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Le mani della ‘Ndrangheta sugli affari elettorali, 14 misure cautelari

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I carabinieri del Ros, insieme ai militari del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Squadrone eliportato “Cacciatori” Calabria, hanno eseguito 14 misure cautelari, di cui 7 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 3 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura. Gli indagati, a vario titolo, devono rispondere di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, reati elettorali, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Le indagini, condotte dal ROS sotto la direzione della Procura di Reggio Calabria, si sono concentrate sulla cosca “Araniti”, egemone nel territorio di Sambatello, ed hanno consentito di delinearne gli assetti, le attività estorsive in danno di appalti pubblici, l’ingerenza nella conduzione della discarica di “Sambatello” attraverso l’imposizione, alle ditte di volta in volta impegnate nella gestione dell’impianto, del personale da assumere e le relazioni con le omologhe consorterie criminali attive nei territori confinanti di Diminniti e Calanna.
È stato inoltre documentato lo stringente controllo esercitato sul territorio che ha portato finanche alla limitazione dell’attività venatoria nell’area agreste della frazione.
Le investigazioni, avviate nel 2019, avrebbero inoltre permesso di acquisire elementi sintomatici del condizionamento delle elezioni – presso alcuni seggi elettorali – per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria (nel 2020 e nel 2021) e del Consiglio Comunale di Reggio Calabria (nel 2020).
In particolare, uno degli indagati raggiunto da provvedimento restrittivo, legato da vincoli di parentela ad esponente apicale della cosca Araniti, con il fine di sostenere i candidati di interesse avrebbe alterato – con la complicità di scrutatori compiacenti – le operazioni di voto, procurandosi le schede elettorali di cittadini impossibilitati a votare ed esprimendo, in luogo di questi ultimi, la preferenza in favore dei candidati sostenuti. L’indagato, dopo i positivi esiti elettorali, avrebbe ottenuto dai politici eletti nomine nell’ambito di enti pubblici o come professionista esterno.
La Procura, con riferimento agli episodi di ipotizzato condizionamento delle competizioni elettorali, ha avanzato richiesta di applicazione di misura cautelare per il delitto di scambio elettorale politico – mafioso, oltre che su soggetti legati alle articolazioni mafiose operanti nell’ambito cittadino, anche a carico di un Consigliere della Regione Calabria e di un Consigliere del Comune di Reggio Calabria. Il gip del Tribunale di Reggio Calabria ha rigettato la richiesta cautelare ed avverso questo provvedimento l’Ufficio della Procura proporrà appello.
Nel procedimento penale risulta indagato, sempre per il reato ex articolo 416 ter, anche il Sindaco di Reggio Calabria, nei confronti del quale, tuttavia, non era stata avanzata richiesta cautelare non avendo ritenuto compiutamente integrati per lo stesso tutti i presupposti legittimanti.

– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).

Elly Schlein “Abbiamo riportato il Pd tra la gente”

ROMA (ITALPRESS) – “La politica è organizzare la speranza, amava dire Tina Anselmi. Mi piace pensare che se abbiamo vinto questa tornata, se abbiamo raggiunto un risultato così importante è perchè abbiamo fatto esattamente questo: l’abbiamo restituita a chi l’aveva perduta. Abbiamo parlato di salari e di diritti, di salute e di clima, toccando le corde che gli elettori e ancor prima i cittadini si attendevano da noi”. Così, in un’intervista a la Repubblica, la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“Ho attraversato l’Italia da Nord a Sud, io come i nostri candidati, i capilista come gli indipendenti: tutti hanno dato il loro contributo per allargare il consenso – sottolinea -. E l’operazione è riuscita, il risultato è straordinario”. “Non avevo fatto previsioni – aggiunge -. Abbiamo fatto campagna elettorale, toccando i luoghi del lavoro, della sofferenza e della vita di ogni giorno degli italiani: le piazze e i posti di lavoro, gli ospedali e i quartieri più disagiati. Abbiamo riportato il Pd dove la sua gente si aspettava di trovarlo. Ecco, la cosa più importante, dopo oltre un anno di segreteria, è che finalmente siamo riconosciuti per le nostre battaglie.
Ed era una cosa, mi permetta di dirlo, che prima non accadeva. Abbiamo dato un profilo molto chiaro alla nostra identità. Abbiamo ‘bucatò, come si dice oggi. Poi, diciamoci la verità, abbiamo costretto il governo a fare i conti con la questione sociale. E continueremo come un martello a inchiodarlo sui temi del lavoro e della sanità pubblica”.
“Per noi – prosegue – la crescita è stata costante. Il consenso è lievitato passo passo, nelle varie elezioni amministrative che si sono susseguite fino al voto di domenica scorsa, quando il partito si è ritrovato, certo non per caso, con cinque punti in più rispetto alle Politiche. Quando sono stata eletta segretaria, il Pd era dato al 14,5 per cento. Abbiamo fatto un balzo di dieci punti, due in più rispetto alle Europee 2019”. “Ma se c’è un dato che ci rende ancor più orgogliosi – sottolinea Elly Schlein – è il voto al Sud, un’area in cui diventiamo primo partito. Un segnale chiaro al governo: si fermi sull’autonomia differenziatache spacca il Paese”.
“La distanza con FdI si è ridotta da due milioni a un milione in un solo anno. A Meloni ho detto e ripeto in queste ore solo una cosa: stiamo arrivando”, spiega la segretaria del Pd, rendendo noto di essersi sentite “domenica sera. Ci siamo complimentate per il risultato di entrambe”.
“L’avanzata della destra nazionalista – commenta Elly Schlein -, addirittura con nostalgie di nazismo come in Germania, è un elemento di grande preoccupazione. Anche perchè nel nostro continente il nazionalismo ha prodotto solo guerre. Siamo felici di aver contribuito, coi nostri 5,6 milioni di voti, alla tenuta del Pse. Siamo la forza più votata nella famiglia dei socialisti e democratici, senza la quale non potrà esserci alcuna maggioranza in Parlamento”. “Sono in contatto con gli altri leader socialisti – aggiunge -. Noi rispettiamo l’affermazione dei popolari e la consuetudine che porta il partito più votato a esprimere il presidente della Commissione, in questo caso il Ppe.
Ma come Partito democratico abbiamo tutta l’intenzione di dare un contributo decisivo al programma del futuro governo Ue e alla definizione del perimetro della futura coalizione”. Non ci sarà alcuna apertura alle destre, “lo abbiamo già deciso il 4 maggio a Berlino – spiega -, lo ricordo bene perchè era il giorno del mio compleanno: vertice del Pse. Già allora è stata esclusa qualsiasi alleanza sia con l’Ecr di Giorgia Meloni che con l’Id di Matteo Salvini e Marine Le Pen. Il discorso per noi si è chiuso lì”.
“Gli elettori – evidenzia Elly Schlein – hanno premiato il nostro atteggiamento fortemente unitario. C’è una buona fetta del Paese che vuole un’alternativa alle destre. Noi lavoriamo con questo obiettivo, nella piena consapevolezza della non autosufficienza del Pd. Siamo testardamente unitari e ci sentiamo investiti di una grossa responsabilità. Speriamo che il risultato di domenica faccia riflettere tutte le forze di opposizione. Da oggi l’alternativa è più credibile e concreta”. Un messaggio rivolto a Giuseppe Conte e al M5S? “A lui come a tutti gli altri”. Ed in merito all’Alleanza Verdi e Sinistra “sono sempre stati interlocutori importanti per noi, anche loro con spirito unitario. Abbiamo costruito con loro coalizioni attorno a programmi condivisi e candidature credibili. E se siamo stati premiati dall’elettorato, è anche perchè non abbiamo mai sollevato polemiche con le altre opposizioni. Nelle mie 123 tappe di campagna elettorale abbiamo insistito sui temi, attaccando un solo avversario: la destra. Le divisioni non pagano.
Spero tutti ora se ne siano resi conto”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Crosetto “Subito la riforma della giustizia, il premierato verrà dopo”

ROMA (ITALPRESS) – “Non ho mai considerato questa legislatura in pericolo. In discesa no, però: viviamo tempi drammatici, affronteremo enormi problemi interni e internazionali che peseranno. Il Paese dovrà fare scelte coraggiose. Certo, tutti i partiti della coalizione crescono e questo non può che essere positivo”. Così alla luce del risultato delle elezioni europee il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una intervista a la Repubblica.
“Non penso che Meloni abbia intenzione di cambiare la sua agenda – aggiunge -. Mi pareva di aver capito che si volesse dare in questa fase la priorità alla riforma della giustizia, perchè quella del premierato andava maturata e spiegata al meglio, visto che finora è stata presentata come il tentativo di distorcere la Costituzione e invece non toglie alcun grammo di democrazia”. “Nell’agenda di Meloni – sottolinea Crosetto – il premierato è il 2% di un’azione politica complessa che si gioca su tutti i fronti, dalla politica estera all’immigrazione, fino al fisco. Ci sono mille riforme e il premierato è una di queste”.
In merito ad alcuni attacchi rivolti al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro commenta: “Non mi pare che il centrodestra o il governo abbiano alcun problema con il Colle. Io ho un rapporto non solo politico, ma personale con il Presidente. Straordinario, voglio dirlo. In lui ho sempre trovato appoggio e comprensione. Non ha mai lesinato un consiglio o un aiuto verso il sottoscritto o Meloni. Poi, certo, nella campagna elettorale ci sono persone che amano alzare i toni per scuotere un elettorato annoiato”. E sui temi della giustizia, “ho totale fiducia nel ministro Nordio e nella sua capacità di immaginare un sistema giudiziario che metta al centro il cittadino. Sulla giustizia, il confronto che il governo deve avere è parlamentare e politico, non certo con la magistratura. Che, lo ricordo, in teoria dovrebbe solo applicare le leggi. Se invece assorbe anche il potere esecutivo o legislativo, diventa altro”.
Per quanto riguarda l’Autonomia differenziata, “non ho seguito il provvedimento e non so quanto sia centrale nell’evoluzione attuale del progetto di Salvini”, dichiara. E sulla eventualità di un rimpasto, “non mi pare ci sia all’orizzonte alcun rimpasto”. “Per la premier – spiega Crosetto – era decisivo capire se dopo due anni di impegno fisico e familiare pesantissimo, e dopo dieci di traversata nel deserto, queste rinunce avevano un senso. Ora ha ricevuto il riconoscimento popolare del suo lavoro. E posso dirle, io che la conosco bene: se avesse ottenuto il 23%, oggi questo governo forse non ci sarebbe più”.
Ed in merito al dibattito sul bipolarismo: “Uno scontro politico tra due grandi famiglie consente di emarginare gli estremismi – sottolinea il Ministro -. E questo serve alle grandi democrazie. Le ali estreme distruggono le barriere della correttezza istituzionale, come hanno fatto i 5S. Ma così si avvelena il Paese. Ben venga il bipolarismo”. Per quanto riguarda il leader della Lega, Matteo Salvini, “devo trattenermi per non dire molte cose. Non mi sarei mai comportato come lui per strappare qualche voto in più – dice Crosetto -. Persone del suo partito hanno inventato cose non dette dal ministro della Difesa sull’ipotesi di inviare militari in Ucraina. Detto questo, fare parte di un’alleanza di governo non significa avere uguale stima per tutti quelli che ne fanno parte”. “L’eurodeputato Vannacci – aggiunge – da oggi dovrà dimostrare di meritare la fiducia che gli hanno dato i cittadini per servire il suo Paese. Che è l’Italia e solo l’Italia…”.
Poi, sull’onda nera in Europa, “tutti commentate il sismografo, nessuno il terremoto. Intendo: perchè crescono? Perchè la sinistra è crollata? Quando sei così presuntuoso da inseguire l’ideologia di Timmermans, che ha regalato ai cinesi il settore auto, ti ritrovi lontano dal mondo, che non ti vota più. Gli errori dell’intellighenzia di sinistra generano insicurezze, senza una cura. E favoriscono l’astensionismo”. “L’Europa del futuro – aggiunge – non può escludere l’Italia. Non esiste una Commissione forte senza Giorgia Meloni, perchè la leader più forte è quella italiana. Attorno a lei possono coalizzarsi anche altre forze. In ogni caso, non è un tema di famiglie politiche, va molto oltre”. “Sono convinto che la prossima Commissione si costruirà attorno a un programma di legislatura”, sottolinea il ministro Crosetto, aggiungendo: “Mi pare che siano aperti tutti i giochi. Decideranno i governi, lo ripeto, e non le famiglie politiche: su Russia, Ucraina, Ga2a, sono loro che devono trovare una strategia comune europea. Non possiamo permetterci un’Unione debole”. “Il futuro lo decidono i 27 leader. Dovranno portarsi dietro le loro nazioni. Non puoi varare la Commissione con metà dell’Europa contro. Bisogna costruire un’agenda europea che vada al di là delle famiglie politiche. Poi la maggioranza proporrà al Parlamento il suo progetto. Io mi auguro che si poggi di più sul centrodestra ed escluda i distruttivi”. Non si fa nulla senza i socialisti, “penso proprio di sì. E poi parlo di una sottospecie di socialisti, quelli alla Timmermans”. E sulla possibilità che Ecr costruisca un gruppo unico con Le Pen, “non so – dichiara Crosetto -. Ma so che Ursula o chi per lei dovrà dialogare con chi ha preso il 35% e farà forse un nuovo governo”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Quattro soldati israeliani uccisi in un’esplosione a Rafah

GERUSALEMME (ISRAELE) (ITALPRESS) – Quattro soldati israeliani sono stati uccisi ieri in un’esplosione in un edificio con trappole esplosive a Rafah, nel sud di Gaza. Lo annunciano i militari israeliani dell’IDF. I soldati uccisi sono Tal Pshebilski Shaulov, 24 anni, di Gedera; Eitan Karlsbrun, 20 anni, di Modiin; Almog Shalom, 19 anni, di Hamadia e Yair Levin, 19 anni, di Givat Harel. Tutti hanno prestato servizio nell’unità di ricognizione della Brigata Givati. Shalom e Levin erano ancora nel periodo di addestramento e Shaulov era il comandante della loro compagnia. Levin è il nipote dell’ex deputato del Likud Moshe Feiglin. Secondo una prima indagine dell’IDF, le truppe avevano lanciato un esplosivo all’interno di una casa sospetta nel quartiere Shaboura di Rafah, nel tentativo di far scattare ogni possibile trappola, ed erano entrati senza che si fosse verificata un’esplosione immediata. Quando due soldati sono entrati nell’edificio a tre piani, questo è esploso, facendone crollare una parte addosso ad alcuni soldati. All’interno della casa, l’IDF ha successivamente trovato un tunnel, indicando che l’edificio probabilmente apparteneva a un agente di Hamas. Secondo l’IDF, oltre ai quattro soldati uccisi, altri sette sono rimasti feriti, di cui cinque in modo grave. La loro morte porta a 299 il bilancio dei soldati uccisi nell’offensiva di terra dell’IDF contro Hamas a Gaza e nelle operazioni lungo il confine.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Rea (Adoc) “Banche adeguino taglio dei tassi, no a sanità privatizzata”

ROMA (ITALPRESS) – “Sicuramente appena le banche trasformeranno” il taglio dei tassi “in tempo utile” ci sarà un beneficio, “ma una cosa che abbiamo denunciato da tempo è che le banche sono state molto leste ad aumentare i prezzi del denaro, sia per chi aveva il mutuo che per i prestiti, mentre i soldi in deposito o sui conti correnti li hanno tenuti uguali ai tassi precedenti. Ci auguriamo che questa volta non usino la stessa ‘furbizià e adeguino subito l’ossigeno che le persone possono avere. Questo sarà importante anche per la nostra economia in generale, perchè l’aumento dei tassi di interesse e il ritardo con il quale la Bce ha deciso di ridurli ha creato un danno inenarrabile”.
Così Anna Rea, presidente dell’Adoc, in un’intervista all’Italpress, che sottolinea come seppure il beneficio “ci sarà, avendoli tagliati con tanto ritardo e con tanta timidezza in una fase ancora vulnerabile dei mercati, i risultati saranno importanti ma molto di meno di quello che potevamo aspettarci se la Bce lo avesse fatto prima”. Rea, inoltre, consiglia ai consumatori di “guardare il tasso d’interesse che la banca sta mettendo, bisogna guardare con molta attenzione i mutui perchè le banche, e su questo stiamo intervenendo con l’Abi, devono diminuirlo nel più breve tempo possibile. Quindi, attenzione al tasso d’interesse e per ogni dubbio bisogna rivolgersi a qualsiasi associazione di consumatori riconosciuta dal ministero”, spiega. Parlando della questione del taglio delle liste d’attesa nella sanità e del decreto che il governo ha varato, la presidente osserva come “Adoc è da tempo che denuncia una sorta di privatizzazione del nostro sistema sanitario. Se l’Italia ha avuto una caratteristica molto importante in tanti decenni è stata proprio il welfare sanitario, se questo è il Paese dove si vive più a lungo è dovuto soprattutto perchè abbiamo avuto un sistema pubblico ed efficiente che ha dato la possibilità a tanti di curarsi. Purtroppo – prosegue – da decenni è prevalsa una logica più ragionieristica della gestione sanitaria e questo ci ha portato al fatto che alcune Regioni avevano i conti in ordine, ma le persone non si curavano più e per curarsi sono state sempre più costrette a rivolgersi ai privati. Noi abbiamo lanciato una campagna qualche settimana fa contro la povertà sanitaria perchè abbiamo denunciato che milioni di persone, quasi 7 milioni certificate, non si curano più e molto spesso sono persone anziane, vulnerabili, bambini, donne, ovvero coloro che hanno difficoltà a pagare il privato. Un Paese che non garantisce un diritto universale non è più un Paese civile – osserva -, e noi abbiamo consegnato dei dati anche al ministero e all’Antitrust perchè quando si dice che non vi è posto” per effettuare una visita e si “privilegia l’intramoenia, come è possibile che lo spazio si trova? Questo è di una gravità inaudita. Noi ci siamo permessi di dire che il decreto fatto dal governo è come la montagna che ha partorito un topolino, non perchè vogliamo criticare a prescindere ma perchè vogliamo trovare le soluzioni. Gli ospedali li abbiamo, esistono delle strutture pagate milioni di euro per fare diagnostica avanzata ma sono chiusi e poi si va a fare diagnostica dal privato convenzionato. Il problema, inoltre, è che in questo Paese sono bloccate le piante organiche da diversi anni, non ci sono medici e infermieri e quelli che ci sono vengono anche pagati male”. Infine, la conciliazione paritetica. “Molti cittadini la conoscono ma è sempre bene informare, è sicuramente la soluzione più breve, più efficace e soprattutto che fa prevalere il dialogo tra le controparti. Questo, ad esempio, è il periodo dove ci sono stati tanti calcoli nel passaggio tra il mercato tutelato dell’energia a quello libero, molte aziende hanno fatto campagne commerciali non del tutto corrette, molte hanno applicato prezzi al di fuori del mercato. Noi abbiamo un confronto aperto sia con le singole aziende che aderiscono al protocollo delle conciliazioni, sia con l’Arera e abbiamo dei protocolli cetificatoi in tal senso. Dove effettivamente è stato fatto un errore con le aziende nel giro di una settimana risolviamo il problema e il consumatore viene risarcito”, conclude.
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– Foto: Italpress –

Cirio vince in Piemonte, sarà ancora presidente della Regione

ALBA (ITALPRESS) – Alberto Cirio è stato riconfermato alla presidenza della Regione Piemonte. Il candidato del centrodestra secondo le proiezioni è in netto vantaggio con il 53,8% su Gianna Pentenero del centrosinistra, ferma al 34,7%. Seguono Sarah Disabato al 9% e Francesca Frediani all’1,5%.
Pentenero ha chiamato Cirio per congratularsi. Un breve colloquio tra i due, mentre Cirio è ancora nei suoi uffici ad Alba, nel corso del quale Pentenero ha ammesso la sconfitta, complimentandosi con il governatore e dicendosi comunque soddisfatta del risultato del centrosinistra.
“Questo risultato dimostra la bontà del tuo lavoro, e si inserisce in una giornata straordinaria per Forza Italia, che è il terzo partito”, dice Antonio Tajani, leader di Forza Italia, nel corso di una telefonata con Alberto Cirio.
Al governatore anche un messaggio della presidente uscente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola: “Caro Alberto, congratulazioni per questo risultato importante e per la tua rielezione. Un caro saluto e a presto, Roberta Metsola”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Meloni “Centrodestra molto più forte in Europa”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ ancora presto per parlare di alleanze: chi ha sostenuto Von der Leyen ha ottenuto un buon risultato, ma l’Europa deve guardare molto di più verso il centrodestra rispetto a cinque anni fa. La sinistra ha perso importanza rispetto a cinque anni fa e l’Italia avrà molto più spazio”. A dirlo è il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in diretta a Rtl 102.5. “L’Europa deve imparare a non intromettersi in materie che non le competono e lasciare quel potere decisionale ai governi nazionali – continua Meloni -. Il risultato della Francia è molto importante, perchè Le Pen sta facendo un gran percorso”.
“Non era scontato che Fratelli d’Italia si confermasse prima forza politica: è un risultato clamoroso e commovente. In Europa tutti i partiti di governo hanno sofferto, mentre l’Italia è andata totalmente in controtendenza – ha detto Meloni -. Abbiamo fatto scelte difficili, ma siamo cresciuti in modo significativo e lo stesso è avvenuto alle altre forze di maggioranza. Usciamo forti e coesi da questo appuntamento elettorale, questo è uno sprone ad andare avanti e un messaggio molto chiaro da parte degli italiani: la conferma da parte dei cittadini deve essere accolta con responsabilità”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Schlein “Presto sentirò Conte, il tempo dei veti è finito”

ROMA (ITALPRESS) “Ringrazio quel 25% di giovani fuori sede che ha scelto di darci fiducia: siamo il primo partito al Sud, segno che il governo sull’autonomia differenziata si deve fermare perchè spacca in due il Paese. Il dato sull’astensionismo deve far riflettere tutte le istituzioni: le persone vanno convinte che il loro voto può fare la differenza”. Così in conferenza stampa la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Non ho ancora sentito Conte, ma lo farò presto – ha sottolineato Schlein -: sanità, scuola, lavoro e diritti sono tutti temi su cui possiamo creare convergenza con le opposizioni. Il tempo dei veti è finito: da parte nostra non ci sono mai stati, ma non intendiamo subirne. Lavoreremo per un referendum contro la riforma del premierato, perchè andrebbe a scardinare l’equilibrio tra i poteri costituzionali: non voglio solo riunire le opposizioni, ma trovare un’alternativa seria per questo paese”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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