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Europee, Agcom “Duelli tv legittimi se accettati da maggioranza liste”

ROMA (ITALPRESS) – I confronti televisivi tra leader in vista delle Europee possono considerarsi legittimi “ove il relativo format sia accettato da una larga maggioranza delle liste in competizione elettorale e comunque dalla maggioranza delle liste con rappresentanza in Parlamento”. Lo ha stabilito il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che nella riunione di oggi ha esaminato e si è pronunciato, con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, sulla questione dell’organizzazione dei confronti televisivi in trasmissioni di informazione giornalistica tra esponenti politici in vista delle elezioni Europee, a seguito di specifiche richieste della Rai, della comunicazione della presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia, della segnalazione di Michele Santoro, nonchè tenendo conto dell’annunciata volontà di alcune emittenti in relazione a questi confronti.
La disciplina sulla par condicio, ricorda l’Agcom, prevede che qualora la Rai o le emittenti nazionali private intendano trasmettere trasmissioni dedicate al confronto “devono assicurare una effettiva parità di trattamento tra tutti i predetti esponenti (…) oltre che nell’ambito della medesima trasmissione, anche nell’ambito di un ciclo di più trasmissioni dello stesso programma, organizzate secondo le stesse modalità e con le stesse opportunità di ascolto”.
“Occorre quindi valutare la sussistenza del rispetto del principio di parità di trattamento, come delineato nell’articolo citato, in funzione delle modalità di esecuzione e collocazione delle trasmissioni – sottolinea l’Autorità -. Nel caso specifico, la parità di trattamento può essere garantita dall’offerta a tutti i soggetti politici della medesima opportunità di confronto”. Il Consiglio dell’Autorità, ritiene inoltre che “le trasmissioni dedicate al confronto, come definite dall’articolo 7, comma 11, del regolamento dell’Autorità e dall’articolo 4, comma 7-ter, del provvedimento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, possano considerarsi legittime ove il relativo format sia accettato da una larga maggioranza delle liste in competizione elettorale e comunque dalla maggioranza delle liste con rappresentanza in Parlamento. Eventuali spazi compensativi per coloro che dovessero rinunciare al format dei confronti dovranno essere organizzati nel rispetto dei principi previsti dalla citata normativa e in particolare del principio delle stesse opportunità di ascolto”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Doppietta di Milan al Giro, Pogacar resta maglia rosa

FRANCAVILLA A MARE (ITALPRESS) – Secondo successo di Jonathan Milan sulle strade del Giro d’Italia 2024. Il velocista friulano della Lidl-Trek, già vincitore ad Andora, ha battuto tutti nella volata di gruppo nell’undicesima tappa, la Foiano di Val Fortore-Francavilla al Mare di 207 chilometri. Milan, in maglia ciclamino di leader della graduatoria a punti, ha preceduto il belga Tim Merlier (Soudal Quick-Step), poi declassato per aver spinto Molano sulle transenne; secondo dunque l’australiano Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) e terzo l’altro azzurro Giovanni Lonardi (Team Polti Kometa); gli ultimi metri sono stati segnati da una brutta caduta che ha coinvolto diversi corridori tra cui l’olandese Fabio Jakobsen (Team dsm-firmenich PostNL). Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Emirates) conserva la maglia rosa di leader della classifica generale. Ritiro ad inizio giornata del belga Cian Uijtdebroeks (Team Visma | Lease a Bike), che cede così la maglia bianca di miglior giovane ad Antonio Tiberi (Bahrain Victorius). Domani la dodicesima frazione, la Martinsicuro-Fano di 193 chilometri.
– Foto Ipa Agency –
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Giustizia, Palamara “Oggi ci sono le condizioni per le riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Separare le carriere è una battaglia di civiltà giuridica, perchè il diritto di difesa comunque deve prevalere”. Lo ha detto Luca Palamara, capogruppo di Alternativa Popolare nell’Italia Centrale, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni Europee 2024” dell’agenzia Italpress.
“Da magistrato e da componente del Consiglio Superiore della Magistratura ho sempre sostenuto il ‘mantrà che esiste nella magistratura: le carriere non devono essere separate”, ma “la mia esperienza ha evidenziato che, nei fatti, le carriere sono già separate”. La separazione delle carriere, l’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale, la composizione e il funzionamento del CSM “sono temi che bisogna avere il coraggio di affrontare per quello che è venuto fuori”, cioè un “eccesso di politicizzazione”, ha spiegato. “Mai limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sono assolutamente contrario a un pubblico ministero che dipende dall’Esecutivo”, ma “bisogna creare una nuova struttura”: lo schema alternativo “potrebbe essere quello della Corte Costituzionale, cioè un terzo al Presidente della Repubblica, un terzo alla magistratura e un terzo alla politica, però è chiaro che poi dovremmo vedere anche quali saranno i poteri del Presidente della Repubblica: è un tema sul quale penso ci debba essere una seria e approfondita riflessione”.
Oggi “ci sono sicuramente le condizioni per fare le riforme che tutti si aspettano, spero che Alternativa Popolare possa essere un ulteriore pungolo – ha sottolineato Palamara -. La magistratura è una istituzione fondamentale, ma non avere la forza di fare una riforma e di capire quello che è successo in Italia significa non voler affrontare un problema che penso che tanti italiani invece vogliono che sia affrontato”.
Sull’inchiesta per corruzione che ha coinvolto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, “le indagini devono sicuramente svolgere il loro corso”. Ma Toti si deve dimettere? “Dobbiamo separare la sfera dell’aspetto penale dalla sfera della politica, ci sono situazioni che riguardano fatti reato che verranno chiariti”, ma “penso che questa vicenda potrebbe essere l’inizio di un percorso per capire chi finanzia la politica in Italia”, ha spiegato Palamara.
L’immagine del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che durante un incontro pubblico ha raccontato l’incontro con la sorella di un boss dimostra “l’assoluta contraddizione del sistema – ha aggiunto l’esponente di Alternativa Popolare -: è un’immagine che plasticamente raffigura l’Italia. Pensare che durante una campagna elettorale non si stringano mani, non si facciano foto oppure non si cerchi il voto di chiunque è un’assoluta ipocrisia”.
Un’ipocrisia che Palamara non riconosce a Stefano Bandecchi, il sindaco di Terni e leader di Alternativa popolare. “In un momento in cui un italiano su due non vota”, apprezzo “l’idea che in qualche modo si esca dal politicamente corretto, che si cerchi di capire e di comprendere quelli che sono i bisogni degli italiani”. Per questo, “più Europa significa comprendere che ormai è una realtà indifferibile, anche a scapito della sovranità degli Stati membri” che “non deve mai venire meno, ma allo stesso tempo penso che non si possa tornare più indietro”, come dimostra “tutto quello che accade in ambito mondiale la guerra tra Russia e Ucraina, il problema del Medio Oriente”. Bisogna “avere un’Europa che in qualche modo si presenti al pari degli altri colossi mondiali: è una scelta che non possiamo più nascondere”. L’Europa “non è una matrigna, ma ha mostrato dei difetti, primo tra tutti la burocratizzazione, che ha fatto in qualche modo diventare l’Unione Europea un vero e proprio carrozzone” lontano dalle “istanze dei cittadini”: su questo tema penso che ci debba essere uno sforzo forte e comune, per poi dare una risposta”.

– Foto Italpress –

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Vannacci “Vorrei un’Europa più identitaria. Ucraina? Ricercare la pace”

ROMA (ITALPRESS) – ‘Vorrei un’Europa più sovrana, più sicura e più identitaria perchè l’identità dei popoli esiste e non la si può distruggere. La vorrei anche più prospera e più ricca – quindi dovremmo riscrivere questo Green Deal – e la vorrei più liberà, un luogo ‘dove non si cerca di imbavagliare la gente al fine di non farla esprimere, dove le minoranze non prevaricano le maggioranze e impediscono loro di poter manifestare liberamente il proprio pensiero. E la vorrei anche più meritocratica: vorrei che il sogno americano fosse invece il sogno italiano o il sogno europeo, dove un giovane che si basa sulla propria capacità e merito possa assurgere ai più alti livelli di realizzazionè e non debba ‘più contare sulle caste e sulle lobby’. E’ il pensiero del generale Roberto Vannacci, candidato per la Lega e intervistato da Claudio Brachino per la rubrica ‘Primo Piano – Elezioni Europee 2024’ dell’agenzia Italpress. ‘Credo nei valori dell’identità che ci fa italiani, abbiamo delle caratteristiche peculiari alle quali non possiamo rinunciare: siamo invidiati in tutto il mondo e dobbiamo valorizzare il know-how del nostro territorio e del nostro popolò, ha sottolineato Vannacci.
‘Sono un candidato indipendente della Lega e ci tengo a rimarcarlo: continuerò a battermi per i principi nei quali credò che, ‘per molti versi, coincidono e sono sovrapponibili con quelli del partito col quale io mi presento: credo nei valori di patria una patria che è individuata da un territorio con dei confinì che ‘vanno protetti. Credo nel valore della sovranità nazionale e degli interessi nazionali e andrò in Europa per difendere questi interessì che ‘non possono essere annacquati o addirittura eliminati, in nome di un’Europa che per ora non ci ha ancora fatto capire che cosa potrà essere in futurò. Ad esempio, spiega Vannacci, l’immigrazione ‘è un campo in cui L’Europa è diventata una ‘non Europà perchè non si non si esprime: è così brava a darci direttive e regolamenti sulle energie verdi, però delega l’immigrazione ai singoli Stati e quindi la Polonia è libera di erigere dei reticolati per proteggersi dagli immigrati iracheni in provenienza della Bielorussia e l’Italia però non può agire in maniera completa contro i barconi che arrivano invece dal Nord Africà, sottolinea.
‘Quanti immigrati potrà ancora contenere l’Europa? 10 milioni, 100 milioni, 500 milioni? Prima o poi bisognerà regolamentare questi flussi, bisognerà fare in modo che chiunque arrivi in Europa abbia un visto, così come succede in qualsiasi Paese, dall’Australia al Giapponè. Il Green, invece, ‘è un’enorme tassa nei confronti di tutti i cittadini, soprattutto di quelli italiani, che dovranno sborsare dei capitali estremamente ingenti per cambiare le proprie autovetture e per isolare le proprie case, ottenendo un risultato totalmente irrilevante da un punto di vista ambientale, perchè questi due settori, qualora realizzati nella loro completezza, non rappresentano neanche 1,5% delle emissioni totali di anidride carbonica a livello planetario e costeranno alle tasche degli italiani decine, se non centinaia, di migliaia di euro. Questa è una politica fiscale, non è una politica ambientalistà. La transizione verde ‘la si ottiene con dei cambiamenti che sono convenienti: adesso ci vogliono obbligare a una scelta non conveniente, mettendoci davanti un’Apocalisse che ancora non è avvenutà. Poi ‘vorrebbero che i nostri agricoltori lasciassero incolti una parte dei campì: al contrario ‘dobbiamo cercare la biodiversità in tutte quelle foreste la cui estensione è raddoppiata negli ultimi 80 anni e non nei campi coltivati dei nostri agricoltorì, ha ribadito Vannacci. ‘Se si vuole essere ambientalisti e se vogliamo concedere più diritti, bisogna essere ricchi: i Paesi poveri non possono essere ambientalisti, i diritti hanno un costo, sia da un punto di vista sociale che da un punto di vista economico. Se non si hanno le risorse, questi diritti rimangono solamente un’utopià. Per Vannacci ‘ci facciamo belli con questa storia dei diritti civili che, se li andiamo a esaminare, sembrano più dei capricci a volte. Una delle caratteristiche dei diritti è quella di essere per tutti e non riservati solo a determinate categorie. E poi ogni diritto presuppone un dovere, cosa che spesso invece non accadè. L’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest ‘ci dà una rappresentazione di un’Europa che è totalmente falsatà che ‘diffondiamo a milioni di bambini e di adolescenti che lo stanno guardandò e ‘propone un modello che non rappresenta la mia idea di Europa. Sembra quasi che questo modello trasgressivo, totalmente eccentrico, sia quello che dobbiamo perseguirè: invece ‘questo modello mi crea la nauseà. Il cantante svizzero che ha vinto ‘si definisce non binario: il binario lo conosco nel linguaggio matematico, oppure quando vado alla stazione dei treni. Non ho questa fantasia talmente sviluppata da capire che cosa significhi non binario: anche su questi temi bisogna essere più attaccati alla realtà’, ha aggiunto Vannacci. ‘Anche il Papa ha definito l’ideologia di genere come una delle peggiori piaghe della società moderna. Ma che cosa significa ideologia di genere? Come posso far prevalere la percezione sulla realtà? I sessi sono duè. Su questo e su altri temi, ‘la censura in Italia esiste ma è al contrario, perchè la censura generalmente è portata avanti da chi detiene il potere, invece in Italia è portata avanti dalle minoranze: sono le stesse minoranze che mi impediscono di fare i miei eventì, ha sottolineato il generale. ‘Sono quelle minoranze di studenti che bloccano le università e che impediscono invece alle decine di migliaia di altri studenti di seguire le lezioni. Sono quelle minoranze di Ultima Generazione che bloccano il Grande Raccordo Anulare e che obbligano a fermare il traffico, in nome di una ideologia green che sinceramente non dovrebbe esisterè, ha spiegato. ‘Siamo di fronte a una società che ormai pensa di poter censurare chi vuole, c’è una censura sia fisica e morale, dalla quale dovremmo uscire perchè la libertà di manifestazione del pensiero è una colonna portante della nostra democrazià. Vannacci poi torna sulle sue recenti dichiarazioni. ‘L’ho detto e lo rivendico: Mussolini, Stalin, Kennedy e Cavour sono degli statisti, semplicemente perchè hanno occupato posizioni di Stato: è una definizione neutra, voglio evitare di esprimere giudizi. La storia non ammette giudizi moralì, chiarisce. ‘Quella dei disabili in classi separate non l’ho mai detta, non la penso: è stata una strumentalizzazione di quello che io invece ho asserito. Ho detto anzi che i disabili hanno bisogno di specialisti che siano preparati sulla disabilità, che devono essere supportati nella loro condizione, sia da personale specificatamente preparato, sia dalle strutture ad hoc. Ho detto che hanno bisogno di socializzare con le altre persone e che devono essere messi in condizioni di realizzarsi nel miglior modo possibile: questa è la mia espressione sui disabili che è stata puntualmente travisata e falsificatà.
Riguardo alle questioni internazionali, in Ucraina bisogna ‘ricercare la pace con tutti i mezzi, con tutti i sistemi e con tutte le procedure: questo è l’unico modo per uscire fuori da questa guerra. La pace di oggi potrebbe evitare la guerra di domani. Credo che l’unico modo per battere Putin e la Russia eventualmente implicherebbe l’ingresso aperto del conflitto della NATO e questa è un’eventualità che io mi auguro non possa e non debba mai accaderè perchè ‘ci metterebbe di fronte a un confronto fra potenze nucleari e che sarebbe la soglia dello scoppio di un conflitto atomico che potrebbe rischiare di cancellare l’umanità stessa dalla faccia della Terrà, ha spiegato. ‘Ritengo che ormai si stia combattendo da troppo tempo, che ogni giorno di guerra con porti morte e distruzione e che questa pace debba essere ricercata con tutti i mezzi, aprendosi al dialogo, alla negoziazione e alla trattativa e riaprendo i colloqui e le relazioni internazionali con la Russia: i russi sono i nostri vicini, dobbiamo parlare con loro dobbiamo parlare con tuttì. Vannacci non vorrebbe mai che ‘un soldato italiano debba essere costretto ad andare a combattere in Ucrainà. Sì o no all’esercito comune europeo? ‘Prima dobbiamo definire che cosa vuol dire ‘esercito comune europeò perchè se vuol dire mettere insieme gli eserciti nazionali e costituire un contenitore che li racchiude tutti, direi che questo è uno slogan. La vedo estremamente difficile come eventualità’, ha sottolineato. ‘Cedere il proprio esercito nazionale a una entità europea vorrebbe dire cedere quel poco di sovranità nazionale che c’è ancora rimastà. Poi ‘ci sono dei problemi tecnici: chi comanda questo esercito europeo? Chi stabilirà le modalità di impiego? Se comandasse Macron, per esempio, saremmo già a combattere in Ucrainà, ha ricordato. ‘Dovremmo cercare di scavare e di andare in profondità sui concetti di difesa comune, capire che cosa implicano, i rischi e le perdite di sovranità. Se invece ‘esercito comunè vuol dire realizzare delle sinergie e delle collaborazioni a livello industriale, queste sono cose sulle quali si può sempre discutere: sono temi aperti e che non implicano la perdita di sovranità’. La scelta di candidarsi alle europee, conclude Vannacci, ‘l’ho fatta essenzialmente pensando alle mie figlie, sono bambine di 10 e 12 anni: pensando a loro vorrei continuare a combattere come ho fatto fino ad adesso. L’ho fatto col fucile in mano e magari da oggi in poi, se gli elettori lo vorranno, lo farò seduto sugli scranni di Bruxelles, perchè la mia idea di Europa è diversa da quella che c’è’, continua. ‘Non sono un candidato di facciata, non mi presento alle elezioni solo per dare un’immagine e poi delegare a qualcun altro questa responsabilità che gli elettori ci consegnano. Mi trasferirò a Bruxelles e combatterò 365 giorni all’anno 7 giorni su 7, 24 ore su 24, per i principi e per gli ideali in cui credo: sarò come la goccia che scava la pietra. Sono estremamente determinato ed ossessivo quando mi metto a fare un lavoro, continuerò a farlo a Bruxelles’, dove ‘probabilmente porterò la mia famiglià. Per quanto riguarda invece l’esercito, ‘seguo le norme. Tutti questi benpensanti che si sono espressi dicendo che non avrei dovuto candidarmi in qualità di militare e che hanno ipotizzato le cose più assurde dovrebbero studiare e leggere la normativa: i militari, così come i magistrati, possono tranquillamente partecipare alle elezionì. In caso di vittoria ‘ho due possibilità’, un’aspettativa che ‘produce una sorta di congelamento della carriera, che poi potrebbe essere ripresa qualora io rinunciassi alla vita politica o a fine mandato, oppure potrei decidere di andare in quiescenza. Ma queste sono decisioni che prenderò più tardì.
-foto Italpress –
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Attentato al premier slovacco Robert Fico, è in pericolo di vita

ROMA (ITALPRESS) – Il primo ministro slovacco Robert Fico è in pericolo di vita dopo essere stato colpito da alcuni spari all’addome. L’attentato, secondo quanto riportano i media slovacchi, è avvenuto nella città di Handlova, dove si era tenuta una riunione del governo. L’aggressore sarebbe stato arrestato.
“Oggi Robert Fico è stato vittima di un attentato. Gli hanno sparato più volte ed è attualmente in pericolo di vita. E’ stato trasportato in elicottero a Banska Bystrica, perchè il trasporto a Bratislava richiederebbe troppo tempo a causa della necessità di un intervento urgente. A decidere saranno le prossime ore”, si legge sulla pagina Facebook di Fico.
“Ho appreso con profondo sconcerto la notizia del vile attentato al Primo Ministro slovacco Robert Fico. Tutti i miei pensieri sono per lui, la sua famiglia e l’amico popolo slovacco. Anche a nome del Governo italiano desidero esprimere la più ferma condanna di ogni forma di violenza e attacco ai principi cardine della democrazia e delle libertà”, afferma in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Meloni “Vogliamo Europa forte e autorevole, che faccia meno ma meglio”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo alla vigilia di un voto decisivo, nel quale i cittadini saranno chiamati a scegliere tra due modelli d’Europa. Da una parte, un super-Stato burocratico ipercentralista e nemico delle specificità nazionali, costruito sul trasferimento di nuove competenze e quote sempre maggiori di sovranità dai governi e dai parlamenti legittimati dai popoli alla Commissione europea; dall’altra, una confederazione di Nazioni sovrane, unite sui grandi temi ma libere di affrontare questioni di stretta rilevanza nazionale, garantendo quel principio di sussidiarietà sancito dai Trattati dell’Unione Europea”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio a Mauro Ronco, presidente del Centro Studi “Rosario Livatino”, in occasione dell’incontro “Ripartire dall’Europa, ripensare l’Unione”, nella Sala capitolare di Santa Maria sopra Minerva al Senato.
“Noi crediamo in questo secondo modello e stiamo lavorando per costruirlo. Non vogliamo, cioè, un’Europa che pretenda di imporci cosa dobbiamo mangiare, quale auto guidare, in che modo ristrutturare la nostra casa, quali abiti indossare e magari anche come scrivere e pensare – ha aggiunto -. Questa è un’Europa arrogante e invasiva, contraria alla libertà dei suoi cittadini.
Noi vogliamo un’Europa forte e autorevole, che faccia meno ma meglio. Far meglio vuol dire avere un’Europa che si occupi dei grandi temi, a partire dalla politica estera e di sicurezza comune, che sia protagonista nel mondo e negli scenari di crisi, ma che lasci tutto il resto alla libertà e alla sovranità delle Nazioni”.
“Chi ha a cuore il futuro dell’Europa ha un altro dovere a cui adempiere: risvegliare quest’Europa dal sonno in cui è piombata e che le ha fatto dimenticare da dove proviene e quali sono le sue radici. L’Europa è la terra nella quale fede, ragione e umanesimo hanno trovato una sintesi straordinaria, che ha fertilizzato il terreno sul quale sono sorte le grandi cattedrali, è nato lo Stato sociale, è cresciuta la separazione tra Stato e Chiesa, si è sviluppata una società che mette al centro la persona e che ha nella persona il suo fine ultimo – conclude Meloni -. Questa è l’Europa che amiamo. Questa è la vera Europa, che vogliamo consegnare, vitale e prospera, ai nostri figli e nipoti.
E’ una sfida che, per essere vinta, non può prescindere dalla riflessione intellettuale e dall’elaborazione culturale. Il Centro Studi Livatino si è assunto questa responsabilità e io non posso che ringraziarvi e chiedervi di proseguire in questo cammino. Con la costanza, la tenacia e il coraggio che, da sempre, contraddistinguono il vostro impegno”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Pnrr, Fitto “Non ci sono ritardi su istruzione e ricerca”

ROMA (ITALPRESS) – “Non ci sono ritardi nelle misure del PNRR dedicate all’istruzione ed alla ricerca, tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e tutte le riforme originarie stanno proseguendo il loro iter secondo il programma stabilito. Sono state completate le progettazioni esecutive, per il risanamento, la ristrutturazione e la messa in sicurezza dei plessi scolastici esistenti e per la realizzazione dei nuovi edifici scuola 4.0, che complessivamente valgono il 10% dello stanziamento complessivo del comparto, con la conseguente apertura dei cantieri per la realizzazione di tutte le opere programmate”. Così il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, in riferimento ai fondi del piano destinati alla missione dell’istruzione e della ricerca.
“E’ altrettanto ovvio che, con l’apertura dei cantieri, sarà completata la messa a terra degli investimenti programmati, con il consequenziale notevole incremento della spesa, a partire già dai prossimi mesi. Sulla spesa il Ministero dell’istruzione chiarirà puntualmente lo stato di effettiva attuazione”, prosegue il ministro.
“L’importante lavoro sul PNRR, portato avanti dal Governo Meloni, è evidenziato dall’ultima valutazione a medio termine della Commissione europea, che vede l’Italia al primo posto per obiettivi raggiunti, riforme ed investimenti realizzati, oltre che nelle rate del piano attualmente incassate e nella somma complessiva ricevuta, pari a 102,5 miliardi di euro; così come la relazione della Corte dei conti, diffusa nella giornata di ieri, conferma che l’attuazione del PNRR prosegue secondo il cronoprogramma previsto”, conclude Fitto.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Asma, trattamenti e dialogo con i pazienti. Nuove sfide per il futuro

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi in Senato l’evento in occasione della Giornata Mondiale dell’Asma 2024. Il convegno, aperto dal senatore Roberto Marti, Presidente della 7a Commissione permanente, si è concentrato sulle necessità dei pazienti, sull’importanza di diagnosi precoce e cure efficaci. “Giornate come queste – dichiara il senatore Roberto Marti – ci ricordano che la politica può e deve mettersi al servizio dei cittadini. Solo in Italia 2,6 milioni di persone soffrono di asma e 3,3 milioni di BPCO. Le malattie respiratorie croniche rappresentano la terza causa di morte e producono costi diretti e indiretti per 45,7 miliardi di euro. Sono sicuro che nei prossimi mesi potremo occuparci dei molti nodi da sciogliere per migliorare la qualità di vita dei pazienti”.
“La maggioranza dei pazienti grazie alle terapie – dice Claudio Micheletto, Presidente dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – conduce una vita normale in assenza di sintomi. Anche nell’asma grave, grazie ai nuovi approcci terapeutici e in particolare con l’uso dei farmaci biologici, è possibile avere ottimi risultati, con remissione clinica e ad un buon controllo dei sintomi. La grande sfida rimane quindi quella di migliorare l’aderenza dei pazienti per ottenere risultati nel lungo periodo”.
“Niente è più naturale dell’atto di respirare, eppure, si tende a sottovalutare l’importanza della salute polmonare – dice Paola Rogliani, Presidente eletto della Società Italiana di Pneumologia – E’ importante sottolineare che gran parte di queste malattie è prevenibile. Ciò richiede un impegno significativo nella prevenzione e nell’educazione, nonchè un forte impegno nel ridurre le cause ambientali, come l’inquinamento, e i comportamenti dannosi, come il fumo”.
L’evento, realizzato con il contributo non condizionante di Sanofi, AstraZeneca, Chiesi Italia e GSK, ha visto anche la partecipazione attiva delle associazioni pazienti. “Assicurare cure e assistenza sanitaria adeguata alle persone con asma – dichiara Mario Picozza Presidente di FederAsma e Allergie – è fondamentale. Lavoriamo per assicurare trattamenti appropriati alla gravità della malattia e alle esigenze del paziente. E’ attraverso iniziative come quella di oggi, di dialogo tra Istituzioni, clinici e associazioni di pazienti, che dobbiamo promuovere la cultura della prevenzione, che è il sale della sostenibilità economica in sanità”. Chiude l’evento l’intervento di Simona Barbaglia, Presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme APS: “Assistiamo ancora oggi a ritardi per una corretta diagnosi di asma grave e quindi all’accesso alla terapia. Per garantire infatti percorsi di diagnosi, cura e per tutelare i diritti sociali dei pazienti, dal 2018 ci battiamo perchè l’asma grave ottenga una sua dignità, con un codice di esenzione inserito nel Piano nazionale delle cronicità e l’inserimento di alcune prestazioni nei Lea”.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

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