ROMA (ITALPRESS) – Il Senato ha bocciato le tre mozioni di sfiducia presentate contro il ministro della Salute Roberto Speranza in merito all’inchiesta sul mancato aggiornamento del piano pandemico. Con 29 voti a favore, 221 contrari e tre astensioni, è stata respinta la mozione proposta da Fratelli d’Italia in merito. Poco dopo è stata respinta anche la seconda mozione di sfiducia. Il documento, proposto dal senatore Gianluigi Paragone, ex M5s e ora al gruppo misto, ha avuto 29 sì, 206 no e due astensioni. Infine stop anche alla terza mozione di sfiducia proposta dal senatore Mattia Crucioli di “L’alternativa c’è” e nel gruppo Misto: con 28 voti favorevoli, 204 contrari e due astensioni, l’aula del Senato l’ha bocciata.
“Il nemico è il virus – ha detto il ministro nel corso del suo intervento in Aula – non trasciniamo la pandemia su un terreno improprio. Nelle ultime settimane, con amarezza, vedo prevalere lo scontro politico alimentando linguaggi di odio”. “Si sfrutta l’angoscia dei cittadini per miopi interessi di parte, questo crea dei danni al Paese che deve rimanere unito. In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia”.
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Senato boccia la sfiducia su Speranza
Arrestati a Parigi 7 ex brigatisti, Draghi “Memoria barbarie sempre viva”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Sette ex appartenenti alle Br sono stati arrestati a Parigi dalla polizia. Erano ricercati in Italia da anni. Gli ex terroristi italiani arrestati sono Giovanni Alimonti, Enzo Calvitti, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Giorgio Pietrostefani, Sergio Tornaghi, Narciso Manenti. Altri tre brigatisti sono in fuga e attualmente ricercati.
“Il governo – afferma il premier Mario Draghi – esprime soddisfazione per la decisione della Francia di avviare le procedure giudiziarie, richieste da parte italiana, nei confronti dei responsabili di gravissimi crimini di terrorismo, che hanno lasciato una ferita ancora aperta. La memoria di quegli atti barbarici è viva nella coscienza degli italiani. A nome mio e del governo, rinnovo la partecipazione al dolore dei familiari nel ricordo commosso del sacrificio delle vittime”.
“Questi ex brigatisti erano stati accusati e condannati in Italia per atti di terrorismo connessi a fatti di sangue tra gli anni ’70 e ’80 – scrive su facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio – Massimo impegno per contrastare criminalità e terrorismo. Non si può fuggire dalle proprie responsabilità, dal dolore causato, dal male generato. Grazie al Ministero della Giustizia, che negli ultimi anni ha agito con incisività, al servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol e all’Antiterrorismo della Polizia di Stato italiana che hanno lavorato notte e giorno per concretizzare questa operazione di antiterrorismo”.
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Stinchi (Microsoft) “Con la pandemia la tecnologia ha preso piede”
ROMA (ITALPRESS) – “Il cloud oggi è sicuramente una delle maggiori espressioni della tecnologia. Infatti sta cambiando le modalità con cui noi interagiamo con le persone”. Lo ha detto, in un’intervista all’Italpress, Stefano Stinchi, direttore della Divisone Pubblica amminstrazione di Microsoft Italia. “Durante la pandemia, in molti grazie a queste nuove tecnologie si sono trovati liberi di operare. La tolleranza al rischio dei politici si è molto alzata nel periodo dell’emergenza e quindi si è accettato di innovare e sperimentare cose nuove”, ha spiegato Stinchi. “Come dice il nostro Ceo Satya Nadella, in poche settimane abbiamo visto la trasformazione di mesi. All’interno della pubblica amministrazione – ha continuato il direttore della divisione PA di Microsoft – vi è stata la dislocazione dei dipendenti, il famoso smart working, e la tecnologia in generale ha preso piede e ha avuto grande successo all’interno di questo settore”. Interrogato sullo sviluppo della piattaforma informatica per la prenotazione delle vaccinazioni, strumento fondamentale della campagna contro Covid-19, Stinchi ha parlato del sistema sanitario nazionale. “La gestione della sanità è frammentaria, anche perchè è una gestione regionale”, ha commentato Stinchi. “Poste ha sviluppato con la nostra tecnologia una soluzione molto scalabile, basata sul nostro cloud, che ha consentito di fare il plug in varie Regioni in maniera del tutto volontaria. Prima da diverse Regioni, fino ad arrivare poi alla Regione Lombardia – ha proseguito -. Abbiamo gestito un milione di prenotazioni al giorno”. Uno sguardo poi al futuro con quello che ci attenderà da qui a pochi anni e alla necessità di coniugare sviluppo tecnologico ed etica.
“I siti portali con cui siamo abituati a interagire si muoveranno sempre più nella direzione del chatbot, nel 2024 molto probabilmente parleremo molto più con loro che con nostra moglie e con nostro marito”, ha spiegato Stinchi.
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Covid, coprifuoco: 29% vorrebbe eliminarlo, 25% lo vorrebbe cambiare
ROMA (ITALPRESS) – Da questa settimana la maggior parte delle regioni del nostro Paese si ritrova in zona gialla e si appresta ad affrontare un calendario di riaperture elaborato dal Governo e dal CTS per ripartire in sicurezza. Secondo un sondaggio di Euromedia Research, il 37,4% dei cittadini condivide questa road map che consentirà un ritorno a una sorta di normalità e – si spera – l’avvio della ripresa dell’economia nazionale. Di parere contrario, però, i residenti nelle aree del Sud e delle Isole, dove a seguito di un aumento dei contagi, dei numerosi morti e dei pochi vaccinati, si ritiene questa decisione ancora troppo affrettata.
In questi giorni, collegato al piano riaperture, il Governo ha affrontato anche la discussione sulla gestione del coprifuoco. In generale, il 41% degli intervistati si dichiara contrario all’abolizione di questo provvedimento, mentre il 29% vorrebbe eliminarlo – soprattutto nel Nord Est – e il 25% almeno modificarlo. Complessivamente, quindi, la parte di popolazione contraria al coprifuoco così come attualmente in vigore raggiunge una percentuale pari al 54% e tocca quota 60,1% tra i residenti del Nord Est.
Dati Euromedia Research – Realizzato il 21/04/2021 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Banca Popolare Sant’Angelo, nel 2020 utile di 1,2 milioni di euro
PALERMO (ITALPRESS) – La Banca Popolare Sant’Angelo chiude il bilancio 2020 con un utile pari a 1,2 milioni di euro, esprimendo maggiore efficienza e migliore qualità degli attivi con un contestuale rafforzamento della solidità patrimoniale.
La raccolta totale da clientela ordinaria si attesta a 1.268 milioni di euro, la diretta raggiunge 948 milioni di euro (+2,34 % rispetto al 2019), mentre quella gestita si attesta a 278 milioni di euro.
Riguardo alla qualità del credito, un significativo miglioramento registra il rapporto di copertura degli NPL passando dal 39,66% del 2019 al 45,47% del 2020, con la copertura delle sofferenze che si attesta al 52,31%.
L’NPL ratio lordo migliora sensibilmente scendendo al 12,58% dal 13,7% del 2019, mentre l’NPL ratio netto scende al 7,34% dal 8,83% del 2019. Il risultato della gestione mostra un margine di intermediazione di 34,3 milioni di euro, in incremento del 2,96% rispetto al 2019.
Le spese amministrative sono in calo, attestandosi a 25,5 milioni nonostante le componenti straordinarie quali il ricorso al Fondo esuberi del personale ed i contributi erogati a favore dei Fondi di Risoluzione, per un totale di 961 mila euro. In calo dello 0,8% anche i costi del personale.
Si consolidano i Fondi Propri che, al netto dell’utile d’esercizio, ammontano a 88 milioni di euro.
I ratios patrimoniali, in aumento rispetto al 2019, si confermano ancora su livelli più che capienti rispetto alle soglie di vigilanza e ai coefficienti prudenziali “guidance” assegnati dalla Banca d’Italia: il CET 1 Ratio e il Tier 1 Ratio si attestano al 16,21%, il Total Capital Ratio è pari al 16,76%. Il Texas Ratio (rapporto tra crediti deteriorati e patrimonio netto tangibile), principale indicatore per verificare la rischiosità delle banche, registra un’ulteriore diminuzione al 58,04% dal 69,8% del 2019.
“Un bilancio di un anno che è stato molto particolare”, dice il presidente Antonio Coppola, “ma in cui la banca è sempre stata vicina alla clientela. Lo dimostrano i 1.959 finanziamenti erogati per fronteggiare l’emergenza Covid per un valore complessivo di 66,2 milioni di euro, mentre sono stati sospesi per moratorie ex legge e Accordi ABI 2.971 rapporti per un valore complessivo di 251,5 milioni”. “In questa direzione vanno anche gli interventi realizzati nel corso del 2020, anno in cui sono stati erogati a favore dei soci prodotti e servizi a condizioni più favorevoli, per un importo complessivo di 2,2 mln. E’ stata inoltre prevista, sempre per i Soci, la possibilità di sottoscrivere un prestito chirografario che offre l’opportunità di rateizzare gli interessi debitori in 12 rate a tasso zero”.
Vicinanza ai Soci e alla clientela ma anche un nuovo modello di business che rispondesse ai cambiamenti avvenuti in così poco tempo.
“La Banca ha definito un nuovo modello organizzativo, che ha portato ad una struttura direzionale più snella e veloce, maggiormente confacente alle dimensioni della Banca, ravvicinando così strategia ed execution”, dice l’Ad, Ines Curella, “l’accresciuta velocità decisionale e la razionalizzazione della dislocazione delle risorse direzionali a vantaggio della Rete, unitamente a meccanismi di controllo interno elevati ed aggiornati, consentono un ulteriore avvicinamento del modello operativo al business”. “Un modello premiato dalla clientela – continua Curella – dal momento che è aumentata la raccolta che si è attestata ad 1.268 milioni, di cui 948 mln di raccolta diretta, in significativa crescita rispetto al 2019 (+22 mln), a conferma della fiducia dimostrata dalla clientela nei confronti della Banca e delle potenzialità che essa ha da sempre espresso nel territorio di riferimento”.
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Illimity presenta la sua prima Dichiarazione non finanziaria volontaria
ROMA (ITALPRESS) – Illimity Bank presenta la sua prima Dichiarazione volontaria consolidata di carattere non finanziario (Dnf) e annuncia di aver raggiunto, già nel 2020, la carbon neutrality a livello di Gruppo. La Banca, si legge in una nota, sin dall’avvio della sua attività nel 2019, ha posto particolare attenzione alle tematiche ambientali, sociali e di governance (“ESG”) e ha intrapreso, in modo nativo, un percorso al fine di integrarle nelle strategie, processi e governance del Gruppo. Questo impegno si è riflesso nella decisione di redigere la prima DNF volontaria di Gruppo, in continuità con il processo di rendicontazione e trasparenza avviato, lo scorso anno, con la pubblicazione del Profilo di Sostenibilità.
Con la sua prima Dichiarazione Non Finanziaria, illimity fornisce un’informativa completa a tutti gli stakeholder sulle performance in ambito ESG. Il documento – elaborato sui dati al 31 dicembre 2020 – è stato redatto in conformità ai GRI Sustainability Reporting Standards (“GRI Standards”) – opzione “Core”, cui sono stati aggiunti indicatori qualitativi e quantitativi volontari. La rendicontazione, nel segno dell’innovazione digitale che da sempre contraddistingue la Banca, ha coinvolto tutte le principali funzioni e divisioni aziendali attraverso l’utilizzo di una piattaforma collaborativa di ESG Digital Governance.
“Il primo Bilancio di Sostenibilità del Gruppo illimity rappresenta un importante momento di condivisione con tutti gli stakeholder della responsabilità che ci guida nell’affiancare persone, famiglie e imprese per sbloccare e valorizzare il loro potenziale – afferma Rosalba Casiraghi, presidente di illimity -. Sono particolarmente orgogliosa di presiedere anche il Comitato di Sostenibilità che testimonia il nostro forte impegno verso i temi ESG, un coinvolgimento che ci accomuna tutti, dai vertici alle singole funzioni e aree della Banca”.
Per Corrado Passera, CEO di illimity, “continua il nostro impegno a garantire solidi utili per chi ha investito in un progetto innovativo come illimity, che vuole al contempo essere utile alla collettività e contribuire a rilanciare una crescita sostenuta e sostenibile nel nostro Paese. In questo 2021 l’Italia può e deve riattivare il suo potenziale in ambito economico e sociale. Noi di illimity intendiamo fare la nostra parte”.
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Rutigliano (Snam) “Obiettivo stop emissioni metano e CO2 per il 2040”
ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro obiettivo è riuscire a tagliare tutte le nostre emissioni di metano e CO2 per il 2040. Lo faremo cercando di accelerare tutte le nostre trasformazioni. Ci siamo posti anche un obiettivo intermedio: dimezzarle al 2030”. Lo ha detto Patrizia Rutigliano, executive vice president Institutional Affairs, ESG, Communication e Marketing di Snam, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di Stampa Italpress. “Stiamo lavorando con tutti i nostri fornitori – ha continuato – perchè l’impegno non è soltanto dell’azienda ma di tutta la catena del valore. E’ un lavoro molto ampio che riguarda una comunità molto allargata che lavora anche con noi”. Rutigliano ha spiegato che l’azienda comprende “3.500 dipendenti ma circa 20 mila persone di indotto su tutto il territorio italiano”. Poi “abbiamo tante partecipate, in Europa e fuori dall’Europa. Ci sono anche culture differenti – ha proseguito – e il fatto che tutti siano impegnati significa che ci siamo posti degli obiettivi: ci siamo imposti di fare delle scelte, se possibile anche prima di quanto previsto dalle norme. Gli accordi di Parigi parlano del 2050, noi ci siamo impegnati a tagliare le emissioni entro il 2040”.
Con la pandemia c’è stata “un’accelerazione” anche “sulla sensibilità che le persone hanno su alcuni temi. Quello del verde, del green in senso lato, dell’ambiente – ha evidenziato – è di tutti. Noi lavoriamo da 80 anni occupandoci di infrastrutture per portare il gas a famiglie e imprese, però dobbiamo renderlo sempre più pulito, meno fossile, occuparci di transizione energetica. Significa che, fino a quando potremo, ridurremo fino a zero tutte le emissioni che derivano da alcune attività”. Con la sua Fondazione, Snam si occupa anche di povertà energetica, povertà educativa ed empowerment, “soprattutto – ha spiegato – per quanto riguarda il mondo femminile nella fascia più giovane: aiutiamo ragazze a capire cosa fare. Per l’80%, le nostre occupazioni nei prossimi anni saranno scientifiche e purtroppo soltanto il 5% delle ragazze si iscrive a materie scientifiche all’università”. La parità di genere è importante anche nella governance. “Molte cose – ha affermato – sono migliorate grazie alla legge Golfo-Mosca che ha imposto le quote nei consigli di amministrazione. Il grande vantaggio è che, partendo dall’alto, la cultura delle aziende è cambiata”.
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Toro (Nissan) “Cresce voglia di auto elettriche, ora interventi ad hoc”
ROMA (ITALPRESS) – Cresce in Italia la domanda di mezzi elettrici e di mobilità pulita. Adesso è il momento degli incentivi e degli investimenti nelle infrastrutture di rete. A fare il quadro della situazione, nel corso di una intervista dell’agenzia Italpress, è stato Marco Toro, amministratore delegato di Nissan Italia.
“C’è una tendenza inarrestabile verso l’elettrificazione – conferma Toro -. Un’auto su tre nel trimestre gennaio-marzo è elettrificata. Qualcosa che forse fino a qualche periodo fa non avremmo immaginato”, dice il manager della casa giapponese. Che fa notare come questa possa essere un’occasione importante per l’Italia, a patto che sia sostenuta con un piano a breve e medio periodo. “Il nostro parco circolante – sottolinea – è il più vecchio d’Europa. In media ogni auto ha una media di 11,5 anni, in Germania, Inghilterra e Francia l’età media scende tra otto e nove anni”, spiega Toro, “quello che dobbiamo fare allora è ridurre l’età media, rottamando. E questo lo si fa con un piano a breve e a medio periodo. Sul breve periodo ci sono gli incentivi che servono a sollecitare il cambio del parco auto, anche con auto a combustione ma sicuramente più moderne e sicure di quelle del passato”.
“Dall’altro lato”, aggiunge, “dobbiamo appoggiare lo sviluppo delle infrastrutture. Auto al 100% elettriche devono essere appoggiate da un numero importante di colonnine. Oggi in Italia abbiamo un numero di colonnine pari a 2,3 ogni 100 km, in Inghilterra o Germania 7 o 8 punti per cento chilometri”. Per questo “stiamo lavorando con il governo”, “chiediamo aiuti dal punto di vista delle deducibilità fiscale per le aziende che mettano a disposizione del proprio dipendente punti di ricarica o per il privato che lo volesse fare a casa”.
Per quanto riguarda i modelli già sul mercato, invece, dopo il debutto sul mercato della Leaf 100% elettrica con ottimi risultati di vendita adesso è il turno del suv medio Qashqai. Poi sarà la volta dell’X-Trail. “Lanciamo oggi Qashqai che è il nostro modello principale con motorizzazioni 100% elettrificate”, dice Toro, “oltre al classico mild hybrid già disponibile, introduciamo una assoluta novità che ereditiamo dal Giappone: l’e-Power, l’elettrico senza spina e con due motori: elettrico a cui è affidata la trazione e a combustione che serve solo da generatore per ricaricare le batterie. Togliamo l’assillo da ricarica della batteria, nel momento che si è a corto di batteria basta andare dal benzinaio e fare combustibile per il generatore”. E’ già disponibile invece sulla Leaf l’e-pedal: un pedale unico per accelerare e frenare, e ricaricare in frenata la batteria.
Toro si dice “orgoglioso per il contributo che stiamo dando alla elettrificazione della mobilità del paese” e cita 50 Leaf consegnate all’arma dei Carabinieri “a dispetto di chi possa pensare che un’auto elettrica non sia prestazionale nel caso di un inseguimento…” ma anche le flotte elettriche a marchio Nissan in dotazione alle guardie forestali o alle capitanerie di porto.
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