Home Top News

Lottomatica, nel primo semestre raccolta e ricavi in crescita

ROMA (ITALPRESS) – Nei primi sei mesi del 2024, Lottomatica ha registrato una raccolta per 18 miliardi, con una crescita del 23% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il settore operativo online ha continuato a sovra-performare con una raccolta in crescita del +41% rispetto allo stesso periodo del 2023.
I ricavi sono stati pari a 931,8 milioni, rispetto a 820,1 milioni dello stesso periodo del 2023, con un incremento pari al 14%. L’adjusted Ebitda è stato pari a 317,3 milioni, +6% rispetto allo stesso periodo del 2023. L’adjusted Ebitda margin sui ricavi è pari al 34,1%, rispetto al 36,4% dello stesso periodo del 2023, per effetto del payout sfavorevole registrato nel primo trimestre del 2024 e per il consolidamento di SKS365, che ha margini più bassi. L’operating cash flow dei primi sei mesi del 2024 è stato pari a 228 milioni, rispetto a 256,9 milioni dello stesso periodo del 2023, principalmente per effettodei maggiori pagamenti per le concessioni. L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2024 è stato pari a 1.913,1 milioni.
“Nel secondo trimestre del 2024 abbiamo proseguito il nostro percorso di crescita organica, sostenuto da quote di mercato in aumento nell’online che hanno portato a una crescita a doppia cifra dei ricavi e dell’Ebitda”, commenta Guglielmo Angelozzi, Ad di Lottomatica Group. “Abbiamo completato con successo l’acquisizione di SKS e stiamo procedendo con l’integrazione a ritmo sostenuto, assicurandoci ad oggi circa il 40% delle sinergie annunciate. Inoltre, a maggio abbiamo opportunisticamente rifinanziato obbligazioni per un valore di 900 milioni, con un notevole risparmio sugli interessi. Alla luce della forte performance, della realizzazione delle sinergie di costo e delle acquisizioni previste, aggiorniamo le nostre previsioni per l’esercizio 2024”, conclude.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Lottomatica –

Libano, Tajani “Spero che nessuno lavori per l’escalation”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo a favore di una de-escalation, io credo che Hezbollah debba rispettare la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, non può essere condizionata da Gaza perchè sono altre questioni quelle legate allo scontro tra Hamas e Israele. Ci auguriamo che nessuno voglia lavorare per una escalation, è il messaggio che ho dato sia al ministro libanese che con quello israeliano. Stiamo lavorando per la pace e affinchè il conflitto non diventi sempre più largo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’assemblea di Enasarco.
“Noi abbiamo detto che l’accordo della Via della Seta non produceva effetti positivi per la nostra economia. Abbiamo cominciato a lavorare per rafforzare un rapporto che era
già frutto di un accordo del 2004. Abbiamo buoni rapporti, siamo
competitor e credo che ci siano opportunità da cogliere nel
rapporto con un grande Paese come la Cina”, ha poi aggiunto. “Noi però chiediamo di non sostenere la Federazione Russa, di fare in modo che la Russia si ritiri dall’Ucraina e che si sieda al tavolo della pace. Questo è un ruolo importante che
può avere la Cina”, ha concluso Tajani.

– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Meloni “Chiari con la Cina, smetta di aiutare la Russia”

ROMA (ITALPRESS) – “Con Xi Jinping è stato un confronto franco e rispettoso su tutte le materie sulle quali la Cina resta un interlocutore indispensabile e lo abbiamo fatto con trasparenza. Penso e spero che sia utile per ingaggiare in interlocutore molto importante in questo momento”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a Pechino.
“Ho ribadito che l’aggressione della Russia all’Ucraina è un attacco frontale alla convivenza pacifica fra i popoli e alle regole del diritto internazionale”, ha aggiunto. Quanto al sostegno della Cina alla Russia, “dicuramente noi siamo stati abbastanza chiari nel porre la questione provando a ragionare insieme anche su quali siano gli interessi che ha ciascuno. Penso che la Cina non abbia alcuna convenienza in questa fase a sostenere la capacità industriale russa, anche se come sappiamo non interviene direttamente, è evidente che questo crea una frizione perchè lo abbiamo scritto in tutti i modi possibili e immaginabili e lo abbiamo ribadito e io spero che ci si renda conto che questa nazione può giocare veramente un ruolo dirimente. Il presidente Xi diceva ieri che la Cina lavora sempre per la convivenza pacifica tra i popoli ecco mi piacerebbe che si facessero dei passi in questo senso”, ha concluso Meloni.
(ITALPRESS).
– Foto: Palazzo Chigi –

La Procura di Genova ha chiesto il giudizio immediato per Toti

GENOVA (ITALPRESS) – La Procura di Genova ha depositato l’istanza di giudizio immediato per Giovanni Toti, ex presidente della Regione Liguria ancora agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e finanziamento illecito. La stessa richiesta è stata presentata per i co-indagati Aldo Spinelli e Paolo Emilio Signorini, imprenditore ed ex presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Ora la gip ha cinque giorni di tempo per valutare l’istanza, dopodichè entro 15 giorni le difese potranno chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento. Nel frattempo, entro domani la Procura dovrà esprimere un parere sulla revoca degli arresti domiciliari per Toti, che venerdì scorso ha fatto pervenire le proprie dimissioni da presidente della Regione Liguria, poi la gip Faggioni deciderà nell’arco di due giorni.

foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).

Trentino, abbattuta l’orsa KJ1

TRENTO (ITALPRESS) – Questa mattina è stata data esecuzione al decreto firmato ieri dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, che prevedeva il prelievo dell’esemplare di orso KJ1 tramite abbattimento. Una squadra del Corpo forestale trentino è dunque entrata in azione nei boschi sopra Padaro di Arco, dove l’animale era stato localizzato attraverso il radiocollare. KJ1 era un esemplare pericoloso, secondo la scala del Pacobace. Lo ha attestato anche Ispra, confermando la necessità di rimuovere l’orsa (classificata ad “alto rischio”) al più presto. L’animale è risultato responsabile di almeno 7 interazioni con l’uomo. L’ultima risale allo scorso 16 luglio, ai danni di un escursionista.
“L’ho già detto al presidente Fugatti: la soppressione dei singoli orsi non è la soluzione del problema. Comprendo lo stato d’animo degli amministratori e della popolazione ma oggi viviamo gli effetti di un errore del passato, dovuto a una incauta scelta di sfruttamento turistico dell’immagine dell’orso in Trentino, compiuta 25 anni fa. Certamente una via da percorrere è la sterilizzazione e ci stiamo lavorando insieme a Ispra. Ma questa misura, se non accompagnata da un’opera di corretta informazione ai cittadini e da nuove azioni concordate con le amministrazioni, rischierà di essere insufficiente. Sicuramente come ministro dell’Ambiente ribadisco con forza che la soppressione non può rappresentare la prima e unica soluzione da mettere in atto”. Lo dichiara il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).

Università IUL, al via il Master su Media digitali e Sport

FIRENZE (ITALPRESS) – L’Università Telematica degli Studi IUL, in collaborazione con PA Social, propone il Master di I livello e Corso di alta formazione in “Media Company e Innovazione digitale per lo sport”.
Il corso, spiega una nota, si inserisce in un contesto attuale che assiste al cambiamento radicale del modo in cui lo sport viene trasmesso, consumato e gestito, stimolando la richiesta di figure professionali altamente qualificate nel settore della comunicazione sportiva e dell’innovazione digitale.
L’avanzamento delle tecnologie si accompagna ad una sempre più concreta domanda di esperti che siano in grando di affrontare le sfide e sfruttare le opportunità anche in ambito sportivo e dei media digitali. Un contesto che oggi si affaccia alle potenzialità comunicative dell’intelligenza artificiale e del metaverso.
Il corso in “Media Company e Innovazione Digitale per lo Sport” si propone di fornire agli studenti una panoramica completa delle dinamiche e delle aspettative dell’industria sportiva nel contesto digitale, formando professionisti in grado di adattarsi alle evoluzioni tecnologiche e culturali che caratterizzano il settore. L’obiettivo è di trasmettere le competenze strategiche nella gestione di media company e le capacità di analizzare e interpretare le tendenze digitali e dell’innovazione e le dinamiche del mercato sportivo.
Articolato in 7 moduli per le diverse discipline giuridiche, economiche e sociologiche, il percorso formativo ha durata annuale e consente il conseguimento di 60 Crediti Formativi Universitari.
E’ possibile iscriversi al Master di I livello e al Corso di alta formazione fino al 30 settembre 2024.
Il modello di studio dell’Università IUL, si legge, prevede lezioni fruibili interamente online per permettere agli iscritti di conciliare studio, lavoro e altri impegni quotidiani. Lo studente può accedere alle video-lezioni attraverso la piattaforma di formazione IUL, in ogni momento e da qualsiasi postazione, ed è supportato da personale docente di alta qualità e da una continua assistenza di tutor specializzati. Gli esami sono in presenza e possono essere svolti in una delle numerose sedi dell’Università sul territorio nazionale.

– foto ufficio stampa Università IUL –
(ITALPRESS).

Parmigiano Reggiano, cresce la produzione dei caseifici di montagna

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano è il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna. Lo confermano i nuovi dati forniti dal Consorzio in occasione della conferenza stampa di presentazione della 58a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina (2-5 agosto): nel 2023 la produzione degli 83 caseifici di montagna della Dop ha superato le 861.000 forme, con un aumento del +11% rispetto al 2016, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione della produzione di montagna. In crescita anche la produzione di latte, con oltre 419.000 tonnellate (+9,3% sul 2016). Inoltre, il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, la certificazione lanciata dal Consorzio nel 2016 per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area della zona di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio, nel 2022 ha raggiunto le 228.000 forme, con un aumento del +28% sul 2016.
Tutti forti segnali che la politica del Consorzio continua a invertire una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Nel decennio 2000-2010, infatti, nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di ben 60 caseifici e a una riduzione del 10% della produzione del latte. Deficit che è stato azzerato a partire dal 2014 grazie all’avvio del Piano di Regolazione Offerta che, tra le altre misure, ha previsto sia sconti specifici per produttori e caseifici situati in zone di montagna, sia il bacino “montagna” per le quote latte.
Nel 2023, dunque, più del 21% della produzione totale si è concentrata negli 83 caseifici di montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno, che impiegano oltre 800 allevatori. Ciò ha reso possibile il mantenimento dell’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Altro segnale positivo è rappresentato dai cambiamenti generazionali all’interno dei caseifici: l’età media dei produttori si è abbassata dai 57 anni di media prima del 2016 ai 30-40 di oggi, segnale che manifesta la fiducia che i giovani investono nel Parmigiano Reggiano.
La presentazione dei dati è avvenuta in un momento particolare per il Consorzio: il 27 luglio si sono infatti festeggiati i 90 anni della fondazione dell’organismo che ha la funzione di tutelare, difendere e promuovere questo prodotto millenario, le cui radici affondano nel Medioevo, salvaguardandone la tipicità e pubblicizzandone la conoscenza nel mondo. Proprio questo è stato
il giorno scelto dal Consorzio per sancire l’apertura dell’ufficio (corporation) negli Stati Uniti, primo mercato estero della Dop (avvenuta grazie alla collaborazione dello Studio Tarter Krinsky & Drogin per gli aspetti legali USA, dello Studio Funaro & Co. per gli aspetti fiscali USA, e dello Studio Bird & Bird per gli aspetti legali e fiscali crossborder), per avere una maggiore efficacia nelle operazioni di promozione e di tutela nel mercato a stelle e strisce.
“Il Parmigiano Reggiano contribuisce a fortificare l’economia e a preservare l’unicità dell’Appennino emiliano – ha detto Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio -. E’ il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21% della produzione totale concentrata in ben 83 caseifici sui 292 consorziati. La differenza delle Dop rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine. Se a ciò aggiungiamo che nel 2021 un turista straniero su due ha visitato il nostro Paese in funzione dell’enogastronomia, risulta lampante l’importanza della Dop per lo sviluppo del turismo esperienziale in questi luoghi. Per il Consorzio, sono il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli ed essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.
Per Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio, “la produzione nelle zone di montagna è da sempre una delle caratteristiche salienti del Parmigiano Reggiano. E’ stato fondamentale che il Consorzio introducesse interventi per la diffusione e la valorizzazione del “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche negli anni a venire: queste aree soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse non solo per la comunità locale, ma per tutti. Preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della lavorazione del Parmigiano Reggiano nelle zone dell’Appennino, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del “Prodotto di Montagna” e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo”.
E’ proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” che da venerdì 2 a lunedì 5 agosto si terrà la 58a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina: quattro giorni di spettacoli, dj set, balli, mostre, gare, aperitivi e giochi pensati per tutti, adulti e bambini, per portare nel comune dell’Appennino reggiano arte e divertimento, e soprattutto l’eccellenza produttiva locale. In particolare, saranno ben 41 i caseifici di montagna che parteciperanno alla Fiera per presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Sarà inoltre presente uno stand in cui si potrà partecipare a degustazioni curate da APR (Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano) e comprare il Parmigiano Reggiano di montagna prodotto nelle quattro province della zona geografica. Inoltre, domenica 4 agosto alle ore 20:30 presso l’incrocio tra Via Roma e Via Caduti sarà possibile assistere alla creazione dal vivo di una forma di Parmigiano Reggiano.
L’appuntamento più atteso della Fiera è la 12a edizione del Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”, lunedì 5 agosto alle ore 20 in piazza IV Novembre, nel quale i 41 caseifici competeranno con Parmigiano Reggiano di montagna di 24 e 40 mesi, che saranno valutati da una giuria composta da assaggiatori certificati della APR. A seguire, si terrà inoltre la 7a gara di taglio della forma: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, dalla mezza forma a un ottavo, sino ad arrivare a punte il più possibile vicine al chilo di peso l’una. E’ una gara che mira sia alla bellezza e alla nettezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop.
“Siamo orgogliosi di annunciare la 58a edizione di questa rassegna unica nel suo genere – ha detto Stefano Costi, sindaco di Casina -. Questa fiera è un’occasione irrinunciabile non solo per far conoscere il nostro territorio, ma anche per comunicare un prodotto di immenso valore quale il Parmigiano Reggiano di montagna. Un valore che non è solo finanziario, dato che la Dop è la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo enogastronomico, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono”.

– foto ufficio stampa Parmigiano Reggiano –
(ITALPRESS).

Divella, investimenti per un futuro sempre più high-tech

ROMA (ITALPRESS) – Nel corso del 2023 Divella, azienda italiana del settore dell’alimentazione, ha investito 10 milioni di euro in beni strumentali. Risorse che sono state destinate principalmente per incrementare la macinazione del grano e ottimizzare la trasformazione in farine e semole, per la costruzione di nuovi sili granari metallici per lo stoccaggio delle materie prime e, infine, per l’implementazione di una nuova linea di produzione di pasta corta da oltre 4.500 kg/h.
“La politica di autofinanziamento – afferma Fabio Divella, rappresentante Direzione Divisione Pasta della F. Divella S.p.A. – ha permesso alla Società di effettuare investimenti senza ricorrere all’indebitamento bancario. Va evidenziato con grandissima soddisfazione che abbiamo attuato questi investimenti tenuto conto di uno scenario macroeconomico complesso e senza precedenti che, dopo la fase post pandemica, ci ha visti entrare in una crisi geopolitica legata ai conflitti bellici cha hanno complicato ancor di più lo scenario internazionale”.
Nonostante questa situazione di incertezza, l’azienda, si legge in una nota, ha raddoppiato l’utile di esercizio rispetto all’anno precedente con un fatturato registrato nel 2023 di oltre 370 milioni di euro. Tradotto in percentuale, l’1,6% in più rispetto all’anno precedente. “Confermata, dunque, l’efficacia delle scelte strategiche, adottate da tempo, caratterizzate dalla realizzazione appunto di investimenti programmati, dalla forte presenza sul mercato interno e dalla costante spinta commerciale verso i mercati nazionali ed esteri senza rinunciare mai al forte radicamento territoriale della produzione e del marchio, che rappresentano la chiave di crescita costante e di successo aziendale”, continua la nota.
“In un contesto di tale incertezza – conclude Fabio Divella – la pasta, core business aziendale, si è distinta ancora una volta conquistando i vertici per livello produttivo espresso in termini quantitativi registrando un incremento dei volumi venduti pari al 1% rispetto al 2022 attestandosi a circa 200.000 tonnellate di pasta a solo marchio Divella”.
La Società ha esportato in oltre 125 Paesi raggiungendo il 40% delle vendite complessive mentre sul mercato nazionale “ha raggiunto il secondo posto tra i pastifici con una quota di mercato pasta in volume dell’11% circa consolidando la sua posizione di leader nel Sud Italia (Area 4 Nielsen) con una quota di mercato, in volume, del 21% (fonte: dati Nielsen)”, conclude la nota.

– foto ufficio stampa Divella –
(ITALPRESS).

Top News su Facebook

Top News su Twitter