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Maserati Grecale auto ufficiale del G7 a Borgo Egnazia in Puglia

MODENA (ITALPRESS) – Maserati Grecale è l’auto ufficiale del 50° G7 che si svolge, sotto la Presidenza italiana, presso Borgo Egnazia, nel comune di Fasano di Puglia, dal 13 al 15 giugno 2024.
In uno degli appuntamenti istituzionali più importanti e significativi al mondo, Maserati Grecale “si conferma la perfetta auto di rappresentanza per eventi ufficiali: una vettura “everyday exceptional” in ogni sua veste”, si legge in una nota.
Una flotta di venti Grecale, nella versione Modena, accompagna i rappresentanti dei Paesi partecipanti nei loro spostamenti durante il vertice.
Tutte le vetture sono caratterizzate da vernice metallizzata di colore Nero Tempesta, interni in pelle nera con cuciture grigie, vetri posteriori privacy e cerchi da 20″ nella colorazione nero lucido, dove spiccano pinze freno di colore rosso.
Con la motorizzazione 4 cilindri mild hybrid da 330 CV, Grecale Modena “incarna perfettamente i concetti di innovazione, versatilità e lusso, offrendo un’esperienza di guida ottimale nell’utilizzo quotidiano – prosegue la nota -. Grecale Modena garantisce massima abitabilità, contenuti tecnologici innovativi, uno stile discreto, ma allo stesso tempo dinamico e accattivante, suggellati dall’inconfondibile sound del motore Maserati e dalla potenza dell’impianto audio tridimensionale Sonus faber””.
Grecale è disponibile anche nella variante GT, equipaggiata con un 4 cilindri mild hybrid da 300 CV; nella potente versione Trofeo con il V6 Nettuno da 530 CV; e nell’innovativa versione Folgore, con il suo propulsore 100% elettrico da 410 kW e tecnologia a 400 Volt, primo SUV full-electric del Tridente.
Presso la sede della Sala Stampa, allestita in un’area dedicata della Fiera Del Levante a Bari, Maserati espone due vetture: una GranTurismo Trofeo, vera e propria icona della Casa del Tridente, nella colorazione Giallo Genio, e la supersportiva spyder MC20 Cielo, caratterizzata dalla livrea Blue Victory.

– Foto ufficio stampa Maserati –

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Fonseca nuovo allenatore del Milan, Ibra “E’ l’uomo giusto”

MILANO (ITALPRESS) – Paulo Fonseca è il nuovo allenatore del Milan. La conferma ufficiale arriva in conferenza stampa da Zlatan Ibrahimovic, senior advisor di RedBird. Per il 51enne tecnico portoghese sarà la seconda esperienza in Italia dopo il biennio alla Roma (2019-21), concluso con un bilancio di un quinto e un settimo posto. Prima dell’arrivo in giallorosso, Fonseca aveva guidato, fra gli altri, il Pacos Ferreira ottenendo a sorpresa la terza piazza finale nella stagione 2012-13. Un risultato che gli era valso la chiamata del Porto, salvo poi essere esonerato dopo pochi mesi. Rilanciatosi al Braga, con cui conquista la coppa nazionale, guiderà per tre anni lo Shakthar Donetsk, centrando in ciascuna stagione l’accoppiata campionato-coppa. Dopo la Roma l’avventura in Ligue 1 col Lille, quinto posto alla prima stagione e quarto in quella che si è appena conclusa con tanto di qualificazione ai preliminari di Champions. Adesso il compito di raccogliere l’eredità di Stefano Pioli. “Un onore, un orgoglio, una responsabilità. Forza Milan!”, le prime parole via social di Paulo Fonseca, che ha firmato un contratto triennale. “Abbiamo studiato bene cosa volevamo, cosa cercavamo e abbiamo scelto Paulo perchè porti la sua identità – spiega Ibra – Vogliamo che la squadra pratichi un gioco dominante, offensivo, e dopo 5 anni vogliamo portare qualcosa di nuovo ai giocatori e a San Siro. Abbiamo studiato come Fonseca fa giocare le sue squadre, come prepara le partite, è l’uomo giusto: siamo molto fiduciosi e ci crediamo tanto. Inoltre la squadra l’anno prossimo, perdendo due giocatori come Kjaer e Giroud, sarà ancora più giovane e Paulo ha esperienza con i giovani, sa tirare fuori da loro il meglio”, ha detto Ibrahimovic. Che ha voluto ringraziare anche Pioli (“quello che ha fatto per il Milan resta nella storia”) e ha risposto anche sulla suggestione Conte, fra i nomi accostati alla panchina rossonera (“E’ un grande allenatore ma non era quello che cercavamo”). Per quanto riguarda il mercato, “il prossimo step è rinforzare la squadra per essere competitivi per gli obiettivi che abbiamo. E gli obiettivi sono i trofei, non solo in Italia ma anche in Europa. Ogni anno si deve giocare per vincere dei trofei. Il Milan non vince, il Milan fa la storia, chi entra qui deve avere l’ambizione di vincere, fare la storia. Chi non ha questi obiettivi non avrà spazio. Siamo arrivati secondi in campionato, in Europa League non abbiamo fatto bene, non siamo soddisfatti – sottolinea l’ex attaccante – Ma per il futuro siamo ottimisti e positivi. Quello dello scorso anno è stato un mercato che è servito a gettare le basi, il prossimo sarà il mercato dei dettagli. Un club come il Milan deve avere una squadra competitiva e mettere l’allenatore nelle migliori condizioni per fare il meglio possibile”. Per quanto riguarda le voci su Zirkzee, commenta: “C’è spazio per un nuovo attaccante. Zirkzee è forte, gioca bene, arriva dalla scuola olandese come me. Se mi somiglia? Non voglio fare paragoni. L’attaccante lo stiamo cercando e abbiamo una lista ma non facciamo beneficenza. Un club come il Milan non punta solo su un nome, poi bisogna valutare se un giocatore, per quanto forte, sia pronto a giocare con questa maglia, a giocare sotto pressione”. Ma il mercato del Milan passerà anche dalle conferme. “Maignan e Theo restano, così come Leao. Sono giocatori fra i più forti nei loro ruoli, sono sotto contratto e sono felici. Non abbiamo bisogno di vendere per prendere altri giocatori, grazie al lavoro di RedBird possiamo portare giocatori forti e migliorare”. Escluso per il momento l’ingresso di nuovi potenziali investitori (“Non ho parlato con nessuno, nè se n’è parlato con Cardinale”), Ibra ha fatto anche un primo bilancio della sua esperienza da dirigente. “Si lavora, dopo sei mesi ho già i capelli grigi…Dopo il ritiro si ha un’altra libertà nella vita ma Cardinale mi ha poi proposto di tornare al Milan in modo operativo via RedBird. Ho messo in chiaro che avrei detto sì a patto che fosse un progetto vincente perchè io non accetto di perdere, voglio vincere e vincerò. Mi ha risposto: ‘Benvenutò. Siamo sulla stessa pagina, abbiamo le stesse ambizioni. Con Gerry abbiamo parlato tanto prima di iniziare questa mia terza vita al Milan, parliamo la stessa lingua. Gerry è un vincente”. Ibra definisce il suo ruolo al Milan “semplice: lavoro molto vicino a Cardinale, collaboro con Furlani e Moncada. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno è importante, ognuno ha la sua responsabilità”.
– foto Ipa Agency –
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Meloni “Il G7 non è una fortezza chiusa, certa di risultati concreti”

BARI (ITALPRESS) – “In questi anni il forum ha avuto un ruolo cruciale nella gestione delle crisi globali, in particolare di quelle che mettono a repentaglio la nostra libertà e le nostre democrazie. L’Italia ospita il summit dei leader in Puglia e questa non è stata una scelta casuale: la Puglia è una regione del Sud perchè vogliamo rafforzare il dialogo con le Nazioni del Sud globale, perchè questa terra è storicamente un ponte tra Occidente e Oriente, una terra di dialogo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in apertura del G7 a Borgo Egnazia. Gli obiettivi della presidenza italiana sono, ha detto Meloni, “valorizzare ciò che ci unisce, rafforzare la nostra collaborazione e saper dialogare con tutti. Il G7 non è una fortezza chiusa in se stessa che deve magari difendersi da qualcuno. E’ un’offerta di valori che noi apriamo al mondo per avre come obiettivo quello di uno sviluppo condiviso. Sono molti i punti all’ordine del giorno: parleremo delle crisi in atto, a partire da Ucraina e Medioriente, della necessità di creare catene di approvvigionamento solide, della sfida dell’intelligenza artificiale con la necessità di coglierne le opportunità controllandone i rischi. E ampio spazio sarà dato a un continente fondamentale per noi: l’Africa, a cui è legata anche una questione importantissima, quella della migrazione e del ruolo sempre più preoccupante dei trafficanti. Quindi, molto lavoro da fare, ma sono certa che riusciremo in questi due giorni a portare avanti un confronto che saprà regalare risultati concreti e misurabili”, ha concluso.
(ITALPRESS).
– Foto: account ufficiale G7 Italia –

Sanità, Vodafone accelera sulla trasformazione digitale

ROMA (ITALPRESS) – Semplificazione, completezza delle informazioni sanitarie, sicurezza dei dati: i punti di forza del Fascicolo sanitario elettronico 2.0, cuore della trasformazione digitale della sanità italiana, sono stati presentati e approfonditi alle Corsie Sistine, a Roma, nell’ambito del convegno “L’Innovazione nel Sistema Sanitario Nazionale. Il Fascicolo Sanitario Elettronico per modernizzare la Sanità”, che vede il patrocinio del Ministero della Salute e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Protagonisti i principali attori della sanità pubblica italiana, riuniti per discutere i dettagli della rivoluzione/trasformazione digitale da diversi punti di vista. Partner dell’iniziativa Vodafone, che ha partecipato a un workshop assieme ad altre aziende del settore ICT.
“Vodafone Business ha l’obiettivo di rendere disponibili delle infrastrutture di connettività che consentano ai dati di correre veloci, questo sia sul mondo della rete fissa che sul mondo della rete mobile grazie agli investimenti fatti nell’ambito 5G – ha sottolineato Alessandro Magnino, Direttore Vodafone Business Italia -. Il primo valore è la capacità di essere un grande abilitatore per il trasporto di dati e di informazioni che anche nell’ambito del Fse richiedono quindi delle infrastrutture rilevanti e performanti. La seconda missione è quella di costruire soluzioni e applicazioni che consentono di semplificare la modalità con cui i cittadini si rapportano alla Pubblica amministrazione e alla sanità: un esempio riguarda la possibilità di prenotare in maniera più semplice, utilizzando lo smartphone e le tecnologie web, una visita medica e di ricevere molto rapidamente dei reminder per avere un’esperienza dal punto di vista del paziente molto più semplice”.
Magnino ha evidenziato come Vodafone – che connette al settore sanitario già più di 20 milioni di dispositivi grazie all’IoT, AI, 5G ed Edge Computing – offra dunque soluzioni di telemedicina basate su diverse tecnologie per supportare la pubblica amministrazione e i privati nell’adozione di nuovi modelli che mettano il paziente al centro e per migliorare la gestione delle risorse sanitarie.
Vodafone è aggiudicataria di due lotti del Piano Sanità Connessa, uno dei cinque piani operativi dell’Investimento 3.1 “Reti ultraveloci e 5G” del PNRR, gestito da Infratel Italia sulla base della convenzione operativa con il Dipartimento per la trasformazione digitale, e ha finora collegato 340 strutture sanitarie su territorio nazionale – perfettamente in linea con il piano concordato. Il Piano Sanità Connessa mira a garantire la connettività con velocità simmetriche di almeno 1 Gbps e fino a 10 Gbps alle strutture del servizio sanitario pubblico, dagli ambulatori agli ospedali, per un totale di circa 12 mila strutture.
In ambito Pubblica amministrazione, Vodafone è inoltre aggiudicataria dell’accordo quadro Consip per la sanità digitale 1 e 2 che prevedono l’affidamento di servizi applicativi e di servizi di supporto in ambito “sanità digitale – sistemi informativi clinico-assistenziali” per le pubbliche amministrazioni del Sistema Sanitario Nazionale.
“La generazione dei dati che vengono trasportati in queste grandi autostrade digitali consente di raccogliere insight importanti: questi dati – ha concluso Magnino – opportunamente aggregati e anonimizzati, possono rappresentare delle informazioni molto utili nelle interazioni che il sistema sanitario ha con la collettività”.

– Foto Italpress –

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L’Italia domina la 4×100, d’argento Iapichino e la 4×400

ROMA (ITALPRESS) – Un’edizione dei Campionati Europei di atletica unica, irripetibile, per la squadra azzurra non poteva che chiudersi nel migliore dei modi. La staffetta 4×100 dell’Italia ha vinto l’oro dominando la finale. Poco prima Larissa Iapichino nel lungo femminile e la 4×400 maschile (priva all’ultimo minuto dell’infortunato Alessandro Sibilio) hanno conquistato l’argento; mentre Pietro Arese ha centrato il bronzo nei 1500 maschili. Il tutto in un Olimpico “vibrante” con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nuovamente (come ieri) festante in tribuna. Al suo fianco, quasi increduli, per gli ennesimi acuti degli atleti azzurri, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, quello della Fidal, Stefano Mei, e il presidente dell’European Athletics, Dobromir Karamarinov.
Con i podi di oggi l’Italia ha stravinto il medagliere della kermesse continentale. Alla fine sono ben 24 le medaglie vinte dagli azzurri: 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi. Doppiato il primato di Spalato 1990, quando l’Italia aveva conquistato 12 medaglie.
A brillare più di tutti sono stati i quattro moschettieri della staffetta veloce. Matteo Melluzzo, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu si sono imposti col tempo di 37″82, davanti all’Olanda, argento in 38″46, e alla Germania, bronzo in 38″52. “Siamo scesi tutti in pista convinti di poter fare qualcosa di grande. L’Italia c’è e la nostra atletica c’è. Arrivare alle Olimpiadi dopo un Europeo così aiuta. Continuate a seguirci, faremo bene”, così, dopo la gara, il raggiante Jacobs, proiettato già verso Parigi2024.
Qualche rammarico per la 4×400: gli azzurri sono giunti al secondo posto ma probabilmente con Sibilio in pista avrebbero potuto fare anche meglio. Luca Sito, Vladimir Aceti, Riccardo Meli ed Edoardo Scotti hanno fermato il cronometro a 3’00″81. Oro al Belgio (2’59″84); bronzo per la Germania, per un centesimo dietro all’Italia.
Record italiano ma medaglia di legno, ovvero quarto posto, invece per le ragazze azzurre della 4×400 femminile. Ilaria Accame, Giancarla Trevisan, Anna Polinari e Alice Mangione hanno corso in 3’23″40. Oro all’Olanda, davanti all’Irlanda (argento) e al Belgio (bronzo).
Tornando alle medaglie vere di giornata, ha centrato un bell’argento Larissa Iapichino. La 21enne toscana (Fiamme Oro) ha saltato 6.82 metri, poi 6.84, quindi un nullo, seguito da 6.86 e da 6.90. Infine, l’ultimo salto vincente a 6.94, misura valida per il secondo posto nel podio, dal quale era fuori per un centimetro. Oro alla tedesca Malaika Mihambo, con 7.22. Terza piazza e bronzo per la portoghese Agate De Sousa, con 6.91, giunta a tre centimetri dall’azzurra. Quarta piazza per la tedesca Mikaelle Assani (pari merito con la De Sousa, ma con la seconda misura peggiore).
Infine, non ultimo, il prezioso bronzo vinto da Pietro Arese nei 1500 metri maschili. Il piemontese, 24enne, delle Fiamme Gialle, ha corso in 3’33″34. Oro per il norvegese Jakob Ingebrigtsen, argento per il belga Jochem Vermeulen.
A chiusura dei festeggiamenti cori all’Olimpico sulle note di “Nel blu, dipinto di blu” e sogni di gloria rimandati a Parigi per l’appuntamento con l’Olimpiade, al quale l’Italia si avvicina quanto mai agguerrita.
– foto Ipa Agency –
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Webuild, assegnato il premio Alberto Giovannini a giovani e università

MILANO (ITALPRESS) – “Webuild continua a investire nella formazione dei giovani talenti, valorizzando il merito e creando nuove competenze tecniche e manageriali. Gli imprenditori hanno il dovere di dare occasioni ai giovani, per contribuire alla crescita futura del Gruppo e alla modernizzazione del sistema infrastrutturale italiano grazie anche alle opportunità legate al PNRR. L’assunzione di questi ragazzi avviene in una fase di crescita esponenziale a livello globale che ha portato il Gruppo ad un numero di assunzioni di 37.000 persone nel mondo in totale dal 2022 al 2024, di cui oltre 10mila nel 2024, in parte già assunte”. E’ quanto ha dichiarato Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, durante la cerimonia di premiazione della terza edizione del “Premio Giovannini” per l’innovazione e la digitalizzazione nelle infrastrutture, promosso da Webuild e organizzato insieme al Corriere della Sera. Il premio è un tributo all’economista italiano Alberto Giovannini, accademico e innovatore, già presidente del Gruppo scomparso nel 2019.
“Il comparto delle infrastrutture sta vivendo un cambio di paradigma che non si è mai visto prima, e Webuild ha innalzato gli standard di settore grazie a costanti investimenti in innovazione e digitalizzazione, oltre che formazione, con 2milioni di ore di formazione tra il 2022-2023 di cui oltre 1,3 milioni in salute e sicurezza – ha aggiunto -. Oggi l’innovazione è un elemento strategico fondamentale per garantire sicurezza e salute dei lavoratori, miglioramento della qualità costruttiva e sempre migliori performance complessive delle infrastrutture per i clienti. La sfida più importante per il nostro Paese è la formazione continua, per essere competitivi a livello globale e per realizzare con successo gli investimenti attesi. I talenti che premiamo oggi vengono in gran parte dal Sud Italia, area che Webuild contribuisce a modernizzare grazie ai 19 progetti in corso, sui 31 principali in Italia”.
I giovani talenti vincitori di quest’anno, provenienti da diverse università italiane e premiati per le tesi innovative e le idee originali, sostenibili e scalabili a livello industriale, vengono assunti all’interno del Gruppo, nelle sedi corporate o in uno dei principali progetti in corso in Italia. Inoltre, l’Università Federico II di Napoli è stata premiata per un progetto di ricerca innovativo sul riutilizzo dei terreni di scarto nella costruzione di grandi infrastrutture, in ottica di economia circolare.
Il Premio Giovannini è un programma di job placement per laureandi e laureati magistrali in Ingegneria, Economia e Informatica, a cui Webuild sta dedicando un investimento di 1 milione di euro. Rappresenta uno strumento di attrazione di talenti, creando un bacino da cui il Gruppo seleziona risorse, anche al di là dei profili premiati, come avvenuto già negli anni scorsi. Per la prossima edizione, quella del 2024-2025, lanciata nel corso della cerimonia di oggi, Webuild offrirà nuovi contratti di assunzione e una nuova borsa di dottorato triennale per ricerche legate al tema dell’innovazione e della digitalizzazione nel settore.
Il Premio Giovannini è parte del più ampio Piano “Next-Gen” di Webuild, un insieme di iniziative strutturate dedicate ai giovani per garantire formazione e facilitarne l’ingresso nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture, aumentando al contempo la popolazione “Under 35” del Gruppo, che già oggi rappresenta il 41% dei suoi dipendenti diretti.
Oltre al Premio Giovannini, il Gruppo sta proseguendo le sue attività di formazione e impiego nell’ambito di “Cantiere Lavoro Italia” dedicato all’attrazione dei giovani talenti e di persone non occupate per la creazione di profili oggi non disponibili sul mercato.
Webuild è impegnata in una serie di iniziative dedicate ai giovani, con la promozione di borse di studio e collaborazioni con 18 atenei in Italia e nel mondo. Tra queste iniziative, si distinguono Programmi STEM, UniWeLab con l’Università di Genova, il programma Build Up dedicato agli Istituti Tecnici, le borse di studio attivate con la Melbourne School of Engineering e le collaborazioni con la University of Technology di Sydney e University of Queensland in Australia.

– foto ufficio stampa Webuild –
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A Montefiascone una mostra su Carlo Fontana, Banca del Fucino sponsor

ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino è sponsor della Mostra “Carlo Fontana – Fra la terra e il cielo” che si tiene a Montefiascone dal 20 giugno al 15 agosto con lo scopo di celebrare il 350º anniversario della magnifica cupola della cattedrale di Montefiascone, una delle più grandi d’Italia.
La Mostra è stata presentata a Roma – presso la sede della Banca del Fucino in Piazza San Lorenzo in Lucina – con la partecipazione del professor Mauro Masi, Presidente della Banca del Fucino, S.E. Monsignor Fabio Fabene, Arcivescovo titolare di Montefiascone e Presidente Associazione “Rocca dei Papi – per un’ecologia integrale”, S.Em. Cardinale Josè Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, S.E. Monsignor Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, Professor Claudio Strinati, Storico dell’Arte e Dottoressa Lydia Saraca Colonnelli, Storica dell’Arte.
Per celebrare quest’importante anniversario, l’Associazione Rocca dei Papi ha elaborato un programma culturale per valorizzare e diffondere l’unicità e straordinarietà della Basilica avvalendosi anche del patrocinio del Dicastero per la Cultura e Educazione dello Stato della Città del Vaticano.
In quest’ambito la Mostra raccoglie diversi artisti italiani chiamati a prendere ispirazione dal valore simbolico della cupola quale elemento di congiunzione tra cielo e terra e tra il divino e l’umano. Diverse le opere esposte, dalla scultura, alle installazioni e all’architettura.
“Come Banca del Fucino siamo da sempre attenti alla valorizzazione del patrimonio artistico di Roma e del Lazio, che ha nel barocco una delle sue epoche più splendide – ha spiegato Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino -. E siamo quindi oggi particolarmente lieti di sostenere questa iniziativa culturale che lega un capolavoro architettonico del tardo barocco all’arte contemporanea, realizzando un fecondo dialogo artistico tra il nostro tempo e un momento di straordinaria importanza della nostra storia culturale”
“La mostra – ha detto Monsignor Fabio Fabene – è occasione per riscoprire una delle più significative opere di Carlo Fontana. Nella cupola di Santa Margherita egli esprime al massimo grado la sua concezione architettonica. Lo slancio della cupola è un invito ad alzare lo sguardo verso l’alto, per riscoprire la bellezza come componente essenziale per la nostra esistenza umana. L’arte, infatti, riflettendo la bellezza divina impressa nella creazione, libera l’uomo dall’autoreferenzialità e lo mette in relazione con sè stesso, con l’altro e con il suo Creatore”.
L’Associazione “Rocca dei Papi – per un’ecologia integrale” ha come finalità quella di diffondere la cultura dell’ecologia quale interazione tra ambiente naturale, la società, le istituzioni, l’economia e la storia e in particolare, si prefigge la valorizzazione del territorio della Tuscia in tutti i suoi aspetti.

– foto xi2/Italpress –
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Mattarella “Grave quando la politica influenza nomine dei magistrati”

ROMA (ITALPRESS) – “L’indipendenza della magistratura è elemento costitutivo dello stato democratico. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha sottolineato che il requisito dell’indipendenza dei giudici attiene al contentuo essenziale del diritto fondamentale a un equo processo. Alla magistratura infatti compete la tutela dei diritti e la garanzia di giustizia a essa connessa. Senza questa lo stato di diritto fondato sull’uguaglianza e la dignità della persona ne sarebbe gravemente incrinato. Va quindi salvaguardata l’indipendenza della magistratura che allo stesso tempo costituisce una prerogativa di ogni singolo appartenenete all’ordine giudiziario e insieme un diritto di ciascun cittadino”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con una delegazione della Rete Europea dei Consigli di Giustizia.
“Recenti vicende di alcune democrazie occidentali dimostrano quanto possano essere gravi le conseguenze di un’erosione dei pilasti dello Stato di diritto, qualora vengano sottratti spazi di indipendenza alla giurisdizione, ovvero siano influenzate politicamente le nomine e le carriere dei magistrati.
Per questo esiste un dovere collettivo per la magistratura europea di dichiarare in modo chiaro la propria opposizione a qualsiasi atto che possa compromettere l’indipendenza della magistratura. Si tratta del fondamentale, irrinunciabile principio della soggezione del potere, di ogni potere, alla legge”, ha concluso il capo dello Stato.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Quirinale –

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