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Arbore “La tv ha bisogno di personalità come Piero Angela”

ROMA (ITALPRESS) – “Naturalmente ho tanti ricordi di Piero, abbiamo suonato insieme e passato tante serate”. Così Renzo Arbore uscendo dalla camera ardente in Campidoglio del giornalista e divulgatore Piero Angelo scomparso sabato. “Lo invidiavo per il fatto di essere il padre di Alberto e di avere un erede naturale che da lui ha imparato e che porterà avanti il suo discorso. Alberto è un erede meraviglioso, ragazzo che viene seguito dai giovani ha le qualità del padre. Ci vorrebbero più personaggi come lui in una tv spesso diseducativa. La tv deve arricchire il pubblico, che deve così imparare qualche cosa”, ha aggiunto. “Piero Angela era un uomo rigorosamente legato alla scienza e al sapere. Ha combattuto i ciarlatani e i piazzisti di cose inventate, che diffondevano quelle che oggi si chiamano fake news. Puntualità precisione rispetto e signorilità: queste erano le sue qualità”, ha concluso Arbore.
(ITALPRESS)
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Piero Angela, folla in Campidoglio per l’ultimo saluto

ROMA (ITALPRESS) – Un piccolo dinosauro con la scritta “grazie maestro”, un missile e un quadretto con le note dell’Aria sulla quarta corda di Bach, quella che ormai per tante generazioni di italiani è la musica di SuperQuark perchè “sulle note di quest’aria ci ha fatto viaggiare nella conoscenza” e poi tanti piccoli mazzi di fiori accanto alle rose rosse che coprono il feretro e alle corone del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio, della RAI e Mondadori e ai gonfaloni della città metropolitana di Roma Capitale, della città di Torino – sua città natale – e della regione Piemonte oltre che del Comune di Montelupo Fiorentino di cui era cittadino onorario dal 2018. L’omaggio più grande a Piero Angela è quello commosso e silenzioso del suo pubblico. E’ un fiume ininterrotto di persone di tutte le età e di ogni provenienza, infatti, quello che da questa mattina sfila per la Piazza del Campidoglio per raggiungere la Sala della Protomoteca, aperta fino alle 19, e rendere omaggio al giornalista e divulgatore scientifico scomparso a Roma sabato scorso, 13 agosto, all’età di 93 anni.
La camera ardente è stata aperta alle 11,30 – dopo una breve cerimonia laica – ma già dalle 9 in tanti avevano preso posto nella piazza del Campidoglio per attendere pazientemente il proprio turno di ingresso. Ad accogliere il feretro, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, insieme ai figli di Angela, Alberto e Christine, e alla moglie, Margherita Pastore. Tocca al figlio Alberto, definito da molti l’erede naturale anche rofessionalmente, il compito di ricordare e raccontare il padre e il collega: “le persone che amiamo non vorrebbero mai lasciarci, però accade. Mio padre è riuscito sempre a unire pur mantenendo le sue opinioni. In questi giorni ci hanno sorpreso messaggi, articoli, pieni non di dolore ma di amore, un sentimento che rimane e che si trasforma in valore. E i valori sono eterni”.
“Ci ha insegnato tante cose, con libri e trasmissioni, ma anche con l’esempio: negli ultimi giorni mi ha insegnato a non aver paura della morte, la sua serenità mi ha davvero colpito. Se ne è andato soddisfatto – ha poi aggiunto Alberto Angela – come quando ci si alza dopo una cena con gli amici. Quando ha capito che era arrivata la fine ha concluso le trasmissioni e il disco jazz, discorso ai familiari e al pubblico e poi il giorno dopo se ne è andato. Sembrava riservato ma dentro aveva un fuoco. Per me continuerà a vivere attraverso i libri, le trasmissioni, i dischi jazz, ma anche in tutti quei ragazzi che hanno speranza nel futuro e cercano l’eccellenza, nei ricercatori che cercano di andare a meta nonostante tutte le difficoltà, in tutte le persone che cercano di unire e non di disunire, nelle persone che cercano la curiosità e le bellezze della natura, quelle che cercano di assaporare la vita. L’eredità che lascia a tutti noi è importante, ed è un’eredità non fisica o di lavoro, ma di atteggiamento nella vita: quello che ci ha detto come ultima cosa è stato ‘anche voi fate la vostra partè. E io cercherò di fare la mia”. Un discorso accolto da un fragoroso, sentito e prolungato applauso che ha riempito la sala dove per tutto il pomeriggio Alberto è rimasto insieme ai suoi figli a ringraziare i presenti e a stringere la mano di quanti hanno voluto portare ricordi, condoglianze e affetto alla sua famiglia per la scomparsa del padre, di quel Leonardo Da Vinci con cui ha vissuto “come figlio, come collega, come persona normale che si è trovata davanti una mente eclettica, una persona capace di dare la risposta giusta sempre, in qualunque settore, dall’ambito industriale a quello della ricerca con una grande capacità di sintesi e analisi e in modo pacato” e anche per via di quell’aforisma che amava ripetere (“Siccome una giornata ben spesa dà lieto dormire così una vita ben usata dà lieto morire”).
Tra le personalità che hanno voluto portare il loro saluto al volto televisivo che ha portato per decenni la scienza e la conoscenza nelle case di generazioni di italiani, oltre al sindaco Gualtieri e al presidente della regione, Nicola Zingaretti, anche i vertici RAI (la presidente Marinella Soldi, l’AD Carlo Fuortes, il direttore per il genere Approfondimento, Antonio Di Bella), Renzo Arbore, Dario Franceschini, Enrico Giovannini e Pierferdinando Casini e Enrico Letta.
(ITALPRESS)
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Elezioni, Toti “Resto in Liguria, rispetto il mio impegno”

ROMA (ITALPRESS) – “Io resto in Liguria perchè, a differenza di chi va in tv dicendo che coerenza e serietà sono una bandiera e poi fa diversamente, ho detto che ho un impegno almeno fino a settembre del 2025 con i cittadini della Liguria che mi hanno rieletto, e tale impegno continuerò a rispettare”.
Lo ha detto a RaiNews24 il leader di Italia al Centro e presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, aggiungendo poi che “su una cosa hanno ragione i grillini: la politica non può essere una professione. Dopodichè, sono a disposizione di Noi Moderati per farlo crescere come progetto politico. Mentre le altre liste propugnano progetti futuribili, noi nel programma abbiamo le cose che abbiamo già fatto”, ha precisato.
“Facendo il governatore e l’assessore alla Sanità, ho un ottimo rapporto coi principali professionisti tra cui Bassetti, ma mai mi sono sognato di chiedergli di candidarsi. Nelle nostre liste ci saranno bravi amministratori eletti sul territorio, assessori regionali, donne, persone che si sono cimentate con la politica”, ha concluso Toti.
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Piero Angela, figlio Alberto “Mi ha insegnato a non temere la morte”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi mi sento fra persone amiche e vorrei partire dall’ultima cosa che ha fatto papà: quel comunicato che tutti avete letto. E’ stata l’ultima cosa che fiscamente ha detto, come discorso, con poche forze. Mia sorella e io lo abbiamo raccolto e trascritto”. E’ un Alberto Angela commosso ma sereno a ricordare suo padre con un lungo discorso durante la cerimonia di commiato presso la sala della Protomoteca in Campidoglio nel giorno dell’estremo saluto a Piero Angela mentre sono centinaia cittadini in attesa dell’apertura della camera ardente. “E’ il discorso di qualcuno che parla a degli amici e che alla fine di una serata o una vacanza dice adesso io vado”, ha aggiunto.
“Le persone vanno via ma il sentimento rimane – prosegue – si trasmette nel tempo trasformandosi in valore e i valori restano in eterno. L’ultimo insegnamento mio padre me l’ha fatto non con le parole ma con l’esempio, mi ha insegnato in questi giorni a non aver paura della morte: la più grande paura dell’essere umano lui l’ha attraversata con una serenità che mi ha colpito. Per me continuerà a vivere attraverso i libri, le trasmissioni, i dischi jazz, ma anche in tutti quei ragazzi che hanno speranza nel futuro e cercano l’eccellenza, nei ricercatori che cercano di andare a meta nonostante tutte le difficoltà, in tutte le persone che cercano di unire e non di disunire, nelle persone che cercano la curiosità e le bellezze della natura, quelle che cercano di assaporare la vita”. Un fragoroso e prolungato applauso ha poi riempito la sala per salutare il giornalista e divulgatore scomparso sabato.
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Europei atletica, Giupponi bronzo nella 35 km di marcia

MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Prima medaglia per l’Italia dell’atletica agli Europei di Monaco di Baviera. E’ il bronzo nella 35 km di marcia di Matteo Giupponi, che conquista il podio in 2h30:34 dopo una gara condotta nelle posizioni di vertice. Alle spalle dell’imprendibile spagnolo Miguel Angel Lopez, oro in 2h26:49, l’azzurro viaggia sempre nel gruppo degli inseguitori mentre ad una decina di chilometri dal traguardo c’è l’attacco del tedesco Christopher Linke che coglie l’argento in 2h29:30. L’azione decisiva per il terzo posto arriva a sei chilometri dalla fine con il 33enne dei Carabinieri, fino a quel momento quarto, che riesce a sorpassare lo spagnolo Manuel Bermudez (ai piedi del podio con 2h32:31). Per il bergamasco è la prima medaglia internazionale della carriera a livello assoluto, dopo essersi messo in luce nelle scorse stagioni anche nella 20 km piazzandosi ottavo ai Giochi di Rio nel 2016.
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Il Pd vara le liste tra polemiche e malumori

ROMA (ITALPRESS) – Al termine di una lunga giornata di confronto, la Direzione del Pd, convocata per le 11 di ieri e slittata fino alle 21,30, per poi iniziare dopo le 23, ha approvato la delibera per votazione le liste per le elezioni politiche con 3 contrari e 5 astenuti. “Volevo ricandidare tutti gli uscenti ma era impossibile. Potevo imporre i miei ma ho cercato di comporre un equilibrio, perchè il partito è comunità”, ha detto il segretario dem Enrico Letta al termine della riunione. Letta correrà da capolista alla Camera in Lombardia e Veneto, Carlo Cottarelli sarà capolista al Senato a Milano, il virologo Andrea Crisanti sarà candidato capolista nella circoscrizione Europa.
Non sono mancate polemiche e malumori per la esclusione di alcuni esponenti Dem di prima linea. La senatrice uscente Monica Cirinnà ha rifiutato la candidatura che la direzione le aveva assegnato.
“La mia avventura parlamentare finisce qui. Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente in due sondaggi, sono territori inidonei ai miei temi e con un forte radicamento della destra. Evidentemente per il Pd si può andare in Parlamento senza di me, è una scelta legittima. Resto nel partito, sono una donna di sinistra ma per fortuna ho altri lavori”. Anche Stefano Ceccanti, capogruppo uscente in commissione Affari costituzionali della Camera, ha smentito seccamente di aver accettato la candidatura a lui offerta. Parole dure anche da Luca Lotti: “Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Non sarò certo io a fare polemiche: non le ho fatte in questi anni e non comincerò oggi. La scelta – sottolinea – è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche. Anche quando alcune scelte sembrano più dettate dal rancore che dalla coerenza politica, mi troverete sempre dalla stessa parte. Dalla parte del Pd. Il Pd è casa mia. Lo sarà anche in futuro”. Il senatore Dario Stefano annuncia: “Ho riconsegnato la tessera del Pd per rimanere coerente con i miei valori e con le mie idee. Letta è responsabile di una strategia politico parlamentare fallimentare”. Saranno quattro i capislita under 35 nelle varie aree del Paese (Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino) come preannunciato da Letta a testimonianza concreta di spazio e attenzione ai giovani.
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Compleanno siciliano per Madonna, a Marzamemi festeggia i suoi 64 anni

CATANIA (ITALPRESS) – Compleanno siciliano per Madonna che ha scelto di festeggiare a Marzamemi, piccolo e affascinante borgo marinaro in provincia di Siracusa, i suoi 64 anni. La pop star dopo essere atterrata all’aeroporto Fontanarossa di Catania, è stata “avvistata” a Noto e per le stradine di Marzamemi dove ha cenato in un noto ristorante della Balata, in piazza Regina Margherita. “Mambo siciliana” scrive Madonna su Intagram. Postando più storie con la bandiera tricolore.
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A giugno debito pubblico in crescita a 2.766 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – A giugno, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 11,2 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.766,4 miliardi. L’aumento è dovuto all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (4,9 miliardi, a 86,2), al fabbisogno (4,2 miliardi) e all’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (2,2 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 12,5 miliardi mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 1,3 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressochè invariato. Alla fine di giugno sia la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia sia la vita media residua del debito sono rimaste stabili, rispettivamente al 25,8 per cento e a 7,7 anni.
(ITALPRESS).
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