ROMA (ITALPRESS) – A marzo, secondo i dati Istat, prosegue la fase di crescita congiunturale dei prezzi alla produzione dell’industria che registrano rialzi diffusi per tutti i raggruppamenti principali di industrie, i più marcati per energia e beni intermedi. Su base annua, si conferma la ripresa avviata a febbraio, spinta soprattutto dalle dinamiche positive di energia e beni intermedi. In un quadro di incrementi diffusi a quasi tutte le attività manifatturiere, sono, in particolare, i settori coke e prodotti petroliferi raffinati e metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo a fornire il maggior impulso alla crescita. Per le costruzioni, i prezzi segnano aumenti su base annua in leggera accelerazione rispetto al mese precedente, di entità simile per edifici e per strade e ferrovie.
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Industria, a marzo prosegue fase di crescita prezzi alla produzione
Il lavoro diventa “ibrido” tra sessioni virtuali e in presenza
ROMA (ITALPRESS) – Si andrà verso un “lavoro ibrido”, fatto di “sessioni virtuali e sessioni in presenza”. E’ la previsione di Carlo Alberto Tenchini, direttore marketing di Sharp Electronics Italia, che in un’intervista all’Italpress ha illustrato il “focus” realizzato dall’azienda e “iniziato qualche anno fa sull’evoluzione degli ambienti e dei metodi di lavoro” che “aveva affrontato il tema dello smart working”.
“La pandemia – ha spiegato – ha un pò rimescolato le carte per tutti. Si è passati da una situazione in cui le aziende studiavano l’evoluzione dei luoghi di lavoro verso obiettivi di sostenibilità, inclusività e per favorire le relazioni intergenerazionali e interdisciplinari, a una situazione in cui i lavoratori effettivamente non potevano più recarsi in ufficio”. Per Tenchini si tratta di un “momento critico perchè – ha affermato – se da un lato pone alle aziende sfide su come portare i lavoratori a interagire, lavorare da remoto ed essere produttivi, pone anche però opportunità, quelle di verificare se l’azienda è più o meno pronta a questo tipo di situazione. E’ emerso che se le aziende si sono dimostrate molto pronte e veloci nel dotarsi di tecnologie per il lavoro da remoto, d’altra parte hanno avuto poco tempo per supportare i lavoratori in questo momento di rottura con la presenza”.
Una fase particolare anche per i giovani. “La tecnologia – ha sottolineato – è una base per i giovani: i ragazzi nativi digitali sanno benissimo come usarla. Il problema è che hanno espresso anche ansie e preoccupazioni. Per esempio, il lavoro da remoto – ha continuato – toglie quel contatto diretto tra superiori o persone con più esperienza e giovani”. Per Tenchini i ragazzi “hanno espresso la preoccupazione” di “non poter crescere e apprendere sul luogo di lavoro”. “I giovani vivono la tecnologia – ha spiegato – come qualcosa che li aiuta ad apprendere più velocemente, però l’apprendimento deve essere supportato anche dalle altre esperienze presenti in azienda”.
“Le aziende – ha aggiunto – devono dotarsi di programmi di sviluppo delle persone e dei giovani all’interno dell’organizzazione. Si andrà verso tecnologie che favoriscano l’e-learning o piattaforme di collaborazione tra persone, però ci saranno anche momenti in presenza. Lo chiameremo lavoro ibrido, fatto di sessioni virtuali e sessioni in presenza”.
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Green Pass, Parlamento Ue “Evitare discriminazioni”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulla proposta di un certificato per riaffermare il diritto alla libera circolazione in Europa durante la pandemia. Gli eurodeputati hanno concordato che il nuovo “certificato EU COVID-19” – che dovrebbe sostituire la dicitura “certificato verde digitale” proposta dalla Commissione – dovrebbe avere una validità di 12 mesi e non di più.
I deputati vogliono che il documento, che dovrebbe essere disponibile in formato digitale o cartaceo, attesti se una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o, in alternativa, se ha effettuato un recente test con risultato negativo o se è guarita dall’infezione. Tuttavia, i certificati COVID-19 UE non serviranno come documento di viaggio, nè diventeranno una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione.
La proposta legislativa che riguarda i cittadini europei è stata approvata con 540 voti a 119 e 31 astensioni, mentre quella sui cittadini di paesi terzi è passata con 540 voti a 61 e 60 astensioni. La votazione ha avuto luogo mercoledì e i risultati sono stati annunciati giovedì mattina.
Il Parlamento Europeo afferma che i titolari di un certificato COVID-19 UE non dovrebbero essere soggetti a ulteriori restrizioni di viaggio, come la quarantena, l’autoisolamento o i test. Secondo i deputati, al fine di evitare discriminazioni contro coloro che non sono vaccinati o non posso permettersi economicamente il test, i paesi UE dovrebbero “garantire test universali, accessibili, tempestivi e gratuiti”.
I deputati sottolineano che i vaccini COVID-19 “devono essere prodotti su scala, a prezzi accessibili e distribuiti a livello globale”. Esprimono anche “preoccupazione per i gravi problemi causati dalle aziende che non rispettano i programmi di produzione e consegna”.
Il Parlamento vuole assicurare che il certificato UE “sia armonizzato a qualsiasi iniziativa istituita dagli stati membri”.
I Paesi UE devono accettare i certificati rilasciati in altri stati membri per le persone vaccinate con un vaccino autorizzato in UE dall’Agenzia europea del farmaco (EMA) (attualmente Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Janssen). Spetterà agli stati membri decidere se accettare anche i certificati di vaccinazione rilasciati in altri stati membri per i vaccini elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per uso di emergenza.
La posizione del Parlamento Europeo prevede che i certificati siano soggetti a un controllo continuo per evitare frodi e falsificazioni, così come si debba verificata l’autenticità dei sigilli elettronici inclusi nel documento. I dati personali ottenuti dai certificati non dovrebbero essere conservati dagli stati membri di destinazione nè si dovrebbe costituire una banca dati centrale a livello UE. La lista delle entità che tratteranno e riceveranno i dati dovrà essere resa pubblica in modo tutti possano esercitare i loro diritti di protezione dei dati secondo il regolamento UE sulla protezione dei dati.
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Mattarella “Lavorare a nuova stagione di sviluppo equo e sostenibile”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Congresso nazionale della Fuci costituisce da oltre un secolo un’occasione di riflessione e di confronto non soltanto per il mondo universitario e per la comunità religiosa di cui la Fuci è parte, ma per l’intera società italiana. L’augurio che rivolgo ai dirigenti, ai delegati e a tutti coloro che parteciperanno in modalità telematica all’incontro è intenso, nella certezza che i temi e lo svolgimento del dibattito porteranno risultati positivi. La vitalità dei corpi sociali e delle formazioni intermedie è decisiva per la qualità del nostro modello sociale e della stessa democrazia”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del LXIX Congresso della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, in un messaggio inviato ai presidenti nazionali Marina Occhipinti e Lorenzo Cattaneo.
“Siamo fin d’ora consapevoli che la ripresa dei pieni ritmi della vita dell’Italia produrrà una nuova stagione di sviluppo, più equo e sostenibile, se ci sarà un ampio concorso di forze e una significativa alleanza tra istituzioni ed espressioni della società”, prosegue Mattarella.
“La Fuci può vantare nella propria storia testimoni di straordinario valore che hanno contribuito alla liberazione del Paese, alla Costituzione e alla ricostruzione nella libertà – sottolinea il capo dello Stato -. Anche oggi siamo chiamati a porre in campo la necessaria innovazione con il rispetto della pluralità, delle differenze, dei diritti della persona. Il titolo scelto per il congresso è una promessa di impegno: le giovani generazioni non potranno che essere protagoniste del futuro dell’Italia e dell’Europa che a loro appartiene”.
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A fine marzo 9,7 mln dipendenti in attesa di rinnovo del contratto
ROMA (ITALPRESS) – Alla fine di marzo 2021, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica (30 contratti) riguardano il 21,5% dei dipendenti – circa 2,7 milioni – e un monte retributivo pari al 22,3% del totale. Lo rileva l’Istat.
Nel corso del primo trimestre 2021 sono stati recepiti otto contratti: ceramiche, trasporti marittimi, telecomunicazioni, editoria giornali, lavanderia industriale, conciarie, grafiche editoriali e servizi portuali.
I contratti che a fine marzo 2021 sono in attesa di rinnovo ammmontano a 43 e interessano circa 9,7 milioni di dipendenti – il 78,5% del totale – con un monte retributivo pari al 77,7%, si tratta di 300 mila lavoratori in meno rispetto al dato di fine dicembre.
A marzo 2021, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto, rispetto a marzo 2020, è aumentato sia per i lavoratori con il contratto scaduto (da 13,9 a 22,6 mesi) sia per il totale dei dipendenti (da 11,2 a 17,7 mesi).
La retribuzione oraria media, rispetto al primo trimestre del 2020, è cresciuta dello 0,7%.
L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è invariato rispetto a febbraio 2021 ed è aumentato dello 0,6% rispetto a marzo 2020.
In particolare, l’aumento tendenziale è stato dello 0,9% per i dipendenti dell’industria, dello 0,6% per quelli dei servizi privati ed è stato nullo per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono quelli del credito e delle assicurazioni (+2,0%), del legno, carta e stampa (+1,8%) e dell’edilizia (+1,6%). L’incremento è invece nullo per i settori del tessile, dell’abbigliamento e lavorazione pelli, delle industrie chimiche ,del commercio, delle farmacie private, delle telecomunicazioni e della pubblica amministrazione.
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Enpaia chiude il bilancio 2020 con un utile netto di 17,6 milioni
ROMA (ITALPRESS) – La Fondazione Enpaia chiude il bilancio di esercizio 2020 con un utile netto di 17,6 milioni di euro, in crescita del 18,1% (nel 2019 era di 14,9 milioni). Si tratta di un ulteriore segnale di consolidamento di una tendenza già evidenziata negli ultimi due anni, che dimostra come Enpaia, nonostante la crisi generata dalla pandemia da Covid-19, abbia reagito positivamente, anche rispetto al calo segnato dal settore agricolo. Si evidenzia una migliore performance della gestione finanziaria, il cui risultato ha generato un rendimento netto del 3,7%, in aumento rispetto al 2019 (2,7%). Complessivamente il rendimento netto, calcolato sui valori di libro dell’intero portafoglio della Fondazione (mobiliare e immobiliare), si attesta sul 3,3%, rispetto al 2,5% del 2019. Nel 2020 la Fondazione ha inoltre implementato, in maniera significativa, anche gli investimenti per l’ammodernamento dei sistemi informatici che si completerà entro il 2021, con il fine di realizzare una rivoluzione digitale della propria infrastruttura tecnologica per migliorare la qualità dei servizi offerti.
Nel 2020 si registra un miglioramento dei ricavi della Fondazione che segna un incremento di circa 23 milioni di euro, pari a un +10% rispetto al 2019. In particolare, tale variazione è attribuibile alla crescita dei proventi della gestione finanziaria (+26 milioni), al calo dei ricavi della gestione ordinaria (-1,7 milioni) e al decremento dei proventi immobiliari (-1,4 milioni di euro). La crisi sanitaria da Covid-19 non ha fermato gli investimenti finanziari della Fondazione il cui impiego lo scorso anno è stato di ben 779 milioni di euro. In particolare, per far convergere la struttura del portafoglio finanziario all’Asset Allocation Strategica, è stato ridotto il portafoglio assicurativo diretto e sono aumentati gli investimenti in strumenti OICR, in fondi alternativi (FIA), di cui una buona parte concentrati nel settore infrastrutture, e in strumenti azionari riguardanti utilities nazionali ad alto dividendo. Un secondo round di investimenti ha riguardato il venture capital, per complessivi 15 milioni di euro, nel settore del tech transfer e negli investimenti strategici mission related che hanno riguardato anche il settore agricolo. Nel 2020 la Fondazione ha venduto immobili residenziali per un totale di 8,4 milioni di euro, realizzando una plusvalenza di 2,5 milioni di euro, rispetto a quella prevista di 10,4 milioni. Nel 2021 si prevede un’accelerazione del turnaround immobiliare che dovrebbe incrementarne la redditività. Anche nel 2020 cresce sia il numero dei dipendenti, sia quello delle aziende; i primi sono 38,698 nel 2020 rispetto ai 38,324 nel 2019, con una crescita dell’1% (nel 2019 la crescita era stata pari allo 0,7% su base annua), con la componente femminile che registra un aumento del 2,2% su base annua e quella maschile un calo dello 0,1%. Le aziende iscritte nel 2020 sono 8,626 contro le 8,494 del 2019. La crescita del numero di iscritti è un trend che viene quindi confermato anche nel 2020. In uno scenario difficile per l’economia nazionale, a causa dell’emergenza sanitaria, anche il sistema agroalimentare italiano che vale il 12% del PIL, impiega oltre 1 milione di persone e ha garantito l’approvvigionamento e la sicurezza alimentare a tutta la popolazione durante il lockdown, ha subito un rallentamento. I suoi effetti sono stati proiettati anche sulle entrate contributive della Fondazione, che sono state complessivamente pari a 145,216,092 euro, in diminuzione solo dell’1,2% rispetto all’anno precedente (nel 2019 erano 146,963,841 euro). Mentre le prestazioni erogate sono state pari a 146,864,027 euro, in aumento di circa il 4% rispetto a quelle del 2019 (140,471,288). Il decremento dei contributi è da imputare prevalentemente alla manovra di sospensione dei versamenti contributivi (4,3 milioni di euro) a sostegno delle aziende agricole, messa in campo dalla Fondazione e solo in parte alla riduzione dell’accertato nell’anno 2020 (1,7 milioni di euro). Anche le Gestioni Separate di Periti Agrari e Agrotecnici e la Gestione Speciale dei dipendenti dei Consorzi di Bonifica hanno avuto un andamento quasi in linea con quello della Fondazione, chiudendo, nonostante le difficoltà dovute alla crisi sanitaria, il bilancio in pareggio grazie ad una buona performance dei rendimenti finanziari. La Fondazione Enpaia conferma, dunque, il suo ruolo di riferimento nel comparto agricolo grazie agli ottimi risultati di gestione e al consolidamento della nuova struttura che, negli ultimi anni, ha consentito di migliorare risultati e servizi agli iscritti.
“Enpaia anche nel 2021 si conferma una Cassa con ottime performance. Nonostante la pandemia – afferma il Presidente della Fondazione Giorgio Piazza – siamo riusciti a mantenere un trend positivo per quanto riguarda l’andamento economico che tende a rafforzarsi nei prossimi anni. Anche nel 2021 Enpaia continua a garantire la sostenibilità economica della gestione ordinaria e un solido patrimonio che assicura la copertura degli impegni previdenziali nel lungo periodo”. “L’esercizio 2020 – sottolinea il Direttore Generale Roberto Diacetti – si chiude, non a caso, con un utile di 17,6 milioni di euro. Si tratta di un segnale forte di buona amministrazione che si rende concreto nei numeri dei ricavi, dovuti ai buoni risultati degli investimenti. In tal senso, la Fondazione ha ormai intrapreso un percorso virtuoso dotandosi di una struttura che gli permette di migliorare le proprie performance, in termini di risultati e contestualmente di innalzare la qualità dei servizi offerti agli iscritti”.
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Covid, Sileri “Niente panico sulla variante indiana”
ROMA (ITALPRESS) – “Ogni volta che esce una variante si genera il panico, bisognerebbe essere più attenti nella comunicazione -ha affermato Sileri-. Non necessariamente le varianti sono più aggressive o contagiose, ma in ogni caso saremo capaci di reagire”. Lo dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S), intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.
Sulle riaperture: “Bisogna essere cauti come è stato il governo con le riaperture, credo che questo sia il giusto compromesso tra prudenza e coraggio. Tra 15 giorni si valuteranno i numeri e si valuterà come procedere. Pressing della Lega su coprifuoco? Era già evidente che si sarebbe rivalutata la situazione in base all’andamento dei dati, è poco auspicabile che ci possa essere un coprifuoco che duri per tutta l’estate, non vedo perchè dovrebbe essere così considerando la progressione delle vaccinazioni. Se poi arrivasse una variante che elude tutti i vaccini che abbiamo a disposizione non possiamo saperlo, ma questa è un’ipotesi molto improbabile”. Riguardo alla sua assenza in aula durante il voto sulla mozione di sfiducia a Speranza: “Roberto sapeva che partoriva mia moglie, purtroppo non potevo rinviarlo… Peraltro già mi ero espresso la scorsa settimana sul fatto che la mozione non serviva, è il momento di restare uniti, ci sarà tempo per capire le responsabilità del singolo, ad esempio sul piano pandemico, ma non questo non è nè Sileri nè Speranza, a mio avviso è un problema legato a qualche burocrate del Ministero, ma c’è una procura che sta lavorando”.
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Terrorismo, Cartabia “Pagina da chiudere, ma non è vendetta”
ROMA (ITALPRESS) – «Questa vicenda si protrae da oltre quattro decenni. Dietro questa svolta c’è un lavoro che ha coinvolto negli anni vari soggetti a più livelli. Sin dal mio primo colloquio col ministro della Giustizia francese ho percepito una chiara sensibilità alla portata storica e politica del problema, un’umana partecipazione al dolore delle vittime e una netta determinazione ad impegnarsi per porvi rimedio. Non so se le origini italiane del ministro Dupond-Moretti, di cui va molto fiero, possano aver giocato un ruolo. Decisivo è stato anche il fatto che, mai come ora, tutte le nostre istituzioni si sono mosse in modo compatto e tempestivo. Una modalità d’azione, a cui ispirarsi sempre». Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Marta Cartabia a proposito degli arresti degli ex brigatisti italiani ieri in Francia.
Nel colloquio con Dupond-Moretti “ho ribadito con fermezza l’importanza del fattore tempo, avendo ben presente il calendario delle imminenti prescrizioni. La prossima sarebbe stata il 10 maggio. E ho voluto anche fare chiarezza una volta per tutte sul duplice equivoco, che per anni ha ostacolato la concessione delle estradizioni: anzitutto stiamo parlando di persone condannate in via definitiva per reati di sangue e non processate per le loro idee politiche; in secondo luogo le condanne sono state pronunciate all’esito di processi celebrati nel pieno rispetto delle garanzie difensive del nostro ordinamento”.
Per Cartabia “nessun ordinamento giuridico può permettersi che una pagina così lacerante della storia nazionale resti nell’ambiguità, e resti irrisolta. La storia offre numerosi esempi di giudizi celebrati e di vicende giudiziarie portati a compimento a molti anni di distanza. La nostra volontà di riproporre la richiesta delle estradizioni non risponde nel modo più assoluto ad una sete di vendetta, che mi è estranea, ma ad un imperioso bisogno di chiarezza, fondamento di ogni reale possibilità di rieducazione, riconciliazione e riparazione, fini ultimi e imprescindibili della pena».
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