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Banca Mediolanum, nuovo fondo di investimento per l’economia circolare

BASIGLIO (MILANO) (ITALPRESS) – Banca Mediolanum lancia il nuovo fondo Mediolanum Circular Economy Opportunities Banca Mediolanum ha annunciato il lancio del fondo Mediolanum Circular Economy Opportunities, la nuova soluzione di investimento di Mediolanum International Funds Ltd (MIFL) orientata a un modello di economia circolare in grado di coniugare nel tempo valore, sostenibilità e crescita.
Il nuovo comparto azionario di Mediolanum Best Brands presenta una strategia azionaria globale finalizzata a conseguire un apprezzamento del capitale nel lungo periodo, con l’obiettivo primario di realizzare un investimento sostenibile attraverso la selezione di aziende virtuose che contribuiscono al processo di transizione verso un’economia circolare, attente quindi a ridurre gli sprechi e ad allungare il ciclo di vita dei prodotti per cogliere tutte le opportunità e le potenzialità offerte da questo nuovo approccio.
“Il modello lineare a cui siamo da sempre abituati basato sull’estrazione, la produzione, la distribuzione e lo smaltimento, ovvero “produci, consuma e poi getta”, non è infatti più adatto alla realtà odierna, è necessario un radicale cambio di rotta – sottolinea Banca Mediolanum in una nota -. Basti pensare che il mondo attualmente consuma 100 miliardi di tonnellate di materiali all’anno e, se questo trend resterà invariato, la ONG Circle Economy stima che entro il 2050 avremo bisogno dell’equivalente di quasi tre pianeti per soddisfare i nostri tassi di consumo attuali. La transizione verso un’economia circolare è dunque indispensabile per offrire una maggiore sostenibilità ambientale e sociale attraverso la realizzazione di prodotti già pensati per essere riutilizzati, ottenendo un allungamento della loro vita utile e un riciclo che possa dare una nuova destinazione a scarti e rifiuti. “Produci, consuma, ricicla e riusa”, un cerchio che continua all’infinito”.
Il nuovo fondo è classificato articolo 9, ossia prodotto finanziario con un esplicito obiettivo di investimento sostenibile secondo la recente normativa europea, andando così ad integrare l’offerta di prodotti ESG di Banca Mediolanum.
La strategia gestionale è caratterizzata da una esposizione geografica che privilegia le economie più sviluppate a livello globale, mentre in termini settoriali prevede principalmente l’allocazione nei segmenti dell’industria, della tecnologia e delle materie prime. I gestori selezionati sono Pictet, KBI (Amundi) e Blackrock, tra i più attivi e performanti negli investimenti tematici e sostenibili. Inoltre, adottando strategie ed approcci gestionali differenti, permettono una ridotta sovrapposizione dei titoli in portafoglio e una elevata diversificazione.
“Il tema della sostenibilità ci pone di fronte ad un cambio di paradigma epocale, che non può più essere ignorato nè ritardato – afferma Edoardo Fontana Rava, Direttore Sviluppo Prodotti e Modello di Business di Banca Mediolanum -. In questo senso l’economia circolare ci offre l’opportunità di ripensare e riprogettare a fondo il modo in cui produciamo e consumiamo, costruendo un’economia a impatto zero che porterà a ridurre al minimo il consumo delle risorse. Noi vogliamo fare convintamente la nostra parte, ampliando sempre di più l’offerta di prodotti ESG e soluzioni di investimento sostenibili per i nostri clienti e andando ad investire in quelle aziende che ne condividono i valori fondanti nelle loro strategie di business e nella progettazione dei rispettivi prodotti e servizi”.
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Consumi, +5,1% nel 2021 ma preoccupa il turismo

ROMA (ITALPRESS) – Il 2021 chiuderà con una crescita del Pil del 6,2% e dei consumi del 5,1%. E’ quanto emerge dal consuntivo 2021 elaborato dall’Ufficio Studi di Confcommercio.
Risultati che, nonostante siano in larga parte “rimbalzi statistici”, testimoniano comunque una grande vitalità del tessuto produttivo del Paese le cui performance non erano affatto scontate. Quello che, invece, ora preoccupa maggiormente è che ci sono alcuni settori, a cominciare dalla filiera turistica e dall’area della cultura e del tempo libero, che non hanno mai partecipato pienamente a questa ripresa e che sono ancora molto distanti dai livelli del 2019: ristorazione e alberghi, infatti, registrano una perdita di consumi, rispettivamente, del 27,3% e di quasi il 35%, i servizi culturali e ricreativi del 21,5%; e ci sono anche altri comparti con cali a doppia cifra, come i trasporti (-16%) e l’abbigliamento e le calzature (-10,5%). E’ evidente che il recupero prosegue più lentamente del previsto e per i consumi, in calo del 7,3% rispetto al 2019, il completo ritorno ai livelli pre-pandemici non avverrà prima del 2023. Per una ripresa più robusta bisognerà, dunque, attendere condizioni macroeconomiche più favorevoli, anche perchè la nuova ondata pandemica, con le conseguenti restrizioni e, soprattutto, l’accelerazione inflazionistica innescata dai prezzi delle materie prime, rischiano di bloccare l’ampio potenziale di consumo delle famiglie italiane: l’eccesso di risparmio forzoso e precauzionale accumulato negli ultimi due anni difficilmente troverà sbocchi favorevoli in condizioni di nuova incertezza pandemica e inflazionistica.
In questo contesto è indispensabile sostenere in particolare le componenti della filiera turistica e le sue estensioni alla convivialità e alla cultura adottando misure sugli ammortizzatori sociali, senza aggravi di costo per le imprese, e sull’accesso al credito, ma anche interventi fiscali e contributi a fondo perduto parametrati alle perdite subite. Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli “la nuova ondata pandemica, insieme a inflazione e caro energia, sta raffreddando consumi e ripresa economica. Una ripresa che per migliaia di imprese- come quelle del turismo – non è mai arrivata pienamente. In un contesto ancora così grave e allarmante chiediamo al Governo di procedere subito con i sostegni ai settori più colpiti, a cominciare dal rinnovo della cassa Covid e delle moratorie fiscali e creditizie”.
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Record somministrazioni del vaccino, sfiorata quota 700mila in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Continua il trend positivo di prime dosi e booster: l’11 gennaio oltre 686 mila somministrazioni, con circa 77.500 prime dosi – di cui 48 mila bambini – e 22.500 prime dosi per over 50. Quasi 550 mila le terze dosi.
Il Generale Francesco Paolo Figliuolo, nel ringraziare “tutto il personale sanitario per il costante sforzo profuso a favore della salute dei nostri concittadini ha evidenziato le capacità espresse dalla macchina organizzativa delle Regioni e delle P.A. coordinate dalla Struttura Commissariale”.
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Caro bollette, Salvini “Serve uno scostamento di bilancio di 30 mld”

ROMA (ITALPRESS) – Il rincaro delle bollette di luce e gas, l’aumento del costo delle materie prime e della spesa quotidiana sono un’emergenza pari a quella della pandemia da Covid secondo Matteo Salvini. Per questo, il leader della Lega ha chiesto al governo Draghi nuove misure a immediato sostegno di imprese e famiglie con un nuovo scostamento di bilancio pari a “30 miliardi minimo indispensabile”. Per il futuro, invece, apre al dialogo senza pregiudizi sul nucleare di nuovo generazione. Durante la conferenza stampa “Caro bollette ed energia: le proposte della Lega”, nella Sala Salvadori della Camera dei Deputati, Salvini ha dichiarato: “Il caro bollette luce e gas sarà l’emergenza del 2022 al di là della pandemia. Non tutti l’hanno ancora capito. Ho chiesto personalmente al presidente Draghi uno sforzo importante entro gennaio per sostenere famiglie e imprese, serve uno scostamento di bilancio di 30 miliardi in totale. Per la Lega è emergenza tale e quale a quella sanitaria. Se non aumentano gli stipendi e raddoppia il costo della bolletta rischiamo di avere scontri sociali che non ci servono”.
Dunque, un tavolo istituzionale tecnico e politico convocato al Ministero dello Sviluppo Economico nei prossimi giorni per affrontare il tema energia. Come intervenire? “A breve aumentando al massimo l’estrazione di gas in tutta Italia senza no ideologici – ha detto Salvini -. Il tavolo sarà fondamentale, quindi entro gennaio di quest’anno, preferibilmente prima delle elezioni del presidente della Repubblica, un intervento sostanziale e sostanzioso a sostegno soprattutto del mondo produttivo”. Poi ha rivelato la ricetta della Lega per il futuro: “Chi vuole tutelare l’ambiente, l’energia e contenere il costo delle bollette ha una via unica nel medio e lungo termine: nucleare pulito di ultima generazione che non produce scorie. Qualcuno avvisi Letta e i nostalgici che il mondo evolve. Il nucleare di ultima generazione non produce scorie e non stiamo parlando di mega impianti. Stiamo parlando di qualcosa di sicuro, pulito e avveniristico”.
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Occupazione e salari, Mingozzi (PwC): “Aumenta il Gender gap in Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “In Italia c’è ancora molta strada da percorrere per colmare il Gender gap sia occupazionale che salariale. Nel nostro Paese lavorano più uomini che donne: l’occupazione femminile è il 18% in meno rispetto a quella maschile: il 67% dei lavoratori è uomo e il 49% è donna. Nel 2020, anno più difficile per il Covid-19, il calo dell’occupazione senza precedenti ha colpito maggiormente le donne: su un totale di 470mila posti di lavoro persi, 275 mila sono di donne ovvero una quota superiore del 58% rispetto agli uomini. A livello retributivo la situazione non migliora: gli uomini percepiscono uno stipendio mediamente più alto dell’8% rispetto a quelli delle donne”. Così Alessandra Mingozzi, Partner di PwC Italia, intervenuta commentando i dati dell’Ufficio Studi della stessa azienda.
“Guardando ai ruoli ricoperti in azienda, l’Italia insieme a Cipro è il fanalino di coda nella classifica europea: solo il 28% dei manager è donna. A livello europeo la percentuale di donne in posizioni manageriali non supera il 50% in nessuno degli Stati membri. Complessivamente nel 2019 soltanto un terzo dei manager dell’Unione Europea erano donne”, aggiunge.
L’Italia si colloca attualmente al 14mo posto nella classifica del Gender Equality Index, stilata dall’European Institute for Gender Equality (EIGE), con un punteggio di 63,5 punti su 100, inferiore di 4,4 punti alla media UE. In Italia una donna percepisce una retribuzione mediana netta pari a 1.367 euro, ovvero di 110 euro in meno rispetto a un uomo (1.477 euro).
“A livello retributivo – commenta Alessandra Mingozzi, Partner di PwC Italia – il Gender gap sebbene colpisca tutti i livelli, è molto più penalizzante per le donne in posizioni apicali. I dati INPS purtroppo ci confermano che una donna dirigente in Italia percepisce in media 2.300 euro in meno al mese rispetto ad un suo collega di sesso maschile. E le differenze permangono su tutti i livelli, lo stipendio mensile delle donne è inferiore rispetto a quello degli uomini: di 700 euro per le donne a livello di “quadro”, 800 euro per le impiegate, 600 euro per le operaie e 160 euro per le apprendiste”.
“Questi dati allarmanti – conclude – ci fanno riflettere sulla necessità e urgenza di ridurre i divari occupazionali e retributivi con l’adozione di una strategia da parte delle aziende italiane mirata all’inclusione, supportata da piani d’azione specifici che mettano al centro le donne, valorizzandone la professionalità e garantendone la parità di trattamento sia di carriera che economico. Per invertire la tendenza che vede le donne in netto svantaggio sul piano lavorativo rispetto agli uomini, un segnale importante arriva dalle istituzioni: nel PNRR sono infatti stati stanziati circa 40 miliardi di euro, volti a sostenere l’occupazione femminile che, stando agli obiettivi del Piano, entro il 2026 dovrebbe aumentare di 4 punti percentuali. Nello specifico l’occupazione femminile dovrebbe salire, sempre entro il 2026, nel Mezzogiorno del +5,5%, mentre quella giovanile del +3,2%. Ci auguriamo che la ripartenza italiana metta al centro del sistema le donne”.
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Scuola, Bianchi “La Dad non è il demonio, ma ci sono regole precise”

ROMA (ITALPRESS) – “Per ora i problemi riscontrati sono gestibili”. Lo dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un’intervista a La Stampa. “Siamo attrezzati – aggiunge – per affrontare un eventuale peggioramento del quadro”. Va affermato un principio, cioè che “la scuola resta aperta e in presenza, una scelta portante di questo governo”. Per Bianchi “il ricorso alla didattica a distanza non può essere indiscriminato, ci sono regole precise da seguire”. “Io non escludo nè affermo niente, ma siamo pronti ad affrontare tutte le situazioni, anche quelle più estreme. In Italia abbiamo 365mila classi, allo stato attuale non c’è questo scenario, poi può darsi che ci sia un aumento nei prossimi giorni, ma il tema non è se ci sarà o meno un maggiore ricorso alla formazione a distanza. Che, comunque, non è il demonio, ma uno strumento da usare in modo specifico e per un tempo specifico”.
“Abbiamo fatto una norma, il decreto del 5 gennaio -aggiunge – che dà una linea di marcia chiara: la scuola deve essere aperta e, nel caso, deve essere l’ultima a chiudere. E abbiamo definito regole precise per usare la didattica a distanza, che non può essere un provvedimento generalizzato, preso a livello regionale o comunale, e senza giustificazioni. Non può valere per tutti, insomma, ma solo in situazioni specifiche”. Sull’ipotesi di allestire hub vaccinali nelle scuole afferma: “Non è una soluzione impensabile. La Puglia, ad esempio, lo sta già facendo. Vogliamo portare il vaccino il più vicino possibile agli alunni, abbiamo avviato un ragionamento con la struttura commissariale, che ci sta lavorando”.
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Djokovic esce allo scoperto “Ho commesso degli errori”

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Novak Djokovic fa mea culpa. In un lungo comunicato pubblicato sulla sua pagina Instagram, il tennista serbo cerca di fare chiarezza “sulla continua disinformazione” relativa alle sue attività successive alla positività al Covid-19 e sulle accuse “molto dolorose” per la sua famiglia. Il numero uno del mondo precisa innanzitutto di aver appreso l’esito del suo test PCR un giorno dopo, ovvero la sera del 17 dicembre, dopo aver trascorso la giornata a Belgrado con i bambini. “Avevo fatto un test antigenico prima di andare, che era negativo. Ero asintomatico e mi sentivo bene. Non ho ricevuto le informazioni sul mio test PCR positivo fino a dopo questo evento”. Il 18 dicembre, però, Djokovic ha concesso un’intervista a “L’Equipe”. “Ho cancellato tutti gli altri miei eventi, a parte questa intervista. Mi sono sentito in obbligo di farlo, non volevo deludere il giornalista, ma ho rispettato il distanziamento sociale e ho indossato una mascherina tranne durante il servizio fotografico. Quando sono tornato a casa per isolarmi, a pensarci bene, mi sono reso conto che è stato un errore di valutazione e capisco che avrei dovuto riprogrammare questo impegno”. Ma il serbo ammette anche un altro errore, ovvero confessa di aver mentito nella compilazione del modulo di ingresso per l’Australia, dove assicurava che non avesse viaggiato nelle due settimane prima del suo volo per Melbourne, mentre in realtà era partito per allenarsi in Spagna intorno a Capodanno. “Il mio agente si scusa sinceramente per l’errore amministrativo, ha spuntato la casella errata sul mio viaggio precedente all’arrivo in Australia. Si è trattato di un errore umano e certamente non intenzionale. Viviamo in tempi difficili in una pandemia globale e a volte queste cose possono succedere. Il mio team ha fornito informazioni aggiuntive al governo australiano per chiarire la questione”. Djokovic ora resta in attesa ma ribadisce che “è sempre un onore e un privilegio giocare gli Austrialian Open, voglio solo avere l’opportunità di competere contro i migliori giocatori del mondo davanti a un pubblico fra i migliori al mondo”. La palla è ora nelle mani del governo australiano, la cui decisione sulla cancellazione del visto di Djokovic potrebbe slittare ulteriormente alla luce dell’ulteriore documentazione presentata dai legali del tennista.
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In rimonta e al 94°, il Cagliari batte 2-1 il Bologna

CAGLIARI (ITALPRESS) – Il Cagliari si prende 3 punti fondamentali in ottica salvezza battendo per 2-1 in rimonta il Bologna alla Unipol Domus, grazie a un gol in pieno recupero. Secondo successo consecutivo per i sardi che hanno avuto il merito di crederci fino alla fine e di piegare la squadra di Mihajlovic, beffata nel finale da Gaston Pereiro.
Match equilibrato, la prima grande chance del match arriva al 14′ ed è degli uomini di Mazzarri. Altare apre sulla sinistra, Lykogiannis effettua un tiro cross al volo sul quale si avventa Bellanova sul secondo palo centrando però il palo con il destro da ottima posizione. Al 24′, dagli sviluppi di un corner, si vedono anche gli ospiti con Theate che calcia di sinistro trovando Cragno pronto ad alzare sopra la traversa. La partita è intensa e le due squadre si equivalgono, ma senza riuscire a creare altre occasioni nel corso della prima frazione.
Per sbloccare l’incontro ci vuole una giocata individuale, che puntualmente arriva al 9′ della ripresa. Gli emiliani si procurano una punizione dal limite che Orsolini trasforma con un grande sinistro a giro sopra la barriera che si insacca imparabilmente alle spalle di Cragno.
I sardi reagiscono costringendo i loro avversari a rintanarsi nella propria metà campo per diversi minuti. Il gol del meritato pareggio arriva al 26′. Pereiro raccoglie una corte respinta difensiva effettuando un tiro cross in mezzo sul quale Pavoletti è il più lesto di tutti a mettere dentro di prima intenzione, siglando così l’1-1. I ragazzi di Mihajlovic si rivedono al 31′ quando Lovato rinvia male, con la palla che finisce a Orsolini il quale calcia nell’angolino con il destro, trovando però Cragno pronto alla deviazione prima sul palo e poi in corner. Al 37′ Soriano e compagni centrano un altro legno quando Dominguez verticalizza in area per Skov Olsen che impatta di testa prendendo però il palo alla destra di Cragno. Il risultato cambierà in pieno recupero, quando i padroni di casa trovano il 2-1 definitivo grazie al neo entrato Pereiro che riceve da Joao Pedro in area e mette dentro di sinistro sul primo palo sfruttando una parziale dormita di Skorupski. Per il Cagliari sono 3 punti d’oro che gli permettono di salire a quota 16 punti a una lunghezza di ritardo dalla zona salvezza. Il Bologna rimane invece in dodicesima posizione con 27 punti.
(ITALPRESS)

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