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Covid, 40.580 nuovi contagi e 98 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 40.580 i nuovi contagi Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il bollettino del ministero della Salute. Le vittime sono 98. Il tasso di positività è pari al 18,74%.
Compresi quelli molecolari e gli antigenici, i tamponi totali processati sono stati 216.511 (ieri 238.253).
-foto agenziafotogramma.it
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Scannapieco apre 3^ edizione Scuola Politica “Vivere nella Comunità”

ROMA (ITALPRESS) – Al via la terza edizione del ciclo di studi promosso dalla Scuola Politica “Vivere nella Comunità”, fondata da Pellegrino Capaldo, Sabino Cassese, Marcello Presicci e Paolo Boccardelli insieme a numerose personalità di primo piano del mondo accademico ed aziendale come Francesco Profumo, Marta Cartabia, Bernardo Giorgio Mattarella, Maria Bianca Farina e – fra gli altri – i rappresentanti di Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Banca d’Italia, Generali, Fondazione CRT, A2A, Engineering, Istituto Credito Sportivo e Compagnia di San Paolo.
Il supervisory board della Scuola Politica ha deciso di affidare quest’anno l’apertura della nuova edizione all’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco. “Il ruolo di CDP nel sistema Paese” il titolo dell’intervento.
Il panel è stato moderato da Massimo Lapucci, vice presidente della Scuola Politica, ed è stato caratterizzato dagli interventi introduttivi di Francesco Profumo e Stefano Lucchini, entrambi membri del Supervisory Board della Scuola Politica.
Fra i presenti nella “Sala degli Specchi” di Casina Valadier, i docenti, i membri del board e i 40 partecipanti al percorso di studio scelti su oltre 700 candidature giunte.
Dario Scannapieco durante il suo intervento, oltre a presentare la centralità di CdP per il sistema Paese e gli impatti generati dalle attività correlate, ha ribadito l’importanza della formazione permanente per i giovani affermando: “Luoghi come questi sono molti utili poichè continuano a stimolare la crescita, il dibattito e lo scambio di idee necessarie a far crescere una comunità ed un’azienda. La Scuola Politica “Vivere nella Comunità” ha il grande merito di facilitare questa tipologia di apprendimento assolutamente preziosa per la futura classe dirigente”.
L’iniziativa formativa, gratuita per gli studenti grazie al sostegno economico delle imprese coinvolte, intende così rafforzare la preparazione e le competenze dei partecipanti, contribuendo alla formazione di nuovi leader e di una futura classe dirigente preparata che percepisca la responsabilità di essere “civil servant”.
Su questo tema Stefano Lucchini ha affermato: “In una fase estremamente delicata e complessa come questa è fondamentale tutelare il percorso di formazione e di lavoro dei giovani, ma anche stimolare la loro passione civile. L’ascensore sociale in Italia ha funzionato molto bene quando ha saputo coniugare il talento con la partecipazione dei giovani alla vita pubblica, alle grandi scelte economiche e sociali. E’ solo da qui che il Paese può ripartire”.
In conclusione Marcello Presicci, segretario generale della Scuola Politica ha ribadito: “Anche quest’anno investiremo il nostro tempo e le nostre energie nel formare gratuitamente 40 giovani ad alto potenziale, mettendoli in contatto con alcune fra le più importanti figure accademiche ed aziendali d’ Italia. Il nostro obiettivo resta quello di investire nel capitale umano dei giovani, rafforzando le loro già solide competenze attraverso momenti di confronto e dialogo di grande valore, come quello espresso dall’AD di CdP, Dario Scannapieco. Questo è il nostro contributo verso le istituzioni e il Paese in un momento complesso della nostra storia”.

– foto ufficio stampa Scuola Politica “Vivere nella Comunità” –

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On line l’Atlante della Mobilità Dolce di Rfi e Amodo

ROMA (ITALPRESS) – On line l’Atlante della Mobilità Dolce in Italia, progetto per promuovere la mobilità slow e incentivare il turismo sostenibile realizzato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e dalle 29 associazioni che compongono l’Alleanza per la Mobilità Dolce (Amodo).
Da oggi sui siti di Rfi e Amodo è possibile consultare l’applicativo sviluppato per mettere in relazione stazioni ferroviarie, ciclovie, cammini, sentieri e greenways con il patrimonio storico, artistico e naturalistico presente su tutto il territorio nazionale. La mappa digitale e interattiva dell’Atlante racchiude infatti una preziosa raccolta di informazioni, utile a orientarsi fra siti di interesse storico e culturale presenti nelle vicinanze delle stazioni. E’ il primo strumento nel suo genere a comprendere in modo integrato, attraverso l’elaborazione dei dati e innovative tecniche di analisi spaziale, la rete di cammini, ciclovie, ferrovie turistiche, parchi, borghi, beni storici e bellezze paesaggistiche presenti in tutta Italia.
L’Atlante della Mobilità Dolce in Italia contiene la mappatura delle oltre 3.000 stazioni ferroviarie attive (di cui circa 2.000 di Rfi), delle 28 linee ferroviarie turistiche attive o in progetto (per circa 1.300 km), dei circa 900 borghi delle reti appartenenti ad Amodo (Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano, Borghi Autentici d’Italia, Cittaslow, Comuni Virtuosi) e Borghi più Belli d’Italia, dei circa 12.000 km di sentieri (Sentiero Italia del CAI e i sentieri internazionali di FIE), degli 83 cammini (Rete dei cammini e AIGAE) per un totale di circa 24.300 km, delle 1.656 aree protette per un totale di circa 100.000 km2 (24 parchi nazionali, 147 riserve naturali nazionali, 134 parchi naturali regionali e riserve naturali regionali, 68 siti di interesse comunitario e 610 zone di protezione speciale, 171 altre aree naturali protette, 112 oasi WWF, 3 parchi naturali sommersi e 27 aree marine protette, 66 parchi geominerari ReMI di Ispra), dei 55 siti Unesco (per circa 5.700 km2), dei circa 18.000 km di greenways e ciclovie, esistenti e in progetto (37 greenways, 3 itinerari Eurovelo, 10 Ciclovie Turistiche Nazionali, 20 itinerari Bicitalia). A tutte queste reti, si aggiungono 50 linee ferroviarie locali in esercizio di straordinaria bellezza che attraversano le aree interne ed i territori italiani, che sono state denominate da Rfi e Amodo come “linee del paesaggio” da proporre per il turismo slow.
Con l’obiettivo di analizzare l’offerta reale e potenziale di turismo lento servito dal sistema ferroviario Rfi e Amodo hanno stipulato un protocollo d’intesa triennale per mettere a sistema ed integrare tra loro le informazioni e le conoscenze relative alle diverse reti della mobilità dolce, esistenti e programmate in Italia, individuando le stazioni ferroviarie come il luogo dell’accessibilità e dell’intermodalità dolce, funzionali ai servizi di interscambio fra treno, bicicletta e cammini. Uno strumento in grado di orientare valutazioni, scelte e soluzioni di Istituzioni ed Enti Locali (Regioni, Province, Enti Parco, eccetera) nello sviluppo della mobilità dolce nei propri territori.
L’iniziativa intende supportare il rilancio del turismo di prossimità, slow e sostenibile che vede protagonisti il trasporto ferroviario e le stazioni nel riscoprire e valorizzare le eccellenze di un’Italia ricca di peculiarità territoriali, paesaggistici, culturali. Un ambizioso progetto pluriennale che propone una visione strategica per il futuro del Paese per l’individuazione di investimenti e servizi al viaggiatore.
Il lavoro per la creazione dell’Atlante rappresenta un work in progress, che vedrà ulteriori sviluppi e verifiche anche sul campo, per progettare i nodi dell’intermodalità dolce, l’accessibilità per tutti gli utenti, creare il sistema di accoglienza e servizi per chi pedala, cammina, usa un treno del paesaggio e turistico, per chi ama la natura e i borghi da vivere.

– foto ufficio stampa Ferrovie dello Stato –
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La sanificazione microbiotica più efficiente di quella chimica

MILANO (ITALPRESS) – La sanificazione dei mezzi di trasporto, ma anche di scuole e ospedali, è diventata un tema rilevante con l’arrivo della pandemia di Covid-19. Tuttavia le nuove varianti hanno mostrato la capacità del virus Sars-Cov 2 e di altri agenti patogeni di adattarsi e resistere maggiormente alle sanificazioni, soprattutto se si considera che la maggior parte di queste viene effettuata con disinfettanti chimici.
Una possibile alternativa, nota come PCHS, è stata presentata a Palazzo Giureconsulti a Milano. Il sistema è frutto del lavoro della professoressa Elisabetta Caselli, ricercatrice del dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche e Agrarie dell’Università degli Studi di Ferrara.
All’evento erano presenti il professor Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina preventiva all’Università Cattolica e consulente scientifico del ministero della Salute, l’assessore alla Mobilità del comune di Milano Arianna Censi e l’assessore regionale alla Città Metropolitana Stefano Bolognini.
Caselli è partita da una constatazione: “Noi conviviamo con un numero notevole di microrganismi. E tanto più un ambiente è confinato e circoscritto, maggiore sarà la selezione di microrganismi resistenti a disinfettanti e farmaci”.
“I nostri studi, prima in ambiente ospedaliero e oggi nei trasporti di massa, hanno dimostrato che con un sistema di esclusione competitiva i batteri buoni nel sistema di cleaning riescono a spiazzare quelli cattivi responsabili di infezioni, sostituendosi a questi ultimi”, ha spiegato all’Italpress Caselli, sottolineando che “questo sistema garantisce una stabilità della decontaminazione: assicura quindi un ambiente sano per periodi molto lunghi, anche di 24 ore”. “I disinfettanti chimici diventano invece inattivi nell’arco di 30-60 minuti dall’applicazione”, ha precisato.
Non solo durata, ma anche maggiore efficacia nell’abbattimento degli agenti patogeni: “L’80% in più rispetto ai disinfettanti chimici”. “L’aspetto più interessante di questa ricerca è stato però un abbattimento delle resistenze agli antibiotici di quasi 99,9% – ha spiegato Caselli -. Contemporaneamente in ambito ospedaliero abbiamo rilevato un dimezzamento delle infezioni ospedaliere: 52% di decremento nei centri che utilizzavano il PCHS rispetto ai periodi in cui veniva utilizzato un detergente chimico”.
Questo ultimo dato è molto importante soprattutto alla luce dell’alto tasso di infezioni ospedaliere nell’Unione Europea: citando dati dell’OMS e dell’ECDC (Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), la dottoressa Caselli ha spiegato che negli stati comunitari ogni anno si contano 4 milioni di casi di cui circa 33mila mortali e con una spesa sanitaria ulteriore di circa 1,1 miliardi di euro.
“La novità del PCHS è che è un sistema naturale. Non è chimico e ottiene risultati analoghi, anzi migliori, rispetto ai disinfettanti chimici”, ha detto all’Italpress il professore Ricciardi.
“Quindi elimina i germi senza danneggiare l’ambiente. Questo concilia due esigenze di oggi: tutelare la salute delle persone, ma anche il pianeta – ha aggiunto -. E’ un’innovazione dirompente che deriva dalla scienza italiana e speriamo possa essere diffusa in tutto il mondo”.
Interpellato sulle applicazioni del sistema di fronte all’aumento dei contagi da covid di questi giorni, Ricciardi ha risposto che “tutti i sistemi di sanificazione ambientale sono utili per abbassare la circolazione del virus. E’ chiaro che con Sars Cov-2 non basta. Serve l’uso delle mascherine che in questo momento in Europa è limitato solo alla Germania nei treni a lunga percorrenza e nei mezzi di trasporto”.
“Mascherine, vaccinazione e sanificazione ambientale sono un insieme di misure che possono essere risolutive”, ha concluso.
Per la presidente di COPMA, l’azienda che produce il metodo PCHS, Silvia Grandi, “si tratta di un sistema basato sulla competizione biologica che coinvolge la salute sia dell’ambiente che delle persone”. Purtroppo questo sistema è stato penalizzato durante la pandemia a causa della preferenza data ai disinfettanti. Noi siamo partiti dall’ambito sanitario per poi passare alle scuole e ai trasporti: sicuramente anche nel turismo e nelle grandi strutture alberghiere potrà esserci un utilizzo di questo sistema”, ha affermato.

– foto hx7/Italpress –

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Camera, Tajani “Dal centrodestra prova di grande compattezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Congratulazioni e buon lavoro a Lorenzo Fontana nuovo Presidente della Camera dei deputati. Il Centrodestra ha dato dimostrazione di grande compattezza. Non tradiremo la fiducia degli italiani. Avanti!”. Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Dal Politecnico di Bari laurea honoris causa al Ceo di Intesa Sanpaolo

BARI (ITALPRESS) – Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, è stato insignito oggi al Politecnico di Bari della Laurea honoris causa in Ingegneria gestionale. “Io sento moltissimi che fanno delle previsioni catastrofiche sul futuro del nostro Paese nel corso del 2023, che io non condivido per nulla”, ha detto Messina nel corso della lectio magistralis dal titolo “Un nuovo Mezzogiorno per l’Italia di domani. Il ruolo di Intesa Sanpaolo per la crescita e la coesione”.
“Noi abbiamo di fronte uno scenario complesso, indubbiamente complesso, abbiamo di fronte la necessità di mitigare l’impatto di quello che sta accadendo su chi ha più bisogno, perchè quello che succederà è che chi è povero diventerà più povero, chi è un cosiddetto working poor avrà bisogno di essere supportato in una fase in cui il suo potere di acquisto si ridurrà, le aziende e, in particolare, quelle di più piccole dimensioni, avranno bisogno di essere supportate per riuscire a superare questo momento, ma – ha aggiunto – parliamo di una fase transitoria, cioè non parliamo della fine di un sistema industriale”.
Secondo Messina “noi dobbiamo lavorare in questa fase per sostenere chi ha più bisogno, ma avendo chiaro che noi, nel corso del 2023, avremo un recupero che ci porterà nel 2024 a una crescita”. Per Messina “quello che dobbiamo riuscire a creare è un rafforzamento dell’elemento in filiera nel Mezzogiorno, rispetto al nord d’Italia, perchè quello che accade nei meccanismi di filiera, è che il beneficio di filiera non è soltanto nel territorio in cui vengono fatti gli investimenti. Quindi, dobbiamo attrarre le aziende che operano nel nord d’Europa o, comunque, nel nord d’Italia, perchè effettuando investimenti nel sud, ne trarranno, comunque, un beneficio, che sia un beneficio di filiera o un beneficio immediato”.
Parlando del PNRR, Messina ha sottolineato che si tratta di “un’opportunità rilevante”. “Abbiamo un piano che, se le disponibilità totali sono di 200 miliardi di euro, metterà a disposizione più di 400 miliardi di euro per l’Italia nei prossimi anni e certamente – ha aggiunto – una componente importante di questi fondi potrà essere destinata su questi territori per tutti quei progetti che riguardano lo sviluppo dei capitoli del PNRR, ma che poi non sono altro che i motori sui quali già lavorate e che potranno essere accelerati”.
“Sono fortemente convinto che ognuno deve fare la propria parte e, in particolare, quelli che hanno di più come nel caso di Intesa Sanpaolo, dove abbiamo utili, abbiamo dotazioni patrimoniali, abbiamo possibilità di sostenere chi ha bisogno, ma tutte le aziende che hanno questa posizione di strutturale forza, acquisita negli anni passati, devono usare questo anno 2023 per contribuire ad arrivare a un 2024 di crescita”, ha ribadito il Ceo di Intesa, secondo cui “non dobbiamo aspettare che sia lo Stato soltanto ad aiutarci, dobbiamo fare in modo che ognuno di noi si impegni, e moltissime aziende l’hanno dimostrato, moltissimi bilanci nel 2022 delle aziende chiuderanno con degli utili molto importanti – anche se nel 2023 ci sarà una riduzione degli utili – che destineremo a favore di chi ha più bisogno, creeremo le condizioni per un 2024 di forte crescita per tutti noi”, ha concluso.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
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Camera, Letta “Fontana allontana l’Italia dal cuore dell’Europa”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci hanno raccontato in questi giorni e durante la campagna elettorale che ci sarebbe stata moderazione, continuità, scelte nell’interesse del Paese. Mi sembra che la scelta di oggi vada esattamente contro l’interesse dell’Italia. Una scelta che sposta l’Italia sempre più lontana dal cuore sell”Europa. Una scelta sbagliata che conferma quanto abbiamo sempre pensato: questa nn è una maggioranza che si è spostata sempre più a destra, verso il sovranismo”. Così il segretario del Pd, Enrico Letta, uscendo da Montecitorio dopo l’elezione di Lorenzo Fontana a presidente della Camera.
“La scelta di oggi trovarà alcuni fuori dall’Italia che saranno sicuramente contenti. Penso che Putin sia il primo ad esserlo. E’ una scelta profondamente sbagliata e noi saremo convintamente e ancora di più all’opposizione”, ha aggiunto.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Camera, Lorenzo Fontana eletto presidente

ROMA (ITALPRESS) – Lorenzo Fontana, deputato della Lega, è il nuovo presidente della Camera di questa XIX legislatura. Subentra a Roberto Fico. Alla quarta votazione, Fontana ha ottenuto 222 voti. Sono state 6 le schede bianche e 11 le nulle. Hanno ottenuto voti anche Maria Cecilia Guerra (77) espressione del Pd, Cafiero de Raho (52) per il M5S, e Matteo Richetti (22) per il terzo polo.

“Il ruolo del Parlamento non deve prescindere dalla valorizzazione delle diversità e non deve cedere all’omologazione. L’Italia deve dare forza alla propria peculiare natura senza omologarsi a realtà estere più monolitiche”, ha detto il neo presidente nel suo primo discorso in Aula.
“La nostra è una nazione multiforme con diverse realtà storiche e territoriali che l’hanno formata e l’hanno fatta grande. La grandezza dell’Italia e dell’Europa è la diversità”, ha spiegato Fontana.
“Come ha ricordato il presidente Mattarella il ruolo delle autonomie è decisivo. Il pluralismo delle istituzioni e nelle istituzioni rafforza la democrazia”, ha sottolineato Fontana.
“E’ con forte gratitudine e grande commozione che mi rivolgo a voi, ringrazio chi mi ha votato e chi no. Sarà mio onore dirigere il Parlamento”, ha detto ancora il presidente, che ha aggiunto: “Serve una leale collaborazione tra le istituzioni, in un impegno sinergico cui sempre mi atterrò”.

Veronese di 42 anni, giornalista pubblicista, plurilaureato in Scienze Politiche, Filosofia e Storia, classe 1980 e leghista della prima ora. Entrato alla Camera nel 2018, sempre tra i banchi della Lega, è sato eletto vicepresidente, incarico da cui si dimette dopo essere stato nominato, il 31 maggio 2018, ministro per la Famiglia e le disabilità nel governo Conte I. Il 10 luglio 2019 è nominato ministro agli Affari Europei nello stesso governo, incarico ricoperto fino al 5 settembre del 2019 con il giuramento del governo Conte II. E’ rientrato il parlamento con il 25 settembre, alle ultime elezioni politiche, eletto all’uninominale con il 53,60% delle preferenze.

 

– foto Agenziafotogramma.it –

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