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Di Giannantonio pole su Bezzecchi e Marini al Mugello

SCARPERIA (ITALPRESS) – Fabio Di Giannantonio conquista a sorpresa la pole position in MotoGP al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Italia al Mugello. Sul circuito italiano, il pilota del team Gresini, promosso dal Q1, ottiene il miglior tempo in 1’46″156 su bagnato misto ad asciutto, precedendo i due piloti del team VR46 Racing Marco Bezzecchi e Luca Marini che completano la prima fila tutta italiana. In seconda fila Johann Zarco (Ducati Pramac), Francesco Bagnaia con la Ducati ufficiale e il campione del mondo Fabio Quartararo in sella alla Yamaha. Settima posizione per Aleix Espargaro con l’Aprilia, decimo tempo per Enea Bastianini con l’altra moto del team Gresini. Soltanto dodicesimo Marc Marquez, che nelle fasi iniziali è stato vittima di una caduta che ha provocato bandiera rossa e una sospensione delle qualifiche di alcuni minuti.
(ITALPRESS).

Covi vince la 20^ tappa, Hindley nuova maglia rosa

BELLUNO (ITALPRESS) – Alessandro Covi ha vinto la ventesima tappa del Giro d’Italia 2022, la Belluno-Marmolada, di 168 chilometri. Il corridore italiano della UAE Team Emirates conquista la Cima Coppi sul Passo Pordoi e riesce a tagliare il traguardo per primo anche sul Passo Fedaia, davanti a Domen Novak (Bahrain-Victorious) e Giulio Ciccone (Trek-Segafredo). Il tappone di montagna stravolge anche la classifica generale, con Jai Hindley (Bora-Hansgrohe) che strappa la maglia rosa dalle spalle di Richard Carapaz (Ineos-Grenadiers) grazie all’attacco combinato con il compagno di squadra Kamna ai -2 km. L’ecuadoriano paga a caro prezzo l’ultima salita con un ritardo di 1’28” dall’australiano, 1’25” nella generale. Si riavvicina a Carapaz anche Mikel Landa Meana (Bahrain-Victorious), a 1’51” da Hindley. Domani l’epilogo della Corsa rosa con la cronometro di 17.8 km di Verona.
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Florenzi “Il Milan come l’Italia campione d’Europa”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Durante il percorso al Milan ho trovato molte analogie tra i rossoneri e la Nazionale Campione d’Europa. Lo dicevo da un pò, al Milan non mi capivano perchè non avevano vissuto ciò che ho vissuto io. Alla fine sono stato contento di aver avuto ragione”. A parlare, a Coverciano, è Alessandro Florenzi, difensore del Milan e della Nazionale, da ieri al Centro Tecnico Federale per preparare la ‘Finalissimà del 1° giugno con l’Argentina e le prime quattro gare della terza edizione della Uefa Nations League. Tra l’Europeo e lo scudetto c’è stata anche la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale: “Se fossimo usciti in un’ipotetica finale con il Portogallo sarebbe stato diverso, con tutto il rispetto per la Macedonia del Nord che non è al nostro livello. Però il calcio ti insegna che nessuna gara è scontata, che bisogna giocare tutte le partite come una finale. Anche se poi pure a Palermo abbiamo tirato 50 volte in porta. Nelle gare di qualificazione abbiamo creato tanto, ma non abbiamo concretizzato. Non ho rimpianti sul gioco che abbiamo espresso. Capire perchè siamo usciti è difficile, ovviamente quanto accaduto ci dispiace. Ora vogliamo voltare pagina”. Per ripartire è doveroso puntare sui giovani, che per crescere hanno però bisogno di trovare più spazio con i propri club: “Tanti giovani non giocano molto e non è facile. Sono pronti? Sì e no, per me Tonali ad esempio è pronto per giocare in Nazionale”. Se Chiellini è ai saluti finali, Florenzi non ha nessuna intenzione di lasciare la maglia azzurra: “Non si rifiuta mai la Nazionale. Di Giorgio ci mancheranno il carisma, il suo sorriso, i suoi discorsi e la sua tranquillità. Ci lascia una leggenda del calcio italiano, mercoledì vogliamo fargli lasciare la Nazionale con una vittoria”. In panchina ci sarà ancora Roberto Mancini e a chi gli chiede se abbia temuto che il Ct si dimettesse dopo la sconfitta con la Macedonia del Nord Florenzi risponde: “Avevo più paura potesse farlo quando abbiamo vinto l’Europeo”. A Wembley con l’Argentina il pensiero volerà inevitabilmente a un anno fa, a quella corsa gioiosa dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma: “Avrei dovuto tirare il sesto rigore – sottolinea sorridendo – quindi ringrazio Gigio. Sarà un’emozione speciale tornare a Wembley. La delusione del Mondiale resta in tutti noi, ma deve restare anche quanto fatto all’Europeo”.
– foto LivePhotoSport –
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Ritirato al Mugello il numero 46 di Valentino Rossi

FIRENZE (ITALPRESS) – Ritirato il numero 46 di Valentino Rossi. La cerimonia si è svolta sul rettilineo di partenza del circuito del Mugello a Scarperia, nel sabato delle qualifiche del Gp d’Italia. Presenti, oltre all’ex campione pesarese, l’amministratore delegato della Dorna, Carmelo Ezpeleta, ed il presidente della Federazione internazionale di motociclismo, Jorge Viegas. Al ‘Dottorè è stata consegnata una targa con il numero 46 che ha sempre contraddistinto la sua carriera nel mondo del motociclismo. Rossi è stato acclamato da tutto il pubblico presente intorno al circuito del Mugello, in particolare dai sostenitori del fan club a lui intitolato. Visibilmente commosso, ha mostrato la targa verso i tifosi, salutando e concedendosi a qualche selfie con i tanti che erano ad attenderlo anche in zona box e pit lane. “Grazie per il meraviglioso supporto, il tifo e le emozioni di questi anni – ha dichiarato Valentino Rossi a margine della cerimonia – Il pubblico del Mugello è sempre stato emozionante, ieri sera parlavamo con i nostri amici e dicevo loro che il primo giro della domenica mattina durante il warm up è una delle emozioni più grandi per un pilota di moto, quindi grazie. E’ stato bello farlo qui, peccato, potevamo correre altri quattro anni, ma mi fanno male la schiena e le ginocchia e da lì ho capito che ero vecchio”.
– foto xb8/Italpress –
(ITALPRESS).

Ucraina, continua la stretta russa su Severodonetsk e Lyman

“Se gli occupanti pensano che Lyman o Severodonetsk saranno loro, si sbagliano: il Donbass sarà ucraino. Perchè questi siamo noi, questa è la nostra essenza”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio. “Anche se la Russia porta ovunque distruzione e sofferenza – ha continuato -, ricostruiremo comunque ogni città e ogni comunità. E lì non ci sono e non ci saranno alternative alle nostre bandiere ucraine”. La guerra in Ucraina è ormai al novantaquattresimo giorno. Per Zelensky la situazione nel Donbass è “difficile”. “Gli occupanti – ha affermato – stanno cercando di raggiungere in almeno cento giorni di guerra gli obiettivi che speravano di raggiungere nei primi giorni dopo il 24 febbraio. Pertanto, hanno concentrato la massima artiglieria, il massimo delle riserve nel Donbass. Ci sono attacchi missilistici e aerei, tutto”. Sul campo, quindi, l’offensiva prosegue nel Donbass, con combattimenti che contano ancora morti mentre continua la stretta su Severodonetsk. Per la città del Lugansk, però, giungono notizie contraddittorie. La città strategica di Lyman già ieri era considerata in mano ai russi. Secondo l’intelligence britannica, “dal 27 maggio le forze russe hanno probabilmente catturato la maggior parte della città di Lyman, nel nord dell’oblast di Donetsk, in quella che è probabilmente un’operazione preliminare per la fase successiva dell’offensiva russa del Donbass”. Lyman, infatti, è “strategicamente importante” perchè è sede di un fondamentale “nodo ferroviario e dà anche accesso a importanti ponti ferroviari e stradali sul fiume Siverskyy Donets. Nei prossimi giorni è probabile – prosegue l’intelligence britannica nell’ultimo aggiornamento diffuso dalla Difesa del Regno Unito – che le unità russe nell’area diano la priorità all’attraversamento forzato del fiume”. Intanto, mentre sul piano diplomatico le trattative per giungere a una pace sono in stallo, con reciproche accuse tra le parti, il bilancio delle vittime tra i bambini continua ad aggravarsi. Secondo l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, dall’inizio del conflitto a oggi 242 bambini sono stati uccisi e 440 sono rimasti feriti. (ITALPRESS).

foto: agenziafotogramma.it

Miami Heat pareggia sul 3-3 la serie con i Boston Celtics

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Miami Heat pareggia sul 3-3 la serie della finale della Eastern Conference dell’Nba con i Boston Celtics. Sul parquet del TD Garden di Boston, di fronte a oltre 19mila spettatori, il quintetto della Florida annulla il match-ball per i padroni di casa vincendo gara-6 per 111-103. A farla da padrone, la ‘mano caldà di Butler, a referto da top-scorer con un bottino personale di 47 punti (30 di Tatum, 22 di White e 20 di Brown tra i Celtics). Nella notte italiana di lunedì la ‘bellà per decidere il team che sfiderà dal prossimo 2 giugno, per il titolo Nba, i Golden State Warriors, vincenti per 4-1 nella serie della finale a Ovest contro i Dallas Mavericks.
– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Ucraina, Salvini “Io anche a Kiev? Ne sarei felice, serve diplomazia”

“E’ mio dovere fare di tutto per cercare di dare un contributo per il raggiungimento di una pace giusta, usando l’arma più forte: la diplomazia”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, in un’intervista al quotidiano “La Stampa”, il quale si dice disponibile a recarsi anche a Kiev, pur di arrivare alla pace. “Ne sarei felice e sono in contatto con diversi esponenti ucraini, dopo averne ripetutamente incontrato anche ambasciatore e console: sono stato il primo leader italiano ad andare di persona sul confine tra Polonia e Ucraina portando aiuti umanitari, per toccare con mano il dramma dei profughi. Mi fa piacere che il mio esempio sia stato poi seguito da altri” spiega Salvini. “Allo scoppio della guerra e nei mesi a seguire abbiamo approvato e sostenuto ogni aiuto possibile al popolo ucraino aggredito. Entrati nel quarto mese di guerra, e dopo almeno 30.000 vittime su entrambi i fronti, pensiamo che il prolungarsi del conflitto avrebbe costi enormi in termini di vite, farebbe aumentare in modo drammatico la povertà” dice ancora il leader del Carroccio a La Stampa. “E’ mio dovere fare di tutto per cercare di dare un contributo per il raggiungimento di una pace giusta, usando l’arma più forte: la diplomazia. Un grande padre della nostra Costituzione, Giorgio La Pira, nel momento più critico della guerra fredda, ebbe il coraggio di andare a Mosca per parlare di pace. Di pace parla da sempre Papa Francesco, il ritorno al dialogo lo chiede ormai la grande maggioranza degli italiani, certo per me sarebbe più comodo stare in famiglia” conclude. (ITALPRESS).

photo credits www.agenziafotogramma.it

Anniversario piazza della Loggia, Mattarella “Terrorismi sconfitti”

“L’ordigno che la mattina del 28 maggio 1974 venne fatto esplodere in Piazza della Loggia doveva uccidere, seminare paura, intimorire le forze democratiche. Era un anello di quella catena nera del terrore che pretendeva di minacciare la convivenza civile e i diritti costituzionali, insanguinando l’Italia. Brescia e il Paese intero risposero con fermezza e unità, opposero la solidarietà di popolo alla disumanità dei terroristi. La coscienza civile e la maturità delle principali forze sociali, sindacali, politiche, fecero argine in difesa della nostra democrazia e della nostra civiltà. Il cammino della Repubblica è potuto proseguire nella affermazione dei propri valori, delle conquiste raggiunte, della partecipazione. I terrorismi sono stati tutti sconfitti”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della strage di Piazza della Loggia. “In questa giornata di ricordo il nostro pensiero deferente va alle vittime di quella terribile strage, a quanti ne hanno portato le ferite nel tempo, al dolore dei familiari che nessuno potrà mai cancellare – ha aggiunto -. La memoria sollecita un impegno di testimonianza, rivolto anzitutto ai più giovani. Ne è stata esempio l’azione dei familiari delle vittime che, riuniti in associazione e forti di un largo sostegno nella comunità, hanno tenuto alta l’attenzione verso una ricerca compiuta della verità sui responsabili dell’attentato”. (ITALPRESS).

Photocredits www.agenziafotogramma.it

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