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Governo, Brunetta “Draghi resti fino al 2028”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia ha bisogno di stabilità e credibilità, di mantenere questo tasso di crescita oltre il 6%, stiamo crescendo il doppio della Germania. Con il governo Draghi l’Italia sta facendo un buon lavoro, vorrei che questa esperienza continuasse fino al 2023 e anche oltre, al 2028, per cambiare questo Paese con le riforme. Sono d’accordo con Berlusconi”.
Così il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ospite a Porta a Porta su Rai1. “Dopo Draghi nulla sarà come prima, quello e oltre detto da Berlusconi sta cambiando la politica italiana”, ha aggiunto. Sul tema Covid, il minisro ha sottolineato come “il governo con il green pass ha adottato una strategia drastica, unica in Europa e nel mondo, applicando il green pass a tutto il mondo del lavoro. Siamo stati molto criticati, ma avevamo ragione. Abbiamo ottenuto grandi risultati. E’ stata la più grande operazione di politica economica del governo, perchè siamo riusciti a liberare pezzi della nostra economia e della nostra società. Bisogna essere drastici per aprire ulteriormente. Il governo continua nella sua linea del rigore”.
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Rai, Conte “Da Fuortes vecchia logica lottizzazione politica”

ROMA (ITALPRESS) – “L’amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes poteva scegliere come affrontare le nomine. Ha scelto di sottrarsi a qualsiasi confronto nelle sedi istituzionali: ha rinviato l’incontro richiesto nei giorni scorsi dai consiglieri di amministrazione Rai e ha rinviato la convocazione già programmata davanti alla Commissione di Vigilanza Rai. Quanto al merito delle scelte, Fuortes poteva affidarsi a vari criteri: ha scelto di continuare ad applicare la vecchia logica che prevede di tenere conto delle istanze delle varie forze politiche. Nell’applicare questo criterio ha però scelto di escludere, fra tutte le forze dell’arco parlamentare, unicamente il Movimento 5 Stelle, partito di maggioranza relativa grazie a 11 milioni di elettori. Ci chiediamo che ruolo abbia giocato il governo in tutto questo”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte.
“A noi piace parlare ai cittadini in modo chiaro: le logiche che da tempo guidano il servizio pubblico non ci piacciono, non ci sono mai piaciute. Si chiama lottizzazione politica. Anche – aggiunge – noi ci siamo ritrovati prigionieri di questo sistema che abbiamo denunciato molte volte, ma non abbiamo numeri sufficienti per modificarlo come abbiamo già proposto: un nostro disegno di legge è stato incardinato in Commissione in Senato, per intervenire sulla governance della Rai e liberarla finalmente dall’influenza della politica. Fuortes non libera la Rai dalla politica, ma sceglie scientemente di esautorarne una parte: la più ampia, uccidendo qualsiasi parvenza di pluralismo. Siamo alla definitiva degenerazione del sistema. Bene. Vorrà dire che, a partire da oggi, il Movimento 5 Stelle non farà sentire la sua voce nei canali del servizio pubblico, ma altrove. E continueremo questa battaglia chiedendo il sostegno di tutti i cittadini”, conclude Conte.
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Covid, nuovi positivi sopra quota 10mila e positività a 1,9%

ROMA (ITALPRESS) – Significativa crescita dei casi di coronavirus in Italia. I nuovi positivi sono 10.172, in aumento rispetto ai 7.698 di ieri con 537.765 tamponi processati, che determina un tasso di positività all’1,89%. Lievissimo decremento dei decessi, 72 (-2). I guariti sono 6.406, mentre gli attualmente positivi si incrementano di 3.689 toccando quota 127.396. A crescere sono anche i ricoveri nei reparti ordinari: oggi sono 4.060, con un incremento di 90. Più contenuto invece l’aumento dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva, con 486 (+5), con 39 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 122.539 persone.
Per quanto riguarda le regioni, quella dove si registra un incremento maggiore è la Lombardia (1.858), seguita da Veneto (1.435), e Lazio (944).
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“Pompei. Eros e mito” arriva al cinema

ROMA (ITALPRESS) – Prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital, in collaborazione e con il contributo scientifico del Parco Archeologico di Pompei e con la partecipazione del Mann, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, “Pompei. Eros e mito” arriverà al cinema solo il 29, 30 novembre e 1 dicembre.
Spiega il regista Pappi Corsicato: “Pompei è un luogo che fa parte dell’immaginario collettivo non solo di noi italiani ma di tutto il mondo. Il cinema e la fotografia lo hanno raccontato così tante volte che il rischio di cadere in clichè è alto. E’ per questa ragione che ho deciso di rappresentare Pompei come un’entità dotata di vita propria, un essere pulsante che continua, dopo 2.000 anni, a essere una fonte continua di ispirazione e di scoperta. Insieme agli autori abbiamo quindi scelto di raccontare le storie che rendono ancora viva Pompei, tra mito e realtà”. Il documentario vede protagonista una narratrice d’eccezione: Isabella Rossellini.
“Questo film – racconta Rossellini – lo abbiamo girato proprio qualche giorno, qualche settimana, prima del lockdown. Ho accettato subito. Del resto, come rinunciare a Pompei? Lavorare con una troupe a un film è sempre l’occasione per riscoprire dei luoghi che ovviamente già conoscevo ma che si conoscono meglio girando un film. Adoro il cinema di Pappi Corsicato, la sua ironia, il suo stile, la sua classe. Quando mi ha proposto questo film, ho capito che sarebbe stato un nuovo punto di vista su Pompei”.
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Politecnico di Torino, Saracco “Serve una rivoluzione etico-politica”

TORINO (ITALPRESS) – “Stiamo uscendo dalla crisi pandemica, ma siamo profondamente cambiati e non possiamo pensare di continuare a vivere, lavorare e formare i nostri studenti come prima del Covid. La pandemia ci ha messo di fronte a innovazioni ormai non più rimandabili e ci ha dimostrato che solo accogliendole, con creatività e coraggio, possiamo uscirne. E uscirne più competitivi di prima, se sapremo capitalizzare quella rivoluzione della didattica nel senso del superamento della settorialità delle discipline, della contaminazione tra scienze tecniche e sociali, dell’orientamento al problem solving e al lavoro in team che al Politecnico abbiamo già messo in campo”. A dirlo il rettore Guido Saracco in occasione dell’inaugurazione dell’Anno accademico 2021/2022 del Politecnico di Torino. “Ritengo – ha aggiunto nella relazione che ha tenuto di fronte a un’ampia platea, finalmente di nuovo in presenza – che per fare la nostra parte in questo periodo di mutamento, oltre a incentivare una formazione che garantisca a laureati e laureate di affrontare sistemi complessi, dovremo essere in prima linea nel promuovere una quanto mai necessaria rivoluzione etico-politica. La rivoluzione digitale in corso è in realtà una vera e propria rivoluzione culturale che ci conferirà la possibilità di controllare fenomeni complessi. Auspicabilmente ne faremo un buon uso per guidare il cambiamento necessario nella nostra società dove è imprescindibile un cambio di paradigma economico verso un modello più inclusivo”.
“A queste transizioni – ha sottolineato Saracco – si somma quella ecologica verso una piena sostenibilità energetica e ambientale. Tutte queste transizioni sono in realtà facce di una unica, cruciale evoluzione etica e valoriale dell’umanità. Abbiamo per anni accettato un modello che prevedeva la morte di milioni di persone all’anno per denutrizione, per l’immigrazione, per gli effetti del cambiamento climatico. Oggi abbiamo capito che questo modello non è più sostenibile, ma per crearne uno nuovo abbiamo bisogno per prima cosa di bilanciare le disuguaglianze sociali. E potremo farlo solo proponendo tecnologie sostenibili, di cui siano previsti gli effetti sulla società, con il contributo degli umanisti. In due parole: unire Creatività e Razionalità sarà la chiave per il futuro”.
Il Rettore ha quindi sottolineato che oggi è richiesto alla società, all’economia e all’università un approccio del tutto nuovo, anche sul nostro territorio: “La Torino dell’ultimo decennio è stata in prevalenza fragile, con esempi di resilienza tra le aziende e nei settori della cultura e del turismo, ma oggi ci viene richiesto di fare un passo ulteriore, di diventare antifragili, cioè di riuscire non solo a non spezzarci dopo una crisi, ma a uscirne modificati, facendo tesoro del cambiamento. La strada per l’antifragilità – ha detto ancora – è difficile ma la abbiamo già intrapresa. Il riconoscimento di Torino quale area di crisi industriale complessa ha portato due anni fa i principali attori sociali (associazioni imprenditoriali, sindacati, università, fondazioni ed enti governativi) a unirsi in un progetto di sviluppo condiviso. Eravamo consapevoli di dover cambiare come singole istituzioni e dover promuovere gioco di squadra e comunione di intenti. E’ la cosiddetta coopetizione: una alleanza di ecosistema per essere più efficaci, sostenibili e competitivi”.
“Ne sono nati progetti da realizzarsi nel più breve tempo possibile, finanziati da diversi enti pubblici (il Governo, la Regione, la Camera di Commercio, le stesse Università): la Città della Manifattura e della Mobilità Sostenibile a Mirafiori, la Città dell’Aerospazio in Corso Marche, il Parco della Salute e dell’Innovazione al Lingotto, la Città della Scienza di Grugliasco, il Parco della Transizione Ecologica alla sommità della Spina 3, e altri. Le definisco – ha spiegato il Rettore – Comunità di Conoscenza e Innovazione che erogano servizi di formazione (professionalizzante, accademica e continua), ricerca (interdisciplinare e funzionale alle filiere produttive), trasferimento tecnologico e altri servizi (ad esempio, per la nascita di start-up). Il loro scopo è il supporto e l’attrazione di PMI per le filiere di grandi imprese (automobile, aerospazio, informatica, alimentare, ecc.) e in ultima analisi la creazione di posti di lavoro, dalle maestranze ai quadri. Questo può farci invertire la rotta e renderci più forti di prima”. Per Saracco “dobbiamo sfruttarle al meglio per supportare i processi di digitalizzazione, transizione ecologica, mobilità sostenibile, inclusione sociale, tutela della salute e tutte le altre sfide che ci attendono nei prossimi anni. Per questo i principali attori sociali dovranno coordinarsi in modo permanente per condividerne in modo armonico la progettualità, perchè nessuna opportunità venga persa e la politica possa prendere decisioni consapevoli e informate, per le quali sono imprescindibili analisi socio-tecniche e una strategia complessiva coerente”.
Dopo gli interventi del direttore generale del Politecnico Vincenzo Tedesco e della rappresentante degli studenti Laura Armando, proprio questo processo di previsione basata sui dati, anche nell’ottica di fornire indicazioni ai decisori politici, è stato al centro dei due interventi degli ospiti della cerimonia: il professor Alessandro Vespignani della Northeastern Universty di Boston e il Capo di Gabinetto del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Stefano Firpo.
Vespignani, la cui attività di ricerca si è concentrata sulla modellizzazione computazionale basata sui dati di fenomeni epidemici e di diffusione e sullo studio dei fattori biologici, reti sociali e tecnologiche, ha tenuto una Lectio magistralis dal titolo: “La sottile linea rossa: scienza e ricerca ai tempi del Covid-19”. Vespignani è partito nella sua analisi proprio dal momento attuale, nel quale “l’errore più tragico che possiamo commettere è quello di affrettarci a tornare alla ‘normalità’ cancellando questi due anni, nel corso dei quali la scienza e il mondo della ricerca sono diventati oggetto di dubbio, di incredulità, e in molte occasioni identificati con il male”. Invece, “la ricerca in qualunque forma e declinazione deve essere in primo piano tutti i giorni. Non possiamo ricordarci del bisogno di scienza solo quando abbiamo una emergenza”.
“Un’altra cosa che abbiamo imparato è il valore sociale dei dati, elemento dinamico dal potere predittivo. Durante la pandemia, i modelli e l’assimilazione dei dati sono migliorati lungo il percorso attraverso un processo di apprendimento che è avvenuto in tempo reale. Il mondo della ricerca deve diventare assolutamente centrale e propositivo nella creazione di grandi iniziative che partendo dalla ricerca di base costruiscano le fondamenta di centri di intelligence e analisi in risposta alle emergenze globali in grado di coordinare scienziati e decisori con punti di vista e competenze diverse”, continua Vespignani, che conclude: “Purtroppo, durante la pandemia abbiamo visto che la prima vittima del dibattito sociale e politico è stata la verità scientifica. Gli scienziati troppo spesso sono caduti nella trappola della polarizzazione, dello scontro mediatico, del protagonismo. Non siamo riusciti a comunicare che la scienza non è il singolo scienziato ma un processo costruito da una comunità attraverso una dinamica collettiva. Torniamo quindi al lavoro con la consapevolezza delle enormi responsabilità che sono sulle nostre spalle, ma soprattutto la voglia di reinventare noi stessi”.
Se alla scienza spetta il compito di supportare le decisioni, le scelte spettano invece in larga misura alla politica, che deve assumersi le sue responsabilità di fronte al cambiamento, come ha sottolineato il Capo di Gabinetto del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Stefano Firpo in chiusura della cerimonia.
(ITALPRESS).

Sostenibilità e inclusività fattori chiave per la tecnologia del futuro

MILANO (ITALPRESS) – Gli italiani riconoscono un ruolo crescente e centrale delle nuove tecnologie per affrontare le sfide dei nostri tempi e garantire un futuro migliore, e ritengono necessario che le aziende tecnologiche si focalizzino sulla sostenibilità, seguita dalla formazione e dall’accesso alla tecnologia per un’innovazione alla portata di tutti. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Samsung in collaborazione con il Politecnico di Milano, che delinea le macro-tendenze e gli scenari digitali del futuro connessi alle aspettative degli italiani nei confronti delle aziende tecnologiche e delle loro future innovazioni. La ricerca è stata presentata in occasione dei 30 anni di Samsung in Italia.
“Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo importante traguardo. L’Italia è da sempre un Paese strategico per l’azienda, in cui vogliamo continuare a crescere e investire – commenta Antonio Bosio, Head of Products & Solutions di Samsung Electronics Italia -. Da 30 anni, grazie ai nostri prodotti e servizi, accompagniamo gli italiani in un percorso di innovazione, contribuendo all’evoluzione digitale del Paese intero. Lo facciamo e lo faremo sempre più in futuro attraverso quella che chiamiamo un’innovazione “rilevante”, ovvero lo sviluppo di nuovi dispositivi e strumenti che abbiano la capacità di migliorare in modo significativo la qualità della vita delle persone e una tecnologia accessibile, ovvero una tecnologia che non lasci indietro nessuno, perchè tutti devono avere la possibilità di accedere al valore e alle opportunità generate dal digitale”.
Il 62% del campione analizzato nello studio considera che il digitale possa contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale, il 49% lo reputa motore di progresso sociale e il 47% strumento per la riduzione delle disuguaglianze e la promozione di una società più inclusiva ed equa.
La Smart Home è il luogo da dove partire per ridurre il proprio impatto sull’ambiente: il 54% degli intervistati associa infatti la casa intelligente alla possibilità di controllare e ridurre i consumi, il 37% ritiene che, grazie a una casa connessa, sia possibile rendere la propria vita domestica più sostenibile.
Ma la sostenibilità è anche tra le caratteristiche ritenute più rilevanti per una città intelligente; per il 48% degli intervistati, infatti, la Smart City deve rispecchiare l’idea di un luogo sostenibile nel pieno rispetto del pianeta e delle esigenze del singolo.
Strettamente collegato al progresso sociale è il miglioramento che il settore dell’istruzione può trarre dalle nuove tecnologie, che hanno la capacità di rivoluzionare la didattica attuale e di farla progredire verso un approccio più ibrido. L’87% degli intervistati è fiducioso che la tecnologia impatterà positivamente la qualità dell’istruzione. Inoltre gli italiani auspicano un cambiamento radicale negli scenari didattici futuri:ad esempio il 30% del campione immagina una didattica dove la realtà aumentata consentirà di seguire lezioni in aula o da remoto completamente immersive e interattive. Un terzo degli intervistati è inoltre convinto che il digitale avrà sempre più una funzione di motore dell’occupazione, se supportato da una maggiore diffusione delle competenze adeguate e dallo studio delle STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), indispensabili per poter sfruttare appieno i benefici delle nuove tecnologie.
Lo studio mette in luce come le nuove tecnologie siano sempre più associate al miglioramento delle aspettative di vita attraverso strumenti per monitorare il benessere fisico e la salute e le tecnologie per la sicurezza personale.
Tra i possibili scenari derivanti da una sempre più pervasiva connettività, la diffusione di dispositivi per la salute risulta essere infatti il più interessante per il 58% degli italiani, mentre la sicurezza è una delle principali caratteristiche cercate dagli intervistati nella casa del futuro. Lo afferma il 46% del campione.
La sicurezza si conferma fra le tematiche più sentite dagli italiani anche nel contesto cittadino: in una smart city, la presenza di tecnologie per il monitoraggio di situazioni di pericolo e di telecamere intelligenti per il rilevamento di situazioni pericolose sono ritenute interessanti da rispettivamente l’81% e il 76% degli intervistati.
L’emergenza sanitaria, che ci ha colpito ormai quasi due anni fa, ha completamente rivoluzionato il nostro modo di vivere e lavorare, consolidando ulteriormente il trend della remotizzazione, ovvero lo svolgimento di operazioni e attività a distanza. Se prima questa tendenza riguardava prevalentemente il mondo dell’impresa con, per esempio, prime sperimentazioni di robotica e AR in ambito automazione e l’introduzione di alcune forme di smart working, ora il concetto si è esteso a qualunque ambito della nostra vita, grazie anche a una migliore connettività che consente una maggiore diffusione di servizi smart sia nelle case sia in città.
Parlando di 5G per esempio, smart city e dispositivi per il monitoraggio dello stato di salute sono gli scenari più interessanti che possono essere accelerati dalla diffusione di questo nuovo standard, secondo rispettivamente il 63% e il 58% degli italiani. Il 37% degli intervistati associa i benefici del 5G allo smart working, il 32% alla realizzazione effettiva di una smart home. Remotizzazione è un concetto che sempre più spesso ora è associato alla casa intelligente: secondo il 34% degli Italiani smart home significa poter aver il controllo della propria abitazione da qualsiasi luogo. L’abitazione è tornata a essere centrale, luogo per lo svolgimento della vita privata, luogo di lavoro ma anche punto dove si effettuano acquisti, luogo per lo studio, l’intrattenimento e l’informazione. Inoltre, nella percezione dei più, pari al 65% del campione, la tecnologia attuale è già in grado o lo sarà entro i prossimi 5 anni di rendere un’abitazione totalmente autonoma e domotica.
In questo scenario, diventa cruciale il ruolo delle aziende tech nel farsi promotrici del cambiamento e accompagnare le persone verso il futuro. La ricerca evidenzia le aspettative degli italiani in questo senso: per migliorare la qualità della vita e il nostro futuro viene ritenuto necessario che le aziende tecnologiche mettano al centro della propria strategia la sostenibilità, la formazione e una maggiore accessibilità della tecnologia affinchè sia davvero alla portata di tutti, rispettivamente dal 54%, 27% e 19% degli intervistati.
(ITALPRESS).

Commercio estero, a settembre l’export +10,3% su base annua

ROMA (ITALPRESS) – A settembre 2021 l’Istat stima una flessione congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (-1,7%) che per le esportazioni (-1,3%). La diminuzione su base mensile dell’export è dovuta al calo delle vendite sia verso l’area Ue (-1,5%) sia verso i mercati extra Ue (-1%).
Nel terzo trimestre 2021, rispetto al precedente, l’export cresce del 2,8%, l’import del 5,5%.
A settembre 2021, l’export cresce su base annua del 10,3%, per effetto dell’aumento delle vendite sia verso l’area Ue (+15,0%), sia verso i mercati extra Ue (+5,2%). L’import registra un incremento tendenziale più marcato (+22,5%), che interessa sia l’area Ue (+15,7%) sia, in misura molto più ampia, l’area extra Ue (+32,5%).
Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano prodotti petroliferi raffinati (con una crescita del 121,6%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+15,5%), sostanze e prodotti chimici (+22,1%), macchinari e apparecchi n.c.a (+7,8%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+12,2%). Sono in calo le vendite di autoveicoli (-21,1%) e di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-14,8%).
Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura maggiore all’incremento dell’export nazionale sono Germania (con un aumento del 12,5%), Spagna (+21,4%), Belgio (+27,5%) e Francia (+8,8%). Risulta in diminuzione l’export verso Svizzera (-10,4%), Stati Uniti (-2,3%), Giappone (-8,9%) e Regno Unito (-1,7%).
Nei primi nove mesi del 2021, la crescita tendenziale delle esportazioni (+20,1%) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+31,0%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+19,1%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+26,0%), sostanze e prodotti chimici (+18,7%) e apparecchi elettrici (+25,2%).
(ITALPRESS).

Medicina del lavoro, a Pavia il ricordo di Salvatore Maugeri

PAVIA (ITALPRESS) – Ripercorrere la vita di Salvatore Maugeri per ripercorrere la storia della medicina del lavoro incrociando quella della città di Pavia nel giorno del 116esimo anniversario della nascita di Maugeri stesso, il 17 novembre 1905. Un percorso realizzato questa mattina presso l’istituto clinico scientifico Maugeri grazie alla presentazione del libro dello storico Giorgio Cosmacini e alle testimonianze di tanti professionisti e istituti che hanno ereditato e proseguono l’opera del medico del lavoro. A organizzare la giornata ci hanno pensato l’istituto clinico e la fondazione (di cui si celebra oggi il 56esimo anniversario) che portano il nome del “medico, professore e maestro”.
Diritto al lavoro e diritto alla salute, parafrasando le parole dei relatori che si sono succeduti, sono il binomio costituzionale che descrive l’impegno clinico e professionale del medico che fondò, nel 1951, il primo centro italiano per la medicina del lavoro. Prevenzione, ricerca e riabilitazione per il reinserimento lavorativo del paziente, i fronti di questo impegno. “I medici del lavoro – è stato il messaggio inviato dal ministro della Salute Roberto Speranza – sono da sempre sentinelle nell’avvertire i cambiamenti e offrire risposte alla domanda di salute della popolazione: una peculiarità che assume una valenza particolarmente significativa alla luce della pandemia che stiamo fronteggiando e che ha reso tutti noi più consapevoli dell’importanza del rapporto tra medico e paziente”.
Così invece la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa: “L’Istituto Maugeri – ha scritto – ha avuto un ruolo fondamentale nell’arginare il coronavirus, grazie al grande senso di responsabilità e alle alte competenze di scienziati, medici e infermieri. La ricerca è l’unico antidoto al coronavirus e la conoscenza è l’unica arma contro la pandemia”.
Anche Fabrizio Fracassi, sindaco di Pavia, ha inviato il suo ricordo di Salvatore Maugeri: “La città può considerarlo un esempio e parte della sua tradizione scientifica”, ha detto sottolineando lo stretto connubio tra scienza e lavoro “individuato da Maugeri e che con la nostra Amministrazione stiamo portando avanti”.
In sala, Vittorio Poma, presidente della provincia pavese ha sottolineato che “Salvatore Maugeri rappresenta molto bene la sintesi di tre aspetti che dovrebbero caratterizzare tutta la medicina”, cioè “la ricerca, la cura e la sensibilità sociale”. Proprio per questo, ha concluso, “è stato uno dei protagonisti illuminati della crescita della medicina in Italia e a Pavia”.
“Imprenditore visionario e primo spin off dell’Università di Pavia”: queste le parole con cui il rettore dell’ateneo Cittadino Francesco Svelto ha definito Maugeri prima di ringraziare il personale sanitario per il duro lavoro svolto durante la pandemia: “Ci avete permesso di tornare a una vita accademica vera – ha detto -. Ora il mio impegno è per coinvolgere competenze universitarie e competenze di servizio sanitario nazionale” così da “costruire la sanità del futuro”.
Al centro della mattinata, dunque, la presentazione del libro di Giorgio Cosmacini. In ‘Storia della Medicina del Lavoro, da Bernardino Ramazzini a Salvatore Maugeri (1700-1985)’ l’accademico della Statale e del San Raffaele ricostruisce appunto il percorso della medicina del lavoro in Italia dal sedicesimo secolo, aggiornandolo però con l’opera scientifica e imprenditoriale di Maugeri tra Padova, Milano e Pavia.
Maugeri, racconta Cosmacini nel testo, dapprima fonda l’istituto di medicina del lavoro nell’ateneo patavino e poi, spostatosi in quello pavese, nella cattedra di Giacomo Devoto, non solo apre anche qui un istituto dedicato ma, coinvolgendo alcuni industriali lombardi, crea un ente filantropico, la fondazione clinica del lavoro.
Siamo nel dopoguerra e Maugeri coglie il “grande bisogno di salute che arrivava dalle fabbriche in pieno boom economico”. Non solo: da manuale, secondo lo storico, è l’attenzione di Maugeri per la personalizzazione delle cure e il rapporto umano col paziente, argomenti questi ancora centrali nel dibattito medico contemporaneo ma non così scontati nel dibattito coevo a Maugeri, tra gli anni ’30 e gli anni ’50 del Novecento.
Oggi, ha rivendicato in proposito l’amministratore delegato Mario Melazzini, “l’Ics Maugeri è l’unico centro in Italia” specializzato “con focus sulla riabilitazione”, come del resto ha precisato anche la vicepresidente della fondazione Chiara Maugeri.
Il convegno alla memoria di Maugeri è stato anche l’occasione per presentare al pubblico un cortometraggio realizzato dalla fondazione omonima. ‘Il destino di un uomò, di taglio biografico, contiene la testimonianza della nipote nonchè vicepresidente dell’ente Chiara Maugeri.
(ITALPRESS).

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