ROMA (ITALPRESS) – “Con la consapevolezza che invocando il voto subito avrebbero vinto Forza Italia e il centrodestra, un anno e mezzo fa lavorai invece per creare le condizioni che hanno consentito la nascita del governo guidato da Mario Draghi. Si trattò di un atto di serietà e responsabilità verso il nostro Paese: bisognava mettersi dalla parte degli italiani e affrontare le emergenze legate alla pandemia e alle sue conseguenze economiche e sociali”. Lo afferma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in una nota. “Forza Italia – aggiunge – ha dunque sempre agito nel solco di questo imperativo: superare – e bene – le emergenze, alle quali si sono aggiunte nel 2022 quella internazionale legata alla guerra in Ucraina e più di recente la siccità. Abbiamo accettato di formare una maggioranza con partiti antitetici e lontani dalla cultura di Forza Italia per accompagnare il Paese in questo difficile percorso”.
“La condizione essenziale e irrinunciabile – aggiunge – era quella di mettere da parte i programmi dei singoli partiti concentrandosi unicamente sulle attuali sfide, a cominciare dall’attuazione del Pnrr. Così abbiamo fatto giorno dopo giorno sacrificando molte delle nostre istanze. Oggi il Movimento 5Stelle, dopo un logorìo politico prossimo all’ accanimento, ha deciso di disconoscere un provvedimento fondamentale per il Paese, come il Dl Aiuti, e si appresta a non votarlo alla Camera dei deputati dopo aver dato la fiducia al governo. Si tratta di un atto di schizofrenia politica e soprattutto di un vulnus grave che rende palese un deficit di responsabilità e serietà. I 5Stelle hanno deciso di giocare sulla pelle dell’Italia nell’illusione di ricavarne un dividendo di consensi. E’ inaccettabile. Chiediamo al Presidente Mario Draghi di sottrarsi a questa logica politicamente ricattatoria e di prendere atto della situazione che si è creata. Così come siamo stati responsabili nel far nascere il governo Draghi, altrettanto lo saremo nell’ultimo scorcio di legislatura. Ecco perchè chiediamo che ci sia una verifica della maggioranza al fine di comprendere quali forze politiche intendano sostenere il governo, non a fasi alterne e per tornaconti elettorali, ma per fare le riforme e tutelare gli interessi degli italiani”.
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Berlusconi “Chiediamo una verifica di maggioranza”
Emofilia, nuovi dati rafforzano sicurezza ed efficacia di emicizumab
BASILEA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Roche ha annunciato i risultati dell’analisi primaria dello studio clinico di fase III HAVEN 6, i quali mostrano che Hemlibra (emicizumab) conferma il buon profilo di sicurezza e un efficace controllo del sanguinamento nei pazienti con emofilia A lieve o moderata senza inibitori del fattore VIII. I dati saranno presentati al 30° Congresso annuale della International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH), che si terrà l’11 luglio 2022 a Londra, e serviranno a supportare una richiesta all’Agenzia europea per i medicinali di aggiornare le indicazioni di emicizumab per includere i pazienti con emofilia A non grave.
“Siamo orgogliosi del fatto che i dati su emicizumab confermino la capacità del farmaco di ridefinire lo standard di cura per le persone affette da emofilia A in tutti i suoi gradi di gravità”, ha affermato Levi Garraway, MD, PhD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “I dati che verranno presentati quest’anno al congresso ISTH sottolineano l’impegno di Roche nell’affrontare le lacune nella cura dell’emofilia A, permettendo pertanto a popolazioni di pazienti più ampie di trarre potenzialmente beneficio da emicizumab”.
“A oggi sono disponibili informazioni e indicazioni limitate sul trattamento dei pazienti con emofilia A moderata o lieve che possono arrivare a una diagnosi di sanguinamento ritardata o alla mancanza di adeguata profilassi continuativa a prescindere dalla gravità del difetto coagulativo. I nuovi dati dello studio HAVEN 6 evidenziano il favorevole profilo di sicurezza ed efficacia di emicizumab anche nelle persone con emofilia A lieve o moderata. Infatti, l’efficacia costante su tutti gli endpoint di sanguinamento dimostra una prevenzione degli eventi emorragici clinicamente significativa, in linea con i precedenti studi HAVEN nei pazienti gravi, con o senza inibitore per il FVIII. Questi dati confermano il potenziale di emicizumab per ridefinire lo standard di cura per tutte le persone che convivono con l’emofilia A di qualsiasi gravità, consentendo loro di ambire ad una miglior qualità di vita”, dichiara il dottore Giancarlo Castaman, direttore del Centro Malattie Emorragiche e della Coagulazione, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze.
Oltre a HAVEN 6, al congresso ISTH 2022 saranno presentati anche i dati degli studi CHESS II (Cost of Haemophilia across Europe: a Socioeconomic Survey-II) e CHESS PAEDs (CHESS in Paedriatic Populations). Questi dati dimostrano che la maggior parte degli adulti con emofilia A lieve o moderata e oltre la metà dei bambini con emofilia A moderata potrebbero non ricevere trattamenti preventivi, il che a sua volta potrebbe comportare un peggioramento clinico, poichè oltre il 30% degli adulti e circa il 40% dei bambini con emofilia A moderata che nel corso dello studio non stavano assumendo un trattamento preventivo hanno sperimentato almeno tre episodi di sanguinamento all’anno.
HAVEN 6 è uno studio multicentrico di fase III, in aperto, a singolo braccio, che valuta la sicurezza, l’efficacia, la farmacocinetica e la farmacodinamica di emicizumab nelle persone con emofilia A lieve o moderata senza inibitori del fattore VIII. L’analisi primaria ha incluso i dati di 72 partecipanti (69 uomini e tre donne) che richiedevano la profilassi; a un follow-up mediano di 55,6 settimane, 21 avevano emofilia A lieve senza inibitori del fattore VIII e 51 emofilia A moderata senza inibitori del fattore VIII. Al basale, 37 partecipanti stavano ricevendo un trattamento profilattico con fattore VIII, e 24 avevano sanguinamenti a carico delle articolazioni bersaglio.
I dati dimostrano che emicizumab ha mantenuto bassi tassi di sanguinamenti trattati durante tutto il periodo di studio, con il 66,7% dei partecipanti che non ha manifestato sanguinamenti che richiedessero un trattamento, l’81,9% che non ha manifestato sanguinamenti spontanei che richiedessero un trattamento e l’88,9% che non ha manifestato sanguinamenti articolari che richiedessero un trattamento. I tassi annualizzati di sanguinamento basati sul modello (Model-based ABR, annualised bleed rates) sono rimasti bassi per tutto il periodo di valutazione, a 0,9 (IC 95%: 0,55-1,52).
I risultati mostrano anche che il profilo di sicurezza di emicizumab è stato coerente con i risultati di varie sottopopolazioni di persone con emofilia A ottenuti nel corso dei precedenti studi HAVEN e STASEY, senza che siano stati osservati nuovi segnali sulla sicurezza. L’evento avverso (EA) correlato al trattamento verificatosi più comunemente – nel 10% o più dei soggetti nello studio HAVEN 6 – sono state le reazioni locali al sito di iniezione (ISR, injection site reaction) (16,7%).
Quindici persone (20,8%) hanno segnalato un EA correlato a emicizumab, che nella maggior parte dei casi era una ISR locale. Un partecipante ha avuto un evento tromboembolico di grado 1 non correlato a emicizumab. Non ci sono stati decessi o casi di microangiopatia trombotica, il che rafforza ulteriormente il favorevole profilo di sicurezza di emicizumab.
Emicizumab è approvato per il trattamento di persone con emofilia A con inibitori del fattore VIII in più di 110 paesi e per le persone senza inibitori del fattore VIII in oltre 95 paesi nel mondo, inclusi Stati Uniti e Giappone per tutti i gradi di severità dell’emofilia A e la UE solo per l’emofilia A grave. Il farmaco è stato studiato nel corso di uno dei più ampi programmi di sperimentazione clinica mai condotti in persone con emofilia A con e senza inibitori del fattore VIII, inclusi otto studi di fase III.
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Salario minimo, Orlando “Ci sono le condizioni per un accordo”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo l’approvazione della direttiva sul salario minimo in Europa, ritengo che vi siano le condizioni per un’intesa con le parti sociali per arrivare a un punto di caduta positivo”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, nel corso del suo intervento alla presentazione del XXI rapporto annuale dell’Inps.
“Sui media si parla di mancanza di manodopera nel settore dei servizi, della ristorazione e persino della logistica – ha aggiunto Orlando – Manca però un’informazione sulle condizioni lavorative che vengono offerte e su perchè ci siano queste difficoltà, anche rispetto all’incidenza sul sommerso e sul lavoro nero”. Sulle pensioni “ci stiamo confrontando con le parti sociali. A fine anno andranno in scadenza misure come Opzione donna e Ape sociale, sarà pertanto necessario procedere al loro rinnovo visti i buoni risultati ottenuti. Dovremo al contempo ampliare e dare criteri strutturali alla platea dei lavori gravosi, puntando a meccanismi di anticipo rispetto al quadro vigente”, ha concluso il ministro.
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Covid, Speranza “Subito la quarta dose di vaccino per gli over 60”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo far capire ai più fragili, ai più anziani, quanto sia importante il vaccino: apriremo immediatamente la quarta dose anche alle persone sopra i 60 anni”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al congresso nazionale della Uil Pensionati.
“Vi chiediamo una mano con i vostri iscritti a far capire l’importanza del vaccino che ha rappresentato il vero elemento di cambiamento. Oggi, è vero, abbiamo tanti casi ma meno ospedalizzazioni rispetto alla prima fase, il vaccino funziona, è sicuro. Il Covid c’è ancora ma è in una fase diversa”, ha aggiunto il ministro.
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Xiaomi, Lunardelli “Pronti al mercato delle auto elettriche nel 2024”
ROMA (ITALPRESS) – “Xiaomi è arrivata in Italia nel 2018 e stiamo riscontrando una crescita molto importante: a livello nazionale stiamo stabilmente tra la seconda e terza posizione per la vendita di smartphone”. Lo afferma in un’intervista all’Italpress Davide Lunardelli, Head of Marketing di Xiaomi Italia. La multinazionale cinese fondata nel 2010 dopo gli smartphone punta a diversificare la produzione puntando tra l’altro al mercato delle auto elettriche, dei laptop e dei monopattini. “I veicoli elettrici sono un punto importantissimo che mancava all’azienda e che stiamo affrontando in maniera molto seria con un investimento di 10 miliardi di dollari nei prossimi anni, con l’idea concreta di arrivare nel mercato nel 2024”, spiega Lunardelli. In merito invece alla scarsa reperibilità delle materie prime necessarie per produrre gli smartphone, il responsabile del marketing di Xiaomi Italia afferma che “c’è un rallentamento sugli approvvigionamenti, ma proprio per questo – aggiunge – un ruolo importante lo riveste la diversificazione e la ricerca di nuovi materiali”.
“E’ una situazione che interessa tutte le aziende del settore a livello globale e chiaramente impatta anche noi. La fortuna che abbiamo rispetto alle altre aziende è data proprio dalla diversificazione che abbiamo messo in campo a livello di tipologia di prodotti, ovvero smartphone che non si concentrano solo sul rapporto qualità-prezzo come agli inizi, con prodotti di fascia bassa, ma siamo andati ad abbracciare tutte le categorie di prezzo, e poi tanti altri prodotti che fanno parte di quello che noi chiamiamo ecosistema smart”, aggiunge.
Per entrare nel Metaverso che smartphone serviranno? “Forse non servirà più un rettangolo di vetro – risponde Lunardelli -. Con questa nuova tecnologia comunicheremo in modo diverso, e noi produttori possiamo imparare per poi immaginare quello che sarà il device del futuro. Ci siamo anche forse un pò annoiati di questo rettangolo, che è molto funzionale ed ha influenzato la produzione mediatica perchè si possono creare video in verticale, ma probabilmente non sarà più così in futuro, e quello che può darci la svolta sarà immaginare un modo nuovo di vestire la comunicazione”.
Sul fronte della sostenibilità Lunardelli spiega che Xiaomi ha messo in campo diverse iniziative. “L’anno scorso – ricorda – abbiamo riciclato un quantitativo importante di componenti elettronici e rimesso in commercio determinate componentistiche. I chip per esempio sono componenti che si possono recuperare e rimettere in commercio creando un circolo virtuoso per non sprecare”.
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In calo il contrabbando di sigarette, ma nuovi rischi dall’inflazione
ROMA (ITALPRESS) – Il contrabbando di sigarette, liquidi da inalazione per sigarette elettroniche (eLiquid) e stick di tabacco riscaldato (THP) è un fenomeno criminale che colpisce una serie di soggetti e interessi collettivi, a partire dall’Erario e la salute dei consumatori, gli operatori della filiera del tabacco, e non ultimo gli operatori legali della distribuzione, come i tabaccai.
In Italia, la sinergia delle azioni delle Forze dell’Ordine, l’introduzione di strumenti di tracciamento sempre più sofisticati lungo tutta la filiera, il mantenimento di una politica fiscale equilibrata, e la sensibilizzazione dei consumatori finalizzata alla diffusione di una cultura della legalità hanno permesso di ridurre significativamente l’impatto del fenomeno, del 38% rispetto al 2020. Infatti, mentre in alcuni Paesi europei le vendite illecite assumono proporzioni particolarmente significative, come Francia e Grecia dove le quote di contrabbando rappresentano rispettivamente il 29 % e il 24% sul totale del consumo, in Italia l’incidenza è del 2,2%: il nostro Paese si posiziona infatti al 27esimo posto (su 30) della classifica sull’incidenza del consumo illecito.
Un quadro complessivamente migliore rispetto ad altri Paesi europei non esclude tuttavia che fattori esogeni propri della nostra attualità, come elevata inflazione, crisi energetica e conflitto russo-ucraino, favoriscano una potenziale ripresa del fenomeno nei prossimi anni. Inoltre, anche per il 2021 il prezzo si è confermato uno dei principali driver del contrabbando: con l’aumento dei prezzi delle sigarette – che nel corso del 2020 è stato in media di 2,6 punti percentuali superiore al livello generale dei prezzi – i consumatori meno abbienti rischiano di essere espulsi dal mercato legale e di decidere di optare per un mercato più in linea con le loro disponibilità economiche.
Sono questi alcuni dei dati e delle riflessioni contenuti nell’annuale Report sul contrabbando in Italia, quest’anno intitolato ‘Il mercato illecito di sigarette e prodotti di nuova generazione in Italia. Come cambia tra crisi economica, fine pandemia e scenari di guerrà. Lo studio è realizzato da Intellegit, la start-up sulla sicurezza dell’Università di Trento, con il contributo di BAT Italia e curato da Andrea Di Nicola (presidente e socio fondatore Intellegit, nonchè professore di criminologia e direttore del Centro di Scienze della Sicurezza e della Criminalità).
Il Report, giunto alla sua 5^ edizione, da quest’anno viene esteso anche a Trieste oltre a Napoli, Milano, Bari e Palermo, e incrocia i più recenti dati disponibili dalle diverse fonti esistenti in materia (Project Stella KPMG, Empty Pack Survey, Mistery Shopper a cura di AZ Investigation, BAT, Comando Generale della Guardia di Finanza, dati sul monitoraggio dei canali di vendita illecita online dei prodotti di nuova generazione). Oltre all’analisi delle rotte, dei punti di transito, dei luoghi di consumo e di sequestro delle sigarette di contrabbando e dei prodotti di nuova generazione, quest’anno contiene anche un approfondimento sulle percezioni e le opinioni dei tabaccai sul fenomeno del contrabbando nel nostro Paese.
Per quanto riguarda il contrabbando di sigarette, anche per il 2021 Udine (33,8%) e Trieste (21,5%) si classificano ai primi posti per la maggiore incidenza di prodotti non domestici sul totale di quelli rilevati e confermano la loro crescente importanza strategica nei flussi di sigarette non domestiche provenienti dall’Est Europa e dai Balcani, regione da cui originano il 33% dei flussi illeciti, di cui il 16,9% solo dalla Slovenia, principale paese di provenienza. Perdono invece di importanza i canali tradizionali dall’Ucraina e dalla Bielorussia, situazione destinata a perdurare anche nel prossimo futuro a causa del conflitto armato in corso, suggerendo modificazioni a livello di gruppi criminali e di modalità operative che vanno poste sotto attenzione. Oltre la metà dei sequestri (56,6%) nel nostro Paese appartiene alla categoria delle illicit whites, marchi prodotti lecitamente in Paesi extra UE e destinati invece soprattutto al mercato illecito nei Paesi dell’Unione Europea.
La produzione di tali sigarette è concentrata nell’Est Europeo per ragioni legate direttamente al minor prezzo del pacchetto e alla minor qualità del tabacco lavorato usato in quei Paesi. Ancora una volta, dunque, i differenziali di prezzo fra nazioni si confermano essere una delle principali leve del contrabbando.
Nel 2021 l’incidenza di illicit whites sul totale dei pacchetti non domestici rilevati diminuisce rispetto al 2020, ma i dati
mostrano un consumo che non è più solo una peculiarità dei comuni del Sud ed è diffuso in altre aree del Paese.
Casoria, la prima città in classifica, si attesta su un valore di poco superiore al 50%, contro più del 75% della prima classifica dello scorso anno (Marano di Napoli). Inoltre, in cima alla classifica si trovano per la prima volta anche città del Nord Italia: Modena (terzo posto) con un’incidenza del 50%, Savona e Rimini (sesto e ottavo posto) con il 33,3%. Sembrerebbe quindi che il consumo di questa tipologia di sigarette non sia più solo una peculiarità dei comuni del Sud ma si stia diffondendo in altre aree del Paese.
I prezzi di vendita delle sigarette lecite sono aumentati nel 2021 in quasi tutti i Paesi europei. In Italia il costo medio di un pacchetto di sigarette è di poco superiore ai 5 euro, 16 centesimi in più rispetto al 2020. L’aumento dei prezzi e la loro variabilità in Europa sono fattori che rappresentano una vulnerabilità del sistema e un’opportunità per i contrabbandieri.
Questo soprattutto alla luce dei valori rilevati sul consumo di sigarette non domestiche in Italia: benchè in media nel 2021 il consumo di prodotti illeciti sia diminuito rispetto agli anni precedenti (3%, la metà di quello del 2016), nella seconda metà del 2021 si osserva una leggera crescita, che potrebbe indicare il rischio di una graduale ripresa del mercato illecito a causa dell’allentarsi delle misure contenitive adottate per la pandemia di Covid-19 e delle conseguenze economiche che ne sono derivate, ora enfatizzate dall’instabile quadro geopolitico Europeo caratterizzato da inflazione elevata, crisi economica ed energetica e conflitto Russo-Ucraino.
Nel 2020 la Guardia di Finanza ha effettuato 1.824 operazioni nel contrasto al fenomeno del contrabbando. I tabacchi sequestrati sono per oltre la metà di illicit whites (56,5%) e per il 43,1% di marchi noti, costituiti entrambi principalmente da tabacchi lavorati (sigarette e altri prodotti confezionati, rispettivamente 92,3 e 98,0%).
I sequestri si sono concentrati nei comuni della Campania, che spiccano sia per numero di operazioni sia, in alcuni casi, per quantità sequestrata, ma anche nelle aree portuali del Friuli e della Liguria e in Lombardia. Napoli si conferma al primo posto tra le province italiane per numero di sequestri (893), ma anche Trieste e Genova confermano la loro rilevanza, in particolare il capoluogo friulano, al primo posto nella classifica nazionale delle quantità sequestrate, con 80,1 tonnellate, seguita da Brescia (57,5 tonnellate), Napoli (49,5 tonnellate) e Genova (13,5 tonnellate).
‘L’azione di contrasto è stata ulteriormente intensificata nel 2021 e nei primi mesi del 2022, nel corso dei quali sono state sequestrate 649 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e denunciate 1.165 persone, di cui 155 tratte in arresto. Le indagini confermano la transnazionalità del fenomeno e il coinvolgimento di ramificate organizzazioni criminali, dotate di grandi quantità di risorse finanziarie, mezzi e uomini, che ottengono enormi profitti in danno del bilancio dello Stato e dell’Unione europea, degli operatori onesti e della salute dei consumatori. L’Italia continua ad essere, inoltre, sia mercato di consumo che luogo di produzione e transito di prodotti verso altri Paesi membri – ha dichiarato il Generale di Brigata Giuseppe Arbore, Capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale -. In tale contesto, la Guardia di Finanza ha rafforzato la propria partecipazione al network internazionale delle Agenzie di law enforcement. Tali forme di cooperazione, promosse da Europol, Interpol, Olaf e Organizzazione Mondiale delle Dogane, consentono un continuo e mirato scambio di informazioni ed azioni operative coordinate volte a disarticolare le organizzazioni criminali ed a sottoporre a sequestro i proventi illeciti, anche all’estero. A partire dal mese di giugno del 2021, un ulteriore impulso alle attività di indagine è stato fornito dalla Procura Europea, di cui la Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria a competenza generale, è il naturale referente nella repressione dei reati, come il contrabbando, che ledono gli interessi finanziari unionalì.
Tra il 2018 e il 2021, le abitudini dei consumatori sono cambiate sensibilmente: il mercato delle sigarette tradizionali ha subito un calo del 9,4%, mentre il consumo dei prodotti di nuova generazione, in particolare stick THP e cartucce di eLiquids, è aumentato. Allo stesso tempo, il traffico illecito dei prodotti di nuova generazione si è sviluppato principalmente sul web attraverso il canale di vendita online, affiancato con minore impatto da bancarelle e venditori ambulanti. La maggior parte dei siti internet di rivenditori di liquidi da inalazione, stick THP e dispositivi THP operanti illecitamente è straniera: nel 2021 sono stati analizzati 71 siti Internet di rivenditori di liquidi da inalazione operanti illecitamente, dei quali un terzo sono italiani (24) e due terzi stranieri (47). I Paesi di maggior provenienza sono Russia (per i liquidi da inalazione), Russia e Stati Uniti (per gli stick THP) e Regno Unito (per i dispositivi THP).
Con l’obiettivo di raccogliere sempre più informazioni e dati utili alla prevenzione e contrasto del contrabbando, Intellegit e BAT Italia hanno condotto e integrato nello studio la prima indagine sulla percezione dei tabaccai riguardo la vendita illecita di sigarette tradizionali e dei prodotti di nuova generazione in Italia.
I risultati suggeriscono una presenza capillare del mercato illecito sul territorio nazionale (confermando che non esistono aree del Paese immuni e che possono essere trascurate) e fanno trasparire come la questione rappresenti un problema molto sentito per la maggioranza degli intervistati. Secondo la loro percezione, il finanziamento di organizzazioni criminali è un danno del contrabbando particolarmente sentito da Nord a Sud, seguito dai danni all’erario; inoltre, il mercato illecito ridurrebbe i loro ricavi di circa il 13,7% per quanto riguarda le sigarette tradizionali, e del 12,8% in riferimento ai prodotti di nuova generazione. E se da un lato circa un terzo dei tabaccai teme una possibile futura crescita del fenomeno dovuta agli effetti delle conseguenze economiche derivanti dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina, manifestando una preoccupazione diffusa, dall’altro la maggior parte dei intervistati (64% al Nord, 69% al Centro e 75% al Sud) considera le campagne di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai consumatori una strategia utile nella prevenzione e contrasto del contrabbando sia di sigarette che di prodotti di nuova generazione.
‘Nell’impegno di BAT Italia per un futuro migliore, A Better Tomorrow, prosegue la proficua collaborazione tra le istituzioni, le forze dell’ordine e gli enti di ricerca per monitorare il fenomeno del contrabbando di sigarette e prodotti di nuova generazione in Italià, ha affermato Alessandro Bertolini, Vice Presidente di BAT Italia e Responsabile Affari Legali e Relazioni Esterne per il Sud Europa. ‘Il report di quest’anno conferma il trend positivo dell’Italia, con il contrabbando ai minimi storici, grazie proprio allo straordinario lavoro di prevenzione e contrasto delle forze dell’ordine – ha aggiunto -. Ma anche grazie a una politica fiscale equilibrata che, mantenendo prezzi accessibili ai consumatori sul mercato legale, consente di arginarlo, a differenza di altri Paesi in cui prezzi molto elevati portano il mercato illecito a crescere e prosperare. Come BAT Italia, siamo convinti che per proseguire questo cammino virtuoso non bisogna abbassare la guardia: la crisi economica che accompagna l’uscita dalla pandemia e la più recente guerra in Ucraina potrebbe spingere i consumatori a rivolgersi nuovamente al mercato illecito, per accedere a prezzi più bassi. Inoltre, registriamo anche quest’anno un incremento nell’acquisto di liquidi per le sigarette elettroniche e degli stick per i prodotti a tabacco riscaldato da canali non autorizzati, soprattutto online, con conseguenze molto dannose per la salute dei consumatori. Accanto alle evidenze numeriche, quest’anno abbiamo deciso di coinvolgere chi lavora sul campo: i tabaccai, per i quali è emerso che una corretta informazione dei consumatori potrebbe contribuire ad arginare il fenomeno. E’ per questi motivi che come BAT Italia siamo orgogliosi di collaborare al fianco di istituzioni, forze dell’ordine e di tutta la filiera per monitorare e analizzare il fenomeno da un lato e aumentare la consapevolezza dei consumatori rispetto alle conseguenze dell’acquisto di prodotti dal mercato illecito, soprattutto con riferimento alle implicazioni per la salutè.
Andrea Di Nicola, curatore dello studio e presidente di Intellegit, sottolinea l’importanza del metodo che il Report sul contrabbando di sigarette in Italia, anche con un costante confronto tra attori pubblici e privati, ha saputo sviluppare fin dalla prima edizione: ‘Da sempre abbiamo deciso di lavorare alla costruzione di un grande dataset sul contrabbando in Italia, capace di raccogliere e fondere, facendoli dialogare, i principali dati esistenti dei settori pubblico e privato con altre fonti informative nuove, create ad hoc. Rispetto a queste ultime, la novità di quest’anno è rappresentata dalla prima indagine sulla percezione dei tabaccai riguardo il contrabbando di sigarette tradizionali e dei prodotti di nuova generazione (realizzata da Intellegit e BAT Italia), che ci ha permesso di acquisire informazioni inedite e capillari a livello comunale che provengono da osservatori privilegiati. Proseguiamo quindi nella strada di irrobustire il dataset nazionale per mettere a disposizione di esperti e operatori un patrimonio conoscitivo unico e sempre aggiornato la cui utilità credo vada al di là delle analisi che annualmente presentiamo in questo rapportò.
‘Lo Stato italiano incassa ormai più di 10 miliardi l’anno dal consumo di sigarette, tabacco riscaldato e liquidi da inalazione. E ha deciso di distinguere le accise in relazione al fatto che il suo incasso doveva salire gradualmente, ma tenendo ben conto delle diverse tipologie a fronte della diminuzione da anni in corso delle sigarette tradizionali – ha commentato Oscar Giannino, giornalista economico -. E senza pensare a fughe in avanti di una tassazione già così rilevante, come avvenuto invece in altri Paesi UE: non è un caso ma c’è invece un rapporto di causazione diretta, tra chi ha alzato per via fiscale il prezzo del pacchetto a 10 euro e oltre, e i Paesi in cui il fenomeno dell’illecito e del contrabbando ha raggiunto la doppia cifra percentuale rispetto al mercato legale. E’ un errore da evitare: perchè a rischio sarebbe la salute di un maggior numero di consumatori di prodotti illeciti, e tutti i componenti delle filiere legali di produzione e distribuzione ci perderebbero insieme allo Stato per primò.
– foto ufficio stampa BAT Italia –
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Morto Angelo Guglielmi, fu lo storico direttore di Rai3
ROMA (ITALPRESS) – E’ morto nella notte a Roma Angelo Guglielmi, storico direttore di Rai3. Nato ad Arona il 2 aprile del 1929, dopo aver ottenuto nel 1951 la laurea in lettere all’Università di Bologna insegna per qualche anno nelle scuole medie di Cento e Ferrara, nel 1954 supera il concorso per entrare alla Rai, dal 1976 al 1987 fu capostruttura di Rai1. Tra i programmi da lui ideati si ricorda Bontà loro, storica trasmissione condotta da Maurizio Costanzo. Prima di divenire direttore di Rai3, è stato a capo del Centro di produzione Rai di via Teulada in Roma.
Scrive per Paese Sera e per il Corriere della Sera, nonchè su numerose riviste e fonda il collettivo letterario neo-avanguardista Gruppo 63 con Umberto Eco ed Edoardo Sanguineti.
Dal 1987 al 1994 ricopre la carica di secondo direttore di Rai3: rilevata da Giuseppe Rossini, la trasforma in un canale dinamico e innovativo, introducendo per primo in Italia il concetto di Tv verità. Sotto la sua direzione nascono programmi cult come Telefono giallo, Samarcanda, Linea rovente, Un giorno in pretura, La Tv delle ragazze, Blob, Chi l’ha visto?, Mi manda Lubrano (poi divenuto Mi manda Raitre), Io confesso, Magazine 3, Avanzi, Ultimo minuto, Quelli che il calcio (passato nel 1998 su Rai2), Da Storia Nasce Storia, Tunnel e Storie maledette, e vengono lanciati personaggi come Corrado Augias, Michele Santoro, Donatella Raffai, Roberta Petrelluzzi, Serena Dandini, Fabio Fazio, Piero Chiambretti, Giuliano Ferrara, Daniele Luttazzi e Franca Leosini. Di Guglielmi fu l’idea di mettere in bianco e nero e fra virgolette rosse le annunciatrici dei programmi. Svolge in tutti questi anni l’attività di critico letterario (soprattutto su l’Espresso) e diventa uno dei più temuti critici della nuova narrativa italiana. Dal 1995 al 2001 è presidente e amministratore delegato dell’Istituto Luce. Dal 2004 al 2009 venne chiamato da Sergio Cofferati nella giunta comunale di Bologna in qualità di assessore alla cultura.
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Papa “Porre fine a folle guerra in Ucraina”
ROMA (ITALPRESS) – “Rinnovo la mia vicinaza al popolo ucraino, a quanti fanno le spese di brutali attacchi. Che Dio mostri la strada per porre fine a questa folle guerra”. Lo ha detto Papa Francesco durante l’Angelus a piazza San Pietro, durante il quale ha rivolto il suo pensiero anche alla situazione nello Sri Lanka. “Mi unisco al dolore del popolo dello Sri Lanka che subisce gli effetti dell’instabilità politica ed economica – ha detto – Insieme ai vescovi rinnovo l’appello alla pace. Imploro coloro che hanno autorità di non ignorare il grido dei poveri”.
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