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Intesa Sanpaolo punta su Wealth Management & Protection per la crescita

ROMA (ITALPRESS) – Nel corso di una tavola rotonda, presso la sede di Piazza Belgioioso a Milano, è stata presentata “Intesa Sanpaolo: una Wealth Management & Protection Company di successo, iniziativa per raccontare uno dei pilastri di crescita identificati dal Gruppo nel corso degli ultimi due Piani d’Impresa 2014-2017 e 2018-2021.
Quattro interventi di approfondimento hanno analizzato il mondo della consulenza finanziaria e del private banking, le attività assicurative e del risparmio gestito del Gruppo Intesa Sanpaolo, alla luce dei trend demografici, sociali ed economici, in particolare esaminando l’evoluzione del risparmio privato, quale elemento distintivo nell’economia italiana.
Numerosi spunti sono emersi grazie ai contributi di tutti i partecipanti: Rossella Locatelli (Professore di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università dell’Insubria, Consigliere di Amministrazione e Presidente Comitato Rischi Intesa Sanpaolo), Tommaso Corcos (Amministratore Delegato di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e Resp. Divisione Private Banking), Nicola Maria Fioravanti (Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo Vita e Resp. Divisione Insurance) e Saverio Perissinotto (Amministratore Delegato di Eurizon e Resp. Divisione Asset Management).
“Nel corso dell’ultimo biennio – ha affermato aprendo i lavori Rossella Locatelli – abbiamo assistito ad un forte accumulo del risparmio, dovuto al calo dei consumi e all’incertezza causata alla pandemia, concentrato soprattutto sulle fasce di reddito più elevate. Gran parte dell’aumento dei risparmi è detenuto in attività liquide e la variazione dei depositi in c/c delle famiglie nei primi 8 mesi del 2021 è stata maggiore di quella dello stesso periodo del 2020; si stima che la propensione al risparmio possa ritornare ai livelli pre-Covid nel 2023. Le opportunità di business per le diverse componenti del Wealth Management, quindi, sono numerose e devono tenere conto dei processi di digitalizzazione in atto e dell’evoluzione della domanda, sempre più attenta alle tematiche ESG, climate, protezione e salute”.
“Oggi Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking – ha proseguito Tommaso Corcos – è la prima private bank in Italia, dove amministra 327 miliardi di euro di patrimonio di oltre 986.000 clienti. L’integrazione di UBI Top Private e IWBank ha rafforzato ulteriormente la nostra leadership nel Paese, grazie alla professionalità di oltre 6.600 private banker, che offrono ai nostri clienti una gestione equilibrata e differenziata dei loro patrimoni. Siamo protagonisti anche sui mercati internazionali: secondo operatore nell’Area Euro per masse in gestione, sesto se consideriamo anche i competitor in Svizzera. Sostenibilità, gestione dei grandi patrimoni, supporto all’economia reale, digitalizzazione e internazionalizzazione sono i pilastri sui quali si baseranno le strategie di crescita future della nostra Divisione”.
“La Divisione Insurance – ha aggiunto Nicola Fioravanti – a partire dal 2014, ha registrato tassi di crescita positivi nei principali indicatori economici e nei volumi di raccolta, che ci hanno consentito di collocarci ai vertici dei rami vita, danni e salute in Italia. Forniamo ai clienti delle banche reti del Gruppo soluzioni di valore per trasformare il risparmio in investimento ed il rischio in protezione. Grazie al modello di Banca Assicurazione, individuiamo le migliori opportunità di investimento per la clientela e costruiamo insieme la soluzione di protezione ideale con prodotti modulari che possono adattarsi nel tempo, in base alle effettive esigenze assicurative nelle varie fasi della vita, sia personale sia aziendale. La trasformazione digitale e la promozione di una cultura assicurativa in Italia sono due fra i diversi progetti in corso che contraddistinguono la nostra capacità di innovazione”.
“Stiamo portando avanti un percorso di crescita importante – ha concluso Saverio Perissinotto – sia in Italia, dove abbiamo una posizione di leadership, che all’estero, dove stiamo riscuotendo risultati soddisfacenti dai presidi dei diversi paesi europei e in Asia. In un contesto caratterizzato da abbondante liquidità e tassi bassi, è fondamentale indirizzare i risparmi disponibili verso soluzioni d’investimento diversificate e gestite professionalmente, che possano anche convogliare risorse a supporto dell’economia reale. Noi di Eurizon siamo costantemente impegnati nella creazione di nuove soluzioni volte a rispondere alle esigenze dei nostri clienti per valorizzare una crescita di lungo periodo dei loro investimenti, nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance”.
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Lavoro, denunce d’infortunio in crescita nei primi 8 mesi

ROMA (ITALPRESS) – Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di agosto sono state 349.449, oltre 27 mila in più (+8,5%) rispetto alle 322.132 dei primi otto mesi del 2020. Gli infortuni in itinere sono cresciuti del +20,6%, quelli avvenuti in occasione di lavoro del +6,9%. Gli incrementi riguardano quasi tutti i settori produttivi tranne l’Amministrazione pubblica (-6,5%) e la Sanità e assistenza sociale, che pur distinguendosi ancora per numerosità di eventi, con oltre 27mila denunce nei primi otto mesi, presenta una riduzione del 31,9% degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro rispetto ai 40mila dello stesso periodo del 2020.
L’aumento che emerge dal confronto dei primi otto mesi del 2020 e del 2021 è legato alla sola componente maschile, che registra un +14,7%, mentre quella femminile è in calo dell’1,2% (da 126.520 a 125.049). L’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+7,8%) sia quelli extracomunitari (+14,5%) e comunitari (+2,5%). L’analisi per classi di età mostra una flessione solo tra i 15-19enni (-0,7%), con incrementi per la fascia tra i 20 e i 49 anni (+9,9%) e tra gli over 50 (+3,5%). Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 772, 51 in meno rispetto alle 823 registrate nei primi otto mesi del 2020 (-6,2%). I dati rilevano un aumento solo dei casi avvenuti in itinere, passati da 138 a 152 (+10,1%), mentre quelli in occasione di lavoro sono stati 65 in meno. La gestione Industria e servizi è l’unica a fare registrare un segno negativo (-10,4%). Le denunce di malattia professionale sono state 36.496, 8.735 in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+31,5%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori, che superano ad agosto quelle del sistema respiratorio.
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Malattia renale e scompenso cardiaco, al via un tour per la prevenzione

ROMA (ITALPRESS) – Parte da Roma, in piazza Montecitorio, il tour di prevenzione promosso dall’Associazione Italiana Scompensati (AISC), con la collaborazione della Fondazione Italiana Rene e il contributo incondizionato di Astrazeneca, che offrirà ai cittadini la possibilità di effettuare gratuitamente visite di controllo per la diagnosi e la prevenzione dello scompenso cardiaco. Per chi soffre di scompenso cardiaco, ma anche di diabete e ipertensione, il rischio di sviluppare la malattia renale cronica è, infatti, più elevato rispetto ai coetanei sani. Una condizione molto più comune di quello che si possa pensare, ma che per fortuna è anche facile da diagnosticare. A bordo della clinica mobile, oltre alle visite di routine per la prevenzione dello scompenso cardiaco, si potranno effettuare i test per la misurazione della creatinina e del volume di filtrazione glomerulare (e-GFR), analisi utili a valutare la salute del rene e il rischio di malattia renale cronica. Questi due test rappresentano, infatti, il primo passo per giungere a una diagnosi precoce, fondamentale per iniziare un percorso di cura, ritardare la progressione di malattia e prevenirne le complicanze. I medici e gli infermieri a bordo della clinica mobile svolgeranno, inoltre, un’importante attività di sensibilizzazione, fornendo utili informazioni sulla malattia renale cronica e lo scompenso cardiaco, due condizioni spesso intimamente correlate l’una all’altra. Il tour proseguirà per altre regioni italiane come Toscana, Emilia Romagna fino ad arrivare all’ultima tappa prevista per il 18 ottobre a Napoli.
“Quando l’informazione arriva ed è prossima al cittadino, i sistemi di prevenzione funzionano meglio, e gli screening sono più efficaci”, afferma Vito De Filippo, membro della Commissione Affari Sociali della Camera, per il quale “l’orientamento che il Parlamento ha dato con il Pnrr è molto chiaro, ed è centrato sul territorio e sulla prevenzione, uno dei requisiti importanti per affrontare i temi più delicati, come quello della cronicità”.
“Lo screening doppio, su rene e cuore, serve a intercettare il paziente prima che divenga tale – sottolinea la deputata Beatrice Lorenzin -. Non ci si rivolge solo ai malati cronici, ma anche a chi non sa ancora di avere una sofferenza cardiaca, non ne riconosce i sintomi. Intercettare in modo precoce la malattia può normalizzarla”. Secondo l’ex ministro della Salute Lorenzin “il Pnrr con 18 miliardi destinati alla sanità può consentire di rafforzare i sistemi di prevenzione, e più a lungo termine va aumentato in modo strutturale il Fondo Sanitario Nazionale, questo dà la garanzia di un investimento nel tempo”.
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Mattarella “Questo è il momento di modernizzare il Paese”

MILANO (ITALPRESS) – “Questo è il momento di modernizzare il Paese, di cogliere l’occasione non soltanto grazie alle grandi risorse disponibili, ma anche alla riflessione globale che si è svolta in tutto il mondo, come avvenuto per modernizzare il paese. Le università sono chiamate a dare un contributo particolarmente rilevante a questo scopo. Siamo usciti dalla fase acuta della pandemia, stiamo uscendo, lo speriamo, da questa esperienza quando tutto il mondo ne sarà fuori. Le università devono a raccogliere la sfida della modernità”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2021-2022 dell’Università Milano-Bicocca.
“I mutamenti vanno accettati e condotti per non esserne travolti in maniera inconsapevole – ha sottolineato il capo dello Stato -. L’universo è in costante mutamento, ma non soltanto l’universo: anche qui siamo in costante mutamento. Questo è un richiamo contro coloro che presumono che nulla cambi, che tutto rimanga immobile, rifiutando ogni mutamento, evitando di comprendere che il mondo e le sue condizioni, la convivenza del mondo muta necessariamente”.
“Di questi mutamenti – ha continuato – gli atenei sono luogo privilegiato. Per questo le università, con il succedersi del tempo e delle varie generazioni di studenti, mutano non soltanto la condizione umana ma le sensibilità, le attese e le prospettive, i caratteri. Per questo le università sono luoghi i privilegiati per affrontare il cambiamento e indicarne le prospettive, che vanno governate per il bene comune”.
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Transizione energetica, accordo tra ENI e Agenzia Energie Rinnovabili

MILANO (ITALPRESS) – Eni e l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) hanno firmato un accordo di partnership di durata triennale, per collaborare nella promozione delle energie rinnovabili e per accelerare la transizione energetica, in particolare nei paesi esportatori di fonti fossili. L’accordo è stato sottoscritto dall’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, e dal Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera, nel periodo in cui Milano ospita la riunione ministeriale preparatoria “Pre-COP 26”.
Secondo i termini dell’accordo, Eni e IRENA collaboreranno per facilitare il dialogo e la condivisione delle esperienze sull’accelerazione della transizione energetica e sullo sviluppo delle energie rinnovabili nei paesi esportatori di combustibili fossili, nonchè per identificare gli ostacoli agli investimenti del settore privato nelle energie rinnovabili nei paesi in cui Eni opera e promuovere soluzioni in coordinamento con i governi.
In particolare, Eni e IRENA promuoveranno l’integrazione del continente Africano nella catena del valore dei biocarburanti, tramite iniziative di capacity building istituzionale, agribusiness e di sviluppo industriale destinate alla produzione di biofuel avanzati, favorendo la decarbonizzazione del settore dei trasporti e contribuendo all’aumento delle opportunità di sviluppo.
“La partnership costruisce sull’impegno di Eni a contribuire alla decarbonizzazione del mix energetico dei paesi africani, facendo leva sulle fonti di energia rinnovabile per ridurre l’uso dei combustibili fossili nella produzione di energia. Inoltre, la partnership rappresenta per Eni un’occasione per rafforzare il dialogo con IRENA, condividere le proprie competenze e
il portafoglio di soluzioni tecnologiche, e rafforzare il posizionamento internazionale come leader nella transizione energetica e partecipare attivamente al dibattito istituzionale sulle politiche energetiche che l’agenzia promuove”, si legge in una nota.
Per l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, “L’accordo con IRENA è un passo avanti nell’impegno di Eni di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050, facendo leva sulle rinnovabili e su altre soluzioni tecnologiche e industriali per affrontare con successo la transizione energetica. Abbiamo disegnato l’evoluzione di Eni nei prossimi anni coniugando gli obiettivi di continuo sviluppo in un mercato dell’energia in forte evoluzione con una significativa riduzione dell’impronta carbonica del nostro portafoglio, impegnandoci a raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. L’alleanza di oggi può dare un’ulteriore accelerazione a questo processo, così come noi saremo in grado dare il nostro contributo in termini di know-how e impegno”.
Il Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera, ha sottolineato come “Siamo giunti a un momento cruciale nella transizione energetica, che richiede l’impegno e la partecipazione attiva di tutti gli attori energetici. E’ nell’interesse delle grandi compagnie petrolifere e delle nazioni esportatrici di combustibili fossili abbracciare la transizione e puntare a giocare una posizione di leadership in essa. La partnership tra Eni e IRENA rafforzerà i nostri impegni comuni per far avanzare l’agenda per un futuro a basse emissioni di carbonio nel decennio d’azione”.
Eni si è impegnata a raggiungere la completa neutralità carbonica entro il 2050; la totale decarbonizzazione di prodotti e operazioni verrà conseguita attraverso bioraffinazione, economia circolare, efficienza e digitalizzazione, aumento della capacità da rinnovabili, idrogeno blu e verde, progetti di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio e iniziative REDD+.
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Cultura e innovazione, il 7 e 8 ottobre a Lucca “LuBeC 2021”

ROMA (ITALPRESS) – “Cultura 2026 | Competitività, digitalizzazione, innovazione”: con questo titolo si terrà LuBeC, Lucca Beni Culturali, l’incontro internazionale dedicato alla crescita della filiera produttiva che si sviluppa tra cultura e innovazione, il 7 e 8 ottobre prossimi a Lucca. Questa XVII edizione prevede una grande mostra interattiva sulle applicazioni dell’immersività alla cultura, e un intenso programma di confronti, laboratori, dibattiti e appuntamenti dedicati all’incontro tra pubblico e privato. Si svolgerà negli ampi spazi del Real Collegio, in presenza, con un palinsesto online a copertura dell’iniziativa, indispensabile oggi per permettere a tutti gli operatori di partecipare, per capire come gestire le sfide che abbiamo davanti.
LuBeC 2021 intende cogliere lo sforzo programmatico del Piano nazionale di ripresa e resilienza, facendosi interprete per l’ambito culturale e puntando il focus sui temi della progettazione e sullo studio delle azioni pilota, che verranno attuate integrando il Pnrr cultura – 5,7 miliardi – con altre misure del Piano, nazionali e europee. Rispetto al Pnrr obiettivo primario dell’iniziativa sarà far emergere le modalità di attuazione, le connessioni interistituzionali e pubblico-privato, per la messa a terra dei progetti che devono dare attuazione alla ripresa.
Il convegno di apertura “Cultura driver per il cambiamento: sfide, opportunità e attori”, sarà introdotto e moderato da Gaetano Scognamiglio (nella foto), presidente di Promo PA, la Fondazione che promuove e organizza LuBeC. Amministratori, dirigenti, imprenditori e rappresentanti del mondo pubblico e privato, contribuiranno ad approfondire le sfide principali, le opportunità e le azioni.
“Competitività, innovazione e digitalizzazione sono concetti cardine della Missione 1 del Pnrr, che considera la valorizzazione dell’asset cultura tra i fattori di prima linea per il rilancio del Paese – osserva Scognamiglio – In questa prospettiva si colloca l’edizione di Lubec 2021 che ospiterà i protagonisti del grande processo di innovazione collegato al Pnrr, per fornire gli strumenti ai soggetti pubblici e privati per accedere ai progetti del settore culturale e facilitarne la gestione”.
Digitalizzazione e sostenibilità, formazione e competitività, welfare culturale e internazionalizzazione, inclusione e nuove dimensioni di residenzialità. Sono le principali tematiche trasversali che saranno declinate tra workshop, laboratori, seminari formativi, incontri business to business, interviste e convegni, durante la rassegna curata e diretta come sempre da Francesca Velani (iscrizioni su www.lubec.it).
In questo anno strategico dal punto di vista degli investimenti, due saranno i grandi focus sul digitale: il primo, e strategico per l’organizzazione e la gestione dei dati a tutti i livelli, sarà in collaborazione con Digital Library e Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, che intende far emergere le linee di indirizzo da adottare per impostare il processo di transizione al digitale del patrimonio culturale: policy e regole, open data e riuso delle immagini, strumenti, competenze e metodologie.
Il secondo focus IMMERSIVA, vedrà una grande mostra esperienziale svilupparsi in un braccio del Real Collegio, insieme al primo Summit internazionale sull’Immersività, organizzato con il supporto di BARCO, Immersiva Livorno Srl e Bright Festival, con ospiti internazionali che approfondiranno cosa sia l’immersività oggi, ovvero uno strumento per amplificare e modulare l’impatto del messaggio culturale, ma anche una vera e propria espressione artistica – con un autonomo linguaggio, una propria estetica e un gruppo di grandi interpreti.
“In questo 2021 di grandi trasformazioni comprendere le opportunità legate a questo tipo di tecnologie e conoscerne linguaggio e strumenti, rappresenta uno snodo fondamentale per gettare fondamenta solide per il futuro ed è determinate per il lavoro dei giovani e per la competitività – afferma Francesca Velani – Lo è per l’inclusione, per raggiungere i tanti pubblici di cui è fatto il mondo, per dare forma e sostanza a quel diritto alla cultura, che ne pretende un accesso ampio e democratico, che noi dobbiamo mettere in campo per generare una società migliore, più sostenibile, più forte.” E proprio sul tema della cultura come determinate del benessere della società si svolgerà uno dei panel di confronto, che vede coinvolte quattro regioni – Toscana, Marche, Emilia Romagna e Piemonte – nel definire policies comuni per l’alleanza tra cultura e salute. Un tema sul quale saranno presentati i risultati di un confronto tra due mappature svolte da Promo PA Fondazione nelle Marche e in Emilia Romagna, sullo stato dell’arte delle collaborazioni in essere tra questi due sistemi che oggi stanno, anche in Italia, cercando modalità di incontro sempre più strette.
Tornerà il tema dedicato ai borghi, filone avviato nella precedente edizione. Venerdì 8 (ore 9.30), OREP – Osservatorio del Recovery Plan Università Tor Vergata e Promo PA Fondazione terranno un focus su “Il PNRR per le città e i borghi”, discutendo modelli di monitoraggio, valutazione, progettazione culturale e finanziaria degli interventi. Altri focus saranno dedicati alle imprese creative, alla digitalizzazione del patrimonio e della memoria, alle sfide dei nuovi turismi e itinerari.
In apertura si svolgerà la premiazione del concorso Art bonus 2020, in collaborazione con Ales – Arte servizi e lavoro spa e MiC, con i dieci finalisti. Ma sarà anche l’occasione per lanciare l’iniziativa del 2021, che vedrà una grande novità a livello nazionale.
Nella mattinata sarà consegnato il riconoscimento LuBeC 2021, conferito a una personalità che si è distinta nel settore dei Beni Culturali, e il Prefetto consegnerà alla XVII edizione di LuBeC la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica.
Partner stabili di LuBeC sono il MiC, la Regione Toscana e gli enti del territorio, oltre a varie imprese e istituzioni. BARCO, leader mondiale nelle tecnologie di visualizzazione, sarà il partner tecnologico di IMMERSIVA, realizzata in collaborazione con Bright Festival ed Immersiva Livorno. Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e ICS Istituto – per il Credito Sportivo confermano anche in questa edizione il partenariato all’iniziativa riconoscendoli un ruolo attivatore di progetti e politiche di sistema. I risultati che ogni anno emergono da LuBeC vengono tradotti in proposte, affinchè possano essere recepiti nei programmi di sviluppo del Ministero.
Per consultare il programma generale e registrarsi agli appuntamenti di Lucca Beni Culturali, visitare il sito www.lubec.it.

Maserati ad Expo 2020 Dubai, appuntamento al Padiglione Italia

DUBAI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Expo 2020 Dubai viene ufficialmente inaugurata il 1 ottobre e Maserati è partner del Padiglione Italia: bellezza e mobilità sostenibile viaggiano a bordo delle auto del Tridente. L’intesa tra Maserati e il Padiglione Italia e consente di arricchire il racconto del nostro Paese e delle sue meraviglie a un pubblico globale, promuovendo quei valori di sviluppo e mobilità sostenibile che caratterizzano l’Esposizione. Maserati è, infatti, un Brand innovativo per natura, unico per il suo stile e guidato dalla passione, gli stessi fondamenti che fanno da filo conduttore all’esposizione internazionale con l’obiettivo di valorizzare il Design e la Manifattura Italiana. Dal 27 ottobre al 6 novembre, la mostra “Maserati: una storia di luxury performance supercharged” sarà protagonista con una speciale installazione artistica creata dal Centro Stile Maserati. L’installazione reinterpreterà i valori del Marchio connessi al territorio italiano attraverso l’innovazione tecnologica e il suo design unico: al centro, la vettura supersportiva MC20, interpretata come opera d’arte con una serie oggetti tridimensionali in metallo. Gli oggetti variano colore e dall’alluminio naturale virano fino al copper, la tonalità distintiva di Folgore (la strategia dell’elettrificazione secondo Maserati), per ricordare l’evoluzione del Brand e il suo essere proiettato nel futuro.
Saranno inoltre presenti due vetrine incentrate sulla sostenibilità, non solo del motore, ma anche dei materiali usati per sviluppare i veicoli, come per esempio Econyl, e delle installazioni colorate in “real material” per descrivere la biodiversità italiana. I valori del Brand saranno sotto ai riflettori grazie a tre Digital Talks dedicati. Influencer e Storyteller prenderanno parte agli incontri focalizzati sulla bellezza, sul “tocco umano” e sulle performance. Per amplificare ulteriormente il comune feel rouge del concetto del “Made in Italy”, il programma si completerà con una tavola rotonda sul tema della mobilità sostenibile mercoledì 3 novembre. I delegati del Padiglione Italia ad Expo 2020 Dubai utilizzeranno per i loro spostamenti Maserati Quattroporte, classico esempio del puro design italiano che unisce sapientemente eleganza e sportività.
(ITALPRESS).

Fondazione Cariplo e F20, ecco le raccomandazioni per il clima

MILANO (ITALPRESS) – Si è concluso a Milano il F20 Climate Solutions Forum 2021, incontro annuale promosso da Foundations Platform F20, un network internazionale di più di 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile.
L’edizione 2021 del Forum, dal titolo “Green Recovery, Sustainable Finance, Just Transition: Putting Words into Deeds” è stata co-organizzata da Fondazione Cariplo, in collaborazione con altre fondazioni partner di F20 – Fondazione Unipolis, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione di Comunità di Messina – e con il supporto di Assifero, ASviS e ACRI.
Al Forum hanno partecipato, tra gli altri John Kerry, attualmente inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche; Ban Ki-moon già segretario generale delle Nazioni Unite; Johan Rockstrom, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research; Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
Obiettivo del F20 Climate Solutions Forum 2021 era quello di indicare possibili priorità e identificare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza in un mondo post-Covid da consegnare ai leader del G20.
Nel dialogo con gli esperti internazionali e i leader politici e della società civile, sono intervenuti anche Francesco Profumo, Presidente ACRI, Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Banfi, membro della Commissione Centrale di Beneficienza di Fondazione Cariplo, Pierluigi Stefanini, Presidente e Portavoce di ASviS e Presidente di Fondazione Unipolis, Maria Luisa Parmigiani, Direttrice di Fondazione Unipolis e Co-chair di F20, Alberto Anfossi, Segretario Generale Fondazione Compagnia di San Paolo.
Sei le raccomandazioni di F20 ai leader dei paesi più industrializzati del mondo emerse al termine della due giorni del Forum.
I paesi del G20 dovrebbero: – Unire le forze con il G7 e far convergere l’impegno a livello nazionale dei paesi membri per contrastare l’impatto economico e sociale della crisi globale generata dalla pandemia da COVID-19, con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e l’accordo di Parigi sul clima. I paesi del G20 devono coordinarsi e realizzare una ripresa globale che sia verde, resiliente, sana ed equa per tutti. Priorità da mettere al centro dei piani di ripresa nazionali, assicurando un’adeguata disponibilità di risorse finanziarie. Il G7, sottogruppo del G20, deve dare in primis l’esempio e aumentare le proprie ambizioni rispetto agli impegni attualmente assunti attraverso i Nationally Determined Contributions (Contributi promessi stabiliti a livello nazionale). – Impegnarsi per raggiungere “emissioni zero”, in linea con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale a 1,5°C, specificando le fasi e gli obiettivi intermedi previsti fino al 2030. Questo comporta di riconoscere la centralità sia della fase di eliminazione rapida dei combustibili fossili che delle cosiddette Nature-based Solutions: non c’è spazio per una compensazione delle emissioni di gas serra non sostenibile e non regolamentata. – Garantire una Transizione Equa entro il 2030 definendo obiettivi intermedi concreti, anche con la partecipazione attiva di diversi stakeholder – dalle comunità e lavoratori a livello locale al settore privato e mondo accademico – alla stesura dei piani nazionali per la Just Transition. Con un approccio olistico, per non lasciare nessuno indietro, che tenga opportunamente conto delle diseguaglianze tra paesi e all’interno dei paesi stessi, e in cui welfare sociale, diritto alla salute e gli interessi delle future generazioni siano le grandi priorità. – Decarbonizzare la finanza e gli investimenti rendendo obbligatori piani di decarbonizzazione per le istituzioni finanziarie, anche al fine di concretamente attuare lo “spostamento dei trilioni” e colmare il “Climate Finance Gap”. – Concedere l’alleggerimento del debito, anche attraverso interventi di moratoria del debito, ai paesi altamente indebitati atti a consentire la loro ripresa e il loro sviluppo economico.
Rendere il nesso Acqua-Energia-Cibo-Salute e il nesso Clima-Biodiversità parti integranti e fondamentali delle agende del G7 e del G20. Questo significa anche una maggiore convergenza con il Summit Onu sulla Biodiversità e la COP 26 sul clima che quest’anno puntano a raccogliere un impegno concreto per la protezione e ripristino di alcune aree naturali maggiormente a rischio (Amazzonia, Congo/Uganda, Borneo). E lo faranno anche le Fondazioni e la Filantropia, sempre più impegnate in progettualità cross-settoriali e inclusive.
“Foundations Platform F20 riunisce più di 70 organizzazioni filantropiche che chiedono con forza azioni più ambiziose e finanziamenti per il clima da parte delle nazioni del G20 per allineare la loro agenda all’Accordo di Parigi per il clima e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Che le fondazioni stiano prendendo posizione in questi anni cruciali è un segno importante”, dice Klaus Milke, Presidente di Foundations Platform F20.
Nel suo intervento, Ban Ki-moon ha ribadito la centralità del prossimo G20 nella sfida al cambiamento climatico: “Ad ora gli interventi globali per affrontare la crisi climatica sono largamente insufficienti rispetto a quello che serve. I leader sono di fronte a una straordinaria opportunità di agire ma il tempo a disposizione si sta esaurendo. La leadership del G20 è cruciale per garantire un futuro più sicuro. Il G20 rappresenta il 90% del PIL mondiale, l’80% del commercio globale e l’80% delle emissioni. Quello che succederà al G20 a fine ottobre sarà quindi determinante per la COP26”.
“Il fatto che il Regno Unito e l’Italia siano sede del G7 e del G20 quest’anno, nonchè della COP26 rappresenta un’enorme opportunità per una risposta ben coordinata alla pandemia, oltre che alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità a livello globale”, sottolinea Stefan Schurig, Segretario Generale di Foundations Platform F20.
Johan Rockstrom ha sollecitato la necessità di cogliere questo momento storico post emergenziale come un’opportunità per un inderogabile cambiamento: “E’ il momento della trasformazione e la scienza è molto chiara nel dirci che questa è l’ultima possibilità che abbiamo se vogliamo evitare di superare punti di non ritorno che ci porterebbero in modo irreversibile nella direzione sbagliata”.
“Viviamo un momento di grande trasformazione, in cui stanno crescendo le disuguaglianze. Dobbiamo essere pronti a costruire una transizione ecologica che sia giusta e che tenga conto degli impatti sociali che inevitabilmente emergeranno. E’ proprio per attuare una transizione reale che dobbiamo considerare il suo impatto sociale: se non è sostenibile sotto tutti gli aspetti non sarà nè giusta nè realizzabile”, ha detto Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.
(ITALPRESS).

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