VAL D’ISERE (FRANCIA) (ITALPRESS) – Sofia Goggia non smette più di stupire e inanella la terza vittoria su altrettante gare stagionali in discesa libera (la settima consecutiva nella specialità). Lo fa in Val d’Isere, spaventata solamente dalla prova dell’americana Breezy Johnson, staccata di 27 centesimi. Per la bergamasca si tratta del quindicesimo successo in Coppa del Mondo che la proietta al comando della classifica generale: superata Mikaela Shiffrin, assente oggi, e staccata in maniera importante Lara Gut-Behrami, alle prese con il Covid. Il momento magico dell’azzurra continua dopo la tripletta di Lake Louise: “Una gara diversa dalle altre che sapevo sarebbe stata ostica, perchè ci sono 40 secondi di piano, e quando scio sotto i 100 km/h faccio un pò fatica. Superato quel momento mi sono detta che avrei potuto fare una grande gara. Non ho sciato forse benissimo, ma ci ho messo un cuore enorme cercando sempre di spingere le curve e mantenere le consegne che mi avevano dato i miei allenatori in partenza. Ho vinto la gara per la voglia di portarla giù e con tanto coraggio”. L’unica a tenerle testa in certi punti della pista è appunto l’americana Johnson in un podio completato dall’austriaca Mirjam Puchner. La squadra tricolore piazza altre due atlete nelle prime dieci posizioni: si tratta di Nadia Delago (ottava a +1″45) e Elena Curtoni (nona a 1″52) che mettono in cascina punti importanti per la graduatoria. Diverso il discorso per Federica Brignone, la quale avrà sicuramente più chance nel Super-G di domani: la valdostana è leggermente più staccata rispetto alle connazionali, in 11esima piazza. Francesca Marsaglia e Marta Bassino vanno a punti in una prestazione non priva di sbavature e risultano rispettivamente in 18esima e 22esima posizione. Nicol Delago, uscita di pista senza conseguenze fisiche, e Roberta Melesi (35esima) sono le uniche a non centrare la top-30. Il weekend al femminile di Val d’Isere va in archivio domani con il supergigante.
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Goggia implacabile in discesa, è in testa alla Coppa del mondo
Cisl in piazza, Sbarra “Rottura profonda con Cgil e Uil, fare chiarezza”
ROMA (ITALPRESS) – Con Cgil e Uil “la divisione c’è, la rottura è profonda, tuttavia rimangono gli obiettivi che ci siamo dati nelle piattaforme unitarie e nelle proposte. C’è da fare molta chiarezza, sui contenuti e sul merito dell’azione sindacale e anche sul profilo: quale sindacato serve in questa fase nel nostro Paese. Noi continuiamo a ritenere che deve prevalere un modello di sindacalismo ancorato ai principi della responsabilità, della coesione sociale, della partecipazione”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, alla manifestazione nazionale ‘Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione. La responsabilità in piazzà, organizzata in piazza Santi Apostoli a Roma. “Il Paese ha bisogno di coesione e unità, non di conflitto sterile. Non è il momento in cui ci si può accontentare di essere contro” ha aggiunto “Siamo in piazza per valorizzare i risultati che l’azione sindacale ha conquistato nella manovra, per migliorarla ulteriormente durante l’iter parlamentare, per indicare le nuove priorità dell’agenda sociale, per affermare il profilo di un sindacato responsabile, costruttivo, partecipativo che vuole stare dentro i processi di cambiamento”.
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Quirinale, Meloni “Non so ancora se voterei Draghi, elezioni necessarie”
ROMA (ITALPRESS) – Mario Draghi “è una persona dotata di grande autorevolezza, ma oggi non ho gli elementi per dire come voterebbe Fratelli d’Italia davanti a una sua candidatura al Quirinale”. Lo dice Giorgia Meloni in una intervista alla Stampa, aggiungendo che quando Sergio Mattarella lascerà il Quirinale, la legislatura dovrà concludersi. Il mandato di un governo di unità nazionale affidato a Mario Draghi è – secondo la leader di Fratelli d’Italia – strettamente legato alla figura dell’attuale capo dello Stato. “Poi sia chiaro, per me le elezioni non sarebbero necessarie solo nel caso che Draghi andasse al Quirinale, ma in ogni caso, perchè credo che il mandato del premier sia strettamente legato alla figura di Mattarella – aggiunge – . Con un nuovo presidente della Repubblica si dovrebbe tornare a elezioni, chiunque egli sia” afferma la leader di Fratelli d’Italia che aggiunge che Il metodo da perseguire “deve essere sicuramente inclusivo, più persone rappresenta e meglio è. Con un ragionamento serio e aperto si può arrivare a personalità che vengono elette da una ampissima maggioranza, ma se si parte dalla presunzione che debba rappresentare sempre la stessa famiglia politica, cioè la sinistra, come se tutti gli altri fossero inadeguati, non ci siamo. “Non dico – conclude – debba essere per forza di centrodestra, ma vorrei un arbitro capace di far rispettare le regole e ragionare solo nell’interesse della nazione”.
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Dal Checco “L’Africa cresce, per le imprese italiane è un’opportunità”
ROMA (ITALPRESS) – “Nei Paesi dove siamo presenti, lo sviluppo economico può risolvere il problema dell’instabilità politica. Siamo abituati a una narrazione negativa, specialmente dell’Africa, dove sembrerebbe non valga la pena investire. Non è così. C’è un’altra faccia del continente che non si racconta. L’Africa cresce in modo esponenziale, dal 2000 in poi è stato il continente, dopo l’Asia che è cresciuto maggiormente, del 6-7% all’anno”. Lo afferma Massimo Dal Checco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
“Alcune aree presentano delle criticità ma quei luoghi costituiscono comunque una grande opportunità di sviluppo economico per le nostre imprese. Gli italiani – continua – non sono visti come sfruttatori del momento favorevole per poi scappare. Le aziende italiane hanno una cultura diversa che investe in formazione, per questo sono ben viste e poi le infrastrutture italiane durano di più, hanno bisogno di poca manutenzione e sono più belle. Questa è l’eccellenza italiana”. Rispetto alla digitalizzazione, si tratta di “un abilitatore a nuovi modelli di comunicazione, business, esportazione, internazionalizzazione. L’evoluzione tecnologica permette di raggiungere quasi ogni tipo di sviluppo, rappresenta la grande opportunità che abbiamo in Africa, insieme al know how, i macchinari e le infrastrutture”, spiega il presidente di presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo.
“L’Africa ha due caratteristiche, età media sotto i 20 anni che comporta una capacità di apprendimento agevolata e una forte diffusione della telefonia mobile. Questo può permettere l’esplosione della next generation, inoltre, progetti di grande innovazione per l’Africa e il Medio Oriente possono portare valore anche ai nostri territori”, aggiunge Dal Checco, che indica Sahel e Corno d’Africa come le due zone dove è più difficile sviluppare business ma “in tutte le altre parti del continente, anche se ci sono crisi politiche, sono interne e non inficiano sulle aziende e gli investimenti, non c’è il rischio enorme che si crede. E poi ci sono delle società che assicurano i progetti, come Sace”.
“I vaccini sono un tema importante – continua -, una maggiore diffusione faciliterebbe gli spostamenti e il fatto che alcuni non siano riconosciuti non aiuta. Abbiamo grandi prospettive per il futuro, abbiamo lavorato molto sulle relazioni con gli ambasciatori, stiamo firmando un memorandum, organizzeremo missioni specifiche e abbiamo creato un Tavolo insieme a Cassa Depositi e Prestiti, Sace, Simest e Ispi in cui ragioneremo o per settore di mercato o per alcuni territori specifici a seconda delle esigenze dei nostri associati per aiutare le imprese verso l’internazionalizzazione”.
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Tecchi “Anno eccezionale, sogno artistica maschile a Parigi 2024”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un anno davvero eccezionale, da non credere. Siamo riusciti a salire sul podio e conquistare medaglie in tutte le discipline in cui abbiamo gareggiato a livello mondiale ed europeo. I nostri tecnici e i nostri atleti sono stati super”. Il presidente della Federazione ginnastica d’Italia Gherardo Tecchi è orgoglioso del movimento italiano al termine di un 2021 pieno di soddisfazioni. Due importanti medaglie olimpiche, lo storico argento di Vanessa Ferrari al corpo libero e il bronzo delle Farfalle nella gara a squadre di ritmica, ma anche una lunga serie di grandi risultati a livello internazionale, a partire dalla medaglia d’oro al corpo libero conquistata da Nicola Bartolini ai Mondiali di Kitakyushu, in Giappone. “E’ stato un 2021 pieno di grandi soddisfazioni – ha detto Tecchi in un’intervista all’Italpress – Siamo riusciti a dimostrare che la nostra federazione è viva e che il nostro mondo è ai massimi livelli. Stiamo portando avanti tante belle cose in tutti i campi e vogliamo continuare a migliorare nel prossimo futuro”. Per chiudere un anno storico, la Federginnastica ha annunciato la pubblicazione dell’archivio digitale de “Il Ginnasta”, la storica rivista federale, in un progetto finanziato dall’Istituto per il Credito Sportivo. Ma non solo, perchè il presidente Tecchi ha firmato con il numero uno dell’Ics Andrea Abodi un protocollo d’intesa con nuovi prodotti finanziari agevolati dedicati alla federazione e a tutto il mondo della ginnastica. “Abbiamo fatto un grande regalo alla nostra famiglia, è Natale ed è giusto così – ha spiegato il numero uno della FGI – La convenzione che abbiamo sottoscritto con il Credito Sportivo permetterà alla nostra periferia e soprattutto alle nostre società di costruire una ginnastica migliore. Attraverso questa intesa vorremmo riuscire a portare sul territorio una nuova palestra in ogni regione: questo è il nostro obiettivo”. Dal punto di vista sportivo, la FGI è già pienamente impegnata nell’anomalo triennio olimpico, con Parigi 2024 distante soltanto due anni e mezzo. “Il mio sogno? Sembrerà strano, ma io spero di qualificare la squadra maschile di ginnastica artistica – ha confessato Tecchi – Per me è veramente fondamentale. Sarò ovviamente contento se si qualificheranno l’artistica femminile, la ritmica, il trampolino, ma sento dentro la speranza che si qualifichi la squadra maschile perchè ha grande forza e spero anche la fortuna che ci vuole: ultimamente siamo in debito da questo punto di vista, vedremo cosa succederà”.
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Damiano “Serve una transizione sociale che tuteli i lavoratori”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel passato il cambiamento era continuo ma più lento. Oggi siamo di fronte ad accelerazioni. Può mancare il fiato e bisogna evitare che manchi. Bisogna che la transizione sia anche sociale. Nel momento in cui un eccesso di digitalizzazione dovesse penalizzare i posti di lavoro, va accompagnata la transizione con tutele”. Lo ha detto Cesare Damiano, presidente di Lavoro&Welfare, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
Damiano, citando alcune analisi, ha spiegato che “probabilmente, considerando le tre fasce del lavoro, alta, media e bassa, avremo una spinta alla crescita nella fascia alta, in mansioni che ancora non sappiamo quali saranno. Nasceranno a livello alto – ha continuato l’ex ministro del Lavoro – nuove mansioni che richiederanno specializzazioni e competenze, poi avremo le mansioni basse che saranno sempre necessarie. In mezzo ci sarà lo schiacciamento”. Quindi, “l’elemento chiave nella transizione è passare da un’idea di una formazione generica a una formazione specialistica e su misura, che sia finalmente un diritto soggettivo e permanente del cittadino e del lavoratore”.
“La pandemia – ha affermato – ha avuto un effetto depressivo sull’economia e allo stesso tempo ha aiutato un processo di accelerazione formidabile. Per fortuna c’è stata una reazione positiva”, ha aggiunto, evidenziando “la differenza fra l’impatto della crisi del 2008 di carattere economico-finanziario e l’impatto di questa crisi di carattere sanitario. All’epoca la risposta, che a mio avviso era sbagliata, fu tagliare, soprattutto lo Stato sociale, cioè comprimere le protezioni e i diritti. Adesso andiamo esattamente nel segno opposto”.
“Questa transizione digitale, ecologica, infrastrutturale avrà anche un carattere sociale? Quale effetto avrà sul futuro del mondo del lavoro? Il primo è stato +6% di Pil nel 2021 a fronte di -9 del 2020. Quando cresce la produzione, cresce anche l’occupazione”, ha spiegato Damiano. Tuttavia, “per l’80%, quei nuovi posti di lavoro sono purtroppo a termine o interinali”.
In merito all’astensione dal lavoro proclamata da Cgil e Uil, il presidente di Lavoro&Welfare ha spiegato: “Mi stupisce il fatto che si parli così tanto di questo sciopero quasi che lo sciopero fosse un animale sconosciuto e noi fossimo in una situazione nella quale la pacificazione è assoluta perchè c’è Draghi al comando. Draghi – ha proseguito – sta facendo molto bene ma non fa tutto bene. Ci sono, per esempio, aspetti di carattere sociale che secondo me non vengono tenuti in sufficiente considerazione. Ad esempio, per quanto riguarda il tema sollevato dai sindacati per la questione del fisco, è evidente che c’è stata una disattenzione, in parte corretta, per quanto riguarda coloro che hanno i redditi più bassi”.
C’è anche la questione delle morti sul lavoro. “Il boom economico del 1960-1961 – ha ricordato Damiano – vide una crescita come quella di oggi. A quel tempo c’erano undici morti al giorno. Da undici oggi siamo a tre, ma è sempre tanto e stanno crescendo. Per questo parlo di una transizione sociale di qualità. Non vorrei che questa esplosione quantitativa – ha affermato – non avesse come pendant un’attenzione alla qualità della vita nel lavoro. I morti, le malattie professionali e gli incidenti stanno crescendo. Bisogna fare di più in termini di cultura” e “investire in prevenzione”.
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Pnrr, Amendola “Realista, siamo nei tempi previsti”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono realista, siamo nei tempi previsti. Il Governo ha fatto tutti i passaggi, perchè ogni sei mesi c’è un cronoprogramma di azioni che dobbiamo fare, da riforme a bandi, varie azioni da fare da qui al 2026. Per questa prima parte del cronoprogramma le riforme più importanti, pubblica amministrazione, giustizia, sono state presentate e votate in Parlamento”. Lo ha evidenziato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Enzo Amendola a “Sabato Anch’io” su Radio1. “E’ un piano pluriennale, vale per questo Governo e quello che verrà dopo le elezioni del 2023. E’ un piano per l’Italia, io lo vedrei più come una missione nazionale, che deve unire tutte le forze politiche e che da qui al 2026 deve aiutare a far sì che la ripresa sia strutturale”, ha detto ancora Amendola. “Sono investimenti che servono non solo per una ripresa economica ma per cambiare il volto del Paese, per farlo più verde, più digitale, per aiutare le filiere industriali alla competitività nuova che si sta aprendo a livello europeo e mondiale. Quindi è un piano che da qui al 2026, ogni mese dobbiamo seguire con attenzione”, ha concluso.
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Goleada Inter all’Arechi, 5-0 alla Salernitana
SALERNO (ITALPRESS) – L’Inter di Simone Inzaghi travolge 5-0 in trasferta la Salernitana e allunga in classifica a +4 sul Milan, in attesa del big match di San Siro col Napoli di domenica sera. Serata da record per i nerazzurri. Samir Handanovic entra nella top 10 di presenze (533) in Serie A superando Albertosi. L’estremo difensore festeggia il traguardo con la quinta porta inviolata di fila, in cinque partite contrassegnate da un punteggio aggregato di 16-0: solo due volte l’Inter nella sua storia ha trovato il successo in cinque gare consecutive senza subire gol, nel 1989 e nel 1996. E come se non bastasse, arriva anche il record di reti in un singolo anno solare in Serie A: i nerazzurri sforano di tre quota 100, superando i 99 del 1950. La prima esultanza della serata coincide con il quarto gol stagionale di Ivan Perisic: corner del solito Calhanoglu e colpo di testa sul primo palo del croato. Salta ogni piano della partita preparata da Colantuono in una situazione societaria non facile. La Salernitana prova timidamente a reagire, ma al 33′ c’è il 2-0: Dzeko trova un corridoio per Dumfries che a tu per tu con Fiorillo trova la rete con l’aiuto della traversa.
Non c’è partita nella ripresa e al 52′ arriva il tris: Dzeko allarga per Calhanoglu che di prima intenzione permette a Sanchez di battere Fiorillo in diagonale. Nell’ultima mezz’ora Inzaghi spende i cambi: riposo per Sanchez, Barella (ammonito, salterà il Torino per squalifica), Bastoni e Brozovic; c’è spazio per Vidal, Dimarco e Gagliardini e Lautaro Martinez. E all’argentino bastano pochi minuti per firmare il 4-0: Gagliardini sfonda in area, la palla finisce sui piedi dell’argentino che col destro non sbaglia e sale a 11 gol in campionato: è il settimo giocatore più giovane nella storia nerazzurra ad essere andato in doppia cifra di gol in tre diverse stagioni in Serie A. Nel finale c’è gloria anche per Gagliardini: inserimento centrale e piattone col destro vincente.
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