RIMINI (ITALPRESS) – Il tema del lavoro è “molto urgente”. Ma “non possiamo parlare di competitività e di difesa del lavoro se non affrontiamo prima di tutto il tema dei salari, uno degli elementi di riconoscimento del valore che una società assegna al lavoro. Altrimenti la competitività stessa è a rischio. Poi c’è il tema su come il lavoro viene utilizzato: davvero possiamo mantenere la selva di tipologie del lavoro o non è il tempo di cominciare a ridurre e selezionare gli strumenti?”. La riflessione è del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che ha partecipato al panel “Una passione per il lavoro” al Meeting di Rimini.
Per Orlando occorre realizzare un patto che “tenga insieme tre cose: il tema dei minimi salariali, quello della riduzione del cuneo fiscale e il rinnovo dei contratti”.
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Orlando “Serve un patto su minimi salariali, cuneo e rinnovo contratti
Autonomia, Gelmini “Con Draghi avremmo potuto fare un grosso passo avanti”
ROMA (ITALPRESS) – “Il prossimo esecutivo porti avanti la proposta di legge quadro sull’Autonomia: lo chiede Luca Zaia, presidente di Regione Veneto, che riconosce anche tutto il lavoro fatto in questi mesi di governo”. Lo scrive sui social Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. “La legge sul regionalismo differenziato è pronta – aggiunge – coinvolgere tutti i partiti nel sostenerla è cosa buona e giusta. Resta però il rammarico per un percorso lasciato a metà: se alcune forze politiche non avessero mandato a casa Draghi, già in questa legislatura avremmo potuto fare un grosso passo avanti”.
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Energia, Tajani “Serve un piano strategico”
ROMA (ITALPRESS) – “Serve una politica energetica in grado di affrontare l’emergenza, ma anche in grado di garantire ai cittadini un prezzo equo”. Lo ha detto, al Tg4, il vicepresidente e coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani.
“Serve fare scelte strategiche – aggiunge – l’Italia si sta lentamente liberando dalla dipendenza dal gas russo, ma serve ancora tempo. Bisogna anche cominciare a pensare al nucleare. E’ necessario un piano strategico”.
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Elezioni, Conte “Il governo deve recuperare 9 miliardi di extraprofitti”
ROMA (ITALPRESS) – “In queste ore le altre forze politiche si stanno accorgendo che gli italiani non riescono a pagare le bollette. Noi lo stiamo dicendo dallo scorso febbraio che occorre un tetto al prezzo del gas e un Energy Recovery Fund, e il governo ci ha ignorato”. Lo ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti. “Adesso – ha aggiunto – il governo deve assolutamente recuperare 9 miliardi di extraprofitti nei confronti di quelle imprese che hanno speculato e si sono arricchite durante l’emergenza. E bisogna anche assolutamente azzerare l’Iva quantomeno sui beni di prima necessità, sono le misure più urgenti”.
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Al Meeting di Rimini leader a confronto su lavoro, tasse e reddito di cittadinanza
RIMINI (ITALPRESS) – Taglio delle tasse, pensioni e reddito di cittadinanza al centro del dibattito tra i leader candidati alle prossime elezioni, a confronto sul palco del Meeting di Rimini. “Sul lavoro deve avvenire la scelta più importante: tutto ciò che possiamo mettere in termini di riduzione delle tasse va concentrato sul lavoro”, per consentire alle aziende “di assumere e ai lavoratori di avere più soldi in busta paga”, spiega il segretario del Pd, Enrico Letta. “Bisogna puntare sui giovani: l’impegno che ci prendiamo è l’eliminazione dei tirocini e degli stage gratuiti, il primo lavoro deve essere pagato”, aggiunge. Punta sui giovani anche il leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio: “Abbiamo giovani che guadagnano 2 o 3 euro all’ora. E’ giusto superare questa retribuzione. La contrattazione è fondamentale per arrivare a un salario minimo dignitoso”. Per Giorgia Meloni, invece, “il salario minimo non risolve il problema: c’è un modo solo per aumentare i salari in Italia – e su questo sono d’accordo con Enrico Letta – ed è abbassare le tasse sul lavoro”, spiega il presidente di Fratelli d’Italia, proponendo il taglio del cuneo fiscale. Per il coordinatore di Italia Viva, Ettore Rosato, “il vero pericolo non è il salario minimo basso, è il lavoro nero”, mentre il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, sottolinea l’importanza di “una visione complessiva che parta dalla riduzione della pressione fiscale” per favorire l’occupazione.
La Lega invece punta sulla flat tax: la proposta “è alzare il tetto da 65 mila a 100 mila euro per il lavoro autonomo e, nell’arco di 5 anni, estenderlo a lavoratori dipendenti e famiglie, ovviamente con un tetto e partendo dai redditi più bassi”, spiega Matteo Salvini, che rilancia anche quota 41: “nell’arco di tre anni darebbe la facoltà di scegliere di andare in pensione a 800 mila lavoratrici e lavoratori”.
Necessaria anche una profonda modifica del reddito di cittadinanza. “Il 70% di chi ha cominciato a prenderlo nel 2019 lo sta prendendo ancora adesso. E’ evidente che qualcosa non funziona”, ha ricordato Salvini. Non è giusto abolirlo per “disabili o inabili al lavoro”, ma “è meglio permettere alle aziende di fare la proposta di lavoro direttamente ai percettori del reddito e, se non è accettata, sono le aziende stesse a segnalare che quella persona non deve più avere il reddito”, spiega Di Maio.
“L’errore del reddito di cittadinanza è che ha messo sullo stesso piano chi può lavorare e chi non può farlo. Assistenza e lavoro non si mettono sullo stesso piano”, spiega Meloni. Anche per Letta “va cambiato: una misura contro la povertà è necessaria ma sul lavoro c’è bisogno di altro”. Per Rosato, il reddito di cittadinanza “è una misura profondamente sbagliata: la povertà non si combatte solo con i soldi, richiede un insieme di servizi. I soldi servono ma non sono sufficienti”. Per Tajani “è il principio che è sbagliato: lo Stato deve aiutare chi non può lavorare e mettere in condizioni chi può di farlo”.
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Eurozona, indici economici ancora giù
MILANO (ITALPRESS) – L’attività economica nell’Eurozona continua a rallentare rendendo sempre più probabile l’arrivo della recessione alla ripresa autunnale. L’indice Pmi generale nei Paesi che adottano la moneta unica è in calo per il secondo mese consecutivo attestandosi a 49,2 punti, in calo rispetto ai 49,9 di luglio e sotto il consenso (49,5 punti). Peggiorano sia i servizi a 50,2 punti, rispetto ai 51,2 del mese precedente (50,5 punti il consenso) sia l’industria a 49,7 punti dai 49,8 precedenti (49 punti il consenso). L’indice Pmi è tenuto in alta considerazione perchè fornisce un’indicazione sui trend presenti e futuri delle diverse attività. Lo spartiacque è rappresentato da quota 50. Un’asticella che divide la crescita dal rallentamento.
I dati relativi “indicano un’economia in contrazione nel terzo trimestre dell’anno”, spiegano i curatori del rapporto. Le pressioni sul costo della vita “rallentano la ripresa del settore dei servizi che si era manifestata dopo l’abolizione delle restrizioni per la pandemia, mentre l’industria manifatturiera è impantanata con un accumulo record di scorte”, che “blocca le prospettive di miglioramento della produzione manifatturiera nell’immediato futuro”, spiegano gli economisti.
Particolarmente preoccupante la situazione in Germania che più di altri soffre per l’alta inflazione (cui il Paese non è abituato) sia per l’elevato prezzo del gas essendo la dipendenza di Berlino dalle forniture russe praticamente totale.
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Energia, Salvini “Abbiamo bisogno del nucleare”
RIMINI (ITALPRESS) – “Al di là del tetto al prezzo del gas e dell’accelerare sulle rinnovabili, in questo momento nel mondo sono in costruzione cento centrali di ultima generazione che danno energia più pulita e sicura. Se l’Italia, in prospettiva di medio e lungo termine, vuole essere un paese indipendente anche dal punto di vista energetico, non possiamo essere l’unico grande paese al mondo che si ostina a dire no al nucleare pulito e sicuro di ultima generazione. Abbiamo bisogno di energia pulita e sicura, abbiamo bisogno del nucleare”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, al Meeting di Rimini.
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Ucraina, Draghi “La Russia deve porre fine all’occupazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel secondo anniversario della Piattaforma internazionale per la Crimea, desidero esprimere il fermo sostegno dell’Italia a questa iniziativa e all’Ucraina. L’occupazione della penisola di Crimea da parte della Russia nel marzo 2014 è stato un atto di aggressione inaccettabile, una chiara violazione del diritto internazionale. L’Italia ha costantemente condannato l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia e la graduale militarizzazione della penisola da parte di Mosca”. Così il premier Mario Draghi, intervenuto con un videomessaggio al Summit internazionale “Crimea Platform”, lanciato lo scorso anno dalla presidenza ucraina.
“Siamo profondamente preoccupati per il peggioramento della situazione dei diritti umani nella penisola e siamo al fianco della comunità tatara di Crimea, contro la violenza e l’ingiustizia di cui soffre – prosegue il presidente del Consiglio -. La lotta per la Crimea fa parte della lotta per la liberazione dell’Ucraina.
Lo scorso febbraio, le forze russe hanno usato la Crimea per lanciare il loro attacco alle regioni dell’Ucraina meridionale, tra cui Kherson. Continuano a usare la Crimea per esercitare pressioni militari su altre aree, in particolare sulle città portuali di Mykolaiv e Odessa”.
“Di fronte ai tentativi da parte della Russia di sottomettere altre parti del territorio ucraino, la comunità internazionale non può girarsi dall’altra parte. La Russia deve porre fine alla sua occupazione illegale, ai suoi attacchi brutali contro i civili disarmati. L’Italia continuerà a sostenere l’Ucraina – conclude Draghi -. Siamo con voi nella vostra lotta per resistere all’invasione russa, per ripristinare l’integrità territoriale dell’Ucraina, per proteggere la vostra democrazia e la vostra indipendenza”.
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