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Berrettini rinuncia alle Olimpiadi di Tokyo

ROMA (ITALPRESS) – Matteo Berrettini alza bandiera bianca. Il tennista romano deve rinunciare alla partecipazione dei Giochi Olimpici, a causa dei postumi di un infortunio muscolare, sgradita eredità dello storico exploit nel torneo di Wimbledon, che gli ha permesso di diventare il primo italiano di sempre a disputare la finale del prestigioso torneo londinese. La delegazione dell’Italia Team si attesta così a 384 atleti ( (198 uomini, 187 donne): dopo il 16 luglio, infatti, l’ITF non consente sostituzioni rispetto alla rosa di atleti indicata dai Comitati Olimpici.
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Covid, Abrignani “Vaccinarsi contro Delta. Troppi over 60 scoperti”

ROMA (ITALPRESS) – “L’esperienza di Paesi dove la variante Delta ha preso a diffondersi un mese prima dell’Italia ci indica che il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza con un semplice gesto. Se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi il rischio di piangere altri morti diventerebbe insignificante”. Lo ha detto, in un’intervista al Corriere della Sera, Sergio Abrignani, immunologo del Cts.
C’è chi non è vaccinato. “Sono sempre 2,4 milioni – ha aggiunto Abrignani – gli over 60 scoperti, il 15%. Sono un grande problema in effetti. Il 98% dei decessi riguardano queste fasce d’età. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. In Italia i no-vax sono sensibilmente meno rispetto alla Francia e all’Inghilterra. Credono più al preparatore atletico che alla scienza. Non ci sono giustificazioni. Purtroppo i social fanno da amplificatori”.
Lei è stato sempre favorevole all’obbligo vaccino. “Certo, ma ci vorrebbe una legge ad hoc – ha continuato – che porterebbe con sè polemiche infinite. Invece serve compattezza. Ecco allora che una forma di obbligo indiretto come lo strumento della certificazione verde appare un buon compromesso. Non c’è coercizione però se vuoi partecipare a eventi e occasioni pubbliche devi munirti del biglietto. Hai il diritto a mettere a repentaglio la tua salute ma non quello di mettere a repentaglio quella altrui. Condivido l’impostazione del presidente francese Macron. Da noi bisognerà ispirarsi a quel modello”. Impennata dei contagi dagli assembramenti post Nazionale? “Speriamo di no. Un picco delle infezioni dovrebbe essersi già visto. Sta avvenendo quello che è stato osservato in Spagna e Inghilterra dove i casi sono saliti velocemente da 2.400 fino a 40-50 mila al giorno in 4-6 settimane. Mi aspetto succeda lo stesso da noi. Spero di sbagliarmi”. “Nelle terapie intensive e nei reparti di medicina la situazione è sotto controllo. Ci aspettiamo un tasso di letalità dieci volte inferiore rispetto a quando i vaccini non erano disponibili. Il 55% degli italiani ha ricevuto almeno una dose e il 38% ambedue. L’età media dei contagiati si è abbassata sotto i 30 anni. Nei giovani i casi di malattia grave e complicanze sono estremamente rari…”.
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Covid, Sangalli “Rateizzare il debito fiscale, più tempo per i prestiti”

ROMA (ITALPRESS) – “A giugno, nei servizi, in molti casi l’attività ha continuato ad attestarsi su livelli molto distanti da quelli di prima della pandemia e in rallentamento rispetto ai due mesi precedenti. Il pericolo è che l’emergere delle varianti del virus e il riacutizzarsi dei contagi tolgano vigore alla ripresa, impedendo ad alcuni settori, come la filiera turistica, il ritorno ai livelli pre-Covid almeno per altri 12-18 mesi”. Lo ha detto, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. “In un’economia che si è rimessa in moto – ha aggiunto – ci sono molte imprese del terziario ancora a rischio, come le discoteche, che sono ancora chiuse. E quei settori che stanno ripartendo lentamente, come la cultura e il turismo, che torneranno ai livelli pre-Covid solo nel 2023. Con ripercussioni negative su consumi e livelli occupazionali”.
C’è un rischio-inflazione? “L’inflazione inattesa è un rischio concreto ma gli assegniamo ancora una probabilità ridotta. Che crescerebbe, però, se le tensioni sulle materie prime dovessero perdurare. Conforta l’atteggiamento delle autorità monetarie che non toglieranno gli stimoli all’economia reale, pure con un’inflazione superiore al 2% nell’area euro”. “Il ritorno alla nuova normalità non potrà prescindere da una rateizzazione di lungo termine del debito fiscale da Covid-19. E va affrontato il problema della riclassificazione dei prestiti bancari, su cui ha agito la moratoria, nella categoria deteriorati”.
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Renzi “Un patto per fissare tempi e modifiche Ddl Zan”

ROMA (ITALPRESS) – “La legge è ancora aperta soltanto perchè il Pd la sta rinviando. L’ostruzionismo lo ha fatto per mesi la Lega. Ma oggi il vero partito no-Zan è il Pd. Faccio una proposta per sbloccare l’impasse: i capigruppo di maggioranza del Senato coinvolgano quelli della Camera per stabilire assieme un cronoprogramma stringente: si approva la legge Zan con le modifiche concordabili e al tempo stesso alla Camera si impegnino subito a calendarizzare la terza e ultima lettura. Il prima possibile”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
Da qualche tempo lei non si fida molto di Salvini?
“A me della Lega – ha aggiunto – non interessa niente. Siamo avversari politici e partecipiamo alla stessa esperienza di governo, come chiesto dal Capo dello Stato. La Lega ha fatto un passo avanti enorme nella persona del presidente della Commissione Giustizia Ostellari, bravo nell’ascoltare le posizioni altrui. Ha abbandonato una posizione ostruzionistica e va riconosciuto. Dall’altra parte ci saranno emendamenti da parte dei socialisti, dei mondo delle autonomie. A me non interessa della Lega, ma delle migliaia di giovani omosessuali, transessuali e disabili che potrebbero avere una legge, che invece viene impedita dall’atteggiamento arrogante di una parte del Pd che preferisce tenere alta la bandierina a fini di consenso piuttosto che trovare una soluzione…”.
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Allarme Covid a Tokyo, due atleti positivi al Villaggio

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – A cinque giorni dall’inizio dei Giochi Olimpici di Tokyo (23 luglio-8 agosto), i timori di un primo cluster di Covid-19 si fanno reali. Con la scoperta di tre casi positivi al nuovo Coronavirus all’interno della “stessa squadra” al Villaggio Olimpico, le Olimpiadi fanno i conti con la gestione di un’emergenza che rischia di rendere la vita di atleti, staff e addetti ai lavori sempre più complicata. Gli organizzatori hanno annunciato il contagio di due atleti nel Villaggio, il giorno dopo il primissimo caso di positività di un membro dello staff. Questi tre casi riguardano “lo stesso Paese e lo stesso sport”, ha rivelato oggi un portavoce del comitato organizzatore durante una conferenza stampa, senza svelare ulteriori dettagli sulla delegazione interessata. I due atleti positivi e il loro connazionale sono stati quindi “isolati nelle loro camere, dove verranno loro portati i pasti”, ha proseguito la stessa fonte, aggiungendo che “i contatti stretti sono stati individuati”. Questi “contatti” sono stati subito sottoposti a test nasofaringei, oltre al controllo giornaliero della saliva a cui sono sottoposti i ai Giochi, e dovranno “mangiare nella loro stanza, allenarsi individualmente e prendere un trasporto separato”, ha spiegato Pierre Ducrey, vicedirettore del Giochi Olimpici in seno Comitato Olimpico Internazionale. Non si tratta dei primi casi di Covid-19 legati ai Giochi, dal momento che il Cio ha già individuato 55 positività tra i 30.000 test effettuati su 18.000 tra atleti, arbitri, dirigenti e giornalisti arrivati in Giappone dal primo luglio. Il Cio ha anche confermato che uno dei suoi membri, il sudcoreano Seung Min Ryu, è risultato positivo al suo arrivo nell’arcipelago. Un altro campanello d’allarme, visto che martedì e mercoledì i 102 membri del massimo organismo mondiale dello sport si riuniranno in un palazzo della capitale giapponese per dar vita alla loro Assemblea Generale. Il primo focolaio nel Villaggio Olimpico ha evidenziato la paura di contagi ‘a cascatà a Tokyo, mettendo subito alla prova le misure anti-Covid predisposte da mesi. “E’ inevitabile l’insorgenza di casi”, ha riconosciuto Christophe Dubi, direttore dei Giochi all’interno del Cio, consapevole dei timori di una parte della popolazione giapponese nei confronti di questo evento planetario. Tuttavia, lo stesso Dubi ha assicurato che “si sta facendo di tutto per limitare il mescolarsi delle persone” e per “mantenere al minimo il rischio” di contaminazioni a catena.
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Sbarra “Patto sociale, avanti con l’ingresso dei lavoratori nei board”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ chiaro che ci sono filiere come il tessile, il calzaturiero, l’automotive che stanno soffrendo di più, ma alcune aziende aprono le procedure di licenziamenti solo per motivi di carattere speculativo e di delocalizzazione”. Lo ha detto, in un’intervista al Corriere della Sera il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, commentando così il fatto che on lo sblocco dei licenziamenti, si sono riaperte molte delle vertenze pendenti già prima del Covid.
“Bisogna innanzitutto far rispettare l’avviso comune del 29 giugno – ha aggiunto – che impegna le aziende ad utilizzare gli ammortizzatori sociali, i contratti di solidarietà e intese sulla riduzione dell’orario, prima di avviare qualsiasi licenziamento. Le associazioni datoriali devono fare di tutto per riportare queste aziende nel tracciato della responsabilità sociale. Allo stesso tempo il premier Draghi deve attivare subito a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sulle crisi aziendali. E bisogna affrontare il tema delle delocalizzazioni, con regole omogenee a livello europeo, tutele per l’occupazione e sanzioni per chi non rispetta gli accordi. Un sistema di protezione universale di tipo assicurativo per non lasciare nessuno senza tutele a prescindere dalla dimensione dell’azienda e dal contratto. Ma sarà indispensabile un intervento della fiscalità generale, perchè parliamo di piccole aziende”. E sulla transizione ecologica, il numero uno della Cisl ha continuato: “Serve un piano straordinario che punti sulla formazione e sulla crescita delle competenze, soprattutto digitali. I fondi interprofessionali possono fare la loro parte, ma ci sono tanti enti di formazione che possono dare un contributo. E’ indispensabile una sinergia tra il sistema pubblico, le agenzie private, le università, le Regioni e i fondi bilaterali, non solo per reclutare i formatori, ma soprattutto per incrociare le banche dati, per orientare ed accompagnare le persone che cercano un lavoro. Per questo vanno potenziati i centri per l’impiego. Oggi un operatore dei nostri centri dovrebbe seguire circa 500 disoccupati. In Germania il rapporto è invece di un operatore ogni 20 disoccupati”.
Un sistema di partecipazione dei lavoratori alla gestione d’impresa, sul modello tedesco? “Dobbiamo cambiare il modello di crescita e sviluppo, mettendo al centro la qualità e stabilità del lavoro, la dignità della persona, il valore della partecipazione, se vogliamo gestire con equità questa fase di trasformazione. La partecipazione è lo strumento per cambiare. Sarebbe una rivoluzione sociale e culturale. In questi anni sono state depositate in Parlamento decine di proposte di legge, anche per cercare di riparare l’errore compiuto di aver privatizzato le grandi aziende pubbliche, senza un disegno di democrazia economica e di strumenti di controllo a garanzia dell’occupazione e di sicurezza dei cittadini. Riparliamone senza pregiudizi…”.
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Locatelli “Sì al green pass nei ristoranti al chiuso”

ROMA (ITALPRESS) – “I dati indicano una ripresa netta della circolazione virale nel Paese. Anche nelle ultime 24 ore abbiamo avuto un incremento, di circa 300 casi. Come ha documentato la Cabina di regia, l’età mediana dei contagiati è 28 anni, dato che dimostra come i contagi siano legati in buona parte alla popolazione giovane in ragione della maggior socializzazione del periodo estivo, un pò come è successo l’anno scorso”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano Repubblica, Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente dell’Istituto superiore di sanità. “Cominciano a osservare – ha aggiunto – da oggi (ieri, ndr) e probabilmente ne vedremo di più da domani (oggi, ndr). Del resto, è ben noto che l’incubazione del virus dura tra i 5 e i 7 giorni. Gli assembramenti e gli affollamenti hanno favorito la circolazione virale. Basta pensare anche ai focolai legati ai quarti e alle semifinali già individuati a Roma”. “Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento”. “Premesso che la scelta spetta al decisore politico – ha concluso – a titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato”.
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Letta “Su giustizia possibili aggiustamenti, Cartabia guidi confronto”

ROMA (ITALPRESS) – “Non c’è alcun dubbio che la riforma sia giusta e necessaria: dopo molti anni si va finalmente nella direzione di superare lo scontro politico tra giustizialismo e finto garantismo che ha tenuto in ostaggio il Paese troppo a lungo. Ma proprio perchè è di importanza strategica, penso che il Parlamento abbia il diritto, direi il dovere, di contribuire a migliorarla”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano Repubblica, Enrico Letta, segretario del Partito Democratico. “Io credo – ha continuato il segretario Dem – che i tempi stretti chiesti dal governo, e che io condivido, siano compatibili con qualche piccolo aggiustamento, in prima o anche in seconda lettura. A patto di non stravolgerne l’impianto”. “Mi fido molto della ministra Cartabia. Se vogliamo affrontare il percorso in modo ordinato – ha concluso – occorre affidare a lei il volante, la guida di questo confronto nelle Camere”.
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