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De Ligt lascia la Juve, al Bayern fino al 2027

TORINO (ITALPRESS) – Matthijs de Ligt la prossima stagione non sarà un giocatore della Juventus. La società bianconera ha ufficializzato che, a tre anni dal suo arrivo dall’Ajax, il difensore olandese saluta Torino, per trasferirsi a titolo definitivo in Germania, al Bayern Monaco. La Juve incasserà “un corrispettivo di 67 milioni di euro, pagabile in quattro esercizi, che potrà essere incrementato, nel corso della durata del contratto di prestazione sportiva del calciatore, per un importo non superiore a 10 milioni al raggiungimento di specifici obiettivi sportivi. Tale operazione genera un effetto economico positivo sull’esercizio pari a 30,7 milioni di euro già al netto di 1,7 milioni di euro di oneri relativi al contributo di solidarietà previsto dal regolamento Fifa”.
Anche il Bayern Monaco ha ufficializzato l’operazione, col 22enne olandese che ha firmato un contratto fino al 2027. “Matthijs de Ligt ha impressionato ai più alti livelli internazionali, non solo per le sue qualità tecniche ma anche per la personalità – sottolinea il Ceo Oliver Kahn – Alla sua età ha già imparato a prendersi delle responsabilità. Una squadra forte non ha bisogno solo di un attacco forte e col suo arrivo alziamo a un livello top anche la nostra difesa”. “Lo volevamo già tre anni fa – rivela il ds Hasan Salihamidzic – Già allora eravamo convinti delle sue qualità e oggi lo siamo ancora di più. Per professionalità, fame e carattere è perfetto per la nostra squadra e le nostre ambizioni. Qui avrà un ruolo importante dentro e fuori dal campo”. De Ligt si dice “felicissimo di diventare un giocatore di questo grande club. Il Bayern è la società di maggior successo in Germania e fra le più vincenti in Europa e nel mondo. Ho sentito l’apprezzamento sincero della dirigenza e dell’allenatore sin dall’inizio e questo mi ha convinto. Il Bayern è un club che viene gestito in modo intelligente e con grandi obiettivi, sono molto felice di diventare parte della sua storia”.
– foto LivePhotoSport –
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Acuto di Houle al Tour, Vingegaard rimane in giallo

FOIX (FRANCIA) (ITALPRESS) – Nel primo di assaggio di Pirenei al Tour de France, è Hugo Houle il protagonista che non ti aspetti. Un dito verso il cielo e un volto che tradisce tutta la sua emozione e non solo per il capolavoro nella sedicesima frazione della Grande Boucle da Carcassone a Foix, lungo i 178.5 km di percorrenza. Per il 31enne di Israel-Premier Tech c’è una dedica particolare, per il fratello Pierrick, ucciso da un pirata della strada mentre era in bicicletta. “Sono stati anni dieci anni di sofferenza. E’ il giorno più bello della mia vita, in realtà pensavo di preparare la strada per Woods ma poi mi sono ritrovato solo e ci ho creduto”, ha detto Houle. Già, perchè Hugo ha tutto il tempo per realizzare la sua impresa con oltre un minuto di vantaggio sugli altri due corridori a podio, il francese Madouas (Groupama-FDJ) e proprio il compagno di squadra Woods. Una giornata storica per il Canada, che aveva vinto una sola tappa nella storia del Tour (con Bauer nel 1988) e invece oggi piazza ben due atleti sul podio, grazie alla Israel.
Dopo il giorno di riposo (e altri cinque corridori persi tra infortuni e covid), resta saldamente sulle spalle di Jonas Vingegaard la maglia gialla. Il danese della Jumbo-Visma ha le gambe per rispondere ai tentativi di attacco dello sloveno Tadej Pogacar, costretto a rinunciare anche per le disavventure dell’UAE Team Emirates, con un Soler a mezzo servizio (problemi intestinali) e Majka che rompe la catena in salita. Sempre di 2’22” il distacco tra i due, con il metronomo Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) stabile al terzo posto, a 2’43”. In quarta posizione sale Nairo Quintana, crisi per Bardet che scende in nona piazza. Domani si fa sul serio: 130 km durissimi da Saint-Gaudens a Peyragudes.
– foto livephotosport.it –
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Covid, 120.683 nuovi positivi, 176 le vittime nelle ultime 24 ore

MILANO (ITALPRESS) – Sono 120.683 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia, su un totale di 519.284 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. Il tasso di positività è al 23,2%. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino del Covid in Italia, diffuso dal Ministero della Salute. I morti sono 176, che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a quota 170.213. I ricoverati con sintomi sono 10.975 (+127 rispetto a ieri), mentre quelli in terapia intensiva sono 413 (4 in meno di ieri).(ITALPRESS).

Photo credits: www.agenziafotogramma.it

Orlando “Servono stati generali transizione ecologica”

ROMA (ITALPRESS) – “Non dobbiamo vedere il passaggio all’elettrico solo come un ossequio alla transizione ecologica ma anche come un tentativo di fare i conti con domande diverse che cittadini e consumatori metteranno in campo e come elementi che hanno a che fare con le modalità con cui ci si muoverà in futuro”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, intervenendo alla tavola rotonda “L’auto tra crisi e transizione ecologica”, organizzata dai deputati del Pd. “Credo che ci sia da riflettere – ha continuato – sull’impatto complessivo della nuova auto che si profila, provare a discutere insieme su come mettere a sistema lo sforzo convergente tra l’azione di regolazione degli operatori pubblici e gli investimenti degli operatori economici sul fronte delle nuove tecnologie e delle nuove infrastrutture materiali e immateriali. Dobbiamo provare a fare un ragionamento di carattere sistemico, non un ping pong tra sistema degli incentivi e scelte di carattere imprenditoriale”. Per Orlando, “il punto fondamentale” è “provare a spostare l’attenzione sul tema delle politiche industriali”. “Abbiamo avanzato – ha poi spiegato Orlando – una proposta con altri paesi europei che riguarda la possibilità di trasformare Sure in una misura di carattere strutturale, che affronti l’impatto sociale, l’esigenza di reskilling dei lavoratori nel settore, le modalità attraverso le quali le imprese possono gestire questa transizione”. “Le ricadute della transizione ecologica, i dividendi della lotta ai cambiamenti climatici, saranno uguali su tutto il continente – ha evidenziato – ma l’impatto della transizione sarà differenziato a seconda della presenza di manifatturiero e della tradizione legata all’automotive dei diversi paesi. Questo implica l’esigenza di una mutualizzazione dei costi di questo passaggio”. “Credo che, in generale – ha poi aggiunto – avremmo bisogno di un momento nel quale fare gli Stati generali della transizione ecologica e cominciare a capire come si ripartiscono i pesi, quali sono i segmenti della filiera che saranno più in sofferenza e come gli altri segmenti aiutano quei pezzi”.
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Governo, Di Maio “Il direttivo M5s alla Camera vuole votare la fiducia”

ROMA (ITALPRESS) – “Dalle dimissioni di Draghi ad oggi sono successi due fatti politici clamorosi. 1. Le manifestazioni e gli attestati di supporto al governo Draghi affinchè possa restare in carica: oltre 1600 sindaci, la società civile, gli imprenditori, la comunità finanziaria e quella internazionale. 2. Il direttivo della Camera del gruppo M5S, oggi partito di Conte, ha espresso la volontà di votare la fiducia al governo Draghi, al di là della volontà dei vertici”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante l’assemblea congiunta di Insieme per il Futuro.
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75 miliardi dall’Ue per l’Italia, Carfagna “Politiche di coesione fondamentali”

ROMA (ITALPRESS) – Circa 75 miliardi di euro tra fondi europei e risorse nazionali. E’ quanto prevede l’Accordo di Partenariato 2021-2027, sottoscritto e presentato oggi dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e dalla Commissaria europea per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira.
“Le politiche di coesione – ha detto Carfagna – hanno sempre rappresentato un fondamentale strumento di protezione dei cittadini di fronte alle crisi della storia. Oggi queste crisi si moltiplicano”, ha evidenziato. Questo accordo “rappresenta la cornice strategica di riferimento – ha spiegato – per la programmazione della politica di coesione in Italia per il ciclo 2021-2027. E’ un atto che orienterà enormi investimenti e risorse da qui al 2027”, ha aggiunto la ministra, spiegando che si tratta di oltre 43 miliardi di euro di “fondi strutturali, di cui – ha detto – 31,67 andranno al Mezzogiorno”.
“Si tratta della cifra più alta mai assegnata al nostro Paese”, ha sottolineato. “A questi poi vanno aggiunte risorse nazionali – ha proseguito – per oltre 32,5 miliardi di euro, che sono state incrementate del 6% rispetto al passato. Quindi, tra fondi europei e quota di cofinanziamento nazionale, le risorse per il piano a disposizione del Paese ammontano a 75 miliardi di euro. Sono risorse aggiuntive – ha concluso – rispetto a quelle del Pnrr e a quelle della programmazione del Fondo nazionale per Sviluppo e Coesione”.
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Governo, Renzi “La decisione spetta a Draghi, spero vada avanti”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo superato quota 100.000 firme per chiedere a Draghi di restare a Palazzo Chigi. Grazie a chi ha firmato, grazie di cuore. La petizione popolare, l’appello dei sindaci, le piazze, le sollecitazioni internazionali: mi sembra ormai evidente che la maggioranza silenziosa che chiede al Governo di andare avanti ha trovato il modo di far sentire la propria voce”. Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua e-news. “Da qui a domattina – aggiunge – c’è ancora tempo per firmare e soprattutto far firmare gli amici (è importante che tutti si sentano coinvolti). Poi domani saremo in Aula, al Senato, dalle 9. Ormai è chiaro anche ai bambini: i Cinque Stelle sono i responsabili del disastro e dello sfacelo di questi giorni”.
“Al Premier Draghi – aggiunge – tocca oggi la valutazione: accogliere l’appello ad andare avanti, appello che viene da una larga fetta della società civile di questo Paese, o confermare le dimissioni e a quel punto credo che non ci siano alternative alle elezioni prima possibile (fine settembre, inizio ottobre). Domani la vera questione non è se i partiti daranno fiducia al premier, ma se il premier dimostrerà di avere ancora fiducia nell’azione di questo Parlamento. Io spero che si vada avanti. Se Draghi non vuole, meglio andare tutti a casa e alle elezioni. Dei Cinque Stelle, per favore, non parliamo più”.
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Brunetta “Un progetto rinnovato per convincere Draghi”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono convinto che nessuno debba tirare Draghi per la giacca. Lui sa già cosa deve fare, perchè è quello che ha già fatto per 17 mesi: pensare unicamente al bene del Paese, fare le riforme, attuare il Pnrr e difendere le radici, ossia i valori che ha tutelato instancabilmente finora, permettendo all’Italia di recuperare credibilità e reputazione”. Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista al Corriere della Sera.
Alla domanda sugli obiettivi a cui puntare, Brunetta risponde così: “Due punti su tutti: l’europeismo “evolutivo”, nel senso inaugurato dal Next Generation Eu, e poi interpretato da lui stesso e da Macron nei discorsi di maggio, e l’atlantismo scevro da ogni ambiguità, tradotto nella vicinanza al popolo ucraino per cercare la pace senza cedere a chi, come Putin, vuole ridisegnare i confini dell’Europa con la forza”.
“Nel massimo rispetto, bisogna riconoscere che nessuno dei temi agitati come vessilli nel dibattito politico giustifica una crisi – sottolinea il ministro -. Per di più a pochi mesi dalla conclusione naturale della legislatura, con una legge di bilancio da predisporre e alcune grandi riforme da ultimare. C’è molto ancora da fare, che un governo dimissionario non potrebbe affrontare, nella palude di un Parlamento sciolto e impotente. Senza centrare i 55 obiettivi del secondo semestre 2022 l’Italia rischia di perdere circa 22 miliardi di euro, e altri in futuro”.
Dai partiti Brunetta si aspetta “che non pretendano da Draghi più di ciò che Draghi ha dato, ma abbiano la forza di condividere con Draghi una nuova prospettiva. I partiti che si riconoscono nell’agenda Draghi-Mattarella devono rinnovare una chiara e ferma responsabilità verso il Paese, riconfermandosi reciprocamente, e poi manifestando al Quirinale e allo stesso premier le ragioni di una fiducia non più solo emergenziale, ma squisitamente politica, per dare continuità e stabilità all’azione di governo. Il capo dello Stato si troverebbe di fronte a una nuova manifestazione di significativa volontà politica”.

– foto agenziafotogramma.it –

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