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Meloni “Dal G7 impegni concreti, orgogliosa dell’Italia”

BARI (ITALPRESS) – “In questi giorni l’Italia è stata al centro del mondo e gli occhi del mondo sono stati puntati su di noi. Era una grande responsabilità e io sono orgogliosa di come la nostra nazione sia riuscita ancora una volta a stupire e a tracciare la rotta”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social.
“Abbiamo chiuso i lavori del vertice G7 sotto la presidenza italiana e abbiamo adottato la dichiarazione finale, un documento estremamente significativo che contiene i tanti impegni che il G7 ha deciso di assumersi, impegni concreti e reali che riguardano questioni dirimenti per il nostro presente, per il nostro futuro e sui quali il vertice ha ribadito la sua unità di intenti, la sua compattezza. Ha confermato di non essere una sorta di fortezza chiusa che deve difendersi da qualcosa o da qualcuno, ma un’offerta di valori che si apre al mondo, che vuole costruire sviluppo e crescita condivisi”, ha aggiunto.
“Questo G7 per la prima volta nella storia ha parlato anche di governo ai flussi migratori. Abbiamo convenuto che è necessario costruire un coordinamento a livello internazionale e sviluppare una strategia nuova che sia basata su diverse direttrici, a partire dalla necessità di costruire un’alleanza globale contro i trafficanti di esseri umani e di mettere così a sistema gli sforzi per contrastare una piega che alimenta i flussi di migrazione illegale e rappresenta una nuova forma di schiavitù – ha sottolineato il premier -. Sono molto soddisfatta anche che nella dichiarazione finale si sia ribadito l’impegno comune per affrontare le cause profonde della migrazione, per garantire il primo dei diritti, che è il diritto a non dover migrare, ovvero a non essere costretti a lasciare la propria casa potendo trovare nella propria terra le condizioni della propria realizzazione”.
“Con la dichiarazione finale il G7 si è assunto alcuni impegni precisi. Continueremo a sostenere l’Ucraina, abbiamo scelto di mettere a sistema i nostri sforzi e le diverse linee d’azione con un approccio a 360 gradi per aiutare il popolo ucraino a guardare al futuro. Il G7 ha ribadito questo impegno, ha raggiunto l’accordo per un sostegno finanziario aggiuntivo collegato agli extra profitti derivanti dai beni russi immobilizzati nelle nostre giurisdizioni – ha detto ancora Meloni -. Nella dichiarazione c’è piena convergenza anche sul conflitto in Medio Oriente. Abbiamo confermato il nostro sostegno alla proposta di mediazione degli Stati Uniti per un cessate di fuoco immediato a Gaza, il rilascio di tutti gli ostaggi e un significativo aumento dell’assistenza umanitaria alla popolazione civile nella Striscia di Gaza. Il G7 ha ribadito ogni sforzo per scongiurare l’escalation nella regione e per una soluzione politica duratura della crisi con una soluzione dei due popoli e due Stati”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Papa al G7 “Intelligenza artificiale affascinante ma tremenda”

BARI (ITALPRESS) – Il “vigoroso avanzamento tecnologico rende l’intelligenza artificiale uno strumento affascinante e tremendo al tempo stesso ed impone una riflessione all’altezza della situazione. In tale direzione forse si potrebbe partire dalla constatazione che l’intelligenza artificiale è innanzitutto uno strumento. E viene spontaneo affermare che i benefici o i danni che essa porterà dipenderanno dal suo impiego. Questo è sicuramente vero, poichè così è stato per ogni utensile costruito dall’essere umano sin dalla notte dei tempi”. Così Papa Francesco, intervenendo alla sessione del G7 “Intelligenza Artificiale, Energia, Africa/Mediterraneo”. Sua Santità, arrivato in mattinata a Borgo Egnazia in elicottero, è stato accolto dalla premier, Giorgia Meloni, con la quale si è recato in golf car nella sede del Vertice.
Accolto da un lungo applauso dai leader, Francesco ha evidenziato come “in un dramma come quello dei conflitti armati è urgente ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi come le cosiddette ‘armi letali autonomè per bandirne l’uso, cominciando già da un impegno fattivo e concreto per introdurre un sempre maggiore e significativo controllo umano. Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita ad un essere umano. C’è da aggiungere, inoltre, che il buon uso, almeno delle forme avanzate di intelligenza artificiale, non sarà pienamente sotto il controllo nè degli utilizzatori nè dei programmatori che ne hanno definito gli scopi originari al momento dell’ideazione. E questo è tanto più vero quanto è altamente probabile che – ha proseguito il Pontefice – , in un futuro non lontano, i programmi di intelligenze artificiali potranno comunicare direttamente gli uni con gli altri, per migliorare le loro performance. E, se in passato, gli esseri umani che hanno modellato utensili semplici hanno visto la loro esistenza modellata da questi ultimi – il coltello ha permesso loro di sopravvivere al freddo ma anche di sviluppare l’arte della guerra – adesso che gli esseri umani hanno modellato uno strumento complesso vedranno quest’ultimo modellare ancora di più la loro esistenza. E’ lecito ipotizzare che l’uso” dell’intelligenza artificiale “influenzerà sempre di più il nostro modo di vivere, le nostre relazioni sociali e nel futuro persino la maniera in cui concepiamo la nostra identità di esseri umani. Il tema dell’intelligenza artificiale è, tuttavia, spesso percepito come ambivalente: da un lato, entusiasma per le possibilità che offre, dall’altro genera timore per le conseguenze che lascia presagire. A questo proposito si può dire che tutti noi siamo, anche se in misura diversa, attraversati da due emozioni: siamo entusiasti, quando immaginiamo i progressi che dall’intelligenza artificiale possono derivare, ma, al tempo stesso, siamo impauriti quando constatiamo i pericoli inerenti al suo uso”.
Per Francesco, inoltre, “spetta ad ognuno farne buon uso” dell’intelligenza artificiale “e spetta alla politica creare le condizioni perchè un tale buon uso sia possibile e fruttuoso. Non possiamo nascondere il rischio concreto, poichè insito nel suo meccanismo fondamentale, che l’intelligenza artificiale limiti la visione del mondo a realtà esprimibili in numeri e racchiuse in categorie preconfezionate, estromettendo l’apporto di altre forme di verità e imponendo modelli antropologici, socio-economici e culturali uniformi. Il paradigma tecnologico incarnato dall’intelligenza artificiale – ha aggiunto – rischia allora di fare spazio a un paradigma ben più pericoloso, che ho già identificato con il nome di ‘paradigma tecnocraticò. Questa mia riflessione sugli effetti dell’intelligenza artificiale sul futuro dell’umanità ci conduce così alla considerazione dell’importanza della ‘sana politicà per guardare con speranza e fiducia al nostro avvenire”. Infine il Pontefice ha esortato a “non dimenticare che nessuna innovazione è neutrale. La tecnologia nasce per uno scopo e, nel suo impatto con la società umana, rappresenta sempre una forma di ordine nelle relazioni sociali e una disposizione di potere, che abilita qualcuno a compiere azioni e impedisce ad altri di compierne altre. Questa costitutiva dimensione di potere della tecnologia include sempre, in una maniera più o meno esplicita, la visione del mondo di chi l’ha realizzata e sviluppata. Questo vale anche per i programmi di intelligenza artificiale. Affinchè questi ultimi siano strumenti per la costruzione del bene e di un domani migliore, debbono essere sempre ordinati al bene di ogni essere umano. Devono avere un’ispirazione etica”, ha concluso.
Quella di oggi è stata definita dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, una “giornata storica”, è la prima volta, infatti, che un Pontefice partecipa ai lavori del G7. “Papa Francesco ci ha dato il grande onore di assistere a questa sessione, è la prima volta che un Pontefice partecipa alla riunione dei Sette e questo rende l’appuntamento di oggi storico. Non lo ringrazierò mai abbastanza per essere qui. Le sue parole sono fonte di ispirazione per ciascuno di noi”, ha affermato Meloni che avverte: “noi non accetteremo mai la narrativa che l’Occidente sia contro il resto, noi possiamo affrontare le sfide mondiali se saremo in grado di collaborare con rispetto e con un approccio da pari a pari”.

– Foto Ipa Agency –

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Centrodestra, Salvini “Se va diviso perde, mai avversari in coalizione”

ROMA (ITALPRESS) – “Alle elezioni comunali siamo al ballottaggio in 50 città, a Firenze, Cremona, Rovigo, Bari e Potenza la partita è ancora aperta. Il voto di domenica ci ha garantito in Veneto 26 sindaci in più, alla faccia di chi dice che la Lega in quella regione ha problemi; in Lombardia a oggi abbiamo 225 sindaci, di cui 123 riconfermati, nonostante qualche sconfitta laddove il centrodestra si è diviso”. Così il vice premier e ministro, Matteo Salvini, intervistato a Radio Libertà.
“Quando qualcuno dei nostri dice che avrebbe votato un altro partito non è bello – prosegue Salvini, – Io verso Bossi sono molto riconoscente e gli ho pure dedicato il libro, anche se nel corso degli anni me ne ha dette di ogni tipo: senza di lui non sarei dove sono adesso e non ci sarebbe l’autonomia differenziata in Parlamento, tuttavia per rispetto di tutti i sostenitori e militanti serve una Lega compatta in cui le cose si dicono in faccia e non attraverso i giornali. A Pontida la sconfitta è arrivata perchè la lista di Castelli ha corso da sola, togliendo voti alla Lega – aggiunge Salvini, – Berlusconi ci ha lasciato in eredità l’unità del centrodestra: da parte mia non ci saranno mai avversari o nemici nella mia coalizione, al netto di una competizione interna assolutamente legittima. Al governo i nostri ministri si stanno distinguendo e la maggioranza resisterà sicuramente fino al 2027, spero di vedere nei miei alleati la stessa voglia di stare insieme e che possa riproporsi anche in Europa un centrodestra unito: è chiaro che serve un cambio di rotta rispetto all’operato di von der Leyen e lo dimostra la crescita del nostro gruppo in Europa”, conclude Salvini.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Italia pronta al debutto, Spalletti “Giochiamo da giganti”

DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Siamo protagonisti del sogno di ciascun italiano che usciva col pallone sotto braccio e rientrava di sera con la faccia stanca, le ginocchia spaccate, la maglia sudata. Per loro noi siamo degli eroi, dei giganti, dobbiamo crearci questa corteccia, questa scocca del calciatore che non soffre ambientazioni, livelli di tornei, importanza di partite, dobbiamo andare lì e far vedere che i giganti e gli eroi non hanno timore di giocarsi una partita di calcio. Ognuno di noi deve avere la sua cassetta degli attrezzi per svitare e avvitare ciò che si serve”. Sono queste le parole di Luciano Spalletti alla vigilia del debutto azzurro a Euro2024 contro l’Albania. “E’ chiaro che la partita è insidiosa, Sylvinho è stato molto bravo a creare questa squadra, giochiamo contro calciatori che conoscono bene il nostro calcio e hanno qualità, sanno giocare a calcio benissimo. Sarà una partita tosta”, avverte il ct, pronto ad affidare le chiavi dell’attacco a Scamacca. “E’ cresciuto molto nell’ultimo periodo, gli abbiamo fatto i complimenti, lui è completo, ha veramente tutto, poi qualche volta deve confrontare la sua performance con quella degli altri. Dentro dieci movimenti di attacco alla porta, si va a ricevere cinque palloni, dietro a 20 ce ne saranno 10”.
– foto Ipa Agency –
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Donnarumma “Vogliamo rivivere le notti magiche”

DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Lo spirito è quello di quando si affronta una competizione del genere, la carica ti viene naturale, lo spirito è quello di tre anni fa, riproviamo a ripercorrere quelle notti magiche”. E’ l’auspicio del capitano della Nazionale, Gianluigi Donnarumma, alla vigilia di Italia-Albania, gara del debutto ad Euro2024. “La squadra è pronta, io cerco di dare tutto, di dare consigli alla squadra spiegando cosa abbiamo vissuto tre anni fa, ma i ragazzi non hanno bisogno dei miei consigli – continua – Io, Jorginho e Barella cerchiamo di dare le giuste indicazioni per cercare di arrivare fino in fondo”. Perchè l’ambizione non manca. “La storia è stata scritta tre anni fa, adesso proviamo a scrivere un’altra pagina di storia per l’Italia”, aggiunge Donnarumma.
– foto Ipa Agency –
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G7, bilaterale Meloni-Biden “Impegno comune per pace in Medio Oriente”

BORGO EGNAZIA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato, a margine dei lavori del Vertice G7, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
I due leader hanno discusso dei principali temi dell’attualità internazionale, facendo in particolare il punto sulla evoluzione della guerra di aggressione russa all’Ucraina e sugli sforzi comuni di sostegno a Kiev, anche finanziari, in vista del prossimo Vertice NATO di Washington – si legge in una nota di Palazzo Chigi -. L’incontro ha anche permesso di ribadire il comune impegno per un accordo complessivo con riferimento al conflitto a Gaza per la fine delle ostilità, la liberazione degli ostaggi e il rafforzamento del sostegno umanitario alla popolazione civile. E’ stata anche sottolineata l’importanza di riavviare il processo di pace con l’obiettivo della soluzione dei due Stati.
Sul piano bilaterale, Meloni e Biden hanno espresso soddisfazione per l’andamento delle relazioni bilaterali e della collaborazione in campo economico-finanziario, nonchè della cooperazione avviata tra il Piano Mattei per l’Africa e la Partnership for Global Infrastructure and Investment attraverso l’evento a margine del Vertice co-presieduto dai due presidenti. In questo ambito, è stato ricordato il contributo italiano alla creazione del progetto infrastrutturale “Corridoio di Lobito”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Fondazione Magna Grecia, le mafie puntano su metaverso e dark web

ROMA (ITALPRESS) – Utilizzano droni e sommergibili radiocomandati per trafficare in droga e armi, assoldano i migliori hacker del mondo, agiscono con disinvoltura sul web – dove hanno oramai spostato molte delle loro attività – creano banche online per riciclare denaro, cominciano a usare l’intelligenza artificiale. Sono le nuove mafie, sempre più abili a cavalcare l’onda dell’innovazione tecnologica e informatica per ampliare il loro raggio di azione e aumentare i profitti. Grazie alla loro grande capacità di adattamento sono diventate ormai organizzazioni ibride, capaci cioè di operare tanto nella realtà analogica quanto in quella digitale. Al tradizionale pizzo affiancano le estorsioni online, puntano sul metaverso e sul dark web. Se prima andavano alla ricerca di avvocati, commercialisti, broker, notai, agenti immobiliari, oggi, cercano ovunque ingegneri informatici, hacker e drug designer. La mafia corre in rete insomma, e corre veloce, mentre imprese e istituzioni arrancano affannosamente in un’eterna carenza e inadeguatezza di risorse e di personale specializzato. E’ il quadro che emerge dal Rapporto “Cyber organized crime. Le mafie nel Cyberspazio” presentato dalla Fondazione Magna Grecia, che quest’anno celebra i 40 anni dalla sua nascita, al Palazzo di Vetro dell’Onu, lo scorso aprile, e oggi alla Camera. Lo studio, curato da Antonio Nicaso e Walter Rauti, segue quello dedicato lo scorso anno alla relazione tra mafie e social media e offre una panoramica dell’evoluzione nel contesto cyber delle mafie, proponendo un innovativo indice per valutare la vulnerabilità di imprese e istituzioni agli attacchi informatici.
“Dopo l’esperienza dello scorso anno, abbiamo sentito l’esigenza di predisporre un secondo rapporto che esaminasse l’ibridazione delle mafie nel mondo digitale, rivelando come si siano evolute negli ultimi anni per sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia”, ha spiegato Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia.
Dallo studio emerge, infatti, che le mafie operano digitalmente in modo strutturato, strategico e coordinato, tanto che esistono delle correlazioni tra riciclaggio di denaro, criminalità informatica, cripto-asset e corruzione. Del resto il dark web rappresenta un luogo ideale per le mafie: è discreto, relativamente sicuro e permette di mantenere l’anonimato grazie alle tecnologie disponibili di pseudonimia e crittografia. Sull’internet sommerso ci sono grandi piazze virtuali dove è possibile comprare e vendere di tutto. Allo stesso tempo, si può riciclare denaro o si possono commettere frodi finanziarie ed estorsioni online, sapendo di poter eludere le frontiere tradizionali e sfuggire alle indagini.
L’obiettivo primario di autorità e investigatori di tutto il mondo deve essere quello di essere al passo con i tempi: sottovalutare le potenzialità delle nuove mafie è un rischio che nessun Paese può permettersi, tantomeno l’Italia. Per questo motivo, “grazie a un accurato lavoro di analisi – ha spiegato ancora il presidente Foti – abbiamo sviluppato un indice che permette di determinare in modo sintetico l’effettivo livello di rischio di istituzioni e imprese in caso di attacchi informatici. Disporre di una misura sintetica come questa è fondamentale per orientare le decisioni della politica, poichè fornisce un quadro chiaro e comprensibile della portata e dell’evoluzione delle minacce cibernetiche, consentendo ai policy maker di valutare l’impatto socioeconomico della criminalità informatica in un dato territorio e di prendere le decisioni conseguenti con un approccio più razionale e più efficace”.
“Le organizzazioni criminali considerano ormai il ‘vecchiò pizzo come qualcosa di superato”, ha detto il Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, che ha raccontato di aver scoperto a Napoli che la camorra aveva creato una banca online che riciclava miliardi di dollari, con seimila clienti in Lombardia e nel Lazio e con sedi anche in Lituania e Lettonia. Il riciclaggio ammontava a più di tre miliardi e mezzo di euro, di cui solo due sono stati sequestrati. “La cosa che ci ha sorpreso è che nelle banche sequestrate abbiamo scovato tecnologie che la nostra Polizia giudiziaria nemmeno si sogna. Purtroppo nelle azioni di contrasto alle mafie, l’Italia è rimasta indietro rispetto a Paesi come Germania, Olanda e Belgio che ora devono aiutarci. Nelle forze dell’ordine mancano del tutto giovani ingegneri in grado di dare quella spinta di cui il nostro sistema ha bisogno. Stiamo perdendo troppo tempo e tanto campo”, ha concluso Gratteri.
Per la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, il rapporto di Fondazione Magna Grecia “ha un doppio grande merito: da un lato, offre una ricognizione e un’analisi accurate dei fenomeni criminali, dall’altro, propone una serie di suggerimenti e indicazioni utili a prevenire e reprimere il cybercrime”.
Quanto alle misure di contrasto, “alcuni importanti passi avanti sono stati fatti recentemente. Nell’aprile 2023, il Parlamento ha approvato norme di controllo sui trasferimenti delle criptovalute per prevenirne l’uso nel riciclaggio di denaro, nel finanziamento del terrorismo e in altri reati. Il disegno di legge sulla cybersecurity, poi, può costituire un efficace strumento di lotta al cybercrime in Italia. Una priorità, soprattutto considerando l’aumento degli attacchi informatici in settori cruciali come le PMI, il sistema sanitario e finanziario, la Pubblica amministrazione”.

– foto xi2/Italpress –
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Biologi, al via il 3° Congresso nazionale Enpab

ROMA (ITALPRESS) – Al via a Roma il III Congresso Nazionale Enpab, l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi, “Previdenza è salute. Il futuro nelle nostre mani”, una due giorni volta a raccontare la storia, il lavoro e la previdenza dei biologi, valorizzando l’impegno di questa figura professionale nella tutela della vita in ogni sua forma. Tema centrale del Congresso la salute, declinata secondo le diverse aree di competenza del biologo, riconosciuto anche come professionista sanitario. Ad aprire la giornata un messaggio del Santo Padre incentrato sull’importanza del ruolo dei biologi nella società, auspicando che, mediante i progressi della biologia si favoriscano significativi sviluppi per la cura dell’uomo. Il Santo Padre ha rammentato che il compito di coloro che si dedicano a tale ambito “non è solo quello di promuovere lo sviluppo armonico e integrato della ricerca scientifica e tecnologica che riguarda i processi biologici della vita vegetale, animale e umana ma anche di prevedere e prevenire le conseguenze negative che può provocare un uso distorto delle conoscenze e delle capacità di manipolazione della vita”.
L’Ente di previdenza ha raddoppiato la sua azione: da un lato ha continuato ad ampliare le forme di assistenza che sostengono il professionista nel momento del bisogno e, dall’altro, ha attivato le iniziative, sempre più strutturate, di welfare attivo. Negli anni sono stati numerosi gli interventi tecnici per il potenziamento delle prestazioni previdenziali: l’aliquota della contribuzione soggettiva obbligatoria è passata dall’originale 10%, fissato dalla legge, al 15% voluto con una modifica al Regolamento. Allo stesso modo, quella modulare o facoltativa prima fissata in un massimo del 20% ora è al 36%. E’ stato incrementato il contributo integrativo versato dal cliente dal 2 al 4%, destinando l’intera eccedenza per aumentare il valore del montante. Enpab ha ottenuto, non senza difficoltà, il riconoscimento dell’estensione dell’integrativo nella misura del 4% anche per le Pubbliche Amministrazioni a garanzia di equità. In tal senso, alcuni numeri dimostrano il successo di questa politica: la percentuale di biologi che ha scelto un’aliquota superiore al 15% nel 2023 è raddoppiata rispetto al 2022, raggiungendo oltre il 10% del totale degli iscritti. Ad oggi Enpab è passato dal 7% al 64% di consiglieri donna ed è amministrato sia da giovani professionisti che da silver, rispecchiando finalmente la composizione della platea degli iscritti.
Il biologo rappresenta un’importante figura professionale di riferimento nella transizione ecologica della nostra economia. A partire dai biologi nutrizionisti che con il loro lavoro possono educare alla stagionalità, al recupero e alla pianificazione a vantaggio della lotta allo spreco di risorse e alla sensibilizzazione dei cittadini a un corretto stile di vita. Ma ci sono tante altre declinazioni per la figura professionale del biologo in questo specifico settore, come l’analisi della qualità dell’aria, delle acque, dell’inquinamento acustico, monitoraggio di suolo e bonifiche, gestione dei rifiuti. In totale, il numero dei biologi in Italia è pari a 18.138, di cui, in ordine di numero di iscritti tra le prime regioni figurano: 2.820 (15,5%) in Campania; 2.467 (13,6%) nel Lazio; 2.232 (12,3%) in Sicilia; 1.915 (10.6%) in Lombardia; 1.459 (8%) in Puglia.
Durante il Congresso è stata presentata la nuova edizione del progetto “Costruiamo la salute! Biologi nelle scuole”, promosso da Enpab, in collaborazione con il Comitato paritetico del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nell’anno scolastico 2024/2025, 100 biologi Enpab potranno mettere a disposizione la loro professionalità con l’intento di sviluppare, incrementare e diffondere agli studenti e alle loro famiglie “la cultura e la consapevolezza alimentare nel rispetto coerente dell’ambiente”. Il Progetto, rivolto unicamente agli studenti che frequentano la classe terza della Scuola Primaria, sarà organizzato in incontri educazionali frontali con gli alunni. Sono oltre 80 gli istituti scolastici coinvolti su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa fa seguito al “Progetto Scuola” di Enpab, che si è svolto dal 2014 al 2020, quando è stato interrotto a causa della pandemia. Il progetto ha coinvolto negli anni un totale di 1.000 biologi professionisti, con specializzazioni in materia alimentare e ambientale, che hanno svolto all’interno di circa 500 istituti scolastici, incontri e laboratori sperimentali di educazione alla salute e all’ambiente, anche attraverso l’utilizzo pedagogico del disegno e del gioco.
Secondo Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati, ‘per offrire un supporto sempre più mirato ed efficace, le Casse previdenziali stanno adottando nuovi approcci che includono servizi di prevenzione, assistenza e promozione del benessere degli assistiti. L’attività dell’Enpab, infatti, non consiste solo nell’erogazione delle prestazioni in favore dei biologi che esercitano la libera professione, ma si traduce anche in un costante sforzo per ampliare le forme di tutela garantite ai propri assistiti. E’ di tutta evidenza il ruolo essenziale svolto dai biologi, professionisti sanitari, come tali riconosciuti a livello legislativo, in possesso di specifiche competenze relative a uno spettro molto ampio di discipline. Per affrontare e superare le sfide sanitarie che ci attendono occorre la cooperazione sinergica fra diverse figure professionali, tutte attivamente impegnate nella salvaguardia della salute umanà.
Per Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, ‘con una età media di 43 anni, quella dei biologi è una categoria professionale giovane e composta in prevalenza da donne. L’elevata incertezza e rischi legati all’acuirsi e al diffondersi delle tensioni geo-politiche hanno un impatto crescente sulle prospettive economiche internazionali. Il Governo è fortemente impegnato a dare il suo contributo per un futuro di stabilità e pace, nel contesto della Presidenza italiana del G7 e della sua azione a livello europeo e internazionale. L’obiettivo è quello di favorire una crescita economica sostenibile che metta la persona al centro. L’invecchiamento della popolazione, infatti, avrà in prospettiva un impatto sempre più importante sul nostro sistema pensionistico pubblico, con il rischio per cui i giovani lavoratori di oggi potrebbero beneficiare di trattamenti pensionistici non adeguati al momento della loro collocazione a riposo. La consapevolezza che esista un principio di necessaria dipendenza tra redditi professionali, contribuzione previdenziale e prestazione pensionistica ha reso tutte le Casse di previdenza, Enpab compresa, sempre più protagoniste nelle politiche di welfare attivo, con investimenti mirati a un reale sbocco occupazionale e al conseguimento di borse di studio e di tirocini pratici volti a una formazione specifica che agevola l’introduzione dei biologi nei vari campi professionalì.
‘Sono convinto che la scuola, all’interno del suo spazio educativo, debba avere l’obiettivo di fornire agli studenti le competenze e gli strumenti necessari per fronteggiare le sfide del domani, contribuendo a immaginare le professioni del futuro – sottolinea il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara -. In tal senso, il progetto ‘Biologi nelle scuolè, promosso in collaborazione con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si ispira alla necessità di promuovere la cultura e la consapevolezza ambientale e alimentare, anche alla luce degli obiettivi dell’Agenda 2030, con un approccio sistemico per coinvolgere la scuola come protagonista. In tal senso, sarà un luogo in cui svolgere un percorso volto all’educazione alimentare e alla sostenibilità, diventando osservatorio e laboratorio per accrescere la cultura delle interrelazioni tra l’uomo e il nostro pianetà.
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato come “i biologi hanno una grande responsabilità nella promozione della salute, nella tutela dell’ambiente e nello sviluppo sostenibile. Infatti, la salute della popolazione può essere preservata soltanto conservando l’integrità degli ecosistemi e in tale ambito i biologi rivestono un’importanza insostituibile. Il loro ruolo e la loro professionalità in virtù delle competenze tecnico-scientifiche sono fondamentali per dare risposte alle sfide del nostro tempo. Serve un approccio One Health, in grado cioè di promuovere la ricerca multidisciplinare, volta a migliorare la salute e il benessere di tutte le specie. E’ chiaro ormai che le nostre società e le nostre economie sono radicate nella natura e che danneggiare l’ambiente ha anche conseguenze negative di ordine sociale ed economico. Il mio auspicio è di riuscire insieme a trovare e attuare le migliori soluzioni, le migliori pratiche per riparare ciò che ieri è stato danneggiato dall’uomo per costruire un modello di sviluppo sostenibile e per creare le condizioni migliori per il futuro delle prossime generazionì.
Secondo Tiziana Stallone, Presidente Enpab, ‘far coincidere previdenza con pensione è una visione miope. La pensione non è un semplice calcolo matematico, ma qualcosa che si costruisce fin da giovani. Tuttavia, noi di Enpab non ci sentiamo pienamente appagati dal fatto che il legislatore abbia voluto per la nostra Cassa di previdenza un sistema contributivo puro. Crediamo, infatti, che quei risparmi possano essere potenziati e crescere in maniera esponenziale, grazie all’importante ruolo svolto dai biologi nella nostra società. In tal senso, il nostro obiettivo è fare ancora di più per ogni iscritto, la previdenza deve essere percepita come uno strumento di tutela e valorizzazione del prezioso lavoro svolto dai professionisti biologi a beneficio di tutta la collettività’.
Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è intervenuta affermando che ‘i biologi sono fondamentali, anche attraverso il braccio operativo del Ministero come l’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale, la cui area di biologia gestisce i laboratori e coordina le attività con i laboratori del sistema nazionale di protezione dell’ambiente, in ambito di ricerca e monitoraggio. Per rafforzare le competenze e anche assicurare l’apporto dei professionisti nella formazione di posizioni negoziali internazionali il Governo ha istituito un fondo per la valorizzazione dell’attività di ricerca dell’Ispra e dell’Enea di 2 milioni e mezzo annui all’interno del decreto legge PA della scorsa estate. Rinnovo l’impegno del Governo e del Ministero per la valorizzazione del capitale naturale del Paese, che è tra i maggiori possessori di diversità biologica, attraverso azioni che possano contrastare i cambiamenti climaticì.
Per Claudio Durigon, Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ‘alla luce della fase di profondi cambiamenti che stiamo vivendo è fondamentale far capire ai giovani l’importanza di costruire la propria previdenza. In tal senso la visione deve essere di lungo periodo. Con la legge Dini del ’96, è stato adottato il sistema di calcolo contributivo. In tale contesto è necessario dare forza al secondo pilastro per rinnovare il nostro sistema pensionistico. I giovani devono pensare che sono un elemento fondamentale per costruire il proprio futuro su cui si deve investire già da oggì.
Secondo Francesco Battistoni, Vice Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati, ‘oggi più che mai il ruolo dei biologi assume una centralità per lo sviluppo e la tutela della salute degli individui e degli ecosistemi in cui noi tutti viviamo. Le nuove tecnologie applicate all’agricoltura o all’ambiente, penso alle TEA in agricoltura, all’Intelligenza Artificiale, all’Agricoltura di precisione, ai processi di sviluppo sostenibile e tecnologico applicato alle scienze umane, sono i campi di indagine nei quali è richiesto un impegno costante. E in questo contesto, i biologi hanno il compito di aiutarci a progredire come cittadini e come società, ed è un impegno che svolgono con assoluta determinazione e verso il quale noi tutti dobbiamo essere riconoscenti”.
Per Sergio Marchi, Capo della Segreteria del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, delegato dal Ministro Francesco Lollobrigida, ‘quello pensionistico è un tema di grandissima attualità. I biologi, riconosciuti come professionisti sanitari, hanno un compito fondamentale nella tutela della salute e della buona e corretta alimentazione, aspetti essenziali per vivere bene e più a lungo. Dobbiamo fare la nostra parte soprattutto promuovendo lo stile di vita italiano, unico al mondo. Un patrimonio che va difeso in quanto asset centrale per il Paesè.

– foto ufficio stampa ItalCommunications –
(ITALPRESS).

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