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L’idea del salario minimo piace al 46% degli italiani

ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi giorni la politica italiana sta discutendo sulla possibilità di istituire un salario minimo per i lavoratori. Un’idea che, nel complesso viene condivisa da quasi la metà della popolazione (46,4%), mentre il 29,3%, si dichiara d’accordo a condizione che vengano stanziati degli incentivi alle imprese. Da un punto di vista professionale, sono soprattutto i dipendenti e i disoccupati a condividere l’idea di un salario minimo “tout court”. Una condivisione “a prescindere” che diventa sempre più forte man mano che si scende nella penisola, fino a superare il 50% al Sud e a raggiungere il 65% nelle Isole e che coinvolge, a livello politico nazionale, i 3/4 degli elettori del Movimento 5 Stelle.
Tra provocazioni e proposte in discussione c’è anche quella di un’eventuale abolizione del reddito di cittadinanza per finanziare l’introduzione del salario minimo. Un’idea che trova il supporto del 58% della popolazione e diventa quasi totalitaria tra gli elettori di Lega e Fratelli d’Italia. Di parere contrario, ovviamente, gli elettori del Movimento 5 Stelle, anche se 1 su 4 sarebbe disposto a rinunciare al provvedimento simbolo del Movimento a favore di un salario minimo.

Dati Euromedia Research – Realizzato il 06/06/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
(ITALPRESS).

Intesa Sanpaolo, alle Pmi 4 mld per progetti di economia sostenibile

MILANO (ITALPRESS) – “Sostenibilità e circolarità del Sistema Casa”. E’ il dibattito organizzato da Intesa Sanpaolo, partner istituzionale del Salone del Mobile.Milano 2022, che si è svolto presso l’installazione Design with Nature nel padiglione 15.
Quella guidata da Carlo Messina è la prima banca italiana nel supporto finanziario al settore del mobile e del sistema casa italiano.
Al dibattito hanno partecipato illustri imprenditori dell’arredo e del design italiano per una riflessione sullo sviluppo del settore, alla luce delle tematiche fondamentali del Salone di quest’anno: transizione ecologica ed economia circolare in un’ottica di sviluppo sostenibile e cultura del recupero dei materiali.
L’incontro è stato introdotto da Daniele Pastore, direttore generale di Intesa Sanpaolo Casa, la società di intermediazione immobiliare del Gruppo Intesa Sanpaolo, che ha nell’attenzione all’ambiente e alle ricadute dello sviluppo edilizio sul territorio uno dei tratti peculiari del suo approccio innovativo applicato al mercato immobiliare italiano. Tale approccio corrisponde a una logica coerente con le inclinazioni del Gruppo Intesa Sanpaolo, posizionato ai vertici dei più importanti indici internazionali di sostenibilità.
Ai saluti di benvenuto ha fatto seguito la presentazione dello scenario economico del settore del mobile curata da Stefania Trenti, Responsabile Industry Research Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. A seguire, Anna Roscio, Executive Director Sales&Marketing Imprese Intesa Sanpaolo e l’architetto Mario Cucinella, fondatore dello Studio MCArchitects e curatore dell’installazione Design with Nature nell’ambito della 60esima edizione del Salone del Mobile.Milano, hanno dialogato con gli imprenditori Gianni Caimi, CEO Caimi Brevetti, una delle principali realtà produttive europee design-oriented che ha diretto le proprie ricerche scientifiche e tecnologiche al settore del benessere acustico, Daniele Lago, CEO e Head of Design LAGO, leader nel settore dell’arredamento e del design con una forte attenzione all’ambiente e alla riduzione di scarti e consumi energetici, Tiziana Monterisi, CEO e co-founder RiceHouse, startup innovativa italiana che riutilizza gli scarti del riso per produrre materiali per il settore edile e Andrea Tagliabue, vicepresidente di Tabu, eccellenza italiana nella tintoria del legno che fa dell’economia circolare una vocazione e un impegno quotidiano.
Dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo presentata nel corso del dibattito, “essere green conviene” non solo perchè i fattori ESG migliorano le performance delle aziende e sono abilitanti per l’accesso al credito in una nuova ottica sostenibile, rispettosa dell’ambiente e orientata alla cultura del recupero, ma comporterà sempre maggiori benefici sociali attraverso la creazione di nuova occupazione. Per favorire la transizione ecologica delle PMI e facilitare la misurabilità delle azioni per perseguirla, Intesa Sanpaolo ha dedicato un plafond pari a 1,5 miliardi di euro a favore di investimenti volti a ridurre l’impatto ambientale pensati per premiare e valorizzare i modelli di business sostenibili delle aziende, come gli S-Loan Climate Change. Inoltre, la Banca con il nuovo piano d’Impresa 2022-2025 conferma la propria leadership per le tematiche ESG, destinando nuovo credito per 88 miliardi di euro a favore di green economy e transizione ecologica delle aziende strutturate e delle PMI.
Su queste direttrici prosegue e si rafforza la partnership tra Intesa Sanpaolo e il Salone, iniziata nel 2017, nel solco di un affiancamento pluriennale che vede il primo gruppo bancario del Paese impegnato a supportare con iniziative specifiche il settore del mobile, dell’arredo e del design italiano, per accompagnare le imprese di tutta la filiera nel loro percorso di crescita sostenibile in Italia e all’estero.
“Sta crescendo la consapevolezza delle nostre PMI verso i temi della transizione ecologica e verso la necessità di misurare l’efficacia di questo percorso con criteri condivisi – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales&Marketing Imprese Intesa Sanpaolo -. Infatti, secondo i dati della nostra Direzione Studi e Ricerche, le imprese del mobile che hanno ottenuto certificazioni ambientali tra il 2008 e il 2019 hanno creato maggiore occupazione e ottenuto risultati migliori in termini di crescita del fatturato e redditività, rispetto a quelle senza certificazioni. Le imprese riconoscono che essere green conviene, non solo per un più agile accesso al credito, ma soprattutto per accelerare progetti virtuosi di sostenibilità sociale oltre che ambientale. Questo genera impatti positivi sulla diffusione di nuovi valori culturali oltre che economici, legati al recupero e riutilizzo delle materie, alla gestione efficiente degli scarti, alla circolarità dei cicli. La relazione pluriennale con il Salone del Mobile ci offre un osservatorio importante su questo mondo: per il Sistema Casa abbiamo messo a disposizione un plafond di 1,5 miliardi di euro oltre a strumenti premianti che valorizzano gli obiettivi ESG delle imprese e abbiamo già erogato oltre 4 miliardi in S-Loan e circular economy a favore delle PMI italiane”.
Lo Studio condotto e presentato da Stefania Trenti, responsabile Industry Research Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, evidenzia come il mobile sia uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy nel mondo che proprio grazie all’export nel 2021 aveva ottenuto ottimi risultati, con un balzo dell’8,3% rispetto ai livelli 2019, raggiungendo i 10,8 miliardi di euro grazie mercati USA, Francia, Germania e Cina, contribuendo a generare un saldo di 8,3 miliardi di euro. Le ottime performance all’estero si sono unite al buon dinamismo della domanda interna, in presenza di incentivi e di una maggiore attenzione all’ambiente domestico post-pandemia, portando il fatturato a superare ampiamente i livelli pre-Covid: +15,7% rispetto al 2019, meglio dell’industria manifatturiera italiana (+9,1%) e di alcuni grandi competitor europei del settore, quali Germania (+0,6%), Francia (+1,2%) e Spagna (+1,5%). Anche l’avvio del 2022 si è caratterizzato per un andamento altrettanto brillante che ha visto la crescita nel primo trimestre sia del fatturato +13,9%, sia delle esportazioni +20,7%.
Lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina muta lo scenario anche per le imprese del mobile: prezzi dell’energia ai massimi, esportazioni verso il mercato russo e ucraino del valore di 3,7% verso il 2% medio manifatturiero nel 2021 e soprattutto una domanda per durevoli penalizzata sia in Italia che negli altri paesi europei dall’incertezza e dalle bollette energetiche porteranno a una frenata del fatturato a prezzi costanti. La crescita attesa dei prezzi consentirà tuttavia al settore di registrare un nuovo incremento nel fatturato a prezzi correnti (+13,1% in media d’anno). In assenza di una escalation del conflitto, il settore potrà riprendere buoni ritmi di sviluppo nei prossimi anni con una previsione di crescita del 2,7% medio annuo a prezzi correnti nell’orizzonte al 2026. Per ottenere questi risultati sarà cruciale per il settore del mobile proseguire sulla strada del rafforzamento competitivo, accelerando sul fronte degli investimenti orientati in particolare verso: transizione green e digitalizzazione, processi e funzioni di vendita, R&S e formazione del capitale umano.
Premianti per la crescita dell’industria del mobile saranno anche gli investimenti in economia circolare, intensificando gli sforzi sul fronte della gestione delle risorse idriche e dei rifiuti e dell’utilizzo di materie prime di riciclo all’interno dei processi produttivi, politiche che già ora sono più diffuse tra le imprese del mobile rispetto alla media manifatturiera (il 32,7% delle imprese del mobile utilizza materie prime seconde contro il 25,4% del manifatturiero).
Essere green conviene: secondo una analisi originale su un campione di oltre 2500 bilanci, nel decennio 2008-2019 le imprese del mobile con una maggiore attenzione alla sostenibilità, testimoniata dall’ottenimento di certificazioni ambientali, hanno creato occupazione (+10,2%) e registrato migliori performance sia in termini di crescita del fatturato (+20,7% in mediana vs -6,9% per le non certificate) che di EBIDTA margin (+0,6% tra il 2008 ed il 2019 vs una riduzione dello 0,7% per le altre).
Anche le filiere di fornitura di prossimità, già tipiche della struttura del settore, potranno essere funzionali a un miglior presidio degli obiettivi di sostenibilità dell’intera filiera. Le forniture ravvicinate potrebbero, tra l’altro, intensificarsi nei prossimi anni, come reazione alle difficoltà logistiche incontrate durante la fase più critica della pandemia. Secondo l’inchiesta di Intesa Sanpaolo presso i propri gestori, poco meno del 50% dichiara di aver osservato tra le imprese clienti del mobile l’intenzione di avvicinare gli approvvigionamenti a favore di fornitori localizzati o nella stessa regione o comunque in Italia.
Le iniziative di Intesa Sanpaolo per le imprese del “Sistema Casa” La prima banca italiana rinnova il supporto al settore del mobile, dell’arredo e del design italiano, cui ha già destinato un plafond per erogazioni di credito pari a 1,5 miliardi di euro a favore di investimenti volti a ridurre l’impatto ambientale delle imprese e a svilupparne le attività all’estero.
L’iniziativa attiene alla più ampia collaborazione con il sistema FederlegnoArredo e con il Salone del Mobile.Milano e rientra in Motore Italia, il programma strategico di Intesa Sanpaolo avviato nel 2021 per sostenere le PMI con nuovo credito e liquidità.
Attraverso soluzioni per la liquidità delle PMI, impulso agli investimenti, finanza straordinaria e soluzioni per accompagnare le imprese verso la transizione digitale e sostenibile, Intesa Sanpaolo rafforza ulteriormente il ruolo di banca leader per le tematiche ESG.
In questo ambito si inseriscono anche le recenti misure introdotte a favore delle imprese alla luce dell’aumento dei prezzi e dei rischi collegati alla volatilità delle materie prime oltre alle nuove iniziative immediate per supportare le PMI energivore e quelle con fatturato derivante in larga parte dall’export.
Inoltre, per supportare le imprese che ambiscono a migliorare il profilo di sostenibilità e con l’obiettivo di affiancarle in un percorso di cambiamento strutturale, correlando le decisioni di natura economica ai loro impatti ambientali e sociali, Intesa Sanpaolo ha ideato una innovativa formula di finanziamento premiante ossia gli S-Loan legati alle tematiche ESG, come ad esempio S-Loan Climate Change, dedicato a PMI e mid-cap che intendono investire per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre il proprio impatto ambientale attraverso progetti per una trasformazione sostenibile; S-Loan ESG, finalizzato a investimenti di sostenibilità in tutte le tematiche ambientali, sociali e di buona governance; S-Loan Diversity, destinato a favorire la parità di genere e poi a fine anno anche S-Loan Agribusiness e l’S-Loan Turismo.
Complessivamente, dal lancio del finanziamento di tipo S-Loan nel 2020 e dall’istituzione del plafond per la circular economy nel 2019, Intesa Sanpaolo ha erogato alle PMI più di 4 miliardi di euro con oltre 1.500 operazioni concluse.
Nell’ambito del nuovo Piano di Impresa 2022-2025, il Gruppo destinerà 115 miliardi di euro alla comunità e alla transizione verde riservando nuovo credito a green economy, economia circolare e alla transizione ecologica per 88 miliardi di euro, con forte attenzione alla transizione ecologica di aziende strutturate e delle piccole e medie imprese.
Da qui al 2026, inoltre, Intesa Sanpaolo programma erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Pnrr, Draghi “Il piano parte dal basso, protagoniste le regioni”

ROMA (ITALPRESS) – “Gli accordi di oggi sono un passaggio importante nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La scelta di” sottoscriverli “a Palazzo Chigi è un segno dell’importanza che il Governo dà alle Regioni e agli altri enti territoriali nell’attuazione del Pnrr. Il Pnrr è un piano che parte dal basso e che ha bisogno del vostro contributo – e di quello dei vostri colleghi – per avere successo. Tocca a voi progettare interventi di rilevanza strategica per lo sviluppo dei vostri territori. Siete i protagonisti del Piano, e il Governo vuole sostenervi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della cerimonia di firma dei primi Protocolli di Intesa con 6 Regioni per l’avvio dei ‘Progetti bandierà del Pnrr.
“I protocolli che firmiamo oggi riguardano due progetti di grande interesse territoriale e nazionale. Entrambi mettono a sistema diversi interventi previsti dal PNRR grazie alla capacità di selezione e progettazione territoriale promossa dalle Regioni. Il progetto proposto dalla Regione Liguria – ha spiegato – serve a realizzare un ‘Centro di Medicina Computazionale e Tecnologicà. Unisce infrastrutture scientifiche, tecnologiche e cliniche in modi innovativi e ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento nel settore. Il progetto delle regioni Piemonte, Friuli-Venezia-Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia punta a realizzare siti di produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse. Contribuisce a stimolare la crescita, a creare occupazione. Ci avvicina ai nostri obiettivi energetici e climatici, che il Governo è determinato a mantenere e anzi a perseguire con sempre maggiore convinzione. I ‘progetti bandierà intendono premiare le capacità creative degli enti territoriali, rafforzare la coesione sociale e territoriale. Quelli di oggi sono soltanto i primi, a cui ne seguiranno altri”, ha assicurato Draghi.
Alla cerimonia erano presenti i ministri per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini; dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa; della Salute, Roberto Speranza; della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani; il sottosegretario Roberto Garofoli, il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga; della Liguria, Giovanni Toti; del Piemonte, Alberto Cirio; dell’Umbria, Donatella Tesei; della Puglia, Michele Emiliano, e della Basilicata, Vito Bardi.
-foto agenziafotogramma.it-
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Zelensky annuncia il “Libro dei carnefici” sui crimini di guerra

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a causa del conflitto, il prossimo “sarà sicuramente l’inverno più difficile di tutti gli anni dell’indipendenza”. Anche per questo, in un momento così complesso, Kiev ha deciso di sospendere le esportazioni di gas e carbone. “In questo momento – ha detto Zelensky in un videomessaggio -, non venderemo il nostro gas e il carbone all’estero. Tutta la produzione nazionale sarà indirizzata ai bisogni interni dei nostri cittadini. Allo stesso tempo – ha aggiunto -, stiamo facendo tutto il possibile per aumentare le nostre capacità di esportazione di elettricità”. Zelensky, tornando a parlare della domanda di adesione all’Unione europea e dello status di candidato per il suo paese, ha riferito di avere avuto un incontro con i rappresentanti dell’Ue e con i singoli stati membri e che il lavoro continua con l’obiettivo di “giungere a una decisione storica significativa già a giugno”.
La guerra, però, sul campo prosegue e si registrano ancora perdite. Secondo Zelensky “più di 31.000 militari russi sono già morti in Ucraina. Dal 24 febbraio – ha continuato – la Russia paga quasi 300 vite al giorno per una guerra del tutto inutile contro l’Ucraina. E comunque verrà il giorno – ha evidenziato – in cui il numero delle perdite, anche per la Russia, supererà il limite consentito”. Poi il leader ucraino ha annunciato: “La prossima settimana è previsto il lancio di uno speciale ‘Libro dei carneficì, un sistema informativo che raccoglie dati confermati sui criminali di guerra”.
Al fronte, intanto, la battaglia continua, soprattutto nel Donbass. Secondo quanto riporta la Cnn, che fa riferimento a immagini satellitari, gli attacchi hanno colpito almeno due ospedali nelle città ucraine di Severodonetsk e Rubizhne. In particolare, nel centro di Severodonetsk, sarebbero stati distrutti alcuni edifici di un complesso ospedaliero dove sul tetto era dipinta una grande croce rossa. Secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, i soldati di Kiev “stanno contenendo con successo l’assalto nella città di Severodonetsk e le ostilità continuano”.
-foto agenziafotogramma.it-
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A Milano-Bicocca incontro su “Giustizia e media” con Mentana e Salvi

ROMA (ITALPRESS) – E’ dedicato al rapporto tra giustizia e mondo dell’informazione il nuovo incontro organizzato dal Corso di dottorato in Scienze giuridiche dell’Università di Milano-Bicocca insieme con L.E.I. – Laboratorio di Ecologia dell’Informazione. Venerdì 10 giugno, alle ore 14.30, si terrà nella sala lauree del Dipartimento di Giurisprudenza (ed. U6-II piano) un incontro sul tema “Giustizia e media”. All’iniziativa prenderanno parte Glauco Giostra, ordinario di Procedura penale all’Università “La Sapienza” di Roma, il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, il direttore di “Questione Giustizia” ed ex magistrato Nello Rossi e il procuratore generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi. I lavori saranno introdotti da Loredana Garlati, ordinario di Storia del Diritto medievale e moderno dell’Università di Milano-Bicocca, e moderati da Giulio Enea Vigevani, ordinario di Diritto costituzionale, Università di Milano-Bicocca e componente del comitato scientifico del progetto L.E.I..
Il progetto del Laboratorio di Ecologia dell’Informazione dell’Università di Milano-Bicocca prevede workshop destinati a studenti, dottorandi e giornalisti ed eventi aperti anche alla cittadinanza con personalità del mondo della cultura, professionisti dell’informazione e della comunicazione, ricercatori e divulgatori delle scienze, esperti di economia e geopolitica. L’evento in programma il 10 giugno sarà un momento di confronto alla ricerca di un punto di equilibrio tra le esigenze di pubblica informazione, riservatezza delle attività d’inchiesta e diritti dei cittadini sottoposti ad indagine.
I giornalisti interessati a partecipare possono richiedere l’accredito inviando, entro le ore 16 di mercoledì 8 giugno, una e-mail a: [email protected]. In ragione del limitato numero di posti e delle restrizioni Covid sono disponibili solo 15 accessi in presenza.
Sarà possibile seguire l’evento in streaming collegandosi a questo link: https://unimib.webex.com/wbxmjs/joinservice/sites/unimib-it/meeting/download/3c6834a73fa8248f53ad1d5a69de5bba?siteurl=unimib-it&MTID=mb2ef7b06699d475f38c6e1b548b28f47

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Ucraina, Salvini “Lavoriamo a una risoluzione che metta d’accordo tutti”

ROMA (ITALPRESS) – “Lavoreremo a una risoluzione che metta d’accordo tutto il Parlamento italiano, e che metta al centro la diplomazia”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a Radio Capital, in riferimento al 21 giugno quando il presidente del Consiglio, Mario Draghi, tornerà in Parlamento per riferire alle Camere sulla questione dell’invio delle armi all’Ucraina, in vista del successivo Consiglio europeo.
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Ucraina, Conte “Contributo per pace non mette in discussione atlantismo”

ROMA (ITALPRESS) – “A tre mesi dall’inizio della guerra bisogna cominciare a chiedersi non più come siamo entrati in guerra ma come uscirne”. Lo ha detto il leader del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, a diMatedì su La7. “Il fatto che stiamo dando un contributo su una modalità di uscita da questa guerra – ha aggiunto Conte – non significa mettere in discussione la collocazione euro-atlantica dell’Italia. Io e il M5s siamo quelli che hanno dato una condanna ferma alla Russia, di Putin e della sua aggressione. Abbiamo detto anche assolutamente si sugli aiuti all’Ucraina, però oggi mi sembra che la questione non sia più questa: gli Usa hanno deliberato 40 miliardi di dollari di aiuti ulteriori all’Ucraina, la Gran Bretagna ha confermato che manderà ulteriori armamenti all’Ucraina. Mi sembra che l’Ucraina sia sufficientemente armata, e anche l’Italia ha fatto il suo, con tre invii di forniture militari. Allora – si domanda Conte – possiamo dibattere in Parlamento e cercare di condividere una posizione con le varie forze politiche? Se poi la Lega, Salvini, o altre forze politiche convergeranno, è un fatto secondario”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Barella e Pellegrini in gol, Italia batte Ungheria 2-1

CESENA (ITALPRESS) – L’Italia ritrova gioco e certezze, ma soprattutto la vittoria. Al ‘Manuzzì di Cesena, dopo il pari al debutto con la Germania, arriva il primo successo in Nations League con il 2-1 all’Ungheria di Rossi nel segno di Barella e Pellegrini. Il ct azzurro riporta Pellegrini nei tre di centrocampo e sceglie il tridente leggero con Politano, Raspadori e Gnonto, in campo dal 1’. Il classe 2003 dello Zurigo prima svirgola una conclusione da posizione allettante, poi è ancora in evidenza costruendosi un altro tiro. Sul corner seguente, Mancini svetta altissimo e chiama in causa Dibusz al 21′, protagonista di un gran riflesso. Dall’altro, invece, risponde presente Donnarumma sul velenoso diagonale di Sallai. Ma l’Italia passa in vantaggio al 30′: Spinazzola va in proiezione offensiva, assist per Barella al limite dell’area, che lascia partire un gran destro sul quale Dibusz può solo sfiorare. Una boccata d’ossigeno che libera mente e gambe degli azzurri, che chiudono la prima frazione in crescendo: negli ultimi minuti Pellegrini prima regala a Gnonto il pallone del raddoppio, cestinato da un intervento miracoloso di Nego, e poi si mette in proprio al 45′ col gol dopo la grande giocata di Politano sulla destra. E nella ripresa, il canovaccio non cambia: la Nazionale aggredisce alto e non dà tregua all’Ungheria, Politano colpisce una traversa. Ma nel momento di massima sofferenza, l’Ungheria, sotto gli occhi del premier Orban, accorcia le distanze al 61′ con lo sfortunato autogol di Mancini sul cross del subentrato Fiola. Di fatto l’unica macchia nell’incontro, dove Zerbin fa l’esordio in azzurro e aiuta nella gestione del 2-1 sino al triplice fischio di Scharer. L’Italia balza così al comando con 4 punti e si prepara alla trasferta di Wolverhampton di sabato, dove ritroverà l’Inghilterra dopo la gioia di Wembley della scorsa estate.
– foto LivePhotoSport –
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