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Lamorgese “Aperto tavolo operativo sul contrasto al capolarato”

ROMA (ITALPRESS) – “Il fenomeno del caporalato assume molta importanza. Lo sfruttamento dei lavoratori richiede un’azione congiunta da parte di tutte le istituzioni pubbliche, anche accademico e associativo. Credo che la sinergia sia opportuna e arricchisca la qualità del dibattito pubblico intorno a una sfida che impone uno sforzo di analisi e elaborazione di adeguate misure di contrasto”. Lo ha dichiarato la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese durante un collegamento con il convegno “I capolarati oggi” organizzato dell’Università del Salento. Poi ha spiegato che l’attenzione del Ministero dell’Interno si è concretizzata nel tempo attraverso strumenti di monitoraggio e contrasto al fenomeno: “Al Ministero del Lavoro siede un tavolo operativo per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura”. “Il 14 luglio scorso è stato siglato presso il Ministero dell’Interno il protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo insieme al Ministero del Lavoro e a quello delle Politiche agricole. C’è stata anche la presenza dell’Anci per un accordo virtuoso tra le istituzioni centrali e territoriali chiamati a gestire quotidianamente gli effetti negativi del caporalato sulla coesione delle comunità residenti. Il protocollo – aggiunge Lamorgese – rappresenta un ulteriore tassello del quadro generale di contrasto al caporalato rafforzando in modo significativo la tutela della legalità nel settore agricolo strategico per l’economia nazionale e particolarmente bisognoso di attenzioni e tutele. L’accordo punta a favorire un rapido avanzamento delle iniziative da utilizzare in sede locale promuovendo un’analisi del fenomeno ed è caratterizzato secondo i contesti territoriali specifici. Abbiamo istituito una consulta per l’attuazione del protocollo, una governance e alla sua presidenza è stato chiamato il presidente Maroni, ex ministro del Lavoro e dell’Interno. Un ruolo di primo piano potrà essere svolto dai prefetti e concorreranno all’individuazione dei mezzi di prevenzione e contrasto il più possibile adeguati”.
(ITALPRESS).

Cloud, crescono gli investimenti delle imprese italiane

MILANO (ITALPRESS) – Le imprese italiane investono sempre di più nella “nuvola”, anche se l’adeguatezza delle competenze per usufruire di tutti i vantaggi dati dalla tecnologia non è ancora totalmente sviluppata. L’Osservatorio Cloud Transformation, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, stima in 3,84 miliardi di euro (+16% rispetto al 2020) il mercato del Cloud in Italia nel 2021. Tuttavia, circa un terzo delle imprese coinvolte nell’osservatorio dichiara di non aver ancora accompagnato questo percorso tecnologico con azioni di cambiamento organizzativo, come l’arricchimento delle competenze del personale esistente, il potenziamento della struttura organizzativa con specialisti nelle tecnologie Cloud, o la revisione dei processi aziendali coinvolti.
Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, nell’ambito dello sviluppo strategico della propria offerta di soluzioni digitali,
ha sviluppato due applicativi totalmente in cloud che non necessitano di particolari capacità informatiche data la
loro accessibilità e semplicità d’uso: Genya Bilancio e Genya CFO.
“Puntiamo moltissimo sulla semplicità e sull’intuitività dei nostri applicativi cloud. Oltre alla facilità d’accesso tipica delle soluzioni sulla nuvola, i nostri applicativi devono consentire agli operatori di concentrarsi esclusivamente sulla materia bilancistica senza doversi far distrarre da ostacoli causati da poca competenza digitale – dice Pierfrancesco Angeleri, Managing Director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia -. Nello sviluppo delle nostre soluzioni traiamo ispirazione dal mondo delle telecomunicazioni che
offre sempre di più apparecchi plug and play”.
La soluzione in cloud Genya Bilancio consente a Professionisti e Imprese, che elaborano i bilanci internamente, di
redigere, in modo facile e veloce, i bilanci d’esercizio annuali, infrannuali, simulati o straordinari, producendo automaticamente tutta la documentazione. Genya Bilancio integra, oltre alle classiche funzionalità legate all’adempimento, strumenti di Business Intelligence e Collaborazione per fornire il massimo del valore e del servizio. Grazie a strumenti di importazione guidata, tutti i dati contabili possono essere acquisiti e automaticamente mappati dai gestionali, consentendo di produrre risultati in modo ancora più veloce.
In sinergia con Genya Bilancio opera, sempre in cloud, Genya CFO.
Sviluppata in collaborazione con RSM, tra le prime aziende di revisione al mondo, Genya CFO consente, partendo dalla
situazione contabile o dal bilancio, di ottenere automaticamente una ricca serie di indici di bilancio, dati analitici e
prospettici arricchiti dalla gestione di un’analisi finanziaria grazie all’interpretazione automatica della Centrale Rischi
ed il rating del Medio Credito Centrale.
“Potremmo paragonare l’operatività di Genya Bilancio al check up medico di un’impresa e quella di Genya CFO alle visite specialistiche di approfondimento. Con queste sinergiche soluzioni in cloud professionisti e imprenditori potranno stabilire ed approfondire lo stato di salute di un’impresa in modo collaborativo, ubiquitario, semplice e immediato. Il cloud è una risorsa importante che Wolters Kluwer Italia intende valorizzare con soluzioni adeguate”, conclude Angeleri.
(ITALPRESS).

Rocchi “Arbitri all’anno zero, lavoriamo come una squadra prò”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ un anno nuovo, un anno zero, abbiamo cambiato un pò il modo di lavorare, senza stravolgere quello che faceva Rizzoli ma continuando sulla sua linea. Quando però cambia ‘allenatorè cambiano un pò di strutture. Sto cercando di portare la mentalità di un club, di lavorare come una squadra professionistica: per questo motivo abbiamo inserito due tattici, che si occupano della lettura delle gare per gli arbitri della serie A”. Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1, spiega così l’evoluzione della classe di fischietti sotto la sua ‘direzionè, chiedendo fiducia e pazienza per un roster giovane ma di qualità. “Stiamo ricercando di ricreare una nuova categoria arbitrale – spiega l’ex internazionale fiorentino, classe 1973 – non perchè quella vecchia non vada bena, ma perchè c’è bisogno di un ricambio al vertice. Serve assolutamente trovare nuovi talenti: ci sono ragazzi veramente validi ma che hanno bisogno di esperienza. Ciò ci porta ad avere anche degli errori però dobbiamo avere il coraggio di investire su di loro”. Rocchi affronta anche l’argomento Var, che ha di fatto cancellato il problema del fuorigioco ma non sopito polemiche e veleni. “E’ uno strumento favoloso se l’arbitro in campo dirige bene ed è lineare e convincente. A quel punto, chi è al video riesce a correggere; se invece l’arbitro non è coerente la tecnologia rischia di diventare quasi un nemico. Al monitor sei schiavo delle immagini ed è un altro lavoro, motivo per cui si va in futuro verso due ruoli separati. Abbiamo bisogno di condividere le nostre interpretazioni con giocatori e allenatori, che invitiamo spesso ai nostri incontri. La lettura da arbitro è diversa: un calciatore si sofferma sulla giocata, l’arbitro ha una visione più complessa ed è strutturato per decidere”. Rocchi si dice poi favorevole nel fare ascoltare l’audio del dialogo tra arbitro e Var (“Non c’è alcun segreto”), considerato “uno strumento nuovo e in evoluzione: tra qualche anno sarà diversa sotto alcuni aspetti e migliorata”. Magari nel negare i cosiddetti ‘rigorinì: “Oggi si fischiano più rigori perchè la tecnologia va a scovare quelli che a occhio nudo non si vedono e che quindi sarebbero andati persi. Stiamo facendo un piccolo passo indietro cercando di riuscire a riportare il fallo in area a vero rigore, la ‘massima punizionè. Serve grande qualità tra gli arbitri”. C’è anche il capitolo Fabio Maresca, arbitro di un Roma-Milan archiviato con troppe polemiche e qualche errore di troppo: “Lo rivedrete in Serie A prima di quanto pensiate, non va ucciso per una partita sbagliata. Non mi piacque la sua gestione della partita, non nel singolo episodio: in quella Fabio non è stato al top. Un mese prima aveva diretto bene Inter-Atalanta, non una partita semplice, ora farà un passaggio in B per poi tornare in A, senza particolari problemi”.
(ITALPRESS).

Media, Salvini tallona Draghi e strappa a Meloni la leadership del Cdx

ROMA (ITALPRESS) – Il successo del G20 svoltosi a Roma ai primi di novembre spinge ulteriormente la popolarità del premier Mario Draghi, che, con 46.525 menzioni, è il più citato sui media nell’ultimo mese. Il dato emerge dal monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti media fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha indagato qual è stata la visibilità dei membri del governo e dei leader politici dal 12 ottobre all’11 novembre.
Alle spalle di Draghi, con poco più della metà delle citazioni (24.134), troviamo il leader della Lega Matteo Salvini, che deve la sua visibilità soprattutto all’apertura del processo Open Arms a Palermo e alla lite con il rapper Ghali durante l’ultimo derby Milan-Inter, mentre il gradino più basso del podio è appannaggio del segretario Pd Enrico Letta (19.647) con quasi il 20% di citazioni in meno. Medaglia di legno per Giorgia Meloni (17.433), reduce dalla sconfitta del centrodestra alle ultime elezioni amministrative, che supera di poco Sergio Mattarella: il presidente della Repubblica deve le sue 16.907 citazioni soprattutto all’ipotesi di un suo secondo mandato al Colle.
Sesto posto per il presidente del M5S, Giuseppe Conte (14.649), in difficoltà a tenere le redini del movimento, stretto fra l’ala Di Battista e quella Di Maio, mentre le manovre sulla sua candidatura al Quirinale portano il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in settima posizione (11.700). Complici le direttive su Green Pass e terze dosi di vaccino, il primo fra gli esponenti di governo, e ottavo nella graduatoria stilata da Mediamonitor.it, è il ministro della Salute Roberto Speranza (10.725). Lo seguono i colleghi dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti (7.710), fra litigi e tregue armate con Salvini, e degli Interni Luciana Lamorgese (7.594), al centro delle polemiche per le manifestazioni no-vax e no-Green Pass in tutta Italia, a cominciare da quella di Roma sfociata in guerriglia urbana.
Chiudono la classifica il titolare del dicastero degli Esteri, Luigi Di Maio (undicesimo, 7.441 menzioni), il ministro del Lavoro Andrea Orlando (6.666), quello dell’Economia Daniele Franco (6.156), il fondatore del M5S Beppe Grillo (3.487) e infine, in 15^ e ultima posizione, il ministro della Cultura Dario Franceschini (3.067 citazioni).
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Boschi “Italia Viva non andrà mai con Conte, Salvini e Meloni”

MILANO (ITALPRESS) – “Nel 2019 abbiamo mandato a casa Salvini mentre l’allora gruppo dirigente del Pd voleva regalargli i pieni poteri dopo il Papeete andando alle elezioni anticipate. Siamo contro i populisti di destra, ma contro anche i populisti grillini che in questa settimana hanno chiuso l’accordo con il Pd a Bruxelles. Noi siamo un’altra cosa rispetto a Salvini e Meloni, ma anche rispetto a Conte e Di Maio. Su questo tutta Italia viva la pensa allo stesso modo. Se qualcuno vuole andare con sovranisti o grillini lo dica. Non avrà il mio consenso, ma avrà il mio rispetto”. Così Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati al “Corriere della Sera” sui malumori all’interno del partito che porterebbero all’abbandono di alcuni parlamentari. “Esattamente ciò che è successo a gennaio 2021. Solo che stavolta le veline non le passa più Casalino, ma alcuni amici del Pd. A chi dice che Iv è in crisi suggerisco di farsi un giro alla Leopolda da venerdì a domenica. Troveranno entusiasmo e tanti progetti per il futuro”.
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Atlanta batte Milwaukee, 10 punti realizzati da Gallinari

ROMA (ITALPRESS) – Vittoria larga e convincente di Atlanta nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Di fronte ai quasi 17mila spettatori della State Farm Arena, gli Hawks regolano per 120-100 i campioni in carica dei Milwaukee Bucks, ai quali non bastano i 26 punti realizzati da Antetokounmpo. I padroni di casa si godono infatti la prova monumentale di Young, che termina la sua prova con un bottino personale di 42 punti. Importante anche il contributo di Danilo Gallinari: la 33enne ala di Sant’Angelo Lodigiano lascia la sua impronta siglando 10 punti (e 3 rimbalzi) in 26 minuti di impiego. Si ferma a sette la striscia positiva di Clippers e Warriors: Los Angeles si arrende sul parquet di casa per 100-90 ai Chicago Bulls, trascinati dai 35 punti di DeRozan e dai 29 di LaVine; Golden State perde in volata, per 106-102, la sfida con Charlotte Hornets nonostante i 52 punti complessivi messi a segno dalla coppia formata da Wiggins e Curry. Non si fermano invece i Phoenix Suns, che si aggiudicano l’ottava partita consecutiva a Houston per 115-89, infliggendo ai Rockets l’undicesima sconfitta di fila. Altri risultati: Los Angeles Lakers-San Antonio Spurs 114-106; Oklahoma City Thunder-Brooklyn Nets 96-120; Denver Nuggets-Portland Trail Blazers 124-95.
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Cop26, Cingolani “L’impianto del vertice va ripensato”

ROMA (ITALPRESS) – “L’impianto del vertice Cop, va ripensato: 194 stati, dai più piccoli ai più grandi, trovare un compromesso valido per tutti è quasi impossibile, un risultato importante è stato raggiunto: tutti i paesi hanno accettato di tenere il surriscaldamento globale sotto 1 grado e mezzo e non più due, mezzo grado in meno è molto importante. Ricordo che per firmare questa cosa la tempistica di abbattimento del carbone la dobbiamo stabilire noi, se noi avessimo detto no a India e Cina non avrebbero firmato, è merito all’Italia aver condotto questa battaglia, e l’abbiamo vinta”. Lo ha detto il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ospite di “Radio24”. “Chiamiamola negoziazione con Cina e India, i maggiori produttori di carbone, ma alla fine è successo questo” ha aggiunto “il bla bla bla? Ad un certo punto sono stato molto chiaro capisco che gli attivisti giovani devono ottenere attenzione, ma 194 stati che per due settimane si riuniscono per trovare soluzioni non può essere ridotta ad un bla bla bla, no queste cose si chiamano regole, non mi pare che manifestare e urlare per le strade non mi pare efficace. Gli stati si trovano di fronte a problemi di portata storica ma le cose sono complicatissime, questa è una sfida epocale mai affrontata prima, attenzione a non semplificare troppo”. Per Cingolani “questa Cop ha stabilito delle regole di trasparenza, non siamo riusciti ad arrivare bene ad una finanza solidale, non si può guadagnare sul clima”.
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Spagna, Serbia e Croazia ai Mondiali, Portogallo agli spareggi

PALERMO (ITALPRESS) – Diventano nove le Nazionali qualificate ai prossimi Mondiali: ai padroni di casa del Qatar, dopo Belgio, Brasile, Danimarca, Francia e Germania si aggiungono Croazia, Spagna e Serbia mentre il Portogallo di Cristiano Ronaldo, così come Russia, Macedonia e Serbia, dovrà passare dai play-off di marzo.
Nel girone B, dunque, non riesce l’impresa a Ibrahimovic: la qualificazione si decide a Siviglia dove gli uomini di Luis Enrique, dopo il sorpasso di giovedì effettuato con l’aiuto della Georgia, difendono con successo il primo posto e strappano il biglietto per il Qatar vincendo per 1-0 grazie a un tocco ravvicinato di Morata all’86’, abile a ribadire in rete con un pallonetto una respinta di Olsen sulla traversa dopo una grande conclusione di Dani Olmo.
Impresa della Serbia, che fa sua la sfida di Lisbona, scontro diretto per il primo posto nel girone A, trovando all’89’ con Mitrovic il gol che vale la qualificazione diretta, condannando i lusitani – a cui sarebbe bastato anche il pari potendo vantare, a parità di punti, una migliore differenza reti – ai play-off di marzo. Al Da Luz sembra mettersi subito bene per i padroni di casa che la sbloccano dopo poco più di 90 secondi con Renato Sanches. Ma la Serbia non molla, il legno ferma Vlahovic ma al 33′ ecco il pari di Tadic, con la complicità del portiere giallorosso Rui Patricio che si lascia scappare goffamente la palla. La Serbia non trova varchi ma a un minuto dal 90′ il cross dalla sinistra di Tadic trova sul palo più lontano l’incornata vincente di Mitrovic. Per Ronaldo e soci si fa durissima.
Ai Mondiali va anche la Croazia, che fa suo lo ‘spareggiò di Spalato per la vetta del girone H: i padroni di casa piegano la resistenza russa a nove minuti dal 90’, grazie all’autorete di Kudryashov. Tre punti che permettono alla Croazia il sorpasso sul filo di lana, prendendosi quel primo posto che vale l’accesso diretto a Qatar 2022 mentre la Russia dovrà passare dai play-off. Play-off a cui resta aggrappata anche la Macedonia: la nazionale di Milevski si conferma al secondo posto, alle spalle della Germania, nel girone J grazie al successo di Skopje sull’Islanda per 3-1 con la doppietta del napoletano Elmas e una rete di Alioski. Niente da fare per la Romania, a cui non basta la vittoria per 2-0 (in gol Man e Bancu) a Vaduz sul Liechtenstein.
(ITALPRESS).

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