ROMA (ITALPRESS) – Le prestazioni del sistema pensionistico italiano vigenti alla fine del 2020 sono 22.717.120, per un ammontare complessivo annuo di 307.690 milioni. I beneficiari di prestazioni pensionistiche sono 16.041.202 (+3,8% rispetto al 2019); ognuno di loro percepisce in media 1,4 pensioni, anche di diverso tipo, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Inps. Nonostante le donne rappresentino la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 52%), gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici: l’importo medio dei redditi percepiti dalle donne è infatti inferiore rispetto a quello degli uomini del 27% (16.233 contro 22.351 euro). Gli importi medi delle pensioni sono più elevati al Nord rispetto al resto dell’Italia (+7,1 punti percentuali rispetto alla media nazionale). Analizzando la distribuzione dei pensionati per classe di età, di ampiezza quinquennale tra i 65 e i 79 anni, si osserva che la classe più numerosa, sia per i maschi che per le femmine, è quella degli ultraottantenni. Il gruppo più numeroso di pensionati è quello dei titolari di pensioni di vecchiaia: essi sono 11.168.031. Tra questi il 27,9% è anche titolare di trattamenti appartenenti ad altri tipi.
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Pensioni, nel 2020 oltre 16 milioni di beneficiari
D’Ambrosio e Dimarco firmano il 2-0 dell’Inter a Empoli
EMPOLI (ITALPRESS) – L’Inter rimane in scia di Napoli e Milan grazie al successo per 2-0 ai danni dell’Empoli. In una serata non certo fra le più brillanti per la banda di Simone Inzaghi, che ha seguito la gara da uno sky box del ‘Castellanì perchè squalificato, per la Beneamata arrivano i gol anomali di D’Ambrosio e Dimarco in un match in cui Dzeko parte dalla panchina e le punte titolari non brillano. L’Empoli fa gioco, ci mette buona volontà ma una volta rimasta in dieci si arrende. Il primo tempo ruota tutto fra il 27′ ed il 33′ ed il protagonista è sempre D’Ambrosio. Prima il numero 33 nerazzurro tocca col ginocchio in area Bajrami ma l’arbitro non ravvisa gli estremi per il calcio di rigore, poi 6′ più tardi si fa trovare pronto in area a colpire di testa su cross di Lautaro. Per D’Ambrosio almeno un gol in tutte e sette le ultime stagioni. E pensare che era stato l’Empoli a rendersi maggiormente pericoloso nella prima mezzora con un volo di Handanovic su conclusione di Stojanovic al 13′ e poi con ancora D’Ambrosio miracoloso in scivolata difensiva su tap-in area di Luperto. Al termine della prima frazione Barella centra un palo ma in fuorigioco. L’Empoli rimane in dieci all’alba della ripresa (51′) quando Ricci entra a gamba tesa su Barella con Chiffi che non può che estrarre il cartellino rosso all’indirizzo del regista azzurro. L’Inter poco dopo raddoppierebbe con Sanchez pronto a raccogliere un corto intervento di Vicario su conclusione di Darmian ma l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. Cinque giri di orologio e Gagliardini centra il secondo legno nerazzurro su cross di Darmian. Lautaro al 61′ si fa dire no da Vicario, poi la difesa empolese libera. E’ il preludio del 2-0 ospite: cross di Lautaro e rete di Dimarco sul secondo palo (67′). Il resto della gara è ancora più in discesa per l’Inter che controlla e gestisce, con anche minuti di riposo per alcuni uomini chiave quali Brozovic e De Vrij. Nell’ultimo quarto di gara due reti annullate all’Inter per fallo di mano di Gagliardini prima (75′) e fuorigioco di Sensi poi (93′).
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Quirinale, Di Maio “Si bruciano nomi, Berlusconi si guardi da alleati”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo dare il massimo in ottica presidente della Repubblica nei prossimi mesi. Il mio obiettivo è cercare di portare al Quirinale il miglior profilo possibile, al di là dei giochi di partito. Oggi invece vedo che si sta giocando a bruciare i nomi e ci stiamo giocando i migliori. Letta ha proposto Gentiloni a Conte e Conte ha detto no? Nel caso del pranzo Letta-Conte hanno smentito, hanno detto che non si sono fatti nomi, però ho visto che Calenda ha fatto il nome di Gentiloni. Dobbiamo smetterla di fare giochetti. Non dobbiamo pensare al Quirinale per aprire una crisi politica e andare alle elezioni, ma per una guida solida del Paese. Mattarella ha e avrà il nostro sostegno, ma in generale penso che si deve eleggere un presidente della Repubblica per un settennato. Non esiste nella costituzione un presidente della Repubblica a scadenza”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite a Porta a Porta su Rai1. Sull’ipotesi Draghi al Colle, ha aggiunto: “Fanno il suo nome ma così non si fa il bene del Governo Draghi. Bisogna che i gruppi parlamentari si concentrino sui nomi migliori, saranno i parlamentari a votare nel segreto dell’urna e con quello che è successo oggi sul ddl Zan abbiamo avuto una piccola anticipazione di quello che è il voto segreto. Sarebbe inaccettabile far vedere ai cittadini che stiamo lavorando per secondi fini. A Berlusconi do un consiglio: si guardi bene dai suoi compagni di viaggio che non gli stanno dicendo la verità. La mattina gli fanno credere di volerlo al Quirinale e la sera lavorano per affossarlo. Serve un richiamo al senso di responsabilità”.
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La Roma vince in rimonta a Cagliari, decide Pellegrini
CAGLIARI (ITALPRESS) – La Roma sbanca in rimonta l’Unipol Domus di Cagliari imponendosi in rimonta per 2-1 al termine di un match ricco di emozioni, deciso da una splendida punizione di capitan Pellegrini. La prima occasione è per i sardi e arriva al 7′ quando Marin apre per Bellanova che si inserisce in area dalla destra e scaglia un potente tiro verso la porta che si schianta contro la traversa. I giallorossi provano a rispondere al quarto d’ora con Pellegrini che batte un corner stretto trovando sul primo palo Cristante, il quale però incorna alto. Al 35′ Zaniolo serve Vina in area che mette dentro di sinistro, Cragno respinge maldestramente di pugno addosso ad Abraham e la sfera esce di un soffio.
Nella ripresa, la gara sale di torno e sono gli uomini di Mazzarri a passare alla prima opportunità utile. E’ il 7′ quando Marin crossa dalla sinistra, Vina buca l’intervento con la palla che finisce addosso a Bellanova, il rimpallo fornisce un assist involontario a Pavoletti, che da due passi batte di rapina Rui Patricio. Al 14′ ancora Pavoletti si mangia il possibile raddoppio, scivolando al momento della conclusione mancina a pochi metri da Rui Patricio e concludendo centralmente dopo un buco della difesa avversaria.
La squadra di Mourinho torna a premere e Zaniolo sfiora il pari al 18′ di testa, mettendo fuori da ottima posizione dopo un bel cross dalla sinistra di El Shaarawy. L’assalto prosegue al 23′ quando Karsdorp dalla destra mette una palla tagliata che arriva sul secondo palo a Pellegrini, il quale centra la traversa in scivolata con il mancino. Due minuti dopo è Mancini a sfiorare l’1-1 con un destro sporco dopo un corner, con la palla che esce di un soffio. Sul capovolgimento di fronte si rivedono gli isolani con un grande colpo di testa di Pavoletti in tuffo sul primo palo dopo un cross di Bellanova che trova però Rui Patricio pronto alla deviazione. La partita è bellissima e al 26′ gli ospiti si prendono il meritato pareggio grazie a Ibanez, che trova l’incornata vincente sfruttando al meglio un angolo battuto da Pellegrini dalla destra. I giallorossi continuano a insistere e al 33′ la ribaltano con Pellegrini, che pennella splendidamente sotto la traversa una punizione dal limite. Nel finale, non ci saranno altre occasioni. Grazie a questo successo, la Roma torna al quarto posto salendo a quota 19. Si fa invece preoccupante la situazione del Cagliari, che rimane ultimo da solo con appena 6 punti all’attivo.
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Lazio-Fiorentina 1-0, decide un gol di Pedro
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio torna alla vittoria battendo la Fiorentina per 1-0 con il gol decisivo di Pedro ad inizio ripresa, cancellando così la brutta figura di Verona e rilanciando le proprie ambizioni europee nello scontro diretto con i viola ricacciandoli indietro in classifica. La prima frazione vive di fiammate con gli uomini di Sarri a cercare la via della rete con maggiore insistenza e quelli di Italiano ad agire di rimessa. La prima vera occasione arriva al minuto 12 con il tacco di Pedro per Luis Alberto che serve Immobile; l’attaccante entra in area e calcia, non trovando lo specchio della porta. Chi la trova invece, la porta, è Lazzari in chiusura di primo tempo con un bel destro dal limite sul quale però Terracciano è bravo a distendersi deviando la sfera destinata alla rete. Nel mezzo poco o nulla con i viola a farsi vedere in avanti solo grazie a un colpo di testa di Vlahovic che però fa solo il solletico alla retroguardia laziale. La ripresa si apre con la conclusione di Torreira svirgolata dal limite, ma è la Lazio a trovare il vantaggio con Pedro che, servito da Milinkovic-Savic, trova il sette con il sinistro fulminando Terracciano. La rete subìta sveglia la Fiorentina che inizia a prendere campo con la Lazio che si limita ad agire di rimessa lasciando spazio alle iniziative viola. Gli uomini di Sarri, però, non rinunciano ad offendere e proprio in una delle folate offensive è Immobile a seminare il panico in area mettendo il pallone in mezzo, ma nessuno dei suoi compagni si presenta all’appuntamento con il tap-in vincente. Nel finale la Fiorentina prova il tutto per tutto, ma la Lazio, pur con qualche sofferenza, regge bene l’onda d’urto viola conquistando 3 punti utili per ritrovare la vittoria e uscire dalla mini crisi mentre la Fiorentina lascia l’Olimpico senza punti, ma con qualche certezza in più.
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Maxime Lopez al 95°, colpaccio Sassuolo in casa della Juve
TORINO (ITALPRESS) – Impresa del Sassuolo che nella gara della decima giornata di Serie A, ha espugnato l’Allianz Stadium di Torino battendo la Juventus per 2-1. Ironia della sorte, sotto la guida di Allegri la Juve non perdeva in una gara di campionato di mercoledì dal 2015 e quell’ultima sconfitta arrivò proprio contro i neroverdi. Per la Juventus un ko che vanifica i risultati positivi degli ultimi tempi. In un primo tempo molto deludente per la Juve, il portiere neroverde Consigli non è mai stato impegnato e l’unica conclusione degna di nota per i padroni di casa è stato un tiro da fuori di Dybala al 37′ che ha toccato il palo prima di finire fuori. Molto più determinato sotto porta il Sassuolo che già al 19′ aveva costretto Perin alla deviazione in corner su bella conclusione in diagonale dalla destra di Berardi e, sempre da quella parte di campo, è arrivato a un minuto dal riposo il vantaggio della squadra di Alessio Dionisi: una bella verticalizzazione di Defrel ha liberato Frattesi che si è infilato tra Alex Sandro e De Ligt e ha infilato a tu per tu Perin. Nel secondo tempo la Juventus ha dovuto inevitabilmente aumentare il ritmo nel tentativo di trovare il pari ma si è esposta anche a una conclusione pericolosa di Raspadori che avrebbe potuto portare al raddoppio il Sassuolo. Un minuto più tardi, al 13′, a portiere battuto Cuadrado si è visto negare il gol dal salvataggio di Ayhan, mentre al 14′ prima Consigli d’istinto su Dybala e poi Chiesa con un colpo di testa alto non son riusciti nuovamente a concretizzare. Non ha invece sbagliato McKennie al 31′ della ripresa quando, saltando più alto di Ferrari, ha colpito di testa su punizione dalla sinistra di Dybala infilando Consigli. Juve ancora in spinta ma a sorpresa il colpo di grazia non l’hanno inflitto i bianconeri, bensì il Sassuolo che a Torino non aveva mai vinto e che al quinto minuto di recupero ha trovato la rete con Maxime Lopez che, servito con una grande apertura da Berardi, non ha sbagliato davanti a Perin in uscita.
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Atalanta corsara a Genova, Sampdoria battuta 3-1
GENOVA (ITALPRESS) – Nel mercoledì della decima giornata di campionato l’Atalanta espugna Marassi e ritorna al successo dopo il pari interno con l’Udinese. Battuta la Sampdoria che passa in vantaggio con Caputo ma incassa subito la rimonta nerazzurra: l’autorete di Askildsen e il gol di Zapata lanciano i bergamaschi che nel finale trovano con Ilicic il gol del definitivo 1-3.
Parte fuori Quagliarella, D’Aversa opta per il tridente e lancia Caputo con Gabbiadini e Candreva. Sugli esterni bassi spazio a Dragusin e Murru per sostituire gli indisponibili Bereszynski e Augello. Scelte quasi obbligate per Gasperini (squalificato, in panchina c’è Gritti) che recupera Maehle e conferma in difesa l’insolito trio composto da De Roon, Palomino e Lovato. Avanti Malinovskyi e Pasalic con Zapata, panchina per Ilicic e Muriel. Parte forte l’Atalanta che ha due chance sul piede di Zapata e sulla testa di Maehle ma è la Samp a passare per prima: Thorsby imbuca per Caputo che scatta sul filo dell’offside (lo tiene in gioco Zappacosta) e fulmina Musso con il diagonale rasoterra all’angolino. Immediata la reazione bergamasca che nel giro di quattro minuti ribalta il risultato con due cross dalla destra di Zappacosta, entrambi sfruttati da Zapata anche se sul primo gol è determinante la deviazione di Askildsen a cui viene attribuita l’autorete. Prima dell’intervallo ancora Caputo può rimettere le cose a posto, bravo Musso in uscita a chiudergli lo specchio della porta. La ripresa si apre con Scalvini al posto di Palomino che si fa male e aggrava ulteriormente l’emergenza difesa per Gasperini. Dal canto suo la Sampdoria ci prova con Caputo ma il brivido maggiore arriva quando Musso inciampa e rischia di perdere il pallone lasciando la porta spalancata: reattivo il portiere dell’Atalanta a rialzarsi in fretta e glaciale a eludere con il dribbling la pressione dell’accorrente Caputo. D’Aversa si gioca la carta Quagliarella, per la Dea dentro prima Ilicic e poi Miranchuk e si arriva così al finale di gara in cui i padroni di casa sono più stanchi e gli ospiti flirtano con il tris trovandolo allo scadere con la bella azione personale di Ilicic. La banda di Gasp riprende la risalita in zona Europa, Sampdoria ferma a 9 punti a +2 sulla quota salvezza.
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Barak risponde a Success nel finale, Udinese-Verona 1-1
UDINE (ITALPRESS) – L’Udinese gioca, il Verona porta a casa un punto. Alla Dacia Arena finisce 1-1 ed è un pareggio amaro per la squadra di Gotti, che passa in vantaggio dopo neanche tre minuti con l’esordiente Success e poi domina la partita, ma viene beffata da un rigore a dieci minuti dalla fine per un intervento di Becao su Barak, bravo poi a trasformare dal dischetto. Di certo in casa Verona il pesante turnover deciso da Tudor, ben sette cambi rispetto al successo di domenica contro la Lazio, non funziona. I padroni di casa trovano subito il vantaggio con Success, all’esordio da titolare, che vince il contrasto con Ceccherini sulla trequarti e batte Montipò con un preciso piatto destro. Nel primo tempo non c’è partita, l’Udinese sfiora più volte il gol: al 24′ Montipò si oppone al colpo di testa di Nuytinck, tre minuti dopo il sinistro di Walace finisce poco distante dalla porta, sul corner successivo ancora il difensore olandese manca il bersaglio da pochi passi e al 33′ ci vuole un vero miracolo del portiere del Verona per deviare sul palo il colpo di testa vincente di Beto. Il primo tempo si conclude con un tentativo in contropiede del solito Beto e la ripresa si apre allo stesso modo, con l’attaccante portoghese che spaventa la difesa ospite. Con i cambi di Tudor (dentro Dawidowicz, Lazovic e Caprari per uno spento Lasagna), il Verona prova a reagire, ma l’unico sussulto è un tiro alto di Veloso dai venti metri e allora il tecnico croato manda in campo anche Simeone, reduce dai quattro gol segnati alla Lazio, e poi Ilic. Le occasioni sono però ancora dei padroni di casa con Molina e soprattutto Pereyra, che costringe Montipò all’ennesima parata su un preciso destro a giro. Alla fine per l’Udinese arriva la beffa: Pereyra anticipa Barak, che finisce poi a contrasto con Becao. Per Marchetti è rigore, per il Verona un pareggio insperato.
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