PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “La nostra economia non è in recessione, la nostra economia continua a crescere ma c’è stato un rallentamento. In Consiglio dei ministri ho detto che dobbiamo affrontare queste strozzature nell’offerta, questa mancanza di materie prime subito in tutti i settori, sostenendo le famiglie subito ma anche diversificando le fonti di approvvigionamento”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi al suo arrivo a Versailles per il vertice informale tra capi di Stato e di governo dell’Ue.
Alla domanda se questi sforzi economici possono essere finanziati con un debito comune a livello europeo come propone la Francia, Draghi ha risposto: “Ne parleremo oggi pomeriggio, Italia e Francia sono completamente allineate anche su questo fronte”.
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Draghi “L’economia non è in recessione, ma c’è un rallentamento”
Dal Cdm un disegno di legge per lo sviluppo delle zone montane
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge recante “Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”. Il provvedimento introduce misure finalizzate a favorire lo sviluppo economico e la ripresa di tanti territori che avranno l’opportunità di diventare sempre più una risorsa per il Paese. Il ddl, inoltre, si pone l’obiettivo di contrastare lo spopolamento della montagna italiana, raccogliendo in un testo unitario e sistematico interventi normativi per la riduzione delle condizioni di svantaggio dei Comuni montani.
Il disegno di legge regolamenta l’individuazione dei Comuni montani e disciplina i parametri ulteriori per accedere agli incentivi e ai sostegni previsti. Il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, attraverso la Strategia Nazionale per la Montagna Italiana (SNAMI), individua le linee strategiche per la crescita e lo sviluppo economico e sociale, l’accessibilità dei servizi essenziali e delle infrastrutture digitali, il godimento effettivo dei diritti fondamentali della persona nei territori montani.
La SNAMI verrà finanziata grazie al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) – in cui confluiscono le risorse del Fondo nazionale per la montagna e del Fondo integrativo per i Comuni montani – per il quale l’ultima legge di bilancio ha previsto lo stanziamento di 100 milioni per il 2022 (prima erano 29,5 milioni) e 200 milioni a decorrere dal 2023. Il disegno di legge interviene, in modo particolare, attraverso lo sviluppo dei seguenti punti: sanità di montagna; scuole di montagna; servizi di telefonia mobile e accesso a internet; incentivi agli imprenditori agricoli e forestali; misure fiscali di favore per le imprese montane “giovani”; misura “Io resto in montagna”.
“L’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, della nuova legge sulla montagna rappresenta un momento estremamente importante per tanti territori che aspettavano da quasi trent’anni un provvedimento organico, necessario per favorire lo sviluppo di molti Comuni svantaggiati – commenta Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie -, per valorizzare le specificità delle terre alte, e per contrastare lo spopolamento. L’impegno che prevediamo con questo disegno di legge è coerente con gli sforzi del nostro esecutivo per ricucire il Paese e ridurre i divari esistenti”.
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Covid, Sileri: “Fase di transizione verso la fine dell’emergenza”
ROMA (ITALPRESS) – “L’arrivo dei vaccini, l’ampia capacità di distribuzione e somministrazione ha rappresentato il momento di svolta per uscire dalla fase più acuta della pandemia. Quella di adesso è una fase di transizione”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Gli ultimi due anni caratterizzati dalla pandemia sono stati molto duri. Il Covid ci ha colpiti di sorpresa, abbiamo attraversato diverse ondate che abbiamo fronteggiato anche a fatica ma siamo riusciti a gestire la situazione – ha aggiunto -. Ricordo a marzo 2020, quando il virus entrò in Italia con prepotenza e noi siamo stati additati come la Wuhan di Europa e criticati per la gestione, quando altri Paesi avrebbero avuto i nostri stessi problemi dopo poco. Vaccinazione e utilizzo progressivo del green pass hanno permesso all’Italia una gestione della pandemia quanto più vicina alla normalità”, ha detto ancora Sileri.
“Non può esserci un green pass per sempre – ha sottolineato Sileri -. Nelle sue varie forme è stato di ausilio per contrastare le fasi della pandemia e le diverse varianti che abbiamo fronteggiato. Quando l’emergenza verrà meno, il green pass sarà rimodulato fino a scomparire. Il venir meno dell’emergenza non dipende da una data ma dalla circolazione del virus e dalle ospedalizzazioni”.
“Il 31 marzo termina lo stato di emergenza e non vediamo il rischio per una proroga – ha ribadito Sileri -. Al tempo stesso si procederà a progressivi e, auspico, veloci allentamenti delle varie regole legate ai tre perni della lotta al virus: distanza, mascherine e vaccino. Comincerei con il diminuire le misure di distanza, rivalutare isolamento e quarantene per vaccinati e asintomatici per poi togliere la mascherina al chiuso. Inoltre, contestualmente alla circolazione del virus rimodulerei il green pass sul luogo di lavoro”.
Di Covid si parla anche in relazione all’accoglienza dei profughi ucraini che scappano dalla guerra. “Al loro arrivo sul territorio si fa il tampone, chi è positivo viene isolato, i contatti dei positivi vengono messi in quarantena e si offre loro la vaccinazione secondo le stesse regole vigenti per gli italiani – ha spiegato il sottosegretario -. Dovremo spingere per vaccinare quanti più profughi possibile e spero che la comunità ucraina in Italia ci possa aiutare in questo. I profughi che scappano dalla guerra in Ucraina hanno un livello molto basso di vaccinazione, solo un terzo della popolazione è vaccinato con vaccini simili ai nostri. Il passaggio del Covid in Ucraina è stato simile a quello del resto d’Europa, il numero dei positivi è sicuramente superiore a quello dichiarato ma questo vale un pò ovunque”.
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Un piano da 60 milioni per ammodernare la rete elettrica di Roma
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e l’amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, hanno firmato presso l’Auditorium di Terna un Protocollo d’intesa per definire una stabile collaborazione finalizzata alla realizzazione delle infrastrutture che incrementeranno ulteriormente l’efficienza, la sostenibilità e la sicurezza del sistema elettrico della Capitale.
In particolare, l’accordo prevede un importante intervento sulla rete ad Alta Tensione romana attraverso la sostituzione dell’intera dorsale in cavo interrato da 150 kiloVolt che va dalla Cabina Primaria “Laurentina” fino a quella denominata “Flaminia” passando per le Cabine Primarie “Ostiense”, “Villa Borghese” e “Nomentana”. Saranno quindi realizzati quattro collegamenti “invisibili” per un totale di circa 25 km a fronte di un investimento di oltre 60 milioni di euro. I nuovi cavi, tecnologicamente più avanzati, verranno posati in parte in adiacenza di quelli esistenti, in parte su nuovi percorsi.
In base ai termini dell’accordo – della durata di cinque anni dalla data di sottoscrizione – sarà istituito un Tavolo Tecnico permanente per la condivisione di tempi e modalità di realizzazione dell’opera, al fine di limitare disagi alla viabilità e gestire insieme eventuali criticità.
La rete sarà ammodernata e potenziata, offrendo alla città notevoli vantaggi in termini di qualità della fornitura elettrica grazie ad un sistema di trasmissione che diventerà ancor più efficiente e affidabile.
In accordo con l’intesa stipulata, inoltre, Terna, oltre alla sostituzione dei collegamenti in alta tensione, si occuperà di una serie di interventi compensativi di riqualificazione, bonifica e conservazione dell’ambiente urbano. In particolare, nel tratto tra Ponte Matteotti e Ponte Marconi, verranno effettuate attività di manutenzione straordinaria, di ampliamento delle sedi carrabili e di adeguamento degli attraversamenti pedonali. In aggiunta, l’azienda finanzierà la realizzazione di opere di riqualificazione di numerosi tratti della banchina del Tevere per consentirne una migliore fruizione da parte di cittadini e turisti, tra i quali l’installazione di impianti di videosorveglianza e illuminazione lungo la banchina e sulle scale di accesso, la bonifica e la pulizia delle aree verdi, il ripristino della pavimentazione e la disposizione di impianti di prevenzione di esondazioni.
Terna, il Comune di Roma e la Regione Lazio si impegneranno dunque a favorire qualsiasi forma di collaborazione reciproca al fine di velocizzare i tempi di realizzazione delle opere previste, per garantire alla Capitale una rete elettrica rinnovata, ancora più sicura ed efficiente e, allo stesso tempo, per valorizzare il patrimonio naturale e ambientale della città.
“Il protocollo firmato con il Comune di Roma e la Regione Lazio conferma il nostro costante e quotidiano impegno nel promuovere il confronto e il dialogo con i territori e con gli enti e le amministrazioni che li guidano – ha detto l’amministratore delegato di Terna Stefano Donnarumma -. Grazie a questa importante collaborazione saremo quindi in grado di rendere la rete elettrica ad alta tensione della Capitale ancora più sostenibile ed efficiente, con soluzioni tecniche e tecnologiche all’avanguardia, nel pieno rispetto dell’ambiente, dei siti archeologici e del paesaggio, all’insegna della piena sostenibilità”.
“L’ammodernamento della rete elettrica di Roma è un tassello importante nell’impegno per una Capitale sempre più efficiente e sostenibile. Ringrazio quindi Terna per questa intesa che prevede investimenti complessivi per oltre 60 milioni di euro. Ci saranno concreti benefici per il nostro territorio, in termini di qualità e sicurezza della fornitura e di un maggiore risparmio energetico. Roma Capitale, Regione Lazio e Terna lavoreranno insieme per assicurare una veloce realizzazione delle opere e per favorire gli interventi di riqualificazione previsti dall’accordo, a partire da quelli che riguardano diversi tratti della banchina del Tevere. Il protocollo che firmiamo oggi è un modello positivo di collaborazione che tiene insieme sviluppo del territorio, tutela dell’ambiente e rigenerazione urbana”, ha affermato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Voglio ringraziare Terna per quest’importante opera di ammodernamento della rete elettrica cittadina, che ci permetterà di adeguare le infrastrutture esistenti alle nuove esigenze del territorio – ha affermato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti -. L’efficientamento della rete elettrica si traduce, infatti, come prima cosa nella riduzione delle perdite e quindi nella diminuzione delle emissioni legate alla produzione di energia elettrica, mettendo la Capitale d’Italia al passo con gli obiettivi di tutela ambientale e risparmio energetico che ci siamo prefissati. L’accordo di oggi è poi un’occasione significativa per rafforzare le interlocuzioni tra Terna, Comune e Regione con l’obiettivo di ottimizzare i tempi di realizzazione dei lavori e offrire un percorso di rigenerazione urbana condiviso, risolvendo molti problemi che persistono in questa area della città da tempo”.
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Il Parlamento Ue chiede un giro di vite contro i “passaporti d’oro”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo propone nuove norme comuni per far fronte ai problemi legati ai programmi di “cittadinanza e soggiorno in cambio d’investimenti” e fermare la messa in vendita della cittadinanza UE.
Gli eurodeputati hanno approvato una relazione d’iniziativa legislativa che invita la Commissione a presentare una proposta entro la fine del suo mandato. L’impegno della Commissione e di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti per limitare l’accesso ai “passaporti d’oro” ai milionari russi con legami con il governo è stato discusso lunedì durante la sessione plenaria.
Il testo è stato approvato con 595 voti favorevoli, 12 contrari e 74 astensioni (a maggioranza assoluta).
I programmi di “cittadinanza in cambio d investimenti” (CBI – Citizenship by investment), che consentono a cittadini di paesi terzi di acquisire i diritti di cittadinanza in cambio di una somma di denaro, compromettono l’essenza della cittadinanza dell’UE. Il Parlamento descrive la pratica in atto a Malta, in Bulgaria e a Cipro come “fenomeno di parassitismo”, poichè gli Stati membri vendono ciò che non avrebbe mai dovuto diventare una merce. I deputati europei affermano che alcune domande sono state accettate anche quando non rispettavano i requisiti. Chiedono quindi che tali programmi siano gradualmente eliminati a causa dei rischi che comportano.
Pur osservando che i programmi di “soggiorno in cambio d’investimenti” (RBI – Residence by investment) pongono rischi meno gravi, il Parlamento chiede norme UE per contrastare il riciclaggio di denaro, la corruzione e l’evasione fiscale, prevedendo, tra l’altro: “rigorosi controlli dei precedenti personali dei richiedenti” (familiari e origine dei fondi inclusi), controlli obbligatori nelle banche dati dell’Unione e procedure di controllo nei paesi terzi; “obblighi di comunicazione per gli Stati membri, compreso un sistema di “notifica e consultazione” per consentire agli altri paesi UE di sollevare obiezioni”; e requisiti minimi per i richiedenti di residenza fisica, coinvolgimento attivo minimo, qualità, valore aggiunto e contributo all’economia.
Il Parlamento accoglie con favore l’impegno dei Paesi UE nell’adottare misure che limitino la vendita della cittadinanza ai cittadini russi vicini al governo russo, e chiede di cessare con effetto immediato l’applicazione dei programmi CBI e RBI a tutti i richiedenti russi. I deputati esortano i governi dell’UE a riesaminare tutte le domande approvate negli ultimi anni e garantire che “nessun russo avente legami finanziari, commerciali o di altro tipo con il regime di Putin conservi i propri diritti di cittadinanza e soggiorno “. Inoltre, chiedono alla Commissione di vietare i programmi RBI per i cittadini russi soggetti a sanzioni.
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Ucraina, Meloni “Il Governo italiano non sta dando grande prova di sè”
ROMA (ITALPRESS) – “Penso che sia giusto che il governo italiano mantenga la compattezza con gli alleati internazionali e si muova in sinergia. Sulle armi, i latini dicevano: si vis pacem, para bellum, è un’utopia pensare di abbandonare gli ucraini a se stessi, una sconfitta dell’Ucraina rappresenterebbe una sorta di domino per l’Occidente, provocherebbe un’invasione di Taiwan, cassaforte della cyber security e sbocco sul Pacifico. Come si è comportato il governo italiano? Mi pare che non abbia dato grande prova di sè, io continuo a vedere appuntamenti e interlocuzioni da cui il governo italiano viene costantemente escluso. Ho comunque garantito a Draghi il sostegno di Fratelli d’Italia”. Così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, in un’intervista a Corriere.it.
“Fratelli d’Italia si è schierata subito a favore dell’Ucraina perchè non abbiamo dubbi che l’Italia debba fare parte assolutamente dell’alleanza atlantica – ha sottolineato Meloni -. Questo non ci ha impedito di fare critiche negli anni passati, non mi piace la tendenza della politica italiana a trattare la politica estera come se fossimo le cheerleader dei paesi esteri. In un conflitto armato però non c’è spazio per i distinguo. Quella all’Ucraina è un’aggressione inaccettabile. La reazione dell’Ucraina patriottica e forse anche inaspettata rappresenta per noi un dovere di sostegno, la comunità internazionale deve dimostrare compattezza”.
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Ucraina, Di Maio “Con la Cina sforzi congiunti per la pace”
ROMA (ITALPRESS) – “Con il collega Wang Yi abbiamo concordato sforzi congiunti per un percorso di pace. Ribadito che coordinamento comunità internazionale è unica via per raggiungere una soluzione diplomatica. Ho espresso ferma condanna per l’aggressione russa e ribadito sostegno al popolo ucraino”. Così su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo un incontro in videoconferenza con l’omologo cinese Wang Yi.
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Ucraina, Zelensky: “Tutta l’Europa è in pericolo”
ROMA (ITALPRESS) – “Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell’Ue? Credete che Putin riconosca l’Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l’Europa, come sta facendo con l’Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista a Die Zeit pubblicata dal Corriere della Sera.
“Vivo tra la mia gente, è la migliore protezione che ci sia – spiega Zelensky -. Quando la Russia preparava l’invasione, Putin non poteva immaginare che gli ucraini avrebbero difeso il loro Paese con tale determinazione. Non solo pochi individui, bensì la nazione intera. Il Cremlino non pensava certamente che questa, per noi, sarebbe stata la Grande guerra patriottica – proprio come quella che l’Unione sovietica combattè contro Hitler. I collaboratori di Putin non conoscono affatto l’Ucraina. Ma noi siamo così. Con l’Ucraina al tuo fianco, ti senti al sicuro. E’ un principio, questo, che servirà da lezione a molti in Occidente”.
“Non abbiamo paura. Abbiamo già dimostrato al mondo che sappiamo difenderci. Ma siccome parlate di paura, ho una cosa da dirvi: non siamo noi a doverci sentire intimoriti, bensì i politici di tutto il mondo – sottolinea il presidente -. Voglio dire, tutti coloro che oggi guardano all’Ucraina e si chiedono: anche il mio Paese rischia l’invasione? Quello che la Russia sta facendo all’Ucraina in questo momento, altri Paesi potrebbero tentare di farlo nei confronti dei loro vicini. Ed è per questo che la difesa dell’Ucraina e il sostegno dell’Occidente rappresentano realmente una mobilitazione globale contro la guerra. Tutti i potenziali aggressori in giro per il mondo devono sapere che cosa li aspetta, se osano scatenare una guerra”.
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