ROMA (ITALPRESS) – Nuova crescita dei casi di coronavirus nel Paese. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute i nuovi positivi sono 6.968, in salita rispetto ai 5.636 registrati nelle 24 ore precedenti, ma a fronte di un numero inferiore di tamponi processati, 230.039 e che determina un tasso di positività al 3,02%. Sono invece 31 i decessi, incremento identico a quello registrato ieri. I guariti sono 4.450, mentre gli attualmente positivi crescono di 2.438 raggiungendo il totale di 118.761. Dal fronte ospedaliero si evidenzia una crescita dei ricoveri nei reparti ordinari, dove ad oggi sono ospitati 2.948 pazienti, in salita di 68. Tornano ad aumentare anche le terapie intensive, con 337 ricoverati, che equivale a un incremento di 15 unità con 40 nuovi ingressi (ieri erano stati 26). Le persone in isolamento domiciliare sono 115.476. La Sicilia con 868 nuovi casi si conferma essere la regione dove si registra un incremento più sostenuto dei contagi, seguita da Toscana (774) e Lombardia (768). Al contrario le regioni dove si evidenzia una minore crescita sono Valle d’Aosta (11) e Molise (17).
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Covid, 6.968 nuovi casi 31 decessi e tasso positività al 3%
Credito, attive moratorie per 74 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – Sulla base di dati ancora preliminari, sarebbero ancora attive moratorie (ex lege e volontarie) per un valore complessivo di circa 74 miliardi, a fronte di circa 700 mila sospensioni accordate. Di questo totale, 54 miliardi sarebbero riconducibili alle moratorie ex lege a favore delle PMI, che erano pari a 59 miliardi secondo la scorsa rilevazione (riferita alla metà del mese di luglio). La riduzione di circa 5 miliardi è in parte ancora riconducibile alla mancata richiesta di proroga da parte dei debitori (come noto, il DL “Sostegni bis” prevedeva la possibilità per il debitore di richiedere la proroga della moratoria, limitatamente alla quota capitale, fino alla fine del 2021). Il valore delle moratorie ancora attive sarà soggetto a ulteriori aggiustamenti nelle prossime settimane. Superano quota 188 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso “Garanzia Italia” di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 27,3 miliardi di euro, su 2.898 operazioni richieste ricevute.
Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.
La Banca d’Italia continua a rilevare presso le banche, con cadenza settimanale, dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge “Cura Italia” e “Liquidità”, le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela. Sulla base di dati preliminari, riferiti al 30 luglio, sarebbero ancora attive moratorie su prestiti del valore complessivo di circa 74 miliardi, pari a circa il 27% di tutte le moratorie accordate da marzo 2020 (circa 280 miliardi). Si stima che tale importo faccia capo a circa 700 mila richiedenti, tra famiglie e imprese.
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Lavoro, Orlando “Tema della sicurezza richiede azione continua”
ROMA (ITALPRESS) – Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha presenziato questa mattina alla cerimonia d’insediamento del nuovo capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Bruno Giordano. In apertura del suo intervento, il ministro ha posto in luce quanto la sicurezza sul lavoro sia una questione “drammatica e quanto occorra agire su più piani: quello del contrasto sicuramente, ma anche quello della prevenzione, della formazione, dell’informazione, della sensibilizzazione più in generale rispetto a questo fenomeno. Chi vi parla – ha proseguito – è consapevole che in questo ambito è richiesta un’azione continua, di natura primaria, senza soste, volta alla costruzione di un approccio strategico, di ampie dimensioni e plurimi livelli, l’unico in grado di invertire la tendenza alla recrudescenza in atto; non solo per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, ma anche per l’altrettanto drammatico fenomeno delle malattie professionali”. Inoltre, il ministro ha espresso anche oggi il cordoglio per tutte le vittime del lavoro la sua personale vicinanza alle famiglie. Nel corso dell’intervento, Orlando ha ripercorso le azioni già attuate in questi primi mesi dal ministero, fondate “sulla meditata consapevolezza della corrispondenza che esiste nel rapporto di lavoro tra diritti e sicurezza”, e ha indicato le prossime tappe da raggiungere. Il ministro Orlando ha inoltre, colto l’occasione per “ringraziare il lavoro del Generale Iorio e l’importante contributo del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro”.
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Incendi, Patuanelli a Palermo “Fondi ci sono ma piani non attuati”
PALERMO (ITALPRESS) – “Quello di oggi è stato un momento di confronto con tanti sindaci, ieri in Sardegna, oggi in Sicilia, poi c’è la Calabria che sta andando a fuoco così come altri paesi europei. Il tema degli incendi è un’emergenza che deve trovare risposte immediate. Innanzitutto con ristori da dare a chi ha perso tutto”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, a Palermo, a Palazzo Comitini, a margine di un incontro con i sindaci siciliani sul tema dell’emergenza incendi nell’isola. “In tal senso ci sono difficoltà con la legge 353 del 2000 che impone dinamiche precise per i ristori, ma abbiamo idee per garantire il rispetto di quella norma ma dando allo stesso tempo ossigeno a chi ha perso raccolto, bestiame, attività – ha spiegato il ministro -. Il tema vero però è quello della prevenzione, dobbiamo incentivare il ruolo dell’agricoltore come custode del territorio, e investire in tal senso le nostre risorse”. “Io responsabile dell’abbandono dell’agricoltura? – ha continuato il ministro – se in qualche mese in cui sono ministro lo sono, allora mi scuso, ma non penso sia così. Mi dispiace sentire le parole del presidente, poteva anzi essere più accogliente perchè assieme le cose si possono risolvere, con le contrapposizioni no. Come è noto, invece, abbiamo incrementato di oltre sei milioni le dotazioni economiche per sostenere l’agricoltura. Come sostengono i sindaci, in Sicilia c’è bisogno di coordinamento tra chi è coinvolto nella gestione degli incendi, dunque in Sicilia con il corpo forestale regionale, altrimenti è difficile gestire soltanto attraverso i Vigili del Fuoco. E’ evidente come non manchino personale o mezzi, manca un maggior coordinamento e forse i piani regionali non sono sempre attuati. Si sta pensando – ha concluso Patuanelli – a elementi strutturali di sostegno ai Comuni, credo che sia necessario con il protrarsi della pandemia arrivare a soluzioni strutturali e non solo a mere proroghe. E’ giunto il momento di affrontare tutte quelle misure che possono dare respiro ai comuni. I sindaci spesso hanno competenze, ma non strumenti per garantirne l’attuazione”.
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Covid riduce la mobilità degli italiani ma cresce l’uso dell’auto
ROMA (ITALPRESS) – Diminuiscono gli spostamenti per studio e lavoro dopo la pandemia. è quanto emerge da un’indagine dell’Istat sulla mobilità degli italiani e le intenzioni per il prossimo autunno. Prima della pandemia oltre l’80% degli intervistati attualmente occupati o studenti maggiorenni si spostava, per studio e lavoro, almeno cinque volte a settimana. Una quota molto inferiore (13%) si muoveva da 1 a 4 giorni a settimana mentre era sostanzialmente trascurabile la frazione di intervistati che all’epoca effettuava meno di uno spostamento a settimana o nessuno spostamento. I risultati dell’indagine prefigurano un cambiamento importante nella frequenza degli spostamenti per i prossimi mesi di settembre-ottobre rispetto a quanto avveniva prima della pandemia. Diminuisce la quota di intervistati che prevede di raggiungere il luogo di studio o lavoro almeno 5 volte a settimana (68,1%); cresce invece, arrivando al 10,3%, la quota di rispondenti che reputano di non effettuare affatto spostamenti in autunno.
Infine, circa il 2% degli intervistati, una piccola quota ma notevolmente più elevata rispetto a gennaio 2020, si aspetta di recarsi sul luogo di studio o lavoro meno di una volta a settimana. La previsione di una generale diminuzione dei trasferimenti sembra caratterizzare in misura maggiore gli studenti rispetto agli occupati.
Anche sulla modalità di trasporto si prefigurano importanti cambiamenti, con una caduta nell’utilizzo del mezzo pubblico, previsto solo nel 22,6% dei casi (la percentuale per gli stessi intervistati era del 27,3% prima della pandemia), e un parallelo incremento nell’uso dell’automobile privata, che dal 44,1% arriverà a coprire quasi la metà degli spostamenti nel prossimo autunno. In aumento anche l’uso dell’auto utilizzata in qualità di passeggero. Un lieve calo caratterizza, invece, le forme di mobilità cosiddetta dolce (bicicletta e monopattino anche elettrici, spostamenti a piedi).
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Al-Khelaifi “Fiero di presentare Messi, Leo è magia”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Sono molto felice e orgoglioso di presentare Leo come giocatore del Psg, è un giorno storico e incredibile per il nostro club e per tutto il mondo del calcio. Per noi è un momento veramente fantastico, Leo è un giocatore unico, il solo ad aver vinto 6 Palloni d’Oro, ha regalato la sua magia al calcio e sarà bellissimo per tutti i tifosi del Psg e di tutto il mondo vederlo con la nostra maglia, quello che siamo riusciti a fare insieme a Leonardo e ai tifosi è davvero incredibile”. Con queste parole il numero 1 del Psg, Nasser Al Khelaifi, presenta Lionel Messi. “Ricordo il primo giorno di Leonardo con noi 10 anni fa – dice riferendosi al dirigente brasiliano -, avevamo ambizioni altissime e oggi posso dire con grande orgoglio che stiamo realizzando i nostri piani. Abbiamo raggiunto l’accordo con il miglior giocatore del mondo, ringrazio Leonardo, il papà di Messi e la sua famiglia, in generale tutti quelli che hanno lavorato affinchè tutto questo fosse possibile. L’arrivo di Messi scrive la storia del Psg, ringrazio anche i nostri partner commerciali che ci hanno sostenuto sempre. Leo ha vinto tantissimi trofei e continuerà a farlo con il Psg, una squadra che ha in rosa alcuni dei migliori giocatori al mondo e uno dei migliori allenatori come Pochettino”. A proposito dei migliori al mondo, tra questi c’è anche Mbappè, grande obiettivo del Real. “Resterà a Parigi, è un giocatore molto competitivo che ha la mentalità da vincente, lo dico pubblicamente: voglio una squadra competitiva e ora più di così è difficile da immaginare, quindi Kylian non può che restare qui per vincere con noi. Non so se siamo i favoriti per la Champions, però non ci nascondiamo, sicuramente siamo una grandissima squadra”. Un’operazione che non ha convinto tutti, ma che al Khelaifi difende a spada tratta. “Abbiamo seguito tutte le leggi del Fair Play Finanziario, prima di fare qualsiasi passo abbiamo parlato con i soci, la Ligue 1 e i nostri partner, abbiamo pensato a tutto prima e questo ci ha consentito di ingaggiare Messi. E’ stata una trattativa incredibile, ma a volte, troppe volte, si cerca di vedere solo le cose in negativo, invece si dovrebbe guardare il positivo, è stato fatto tutto nella maniera migliore e con il benestare di tutti. Stiamo controllando dettagliatamente tutti gli aspetti economici, ma tutto è stato fatto in maniera chiara e precisa, rispettando tutti i parametri del fair play finanziario”.
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Messi “Al Psg per vincere, grazie Parigi”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Tutti sanno quanto sia stato difficile il mio addio al Barcellona, è stato veramente complicato gestire la separazione, perchè dopo tantissimi anni ho dovuto cambiare tutto, ma arrivare qui mi ha dato tantissima felicità e voglia di iniziare una nuova avventura, sono davvero felice di essere qui, mi sto godendo tutto sin dal primo momento, ma ora voglio iniziare ad allenarmi al più presto per conoscere i miei nuovi compagni, il mister e lo staff tecnico”. Queste le prime parole da calciatore del Psg di Lionel Messi, nel giorno della conferenza stampa di presentazione. “Voglio ringraziare il presidente, il direttore Leonardo e tutti quelli che immediatamente dopo il mio divorzio con il Barcellona, hanno lavorato per farmi arrivare qui – ha aggiunto Messi -. Questo è un club veramente ambizioso e io voglio continuare a vincere trofei, sono qui per questo. Ringrazio anche i tifosi, sono impazziti per il mio arrivo ed è stata bellissima l’accoglienza che mi hanno riservato, ora tutti insieme lotteremo per vincere. Abbiamo lo stesso obiettivo, vincere la Champions pur sapendo che non è semplice e che anche le migliori squadre al mondo possono non riuscirci, il calcio è anche una questione di dettagli e serve anche la fortuna, bisogna sempre andarsela a cercare. Io voglio vincere ancora la Champions e credo di essere nel posto giusto per riuscirci”. Il fuoriclasse argentino si è detto felice di giocare “con i più grandi al mondo, con Neymar e Mbappè, ma anche con Verratti che è il migliore nel suo ruolo e che il Barcellona ha inseguito per anni”. A proposito del suo passato, il numero 30 del Psg spiega: “Sarò sempre grato ai tifosi azulgrana, sono arrivato che ero un bambino, ma quando sono andato via sapevano che sarei andato in una grande squadra, sono un vincente e volevo una squadra competitiva. Potrebbe succedere di incrociare il Barcellona, sarebbe bello tornare a giocare in quello stadio, spero con i tifosi, ma sarebbe anche strano giocare in quella che è stata la mia casa con un’altra maglia, però sappiamo che nel calcio può succedere”, ha detto Messi.
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Filiera di eccellenze Made in Italy per il Ponte di Genova
MILANO (ITALPRESS) – Il ponte che da un anno sovrasta la valle del Polcevera è il prodotto di un lavoro corale, al quale hanno partecipato non solo i mille ingegneri, tecnici, operai che in poco più di dodici mesi hanno portato a termine l’opera, ma anche la filiera delle aziende fornitrici di Webuild e Fincantieri. Sono eccellenze provenienti da tutta Italia che hanno dato il loro contributo per la realizzazione del “vascello bianco” firmato dall’architetto Renzo Piano che unisce i nomi di Genova e di San Giorgio.
Sono state coinvolte 330 imprese di grandi, medie e piccole dimensioni che hanno lavorato alla costruzione del ponte contribuendo ad una considerevole creazione di valore. La quasi totalità, oltre il 99%, è costituita da imprese italiane specializzate nei lavori più disparati, dalla bonifica degli ordigni bellici, alla predisposizione delle fondamenta, dalla posa degli impalcati alle analisi nella galleria del vento, dalla produzione dei pannelli fotovoltaici alla fornitura dell’acciaio.
E’ stato un contributo prezioso all’impegno del Gruppo Webuild, che insieme a Fincantieri ha realizzato l’opera riuscendo a creare una sinergia positiva tra tutte le aziende coinvolte e attivando un processo di lavorazioni parallele che hanno permesso di consegnare il ponte in tempi da record.
Tra i fornitori e subfornitori tutte le regioni italiane sono state rappresentate: dal Trentino alla Sicilia, dalla Lombardia alla Puglia. Sole eccezioni una ditta turca e una tedesca. Inoltre 54 aziende su 330 vengono direttamente da Genova e dalla Liguria, a conferma di come le eccellenze tecniche di questo territorio siano state messe a disposizione nella realizzazione dell’opera.
Nell’insieme, il valore delle forniture del ponte è pari a 160 milioni di euro, circa l’80% del valore complessivo della commessa, un dato che dimostra anche il peso economico riconosciuto alle aziende che hanno contribuito a dare vita all’opera.
Come racconta Maurizio Ruggieri, uno dei direttori tecnici e soci della Faver, azienda di Bari che ha realizzato i pennoni alti 28 metri, simili agli alberi di una nave, che illuminano la scenografia del ponte, “tutto è iniziato con un disegno e da lì, insieme al project manager del ponte abbiamo lavorato alla realizzazione. A vederli realizzati, l’impressione è quella di avere di fronte degli spilli affusolati, con due punti luce. Il primo a 14 metri, dove sono posizionate le lampade progettate appositamente dalla Guzzini. Il secondo in testa, a 28 metri, servirà al segnalamento per gli aerei”.
I pennoni partono infatti da un diametro di 50 centimetri che man mano si riduce fino a diventare di 7 centimetri sulla sommità. Per realizzarli la tecnica è stata quella di assemblare una dopo l’altra 13 sezioni di tubi e ogni sezione è stata lavorata meccanicamente con un tornio affinchè raggiungesse il giusto grado di conicità. Una volta assemblati, i coni hanno dato forma al pennone che è stato poi lavorato molando a zero tutte le saldature, in modo che apparisse come un pezzo unico, dalla base alla testa.
“Per realizzarli – racconta ancora Maurizio Ruggeri – ci sono voluti quattro mesi di lavoro, con ritmi strettissimi per assicurare la consegna nei tempi richiesti. Abbiamo lavorato anche durante le settimane del lockdown, grazie a un’autorizzazione della Prefettura che ci ha permesso di operare in totale sicurezza per le nostre persone”.
Dalla cima del ponte alla base, il lavoro è tessuto di eccellenza e passione. Fondamenta è l’azienda che ha realizzato le basi nel terreno su cui si regge l’intera struttura. Sono decine di giganti di cemento, alti 50 metri e con un diametro di 1,5 metri ciascuno che si sviluppano interamente nel sottosuolo.
“A Genova – spiega Paolo Muneretto, ingegnere, socio e consigliere di amministrazione della Fondamenta – siamo stati incaricati di portare a termine 14 interventi di fondazione, 9 sul lato di Ponente, 4 sul lato di Levante e uno sulla spalla di Ponente”.
Per realizzarli sono state utilizzate macchine estremamente innovative e di grande potenza che superano le 100 tonnellate di peso, si muovono con cingoli e hanno un braccio verticale che si alza per oltre 30 metri e sul quale viene posizionata l’asta di perforazione che entra nel terreno. Al termine della perforazione viene incastrata ai bordi del buco profondo 50 metri una gabbia dentro la quale viene colato il calcestruzzo che darà poi vita al palo di fondazione. La parte superiore del palo, quella che fuoriesce dal terreno, viene poi annegata all’interno del grande plinto di fondazione della pila.
“Tutti i carichi del ponte – commenta l’ingegnere Muneretto – dal peso stesso del ponte a quello delle automobili che lo attraversano, vengono scaricati prima sulle pile, da lì sul grande plinto di fondazione che a sua volta li trasferisce nei pali interrati”.
Come Faver e Fondamenta tantissime altre aziende hanno dato un contributo specifico a quest’opera. Le Acciaierie Valbruna, un’eccellenza italiana nella produzione di acciai speciali in attività dal 1925; la Bosco Italia, che si è occupata dei pannelli fotovoltaici, essenziali per rendere il ponte autonomo dal punto di vista energetico, così come i pannelli di protezione in vetro; o ancora la Akron e la Geoinvest, specializzate nel campo della geofisica e incaricate di parte delle indagini del sottosuolo.
I profili delle imprese e delle istituzioni che hanno fatto il ponte raccontano una storia per molti versi sconosciuta. Per esempio la Drafinsub, chiamata per la bonifica degli ordigni bellici, un’operazione necessaria prima della costruzione di qualunque infrastruttura. E ancora del Politecnico di Milano, dove sono state realizzate le prove nella galleria del vento sul plastico del ponte. Una varietà di esperienze ed eccellenze che raccontano anche molto del mondo produttivo del paese.
Per maggiori informazioni sul ponte San Giorgio:
https://www.webuildgroup.com/it/progetti/ponte-genova?utm_source=Speciale&utm_medium=Italpress&utm_campaign=Un%20anno%20Ponte%20Genova&utm_id=Sito%20ponte
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