ROMA (ITALPRESS) – “Il momento delle mediazioni sui contenuti è passato, le persone vogliono sentire la chiarezza. Chiedo a Letta di rimanere sulla agenda Draghi, oggi siamo davanti a uno scenario molto pericoloso per l’Italia. Enrico è una persona seria, dico presentiamo un programma pragmatico e serio, evitiamo di fare un minestrone perchè non serve a nessuno”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite di “Radio anch’io” su Rai Radio1. “Con Letta dobbiamo rappresentare un fronte di serietà, e ci sono le condizioni per farlo. La tematica ambientale – ha aggiunto – è centrale ma se essere Verdi vuol dire essere contrario a tutto, a partire dai termovalorizzatori, allora diventano come il M5S. A me non frega nulla di Fratoianni e Bonelli, sono cose che riguardano Letta, a me interessano i contenuti: dico attenzione a tenere la barra dritta su un programma con le cose giuste da fare per il Paese”.
Calenda ha poi sottolineato: “Ho chiesto a Letta delle regole stringenti, questo è un patto elettorale tra due leadership, la mia e quella di Letta, se non c’è chiarezza non si va da nessuna parte, l’agenda Draghi per noi è un perno irrinunciabile”.
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Elezioni, Calenda “Chiedo a Letta di restare sull’agenda Draghi”
Scoperti 2 mila lavoratori irregolari in cooperative del milanese
MILANO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Milano ha concluso una indagine nei confronti di 22 persone, indagate dalla Procura della Repubblica di Milano per reati fiscali e fallimentari connessi alla somministrazione illecita di manodopera.
In particolare, le indagini condotte dalla Compagnia di Gorgonzola hanno riguardato tre cooperative che dal 2014 al 2019, pur avendo in carico numerosi lavoratori dipendenti, presentavano evidenti profili di rischio fiscale sintomatici dell’assenza di una reale struttura aziendale (omessi versamenti delle imposte, indebite compensazioni, ecc.).
Al termine degli approfondimenti, i Finanzieri hanno ricostruito il sistema di rapporti fraudolenti tra le tre cooperative e le numerose società utilizzatrici della manodopera. In sostanza, è stato accertato che la costituzione delle “cooperative” rappresentava solo uno schermo per consentire l’assunzione di lavoratori da impiegare successivamente presso le società committenti, con il doppio beneficio, da una parte, di non avere formalmente in carico i dipendenti sotto il profilo contributivo-assistenziale e, dall’altra, di risparmiare sul costo della manodopera per via del “servizio” economicamente più vantaggioso fornito dalle cooperative.
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Elezioni, Di Maio “Da coalizione pretendiamo rispetto”
ROMA (ITALPRESS) – “Nelle coalizioni deve prevalere il rispetto reciproco, verso tutti coloro che ne fanno parte. Sin dall’inizio, abbiamo avuto l’obiettivo di costruire una coalizione compatta e omogenea per fermare la deriva estremista rappresentata dai partiti che, per interessi personali, hanno fatto cadere il governo. Lo hanno fatto infischiandosene dell’emergenza economica nazionale, dell’inflazione record e dei costi del carrello della spesa che continuano ad aumentare, colpendo così le tasche delle famiglie italiane. E’ opportuno, dunque, non perdere di vista l’obiettivo, anche per evitare di mandare al governo partiti che rischiano di portare l’Italia fuori dalla sua collocazione Euro-Atlantica. Continuiamo a porci con uno spirito costruttivo: quello di chi vuole dar vita a una coalizione che risponda agli interessi del Paese e non agli interessi del singolo partito”. Così Luigi Di Maio, capo politico di Impegno Civico. “E per delineare questa coalizione bisogna correre e procedere a passo spedito perchè adesso c’è poco tempo e si rischia solamente di lasciare il campo d’azione a chi ha causato la caduta del governo Draghi. Impegno Civico vuole costruire, è una comunità fatta di persone determinate, pazienti, pronte a dare il massimo, ma la nostra comunità pretende rispetto e parità di trattamento. Altrimenti viene meno il principio fondante di una coalizione”, conclude Di Maio.
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Meloni “Squadra di governo in base a risultato del voto”
MILANO (ITALPRESS) – “Da che mondo è mondo le squadre di governo si fanno sulla base del risultato elettorale: significa rispettare quello che pensano i cittadini e le indicazioni che i cittadini ti danno. Questo non vuole dire che non si possano indicare uno o due ministri e qualche personalità prima del voto, ma non credo che si possà indicare la squadra di governo”.
Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a Controcorrente Estate, su Rete4. “Salvini è già stato ministro dell’Interno ed è sicuramente una persona capace in quel ruolo, però penso che siano cose non che si definiscono prima o che debba deciderle io in televisione, ma sono materie che si discutono in coalizione sulla base di quello che decidono gli italiani”, ha aggiunto. “Sono abituata a combattere le battaglie prima di dichiararle vinte, le campagne elettorali sono difficili e imprevedibili, soprattutto per noi. La sinistra ha strumenti più potenti dei nostri per fare campagne elettorali, ma la gente li ha visti al governo e ha visto la nostra compattezza e vede la nostra alleanze più credibile. L’intesa Pd-Calenda è una buona notizia perchè torna la politica, il bipolarismo”, ha chiosato Meloni.
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Tajani “Forza Italia mai succube di nessuno”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo sempre avuto una linea chiara e non siamo mai stati succubi di nessuno, abbiamo sempre avuto posizioni chiare su scelte di politica interna, estera e vaccini e non abbiamo mai rinunciato alla nostra identità”. Così il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, a Metropolis.
“Le forze di coalizione di centrodestra sono diverse, non siamo un partito unico, noi facciamo parte della famiglia del Ppe e siamo noi la garanzia in Europa e negli Usa di un centrodestra liberale, garantista, europeista e atlantista. Sulla politica estera nel programma comune ci sarà un riferimento esplicito: non cambia la politica estera del governo precedente con un governo di centrodestra, nessuno pensa di uscire dalla Nato e dalla Ue. Questo nel programma viene messo nero su bianco e noi siamo i garanti”, ha aggiunto. “La sinistra è tutta divisa. L’estrema sinistra sta trattando con il Pd e con Calenda che era di centro e oggi è definitivamente tramontato il centrino. Il terzo polo non esiste e ora ci sarà una scelta di campo tra centrodestra e sinistra”, ha chiosato Tajani.
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Elezioni, Renzi “Non mi faccio candidare da Pd per la poltrona”
ROMA (ITALPRESS) – “Cosa è il diritto di tribuna? Un posto garantito come capolista del PD a tutti i leader dei partiti in coalizione. Così sono sicuri di entrare in Parlamento. Lo hanno proposto anche a noi. Pare che al momento abbia accettato di prendere questo posto e correre con il simbolo del PD, Luigi Di Maio. Amici miei, ma la dignità dov’è? Ho lasciato il PD perchè non condividevo le idee di quel gruppo dirigente. Io non mi faccio adesso candidare da quel partito per salvare una poltrona”. Così, in un post su Facebook, il leader di Iv, Matteo Renzi. “Le idee valgono più dei posti. Per me la politica è un ideale, non un centro per l’impiego. E a chi mi chiede se useremo il diritto di tribuna rispondo: mi chiamo Matteo Renzi, io, non Luigi Di Maio. Meglio rischiare di perdere il seggio che avere la certezza di perdere la faccia”, conclude.
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Koulibaly “Mai spinto per lasciare Napoli, Chelsea il top”
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – “So che avrò bisogno di un pò di tempo per ambientarmi. Tra due o tre mesi sarò al top, ma al momento sto facendo le cose con calma, migliorando partita dopo partita. Sono pronto ad aiutare la squadra darò tutto quello che ho per la squadra e i tifosi”. Queste le prime parole da nuovo giocatore del Chelsea di Kalidou Koulibaly. Il centrale senegalese è arrivato ai blues dal Napoli per 38 milioni di euro: “Ho molto rispetto per i tifosi e per il presidente, non ho mai spinto per andar via, ma era un buon momento per partire, dopo otto anni lì. Sono cresciuto molto. Perchè il Chelsea? Era l’unico club che voleva davvero che venissi. Il primo contatto è stato nel 2017, mi volevano quando qui c’era Antonio Conte. Sono felice di essere qui”. Sulla sua amicizia con Edouard Mendy e Jorginho ha spiegato: “Edou è un fratello per me, abbiamo parlato molto del Chelsea in nazionale. In estate mi ha scritto in modo amichevole, senza pressioni, per venire al Chelsea, così come anche Jorgenho. Ho passato dei bei momenti al Napoli con lui. Mi diceva di venire qui. Mi è mancato quando ha lasciato il Napoli e sono felice di essere di nuovo con lui qui a Londra”. KK arriva al Chelsea nell’apice del suo percorso di maturazione, avendo 31 anni: “Spero di restare qui a lungo. E’ vero che ho 31 anni, ma posso ancora dare molto. Il club ha fiducia in me e voglio dimostrare che hanno fatto una buona scelta. Farò del mio meglio per aiutare la squadra. Sono in un club con grandi giocatori. Dei vincitori”. Koulibaly si è anche soffermato sul suo numero di maglia, il 26, e la chiamata a John Terry: “Aspettavo di firmare il contratto. Stavo parlando con il tecnico dei numeri e mi ha detto quelli liberi, ma non il 26. Ho chiesto e lui mi ha risposto che John l’ha lasciato nel 2017 e da allora nessuno l’ha preso. A quel punto ho parlato con Gianfranco Zola, che conosco bene e gli ho chiesto il numero. A quel punto ho chiamato Terry e gli ho detto che volevo prendere il suo numero, so che è importante per lui, ma è importante anche per me perchè ce l’avevo al Napoli. So cosa ha fatto per il Chelsea, quindi quando mi ha detto di sì sono stato felice. Non volevo mancare di rispetto a una leggenda di questo club”. Infine, l’ex Napoli ha commentato le parole del presidente dei partenopei, Aurelio De Laurentiis, che in un’intervista aveva dichiarato di non volere più acquistare giocatori africani, a meno che non rinuncino a giocare la Coppa D’Africa: “Per me la cosa più importante è rispettare tutti – ha premesso il centrale senegalese -. Quando giocavo a Napoli, rappresentavo anche il Senegal. Vero che è stata dura per la squadra quando siamo andati in Coppa d’Africa, ma serve rispetto anche per le Nazionali africane. Come capitano del Senegal, penso non sia giusto parlare così di una nazionale africana. Rispetto quello che pensa, se crede che la squadra possa giocare senza africani è un suo diritto. Ma sono sicuro che al Napoli ci sono tante persone che non la pensano come lui. Prendo queste parole come quello che pensa lui, non come quello che pensa la città o la società”.
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Oliver arbitra Supercoppa europea, fuorigioco semi-automatico la novità
NYON (SVIZZERA) (ITALPRESS) – L’inglese Michael Oliver arbitrerà mercoledì 10 agosto a Helsinki la sfida per la Supercoppa Europea fra Real Madrid ed Eintracht ma la vera novità sarà il debutto della nuova tecnologia del fuorigioco semiautomatico (SAOT), che sarà utilizzata anche in occasione della fase a gironi della prossima Champions. Ad annunciarlo in una nota è la Uefa. “La Uefa è costantemente alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per migliorare il gioco e supportare il lavoro degli arbitri. Questo sistema innovativo consentirà alle squadre Var di valutare le situazioni di fuorigioco in modo rapido e più accurato, migliorando la fluidità della gara e l’uniformità delle decisioni”, le parole del responsabile degli arbitri Uefa, Roberto Rosetti. Il nuovo sistema funzionerà grazie a telecamere specializzate in grado di tracciare 29 diversi punti del corpo per ogni giocatore. Dal 2020 sono stati effettuati in totale 188 test, tra cui tutte le partite della scorsa stagione di Champions, la fase a eliminazione diretta della Champions femminile e l’intera fase finale degli Europei femminili, oltre alle altre finali delle competizioni per club. “Il sistema è pronto per essere utilizzato nelle partite ufficiali e installato negli stadi delle squadre di Champions League”, ha confermato Rosetti.
Internazionale dal 2012, fra gli arbitri di Euro2020 dove ha anche diretto il quarto fra Svizzera e Spagna, il 37enne Oliver avrà come assisenti di linea i connazionali Stuart Burt e Simon Bennett, quarto ufficiale il lituano Rumsas Donatas, al Var i polacchi Tomasz Kwiatkowski e Bartosz Frankowkski e il portoghese Tiago Bruno Lopes Martins.
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