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Ucraina, Meloni “Aumento spese militari? La libertà ha un costo”

ROMA (ITALPRESS) – “Sulla vicenda delle spese militari è il governo che è d’accordo con Fratelli d’Italia, io credo che noi siamo l’unico partito che ha avuto il coraggio in tempi non sospetti di mettere il tema dell’aumento delle spese militari nel suo programmi. La libertà ha un costo e se tu vuoi essere credibile si tavoli internazionali e vuoi gli interessi italiani devi farlo anche con questi strumenti”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a margine dell’evento “Agricoltura & Futuro” organizzato dai gruppi parlamentari di Camera e Senato di Fratelli d’Italia. “La sinistra pacifista ha fatto finta di non capire che questo era un problema, oggi sono tutti costretti ad aprire gli occhi. Questo a dimostrazione che c’è chi si occupa dell’oggi, forse dell’ora, e chi del domani per costruire un che sia all’altezza del Paese”, ha aggiunto.
Per Meloni “siamo in una fase completamente nuova, non possiamo non ragionare dei problemi che abbiamo non tenendo conto delle mutazioni del contesto, drammatiche e repentine, avevamo la pandemia e ora abbiamo la guerra nel cuore dell’Europa. Ora abbiamo le sanzioni che impatteranno sul sistema produttivo, noi abbiamo avuto una posizione chiara in difesa dell’Ucraina sostenendo lo strumento delle sanzioni, uno dei pochi strumenti concreti che evita l’escalation. Abbiamo sostenuto la posizione italiana in una fase drammatica, ma non possiamo non valutare l’impatto che ci sarà”.
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Doppietta di Raspadori, l’Italia vince 3-2 in Turchia

KONYA (TURCHIA) (ITALPRESS) – L’Italia prova a voltare pagina dopo la mancata qualificazione ai Mondiali e risponde presente in Turchia, con un 3-2 in rimonta e nel segno di Raspadori, autore di una doppietta. E’ una partenza in salita per la nazionale sperimentale mandata in campo da Mancini, punita già dopo quattro minuti. Chiellini porta sul piede debole Under ma Donnarumma, unico titolare presente dal 1′ anche a Palermo, si fa superare tra le gambe da un tiro centrale e tutt’altro che irresistibile. Con una Turchia attenta e concentrata davanti al bel colpo d’occhio fornito dal pubblico di Konya, l’Italia sembra confermare le difficoltà nel costruire palle-gol ma ribalta il risultato negli ultimi dieci minuti del primo tempo. Al 35′ serve un calcio piazzato agli azzurri per sbloccare un digiuno che durava da due partite e mezzo, con Cristante che indovina il tempo giusto per lo stacco sul cross disegnato da Biraghi. E dopo il pareggio, arriva anche il vantaggio: Tonali recupera la sfera e trova Raspadori, che col mancino infila Bayindir per il 2-1 al 39′. Donnarumma rischia di replicare l’errore con i piedi in Champions, poi vola sulla conclusione di Calhanoglu, per un duello che si rinnova in avvio di ripresa su punizione. Resta a lungo l’unico pericolo arrecato alla porta azzurra nel secondo tempo, in cui Mancini lancia Zaccagni e Raspadori timbra nuovamente il cartellino. Il giocatore del Sassuolo si fa trovare pronto in area di rigore sulla sponda di Biraghi e al 69′ è 3-1 per l’Italia. Nell’ultimo quarto d’ora spazio anche per Bastoni, Locatelli e Sensi ma è la Turchia a pungere con un subentrato. Dursun all’83’ la riapre su corner, due minuti più tardi è solamente un grande intervento di Donnarumma a negargli il pareggio: il portiere azzurro, capitano dopo l’uscita di Chiellini, protegge il risultato e regala alla nazionale la prima vittoria di un nuovo ciclo.
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Banca Mediolanum, il “Rinascimento lavorativo” con un welfare mirato

MILANO (ITALPRESS) – L’era post covid segna l’inizio del “Rinascimento Lavorativo”. Si manifesta in varie maniere: dall’esigenza di riequilibrare la dimensione professionale con quella privata, all’uso della tecnologia che diventa luogo quotidiano di condivisione. Un contesto che Banca Mediolanum, come spiega il capo delle risorse umane Antonio Gusmini, ha saputo valorizzare attraverso gli “asset” principali del gruppo: fiducia e senso di responsabilità, formazione e centralità della persona insieme ai profondi valori in cui la comunità aziendale da sempre si identifica. Grazie soprattutto alle regole che, fin dall’inizio, il fondatore Ennio Doris ha saputo trasmettere al resto della famiglia. Prima di tutto al figlio Massimo, che ormai da molti anni ricopre la carica di amministratore delegato. Questi valori profondi, spiega Gusmini, vengono espressi anche in mirate politiche di welfare che producono un clima di benessere a tutto tondo in azienda. “Un’organizzazione che dà spazio alla rappresentazione di energie collettive e dà modo di liberare idee innovative”, spiega raccontando l’esperienza di Banca Mediolanum in una sessione del Tram dell’Innovazione. Il direttore delle risorse umane, racconta come l’ultimo anno sia stato un periodo di grandi cambiamenti per il sistema finanziario, “ma noi eravamo già predisposti. Sono le persone che hanno fatto la differenza”. Gusmini fa l’esempio dei family banker di Mediolanum. “Con l’altissima digitalizzazione e remotizzazione dell’ultimo anno, hanno avuto uno sviluppo di competenze che abbiamo supportato e sono diventati molto più produttivi”. In generale, Mediolanum ha beneficiato di una strategia welfare inaugurata molto prima della pandemia, con investimenti iniziati 20 anni fa. Al centro del “Rinascimento Lavorativo”, viene messa da Gusmini la figura femminile. Soprattutto nel mondo della finanza dove sono poco rappresentate. Rappresentano infatti il 21% della categoria e ancora oggi non sono molte le quote rosa a capo di grandi banche o gruppi assicurativi. “E invece – spiega Gusmini- è una categoria che si può facilmente declinare al femminile”. In particolare, il mondo della promozione finanziaria si adatta molto al lavoro della donna. Sia per la possibilità di organizzare il lavoro conciliando la dimensione privata con quella lavorativa sia per la capacità “molto femminile” di prendersi cura delle esigenze del cliente. “Favoriamo lo sviluppo del lavoro della donna coniugandolo con lo smart working”, dice Gusmini. Una unione molto stimolante in termini di flessibilità e di efficienza. Un’attenzione che si manifesta in molte maniere. A cominciare dal sistema di welfare, che quest’anno è stato potenziato attraverso il superbonus concesso ai dipendenti in funzione degli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno. “Durante il lockdown – spiega Gusmini – avevamo più bambini all’asilo nido che personale in azienda”. Anche questo è un sistema di fidelizzazione dei dipendenti. “Non a caso – conclude – abbiamo un turn over del personale molto basso”. Il clima di fiducia è tale che “tante volte collaboratori che hanno ricevuto un’offerta di lavoro alternativo vengono nel mio ufficio per chiedere consiglio se accettarlo o meno”.
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Conte “Spese militari? Mai parlato di crisi di governo”

ROMA (ITALPRESS) – “Non ho sollevato nessuna crisi di governo, dico dobbiamo programmare la spesa militare? Possiamo discutere dove va questa spesa? In che arco temporale? Rispettare questo impegno entro il 2024 è un conto, entro il 2030 un altro. E’ giusto discutere su queste spese”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ospite a “Dimartedì” su La7. “Il M5S non ha mai parlato di crisi di governo, mai detto che vuole mettere in difficoltà il premier di turno sulla collocazione euroatlantica.
La collocazione euroatlantica non è mai stata messa in discussione da me e non verrà mai messa in discussione. Per quanto riguarda questi adempimenti, io non li ho rispettati come non sono stati rispettati dai miei predecessori al governo e siamo in compagnia di altri paesi che non riescono a rispettare questo vincolo di spesa. Oggi ho presentato a Draghi la preoccupazione del M5S, ma credo anche di una parte del Paese, sul ricorso al riarmo. In questi giorni si è prospettato un incremento significativo della spesa militare, perchè è stato evocato questo adempimento Nato. Ci sono famiglie, imprese che sono in difficoltà da due anni per questa emergenza”, ha spiegato. “No alle spese militari? Non stiamo parlando degli aiuti all’Ucraina, il M5S sostiene il governo, sì agli aiuti finanziari, economici, umanitari e militari. Il decreto sull’Ucraina lo abbiamo votato alla Camera e lo voteremo al Senato, siamo assolutamente a sostegno di questa linea”, ha concluso.
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Italia U.21-Bosnia 1-0, a Trieste decide la rete di Rovella

TRIESTE (ITALPRESS) – L’Italia Under 21 riscatta la brutta prova col Montenegro e a Trieste batte 1-0 la Bosnia nel percorso di qualificazione agli Europei 2023. Come a Podgorica l’Italia non è pulita nella circolazione di palla e il possesso non è rapido come chiede Nicolato. Ma a differenza dello scorso match, gli azzurrini riescono a passare in vantaggio. Al 14′ sugli sviluppi di un cross di Fagioli, Colombo riesce a toccare per Rovella che si libera di un avversario e scaglia la sfera sotto la traversa col destro. Alla mezz’ora di gioco però sale la pressione della Bosnia che costruisce una serie di occasioni. La prima al 31′ quando sul doppio colpo di tacco di Savic e Lukic, Carnesecchi risponde presente con un intervento in tuffo d’istinto. Al 39′ Hasic non sfrutta un errore in disimpegno di Esposito e sbaglia l’assist decisivo per Lukic sotto porta. Nel recupero del primo tempo gli azzurrini tornano a spaventare Cetkovic. Colombo lotta fino alla fine su un pallone destinato sul fondo, sposta col fisico il diretto marcatore e col mancino impegna il portiere sul primo palo.
Nella ripresa l’Italia crea molto ma sciupa tutto. Al 66′ l’Italia sfiora il 2-0 con l’azione più bella della partita: Rovella serve Colombo che con la punta premia l’inserimento di Quagliata, ma il terzino dell’Heracles spreca un rigore in movimento. E’ Colombo il fulcro di ogni azione azzurra a Trieste. Al 63′ l’attaccante della Spal scappa via in profondità, salta il portiere sull’interno ma centra in pieno Nikic a porta vuota. Nicolato cambia interpreti, ma non modulo: dentro Parisi e Ricci, fuori Quagliata ed Esposito. Al 74′ è il turno di Cancellieri che prende il posto di un esausto Colombo. Nel finale c’è spazio anche per Portanova e Cambiaghi ma gli azzurrini sembrano più intenzionati a gestire il risultato, che a chiudere la partita. La scelta paga e al “Rocco” arrivano tre punti che valgono quota 17 punti e una importante fetta di qualificazione.
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Pnrr, Draghi: “Colmare gli insopportabili divari territoriali”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Il Patto per Napoli coincide con il programma di investimenti più significativo nella storia recente del Mezzogiorno. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina infatti circa il 40% delle sue risorse al Sud. L’obiettivo del piano è colmare i divari territoriali, ormai insopportabili. Il reddito pro capite del Mezzogiorno è infatti poco più della metà di quello del Centro-Nord e il tasso di disoccupazione è più del doppio”. Lo dice il presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso del suo intervento al Maschio Angioino di Napoli prima di sottoscrivere il “Patto per Napoli”, l’accordo con il Governo che consentirà di salvare il Comune partenopeo dalla crisi finanziaria evitando il default.
“Per far ripartire il processo di convergenza, fermo da quasi 50 anni, dobbiamo superare quegli ostacoli finanziari, istituzionali, culturali che hanno frenato Napoli e il Sud in questi decenni. Dobbiamo ammettere l’esistenza di una “questione meridionale”, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni. Dobbiamo affrontarla con urgenza, determinazione, unità. Perchè l’Italia tutta ha bisogno che Napoli e il Mezzogiorno siano un motore del Paese”, afferma il presidente del Consiglio.
“Il Pnrr – prosegue – migliora la connettività di Napoli e di tutto il Sud. Destiniamo 241 milioni di euro al Porto, di cui 150 milioni al prolungamento e al rafforzamento della diga Duca d’Aosta. Completiamo le tratte ferroviarie ad alta velocità Napoli-Bari e Salerno-Reggio Calabria. Riduciamo di 80 minuti il tempo di percorrenza tra Salerno e Reggio Calabria e di un’ora e mezza la tratta da Napoli a Bari. Impieghiamo 136 milioni nella Zona Economica Speciale della Campania per migliorare l’efficienza di porti e aree industriali. Investiamo sul trasporto pubblico locale, per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria. Solo il 10% dei cittadini meridionali usa il trasporto pubblico locale, circa la metà degli abitanti del Centro-Nord. A Napoli, investiamo sulla metropolitana, sulla rete tranviaria, sugli autobus. Sperimentiamo una nuova concezione di mobilità urbana, basata sulla sostenibilità e sulle tecnologie digitali. Napoli si è classificata prima nella graduatoria dei progetti di mobilità sostenibile ‘MaaS’. La città vuole essere protagonista del Pnrr e il governo intende sostenerla”, chiosa il premier.
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Covid, nuovi casi in decisa crescita e 177 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sono triplicati rispetto a ieri i casi Covid in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. I nuovi contagiati sono 99.457, contro i 30.710 fatti segnare ieri, ma con 660.708 tamponi processati si determina un tasso di positività in leggera crescita al 15%. Aumentano anche i decessi, 177 contro i 95 delle 24 ore precedenti. Crescono gli attualmente positivi a 1.266.647, mentre si registra una significativa crescita dei ricoveri nei reparti ordinari, dove si trovano ricoverati in 9.740 (+246). Stabili i degenti in terapia intensiva 487 con 46 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.256.651 persone. La Lombardia è la prima regione per numero di contagi(12.518), seguita da Campania (11.755) e Lazio (11.430).
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Covid, da aprile nuove regole per musei, mostre, cinema e teatri

ROMA (ITALPRESS) – Dal prossimo 1° aprile, con l’entrata in vigore del decreto-legge 24 marzo 2022, che stabilisce la fine dello Stato di emergenza, cambiano le modalità di accesso ai luoghi della cultura e dello spettacolo.
Dal 1° aprile 2022, per l’accesso a musei, parchi archeologici, mostre, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura non è più richiesto il possesso del green pass rafforzato, nè di quello base. Resta l’obbligo di utilizzo di mascherine chirurgiche.
Dal 1° al 30 aprile 2022 per la partecipazione agli spettacoli che si svolgono al chiuso è richiesto il possesso del cosiddetto green pass rafforzato e l’obbligo di indossare le mascherine FFP2.
Dal 1° al 30 aprile 2022 per la partecipazione agli spettacoli che si svolgono all’aperto è richiesto il possesso del cosiddetto green pass base e l’obbligo di indossare le mascherine FFP2.
(ITALPRESS).

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