ROMA (ITALPRESS) – Nuovo incremento dei casi di coronavirus in Italia. Dai 13.844 di ieri si sale ai 16.232 di oggi, questo a fronte di 364.804 tamponi processati che fa calare il tasso di positività al 4,4%. Quasi stabili i decessi a quota 360 (-4). Secondo il bollettino del ministero della Salute i guariti sono 19.125, mentre il numero degli attuali positivi cala di 3.439 attestandosi ad un numero complessivo pari a 472.196.
Intanto si allenta sempre di più la pressione negli ospedali. Netto il calo dei ricoveri nei reparti ordinari dove si trovano oggi 22.094 degenti con un calo rispetto a ieri di 690 pazienti; 55 in meno i ricoverati complessivamente nelle terapie intensive dove si trovano attualmente 3.021 pazienti con 174 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 447.081 persone. Sul dato delle singole regioni, la Lombardia è la regione con più nuovi contagiati in 24 ore (2.509), seguita da Campania (1.912) e Puglia (1.895).
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In aumento nuovi casi Covid, 360 morti e tasso al 4,4%
Clima, Draghi “Affrontare cambiamento ora per non rimpiangere dopo”
ROMA (ITALPRESS) – “Mentre combattiamo la pandemia nei nostri Paesi, non possiamo perdere di vista l’altra crisi che dobbiamo affrontare: il cambiamento climatico. Nell’accordo di Parigi, ci siamo impegnati a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi celsius rispetto ai livelli preindustriali. Ma le azioni che abbiamo intrapreso da allora si sono rivelate insufficienti. In base alle politiche attuali, siamo pronti a raggiungere 3 gradi di riscaldamento globale. Dobbiamo invertire la rotta e farlo presto”. A dirlo nel suo intervento al Leaders Summit on Climate, il presidente del Consiglio Mario Draghi. “I piani fiscali che stiamo progettando per aiutare i nostri paesi a riprendersi dal Covid-19 offrono un’opportunità unica – ha osservato Draghi -. Possiamo trasformare le nostre economie e perseguire un modello di crescita più verde e inclusivo”. Parlando dell’Italia, il premier ha voluto rimarcare quanto il Paese sia “bello ma fragile” riflettendo sul fatto che “la lotta al cambiamento climatico è una lotta per la nostra storia e per i nostri paesaggi. Dobbiamo inquadrare i nostri sforzi verso la sostenibilità all’interno di un approccio multilaterale efficace e inclusivo. L’Italia quest’anno detiene la Presidenza del G20 e la salvaguardia del nostro pianeta è uno degli obiettivi principali del nostro programma”. Il premier ha rivendicato il ruolo dell’Italia “impegnata a utilizzare la propria partecipazione nelle banche multilaterali di sviluppo per fissare obiettivi elevati per il finanziamento del clima e per garantire che le loro attività siano allineate con l’accordo di Parigi”. Per Draghi “gli impegni in materia di clima che assumiamo nel 2021 possono determinare le nostre possibilità di affrontare efficacemente il cambiamento climatico nel prossimo decennio e oltre. Vogliamo agire ora – ha concluso il suo intervento – per non rimpiangere dopo”.
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Giustizia, Sisto “Riforma sia anche culturale, no processo mediatico”
ROMA (ITALPRESS) – “La giustizia deve recuperare un rapporto col cittadino di riconciliazione. Se non hai sbagliato il processo non deve diventare una sanzione esso stesso. Prima di tutto la riforma deve essere culturale, bisogna partire dalla Costituzione”. Così il sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di Stampa Italpress. “E’ necessario partire dalla velocizzazione del processo civile come chiesto dall’Europa per arrivare poi a una riforma complessiva” aggiunge Sisto. “Questo è un governo che vorrebbe fare dell’efficienza così come della competenza un punto di partenza e per questo sono state istituite sei commissioni consultive”. “Il precedente governo – aggiunge – imponeva al Parlamento le riforme, schiacciando una qualsiasi possibilità di dibattito”, prosegue Sisto che tocca poi il tema della prescrizione.
“I pilastri devono essere la presunzione di non colpevolezza, il giusto processo e la ragionevole durata – dice il sottosegretario alla giustizia – Dobbiamo intervenire perchè il processo non sia più una pena. Diventare indagati oggi è già una condanna perchè il danno reputazionale è percepito come enorme”. Sisto spiega quindi quali sono gli errori da evitare. “Il protagonismo giudiziario – prosegue – va abolito. Il processo penale ha senso se lo liberiamo da quello mediatico”. La riforma Bonafede “è nata nella prospettiva di accelerazione dei processi, ma questo non è stato fatto. Una riforma sbagliata, quindi, perchè ha reso il processo eterno e incompatibile con art. 111 della Costituzione”. Per Sisto “la prescrizione va modificata e va applicata alla ragionevole durata del processo”. In merito al video di Grillo afferma: “La mia impressione è che questo sfogo sia la confessione di una perdita di identità del Movimento – continua il sottosegretario -. Questo M5S è in grande difficoltà e i risultati del video di Grillo si prestano a una sorta eterogenesi dei fini, superando la fase giustizialista”.
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Nei cantieri navali Seven Stars rinasce lo storico marchio “Leopard”
PISA (ITALPRESS) – Seven Stars Marina & Shipyard ha presentato alla stampa il lancio del primo modello da 36 metri di Leopard Yachts, compiendo un primo passo per il rilancio dello storico brand nato nel 1973 dalla famiglia Picchiotti.
Un progetto che è espressione di un nuovo modo di interpretare la cantieristica navale, prediligendo la produzione di yacht custom made, che si distinguono dalla produzione industriale in serie.
La nuova imbarcazione Leopard verrà prodotta nel cantiere di Tombolo, nel quale erano stati realizzati gli ultimi Leopard, recentemente rilevato da Seven Stars Marina & Shipyard.
Sullo storico Canale dei Navicelli, che collega Pisa con il porto di Livorno, l’operazione di ripartenza del brand prevede nuovi investimenti per produrre nuove linee di imbarcazioni di differenti dimensioni. Ogni progetto sarà personalizzato ad hoc sul cliente, coinvolgendo competenze diverse e un gruppo di lavoro articolato ed eterogeneo, dagli ingegneri agli architetti navali, fino agli artigiani specializzati. Oltre al nuovo 36 metri che sarà la prima imbarcazione ad essere prodotta, sono in progettazione anche due yachts da 24 e 46 metri.
L’ideazione è stata affidata al designer Andre Bacigalupo e allo studio che porta il suo nome, già progettista di molti modelli di successo del marchio Leopard, e allievo di Paolo Caliari che disegnò il primo modello del brand made in Italy. Un progetto votato ad esaltare l’italianità nel mondo, ponendosi in continuità con quanto realizzato dalla precedente proprietà, secondo la tradizione della cantieristica navale dell’area litoranea della Toscana.
“Siamo orgogliosi di questo investimento che nasce dalla volontà comune di un team di imprenditori di ridare vita ad un brand storico della Nautica Italiana e del Made in Italy – dichiara Davide Mugnaini, Amministratore Delegato e Socio di Seven Stars Marina & Shipyard – Leopard Yachts si propone sul mercato per rispondere alle esigenze dei migliori armatori grazie ad eccellenza progettuale e produttiva, ed attenzione ad ogni dettaglio. Avere un nuovo Leopard sarà un privilegio, un’esperienza che si rivelerà unica sin dal momento della scelta di acquisto”.
“Ogni nuovo Leopard sarà un pezzo unico, frutto della competenza nella cantieristica navale di Seven Stars, nel rispetto dell’heritage del Brand e dei valori che da sempre rappresenta – continua Mugnaini – Un percorso solido che prevederà, oltre ad un’importante attività di comunicazione, un’attenta attività commerciale mirata ai primi potenziali clienti, ai quali verrà presentato il progetto e la possibilità di personalizzarlo grazie alle conoscenze e alla passione che metteremo in campo. Nell’attività commerciale saremo affiancati da TWW Yachts grazie a un accordo che ci permetterà di offrire coerentemente con la filosofia Seven Stars, ai nostri armatori un servizio a 360° che va al di là della semplice vendita della barca, ma includerà, se l’armatore lo desidera, l’affiancamento nel processo di costruzione, la gestione della barca, i servizi fondamentali di manutenzione e tutto ciò che potrà servire a soddisfare al meglio i bisogni dell’armatore”.
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Cida-Censis, valorizzare manager per vincere sfida Recovery
ROMA (ITALPRESS) – Per gli italiani la managerialità è un valore, e poichè la Pubblica amministrazione è decisiva per il buon esito del Next Generation Eu, è tempo di iniettare figure e culture manageriali nella PA. Sono queste, in sintesi, le conclusioni del primo rapporto Cida-Censis sui manager, in cui l’analisi quantitativa e qualitativa della categoria, si arricchisce di un inedito sondaggio sull’opinione che gli italiani hanno dei manager, in particolare di quelli operanti nella pubblica amministrazione. Il Rapporto Cida-Censis “Il valore dei manager per tornare a crescere nel benessere – Perchè con più manager la PA sarebbe subito pronta per la buona gestione dei fondi NgEu e non solo”, è stato presentato e commentato oggi, in occasione dell’assemblea annuale di Cida, la confederazione dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità, da Mario Mantovani, presidente di Cida, e Massimiliano Valerii, Direttore generale del Censis. Significativi sono i numeri dell’apprezzamento degli italiani per quelle professioni che hanno giocato un ruolo decisivo nell’emergenza Covid-19. Alla elevata fiducia nei confronti di alcune figure emblematiche si contrappone la ridotta fiducia nella PA come sistema, esito anche della percezione che non ci sono stati miglioramenti negli ultimi due anni: lo dichiara il 60,7% degli italiani (ed è il 66,6% nel Sud e Isole, il 77,3% tra gli over 65), mentre per il 28% la PA è migliorata almeno un pò (ed è il 32,3% nel Nord Est, il 34,3% tra i laureati) e l’11,3% è incerto. La managerialità è un valore per gli italiani. Infatti, il 63,8% (67,8% tra chi ha una laurea) ritiene che in un ente pubblico, ministero o ospedale è indispensabile per fare bene incentivare i capi e i dirigenti con competenze e capacità da manager. “Il rapporto Cida-Censis evidenzia un depauperamento della Pubblica amministrazione, anche se a ‘macchie di leopardò, dovuto a pensionamenti e blocco del turn over: serve un grande sforzo di ricostruzione, prima ridisegnando l’organizzazione e poi inserendo nuove competenze – ha detto il presidente di Cida, Mario Mantovani – Il Pnrr deve diventare l’opportunità per dare concretezza a questa opera riformatrice, purchè non si cada nell’errore di basarsi sulle attuali piante organiche e riempirle di persone, anche capaci. La nostra proposta è quella di procedere innanzitutto a potenziare le strutture organizzative (penso alla gestione delle risorse umane) con veri esperti di organizzazione dislocati in tutte le amministrazioni pubbliche. E perseguendo un obiettivo di digitalizzazione della P.a., con un’organizzazione pensata per questo e non adattando una vecchia struttura ad un nuovo modello digitale. Fatto questo, occorre ‘mapparè le competenze presenti nella pubblica amministrazione, e la ricerca Cida-Censis ne ha dimostrato l’esistenza, anche di eccellenza. Da questa ‘mappà sarà poi possibile individuare le carenze di professionalità, da reperire sul mercato, e inserirle con la giusta valorizzazione”. A sottolineare alcune cifre della ricerca, è Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis: “La Pubblica amministrazione è inchiodata a un’immagine stereotipata, quella di una burocrazia ipertrofica e vessatoria. Ma i 3,2 milioni di dipendenti pubblici non sono un monolite. Convivono ancora sacche di inefficienza con punte d’eccellenza. Bisogna sfatare alcuni falsi miti. Negli ultimi dieci anni il personale della Pa si è ridotto del 3,9%, 132mila dipendenti in meno. La riduzione nei ministeri è stata del 21,2%. Tra i dirigenti del 13,0%. Ma l’Italia ha bisogno di una macchina amministrativa che funzioni bene: è il presupposto per il successo del Pnrr e per il rilancio del Paese. Sono convinto che una gestione manageriale delle amministrazioni pubbliche produrrebbe una inversione dell’umore del Paese, con servizi pubblici che risolvono i problemi di cittadini e imprese, anzichè complicarli”. In chiusura sono stati anticipati alcuni dati del secondo numero dell’Osservatorio Cida-Adapt ‘La-bour Issuè, dedicato ai manager. “Ci siamo occupati dei numeri dei dirigenti in Italia paragonati al contesto europeo”, ha spiegato Francesco Seghezzi, presidente Fondazione Adapt. In pratica, analizzando i dati Eurostat, risulta non solo che nel nostro Paese i manager sono pochi (3,5 su 100 dipendenti, contro il 10% di altri Stati), ma che l’Italia è una vera anomalia in Europa. E’ infatti l’unico Paese in cui il numero dei manager ‘auto-nomì supera quello dei manager dipendenti. Un fenomeno che non può spiegarsi solo con la ri-dotta dimensione delle nostre imprese o del loro essere spesso di natura ‘familiarè, ma che rivela una scarsa cultura manageriale nel sistema produttivo, per cui le imprese non sono ‘abituatè a dotarsi delle figure manageriali necessarie. “Ci siamo occupati dei numeri dei dirigenti in Italia paragonati al contesto europeo”, ha spiegato Francesco Seghezzi, presidente Fondazione Adapt. Da un’analisi dei dati Eurostat, emerge che in Italia i manager sono pochi (3,5 su 100 dipendenti, contro il 10% di altri Stati) e che si tratta dell’unico Paese in cui il numero dei manager “autonomi” supera quello dei manager dipendenti.
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Farmacisti protagonisti in prima linea nella lotta alle allergie
MILANO (ITALPRESS) – La rinite allergica (AR) è una malattia cronica spesso confusa con il raffreddore che influenza la vita quotidiana di una fascia sempre più ampia di popolazione. Un italiano su 5 ne soffre e questo comporta grosse ricadute sul sistema sociale, sanitario ed economico del Paese. In Europa si stima che ogni anno vengono persi circa 2,7 miliardi di euro per via di persone che si assentano dal lavoro perchè affetti da rinite allergica o per prendersi cura di figli con questa malattia. Con la primavera iniziano i mesi più difficili per tutti coloro che soffrono di allergie ma meno della metà dei soggetti allergici è in grado di distinguere un’influenza dai sintomi causati dall’allergia e quanti soffrono di rinite allergica (AR) spesso sottovalutano la patologia.
“In questi casi” afferma Daniela Gambaletta, Associate Director, Regulatory & Medical Affairs di Johnson & Johnson Italia “la consulenza del farmacista diviene molto importante perchè consigliando il trattamento più idoneo e fornendo un supporto professionale al paziente, può aiutare quest’ultimo a migliorare la qualità della vita, specie in un momento come questo nel quale le strutture sanitarie sono in affanno”. “Con i tassi di allergia in aumento, la vita quotidiana di più persone sarà influenzata dai sintomi, a volte debilitanti, che causano”, dice Mark Watt MD, Medical Affairs Lead di Johnson & Johnson Consumer Healthcare. “I farmacisti possono giocare un ruolo chiave nel sostenere questi pazienti offrendo loro un trattamento efficace e fornendo loro consigli su come gestire la loro condizione”.
Il corretto riconoscimento dei sintomi è di primaria importanza perchè i tassi di rinite allergica sono in aumento a causa di inquinamento e surriscaldamento globale e si manifestano in periodi dell’anno sempre più vicini a quelli dei comuni raffreddori, rendendo più difficile distinguere le due malattie. Infatti, a causa del cambiamento climatico, una recente ricerca ha dimostrato che le stagioni dei pollini iniziano 20 giorni prima, sono 10 giorni più lunghe e presentano il 21% di polline in più rispetto al 1990. Le alte temperature sono sempre più frequenti e possono portare a stagioni di impollinazione precoci e più lunghe con un conseguente aumento del tasso di sensibilizzazione al polline e della durata dei sintomi.
Proprio per far fronte a questi cambiamenti, è stato creato un documento, continuamente in divenire, per aggiornare le conoscenze sulla rinite allergica, i trattamenti disponibili e le procedure diagnostiche, rivolto a tutti gli specialisti del settore, dai medici di medicina generale agli operatori sanitari. L’ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma), così denominato, vuole essere un valido e pratico aiuto nell’interpretazione dei sintomi di rinite e soprattutto per rendere più agevole la distinzione tra i pazienti con rinite allergica (RA) e quelli affetti da un normale raffreddore. I farmacisti informando i pazienti, educandoli sulla loro condizione e aiutandoli a monitore i sintomi, possono davvero divenire l’alleato numero uno nel trattamento dei sintomi di questa patologia, sempre più diffusa e troppe volte debilitante.
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Covid, Fedriga “Coprifuoco alle 23 priorità regioni”
ROMA (ITALPRESS) – “La nostra priorità come Regioni è quella del coprifuoco. Abbiamo proposto all’unanimità un miglioramento della bozza del decreto, con la richiesta dello spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23”. Lo ha detto Massimiliano Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle regioni, intervenuto a Radio Kiss Kiss. “Pensiamo ai ristoranti, andando a cena fuori nei locali consentiti dovremmo andare via alle 21,30, non penso che rappresenti un serio rischio spostarlo di un’ora”.
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Visa, nel 2020 carbon neutrality, obiettivo zero emissioni entro 2040
MILANELLO (ITALPRESS) – Visa ha annunciato di aver ottenuto nel 2020 la carbon neutrality in tutte le proprie attività operative e di voler raggiungere l’obiettivo di zero emissioni entro il 2040. Visa ha inoltre definito una strategia per diventare azienda “climate positive” grazie a nuove partnership e a numerose iniziative volte a supportare il commercio sostenibile e la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
“Visa è al lavoro per creare un futuro più sostenibile”, ha commentato Al Kelly, Chairman e Chief executive officer di Visa. “Il nostro impegno per raggiungere zero emissioni, unitamente agli sforzi di tutta la nostra rete per supportare progetti di sostenibilità, rappresentano soluzioni concrete ed immediate attraverso cui vogliamo contribuire alla costruzione di un futuro migliore per il nostro pianeta”. Nell’ambito dell’impegno per il raggiungimento delle zero emissioni entro il 2040, Visa ha annunciato di essere nuovo firmatario del “Climate Pledge” – un’iniziativa co-fondata da Amazon e da Global Optimist – nonchè nuovo membro del Climate Business Network, un’idea del World Wildlife Fund (WWF) per accelerare l’azione verso un futuro a zero emissioni. Il progetto zero emissioni di Visa è in linea con gli standard globali e prevede anche la realizzazione di una serie di interventi che coinvolgeranno i propri fornitori per ridurre una parte significativa dell’impatto di gas serra provenienti da beni e servizi acquistati dall’azienda. Visa si è inoltre impegnata a fissare obiettivi su base scientifica in linea con l’iniziativa di Science Based Target che, in accordo con gli obiettivi di Parigi, punta a limitare l’aumento annuo del riscaldamento globale a 1,5°C. Questi nuovi obiettivi si uniscono all’attuale leadership di Visa in materia di sostenibilità, incluso il passaggio avvenuto nel 2020 all’utilizzo del 100% di elettricità rinnovabile. “Per il Mese della Terra Visa sta utilizzando tutta la potenzialità del proprio network per accelerare la trasformazione sostenibile e la ripresa economica, contribuendo nel contempo a garantire la prosperità del pianeta e delle economie di tutto il mondo” ha detto Douglas Sabo, chief sustainability officer di Visa. “Dando priorità all’energia pulita e alle pratiche sostenibili, investendo in iniziative innovative dal punto di vista ambientale e impegnandoci con i leader aziendali e della società civile sul clima, ci impegniamo a diventare parte delle soluzione globale al cambiamento climatico”. Visa mettendo a disposizione tutti i suoi prodotti, servizi, rete, dati, esperienza nei pagamenti e visibilità per supportare un commercio sostenibile e il passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio. Visa ha inoltre annunciato oggi la collaborazione con l’Institute for Sustainability Leadership di Cambridge (CISL) al fine di identificare nuove opportunità di applicazione dei pagamenti elettronici e della rete Visa per realizzare un futuro sostenibile. I risultati di questa collaborazione sono previsti per l’estate 2021.
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