ROMA (ITALPRESS) – “Rivolgo un commosso pensiero ai minatori che l’8 agosto 1956 perirono a Marcinelle. Quella tragedia costò la vita, tra gli altri, a 136 connazionali. Dal 2001 la ricorrenza è stata proclamata ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondò affinchè, nel ricordo di quanto accaduto al Bois du Cazier, possa essere onorata la memoria di tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero. L’emigrazione dei nostri connazionali e il sacrificio che questa ha comportato hanno segnato l’identità dell’Italia e anche lo stesso processo d’integrazione europea”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Le dolorose esperienze dei lavoratori migranti, maturate nei decenni precedenti il Trattato di Maastricht, hanno sollecitato la promozione dei diritti dei lavoratori al livello europeo, contribuendo alla creazione di un’Europa coesa, solidale, fondata anche su un pilastro sociale – spiega Mattarella – In questo spirito, rinnovo ai familiari delle vittime di quella tragedia e di tutti gli altri episodi che hanno tristemente coinvolto i nostri connazionali in altri contesti, i sentimenti di solidale partecipazione al loro dolore e, a tutti gli italiani che lavorano all’estero, le espressioni della riconoscenza della comunità nazionale”.
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-foto ufficio stampa Quirinale-
Mattarella “Emigrati hanno segnato l’identità dell’Italia”
Logistica healthcare, UPS acquisisce la multinazionale Bomi Group
MILANO (ITALPRESS) – UPS ha annunciato oggi l’accordo per acquisire Bomi Group, una multinazionale leader nel settore della logistica healthcare. Con questa operazione si aggiungeranno al network UPS in Europa e America Latina strutture a temperatura controllata in 14 paesi e quasi 3.000 membri del team Bomi Group altamente qualificati.
“Come azienda leader a livello mondiale, Bomi migliora il nostro portafoglio di servizi e accelera il percorso per diventare il fornitore numero uno di logistica complessa nel settore di riferimento”, ha affermato Kate Gutmann, EVP e Presidente di UPS International, Healthcare and Supply Chain Solutions. “I dipendenti di UPS Healthcare e del Gruppo Bomi condividono valori simili e le nostre culture sono saldamente improntate a una costante attenzione alla qualità. L’unione dei nostri due team migliorerà significativamente la capacità dei nostri clienti in questo ambito di continuare a sviluppare e fornire prodotti innovativi salvavita”.
Dal 1985 Bomi Group offre servizi ad alto valore aggiunto per i settori Medtech e Pharma con un approccio personalizzato e su misura. Come si legge in una nota “è un’azienda focalizzata sulla qualità e dedicata al settore healthcare, che ha instaurato rapporti di lavoro solidi e duraturi con oltre 150 clienti multinazionali in tutto il mondo”. E ancora: “Le principali figure aziendali del Gruppo Bomi, incluso il CEO Marco Ruini, continueranno a ricoprire i loro ruoli per offrire continuità di servizio ai clienti del Gruppo Bomi dopo la chiusura dell’accordo. Anche i dipendenti di Bomi Group continueranno a svolgere un ruolo importante nell’organizzazione della nuova società”.
“Con oltre 35 anni d’esperienza nel settore, il nostro team ha sviluppato servizi medico-sanitari ai vertici della categoria progettati per soddisfare e superare le richieste dei nostri clienti attivi nel settore farmaceutico e MedTech”, ha affermato Ruini. “Unirsi al team UPS amplierà queste capacità e creerà un network globale ancora più integrato ed efficace per i nostri clienti”.
Grazie all’accordo, UPS Healthcare estenderà la sua presenza globale con una flotta di oltre 350 veicoli a temperatura controllata e 391.000 km2 di superficie di strutture, offrendo ai clienti accesso a tempi di spedizione più rapidi, maggiore flessibilità di produzione e soluzioni che li aiuteranno ad acquisire nuovi clienti. L’acquisizione svolgerà un ruolo chiave nella fornitura di trattamenti farmaceutici di prossima generazione e biologici, sempre più sensibili alla temperatura e che richiedono trasporti tempestivi.
“Siamo impegnati nella creazione di strutture e servizi di logistica healthcare che consentano ai nostri clienti di sviluppare e consegnare le più recenti innovazioni nel settore”, ha affermato Wes Wheeler, presidente di UPS Healthcare. “Siamo entusiasti di unire il talento, l’esperienza e le abilità di Bomi con UPS Healthcare: insieme, forniremo soluzioni ineguagliabili ai nostri clienti grazie al network logistico globale, intelligente e integrato di UPS”.
“L’acquisizione di Bomi è parte di una strategia di crescita e di continua evoluzione ed espansione del network di UPS Healthcare e dei suoi servizi per soddisfare la costante crescita della domanda – con Bomi, UPS Healthcare ha raddoppiato negli ultimi due anni la sua presenza globale. Le recenti espansioni includono strutture dedicate alla logistica healthcare di nuova costruzione e di prossima apertura in Germania e Australia, e l’ampliamento delle sedi in Ungheria e Paesi Bassi”, conclude la nota.
Foto: ufficio stampa UPS
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Meloni si candida a premier. “Se Fdi arriva primo il nome sono io”
ROMA (ITALPRESS) – “Le regole si conoscono, poi io non farà campagna elettorale parlando di nomi, di premier. Il centrodestra ha una regola, chi prende voto in più indica il nome del premier, poi spetta al Presidente della Repubblica decidere. Se Fdi prende un voto in più il nome sono io. Non capisco perchè la Meloni no?”. Così la leader di Fdi Giorgia Melonmi intervistata da Rtl 102.5. Meloni ha commentato anche la rottura a sinistra tra Calenda e il Pd. “Secondo me è un calcolo elettorale – ha affermato Meloni – Io credo intanto che lo spettacolo tragicomico al quale stiamo assistendo racconti bene su quali basi si muovono le alleanze degli aversari. Assistiamo a questa telenovela mentre il centrodestra è avanti nella stesura del programma, ci ha messo mezz’ora a trovare soluzioni perchè sulle grandi questioni abbiamo idee compatibili. Dall’altra parte l’unica idea comune è battiamo la destra. Quindi la santa alleanza di tutti, ma per fare cosa non si capisce. Noi invece stiamo facendo campagna elettorale dicendo quello che vogliamo fare noi. Calenda ritiene che fuori dalla coalizione di centrosinistra può fare meglio. Marciare divisi per colpire uniti, nel caso dopo si mettono insieme”.
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Salvini “Flat tax al 15% anche ai lavoratori dipendenti”
ROMA (ITALPRESS) – “Ci aspettano mesi difficili, noi vinceremo le elezioni ma non è che dal giorno dopo tutti saranno più belli, ricchi e fortunati. Ci aspettano mesi difficili e scegliere una squadra compatta è fondamentale”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, a Radio Montecarlo. “Cerchiamo di portare per l’Italia serietà e concretezza, io mi sono impegnato a non parlare di 25 cose ma di tre o quattro temi con numeri e proposte concrete – ha aggiunto – Io penso che l’emergenza sia il lavoro e il costo della vita, su questo stiamo insistendo anche il governo Draghi per azzerare l’Iva e tasse sui beni di prima necessità”. Tra i punti del programma, ha spiegato, la flat tax: “In questo momento ci sono 2 milioni di partite Iva che pagano una flat tax al 15%, a me piacerebbe estendere questa tassazione piatta anche ai lavoratori dipendenti. Nell’arco di 5 anni si potrà fare”. Nella prissima legislatura inoltre, ha detto, “riproveremo come Lega a reintrodurre meccanismi che evitano cambi di casacca”. “Io capisco molte persone che non hanno votato e magari anche adesso pensano di non farlo – ha spiegato – soprattutto perchè magari votano un partito o un parlamentare e poi questo cambia casacca e schieramento. Pensiamo anche a Gelmini, Carfagna, Brunetta, ai cambi di Di Maio. Avere centinaia di persone che cambiano partito non è serio”.
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Conte “Non entriamo in ammucchiate, Pd si è chiuso porta da solo”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi è il mio compleanno, ma non mi aspetto regali dalle altre forze politiche. Mi dispiace per il disastro politico che il Pd sta combinando, chi è causa del suo mal pianga se stesso, confido che i cittadini possano apprezzare la nostra coerenza e le nostre battaglie politiche. Ci impegneremo a realizzare i nostri progetti con le unghie e con i denti”. Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, ospite di “Morning News”, su Canale 5. “Il M5S non chiude la porta alle forze politiche che vogliono perseguire un’agenda sociale vera, il Pd si è chiuso le porte da solo – ha affermato – Noi nelle ammucchiate non entriamo, mi si può accusare di aver commesso degli errori, ma non ci possono accusare di non essere persone serie”. Parlando della situazione del M5s, Conte ha spiegato: “Con Grillo ci sentiamo tutti i giorni e ci confrontiamo in questa fase complicata, abbiamo fatto pace da tantissimo tempo, ora siamo concentrati sulle cose giuste per il Paese”. “Alessandro Di Battista – ha aggiunto Conte – è un interlocutore serio e privilegiato se vuole tornare possiamo lavorare anche con lui. “Rapporti con Salvini? Con la Lega abbiamo già dato, il nostro orizzonte politico è diverso, con Di Maio a me dispiace per la sua parabola che sta compiendo, sentirlo rigettare alle ortiche tutti i principi e valori per cui ha combattuto, questo mi provoca profonda tristezza”.
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Pnrr, Corte dei Conti promuove la Pa ma restano criticità
ROMA (ITALPRESS) – Le amministrazioni centrali dello Stato hanno reagito positivamente al primo impatto con il Pnrr, con il conseguimento pressochè totale degli obiettivi previsti dal Piano ma l’attenzione sulla sua esecuzione resta particolarmente elevata e il giudizio complessivo sul 2022 potrà delinearsi solo a fine anno. E’ quanto emerge dalla relazione approvata, con Delibera n. 47/2022/G, dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, in cui la magistratura contabile ha riportato gli esiti delle analisi svolte, attraverso un campionamento qualitativo e quantitativo, sullo stato di attuazione di 31 su 45 degli interventi ricompresi nel Pnrr e sul conseguimento degli obiettivi previsti per il primo semestre 2022. Malgrado il dato formale positivo, nei settori esaminati sono emerse sostanziali criticità, in un contesto, come quello attuale, che ha visto modificare il quadro economico finanziario rispetto alle previsioni iniziali, determinando l’emersione di elementi di incertezza destinati ad influenzare il rialzo dei costi di realizzazione di alcuni progetti. In tale prospettiva, la Corte ha sottolineato il permanere di difficoltà notevoli nella capacità di spesa delle singole amministrazioni, a dimostrazione del fatto che una maggiore disponibilità ed un maggior impiego di risorse non corrispondono automaticamente a reali capacità di sviluppo. Un aspetto, quest’ultimo, da valutare in un lasso di tempo più ampio, che consenta di elaborare previsioni sull’impatto reale degli interventi del Pnrr sul Pil. Sul versante attuativo degli interventi sul territorio – ha rilevato la Corte – è richiesta, soprattutto in alcune aree del Paese, un’azione di razionalizzazione che assicuri uniformità e omogeneità di presidio e di offerta di servizi, oltre a consentire lo svolgimento di efficaci controlli sui flussi di risorse e sul raggiungimento degli obiettivi finali. Alla conclusione del Piano, per governare il ritorno a una gestione ordinaria priva delle attuali, ma momentanee, disponibilità legate alle risorse europee, sarà fondamentale garantire la stabilizzazione dei flussi finanziari destinati alle amministrazioni, anche per evitare la messa in sofferenza delle imprese che hanno tarato organizzazione e strategie aziendali sull’attuale entità degli stimoli economici e finanziari.
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Bonino “Calenda? Motivi fumosi, resto con Letta”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ lui (Calenda, ndr) che ha dato l’addio. Eravamo insieme fino a sabato, e domenica ha deciso di andarsene per conto proprio. Ha mancato alla parola data per ragioni fumose, non convincenti e men che meno dirimenti”. Lo dice Emma Bonino, leader di +Europa, in un’intervista alla Repubblica. “Sono personalmente dispiaciuta e politicamente incredula. A oggi sono ferma al patto con Letta – aggiunge – Inoltre il testo dell’accordo è stato concluso sulla base di una bozza i cui contenuti erano stati scritti da Calenda. Io mi attengo a quell’accordo. Cosa sia successo dopo di così stravolgente, non lo so. Non lo comprendo. A me sembra che Letta abbia rispettato il patto, dal momento che era noto a tutti, e quindi anche ad Azione, che il segretario del Pd aveva intese anche con Nicola Fratoianni di Sinistra italiana e Angelo Bonelli dei Verdi e con Lugi Di Maio e Bruno Tabacci. Se per noi Azione/+Europa fossero state indigeribili, allora non dovevamo neppure sederci al tavolo. Non è che lo scopriamo dopo, o facciamo finta di scoprirlo dopo. Io resto ferma a quel patto con Letta. E’ stata convocata da Benedetto Della Vedova una direzione di +Europa, che ne discuterà e deciderà di conseguenza”.
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Calenda “Hanno voluto l’ammucchiata contro e perderanno”
ROMA (ITALPRESS) – “Ho fatto di tutto per essere alleato con Letta, compreso proporgli di dividere i collegi 90 per cento a loro e 10 per cento a noi”. Lo dice il leader di Azione, Carlo Calenda, in un’intervista al Corriere della Sera. “Io penso – aggiunge – che lui si sia trovato di fronte a un bivio che il Partito democratico ha affrontato tante volte nella sua storia. Quello tra una scelta riformista o un’alleanza in cui mettere tutto e il contrario di tutto. Alla fine ha scelto questa seconda strada. E questo è stato l’errore di Letta. Il Partito democratico, dall’arrivo dei 5 Stelle in poi, ha sempre l’ansia di avere tutto dentro. Il Pd non ha il coraggio di rappresentare i socialdemocratici: deve avere dentro i populisti di sinistra. Una cosa per me inspiegabile. E così facendo in questa legislatura si sono suicidati”. Il Pd, secondo Calenda, ha “semplicemente sostituito il M5S con Fratoianni. Il che non ha senso perchè Fratoianni e i 5 Stelle la pensano nello stesso modo su tutto, solo che uno ha il 2 per cento e gli altri il 10. Non si capisce quale sia la logica. Allora tanto valeva tenersi il 10”. “II Pd poteva scegliere tra fare l’ammucchiata ‘contrò e fare un progetto politico serio, alla fine ha scelto l’ammucchiata contro. E l’ammucchiata contro perderà – afferma Calenda – Non solo: non darà mai un’alternativa agli italiani. Cercare di mettere insieme tutti gli ex 5 Stelle possibili e immaginabili, noi, Fratoianni, Bonelli, è un’operazione che non puoi spiegare agli italiani. Non puoi spiegare che per difendere la Costituzione fai un patto con gente con cui sai che non governerai mai. Nessuno può comprenderlo”.
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