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Green pass, Ricciardi “Per gli insegnanti serve l’obbligo”

ROMA (ITALPRESS) – “Il grande punto interrogativo è la riapertura delle scuole. Il caso della Scozia, un Paese che ha preso grandi precauzioni in questi mesi, è emblematico. Con la ripresa delle lezioni hanno visto un importante aumento dei casi. La Delta ha cambiato completamente la dinamica della pandemia”. Lo ha detto, in un’intervista a Repubblica, Walter Ricciardi consigliere del ministro alla Salute Roberto Speranza. In Italia potrebbero essere necessari nuovi provvedimenti di chiusura? “No, quelli no. Ormai la situazione è tale per cui l’impatto del virus è soprattutto individuale, non sociale. I problemi li hanno i singoli non vaccinati, che rischiano guai seri. I no vax e in generale chi protesta non deve farci desistere da due obiettivi: l’aumento delle coperture e l’applicazione di una misura importante come quella del Green Pass”. Certificazione verde? “Ho letto le dichiarazioni dei commercianti su come stia facendo migliorare gli affari. La gran parte delle persone, del resto, vuole pranzare, cenare o fare la spesa tranquillamente, in sicurezza. Per questo ritengo che vada introdotto in tutti gli ambienti di vita e di lavoro e anche sui trasporti, per garantire la libertà di movimento ai vaccinati e agli immuni, oltre alla ripresa dell’economia”. Per chi lavora in sanità l’obbligo c’è, andrebbe messo anche per altre categorie di lavoratori?
“E’ giusto l’obbligo per i professionisti della sanità ma andrebbe introdotto anche per chi lavora nella scuola. Va inteso come un modo per proteggere i fragili con i quali si entra in contatto”. “Gli errori principali – ha concluso Ricciardi – sono stati due. A ottobre 2020 e febbraio 2021 dovevamo anticipare il virus con misure restrittive più forti, visto che a quei tempi non avevamo ancora i vaccini o ne avevamo pochi. Basta vedere cosa stanno facendo adesso gli australiani e i neozelandesi che chiudono tutto. Quegli errori hanno causato 70 mila morti. Detto questo, l’Italia è andata meglio di altri. Abbiamo fatto benissimo nella prima ondata e bene dopo la terza, quando siamo stati tra i pochi al mondo a introdurre criteri certi per prendere misure restrittive basate su evidenze scientifiche. Ora dovremmo forse essere più decisi nel far rispettare le regole. Sennò si incoraggia chi non le segue”.
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Covid, Miozzo “Regole poco chiare, così scuola rischia ancora Dad”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono molto preoccupato per l’inizio della scuola. Non vedo quell’indirizzo chiaro, quelle indicazioni granitiche che servirebbero. Vedo invece che si delegano al territorio…”. Lo ha detto, in un’intervista al Corriere della Sera, Agostino Miozzo, ex Protezione Civile, coordinatore del Cts fino a marzo e poi per qualche mese consulente del ministro Patrizio Bianchi. Alle scuole, intende? “Ai presidi o alle scuole si delegano decisioni delicate che invece i ministri e il governo dovrebbero prendere in modo netto senza che possano essere interpretate o aggiustate”. Quali misure non la convincono? “Non si può dire: il distanziamento di un metro tra banchi è una misura preventiva, ma se non potete, non importa, basta la mascherina. O dire aprite le finestre per cambiare l’aria: sono indicazioni imprecise che non servono ai dirigenti per prendere decisioni. E sui trasporti: limite all’ottanta per cento della capienza. Bene ma chi controlla?”. Quante possibilità ci sono che si torni in Dad? “Molte – ha concluso Migliozzo – se non si cambia subito strada. Mi dispiace, tra l’altro, che il dibattito sugli effetti nefasti della Dad sembra essere già superato. Come se fossimo convinti che alla scuola si possa far pagare ancora il prezzo di una nuova fase dell’emergenza”.
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Afghanistan, a Fiumicino altri 211 evacuati da Kabul

ROMA (ITALPRESS) – Un KC 767 dell’Aeronautica Militare è atterrato a Fiumicino con a bordo 211 persone che erano state evacuate ieri da Kabul la scorsa notte con due C 130J. Lo ha reso noto il ministero della Difesa. Nella nottata un altro C130J è decollato da Kabul con a bordo 103 per rientrare in Kuwait. Altri 3 C130J nella giornata di oggi voleranno verso Kabul per evacuare altri cittadini afghani. Dal giugno scorso, quando con l’operazione Aquila 1 furono portati nel nostro Paese 228 afghani, sono circa 2100 i cittadini afghani tratti in salvo e circa 1300 quelli trasferiti in Italia. La Difesa ha messo in campo per l’operazione Aquila Omnia, pianificata e diretta dal COVI Comando Operativo di Vertice Interforze, comandato dal Generale Luciano Portolano, 8 aerei, 4 KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul. Sono oltre 1500 i militari italiani del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) impegnati su disposizione del ministro della Difesa Lorenzo Guerini in questa complessa operazione per il ponte aereo Roma-Kabul. Personale del Joint Force HQ (JFHQ), del Comando Operazioni Forze Speciali (COFS), della Joint Evacuation Task Force (JETF), della Joint Special Operation Task Force (JSOTF), del Comando Operazioni Aerospaziali AM (COA), della 46^ Brigata Aerea, del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare, della Task Force Air di Al Salem (Kuwait), oltre a tutti i militari delle Forze Armate e dei Carabinieri preposti alla accoglienza e gestione al loro arrivo in Italia. “Giorni senza sosta per le Forze Armate impegnate in Afghanistan in una straordinaria operazione
umanitaria di evacuazione. A loro il mio grazie personale e di tutto il governo. Un lavoro intenso, svolto in collaborazione tra Difesa, Esteri, Interni e Presidenza del Consiglio”. Lo ha detto, su Twitter, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini che ha postato alcune foto dell’arrivo in Italia, a Fiumicino, del KC 767 con a bordo altre 211 persone evacuate. (ITALPRESS).

Torino beffato nel finale, l’Atalanta vince 2-1

TORINO (ITALPRESS) – Un Torino padrone del campo viene beffato dall’Atalanta nei minuti di recupero e perde 2-1 al termine di una partita a tratti dominata. All’Olimpico Andrea Belotti – entrato in campo al 65′ – risponde al momentaneo 1-0 di Muriel e scaccia le voci di mercato. Ma nel finale, sugli sviluppi di un contropiede, l’Atalanta trova il gol vittoria con Piccoli bravo a depositare in rete da pochi passi. Senza Zapata (infortunato), in casa Atalanta tocca all’ex Fiorentina indossare la veste del trascinatore: al 6′ Muriel si libera sulla destra, si accentra e col mancino scaglia un tiro sul primo palo imprendibile per Milinkovic-Savic. Senza Juric in panchina, il Torino però non sbanda, tiene bene il campo, a tratti soffoca l’Atalanta con un pressing a tutto campo e si affaccia più volte dalle parti di Musso. L’occasione più nitida al 34′: Lukic serve Sanabria che penetra in area e conclude col destro ma Musso in tuffo blocca senza problemi. L’ex Udinese è costretto agli straordinari anche al 43′: una lunga manovra del Torino libera al tiro Ola Aina che impegna il portiere sul primo palo con una botta violenta ma leggibile. Al 48′ altra occasione per il Torino: Aina scodella una palla in area, Sanabria controlla col petto ma da pochi passi non riesce a calciare con potenza verso la porta. Al 55′ Gasperini cambia: fuori Muriel e Ilicic, dentro Lammers e Miranchuk. Dieci minuti dopo Juric risponde con Belotti al posto di Sanabria. Al 74′ sostituzione obbligata per Juric che perde Bremer – fino a quel momento tra i migliori – per un problema al ginocchio. Ha problemi alla caviglia ma non si nota Andrea Belotti che al 79′ firma l’1-1 e il quarto gol nelle ultime tre partite contro l’Atalanta. Ma nel finale c’è la beffa per i granata: sugli sviluppi di un cross dalla destra, Pasalic riesce ad addomesticare una palla in area e a servire Piccoli che da due passi firma il 2-1 con il secondo tiro in porta della serata per un’Atalanta irriconoscibile ma vittoriosa.
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Buona la prima di Sarri, Lazio batte in rimonta l’Empoli

EMPOLI (ITALPRESS) – La nuova Lazio di Sarri vince all’esordio nella prima giornata di Serie A, battendo l’Empoli per 3-1 in trasferta, con il ritorno dei tifosi sugli spalti. I toscani neopromossi erano andati subito in vantaggio con Bandinelli, ma i biancocelesti hanno ribaltato il risultato già nel primo tempo. Milinkovic-Savic aggancia il pareggio, Lazzari centra la rimonta e infine Immobile chiude la partita su calcio di rigore. Al Castellani, dove il tecnico toscano ritrova le sue origini, il sarrismo sembra pervadere la partita. L’Empoli trova il gol immediato, la Lazio risponde con una pronta reazione. Al 4′ Bandinelli sorprende gli avversari con un’accelerata e fredda Reina per l’1-0. Neanche il tempo di festeggiare che arriva il pareggio biancoceleste, firmato due minuti dopo da Milinkovic-Savic di testa, su assist del ritrovato Felipe Anderson. Gli uomini di Andreazzoli continuano ad attaccare senza timori e disputano un primo tempo di personalità: Mancuso sfiora di un soffio il nuovo vantaggio e Bandinelli, dopo la rete, scheggia il palo. Nel loro momento migliore, però, dilaga la Lazio. Lazzari, devastante a destra, al 31′ riporta avanti i suoi su assist del centrocampista serbo. In chiusura di frazione, Acerbi conquista il calcio di rigore per l’uscita di Vicario sull’avversario. Dal dischetto al 41′ Immobile beffa il portiere segnando l’1-3. Nella ripresa i biancocelesti amministrano il risultato con l’inserimento di Luis Alberto, inizialmente lasciato in panchina per scelta tecnica (Correa invece è in tribuna causa calciomercato). I toscani provano a riaprire la gara con la doppia occasione firmata Bandinelli-Bajrami e il doppio miracolo targato Reina-Luiz Felipe. Ma la Lazio tiene duro, nonostante il calo fisico, e porta a casa i primi tre punti della stagione.
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Il Sassuolo espugna Verona e vince 3-2

VERONA (ITALPRESS) – Riparte la Serie A col solito spettacolo e, soprattutto, col pubblico sugli spalti, seppur col posizionamento “a scacchiera”. Il Sassuolo del debuttante tecnico Dionisi espugna il Bentegodi, superando per 3-2 il Verona del neo allenatore Di Francesco. A decidere la gara le reti Raspadori al 32′, Djuricic al 51′ e Traorè al 77′, inutile per gli scaligeri la doppietta di Zaccagni (il primo gol su rigore). Bella iniziativa di Frattesi al 17′, il centrocampista neroverde si incunea centralmente e scaglia il suo destro, ma Pandur dice di no. Al 31′ grande occasione per la squadra di Di Francesco: cross di Zaccagni, Kalinic tutto solo colpisce di testa ma il pallone si infrange sulla traversa. Un minuto dopo è Raspadori, campione d’Europa con la Nazionale di Mancini, a sbloccare la gara: ripartenza fulminea neroverde, il numero 18 del Sassuolo si presenta davanti al portiere e di piatto destro la mette all’angolino. Al 45′ episodio che complica ulteriormente la gara dei gialloblù con capitan Veloso che rimedia il secondo giallo per una tacchettata a Djuricic. Nella ripresa al 51′ il raddoppio: triangolazione Djuricic-Caputo, il numero 10 della squadra di Dionisi controlla e batte Pandur. Al 70′ il Verona la riapre con un rigore conquistato e trasformato da Zaccagni. Il tris del Sassuolo arriva al 77′ con una magia di Traorè, che dal limite batte Pandur con un perfetto tiro a giro. Al 90′ ancora in gol Zaccagni ma è troppo tardi. Primi tre punti in campionato per il Sassuolo.
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Poker dell’Inter al Genoa, bene Calhanoglu e Dzeko

MILANO (ITALPRESS) – Buona la prima per l’Inter di Simone Inzaghi. In uno stadio Meazza che torna ad accogliere i tifosi, seppur con capienza al 50 per cento per le norme anti-Covid-19, i nerazzurri superano il Genoa per 4-0 al debutto stagionale. Tutto facile per i padroni di casa, che conquistano i tre punti grazie alle reti di Skriniar, Calhanoglu, Vidal e Dzeko ed iniziano con il piede giusto. Pronti, partenza, via e l’Inter è già in vantaggio grazie a Milan Skriniar. Al 6′, il difensore slovacco svetta di testa sul corner battuto da Calhanoglu e sigla il primo gol della Serie A 2021/2022. I nerazzurri continuano a fare la partita e al 14′ trovano già il raddoppio con Calhanoglu. Dopo l’assist, il turco trova anche la gioia personale: scambio con Dzeko e tiro a giro dal limite che non lascia scampo a Sirigu. I minuti passano ed il dominio Inter non accenna ad arrestarsi. Al 24′ Dzeko sfiora il terzo gol, ma la sua conclusione si stampa sulla traversa dopo la deviazione di Sirigu. Nei minuti seguenti ci provano invece Brozovic e Skriniar ma con scarsi risultati. Prima del duplice fischio dell’arbitro c’è tempo per il gol del momentaneo 3-0, annullato però a causa di una posizione di fuorigioco di Perisic. Si salva ancora il Genoa, che va a riposo evitando un passivo ancora più pesante. Ballardini si affida dunque ai cambi per rimescolare le carte in tavola, ma è sempre l’Inter ad avere in mano il pallino del gioco. Al 56′ viene annullato un altro gol, questa volta a Calhanoglu, ancora per fuorigioco di Perisic, tuttavia per il tris è solo questione di tempo. E’ il neo entrato Vidal a chiudere i giochi al 74′, mettendo in ghiaccio i tre punti. Negli ultimi minuti, infine, c’è tempo anche per il 4-0. Dopo tante occasioni non sfruttate, finalmente Edin Dzeko si sblocca e mette la ciliegina sulla torta ad una giornata perfetta per l’Inter.
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Turismo, Garavaglia “L’estate sta andando bene”

RIMINI (ITALPRESS) – “Sono prudente e non darò i numeri che ho ma la stagione sta andando bene, la tendenza è molto positiva. Noi guardiamo già all’inverno e stiamo lavorando per consentire una stagione invernale senza scossoni, così come lo è stata l’estate”. Così il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, nel suo intervento al Meeting di Rimini, nel talk dal titolo “Riaprirsi al mondo in modo sicuro e sostenibile”.
“Dobbiamo avere il coraggio di cambiare schema. A furia di dire che siamo il Paese più bello del mondo, i Paesi meno belli di noi negli anni sono andati meglio. Abbiamo tanto da recuperare, però noi abbiamo i fondamentali e quindi possiamo”, ha spiegato Garavaglia.
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