ROMA (ITALPRESS) – “La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perchè laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica – aggiunge -. La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sè, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili. La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti”.
“E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza”, conclude il capo dello Stato.
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Omofobia, Mattarella “La violenza spinge verso il fanatismo”
Orlando “Salvini non vuole le riforme? Scherza col fuoco”
MILANO (ITALPRESS) – “Ci eravamo spiegati male, io avevo capito che questo governo serviva a fare le riforme”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, incontrando la stampa a Milano, riguardo all’affermazione del leader della Lega Matteo Salvini per il quale il governo Draghi non deve riformare giustizia e fisco. “L’Europa – ha continuato – ci ha dato delle risorse per farle e probabilmente dobbiamo un pò chiarirci, perchè mettere a repentaglio 200 miliardi che sono arrivati perchè oggi si dice che non si vogliono più fare le riforme, credo che sia scherzare con il fuoco e con il destino degli italiani”. Alla domanda dei cronisti se
Salvini debba ritirare i propri ministri dall’esecutivo, Orlando ha risposto: “Questo non sta a me dirlo. Dovrebbe chiarirsi le idee”.
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Carfagna “Nessuno farà cadere il Governo, le riforme sono necessarie”
ROMA (ITALPRESS) – Le riforme sono “indispensabili” e gli scontri nella maggioranza non metteranno a rischio la tenuta del governo, perchè nessuno avrà “il coraggio” di fare cadere Mario Draghi. Lo afferma Mara Carfagna, ministra per il Sud e la Coesione territoriale, in un’intervista al Corriere della Sera.
“Senza riforme il Recovery plan semplicemente non esisterebbe: l’Europa condiziona l’erogazione dei soldi al rispetto di un cronoprogramma rigoroso e alla realizzazione di riforme – sottolinea Carfagna -. Senza riforme non avremo nè finanziamenti europei, nè nuove infrastrutture, nè ripresa, nè posti di lavoro. Questo governo nasce per fare tutto questo”. Alla domanda su quali riforme siano imprescindibili per Forza Italia, la ministra risponde così: “Il fisco e la giustizia, in primis, insieme alla semplificazione di ogni processo pubblico, dalla più banale pratica, ai concorsi, ai grandi appalti. Ma nel Pnrr c’è anche una riforma sociale per cui mi sono spesa e ritengo irrinunciabile: l’individuazione dei Livelli essenziali di prestazione, i Lep, che cancellino finalmente il divario di cittadinanza tra Nord e Sud, tra metropoli e aree interne”.
Riguardo al ddl Zan, Carfagna sottolinea: “Una legge contro l’omofobia e la transfobia ci serve. Io stessa ne fui promotrice da ministro, ma scelsi una strada diversa, meno divisiva e ambigua. Queste leggi non possono essere bandierine per marcare il campo”. E sulle tensioni nella maggioranza spiega: “La conflittualità, al momento, è più fumo che arrosto. Voglio vedere chi avrà il coraggio di dire agli italiani: scusate, mando a casa Draghi perchè penso che io governerei meglio”.
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Milan fermato dal Cagliari, lotta Champions serrata
MILANO (ITALPRESS) – Il Milan fallisce il primo match point per la qualificazione alla prossima Champions League. Contro un Cagliari, già matematicamente salvo da alcune ore ma per nulla intenzionato a fare da sparring partner, la squadra di Pioli non va oltre uno scialbo 0-0 al Meazza, rischiando peraltro di perdere (rossoneri salvati da Donnarumma). Ora il Milan è costretto a battere l’Atalanta, già certa di terminare tra le prime quattro, nell’ultima giornata per cogliere un risultato che dopo il girone d’andata sembrava una formalità e che invece rischia di sfuggire dalle mani di Ibra e compagni. I ragazzi di Semplici, invece, con questo ennesimo risultato positivo festeggiano come meglio non avrebbero potuto una salvezza ottenuta già dopo Benevento-Crotone. Primo tempo che rispecchia lo stato d’animo delle due squadre. Milan contratto, bloccato psicologicamente dalla paura di veder svanire all’ultimo km il proprio obiettivo, mentre il Cagliari con la salvezza già in tasca gioca con una leggerezza che non si vedeva da mesi.
Le occasioni più importanti sono dunque per i sardi, che con Nandez e Lykogiannis spingono sugli esterni e mettono in mezzo palloni interessanti sui quali Kjaer e Tomori fanno buona guardia. I padroni di casa agiscono di rimessa e sfiorano il gol con Saelemaekers, attento Cragno coi guantoni, poi poco prima dell’intervallo due punizioni dal limite mal sfruttate, prima con Theo Hernandez che calcia alto e poi con Calhanoglu che trova la barriera. Nella ripresa avvio convincente del Milan, ma è il Cagliari a sfiorare il gol sul colpo di testa a colpo sicuro da un metro di Leonardo Pavoletti che centra però clamorosamente in pieno Donnarumma. Lo spavento non scuote il Milan, che rischia ancora sulla zuccata di Godin che chiama ancora il portierone rossonero a un grande intervento. La risposta è affidata al neo entrato Castillejo, che irrompe in area e non riesce a centrare la porta con un tiro al volo. Finale ricco di intensità, ma sono davvero poche le vere occasioni da gol. Forcing rossonero nel recupero, con conclusione di Castillejo che esce di un soffio, ma è 0-0. Verdetti Champions rimandati agli ultimi 90 minuti.
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Sassuolo vince 3-1 a Parma, in corsa per 7° posto
PARMA (ITALPRESS) – Un’altra vittoria continuando a inseguire la Conference League. A 90 minuti dal termine del campionato il Sassuolo mantiene vivo il sogno europeo battendo il Parma per 3-1. Al Tardini i ragazzi di De Zerbi si impongono grazie alle reti di Locatelli, Defrel e Boga che valgono la sesta vittoria nelle ultime otto partite nonchè il quarto successo di fila in trasferta. Per il Parma, invece, trattasi dell’ottavo ko consecutivo con l’ultimo punto risalente ormai al 3 aprile (2-2 col Benevento). In apertura di match è proprio il Parma a spaventare gli ospiti con un’ottima chance cestinata da Sohm. Poi tanto Sassuolo con una doppia occasione Boga-Defrel nella quale Sepe si esalta prima di concedere il vantaggio su calcio di rigore. Su uno splendido lancio di Locatelli, Berardi calcia in porta, Sepe respinge e sulla ribattuta Busi travolge Raspadori. Per Piccinini non ci sono dubbi, è rigore e dal dischetto si presenta Locatelli (al posto di Berardi dopo l’errore contro la Juventus) che con grande freddezza batte il portiere avversario per lo 0-1. La rete neroverde non abbatte il Parma che al 32′ pareggia i conti. E’ capitan Bruno Alves a trovare un vero e proprio euro-gol col destro al volo su un calcio di punizione battuto da Hernani: traiettoria imprendibile e palla sul secondo palo per l’1-1. Nella seconda frazione, però, il Parma lascia l’iniziativa al Sassuolo e i ragazzi di De Zerbi tornano a dominare. Al 62′ è 1-2 con un cross di Berardi per la sforbiciata al volo di Defrel. Sette minuti più tardi, invece, è il turno di Boga che su un lancio di Ferrari scappa via alla difesa gialloblù e con il mancino trafigge Sepe per l’1-3. Nel finale di gara viene annullata una rete a Caputo per fuorigioco mentre Berardi colpisce il palo. Poco cambia per il risultato finale: tre punti e -2 dalla Roma inseguendo l’Europa. Il Sassuolo sorride, il Parma aspetta solo la B.
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Nadal Re di Roma per la decima volta, Djokovic KO
ROMA (ITALPRESS) – E’ ancora una volta Rafa Nadal il Re di Roma.
Lo spagnolo, terzo nel ranking Atp e numero due del seeding, ha vinto la finale degli Internazionali d’Italia di tennis, battendo in finale il serbo Novak Djokovic, uno del mondo e del tabellone, col punteggio di 7-5 1-6 6-3. Per Nadal si tratta del decimo trionfo sui campi in terra battuta del Foro Italico, dove è andato in scena il torneo Masters 1000 dotato di un montepremi pari a 2.082.960 euro.
Al termine di una autentica battaglia, durata 2 ore e 49 minuti, il giocatore maiorchino ha dimostrato di essere ancora il più forte di tutti sul rosso. La prima volta si era imposto a Roma nel 2005. Adesso Nadal, che quest’anno si è imposto pure nella “sua” Barcellona, punterà al 14° successo sulla terra del Roland Garros. Per lui è l’88esimo titolo della carriera: 20 prove del Grande Slam, 36 1000, una medaglia d’oro olimpica, 22 tornei 500 e 9 250. A complimentarsi con lui anche Novak Djokovic. “Con lui è sempre una lotta. Uno dei miei più grandi avversari di sempre. Abbiamo giocato entrambi bene. Complimenti a lui e al suo team. Per me era importante ritrovare il feeling sulla terra battuta”, ha detto il serbo. “I next gen? Siamo io, Rafa e Roger Federer”, ha scherzato Djokovic che in 11 finali disputate a Roma, ha raccolto cinque successi e sei sconfitte.
Contento come se fosse al primo successo, invece, Nadal. “Vincere qui è sempre tutto molto bello. Ringrazio Nole per le belle parole che ha avuto nei miei confronti. Vedremo a Parigi cosa succederà ma con Djokovic è sempre ‘una guerrà. Essere qui dopo sedici anni è una gioia immensa, difficile da esprimere”, ha detto lo spagnolo. Nadal negli ottavi di finale ha annullato due match-ball al russo Shapovalov. Anche a Barcellona aveva dimostrato di essere sempre un “lottatore”, battendo in finale Tsitsipas dopo aver annullato un match-point al greco. Lunga vita agli indistruttibili “tenori” del tennis mondiale.
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La Samp vince di rigore a Udine, 1-0 firmato Quagliarella
UDINE (ITALPRESS) – Dagli undici metri, il solito Quagliarella regala la vittoria alla sua Sampdoria contro l’Udinese (0-1) alla Dacia Arena. Salvi, e con poco o nulla da dire in chiave classifica, friulani e liguri hanno comunque offerto un match ‘vivò, in cui l’equilibrio è stato il vero protagonista. La prima occasione da gol è per gli ospiti che, al 24′, con Candreva arrivano alla conclusione dai venti metri ma Musso è attento e blocca senza problemi. L’Udinese soffre, e non poco, l’iniziativa dei blucerchiati che, al 31′, sfiorano la rete: controffensiva della squadra di Ranieri e conclusione a rete improvvisa di Gabbiadini. Il pallone sembra ormai destinato a finire in rete ma Musso si supera e con la punta delle dita salva il risultato. Prima dello scadere del primo tempo, al 44’, i padroni di casa si rendono pericolosi. Sugli sviluppi di un corner, il pallone finisce sui piedi di Makengo che, dal limite dell’area, si libera della marcatura e calcia a rete col sinistro ma il pallone, seppur di poco, finisce a lato.
La seconda frazione si apre con la Sampdoria protagonista. Al 50′, Candreva si mette in proprio e, dalla destra, crossa raso al centro dell’area friulana. Il pallone arriva sui piedi di Augello che, da ottima posizione, calcia malissimo. Scampato il pericolo, l’Udinese prova a cambiare marcia ma al 55′ è ancora la Sampdoria a rendersi pericolosa: Gabbiadini arpiona il pallone e al volo calcia forte verso la porta bianconera ma Musso è ancora una volta attento e neutralizza il pericolo, bloccando il pallone. La Samp preme il piede sull’acceleratore; al 63′ l’Udinese per rispondere si affida a De Paul che, palla al piede, fa fuori mezza difesa avversaria, senza poi trovare il colpo vincente. La risposta della Sampdoria è immediata: Gabbiadini libera il sinistro, Becao devia e la sfera, con Musso spiazzato, finisce sull’esterno della rete. La gara sembra ormai finita ma, all’85’, Bonifazi tocca con la mano il pallone in area friulana. Gariglio non ha dubbi: rigore. Dal dischetto si presenta l’ex Quagliarella, che spiazza Musso per la rete che decide la partita.
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Covid, 5753 contagi e 93 vittime nelle ultime ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 5.753 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 6.659) a fronte di 202.573 tamponi effettuati (2,8%), per un totale di 62.902.667 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati 93 i decessi (ieri 136), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 124.156. Scendono dunque sotto 100 i decessi, un dato che non si registrava dallo scorso mese di ottobre.
Con quelli di oggi diventano 4.159.122 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 328.882 (-3.948), 314.969 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 12.134 di cui 1.779 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 3.706.084 con un incremento di 9.603 unità nelle ultime 24 ore.
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