il paese. Se queste si mettono in sintonia con la cultura del territorio, le persone non le rifiuteranno certamentè.

– foto xa1/Italpress –
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Draghi “Appartenenza a Ue e Nato capisaldi nostra politica estera”

ROMA (ITALPRESS) – “L’appartenenza all’Unione Europea e alla Nato sono capisaldi della nostra politica estera. Il mercato unico, l’unione monetaria, l’alleanza atlantica sono il modo migliore per rafforzare il nostro peso nel mondo, far crescere la nostra economia in modo sostenibile, per garantire la nostra sicurezza.
Condividiamo in pieno i valori europei e transatlantici e vogliamo continuare a tutelarli e rafforzarli”. Così il premier Mario Draghi, nel saluto alle rappresentanze diplomatiche italiane a Bruxelles. “Penso alla salvaguardia dei diritti sociali e civili, in particolare delle minoranze, alla difesa della sovranità democratica degli Stati, alla ricerca del negoziato e della pace come strumento di risoluzione dei conflitti. Questi principi – ha aggiunto – sono ancora più importanti nell’affrontare le crisi che attraversiamo: dalla guerra in Ucraina, all’emergenza energetica. All’interno di queste alleanze, l’Italia deve essere protagonista. Dobbiamo portare avanti le nostre idee, perchè hanno a cuore l’interesse europeo oltre che quello nazionale. La credibilità che abbiamo acquisito in questi anni è lo strumento migliore per ottenere i risultati a cui aspiriamo. Le alleanze che abbiamo stretto e che continuiamo a stringere ci convincono che siamo dalla parte giusta”, ha concluso Draghi.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Consultazioni, Fratoianni “Preoccupati per la crisi sociale”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni” per la situazione internazionale, “abbiamo ribadito il nostro impegno per la pace che si misurerà in Parlamento e nel paese, abbiamo ribadito, nella nettezza di un giudizio su chi aggredisce e chi è aggredito, che la scelta della pace e della diplomazia è l’unica strada. Abbiamo espresso la nostra profonda preoccupazione per la crisi sociale che attraversa il Paese, c’è il rischio di una tensione insopportabile e occorrono risposte immediate”. Così il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, al termine delle consultazioni al Quirinale. “La destra ha proposte che rischiano di aggravare la situazione, noi faremo opposizione seria”, ha aggiunto.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Cremonese agli ottavi di Coppa, Modena ko ai supplementari

CREMONA (ITALPRESS) – La Cremonese in Coppa Italia troverà sulla propria strada il Napoli, grazie al successo contro il Modena dell’ex tecnico Tesser che ha giocato più di metà gara in dieci. Troppa però la sofferenza dei grigiorossi che dopo essersi trovati avanti di due gol, allo scadere incassano la doppietta di Diaw in un minuto che manda ai supplementari una gara poi chiusa sul 4-2. Una partita che, giocata da ambo le parti dalle seconde linee, ha visto il Modena rendere dura la vita ai grigiorossi che hanno evitato i rigori per un soffio.
All’11’ Tsajoudt lavora palla al limite e serve Buonaiuito che impegna Seculin in un tuffo difficile per togliere la palla dall’angolino basso. Al 13′ ancora Tsajoudt ruba palla, apertura per Buonaiuto che riprova lo stesso tiro ma centra il palo. Al 17′ il Modena si divora un’occasione d’oro: su una palla lunga Vasquez sbaglia il tocco all’indietro di testa per Sarr, Bonfanti si inserisce e tenta il pallonetto che finisce a lato. Al 21′ Magnino lascia il Modena in 10 perchè, già ammonito, ferma con uno strattone Buonaiuto e incassa il secondo cartellino giallo.
Al 33′ ci prova Bonfanti con un tiro che finisce a lato. Al 4′ della ripresa Renzetti manda lungo Diaw che salta Sarr in uscita ma il diagonale va sull’esterno della rete. La risposta della Cremonese con Buonaiuto che prima di testa si vede respingere il tiro da Seculin e poi sulla ribattuta calcia fuori. Al 32′ si spezza l’inerzia del match. Buonaiuto fugge a destra e disegna un bel cross per Okereke che segna di testa. Alla ripresa del gioco Diaw vince un rimpallo in area ma al momento della conclusione trova l’opposizione di Sarr che vita il peggio. Al 39′ punizione di Buonaiuto che si stampa sulla traversa, la palla ricade vicino alla linea di porta e Felix infila il raddoppio grigiorosso. Il finale è un colpo di scena col Modena che pareggia. Al 42′ Paterna vede un contatto irregolare in area tra Hendry e Diaw e concede il rigore al Modena: dal dischetto Diaw accorcia. Alla ripresa del gioco Hendry tarda troppo a scaricare la palla e Diaw la ruba segnando il 2-2.
Al 5′ del primo supplementare ancora Diaw serve Gerli che si divora il vantaggio. Al 18′ cross di Sernicola per Escalante che di testa non trova la porta. Al 5′ del secondo tempo arriva il diagonale di Sernicola per il 3-2 della Cremonese. Il terzino a pochi secondi dalla fine trova la doppietta personale fissando il punteggio sul 4-2.
– foto LivePhotoSport –
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