ROMA (ITALPRESS) – In Italia negli ultimi 45 giorni si continua a osservare una predominanza della variante Delta che è stata individuata nell’88,1% dei casi riportati al Sistema di Sorveglianza Integrata. I dati sono contenuti nell’ottavo bollettino dell’ISS “Prevalenza e distribuzione delle varianti di SARS-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia”.
Dal 17 luglio al 30 agosto, infatti, secondo i dati del bollettino, il numero di segnalazioni di casi causati dalla variante delta (di cui il lignaggio B.1.617.2) in Italia è ancora superiore al numero di segnalazioni per tutte le altre varianti monitorate. Nuovi casi di infezione causati dalla variante delta sono stati segnalati in quasi tutte le province italiane. Il numero di casi causati dalla variante alfa continua ad essere in forte diminuzione, come anche la loro diffusione territoriale. Anche i casi causati dalla variante gamma (di cui il lignaggio P.1) continua ad essere in diminuzione, con una diffusione localizzata e limitata in alcune Regioni/PPAA italiane.
“Rimane alta in Italia la capacità di genotipizzare/sequenziare campioni clinici positivi per SARS-CoV-2 – dice il presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro – Nel mese di luglio, nonostante l’aumento dei casi registrati su tutto il territorio nazionale, è stato sequenziato/genotipizzato l’11,8% dei casi, più che nel mese di giugno (10,8%), un dato ottenuto anche grazie al lavoro quotidiano dei laboratori su tutto il territorio nazionale”.
La variante delta è caratterizzata da una maggiore trasmissibilità rispetto alla variante alfa (tra il 40% e il 60%) e risulta associata ad un elevato rischio di infezione negli individui parzialmente vaccinati o non vaccinati.
La predominanza della variante delta è confermata anche dalla flash survey del 24 agosto coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le PPAA (Provincie Autonome) che ha stimato una prevalenza nazionale pari al 99,7%. Il campione richiesto per l’indagine è stato selezionato dalle Regioni/PPAA in modo casuale fra i campioni positivi garantendo una rappresentatività geografica e per fasce di età.
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Covid, confermata la predominanza della variante Delta
Imagine Dragons, esce il nuovo album “Mercury Act 1”
MILANO (ITALPRESS) – E’ disponibile in tutto il mondo “Mercury – Act 1”, il nuovo album degli Imagine Dragons, il quinto della carriera della band multiplatino.
Il gruppo torna dopo 3 anni dall’ultimo album “Origins”.
E’ di pochi giorni la notizia che “Demonds” è stato certificato Diamante (10 volte platino) dalla Riaa, cosa che rende i Dragons l’unica band ad avere tre singoli certificati Diamante dalla Riaa (“Demons”, “Radioactive” e “Believer”). “L’intero album parla di alti e bassi, da qui arriva il titolo mercury” – racconta il frontman Dan Reynolds – è di questo che parla davvero questo disco, affrontare il dolore, affrontare la perdita di persone e anche celebrare la vita”.
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Governo, Salvini “Non rinunciamo alle nostre battaglie”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo al governo, e ci rimarremo, per aiutare gli italiani ad uscire dall’emergenza sociale, sanitaria ed economica, come richiesto dal Presidente Mattarella. Stiamo lavorando per portare avanti tutte le riforme necessarie, dal fisco alla giustizia, dalla pubblica amministrazione alla concorrenza, con l’obiettivo di utilizzare al meglio i fondi europei del PNRR”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Ciò non toglie che, in caso di divergenze su singoli provvedimenti, la Lega confermerà in Parlamento le sue posizioni di sempre, evidentemente diverse da quelle della sinistra su temi come aumento delle tasse, immigrazione, taglio delle pensioni e obbligo vaccinale (che non esiste in nessun Paese europeo). La Lega ha scelto di entrare in questo governo di emergenza per responsabilità e amore per l’Italia e ci rimarremo: PD e 5Stelle si mettano l’animo in pace, non li lasceremo certo soli a governare per imporre nuove tasse, Ius Soli, taglio delle pensioni o Ddl Zan. E se in Parlamento si troverà una maggioranza per modificare, o addirittura cancellare, il Reddito di Cittadinanza, tutti ne dovranno prendere atto”.
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Covid, Rt in lieve calo a 0,97, 17 regioni a rischio moderato
ROMA (ITALPRESS) – Nel periodo 11 – 24 agosto 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,92- 1,01), prossimo alla soglia epidemica ed in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente (1,01). E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale ISS-ministero della Salute. Si osserva una lieve diminuzione anche dell’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=1 (0,97-1.04) al 24/8/2021 vs Rt=1.04 (1.00-1.09) al 17/8/2021), pari alla soglia epidemica. E’ in leggero aumento l’incidenza settimanale a livello nazionale: 74 per 100.000 abitanti.
L’incidenza rimane al di sopra della soglia settimanale di 50
casi ogni 100.000 abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero
sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in aumento al 6,0% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in aumento da 504 (24/08/2021) a 544 (31/08/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta leggermente al 7,3%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 4.036
(24/08/2021) a 4.252 (31/08/2021). 17 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato, secondo il DM del 30 Aprile 2020. Le restanti 4 Regioni risultano classificate a rischio basso. Sette Regioni/PPAA riportano allerte di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.
In lieve aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (15.951 vs 15.443 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti resta costante (34% vs 34% la scorsa settimana). In lieve diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (44% vs 46%). Infine, il 21% è stato diagnosticato attraverso attività di screening, dato costante rispetto la settimana precedente. La circolazione della variante delta è prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione Europea ed è associata ad
un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale. Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità.
E’ opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare
e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale.
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Green Pass, Tajani “Ok Draghi, voto commissione non divide centrodestra”
ROMA (ITALPRESS) – “Condivido tutto quello che ha detto Draghi in conferenza stampa”. Così Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, in un’intervista al Corriere della Sera. Sulla cabina di regia per ogni decisione sul green pass annunciata da Draghi “ne avevo parlato al telefono una settimana fa con il presidente del consiglio – prosegue – penso che la cabina di regia vada estesa non soltanto al certificato verde. Mettersi tutti seduti attorno a un tavolo deve servire a ragionare su tutte le emergenze che ci sono nel Paese, da quella sanitaria al terrorismo, alle politiche, del lavoro. Siamo un governo di emergenza nazionale, fare una sintesi è necessario”. Sul voto della Lega sul green pass Tajani aggiunge che “non sarà un voto in commissione a decidere le sorti del Governo” e “la coalizione di centrodestra non è basata su questo. Noi siamo favorevoli al vaccino e non mi sembra che Salvini sia un no vax. Noi, poi, siamo anche favorevoli all’ascolto degli italiani che hanno paura del vaccino”. Sulla partita del Quirinale “parlare oggi delle elezioni del presidente della Repubblica è troppo presto – conclude – io ho sempre il mio sogno nel cassetto: Silvio Berlusconi”.
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Afghanistan,Sassoli”Dialogo sui profughi,prematuro riconoscere talebani”
ROMA (ITALPRESS) – «Riconoscimenti a richiesta? Ma non scherziamo. Noi dobbiamo capire dove i nuovi governanti vogliono portare l’Afghanistan. Andare in ordine sparso sarebbe un errore strategico. Mi auguro che ogni iniziativa dei singoli governi venga concordata a livello europeo». Lo dice, in un’intervista a Repubblica, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, secondo cui “la crisi afghana ci riguarda profondamente. Rispetto alla crisi umanitaria, non possiamo dire che devono occuparsene solo i paesi confinanti. E per quanto attiene alle questioni militari, dobbiamo prendere atto della dèbàcle e aumentare la nostra capacità di difesa comune e di intervento rapido. Se l’Unione vuole essere un attore globale, non si giri dall’altra parte». Per Sassoli “l’egoismo e il calcolo di corto respiro di molti governi non consentono all’Unione di esprimere la sua forza e garantire la sua unità”. Sottolinea che “per dialogare bisogna essere in due. Se dalle nuove autorità afgane vi fossero segnali in tal senso, non ci tireremo indietro. D’altronde, se vogliamo costruire corridoi umanitari, c’è bisogno del consenso del nuovo governo di Kabul. Noi in Afghanistan non ci siamo più». «E’ positivo – dice Sassoli – che grandi Paesi assumano chiare responsabilità. E i Trattati dell’Unione prevedono anche cooperazioni più strette fra coloro che vogliono agire insieme”. La Ue ha “congelato risorse ingenti della cooperazione europea riservate all’Afghanistan: che non saranno mai più destinate a quel paese in assenza di chiare garanzie sui diritti delle donne. L’Unione, infatti, ha finanziato in questi anni decine di progetti concreti: abbiamo sostenuto l’ingresso delle donne afgane nelle istituzioni, giustizia, università, informazione. Ora abbiamo la responsabilità di avviare un contatto, in un quadro multilaterale, perchè sia garantito, a chi vuole, di uscire dall’Afghanistan e perchè siano tutelati i diritti delle donne che vogliono restare». In merito al rischio di un’escalation del terrorismo jihadista in Europa: «Il pericolo è sempre presente, le nostre agenzie e polizie collaborano ogni giorno in ambito internazionale. Ma è chiaro che l’impatto della crisi afghana sulla ripresa del terrorismo jihadista dipenderà dalle scelte della nuova leadership di offrire o meno una sponda ai terroristi. Giusto che i ministri dell’Interno, tre giorni fa, abbiano deciso di potenziare la cooperazione in questo settore».
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39 anni fa l’omicidio Dalla Chiesa. Mattarella “Diede nuovo vigore alla lotta alla mafia”
ROMA (ITALPRESS) – “A trentanove anni dal tragico agguato del 3 settembre 1982 a Palermo, rendo commosso omaggio al ricordo del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della signora Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, vittime della ferocia mafiosa”. Così, in una dichiarazione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La loro barbara uccisione – aggiunge – rappresentò uno dei momenti più gravi dell’attacco della criminalità organizzata alle Istituzioni e agli uomini che le impersonavano, ma, allo stesso tempo, finì per accentuare ancor di più un solco incolmabile fra la città ferita e quella mafia che continuava a volerne determinare i destini con l’intimidazione e la morte”. “A quell’odiosa sfida – prosegue – la comunità nazionale nel suo complesso, pur se colpita e scossa, seppe reagire facendosi forte della stessa determinata e lucida energia di cui Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva già dato esempio, durante il suo brillante percorso nell’Arma dei Carabinieri, nell’impegno contro organizzazioni criminali e terroristiche. Pur nella brevità dell’incarico svolto a Palermo, il sacrificio del Prefetto Dalla Chiesa e il suo lascito ideale contribuirono ad orientare molte delle scelte che, negli anni successivi, hanno consentito un salto di qualità nell’azione di contrasto ai fenomeni di infiltrazione mafiosa nell’economia e nella Pubblica Amministrazione. Norme e poteri di coordinamento più incisivi diedero nuovo vigore alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata e rafforzarono la fiducia degli apparati pubblici che la combattevano; mentre, nella società civile, cresceva un sentimento di cittadinanza attiva, portatore di una cultura dei diritti contrapposta alle logiche dell’appartenenza e del privilegio. Nel ricordo di quell’estremo sacrificio, rinnovo alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo i sentimenti di vicinanza e partecipazione miei e dell’intero Paese”.
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Chiesa non basta, Italia fermata sull’1-1 dalla Bulgaria
FIRENZE (ITALPRESS) – La Nazionale torna in campo dopo il trionfo agli Europei ma non va oltre un pareggio contro la Bulgaria. Nelle qualificazioni ai Mondiali del Qatar 2022, l’Italia viene fermata sull’1-1 dalla selezione di Petrov, un risultato che non può soddisfare gli uomini di Mancini e che ‘macchià la pagina di storia scritta con la trentacinquesima partita di fila senza sconfitte, un record ora condiviso solamente con Brasile (1993-96) e Spagna (2007-09). Dopo la premiazione di Bonucci – capitano di serata – per le 100 presenze in azzurro e il minuto di silenzio in memoria dell’ex difensore Francesco Morini, il ‘Franchì di Firenze torna ad applaudire Federico Chiesa al 16′ per la rete che apre le marcature: uno-due nello stretto con Immobile e rasoterra a fil di palo che non lascia scampo a Georgiev. L’Italia domina e pressa alto nella metà campo della Bulgaria ma non concretizza la superiorità e al 40′ arriva la doccia gelata: Despodov vince il duello con Florenzi, sul suo cross Atanas Iliev non sbaglia a pochi passi da Donnaruma e, inaspettatamente, riporta il match in parità. Il copione dell’incontro non cambia, anzi la Bulgaria esaspera ulteriormente l’atteggiamento attendista a ridosso della propria area di rigore. Il portiere Georgiev si supera in uscita su Chiesa e poi sbarra la strada a Immobile al 73’, il ct Mancini muove la panchina e rivoluziona il fronte offensivo con gli ingressi di Berardi e Raspadori ma il muro ospite resiste sino al triplice fischio del direttore di gara Gozubuyuk. L’Italia sale a quota 10 punti, a +4 sulla Svizzera che ha però due partite in meno rispetto agli azzurri: assume dunque grande rilevanza lo scontro diretto contro gli elvetici, principali antagonisti per gli uomini di Mancini per il primo posto nel girone C, in programma domenica 5 settembre a Basilea.
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