ROMA (ITALPRESS) – Alle 12 ha votato il 9,73% per i ballottaggi nei 63 Comuni chiamati al voto. La rilevazione è del Viminale e non tiene conto delle comunali in Friuli Venezia Giulia. Al primo turno alla stessa ora aveva votato il 12,18 per cento.
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Ballottaggi, alle 12 affluenza al 9.73%
Industria e distribuzione a governo, tavolo filiera prezzi materie prime
MILANO (ITALPRESS) – L’industria dei beni di consumo e le aziende della distribuzione moderna chiedono al governo di aprire un tavolo di filiera per valutare le possibili conseguenze del rincaro dei prezzi delle materie prime ed energetiche sulla ripresa economica. La comunicazione, siglata dai Presidenti di Centromarca e IBC – Associazione Industrie Beni di Consumo – per la parte industriale – e di ANCC-Coop, ANCD-Conad e Federdistribuzione, riunite in ADM – Associazione della Distribuzione Moderna – per la parte distributiva – è stata indirizzata a Presidenza del Consiglio dei Ministri, MISE, MEF, MIPAAF e ai Presidenti delle Commissioni competenti di Camera e Senato. Nel documento i firmatari esprimono “preoccupazione per i rilevanti rincari registrati da beni energetici e materie prime, che si traducono in sensibili incrementi dei costi per le imprese, che interessano merci grezze, processi produttivi, logistica e attività di commercializzazione”. Pur ribadendo l’impegno ad agire sui livelli di produttività in tutte le fasi dei processi industriali e distributivi, le Associazioni ritengono “indispensabile l’attivazione di un tavolo di filiera con le istituzioni per individuare forme concrete d’intervento idonee a mitigare l’effetto dei rincari: misure fiscali, provvedimenti per la salvaguardia della competitività delle imprese e del potere d’acquisto delle famiglie, sostegno alla dinamica della domanda interna, elemento fondamentale per la ripresa del Paese”.
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Papa “Basta atti di violenza, è sconfitta per tutti”
ROMA (ITALPRESS) – “La scorsa settimana sono stati compiuti vari attentati, per esempio in Norvegia, Afghanistan, Inghilterra che hanno provocato numerosi morti e feriti. Esprimo la mia vicinanza ai familiari delle vittime, vi prego di abbandonare la via della violenza che è sempre perdente e una sconfitta per tutti. Ricordiamoci che violenza genera violenza”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus. Il Pontefice ha anche sottolineato che “la ricerca del prestigio personale può diventare una malattia dello spirito mascherandosi dentro a buone intenzioni”.
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Ricciardi “Con 90% vaccinati lo stato d’emergenza si potrà attenuare”
ROMA (ITALPRESS) – Con il 90% di prime dosi somministrate si potrà attenuare lo stato di emergenza. Lo ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza, in un’intervista a Repubblica. “Sicuramente quella percentuale ci porrà in una condizione di maggiore serenità – aggiunge – . Non è sufficiente a sradicare il coronavirus perchè i bambini non sono ancora coinvolti nella campagna ma comunque darà un contributo straordinario alla sicurezza. Già adesso il problema sta diventando individuale e non collettivo, il sistema sanitario non è sotto pressione. Quindi il 90% va bene ma quando si potranno vaccinare anche i bambini dovremo mantenere la stessa copertura sul totale della popolazione”. L’obbligo del Green pass “ci permetterà di tornare alla normalità e svolgere in sicurezza le attività al chiuso, alle quali non parteciperanno soggetti infetti e contagiosi”.
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Da 0-2 a 3-2, Verona ko, il Milan vola in testa
MILANO (ITALPRESS) – Da una nuova possibile ‘Fatal Veronà a una rimonta di tre reti che vale il miglior avvio di sempre in campionato. Nonostante le assenze, il Milan ribalta l’Hellas sul 3-2 e vola a quota 22: nell’era dei tre punti, dopo otto giornate, non era mai andato oltre i 20. L’ennesimo segnale di grande maturità per la banda di Pioli, in testa in attesa del Napoli. Un Diavolo incerottato senza Maignan, Theo Hernandez e Diaz, vede complicarsi la serata dopo sette minuti con il vantaggio ospite firmato da Caprari, servito nello spazio da Veloso. Il Milan abbozza una reazione, Daniel Maldini ci prova con una girata che vola alta sulla traversa ma il Verona mantiene un ritmo forsennato in pressione e non si accontenta. A metà del primo tempo arriva anche un calcio di rigore concesso dall’arbitro Prontera di Bologna, che punisce un contatto molto dubbio di capitan Romagnoli sull’ex Kalinic: Tatarusanu intuisce ma non basta per impedire il raddoppio dal dischetto di Barak. Per Pioli piove sul bagnato, al 37’ si ferma anche Rebic (il migliore dei suoi fino a quel momento) e il cambio di Leao è obbligato.
I rossoneri non ci stanno, in campo nella ripresa Castillejo e Krunic ma soprattutto un piglio diverso, sfruttando la velocità di Leao. Il portoghese reclama prima per un braccio largo di Casale in area gialloblù non sanzionato dal direttore di gara, poi pennella il cross per Giroud, che al 59′, rianima San Siro con la rete dell’1-2. La squadra di Tudor paga la fatica di un’ora di gioco a una velocità di crociera troppo elevata, perde intensità e lucidità subendo il forcing del Milan e nel giro di due minuti si ritrova sotto nel punteggio. Protagonista a sorpresa è Castillejo: l’esterno spagnolo si procura un rigore, trasformato con freddezza da Kessie al 76′, e poi al 78′ propizia il maldestro autogol di Gunter che fa esplodere il Meazza e completa la rimonta sul 3-2. Nel mezzo c’era stato anche l’ingresso di Ibrahimovic, che per poco non mette la ciliegina sulla torta con un tentativo in rovesciata. Ma la sostanza non cambia: il Milan resta imbattuto, primo stop per il Verona di Tudor.
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A Roma “Mai più fascismi”, Landini “La piazza è di tutti”
ROMA (ITALPRESS) – Duecentomila le persone da tutta Italia, secondo i sindacati, che sono scese in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione indetta da Cgil, Cisl, Uil, a una settimana dall’assalto avvenuto alla sede della Cgil da parte dei movimenti legati all’estrema destra. “Mai più fascismi: per il lavoro, la partecipazione, la democrazia” lo slogan scelto tra bandiere, striscioni e palloncini che hanno animato sia la piazza che il corteo partito dall’Esquilino alle 12:30. Tante le presenze politiche tra cui i ministri Luigi Di Maio, Roberto Speranza, Andrea Orlando e Dario Franceschini, il leader del M5S, Giuseppe Conte, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, il candidato sindaco del centrosinistra, Roberto Gualtieri, il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Per il lavoro, la partecipazione, la democrazia sul palco si sono alternati gli interventi di una pensionata della Uil, del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, di una lavoratrice della sanità delegata Cgil, del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, di una lavoratrice del commercio delegata Cisl, del segretario generale della Ces Luca Visentini. A chiudere la manifestazione il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, tra gli applausi e sulle note di ‘Bella Ciao’.
“Piazza stupenda – ha dichiarato Landini -. Lo diciamo con forza: questa di oggi non è solo una risposta allo squadrismo fascista, è qualcosa di più: questa piazza rappresenta tutta l’Italia che vuole cambiare questo Paese e chiudere la storia con la violenza politica. Essere antifascisti si è per garantire la democrazia di tutti e garantire principi fondamentali della nostra Costituzione. Insieme a Cisl e Uil, chiediamo che il Governo assuma la sfida e apra una pagina di grande cambiamento sociale del nostro Paese. È stato un assalto a tutto il sindacato e al mondo del lavoro. Noi organizzazioni sindacali vogliamo essere protagonisti del cambiamento, abbiamo di fronte un’occasione irripetibile”. Poi Landini ha spiegato che con l’assalto alla sede della Cgil sabato scorso “hanno fatto danni, hanno distrutto anche delle opere d’arte, dei quadri. C’è un bellissmo quadro all’ingresso di Guttuso, non lo hanno toccato, forse perché non hanno capito neanche cos’era…C’è un tema: la conoscenza e la cultura devono essere un diritto garantito a tutti. Con la conoscenza e la cultura sconfiggiamo il fascismo e la violenza”.
“No ai fascismi – ha insistito il segretario generale della Cgil – I gruppi vanno sciolti, le forze che si richiamano al fascismo e che usano violenza devono essere sciolte. Questa piazza chiede atti concreti e non chiacchiere o impegni. Dalla solidarietà si deve passare all’azione concreta. È il momento che lo Stato dimostri la sua forza democratica nel far applicare le leggi e la Costituzione”.
Il leader della Cisl Luigi Sbarra dal palco ha chiesto: “Cosa si aspetta a mettere in campo un provvedimento che estenda a tutti il dovere di immunizzarsi? Grave che Governo e Parlamento non l’abbiano ancora fatto per mera convenienza politica. Per nascondere evidenti contraddizioni nella maggioranza. Grave che per non affrontare queste contraddizioni si siano scaricate per intero tensioni, conflitti, divisioni sul mondo del lavoro. Così si rischia di trasformare i luoghi di lavoro in trincee” e ha aggiunto: “Serve un sussulto di responsabilità da parte del potere pubblico. Quella responsabilità che il mondo del lavoro ha espresso ogni giorno”.
Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio, Mario Draghi: “Caro presidente del Consiglio, serve una società più equa. Basta condoni fiscali, sono uno schiaffo a chi paga le tasse. E basta parlare di Irap: basta soldi ad aziende senza nessuna condizionalità. Servono invece a lavoratori e pensionati oltre a quanti attendono una legge sulla non autosufficienza”.
“E poi le pensioni – siamo stanchi di una riforma per ogni tornata elettorale: serve una certezza per i pensionati” e infine sulla presenza delle multinazionali in Italia: “che fine ha fatto il dl sulle delocalizzazioni? Si è perso nei corridoi del Mise o qualcuno pensa che le multinazionali possano scorrazzare nel nostro paese e continuare a licenziare con un sms? Tirate fuori il decreto e confrontatevi con il sindacato”.
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Sindacati in piazza a Roma contro i fascismi “Garantire la democrazia”
ROMA (ITALPRESS) – Duecentomila le persone da tutta Italia, secondo i sindacati, che sono scese in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione indetta da Cgil, Cisl, Uil, a una settimana dall’assalto avvenuto alla sede della Cgil da parte dei movimenti legati all’estrema destra. “Mai più fascismi: per il lavoro, la partecipazione, la democrazia” lo slogan scelto tra bandiere, striscioni e palloncini che hanno animato sia la piazza che il corteo partito dall’Esquilino alle 12:30. Tante le presenze politiche tra cui i ministri Luigi Di Maio, Roberto Speranza, Andrea Orlando e Dario Franceschini, il leader del M5S, Giuseppe Conte, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, il candidato sindaco del centrosinistra, Roberto Gualtieri, il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Per il lavoro, la partecipazione, la democrazia sul palco si sono alternati gli interventi di una pensionata della Uil, del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, di una lavoratrice della sanità delegata Cgil, del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, di una lavoratrice del commercio delegata Cisl, del segretario generale della Ces Luca Visentini. A chiudere la manifestazione il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, tra gli applausi e sulle note di ‘Bella Ciaò.
“Piazza stupenda – ha dichiarato Landini -. Lo diciamo con forza: questa di oggi non è solo una risposta allo squadrismo fascista, è qualcosa di più: questa piazza rappresenta tutta l’Italia che vuole cambiare questo Paese e chiudere la storia con la violenza politica. Essere antifascisti si è per garantire la democrazia di tutti e garantire principi fondamentali della nostra Costituzione. Insieme a Cisl e Uil, chiediamo che il Governo assuma la sfida e apra una pagina di grande cambiamento sociale del nostro Paese. E’ stato un assalto a tutto il sindacato e al mondo del lavoro. Noi organizzazioni sindacali vogliamo essere protagonisti del cambiamento, abbiamo di fronte un’occasione irripetibile”. Poi Landini ha spiegato che con l’assalto alla sede della Cgil sabato scorso “hanno fatto danni, hanno distrutto anche delle opere d’arte, dei quadri. C’è un bellissmo quadro all’ingresso di Guttuso, non lo hanno toccato, forse perchè non hanno capito neanche cos’era…C’è un tema: la conoscenza e la cultura devono essere un diritto garantito a tutti. Con la conoscenza e la cultura sconfiggiamo il fascismo e la violenza”.
“No ai fascismi – ha insistito il segretario generale della Cgil – I gruppi vanno sciolti, le forze che si richiamano al fascismo e che usano violenza devono essere sciolte. Questa piazza chiede atti concreti e non chiacchiere o impegni. Dalla solidarietà si deve passare all’azione concreta. E’ il momento che lo Stato dimostri la sua forza democratica nel far applicare le leggi e la Costituzione”.
Il leader della Cisl Luigi Sbarra dal palco ha chiesto: “Cosa si aspetta a mettere in campo un provvedimento che estenda a tutti il dovere di immunizzarsi? Grave che Governo e Parlamento non l’abbiano ancora fatto per mera convenienza politica. Per nascondere evidenti contraddizioni nella maggioranza. Grave che per non affrontare queste contraddizioni si siano scaricate per intero tensioni, conflitti, divisioni sul mondo del lavoro. Così si rischia di trasformare i luoghi di lavoro in trincee” e ha aggiunto: “Serve un sussulto di responsabilità da parte del potere pubblico. Quella responsabilità che il mondo del lavoro ha espresso ogni giorno”.
Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio, Mario Draghi: “Caro presidente del Consiglio, serve una società più equa. Basta condoni fiscali, sono uno schiaffo a chi paga le tasse. E basta parlare di Irap: basta soldi ad aziende senza nessuna condizionalità. Servono invece a lavoratori e pensionati oltre a quanti attendono una legge sulla non autosufficienza”.
“E poi le pensioni – siamo stanchi di una riforma per ogni tornata elettorale: serve una certezza per i pensionati” e infine sulla presenza delle multinazionali in Italia: “che fine ha fatto il dl sulle delocalizzazioni? Si è perso nei corridoi del Mise o qualcuno pensa che le multinazionali possano scorrazzare nel nostro paese e continuare a licenziare con un sms? Tirate fuori il decreto e confrontatevi con il sindacato”.
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Prima sconfitta per l’Inter, la Lazio vince 3-1
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio rimonta e travolge l’Inter 3-1 nell’anticipo dell’8ª giornata di Serie A. Al calcio di rigore di Perisic nel primo tempo ha risposto il penalty di Immobile, poi i biancocelesti a valanga con le reti di Felipe Anderson e Milinkovic-Savic, tutto in una ripresa infuocata con risse dopo il 2-1 e a fine partita, quindi, dopo il triplice fischio, l’espulsione di Luiz Felipe (in lacrime) probabilmente per un malinteso con l’arbitro.
Una sfida dal doppio significato per Inzaghi, che torna per la prima volta allo stadio Olimpico dopo 22 anni in biancoceleste e l’addio in estate. L’allenatore dei nerazzurri, poco prima del match, è andato sotto la curva Nord a salutare la sua ex tifoseria, che lo ha accolto tra gli applausi. La squadra di Sarri cerca di scacciare i ricordi con l’occasione di Leiva dalla distanza. Il tocco in area di Hysaj su Barella, però, cambia subito le sorti della gara. L’arbitro Irrati non ha dubbi sul calcio di rigore, dal dischetto Perisic al 12′ sigla lo 0-1. La reazione della Lazio arriva al 24′ quando con Basic a un passo dal pareggio, miracolo di Handanovic e di Skriniar in corner.
Alla mezz’ora un altro squillo dell’Inter, con la conclusione di Perisic parata da Reina. La squadra di Inzaghi nella ripresa prova l’allungo con il tiro-cross di Barella. Ma la svolta laziale arriva come era arrivata quella interista, con un calcio di rigore netto per il fallo di mano di Bastoni. Dagli undici metri si presenta Immobile, che al 64′ non fallisce l’occasione dell’1-1. Il pareggio galvanizza la Lazio che va a valanga. All’81’ Handanovic respinge su Immobile: bravo Felipe Anderson a cogliere il momento, infilando in rete il 2-1. Parapiglia generale e pioggia di ammoniti: sul gol c’era Dimarco a terra ma Irrati non ha interrotto il gioco. La rete del ko arriva in pieno recupero al 91′ con il calcio piazzato battuto da Luis Alberto, Milinkovic-Savic svetta di testa e chiude la sfida sul 3-1 che porta a 14 punti la Lazio. Si ferma la corsa dell’Inter a quota 17 e alla prima sconfitta.
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