VERONA (ITALPRESS) – Dopo una lunga serie di piazzamenti, Giacomo Nizzolo rompe il ghiaccio e si aggiudica di potenza la 13esima tappa del Giro d’Italia 2021, la Ravenna-Verona di 198 chilometri. Il 32enne milanese del Team Qhubeka Assos, campione d’Europa e d’Italia in carica, spegne sul traguardo il sogno di Edoardo Affini (Jumbo-Visma) che, nel finale, aveva tentato il colpaccio e che deve accontentarsi della piazza d’onore. Terzo lo slovacco e pluri-iridato Peter Sagan (Bora-Hansgrohe). “Ho deciso di prendere vento invece di restare chiuso, sono felicissimo”, le parole a caldo di Nizzolo a Raisport. Il colombiano Egan Bernal (Ineos Grenadiers) mantiene la maglia rosa di leader della classifica generale. Domani la 14esima frazione della corsa Rcs, la Cittadella-Monte Zoncolan di 205 chilometri con arrivo in quota.
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Nizzolo vince in volata la 13^ tappa del Giro2021
Il rilancio dell’Italia passa dalle filiere integrate
ROMA (ITALPRESS) – “Le filiere integrate per il rilancio del Paese”: è questo il tema del workshop organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Filiere integrate” che The European House – Ambrosetti ha lanciato con il supporto di Philip Morris Italia. Tra gli obiettivi dell’incontro online la promozione del ruolo delle filiere per il rilancio dell’economia italiana e l’individuazione di strategie aziendali e politiche pubbliche per favorire lo sviluppo di filiere integrate ad alto valore aggiunto.
“Quando si pensa agli investimenti esteri che poi creano filiere – ha detto Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia – si pensa a Philip Morris e a un investimento in agricoltura che è cominciato dieci anni fa e ha creato il primo accordo di filiera”. Per Hannappel si è trattato dell’inizio “di un percorso che poi ha avuto un momento importante con la creazione del più grande stabilimento del mondo di Philip Morris”.
“La parola filiera – ha proseguito – significa unire, nel nostro caso unire regioni d’Italia diverse, tantissime attività che vengono svolte con tantissimi partner diversi, che magari una multinazionale di grandi dimensioni come la nostra non avrebbe se non esistesse una filiera di questo tipo. Oggi genera oltre 30 mila posti di lavoro con uno sviluppo costante in molti ambiti”. Hannappel si è soffermato anche sulla “filiera industriale” che “genera ulteriori filiere sia in ambito italiano che internazionale”.
“All’interno di un cambiamento epocale che la Philip Morris sta facendo, l’Italia è il centro di questo cambiamento”, ha aggiunto parlando di agricoltura, industria, servizi e dell’Italia “che in ambito industriale – ha spiegato – è diventata la filiera delle filiere per Philip Morris”.
“La parola filiera, ormai di uso comune – ha sottolineato Giuseppe De Rita, presidente del Censis -, è stata imposta dalla realtà. A un certo punto si è appalesato un fenomeno, quello dell’integrazione informale, quasi tacita e silenziosa, di imprese su un solo canale, su una sola logica di intervento”. Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, da parte sua, si è detto “molto colpito dalle cifre pertinenti alla filiera del tabacco e alla sua locomotiva, che è Philip Morris in Italia”. Per Gesmundo “emergono numeri da primato”.
“Come Regione Umbria stiamo guardando attentamente alla possibilità di creazione di filiere in tutti i settori”, ha affermato la governatrice Donatella Tesei. Tesei ha ricordato la “situazione economica” della regione, che è “abbastanza preoccupante”. “Abbiamo un grandissimo bisogno – ha spiegato – di riprendere un cammino virtuoso. Le nostre attività economiche, tranne alcune eccezioni particolari, sono molto piccole e riuscire a integrarle in un sistema di filiera consente a tutti di avere la possibilità di crescere e di sostenersi nei momenti più complicati e difficili”.
Per Cesare Trippella, head of Leaf EU di Philip Morris International, il tabacco “è stato un elemento fondamentale nell’economia dell’Umbria grazie alle risorse che sono sempre venute dai sussidi della comunità europea e dall’apporto commerciale che ogni anno andava aumentando per l’integrazione nella filiera di attori, come l’azienda che rappresento – ha detto -, e che hanno consentito al settore di svilupparsi”. Trippella ha sottolineato la “faticosità di lavorare all’interno della filiera”. “Non è semplice – ha spiegato -, comunque in questi anni siamo riusciti a creare e a dare prospettive ai nostri produttori e all’indotto che genera la nostra filiera”.
“Siamo in un momento storico in cui – ha detto Gian Marco Centinaio, sottosegretario per le politiche agricole – dall’Europa ci arriva una richiesta di maggiore sostenibilità e tutela dei consumatori. L’Italia – ha continuato – è pronta per affrontare queste sfide, attraverso l’utilizzo delle filiere storiche di cui andiamo fieri in Italia e in giro per il mondo e che ci hanno permesso di rendere grande il Made in Italy. Attraverso queste filiere, riusciamo a dare una risposta alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente e ciò che il consumatore finale chiede. L’importanza della filiera italiana ci permette di avere maggiore qualità, prodotti di tipologie diverse e di potere affrontare le sfide, anche commerciali, che i nostri produttori stanno chiedendo”. Per Centinaio oltre a questo è anche importante “la tutela del made in Italy”.
Per Paolo De Castro, membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, “il mondo sta andando in una direzione che vede il protagonismo italiano”. “Le caratteristiche distintive del Made in Italy e della qualità italiana – ha spiegato – sono speculari al disegno europeo che vede un’esaltazione della prossimità, del legame ai territori e alle tradizioni. Con la nuova strategia europea Farm to fork stiamo affrontando i temi più cruciali, tra questi c’è un approccio su come dobbiamo informare il consumatore”, quindi anche sugli “stili di vita”. “Riteniamo – ha poi aggiunto – che il consumatore debba essere informato e poi farà le sue scelte. Ecco perchè credo che la battaglia storica sull’etichettatura d’origine sia finalmente arrivata a un punto di svolta. Dentro la strategia Farm to fork – ha detto – c’è anche questo importante passo avanti, che tra l’altro il parlamento europeo aveva votato positivamente, cioè di indicare con chiarezza l’origine dei prodotti in tutta Europa”.
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Draghi “Italia favorevole a sospendere i brevetti sui vaccini”
ROMA (ITALPRESS) – “Purtroppo in molte aree del mondo, la pandemia non accenna a diminuire. Le differenze nei tassi di vaccinazione sono sconvolgenti. Sono state somministrate quasi 1,5 miliardi di dosi di vaccini, in oltre 180 paesi in tutto il mondo. Solo lo 0,3% di queste si trova in paesi a basso reddito, mentre i paesi più ricchi ne hanno somministrate quasi l’85%”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura al Global Health Summit.
“Queste disparità non sono solo inaccettabili. Sono anche una minaccia – ha proseguito Draghi -. Finchè il virus continua a circolare liberamente in tutto il mondo, può mutare pericolosamente e compromettere persino la campagna di vaccinazione di maggior successo. Dobbiamo assicurarci che i vaccini siano più disponibili per i paesi più poveri.
E’ essenziale consentire la libera circolazione di materie prime e vaccini oltre i confini. L’UE ha esportato circa 200 milioni di dosi di vaccini Covid-19 in 90 paesi, circa la metà della sua produzione totale. Tutti gli stati devono fare lo stesso. Dobbiamo revocare i divieti generalizzati di esportazione, soprattutto nei paesi più poveri. Purtroppo, molti paesi non possono permettersi di pagare questi vaccini. Questo è il motivo per cui iniziative come ACT Accelerator sono così importanti.
Finora l’Italia ha donato 86 milioni di euro a COVAX e altri 30 milioni a progetti multilaterali collegati”.
“Oggi sono molto lieto di annunciare che, questa settimana, intendiamo aumentare in modo significativo questo contributo e incrementarlo almeno di 300 milioni di euro. Dobbiamo anche aiutare i paesi a basso reddito, compresa l’Africa, a produrre i propri vaccini – ha sottolineato il premier -. Probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione è essenziale. Una proposta è quella di introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19.
L’Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche. Ma questa proposta non garantisce che i paesi a basso reddito siano effettivamente in grado di produrre i propri vaccini. Dobbiamo sostenerli finanziariamente e con competenze specializzate. L’Italia accoglie con favore l’iniziativa della Commissione Europea volta a produrre vaccini e prodotti sanitari nei paesi a basso e medio reddito. Vogliamo coinvolgere le nostre aziende farmaceutiche e i nostri centri di ricerca per sostenere la produzione, in particolare in Africa.
E lo faremo insieme ad altri paesi partner, tra cui Francia e Germania”.
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Levante, esce il nuovo singolo “Dall’alba al tramonto”
ROMA (ITALPRESS) – Due nuove produzioni artistiche per Levante, entrambe ruotano intorno ai grandi temi della fine e dell’Inizio. Esce oggi, venerdì 21 maggio, infatti, il nuovo brano “Dall’alba al tramonto”, una ballad ipnotica che ruota intorno a quelli che comunemente vengono ritenuti “poli opposti”, come appunto, l’alba e il tramonto, il giorno e la notte, l’inizio e la fine, e tutti quegli estremi che in realtà implicano per loro natura una condizione di reciprocità e dipendenza.
Una riflessione che si lega necessariamente anche al terzo romanzo di Levante “E questo cuore non mente”, in uscita l’8 giugno per Rizzoli, in cui il lettore segue la protagonista Anita nel suo viaggio introspettivo attraverso un percorso di psicoterapia che parte dalla fine (di una storia d’amore di Anita, in questo caso), per tornare all’inizio, curare l’anima dalle ferite del passato e abbracciare finalmente la scatola nera delle proprie emozioni.
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Mercadante (Cisco) “Andiamo a tutta velocità verso futuro all digital”
ROMA (ITALPRESS) – Digitale, intelligenza artificiale, reti di nuove generazioni, cybersecurity. Sono alcune parole-chiave per comprendere dove sta andando il mercato delle nuove tecnologie.
L’Italpress ha chiesto a Enrico Mercadante, direttore Architetture e Innovazione Southern Europe di Cisco, cosa ci riserva il futuro.
“Il mercato sta andando a una velocità incredibile verso un mondo tutto digitale. Tutto digitale significa che la parte fondamentale saranno i talenti – afferma Mercadante -. Ma i dati che questi talenti, quindi che le persone, useranno per fare business saranno fondamentali. Il digitale sarà pervasivo grazie al 5G, sarà tutto connesso, ci saranno miliardi di oggetti connessi. E tramite questi dati chi riuscirà tramite l’intelligenza artificiale, tramite i talenti appunto che devono essere bravi per capire questo nuovo trend, chi riuscirà a sfruttare questi dati avrà un vantaggio competitivo. Questo è il futuro”.
In questi mesi di pandemia uno dei termini più ricorrenti è stato smart working, ma cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni e quanto cambierà ancora il nostro modo di lavorare?
“Il futuro del lavoro sarà ibrido – afferma Mercadante -, in cui gli ambienti d’ufficio e gli ambienti virtuali saranno disegnati per far partecipare anche le persone da remoto. Chi invece vorrà avere interazioni in ufficio potrà andarci comunque in maniera sicura e con un’esperienza sempre al top. Noi vogliamo dare un’esperienza dieci volte migliore di quella che abbiamo visto fino adesso in questo tipo di meeting ibridi. Quindi non esiste un meeting virtuale e un meeting reale, esistono i meeting del lavoro futuro, ambienti misti, ambienti ibridi. C’è un trend molto interessante: gli uffici stanno diventando degli hub, dei luoghi di incontro. Dei luoghi dove si incontra l’ecosistema, non solo colleghi; ambienti stimolanti e connessi grazie all’Internet of Things, all’interazione virtuale. Ambienti che potranno essere connessi immediatamente ad altri di questi ambienti, creando quindi delle reti di conoscenza immediata e molto efficace”.
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Migliorano le attese sull’economia ma le famiglie restano caute
ROMA (ITALPRESS) – Le attese sulle prospettive dell’economia e sul mercato del lavoro sono migliorate; tuttavia le famiglie non si aspettano che l’emergenza sanitaria sia superata in tempi brevi. E’ quanto emerge dai dati della quarta edizione dell’Indagine straordinaria sulle famiglie italiane (ISF) della Banca d’Italia. La percentuale di famiglie che nell’ultima edizione si attende un netto peggioramento del quadro generale nei successivi dodici mesi è diminuita di 9 punti percentuali rispetto all’indagine condotta in novembre, portandosi al
23%. Anche le aspettative sul mercato del lavoro nei successivi dodici mesi sono divenute più favorevoli; i nuclei con capofamiglia nella posizione di lavoratore autonomo restano più pessimisti. Le famiglie non si attendono che l’emergenza sanitaria venga superata entro un orizzonte ravvicinato: solo il 16% ritiene che verrà meno nel corso del 2021, mentre un terzo stima che si protrarrà almeno fino al 2023.
Quasi il 70% delle famiglie prevede per l’anno in corso un reddito pari a quello percepito nel 2020. Poco più di un sesto si attende che sarà inferiore; tale quota sale a un quarto tra coloro che ritengono che l’emergenza sanitaria si protragga più a lungo. Poco meno di un terzo dei nuclei riporta di aver percepito nell’ultimo mese un reddito più basso rispetto a prima dello scoppio della pandemia; il calo è più diffuso tra quelli con capofamiglia lavoratore autonomo o disoccupato e nelle zone che al momento dell’intervista erano maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria (zone arancioni e rosse).
Il peggioramento delle condizioni reddituali ha continuato a essere mitigato dalle misure di sostegno al reddito: tra dicembre del 2020 e febbraio del 2021 ne avrebbe beneficiato un quarto delle famiglie. Oltre il 60% dei nuclei dichiara di avere difficoltà economiche ad arrivare alla fine del mese, 10 punti percentuali in più rispetto al periodo precedente la pandemia.
La percentuale è aumentata di oltre 20 punti (al 65%) per i nuclei il cui capofamiglia è un lavoratore autonomo. Poco meno del 40% delle famiglie riporta che negli ultimi dodici mesi si è verificato che il reddito familiare non fosse sufficiente a coprire le spese; quasi la metà di queste riferisce che in assenza di reddito o trasferimenti non disporrebbe di risorse finanziarie proprie per far fronte ai consumi essenziali nemmeno per un mese. I comportamenti di consumo delle famiglie continuano a risentire dell’emergenza sanitaria. Oltre l’80% dichiara di aver ridotto le spese per servizi di alberghi, bar e ristoranti e di aver effettuato meno frequentemente acquisti in negozi di abbigliamento rispetto al periodo precedente la pandemia; una quota pari a due terzi riporta una spesa più bassa per i servizi di cura della persona.
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Covid, gli scienziati al G20 “Serve accesso universale alle risorse”
ROMA (ITALPRESS) – “Nessun Paese sarà al sicuro fino a quando tutti i Paesi non lo saranno”. E’ questo il messaggio principale del panel di 26 scienziati istituito dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e dal premier italiano Mario Draghi in qualità di presidente del G20, in vista del Global Health Summit di oggi, contenuto nel rapporto finale pubblicato sul sito della Commissione Europea.
Gli esperti del Global Health Summit Scientific Expert Panel, co presieduto da Peter Piot, ‘special adviser’ della presidente Von der Leyen e dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, hanno elaborato un vero e proprio decalogo sulla base delle evidenze disponibili con le azioni necessarie non solo a mettere fine alla pandemia, ma anche ad assicurare una migliore preparazione in vista delle future minacce pandemiche.
“Abbiamo tracciato una mappa per il futuro identificando le aree prioritarie per una azione immediata – scrivono gli scienziati, provenienti da tutto il mondo -: accesso globale equo alle forniture mediche e agli strumenti necessari ad affrontare il Covid-19 e le altre minacce alla salute, ricerca e innovazione, coinvolgimento dei gruppi di ricerca nei paesi a medio e a basso reddito, sorveglianza integrata delle malattie e condivisione dei dati, ascolto delle indicazioni scientifiche, rafforzamento del personale e dei sistemi sanitari, capacità produttive regionali, fiducia pubblica, governance ben coordinata e salute sostenibile”.
Il rapporto ha cercato di delineare anche il futuro dell’epidemia attuale, sottolineando la necessità di un accesso globale alle risorse per poterla controllare. “La probabile traiettoria per il Sars-Cov-2 è di diventare endemica con dei focolai stagionali a causa della diminuzione dell’immunità naturale, della copertura globale insufficiente dei vaccini e/o dell’emergere di nuove varianti che non sono controllate dai vaccini attuali. Nuove ondate epidemiche sono possibili soprattutto nei paesi con una bassa copertura vaccinale. Un’equità globale nell’accesso, così come una accettazione diffusa e una somministrazione efficiente, è sia un imperativo morale che un’esigenza critica per il controllo della pandemia”.
Il mondo, sottolinea il panel, sta entrando in una ‘age of pandemics’. “Gli sforzi di oggi per affrontare il Covid-19 dovrebbero includere investimenti e misure di risposta che abbiano il maggior potenziale possibile per un miglioramento sostenibile della prevenzione, inclusi gli investimenti in risorse umane e nella loro formazione, della preparedness e della risposta alle minacce globali per la salute”.
“Per ridurre il rischio di future pandemie dobbiamo anche affrontare il legame tra crisi sanitarie, povertà, disuguaglianze strutturali e degrado ambientale – ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, durante il summit -. La frequenza e la natura delle prossime pandemie dipendono fortemente dalla nostra capacità di adottare stili di vita sostenibili, dall’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dall’approccio ‘One Health’. Occorre agire ora per porre fine all’epidemia, investimenti di oggi costruiranno le basi per una preparedness e una risposta adeguata domani”.
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Gaza, Di Maio “Sostenere gli sforzi per una pace durevole”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia accoglie il cessate il fuoco in Israele e Gaza. Le parti devono ora impegnarsi a consolidarlo.
Ritorno a dialogo e negoziati di pace è unica via per spezzare il ciclo di violenza. Continueremo a sostenere gli sforzi per portare pace e sicurezza durevoli nella regione”. Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
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