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Abete “Valorizzare i giovani per avere club più competitivi”

ROMA (ITALPRESS) – “La missione a breve termine è lavorare sull’impiantistica, sui costi e sul livello dei formatori”. Ha le idee chiare Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti con un passato da numero uno di Figc e Serie C, oltre che di membro Coni e di commissario straordinario della Lega di Serie A. “La missione della Lnd è collegata alla dimensione sociale, al volontariato e alla realtà del territorio – sottolinea Abete in un’intervista a Claudio Brachino per la rubrica ‘Primo Pianò dell’agenzia Italpress – Siamo presenti in tutti i comuni d’Italia, cosa che richiede un progetto che contemperi una logica di metodo e una di specificità, perchè ogni territorio ha la propria peculiarità”. Il suo arrivo tra i Dilettanti è stato salutato con soddisfazione anche da chi crede che bisogna finalmente investire con sempre più determinazione sui giovani. “E’ un mondo da rivitalizzare ma il problema non riguarda solo il calcio bensì il sistema Paese. L’Italia è restia ad una logica del ricambio, su questo versante non ha fatto a sufficienza per garantire ai giovani le stesse opportunità che ha avuto la nostra generazione. Per questo dobbiamo fare un atto di contrizione”. Difficile, se non impossibile, fissare regole che pongano dei vincoli: “Siamo in una realtà comunitaria, se una squadra di C volesse giocare con undici belgi, potrebbe farlo tranquillamente. Possiamo fare invece un’opera di incentivazione per i giovani, il problema si risolve nell’individuazione di politiche che raggiungono il risultato. Le nostre società fatto bene a investire poco sui giovani e tanto sugli stranieri? E’ da 12 anni non vinciamo più niente con i nostri club…”. Anche la Nazionale ne ha risentito, tanto da non qualificarsi per la seconda volta di fila ai Mondiali: “C’è qualcosa che non va. Mancini ha poco più di cento giocatori tra cui individuare gli azzurri per la Nazionale, però è altrettanto vero che noi sottovalutiamo la partecipazione ai Mondiali, dove avevamo sempre fatto meglio rispetto agli Europei. Negli ultimi 15 anni è avvenuto l’esatto contrario, tenendo conto che all’Europeo si qualificano in 23 più la squadra ospitante e il Mondiale è diventata una strettoia, con la qualificazione affidata a poche partite. Questo è il vero problema della Nazionale: in un campionato, alla fine delle 38 giornate è difficile che esca fuori il risultato che non deve uscire, in un Europeo o in un Mondiale ci sono partite secche”. Anche la Serie A paga dazio ad una ‘visionè che non ha dato particolari frutti: “Il nostro campionato è molto emozionante e interessante, ma che ci sia un problema di competitività delle nostre squadre è dato dai risultati internazionali. Non è che gli stranieri, sostituendo gli italiani, hanno reso competitive le squadre. Lo scudetto? Visto il numero limitato di giornate dalla fine, è sempre favorito chi ha più punti in classifica perchè gli altri devono rincorrere. Prima che l’Inter perdesse a Bologna eravamo tutti convinti che fosse la favorita, oggi la situazione è diversa. In questo momento è favorito il Milan”. Che poi grandi gruppi stranieri vogliano investire nel calcio italiano “è importante e ci deve far piacere, ma altrettanto importante è capire che l’imprenditoria italiana non è in grado di reggere l’urto di questi grandi investitori internazionali perchè piano piano stiamo retrocedendo. Un Inter-Milan con Moratti e Berlusconi è diverso da quello di oggi, ma dobbiamo accettarlo. Però stiamo indietreggiando e il Sud paga pegno: è sempre più difficile trovare imprenditori del Sud. La Sicilia, ad esempio, è una grande regione e non ha nemmeno una squadra in B, oltre ad aver perso il Catania per fallimento”.
– foto Italpress –
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Fdi, Delmastro “Presidiamo con coerenza il campo del centrodestra”

ROMA (ITALPRESS) – Fratelli d’Italia vola nei sondaggi e la convention di Milano ha rafforzato la leadership di Giorgia Meloni. Andrea Delmastro, deputato e responsabile Giustizia del partito, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress, ha spiegato la crescita di Fdi. “Siamo un partito dalla forte identità e spiritualità, siamo un partito coerente, la coerenza sembra scontata, ma non è stato così per gli altri partiti del centrodestra. Se metti insieme Boldrini e Salvini che politica possono fare sull’immigrazione? O se metti insieme Forza Italia e M5s quale sarà la politica economica? Noi offriamo una proposta politica coerente e seria per far rialzare il Paese dopo la pandemia e dopo il quadro apocalittico di questa economia di guerra”.
“Non siamo la destra che si fa sdoganare dai salotti buoni della sinistra, ci siamo fatti sdoganare dai consensi del popolo italiano. Giorgia Meloni ha l’idea di rappresentare una destra orgogliosa e capace di governare l’Italia”, ha aggiunto Delmastro, che ha sottolineato: “Noi siamo un partito conservatore che in Italia non c’è mai stato, men che meno di massa”.
Il deputato ha ribadito che FdI presidia con convinzione il centrodestra (“Giorgia Meloni non ha mai disertato la trincea, l’ha coltivata caparbiamente, lo hanno fatto altri. Lei tesse alleanze con titanica pazienza, come Penelope”) e ritiene che se il partito mantiene questi numeri, alle elezioni ci sarà per forza la capacità del centrodestra di andare insieme.
Sulla guerra in Ucraina, Delmastro ha precisato che il 24 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una cosa inaccettabile: “Ha violato ogni norma del diritto internazionale, ha invaso una nazione libera e sovrana. E la destra che può fare? Sente che appartiene alla civiltà euro atlantica, sente di difendere la sovranità, trova ripugnante la retorica di chi dice di non dare armi. Noi non abbiamo il diritto di arrenderci per loro. Se non gli diamo le armi, acceleriamo la carneficina”.
Secondo Delmastro la pace è la grande assente anche per colpa di un’Europa inesistente, mentre le sanzioni contro la Russia sono giuste a patto però che “ci siamo compensazioni per le nazioni più esposte come l’Italia”.
A una domanda sul decreto Aiuti, Andrea Delmastro ha risposto così: “Per un’economia di guerra lo ritengo assolutamente inadeguato”. E sempre in tema di economia, ritiene sia necessario riscrivere il Pnrr, capire su quali asset spingere di più: “Se l’Italia è autorevole, vada in Europa a rinegoziarlo”.
Severo il giudizio sulla riforma della giustizia: “Di fronte al disastro Palamara, dovevamo fare il sorteggio, come aveva proposto FdI, e invece siamo passati da 24 a 30 membri del CSM – ha detto -. Non c’è la separazione delle carriere e non c’è lo stop alle porte girevoli”. Infine sui referendum, Delmastro ha detto che andrà a votare ma che li ritiene “pannicelli caldi”.
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Covid, 47.039 nuovi casi e 152 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 47.039 i nuovi casi di Covid in Italia (il 3 maggio 62.071) a fronte di 335.275 tamponi effettuati su un totale di 214.930.050 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Nelle ultime 24 ore sono stati 152 i decessi (il 3 maggio 153) che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 164.041. Diventano 16.633.911 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.187.070 (-12.890), 1.177.085 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 9614 di cui 371 in terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 15.282.800 con un incremento di 60.381 unità nelle ultime 24 ore. La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (6.471), poi Campania (5.341), Veneto (4.468) e Lazio (4.759).

– foto agenziafotogramma.it –

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Agroalimentare, Clai punta all’autosufficienza energetica

PARMA (ITALPRESS) – Puntare sull’italianità e l’expertise produttiva per conquistare nuovi mercati. Questa la ricetta della cooperativa alimentare Clai che ha da poco festeggiato i suoi primi 60 anni e che a Cibus, la Fiera internazionale dell’agroalimentare che si tiene a Parma, ha tracciato il bilancio della propria esperienza. “Noi siamo nati nel 1962, il primo dipendente nel 1964 – ha ricordato a margine di un convegno il direttore generale di Clai Pietro D’Angeli -. Oggi tra dipendenti, soci siamo oltre 1000 persone. Questo dimostra la crescita, le idee, il sacrificio della nostra cooperativa”.
Un periodo complesso quello internazionale anche per il settore alimentare, tra aumento del costo delle materie prime e dell’energia, che spinge le aziende verso la ricerca di autosufficienza. “Questa fase la viviamo giorno dopo giorno. E’ impossibile oggi prevedere a poche settimane in realtà – ha ammesso D’Angeli -. Però la guardiamo con fiducia, con attenzione. Ad esempio abbiamo deciso di ampliare l’impianto di biomasse e quindi di essere completamente indipendenti”.
La sfida per la cooperativa imolese è quella di coinvolgere i soci allevatori secondo un modello di gestione partecipata al fine di valorizzare il territorio. “Amare il territorio, portare dentro l’azienda giovani risorse, l’università. Costruire insieme porta a valorizzare il territorio”, questa la ricetta secondo il direttore generale.
Il mercato è in costante mutamento e il Made in Italy deve continuare a rispondere investendo su prodotti di qualità. “Qui al Cibus presentiamo il salame senza conservanti che nasce grazie a una filiera Clai dai campi fino alla produzione finale”, ha spiegato D’Angeli. “Credo che con la qualità il made in Italy abbia tantissime possibilità”.
Fondamentale all’interno del processo produttivo, la “componente umana”, ha aggiunto. Tra le componenti umane indispensabili, secondo D’Angeli, ci sono l’attenzione e la flessibilità. Soltanto in questo modo è possibile adeguarsi tempestivamente alle nuove esigenze del mercato e assecondarne l’andamento con proposte ad hoc. “I nostri maestri salumieri – ha detto il direttore generale – hanno ormai raggiunto un livello di expertise che si tramanda e si arricchisce di generazione in generazione”.

– foto ufficio stampa Clai –

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Malagò “Discriminazione su professionismo donne, serve aiuto governo”

ROMA (ITALPRESS) – Bene il professionismo femminile nello sport, ma con il sostegno dello Stato. Il Consiglio nazionale del Coni lancia un nuovo appello al Governo per una misura già introdotta dalla Federcalcio e apprezzata da tutto il mondo sportivo, per la quale però “i fondi stanziati non sono al momento sufficienti”, come sottolinea il presidente Giovanni Malagò. “Complimenti alla Figc, ha mosso le acque, ma c’è un problema: i fondi stanziati non sono sufficienti neppure per la prima stagione e dunque tutto va a carico delle società. E poi c’è una discriminazione: il professionismo vale solo per le calciatrici? Perchè non per Federica Pellegrini, Sofia Goggia o Paola Egonu? E’ un discorso che non si può sentire”. Sulla stessa linea il presidente della Federbasket Gianni Petrucci. “Non può finire tutto a tarallucci e vino – ha spiegato l’ex numero uno del Coni – Chi non è d’accordo? Tutti lo siamo, ma se le società non hanno soldi come si può imporre il professionismo? C’è necessità di un discorso omogeneo, si deve intervenire con una norma altrimenti non c’è la possibilità di sostenerlo”. “Il decreto Nannicini ci aiuta, 12 milioni di euro in tre anni sono un supporto ma non risolvono il problema – ha ammesso il presidente della Figc Gabriele Gravina – Confidiamo nella modifica del provvedimento normativo che riguarda il lavoratore sportivo, sarebbe un valido aiuto. All’autorità di governo chiediamo concretezza per accompagnare un processo costosissimo e insostenibile per le sole società”. Ancor più ampia la riflessione di Silvia Salis: “Non dobbiamo permettere che la politica sfrutti la popolarità del calcio per considerare superato l’argomento – ha sottolineato il vicepresidente vicario del Coni – Questo problema non è risolto e non riguarda solo le donne. Purtroppo in moltissimi sport le società non possono sostenere questo percorso: lo Stato deve prendersene carico, come hanno fatto i gruppi sportivi militari. Su questo credo che le federazioni debbano essere unite”.
– foto Image –
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Mourinho “Ai tifosi chiedo di giocare la partita con noi”

ROMA (ITALPRESS) – “Non ci sono dubbi sull’empatia fra tifosi e squadra. Ci sono stati momenti belli, meno belli e siamo sempre stati insieme. Giochiamo all’Olimpico le due ultime partite di stagione, sarebbe bello festeggiare questo rapporto che si è venuto a creare. Ai tifosi chiedo di giocare la partita con noi. Se abbiamo 70.000 ‘spettatorì, non c’è significato. Se abbiamo 70.000 che vogliono giocare, c’è una storia diversa. Ai tifosi dico: non venite allo stadio a vedere la partita, venite a giocarla. Potete fare la differenza”. Lo ha detto l’allenatore della Roma, Josè Mourinho, alla vigilia della semifinale di ritorno contro il Leicester in Conference League. “Non abbiamo un altro Mkhitaryan – prosegue lo Special One in merito all’assenza per infortunio del centrocampista armeno – Ci sono delle squadre top che hanno due giocatori simili per ogni posizione e possono fare il turn over perfetto. Noi non possiamo farlo, ci sono altri giocatori. Ma l’obiettivo non cambia, vogliamo andare in finale”. Ballottaggio tra Veretout e Sergio Oliveira: “Sono giocatori diversi da Mkhitaryan. Sono in condizioni di dare tutto quel che hanno da dare. Possiamo vincere, solo se tutti saranno al massimo livello. Giochiamo come squadra, cercando di nascondere i ‘problemì perchè non siamo perfetti. Proveremo ad esplorare i difetti degli avversari”. Parlando della sua esperienza con la Roma, l’ex mister dell’Inter ha sottolineato che “mi piace questo progetto, sono felice quando vengo a Trigoria. Ma non posso negare: voglio di più. La prossima stagione voglio pensare a qualcosa di più grande. Ma conoscevo il progetto e la sua natura. Un trofeo sarebbe magnifico, finire il campionato in una zona europea anche. Domani è uno step importante”. “L’arrivo di Mourinho mi ha stupito, come tutti. Un onore averlo come allenatore. Ha portato mentalità vincente, domani dovremo far valere queste sue caratteristiche – le parole del centrocampista giallorosso Bryan Cristante – La partita è aperta, arriviamo con una testa diversa. E’ alla nostra portata, bisogna vincere e basta un gol di scarto senza imprese. Vogliamo arrivare in finale, siamo carichi e avremo la spinta di 70.000 persone. Se mi sto guardando intorno? Penso solo alla partita di domani e al finale di stagione, la testa è qui, poi ci sarà tempo per valutare tutto”, ha tagliato corto l’ex milanista.
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Ucraina, Draghi “Impegno Italia e Giappone per la tregua”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel nostro colloquio abbiamo riaffermato la condanna all’invasione russa dell’Ucraina”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con il primo ministro del Giappone, Fumio Kishida.
“Italia e Giappone – ha continuato – sono impegnate perchè si arrivi il prima possibile a tregue, anche localizzate, per permettere le evacuazioni di civili e favorire i negoziati di pace. Continuiamo ad aiutare l’Ucraina e a esercitare pressione sulla Russia, perchè cessi immediatamente le ostilità. I nostri Paesi sono alleati anche nella gestione delle emergenze legate alla guerra, prima fra tutte quella energetica. Ringrazio il Giappone per aver accettato con straordinaria prontezza che carichi di gas naturale liquefatto già previsti per altri Paesi terzi fossero reindirizzati verso l’Europa”.
-Photo credit: agenziafotogramma.it-
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Ue, varato il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha varato il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’aggressione all’Ucraina. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha presentato davanti al Parlamento europeo riunito in plenaria le misure restrittive proposte agli Stati membri, che decideranno all’unanimità. “Proponiamo un divieto al petrolio russo, uno stop totale a tutte le importazioni di greggio entro sei mesi e di petrolio raffinato entro l’anno”, ha detto la presidente della Commissione europea. Tra le misure previste anche l’eliminazione dal sistema Swift di alcune banche russe, tra cui la SberBank, la più grande nel mercato russo, e il divieto di fornire servizi contabili e di consulenza europei di cui alcune società russe usufruiscono. Infine, verranno elencati alcuni dei responsabili di crimini di guerra a Bucha e dell’assedio a Mariupol, tra cui ufficiali di alto rango. “Sappiamo chi siete e sarete ritenuti responsabili” ha detto la presidente rivolgendosi agli autori delle stragi.
-Photo credit: agenziafotogramma.it-
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