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Energia, Salvini “Il problema non è polemizzare, i soldi servono adesso”

ROMA (ITALPRESS) – “Il problema non è polemizzare. La bolletta non è della Lega, di destra, di sinistra, fascista o comunista”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, ospite di Mattino Cinque su Canale 5, in risposta a una domanda in merito alla posizione di Giorgia Meloni sul tema del costo energetico.
“Intervenire adesso non è un capriccio di Salvini. Rischiamo una strage come per il Covid. Il Covid ha fatto strage di vite negli ospedali, questo costo energetico rischia di fare una strage di posti di lavoro. Il problema – ha spiegato Salvini – è che se il papà e la mamma non portano più a casa lo stipendio, perchè vengono licenziati o chiudono il negozio, i figli la sera non mangiano. Quindi mettere 30 miliardi adesso per permettere a milioni di italiani di andare a lavorare, incassare lo stipendio, pagare le bollette, fare la spesa e pagare le tasse, non è un debito per farsi la settimana bianca ma per salvare milioni di posti di lavoro. Io – ha proseguito – con Giorgia e con Silvio vado d’accordo su tutto. Abbiamo messo insieme la riforma delle pensioni, della scuola, del lavoro. L’emergenza bollette due o tre mesi fa non era pesante come quella di oggi. Ma adesso stanno arrivando le bollette di luglio, agosto e arriverà quella di settembre. Il rischio è adesso. A me piacerebbe che la politica si unisse, poi ci divideremo sul resto”, ha chisoato.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Salutequità “Urgente aggiornare il Piano nazionale della cronicità”

ROMA (ITALPRESS) – Cronicità residuali nei programmi dei partiti per le prossime elezioni, nonostante siano oggi, 15 settembre, 6 anni dall’approvazione dell’Accordo Stato-Regioni sul Piano nazionale Cronicità (PNC).
Una priorità di sanità pubblica, visto che le malattie croniche in Europa si stima siano responsabili dell’86% di tutti i decessi e di una spesa sanitaria annua di circa 700 miliardi, ambito nel quale la sanità digitale, sulla quale il PNRR investe importanti risorse, dovrebbe dare un significativo apporto per migliorare le risposte da parte del nostro SSN, considerando anche che in Italia, secondo l’Istat, i cronici sono almeno 22 milioni.
“Eppure – sottolinea Tonino Aceti (nella foto), presidente di Salutequità, Associazione per la valutazione della qualità delle politiche per la Salute – guardando ai programmi elettorali in vista delle prossime elezioni politiche, stupisce come l’attenzione alla presa in carico delle cronicità sia purtroppo ancora troppo residuale. Per questo chiediamo al nuovo Parlamento e al prossimo Governo di rilanciare la strategia del Piano Nazionale della Cronicità attraverso un suo finanziamento specifico nella prossima Legge di Bilancio, un suo aggiornamento che tenga conto delle innovazioni intervenute durante la pandemia e della traiettoria tracciata dal PNRR, nonchè mettendo in campo un’attenta e rigorosa attività di monitoraggio nei confronti delle Regioni per la sua attuazione in tutto il paese”.
“Se infatti è il PNRR a creare le infrastrutture per l’assistenza territoriale i cui standard sono definiti dal Decreto Ministeriale 77/2022, è altrettanto vero che è il PNC a definire i processi assistenziali per la presa in carico dei malati cronici e per questo il suo rilancio è irrinunciabile – aggiunge Aceti -. La sanità digitale, sulla quale il PNRR investe importanti risorse, dovrebbe dare un significativo apporto per migliorare le risposte da parte del nostro SSN alle persone con cronicità, ma ancora diversi i coni d’ombra”.
Ecco le principali evidenze messe in luce dall’analisi “Sanità digitale e cronicità” di Salutequità.
La digitalizzazione del SSN è uno degli obiettivi strategici del PNRR, dei suoi investimenti (esempio 1 miliardo per la piattaforma di telemedicina, 18 milioni per la formazione manageriale digitale) ed è uno degli strumenti per attuare il Piano Nazionale Cronicità (PNC), in questi anni rimasto troppo spesso fermo al palo, tranne in alcune realtà regionali.
Il quadro attuale della sanità digitale così come descritto dal PNC è rappresentato da luci e ombre che Salutequità ha messo in fila nella sua analisi (la prima di 4 dedicate alla cronicità).
Sono 369 esperienze e 669 i servizi di telemedicina nel 2021; l’incremento medio annuo di investimenti per ICT in sanità registrato da AGID è del 13,8% dal 2019 ad oggi.
L’80% delle regioni ha meno del 50% dei documenti indicizzati nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Nel secondo trimestre del 2022 solo in Sicilia (19%), Umbria (27%) e Valle d’Aosta (57%) ci sono medici che alimentano il FSE con il profilo sintetico del paziente. Il 73% di pazienti cronici/oncologici conosce il FSE;
solo il 37% lo utilizza.
Sul fronte formativo sono 308 gli eventi ECM organizzati sulla sanità digitale nel 2021; nei primi sei mesi del 2022 ne sono già stati promossi 156. Lazio, Lombardia, Sicilia, Toscana e Trentino-Alto Adige erogano corsi di telemedicina almeno una volta all’anno.
Sono più di 350.000 le app per la salute nei principali app store del mondo e 259 tra terapie e cure digitali, ancora non autorizzate in Italia (dati IQVIA).
L’indice DESI (Indice Digitalizzazione dell’Economia e della Società) ci pone molto al di sotto della media europea per il fattore umano (siamo terzultimi nella “classifica europea” e facciamo meglio solo rispetto a Romania e Bulgaria). Dati Istat mostrano che le persone con età 65-74 anni che usano almeno una volta a settimana internet sono poco meno del 50%, ma lo svantaggio femminile è di circa 10 punti percentuali dai 65 anni in su (il digital divide è anche una questione di genere!). E 1 milione di anziani over 75 vive solo oppure con altri familiari anziani senza supporto o con un livello di aiuto insufficiente.
Il risultato è la preoccupazione che la digitalizzazione possa aumentare le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari: il timore riguarda il 46,1% dei cittadini (dati LSCube-Quorum/YouTrend).
Il Piemonte è la prima Regione che ha aggiornato la programmazione per attuare il PNC, inserendo indicatori concreti per applicare e misurare la telemedicina nella presa in carico delle persone con cronicità.
Sono questi alcuni elementi che caratterizzano il contesto attuale emerso dalla prima analisi dell'”Osservatorio permanente assistenza pazienti Non-Covid. Focus su cronicità” di Salutequità realizzata grazie al contributo non condizionato di UCB, Bristol Myers Squibb, Gruppo Menarini, Sanofi e Beigene.

– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Cura delle ferite post-operatorie, al via campagna “Punti di differenza”

ROMA (ITALPRESS) – Ogni anno, in Italia, si verificano circa 530.000 infezioni correlate all’assistenza sanitaria, più di 7.500 delle quali con esito fatale, in pazienti ricoverati in ospedale che manifestano i sintomi generalmente 48 ore dopo l’inizio della degenza. Il 14.4% sono infezioni del sito chirurgico di cui, in media, il 50% potrebbe essere prevenibile grazie all’adozione di adeguati sistemi di sorveglianza e di programmi di prevenzione. Per questo nasce “Punti di Differenza”, la campagna informativa rivolta ai pazienti – promossa da Ethicon di Johnson&Johnson Medtech Italia con il patrocinio delle società scientifiche ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri, SIC – Società Italiana di Chirurgia, SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e di SIOT – Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia – che si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una corretta prevenzione e cura delle ferite post-operatorie al fine di ridurre le possibili infezioni.
Le infezioni del sito chirurgico rappresentano, infatti, una delle complicanze principali in pazienti sottoposti a chirurgia, con importanti implicazioni in termini di morbilità e oneri finanziari, ma di cui si parla ancora troppo poco. I pazienti sono 5 volte più esposti al rischio di una nuova ospedalizzazione, 2 volte al rischio di degenza in terapia intensiva e 2 volte più esposti al rischio di decesso.
E non è tutto: le infezioni ospedaliere hanno anche un impatto economico di circa 1 miliardo di euro all’anno, che può incidere notevolmente sulla sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale, con costi indiretti risparmiabili e con un impatto notevole anche sulla capacità del sistema sanitario di trattare più pazienti e recuperare più velocemente le liste di attesa.
“Siamo impegnati a sostenere la ripartenza del sistema sanitario post-pandemia investendo su prodotti, servizi e soluzioni tecnologici in grado di creare valore misurabile per i nostri stakeholders – dice Silvia De Dominicis, presidente e amministratore delegato di Johnson &Johnson MedTech Italia -. Allo stesso tempo ci impegniamo a coinvolgere ed informare i cittadini con il fondamentale contributo delle Società Scientifiche che come noi hanno cuore la salute degli italiani, convinti che anche ciò sia determinante nel creare efficienze e contribuire a migliorare gli esiti di cura”.
Per creare consapevolezza sul tema J&J Medtech Italia ha creato un sito, www.puntididifferenza.it , uno spazio pubblico dedicato ai cittadini in cui saranno pubblicate informazioni e materiali utili sul tema della prevenzione delle infezioni del sito chirurgico. Il sito, che fungerà da punto di atterraggio della campagna, verrà promosso anche attraverso un video cartoon che ha come protagonista un giovane Frankenstein di nuova generazione, pronipote di quello storico, “testimonial” rappresentativo di una nuova generazione più consapevole dei rischi delle infezioni chirurgiche. Un personaggio positivo che nulla a che fare con il famoso nonno, fiero di raccontare che, nonostante le sue innumerevoli operazioni, anche grazie ad una corretta prevenzione che ha ridotto il rischio di insorgenza di possibili complicazioni, è potuto tornare rapidamente ai suoi affetti e alle sue abitudini.
A differenza del suo celebre parente, infatti, il giovane Frankenstein non è un mostro ma un ragazzo come tanti, attento alla sostenibilità ambientale, informato, che con un linguaggio positivo, diretto, comedy, comprensibile e accattivante, è in grado di combinare entertainment, ironia e utili contenuti informativi. L’obiettivo è di incuriosire, educare e sensibilizzare il pubblico dei social, sull’importanza del contributo che un paziente informato può portare, in unione all’equipe chirurgica che lo ha in cura, alla riduzione del rischio di infezione.

– foto ufficio stampa Johnson & Johnson MedTech Italia –
(ITALPRESS).

A luglio il debito pubblico sale a 2.770,5 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – A luglio, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 2,6 miliardi rispetto alla fine del mese precedente, risultando pari a 2.770,5 miliardi. L’avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (10,0 miliardi) è stato più che compensato dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (10,1 miliardi, a 96,3) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (2,5 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 3,2 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,6 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto stabile. Alla fine di luglio la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia era pari al 26,1% (0,3 punti percentuali in più rispetto al mese precedente); la vita media residua del debito è diminuita leggermente, risultando pari a 7,6 anni.
A luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 58,7 miliardi, in aumento (21,2%; 10,2 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2021. Nei primi sette mesi del 2022 le entrate tributarie sono state pari a 276,7 miliardi, in aumento del 13,8% (33,5 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Papa “Edifichiamo una Chiesa libera da moralismi”

ROMA (ITALPRESS) – “Non si tratta di guardare indietro con nostalgia, restando bloccati sulle cose del passato e lasciandoci paralizzare nell’immobilismo: questa è la tentazione dell’indietrismo. Lo sguardo cristiano, quando si volge per fare memoria, vuole aprirci allo stupore dinanzi al mistero di Dio, per riempire il nostro cuore di lode e di gratitudine per quanto il Signore ha compiuto. Perciò senza memoria non c’è stupore. Se perdiamo la memoria viva, allora la fede, le devozioni e le attività pastorali rischiano di affievolirsi, di essere come dei fuochi di paglia, che bruciano subito ma si spengono presto. La memoria del passato non ci chiude in noi stessi, ma ci apre alla promessa del Vangelo”. Così Papa Francesco incontrando a Nur-Sultan in Kazakhstan vescovi, sacerdoti e diaconi, consacrati, seminaristi e operatori pastorali della Chiesa locale.
Secondo il Papa “essere piccoli ci ricorda che non siamo autosufficienti: che abbiamo bisogno di Dio, ma anche degli altri, di tutti gli altri. Ci accorgiamo, in spirito di umiltà, che solo insieme, nel dialogo e nell’accoglienza reciproca, possiamo davvero realizzare qualcosa di buono per tutti”. Francesco ha quindi sottolineato come “l’apertura, la gioia e la condivisione sono i segni della Chiesa delle origini: e sono anche i segni della Chiesa del futuro. Sogniamo e, con la grazia di Dio, edifichiamo una Chiesa più abitata dalla letizia del Risorto, che respinga paure e lamentele, che non si lasci irrigidire da dogmatismi e moralismi”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Berlusconi “Per i disabili aumento delle pensioni e assistenza”

ROMA (ITALPRESS) – “I disabili costituiscono quasi il 5% degli italiani. uno dei temi sui quali più insisto in questa campagna elettorale è l’aumento delle pensioni d’invalidità, come di quelle per gli anziani, ad almeno 1.000 euro mensili per 13 mensilità, una cifra anche troppo esigua, soprattutto nelle grandi città del Nord, pensando ai costi che voi vi dovete accollare. Vedremo se potremo aumentarle. Ma non è solo una questione di denaro. L’assistenza pubblica per voi dev’essere pensata in modo da garantirvi una vita lavorativa, sociale, affettiva e assolutamente non discriminata”. Così il presidente di Fi, Silvio Berlusconi, nella sua pillola quotidiana del programma elettorale. “Da questo punto di vista, la rimozione delle barriere architettoniche che ancora rimangono è assolutamente indispensabile ma è solo un aspetto del problema.
Voi dovete essere messi in grado, per quanto possibile, di svolgere una vita autonoma, anche dal punto di vista lavorativo, o comunque nel vostro contesto familiare, anche con l’incentivazione dello smart working”, spiega.
“Ma non basta. Dobbiamo aiutare anche i genitori di un figlio disabile che vivono nell’incubo di quello che accadrà dopo la loro morte quando non saranno più in grado di prendersene cura.
Per questo, una buona legge sul ‘dopo di noì è un’esigenza sentita dalle famiglie alla quale ci impegniamo a dare una precisa risposta. Cari amici, questi non dovrebbero essere temi da campagna elettorale, me ne rendo conto. Ma alle prossime elezioni politiche si decideranno molte cose, essenziali per il futuro di tutti noi. Nel nostro prossimo governo le vostre esigenze saranno tutte tenute in assoluta considerazione ed io mi impegno a far sì che il governo dia luogo a tutti i provvedimenti vi riguardano”, conclude.
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Il Napoli vince a Glasgow e comanda il girone di Champions

GLASGOW (SCOZIA) (ITALPRESS) – Un super Napoli vince per 3-0 nella tana dei Rangers e vola in testa al gruppo A. Il match si decide nella ripresa grazie a un rigore di Politano e alle due zampate nel finale targate Raspadori e Ndombèlè, con i padroni di casa rimasti in 10 per gran parte del secondo tempo. La gradinata di casa accoglie le due squadre con una coreografia da brividi, con la sagoma della regina Elisabetta riprodotta sullo sfondo della bandiera britannica con tanto di “God save the Queen” ad accompagnare. Dopo 30 secondi, Morelos sfiora già il vantaggio infilandosi tra Kim e Rrahmani e colpendo di testa un buon cross dalla destra di Tavernier, con la sfera esce di poco a lato. I campani vanno vicini all’1-0 pochi istanti dopo, quando Zielinski raccoglie palla dal limite dell’area e scaglia un gran sinistro nell’angolino che si stampa contro il palo. Al 13′ è Meret a metterci i guantoni in tuffo su una conclusione dalla distanza di Arfield, salvando in corner. Cinque minuti più tardi, Zielinski verticalizza per Simeone che prova a superare McGregor in uscita ma il portiere devia in angolo con i piedi. Il primo tempo si chiude a reti inviolate. Al 10′ della ripresa Zielinski verticalizza per Simeone che si invola verso la porta e viene atterrato in area da Sands.
L’arbitro assegna il rigore ed espelle il difensore per doppio giallo. Dal dischetto si presenta Zielinski che si fa ipnotizzare da McGregor, ma sulla respinta è Politano il più veloce di tutti a ribattere in rete per l’1-0. L’esterno azzurro entra però in area in anticipo e quindi Lahoz annulla, ma sceglie di far ribattere il penalty per la presenza in area di alcuni giocatori scozzesi. Zielinski si presenta nuovamente dagli 11 metri, ma McGregor gli sbarra nuovamente la strada tuffandosi sulla sua destra. Al 22′ Barisic colpisce la palla con la mano sul tiro di Kvaratskhelia e il direttore di gara assegna un nuovo rigore. Sul dischetto va Politano che infila la palla nell’angolino firmando l’1-0, con McGregor che intuisce ma non basta. Al 40′ è Raspadori a chiudere i conti, quando supera McGregor con un mancino ravvicinato dopo una bella combinazione con l’altro neo entrato Olivera che lo manda in porta. E’ il 2-0 per gli ospiti, che in pieno recupero calano il tris grazie al destro ravvicinato di prima intenzione di Ndombèlè, ben servito da un ottimo Anguissa. La sfida terminerà di lì a poco. Per gli uomini Spalletti arrivano così 3 punti fondamentali che catapultano la squadra in vetta al girone a punteggio pieno a quota 6. In Europa, il Napoli tornerà in campo il 4 ottobre in casa dell’Ajax.
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Juve a quota 0 in Champions, Benfica vince 2-1 a Torino

TORINO (ITALPRESS) – La Juventus è nei guai. La Signora ha perso a Torino la seconda gara consecutiva in Champions League. Il Benfica ha espugnato l’Allianz Stadium per 2-1 confermando il grandissimo momento e la 12esima vittoria su 12 gare disputate tra tutte le competizioni, merito della ventata di aria fresca portata a Lisbona dal tedesco Roger Schmidt. Finisce tra i fischi assordanti dei tifosi bianconeri. Eppure per la Juve la serata si era messa bene e al 4′, Milik aveva ricominciato da dove aveva finito domenica scorsa contro la Salernitana, ovvero infilando di testa la porta avversaria. Stavolta, però, nessun Var è intervenuto ad annullare il gol arrivato da una punizione battuta dalla trequarti destra da Paredes. La Juve ha spinto bene sull’acceleratore nel primo quarto d’ora e ha poi tirato i remi in barca permettendo la reazione della squadra portoghese a più riprese. Grande occasione per il Benfica un minuto prima della mezzora quando, da un cross di David Neres, Goncalo Ramos è stato lesto a sorprendere alle spalle Bonucci colpendo di testa e trovando il blocco sulla linea da parte di Perin.
Al 39′, invece, da un’incursione di Rafa Sulva su una Juve sbilanciata, solo il palo alla sinistra di Perin ha detto no. L’insistenza lusitana si è concretizzata al 43′ quando l’ex interista Joao Mario ha trasformato un rigore procurato da Miretti per fallo su Goncalo Ramos.
Pronti-via nel secondo tempo e Juventus che ha provato nuovamente a metterci un pò di aggressività, ma il Benfica alla prima occasione ha colpito: al 10′ Neres ha messo in rete al volo di sinistro dopo che una prima conclusione di Rafa Silva aveva trovato il bel riflesso di Perin. Il portiere bianconero ha poi tenuto in piedi la Juventus con una serie di parate su conclusioni di un Benfica che ha dominato a centrocampo e ha tenuto in mano le redini della partita. Juve vicina al pari al 26′ quando Kean, entrato da pochi secondi, ha effettuato un tiro-cross rasoterra da sinistra che ha sorpreso tutti compreso il portiere Vlachodimos andando a sbattere contro il palo. Occasionissima nel finale per Bremer che, al 43′, a pochi passi dalla porta ha calciato alto solo davanti al portiere. Finisce 2-1 per il Benfica, con la contestazione nei confronti di Allegri e tra i fischi dello Stadium per i bianconeri, ultimi a quota 0 e a -6 dalla coppia di testa.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

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