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Cingolani “Tetto al prezzo del gas per limitare le speculazioni”

ROMA (ITALPRESS) -” Con una guerra di mezzo i livelli di previsione sono meno accurati, tra pagamento in rubli e sanzioni non sappiamo se ci sarà un taglio di gas e se ci sarà di quando, ma mai come in questo momento c’è stato tanto gas in Europa, paradossalmente un anno fa veniva meno gas quindi sulla carta non c’è motivo di alzare i prezzi. Questo fattore di aumento non può essere solo una dinamica di mercato, ed è qui che bisogna intervenire ma deve intervenire l’Europa. Il tetto al prezzo del gas che è la nostra proposta, impone un limite al livello di speculazione, il mercato deve essere libero ma questo non deve diventare il fallimento delle aziende europee e la sofferenza dei cittadini”. Così il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, a Mattino Cinque News. “Al momento il dato di fatto Italia importa 29-30 miliardi di metri cubi l’anno di gas dalla Russia, sono stati fatti un pò di errori in passato perchè ora non ci libera in un attimo dalla dipendenza. Stiamo diversificando su diversi paesi, inoltre abbiamo 5 gasdotti e questo ci consente di diversificare. Stiamo facendo una corsa contro il tempo, ma iniziamo a vedere una serie di forniture nuove che saranno concretizzate nelle prossime settimane e ci vedranno al sicuro per i prossimi mesi” ha aggiunto Cingolani. “Noi stiamo dando un’accelerazione formidabile alle rinnovabile perchè rappresentano l’unico modo di decarbonizzare e avere energia, stiamo facendo cose senza precedenti. Attenzione però a non cadere nell’ottimismo sfrenato perchè non è solo una questione di fare impianti ma anche di accumulare energia, inoltre, abbiamo bisogno di una rete elettrica pensata per gestire flussi non programmati. Ci vogliono un pò di anni per far crescere questo sistema, l’energy mix è una cosa molto complessa e non basta premere un pulsante per risolvere il tutto” conclude il ministro.
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QS Rankings by Subject, Bicocca spicca per la qualità della ricerca

MILANO (ITALPRESS) – L’Università di Milano-Bicocca fra le “Top Universities” a livello mondiale in tre macroaree tematiche della QS World University Rankings by Subject stilata da Quacquarelli Symonds: “Natural sciences”, “Social Sciences & Management” e “Life Sciences & Medicine”. Top five nazionale per cinque aree scientifico-disciplinari: “Sociologia” e “Scienze della terra e del mare” (terzo posto), “Geologia” (4°), “Psicologia” e “Linguistica” (5°). Si conferma inoltre la qualità della ricerca dell’Ateneo in tutti i subject, con le citazioni che superano il 90 di score in diverse discipline. In particolare, spiccano Medicina (92.6), Scienze della terra e del mare (92), Geologia (91.4), Fisica e Astronomia (90.3).
Per compilare la classifica sono stati valutati 1543 Atenei in tutto il mondo e sono stati analizzati oltre 96 milioni di citazioni in quasi 15 milioni di articoli scientifici.
Macroaree tematiche. Natural Sciences: 228° (10° in Italia); Life Sciences & Medicine: 308° (10° in Italia); Social Sciences & Management: 393° (16° in Italia).
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8 e 9 aprile in presenza il Salone dell’Orientamento PoliTo

TORINO (ITALPRESS) – Dopo due anni di presentazioni online, torna finalmente in presenza il Salone dell’Orientamento, momento atteso da studenti e famiglie per un primo contatto diretto con il Politecnico di Torino: 25 stand allestiti per presentare i corsi di laurea triennale e un ricco programma di incontri tematici e lezioni aperte per far conoscere le specificità di un’offerta formativa che garantisce sbocchi professionali e retribuzioni superiori alla media nazionale (più del 90 per cento dei laureati lavorano a un anno dal titolo e con una retribuzione superiore del 18,5% secondo i dati Almalaurea 2021) e un campus internazionale in espansione con oltre 36 mila studenti e studentesse che hanno a disposizione residenze, impianti sportivi, proposte culturali e servizi pensati apposta per loro.
Tutte le informazioni utili agli studenti e le studentesse che acquisiranno il diploma di scuola secondaria nel 2022 per una scelta consapevole del percorso universitario sono disponibili anche sul sito del Salone, dove è possibile trovare le presentazioni di tutti i corsi di Laurea triennale, ma il Salone dell’Orientamento è un momento insostituibile per conoscere l’Ateneo, le novità dei percorsi di studio e le sue attività, incontrare i docenti e altri studenti che stanno già frequentando.
Una delle cifre caratteristiche del Politecnico di Torino è da diversi anni la didattica innovativa, che supera la tradizionale modalità di erogazione delle lezioni frontali con attività in cui l’apprendimento è strettamente legato allo svolgimento di progetti pratici multidisciplinari. Sono così sempre più riconosciute le attività dei Team studenteschi – dove studenti e studentesse esprimono la loro creatività e la capacità di lavorare in team multidisciplinari per realizzare progetti finalizzati alla partecipazione a competizioni sportive, realizzazione di prototipi e iniziative sociali – oppure le Challenge – in cui gli studenti e le studentesse propongono soluzioni imprenditoriali o di prototipazione a sfide ad alto contenuto tecnologico proposte da aziende o enti o dagli studenti stessi; per ospitare alcune di queste attività il Connection Labs & Innovation Kitchen| CLIK offre una rete di spazi per didattica innovativa e formazione, aperti a studenti e studentesse e ricercatori e ricercatrici per favorire lo scambio di idee/competenze trasversali e complementari in un ambiente informale e creativo.
Altro aspetto che caratterizza la formazione al Politecnico di Torino è la multidisciplinarietà. Da quest’anno è stato introdotto per tutti gli studenti di Ingegneria un ampio catalogo di insegnamenti trasversali, co-insegnati da coppie di docenti, uno con impostazione tecnica e uno proveniente dalle scienze umane e sociali e focalizzati sulle “Grandi Sfide” che dovrà affrontare l’umanità nel XXI secolo.
Per quanto invece riguarda i servizi a supporto dei neo studenti e studentesse, le iniziative sono molteplici: per le ragazze interessate ai corsi universitari STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) l’Ateneo propone l’iniziativa WeAreHERe, con canali e assistenza dedicati; il Buddy Program intende invece favorire l’inserimento e l’integrazione delle matricole grazie al supporto delle studentesse e degli studenti degli anni successivi; infine, il Salone sarà l’occasione anche per scoprire le proposte di valorizzazione dello sport universitario con POLITO Sport e le iniziative di welfare volte a favorire pari opportunità, parità di genere e diversity (genere, età, provenienza, special needs…)
Il passo successivo è la partecipazione ai test d’ingresso per assicurarsi un posto in uno dei 25 Corsi di Laurea triennale del Politecnico, tutti ad accesso programmato. I Test d’ingresso in presenza sono iniziati il 17 marzo e si ripeteranno con cadenza mensile.
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Il conflitto Russia-Ucraina è anche la guerra delle criptovalute

ROMA (ITALPRESS) – Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo di fronte al graduale tramontare della pandemia da Covid-19 che il mondo precipita un’altra volta in una spirale di paura, sconforto, terrore e morte. Stavolta il nemico non è un microscopico virus, bensì un conflitto armato che torna a terrorizzare il Vecchio Continente dopo oltre settant’anni di pace.
Il 24 febbraio 2022, il Presidente russo Vladimir Putin annuncia, tramite mezzo televisivo, l’avvio di operazioni militari speciali e, pochi minuti dopo il suo discorso, l’esercito russo attraversa la prima frontiera in Crimea. Tre giorni prima, Putin aveva firmato il riconoscimento delle repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk, nel territorio del Donbass, nell’Ucraina Orientale.
Inizia così l’invasione dell’Ucraina da parte delle forze militari russe. Missili, elicotteri e carri armati attaccano le principali città ucraine. Il sito Statista.com riporta che circa 1.200 civili ucraini sono stati uccisi nelle prime quattro settimane di guerra, di cui 99 bambini. Inoltre, si registrano circa 1.800 feriti, sempre tra la popolazione civile, di cui 126 bambini. Infine, secondo gli ufficiali dell’esercito ucraino, 15.000 soldati russi avrebbero perso la vita dall’inizio della guerra.
In realtà, il conflitto tra Russia e Ucraina inizia ufficialmente 8 anni fa, precisamente nel febbraio 2014, con l’invasione della Crimea da parte dei soldati russi a cui seguì, nel marzo dello stesso anno, una dichiarazione di indipendenza dall’Ucraina da parte della ‘Repubblica autonoma di Crimeà (non riconosciuta nè da Kiev nè dall’Unione Europea) nonchè un referendum della popolazione della Crimea per chiedere l’annessione alla Russia una volta raggiunta l’indipendenza da Kiev. Dichiarazione d’indipendenza a cui seguì, in aprile, quella delle già citate repubbliche popolari di Donetsk e di Luhansk.
Il conflitto tra Russia e Ucraina sta provocando tutta una serie di conseguenze non solo sul piano dei rapporti di forza diplomatici tra le nazioni ma anche sul piano economico e sociale, nonchè della transizione energetica e del modo in cui finora gli Stati hanno affrontato il problema del cambiamento climatico.
In questo articolo, in particolare, ci concentreremo sui risvolti economici della guerra nonchè sul ruolo che il fintech, nello specifico le criptovalute, stanno giocando, nel bene e nel male, all’interno del quadro bellico.

La risposta dell’Occidente: le sanzioni economiche

Il blocco occidentale ha risposto all’aggressione di Putin con una serie di sanzioni volte a isolare e paralizzare l’economia della Russia, affinchè il Cremlino decida di cessare le ostilità contro l’Ucraina.
Le sanzioni interessano:
– il settore finanziario
– L’energia e i trasporti
– i beni a duplice uso
– l’export
– la politica in materia di visti
– sanzioni nei confronti di cittadini russi

Più nello specifico, l’Unione Europea ha deciso di congelare i beni del Presidente russo nonchè di Sergey Lavrov, ministro degli Affari esteri della Russia. Ma il congelamento dei beni ha riguardato anche gli oligarchi russi vicini a Vladimir Putin, che hanno visto sequestrate le proprie ville e yacht.
Inoltre, l’Unione Europea ha varato il divieto di effettuare operazioni con la Banca centrale russa, il divieto di sorvolo dello spazio aereo nonchè di accedere agli aeroporti UE da parte dei vettori russi.
Uno dei principali blocchi imposti dall’Unione Europea alla Russia riguarda lo SWIFT. Acronimo di ‘Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications’, lo SWIFT è una piattaforma che connette migliaia di istituzioni finanziare in tutto il mondo per i trasferimenti di denaro. L’UE ha deciso infatti di escludere dallo SWIFT sette banche russe, nello specifico: Bank Otkritie, Novikombank, Promsvyazbank, Bank Rossiya, Sovcombank, Vnesheconombank (VEB) e VTB Bank.
Infine, Bruxelles ha anche introdotto il divieto di investire, partecipare o contribuire in alcun modo a progetti cofinanziati dal fondo russo per gli investimenti (RDIF, Russian Direct Investment Fund) in particolare progetti diretti a vendere, fornire, trasferire o esportare banconote alla Russia.

Il conflitto e la posizione della Cina

Poche ore dopo l’inizio dell’invasione ucraina da parte della Russia, da Pechino è arrivata la conferma che la Cina avrebbe acquistato il grano ‘da tutte le regioni russè.
L’accordo tra i due paesi è stato siglato l’8 febbraio, due settimane prima l’inizio del conflitto nonchè pochi giorni dopo la visita di Vladimir Putin nella capitale cinese in occasione dei Giochi invernali, incontro che è servito a Xi Jinping e Putin per consolidare la loro amicizia in mondovisione.
Inoltre, sempre Russia e Cina hanno concordato un contratto di trent’anni per la fornitura di gas che prevede la costruzione di un nuovo gasdotto. L’accordo è funzionale al potenziamento di un’alleanza energetica tra Mosca e Pechino.
Entrambi gli accordi hanno come obiettivo quello di compensare gli effetti che le sanzioni commerciali imposte dall’Occidente avranno sulla Russia, sanzioni definite ‘inefficacì dal governo cinese.
Un altro chiaro segnale del sostegno fornito dal Dragone alla Federazione Russa riguarda i canali di pagamento russi per l’acquisto di prodotti online: molti di essi, infatti, permettono di effettuare le transazioni attraverso Alipay, il sistema di pagamento di Alibaba, colosso cinese dell’ecommerce fondato dall’imprenditore e miliardario Jack Ma, il ‘Jeff Bezos cinesè.

Criptovalute: quale ruolo nel conflitto

All’interno dell’intricato intreccio di diplomazia, politica ed economia che caratterizza il conflitto tra la Russia e l’Ucraina, trovano spazio le criptovalute, soprattutto in relazione alle sanzioni commerciali imposte al Cremlino.
La principale preoccupazione, infatti, risiede nel pericolo che il governo russo, nonchè i singoli oligarchi vicini a Putin, possano utilizzare le criptovalute per eludere le sanzioni commerciali dell’Occidente, in particolare quelle relative all’esclusione dallo Swift e la sospensione di servizi di pagamento quali PayPal, Visa e Mastercard.
Non è facile, infatti, impedire a utenti specifici (governi inclusi) di effettuare transazioni tramite criptovalute, data la natura decentralizzata della blockchain, la tecnologia alla base delle criptovalute.
Alla luce di ciò, il governo ucraino ha chiesto a società di trading ed exchange di criptovalute di bloccare i clienti russi. Di fronte a tale richiesta, Coinbase, noto exchange di criptovalute californiano con 70 milioni di clienti e attivo in 102 Paesi, ha deciso di bloccare 25mila portafogli di criptovalute correlati a individui o entità russe accusate di essere coinvolte in attività illecite.
A tal proposito, non mancano le polemiche: Michael Chobanian, ovvero il fondatore di Kuna, piattaforma di criptovalute con sede in Ucraina, ha mosso una dura accusa nei confronti di Binance, altro gigante del mercato delle criptovalute, sostenendo che Binance collabori con il governo di Vladimir Putin. Binance ha, ovviamente, negato qualunque legame con il Cremlino. Tuttavia, Changpeng Zhao, CEO di Binance, ha dichiarato che bloccare gli account russi registrati sulla piattaforma non sarebbe stato ‘eticò, e che le sanzioni finanziarie imposte dall’Occidente non sono un ‘problema specifico delle criptovalutè.
Le criptovalute stanno però giocando un ruolo cruciale anche sul fronte ucraino. Poco tempo dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, infatti, il governo di Kiev ha lanciato un fondo chiamato ‘Crypto Fund of Ukrainè, fondo di criptovalute che ha già accumulato oltre 50 milioni di dollari. Grazie alla nascita di questo fondo governativo, diverse comunità di DAO (‘Decentralized autonomous organization‘) hanno raccolto sostanziali donazioni in criptovalute, destinate a rinforzare l’esercito ucraino e le milizie volontarie che combattono contro l’invasione russa.
L’obiettivo del governo ucraino è il raggiungimento di 200 milioni di dollari di donazioni in criptovalute.

Conclusioni

Il ruolo a due facce giocato dalle criptovalute dimostra ancora una volta quanto questo particolare asset digitale sia un sistema neutro, il cui indirizzo benevolo oppure ostile dipende dall’utilizzo assegnatogli dagli attori economici coinvolti negli scambi.
Abbiamo visto come, da un lato, le criptovalute possono rappresentare un assist per i russi filo-governativi, i quali possono ricorrere alle crypto per aggirare i blocchi sui sistemi di pagamento imposti dal blocco Occidentale. Dall’altro lato, però, le stesse criptovalute stanno permettendo al governo ucraino di raccogliere milioni di dollari di donazioni, destinate a equipaggiare l’esercito ucraino così da renderlo più forte di fronte all’aggressore russo.
Inoltre, sempre sul versante ucraino, è bene analizzare il ruolo delle criptovalute in un’ottica post-bellica: quando la guerra sarà finita, le criptovalute potranno rappresentare degli asset strategici per ricostruire il Paese puntando su un’economia orientata al fintech, con main focus sulla digitalizzazione dei sistemi di pagamento e la normalizzazione delle criptovalute come moneta di scambio nelle transazioni all’interno del Paese e verso l’estero.
Qualunque sarà la veste assunta dalle criptovalute nella ricostruzione dell’Ucraina, non ci resta che sperare, banalmente, in una fine imminente della guerra nonchè al ritorno a una normalità priva di virus e conflitti bellici.
(ITALPRESS).

Nuova 500 guida la transizione energetica in Italia

TORINO (ITALPRESS) – Nonostante l’assenza di incentivi statali all’acquisto, l’impegno di Fiat si è concentrato sulla transizione energetica con Nuova 500 che con oltre 1.500 immatricolazioni, è stata l’auto elettrica più venduta in Italia nel 2022. Sono, infatti, Panda e 500 i modelli leader in termini di volumi, occupando il podio nella classifica delle vetture più vendute in Italia con oltre 36.000 immatricolazioni complessive che si riflettono in una quota del 74% nel segmento A. I due modelli complessivamente sono anche al primo posto tra le vetture ibride.
L’avanzata della propulsione elettrica riguarda anche altri modelli, come il nuovo E-Ulysse che torna in scena da questo mese e diventa la seconda vettura totalmente elettrica in gamma dopo Nuova 500. Il tema dell’elettrificazione per FIAT si esprime anche attraverso la tecnologia ibrida 48 Volt, ora presente su 500X Hybrid e Tipo Hybrid, con cui la gamma FIAT diventa totalmente elettrificata, coerentemente con la visione racchiusa nello slogan “It’s only green when it’s green for all”. Un obiettivo raggiunto, che rilancia verso il prossimo traguardo per FIAT: lanciare già dal prossimo anno un veicolo nuovo ogni anno, ciascuno con una motorizzazione elettrica, per presentare una gamma completamente elettrica dal 2027.
Nel mercato dei veicoli commerciali, Fiat Professional si conferma quale leader con oltre il 30% di quota di mercato confermando le buone performance dei mesi precedenti.
“Sono molto soddisfatto dei risultati commerciali nei primi tre mesi dell’anno che confermano la leadership di Fiat nel mercato italiano dimostrando ancora una volta che la squadra e la rete dei concessionari Fiat è in grado di garantire performance elevate nonostante un contesto di mercato particolarmente difficile. Sono particolarmente orgoglioso del risultato di Nuova 500 e fiducioso che gli incentivi statali all’acquisto rinnovino l’interesse dei clienti italiani verso la mobilità elettrificata sulla quale abbiamo l’ambizione di guidare la transizione energetica in Italia” commenta Eligio Catarinella, Country Manager Fiat & Abarth.
L’evoluzione in atto nel settore mostra un interessante tendenza: l’universo produttivo si sta spostando dalla globalizzazione alla valorizzazione delle competenze del territorio. Anche il mondo dell’auto si muove in questa direzione, sottolineando la storica visione con cui da Torino è iniziata la mobilità privata degli italiani. Il distretto piemontese ha contribuito in maniera evidente a sviluppare specifiche professionalità, che ruotano intorno a quelle quattro ruote che oggi sono in fase evolutiva, in nome di un processo rigenerativo improntato alla transizione energetica. Il piano strategico di Stellantis ‘Dare Forward 2030’ assegna un ruolo chiave al contesto piemontese, con investimenti mirati a creare il “Turin Manufacturing District” per l’implementazione di un processo produttivo efficiente dove sono integrate differenti piattaforme, modelli e sistemi di propulsione. Riqualificare e migliorare le competenze professionali dei dipendenti Stellantis è inoltre un obiettivo che si affianca alla proficua collaborazione con il Politecnico di Torino, che ha già portato alla creazione di un campus di design e mobilità sostenibile all’interno dell’area di Mirafiori.
La crescita continua a puntare su autentiche “cattedrali” dell’industria automotive, come lo stabilimento di Mirafiori, sviluppato su oltre 737.000 metri quadrati di superficie di cui 451 mila coperti.
L’innovazione si manifesta anche sulle linee di produzione e coinvolge i suoi operatori, assistiti da sofisticati sistemi dedicati a qualità e sicurezza. La leggendaria pista di Lingotto fa parte dell’immaginario collettivo, e porta il proprio glorioso passato ad un nuovo livello di contemporaneità ospitando la Pista 500. Casa 500, invece, mostra invece come partendo dalla storia si possa costruire un futuro sotto il segno dell’economia circolare, senza rinunciare al superbo design italiano.
(ITALPRESS).

Quasi due italiani su tre contrari all’aumento delle spese militari

ROMA (ITALPRESS) – Da giorni, soprattutto a causa della guerra tra Russia e Ucraina, in Italia si discute dell’aumento della spesa militare fino al 2% del PIL, come concordato con la NATO e come già fatto da altri Paesi della coalizione. Quasi 2 italiani su 3 (il 61,4%) però si dichiarano contrari a questa decisione, secondo quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research.
Aumentare le spese militari, per il 37,6% degli intervistati, vuol dire distogliere investimenti da altri settori che ad oggi risultano essere prioritari per l’Italia. Inoltre, con un aumento di spesa si investirà maggiormente in attrezzature militari. L’opinione degli italiani cambia, invece, nel momento in cui la spesa militare venga destinata anche – e soprattutto – agli investimenti in tecnologie, ricerche e materie scientifico-tecnologiche e non, quindi, alle attrezzature. In un contesto di questo tipo, la quota di contrari all’aumento di spesa scende al 47,3%, mentre i favorevoli passano dal 27,3% al 40%. Una scelta che, tra i grandi partiti, viene apprezzata ancor di più tra gli elettori di Forza Italia e del Partito Democratico.
Sondaggio Euromedia Research per La Stampa realizzato il 28/03/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
(ITALPRESS).

Russi cercano il pieno controllo di Donetsk e Lugansk

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Si indaga per crimini di guerra in Ucraina mentre la situazione umanitaria nel paese è ancora difficile. All’alba del quarantaduesimo giorno di guerra gli Stati Uniti annunciano nuovi aiuti militari a Kiev. Sul fronte diplomatico continuano le azioni contro Mosca. Secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, ora i “principali sforzi” dei russi “sono concentrati sulla preparazione di un’operazione offensiva volta a stabilire il pieno controllo sul territorio degli oblast di Donetsk e Lugansk”. Inoltre, “i tentativi di prendere d’assalto Mariupol non si fermano”, è spiegato nell’ultimo aggiornamento dello Stato maggiore ucraino.
Intanto continuano le iniziative sul fronte diplomatico. Dopo che ieri l’Italia ha espulso trenta diplomatici russi e la Commissione Europea ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni, nelle ultime ore il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha fatto sapere, con un tweet, di avere autorizzato lo stanziamento di 100 milioni di dollari per ulteriori aiuti militari all’Ucraina.
Sul piano umanitario la situazione resta critica. L’intelligence britannica, nell’ultimo aggiornamento diffuso dal Ministero della Difesa del Regno Unito, evidenzia che “pesanti combattimenti e attacchi aerei russi sono continuati” a Mariupol. “La situazione umanitaria in città – si legge ancora nell’aggiornamento – sta peggiorando. La maggior parte dei 160 mila residenti rimasti non ha luce, comunicazione, medicine, riscaldamento o acqua. Le forze russe hanno impedito l’accesso umanitario, probabilmente per spingere i difensori ad arrendersi”. Inoltre, secondo il procuratore generale dell’Ucraina, Iryna Venediktova, i militari russi avrebbero “abusato sessualmente di donne e uomini ucraini, bambini e anziani”. In base a quanto riportato da Kyiv Independent, che cita Venediktova, circa 5 mila crimini di guerra sarebbero ora sotto inchiesta in Ucraina.
“Dopo quello che il mondo ha visto a Bucha – ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky -, le sanzioni contro la Russia devono essere commisurate alla gravità dei crimini di guerra degli occupanti”. Zelensky ieri è intervenuto al Consiglio di sicurezza dell’Onu chiedendo un “tribunale sul modello di Norimberga” e non solo: il leader ucraino ha proposto anche che venga istituita una “conferenza mondiale” a Kiev per decidere come riformare “l’architettura del mondo”, viste “tutte le azioni della Russia, che sta ancora occupando – ha detto – il seggio di membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU ricevuto dall’Unione Sovietica”.
(ITALPRESS).

Webuild, grazie all’ingresso di CDP Equity completato “Progetto Italia”

MILANO (ITALPRESS) – In conseguenza dell’avvenuto raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti, è stata integralmente completata l’iniziativa industriale, nota come Progetto Italia. Lo rende noto Webuild. L’iniziativa, finalizzata alla creazione di un grande player delle infrastrutture italiano anche in virtù dell’ingresso di CDP Equity S.p.A. e delle principali istituzioni finanziarie del Paese (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM) nel capitale della società. L’operazione, oltre a garantire una crescita dimensionale del Gruppo Webuild, ha permesso l’aggregazione di diverse aziende del settore e l’acquisizione di competenze tecniche ed ingegneristiche innovative per rispondere tempestivamente ai programmi di investimento nel settore delle grandi infrastrutture promossi dai governi nazionali anche in funzione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) definiti dall’ONU e della lotta ai cambiamenti climatici.
Le aggregazioni aziendali realizzate nel contesto del progetto hanno dato vita ad un nuovo Gruppo che riafferma la propria vocazione internazionale, consolidando nel contempo il forte radicamento nel nostro Paese con l’ambizione di accompagnare nella crescita, dimensionale e tecnologica, l’intera filiera delle grandi opere nell’ambito del piano di sviluppo delle infrastrutture che il Governo italiano sta perseguendo.
Il completamento del Progetto Italia ha un riflesso statutario, con l’automatica decadenza di alcune clausole transitorie ad esso destinate. La Società ha pertanto provveduto a depositare in data odierna presso, il Registro delle Imprese, lo Statuto sociale, nel testo che recepisce le suddette modifiche (che sarà altresì messo a disposizione del pubblico con le modalità e tempistiche previste dalla normativa anche regolamentare applicabile).
Per effetto di quanto sopra, la Società ha infine provveduto ad istituire l’Elenco Speciale degli Azionisti che intendono usufruire della maggiorazione del voto ai sensi degli art. 13 e seguenti dello Statuto sociale. Al riguardo, si informa che sono in corso di completamento le formalità tecniche per l’operatività del registro all’esito delle quali sarà messo a disposizione del pubblico sul sito internet aziendale (www.webuildgroup.com) alla Sezione “Investitori/Azionisti e Capitale/Voto Maggiorato” il relativo Regolamento attuativo, che disciplina, tra l’altro, i termini e le modalità per l’iscrizione nell’Elenco, ivi incluso il modulo di richiesta di iscrizione.
Si informa, da ultimo, che l’accordo di investimento entrato in vigore il 2 agosto 2019 tra, inter alia, Salini Costruttori S.p.A., CDP Equity S.p.A., e la Società avente a oggetto in particolare talune regole di governo societario della Società rimarrà valido ed efficace sino al 2 agosto 2024, essendosi automaticamente rinnovato per ulteriori 2 anni. Per ulteriori informazioni in relazione ai contenuti e termini delle suddette pattuizioni parasociali, si rinvia alle Informazioni Essenziali disponibili per la consultazione sul sito aziendale (www.webuildgroup.com) alla sezione “Governance/Altri documenti”.
(ITALPRESS).

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